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Vercelli Città

Violenta rissa nelle ultime ore a Vercelli, davanti al Bar Tutto Sport di Viale Rimembranza.

Durante la lite due uomini, entrambi di età compresa tra i 40 e i 45 anni, sono rimasti feriti da colpi d’arma da taglio.

Sul posto sono intervenuti i Sanitari con un’ambulanza medicalizzata e i Carabinieri della Compagnia di Vercelli.

I due feriti sono stati trasportati all’ospedale Sant’Andrea di Vercelli: uno è stato ricoverato in codice rosso, l’altro in codice giallo.

L’intervento è ancora in corso. I Carabinieri stanno lavorando per ricostruire la dinamica dei fatti, chiarire le cause della lite e identificare tutte le persone coinvolte.

Da prime sommarie informazioni sembra che a brandire due armi da taglio sia stato un uomo originario dell’Est Europeo.

Le vittime sarebbero di origine nordafricana e cinese.

Aggiornamenti nelle prossime ore – clicca qui –

Posted in Cronaca
Biellese e Oropa, Provincia di Vercelli, Regione Piemonte

Is 5, 1-7

Dal libro del profeta Isaìa
Voglio cantare per il mio diletto il mio cantico d’amore per la sua vigna. Il mio diletto possedeva una vigna sopra un fertile colle.

Egli l’aveva dissodata e sgombrata dai sassi e vi aveva piantato viti pregiate; in mezzo vi aveva costruito una torre e scavato anche un tino.
Egli aspettò che producesse uva; essa produsse, invece, acini acerbi.
E ora, abitanti di Gerusalemme e uomini di Giuda, siate voi giudici fra me e la mia vigna.
Che cosa dovevo fare ancora alla mia vigna che io non abbia fatto? Perché, mentre attendevo che producesse uva, essa ha prodotto acini acerbi?
Ora voglio farvi conoscere ciò che sto per fare alla mia vigna: toglierò la sua siepe e si trasformerà in pascolo;
demolirò il suo muro di cinta e verrà calpestata.
La renderò un deserto, non sarà potata né vangata e vi cresceranno rovi e pruni; alle nubi comanderò di non andarvi la pioggia.
Ebbene, la vigna del Signore degli eserciti è la casa d’Israele; gli abitanti di Giuda sono la sua piantagione preferita.
Egli si aspettava giustizia ed ecco spargimento di sangue,
attendeva rettitudine ed ecco grida di oppressi.

Sal.79

RIT: La vigna del Signore è la casa d’Israele.

Hai sradicato una vite dall’Egitto,
hai scacciato le genti e l’hai trapiantata.
Ha esteso i suoi tralci fino al mare,
arrivavano al fiume i suoi germogli.

  RIT: La vigna del Signore è la casa d’Israele.

Perché hai aperto brecce nella sua cinta
e ne fa vendemmia ogni passante?
La devasta il cinghiale del bosco
e vi pascolano le bestie della campagna.

  RIT: La vigna del Signore è la casa d’Israele.

Dio degli eserciti, ritorna!
Guarda dal cielo e vedi
e visita questa vigna,
proteggi quello che la tua destra ha piantato,
il figlio dell’uomo che per te hai reso forte.

  RIT: La vigna del Signore è la casa d’Israele.

Da te mai più ci allontaneremo,
facci rivivere e noi invocheremo il tuo nome.
Signore, Dio degli eserciti, fa’ che ritorniamo,
fa’ splendere il tuo volto e noi saremo salvi.

Hai divelto una vite dall’Egitto,
per trapiantarla hai espulso i popoli.
Ha esteso i suoi tralci fino al mare
e arrivavano al fiume i suoi germogli.

  RIT: La vigna del Signore è la casa d’Israele.

Perché hai abbattuto la sua cinta
e ogni viandante ne fa vendemmia?
La devasta il cinghiale del bosco
e se ne pasce l’animale selvatico.

  RIT: La vigna del Signore è la casa d’Israele.

Dio degli eserciti, volgiti,
guarda dal cielo e vedi e visita questa vigna,
proteggi il ceppo che la tua destra ha piantato,
il germoglio che ti sei coltivato.

  RIT: La vigna del Signore è la casa d’Israele.

Da te più non ci allontaneremo,
ci farai vivere e invocheremo il tuo nome.
Rialzaci, Signore, Dio degli eserciti,
fà splendere il tuo volto e noi saremo salvi.

  RIT: La vigna del Signore è la casa d’Israele.

Fil 4, 6-9
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési
Fratelli, non angustiatevi per nulla, ma in ogni circostanza fate presenti a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti.

E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù.
In conclusione, fratelli, quello che è vero, quello che è nobile, quello che è giusto, quello che è puro, quello che è amabile, quello che è onorato, ciò che è virtù e ciò che merita lode, questo sia oggetto dei vostri pensieri.
Le cose che avete imparato, ricevuto, ascoltato e veduto in me, mettetele in pratica. E il Dio della pace sarà con voi!

Mt 21, 33-43
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo:
“Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo, che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.
Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo.
Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero.
Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?”.
Gli risposero: “Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo”.
E Gesù disse loro: “Non avete mai letto nelle Scritture:
“La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi”?
Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti”.

***

UN PENSIERO SULLA PAROLA, COMMENTO A CURA DELLE SUORE CARMELITANE DEL MONASTERO “MATER CARMELI DI BIELLA”

La forza capace di cambiare la vita

(Is 5,1-7; Sal 79; Fil 4,6-9; Mt 21, 33-43)

Gesù chiama nuovamente all’ascolto i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo,  coloro che hanno maggiore responsabilità nella formazione delle coscienze in senso religioso e civile.

A chi è affidato molto, molto sarà chiesto (Lc 12,48).

È dunque fondamentale non trascurare la propria vocazione, ascoltando, lasciandosi formare, per poter essere di aiuto al prossimo.

Nessuno può dare ciò che non ha e un cieco non può guidare un altro cieco (Lc 6,39).

“La fede in Gesù Cristo non è una teoria, ma una forza capace di cambiare la vita”.

Ogni uomo che vive in Cristo Gesù deve essere portatore di tale forza, deve essere cioè capace di cambiare la propria vita, di rinnovarla per la potenza di Cristo (Matta El Meskin, monaco copto ortodosso).

Con la forza dello Spirito di Dio il credente diventa qualcuno che incontrandolo ci lascia migliori.

Attraverso la potenza della Parola, il Signore chiama anche noi ad ascoltare e a lasciarci formare per giovare a noi stessi e al nostro prossimo.

I contadini della parabola hanno ricevuto in affitto una vigna, il padrone del terreno piantandola, l’aveva circondata con una siepe, vi aveva scavato una buca per il torchio e costruito una torre.

La vigna era stata oggetto di lavoro, di cura, il padrone vi aveva dedicato il suo tempo.

Tutto questo avrebbe facilitato il lavoro dei contadini ai quali il padrone affiderà la vigna per poi partire e andare lontano.

Questo fatto si può intendere come un gesto di piena fiducia, il padrone non controlla il lavoro dei contadini, accetta i rischi e lascia libertà e responsabilità.

Quando arriva il tempo di raccogliere i frutti, manda i suoi servi, ma i contadini, mossi da uno spirito omicida, producono frutti di morte.

Essi respingono con violenza i servi fedeli, che a più riprese vengono loro inviati, invece di dare segni di conversione avanzano nelle tenebre fino all’epilogo dell’uccisione del figlio stesso del padrone.

Nel diritto dell’epoca le proprietà che appartenevano a stranieri che venivano a trovarsi senza eredi – i contadini potevano supporre che il figlio venisse a prendere possesso dell’eredità del padre morto -, diventavano proprietà di coloro che di fatto le coltivavano. I contadini visto il figlio, dissero tra loro:

“Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”.

Questo Vangelo è drammaticamente cadenzato dal Verbo uccidere, apice dell’avidità dei contadini, della mancanza di gratitudine, del tradimento della fiducia, del complotto per il possesso e il potere, dell’aggressività che cresce priva di pentimento.

Eppure la risposta che gli interlocutori danno a Gesù indica la capacità di discriminare il bene dal male (Mt 21,41), il che sembra indicare che siamo in presenza di una colpevolezza chiara. È un brano intriso di tristezza per il rifiuto, per l’abuso di potere che richiama il peccato di origine, volersi mettere al posto di Dio: “la vigna sarà nostra”.

Non sarà così, il Vangelo si conclude con la parola del Signore che dichiara:

“A voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti”.

Le Sorelle Carmelitane

Monastero Mater Carmeli – Biella Chiavazza     

Posted in Pagine di Fede, Vercelli Oggi

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Posted in Cultura e Spettacolo

Si è tenuto nel pomeriggio di oggi, sabato 3 ottobre, il raduno annuale del Gruppo Alpini di Valmaggiore al quale ha partecipato il sindaco di Quarona Francesco Pietrasanta.

Pietrasanta commenta: “Un onore e un orgoglio essere presente come Sindaco e cittadino per vedere la rinascita di questo gruppo che mosso da passione e determinazione ha ridato lustro alle sue tradizioni. In questa giornata rispetto e solidarietà sono le parole d’ordine. Rispetto di un gruppo per i propri caduti e solidarietà degli altri Gruppi Alpini accorsi per assistere alle celebrazioni. Le penne nere ancora una volta sono maestre di vita. Complimenti a tutti in particolare al Capogruppo Franco Primatesta che mi ha donato anche il libro sui racconti del suo servizio di leva. All’Italia e al Mondo, prosperità e pace!. W gli Alpini, W l’Italia!”.

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Redazione di Vercelli

Posted in Società e Costume

Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Biella ha accolto con piacere l’invito a fornire un contributo alla 2a rievocazione del Circuito motoristico di Biella del 1939, esponendo due motocicli d’epoca appositamente messi a disposizione dal Museo Storico.

Il Circuito motoristico di Biella, nato come evento sportivo dedicato alle motociclette da competizione, fu una delle poche corse motociclistiche urbane del nord Italia svoltesi prima del II conflitto mondiale e attirò un gran numero di spettatori.

Il tracciato, di circa 2 km., si snodava nella città, su strade normalmente aperte al pubblico, chiuse per l’occasione.

Tra le diverse iniziative collegate alla sua seconda rievocazione, che si è tenuta oggi, sabato 3 ottobre, nelle vie del centro storico di Biella, ha avuto particolare rilievo l’esposizione in viale Matteotti di numerosissimi motoveicoli storici, appartenenti sia ad amatori privati che alle Forze di Polizia.

In questa prestigiosa cornice, hanno riscosso molto interesse, da parte di un nutrito pubblico, tra cui numerosi appassionati del settore, Autorità e turisti, le storiche moto Gilera 124 “Giubileo” e Guzzi 500 “Falcone Sport” della Guardia di Finanza, che sono state esposte in uno stand specificamente allestito dal Corpo.

Le Gilera 124 “Giubileo”, entrate in servizio negli anni ’60 del secolo scorso, furono utilizzate dagli allora Nuclei di Polizia Tributaria (che originavano dall’istituzione, nel 1923, della “Polizia Tributaria Investigativa” e che si sono evoluti negli attuali Nuclei di Polizia Economico-Finanziaria) e Brigate Volanti, per potenziare i servizi di ricognizione e vigilanza delle frontiere terrestri e lungo le coste del Paese, ma anche velocizzare le comunicazioni tra i Comandi del Corpo, fungendo da “portaordini”.

L’impiego delle Guzzi 500 “Falcone Sport” risale, invece, agli anni ’50 e si è protratto fino agli anni ‘70 e nasce dall’esigenza di affiancare alle autovetture “da inseguimento”, impegnate nella lotta al contrabbando, dei motoveicoli potenti, maneggevoli e veloci, in grado di destreggiarsi anche lungo itinerari tortuosi e sulle difficili rotabili di montagna. Il loro impiego, di norma, avveniva in coppia, con alla guida dei Finanziari “centauri” addestrati attraverso specifici corsi di formazione.

La presenza del Corpo all’odierna manifestazione è stata resa possibile grazie alla preziosa collaborazione offerta dal Museo Storico della Guardia di Finanza, Ente morale fondato nel 1937, con sede a Roma e dotato di 13 realtà museali distaccate site in diverse aree del territorio nazionale, che rappresenta il principale punto di riferimento per il Corpo nel campo della ricerca storica e della divulgazione delle tradizioni e dei valori delle Fiamme Gialle.

I suddetti motoveicoli, infatti, fanno parte della “Raccolta Veicoli Storici” del Museo Storico, istituita nel 2015, in occasione dell’ottantesimo anniversario del Servizio Motorizzazione della Guardia di Finanza, oggi composta da decine di mezzi d’epoca già appartenuti al Corpo, perfettamente restaurati, che partecipano annualmente, in forma statica o dinamica, alle principali manifestazioni motoristiche nazionali ed internazionali del Paese.

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Redazione di Vercelli

Posted in Lo Sport, Società e Costume

Ci sono vittorie che non si misurano in secondi né sul traguardo di una volata, ma nella speranza che sanno regalare.

Gattinara ha vissuto un momento speciale ospitando la tappa del XIV Charity Bike Tour FFC Ricerca, la grande pedalata solidale organizzata dalla Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica.

Piazza Paolotti ha accolto calorosamente la carovana al suo arrivo in città, tappa di un percorso straordinario che ha attraversato laghi e montagne tra Lecco e Biella, passando per il Verbano e l’Alto Piemonte, per portare lungo le strade un messaggio potente di speranza e sostegno concreto alla scienza.

A guidare il gruppo è stato Matteo Marzotto, presidente di FFC Ricerca e ideatore del Bike Tour, affiancato da un gruppo d’eccezione composto da celebri campioni della storia del ciclismo italiano.

Volti noti e vincitori delle corse più prestigiose hanno scelto di mettere la propria notorietà e le proprie energie al servizio di una causa fondamentale.

Giunta a Gattinara dopo la partenza da Verbania e Omegna, la carovana ha fatto sosta in città per incontrare la comunità, prima di ripartire in direzione Candelo e concludere il viaggio a Biella.

Ad attendere i corridori erano presenti l’Amministrazione comunale e le principali realtà associative del territorio – tra cui Alpini, Croce Rossa, Rotary Club, Pro Loco ed Enoteca Regionale – insieme a tantissimi cittadini che hanno affollato la piazza per testimoniare il proprio affetto.

L’inserimento di Gattinara nel percorso dell’evento è stato reso possibile anche grazie all’impegno e alla determinazione di Secondino Pignolo.

Orgoglio e gratitudine sono stati espressi dal Vicesindaco Daniele Baglione, che ha ringraziato l’organizzazione ed evidenziato come Gattinara abbia risposto con grande cuore a un appuntamento che ricorda a tutti come i traguardi più importanti si possano raggiungere soltanto insieme.

L’evento ha permesso di riportare l’attenzione sulla fibrosi cistica, patologia genetica grave che colpisce l’apparato respiratorio e digerente, ricordando quanto i progressi della ricerca abbiano migliorato negli anni la qualità della vita dei pazienti.

La tappa gattinarese ha dato così ufficialmente il via alla XXIV Campagna Nazionale FFC Ricerca, che nel mese di ottobre vedrà i volontari impegnati nelle piazze italiane con il “Ciclamino della Ricerca” per raccogliere fondi a favore dei nuovi progetti scientifici.

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Redazione di Vercelli

Posted in Salute & Persona

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Posted in Salute & Persona

C’è un luogo, sopra Gattinara, dove la storia incontra i vigneti e lo sguardo abbraccia un paesaggio che da secoli racconta l’identità di questa terra. È il Castello di San Lorenzo, uno dei luoghi più suggestivi e simbolici della collina gattinarese, che oggi torna a essere protagonista grazie a un importante intervento di recupero e valorizzazione.

Sabato 17 ottobre, con partenza dalla Torre delle Castelle, alle ore 14.30, saranno inaugurati gli interventi realizzati al Castello e i lavori di sistemazione e messa in sicurezza delle strade collinari: due progetti distinti, ma profondamente legati da una stessa visione, quella di custodire e rendere nuovamente fruibile il patrimonio storico, rurale e paesaggistico di San Lorenzo.

La storia di questo luogo attraversa più di mille anni.

Sulla sommità del colle è documentata già nell’882 la Pieve di San Lorenzo; tra il 1187 e il 1190 il Comune di Vercelli vi fece edificare il castello, inglobando l’antica chiesa nel complesso fortificato.

Dalla sua posizione dominante, San Lorenzo controllava la valle del Sesia e le principali vie di comunicazione, diventando uno dei punti strategici del territorio.

Dopo secoli di trasformazioni, abbandoni e crolli, oggi ciò che resta del Castello non è più soltanto una testimonianza del passato, ma torna a essere una presenza viva nel paesaggio.

A rendere possibile questo importante recupero è stata Marina Olwen Fogarty, (Cantine Vallana) proprietaria del Castello di San Lorenzo e dei vigneti circostanti, che ha realizzato gli interventi grazie a un finanziamento di 150.000 euro ottenuto nell’ambito di un bando per il restauro e la valorizzazione del patrimonio architettonico e paesaggistico rurale, finanziato dal PNRR – Missione 1, Componente 3, Misura 2 “Rigenerazione di piccoli siti culturali, patrimonio culturale, religioso e rurale”, Investimento 2.2, con risorse dell’Unione europea – NextGenerationEU, gestite dal Ministero della Cultura e con Regione Piemonte quale soggetto attuatore.

Un intervento privato sostenuto da risorse pubbliche che restituisce valore a un bene di grande interesse per l’intera collettività e che si inserisce in un territorio nel quale la storia del Castello si intreccia da sempre con quella della viticoltura.

Un legame che trova oggi continuità anche nella presenza delle Cantine Vallana, custodi di una lunga tradizione vitivinicola dell’Alto Piemonte e parte integrante del racconto di questo luogo.

Parallelamente si sono conclusi gli interventi promossi dal Comune di Gattinara nell’ambito del progetto PNRR M2.C4.I2.2 – Messa in sicurezza idrogeologica del versante di San Lorenzo, finanziato dall’Unione Europea – Next Generation EU per circa 2 milioni di Euro, che hanno interessato la sistemazione della viabilità collinare e, in particolare, Via alla Torre e i percorsi di accesso alla zona del Castello.

Opere che significano maggiore sicurezza del territorio, migliore accessibilità ai vigneti e ai fondi agricoli, tutela del paesaggio e valorizzazione di una delle aree più identitarie di Gattinara.

«Quella di San Lorenzo è una storia nella quale pubblico e privato hanno saputo incontrarsi attorno a un patrimonio comune – sottolineano il Sindaco Maria Vittoria Casazza e il Vicesindaco Daniele Baglione -. Ringraziamo Marina Olwen Fogarty per aver creduto nel recupero di questo luogo e per aver restituito alla comunità la possibilità di conoscerlo e viverlo. Il Castello, le strade, i vigneti e la collina sono parti di un unico paesaggio: intervenire per conservarli e renderli accessibili significa custodire la nostra storia e, nello stesso tempo, costruire nuove opportunità per il futuro di Gattinara».

L’inaugurazione sarà accompagnata da una passeggiata storico-culturale dalla Torre delle Castelle al Castello, con visita guidata e racconto della storia del Castello di San Lorenzo lungo il percorso.

La partecipazione è libera e gratuita; per ragioni organizzative è gradita la prenotazione attraverso visitgattinara.it.

Per la passeggiata sono consigliati abbigliamento comodo e calzature adatte al percorso.

San Lorenzo torna così a essere un luogo da raggiungere, attraversare e vivere: un patrimonio antico che ritrova il proprio posto nel presente e torna a raccontare Gattinara.

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Redazione di Vercelli

Posted in Società e Costume
Biellese e Oropa, Casale e Monferrato casalese, Lungosesia Ovest e Baraggia, Valsesia e Valsessera, Vercellese

Gestione degli acquedotti: bocce ferme.

Forse meglio dire: “tenute” ferme.

Ma andiamo con ordine.

***

Oggi, 2 ottobre, di buon mattino (ore 9, poi un po’ allungato per mettere a punto i sistemi di video conferenza) si è riunita l’Assemblea (Conferenza d’Ambito) di Egato2, cioè la riunione di tutti i rappresentanti degli Enti che costituiscono l’organo di governo dell’acqua in provincia di Vercelli, in quella di Biella e nella parte casalese e valenzana della provincia di Alessandri.

Qui sotto il laconico, quanto “pesante” ordine del giorno:

CONVOCAZIONE CONFERENZA AMBITO 2 OTTOBRE 2026 –

Perché un provvedimento transitorio?

Presto detto.

Sappiamo che il Tar (Tribunale Amministrativo Regionale) del Piemonte ha cassato la

decisione del Commissario Andrea Fluttero di affidare per 30 anni la gestione degli acquedotti di tutta l’area alla società “in house”, interamente pubblica, Bcv Acque spa. – leggi qui -.

Da quel momento si sono affastellate le domande.

La più importante: chi gestisce effettivamente gli acquedotti da ora in poi?

Risposta facile: continua a gestirli Bcv Acque per la parte che risulta dai conferimenti dei quattro consorzi confluiti nella nuova società, che sono: Cordar Biella, Cordar Valsesia, Sii spa, Am+spa (Casale e Valenza).

E questo per alcuni (iniziali) motivi.

Anzitutto, dalla data di pubblicazione della sentenza torinese demolitoria del piano Fluttero (14 settembre), ci sono comunque 60 giorni di tempo per presentare, da parte dei soggetti soccombenti, ricorso al Consiglio di Stato (l’Organo di appello, nella Giustizia Amministrativa, rispetto al giudizio di primo grado del Tar Piemonte).

Al Consiglio di Stato si può chiedere la cosiddetta “sospensiva”, il provvedimento cautelare che congela le cose fino al momento della sentenza di merito (cioè quando i Giudici di Roma daranno ragione o a Bcv Acque spa oppure a Iren e collegati).

Quel momento può arrivare anche a distanza di un anno e forse più (ma non è sempre detto, in casi importanti ci si può arrivare un po’ prima).

Ovviamente, Bcv Acque spa – ben prima del termine dei 60 giorni a disposizione – ha presentato ricorso, appunto a Roma.

E, altrettanto evidentemente, ha chiesto la “sospensiva”: che sarà decisa nell’udienza del 15 ottobre prossimo.

Ma Bcv ha fatto di più: si è avvalsa di un’ulteriore prerogativa concessa al ricorrente, cioè quella di chiedere una sorta di “super” sospensiva, una cosa urgentissima, affidata alla valutazione del Presidente di Sezione del Consiglio di Stato.

Ci sono, infatti, casi in cui ci può essere un fortissimo pericolo di compromettere le cose se non interviene qualche provvedimento che è, appunto, detto “cautelare”.

Ma questa “sospensiva fast” non è stata concessa ed ecco, linkato qui sotto, il provvedimento di diniego, che è datato 22 settembre.

DECRETO CONSIGLIO DI STATO – DINIEGO 22 SETTEMBRE 2026

***

Dunque, che fare?

Pare proprio che sia scelto di non fare assolutamente nulla di sconvolgente, se non di aspettare gli eventi; circostanza che, in questo momento, pare faccia comodo un po’ a tutti.

Anche in quanto, finchè il Consiglio di Stato non si pronuncerà con la sentenza definitiva (comunque, come visto, probabilmente tra molti mesi) praticamente ognuno si tiene ciò che ha e questo, in fondo, è sempre stato ciò che un po’ tutti i moderati di entrambi gli schieramenti (al di là dei proclami) hanno sempre voluto.

La deliberazione adottata oggi dalla Conferenza d’Ambito (hanno partecipato praticamente, con poche eccezioni, tutti gli aventi diritto, cosa che non si vedeva da tempo) dice in sostanza questo.

Ecco il documento messo in discussione.

PROVVEDIMENTO TRANSITORIO EGATO2 – 2 OTTOBRE 2026

Abbiamo evidenziato in giallo i passaggi salienti.

Asm Vercelli spa si tiene la gestione degli acquedotti che ha già oggi.

Bcv Acque spa continua nella gestione di tutti gli altri che prima erano mandati avanti dai quattro Consorzi.

Per paradosso – sottolineano alcuni osservatori – ora come ora ci sarebbero forse più problemi se il Consiglio di Stato concedesse la sospensiva, piuttosto che il contrario.

Perché la delibera di oggi rimanda sostanzialmente (vi si sottomette: il che è ovvio, ma meglio precisarlo) al giudizio di merito definitivo dei supremi Giudici Amministrativi.

La lettura di questi documenti è forse un po’ impegnativa, ma ci permettiamo di raccomandarla anche perché – ad un esame in filigrana – potrebbe aiutare a preconizzare il futuro.

Che può prendere diverse strade.

La prima.

Se il Consiglio di Stato ribalterà la sentenza del Tar Piemonte e dirà che va bene la soluzione Fluttero e cioè la totale gestione di Bcv Acque spa degli acquedotti di tutta l’area, la società pubblica dovrà liquidare Asm Vercelli spa, pagare le migliorie fatte sulle reti in questi anni, e gestire anche Vercelli e comuni collegati.

La seconda.

Se, invece, il Consiglio di Stato confermerà definitivamente la Sentenza del Tar Piemonte, si ricomincerà daccapo: tutto tornerà alla situazione “ante” Fluttero.

E qui, di nuovo, per un bel po’ di tempo ciascuno continuerà a gestire ciò che ha già ora: Bcv spa i territori dei Consorzi e Asm Vercelli la propria area.

Che, di nuovo, è ciò che in fondo pare non spiaccia a nessuno.

***

La terza.

Lungo i mesi che passano nell’attesa della sentenza definitiva, magari qualche persona di buona volontà prova e mettere un po’ tutti d’accordo, facendo notare che (come già anticipato) al di là dei massimalismi, la gestione mista è ciò che in tanti hanno sempre desiderato: appunto i moderati di entrambi gli schieramenti, ai quale pare proprio non dispiaccia affatto immaginare il futuro come “fotografia” dell’attuale situazione, in cui ciascuno si tiene ciò che ha già.  

Sicchè (la quarta): Egato2 bandisce una gara per la gestione mista (con una Società in parte pubblica e in parte privata) ove, per la parte privata, potrebbe partecipare Iren (forse portandosi appresso Asm, ma non è detto).

Ne conseguirebbe un’unica società, appunto pubblica e privata, per poi suddividere, nell’ambito della medesima e come meglio si credesse la gestione delle singole aree.

Oppure (quinta soluzione): non si trova l’accordo e allora ad Egato2 non resta che bandire la gara pubblica, questa volta per la gestione dell’intero territorio.

Una gara cui potrebbero partecipare sia i grandi players (Iren, Hera, A2A, Acea) in concorrenza tra loro e forse insinuarsi come concorrente singolo la stessa Bcv Acque spa.

***

Insomma, come si vede le ipotesi sono tante e tutto fa ritenere che siamo solo agli inizi di una nuova fase caratterizzata – per quanto è possibile capire – dalla consapevolezza, ormai generalmente condivisa, che un accordo bisognerà trovarlo.

***

Come finirà?

Chi virà, vedrà.

 

Posted in Trippa per i gatti

La Fondazione rende noto che è stato pubblicato il bilancio dell’esercizio chiuso il 30 giugno 2026 che corrisponde alle risultanze delle scritture contabili regolarmente tenute e redatto secondo i principi d’esercizio ai sensi dell’art. 13 comma 1 D.L. 3 luglio 2017 n. 117, utilizzando gli schemi conformi al DM 5 marzo 2020 n.39, pertanto composti da Stato Patrimoniale, Rendiconto Gestionale, Relazione di Missione.

Il bilancio 2026 presenta un Rendiconto gestionale con un risultato positivo (822€ post Imposte) derivante da valori complessivi di Ricavi (753.410 €) e Costi (753.152) €, leggermente in crescita vs l’edizione 2025, a conferma di una gestione consolidata e in grado di garantire le risorse economiche necessarie allo svolgimento della manifestazione; in questa edizione sono infatti state confermate tutte le iniziative pregresse, è stato completato il nuovo assetto delle piazze Freguglia e Rondolino e sono stati sviluppati alcuni nuovi progetti.

Relativamente ai Ricavi si registra un incremento dei Contributi Pubblici essenzialmente a seguito del riconoscimento avuto dalla Regione Piemonte come “Grande Evento” con un apporto di 75.000 €, che ha più che compensato le riduzioni dei contributi pervenuti dal Ministero pari a 25.258€.

Le iniziative attuate sul fronte del merchandising con la vendita dei gadget predisposti, dei Libri del National Geographic e del manifesto, unitamente all’ampliamento di Villaggio Arancio, hanno generato un volume incrementale di introiti che ha ampiamente compensato una contrazione dei contributi da privati; di questi peraltro una parte già deliberata ma non ancora incassata non compare nell’attuale bilancio.

Relativamente ai costi si evidenzia un sostanziale allineamento al 2025 dei costi operativi, su cui sono state avviate azioni di ottimizzazione e contenimento a invarianza di operatività, grazie anche all’apporto di nuovi partner come ad esempio Ticketone nella gestione di tutte le attività di “ticketing”.

Sono state confermate tutte le iniziative avviate nelle passate edizioni: Bande in Piazza del giovedì sera, ulteriore qualificazione dei Gruppi Storici e folkloristici nel Corteo di domenica e martedì, l’esibizione di Gruppi e Bande stanziale in c.so Massimo d’Azeglio nel pomeriggio della domenica.

La leggera crescita complessiva deriva in parte dai maggiori costi per l’allestimento di Villaggio Arancio, come detto maggiormente esteso, e dai maggiori ammortamenti conseguenti alla capitalizzazione dei costi relativi ai Video, realizzati durante il Carnevale, che saranno a breve fruibili tramite i totem posti all’interno della città.

Anche nel 2026 si è posta particolare attenzione alla sostenibilità ambientale proseguendo con tutte le iniziative in termini di utilizzo di materiali bio e riciclati negli acquisti e introducendo una nuova linea di gadget derivanti dal riutilizzo dei vecchi banner delle edizioni precedenti che hanno anche avuto significativo successo presso il pubblico.

Il fondo rischi è stato portato a 18.000 € in ottica cautelativa pro-futuro.

Relativamente al Fondo costituito per il contributo alle Componenti dello Storico Carnevale d’Ivrea, si è deciso in accordo con l’Associazione delle Componenti stesso di destinare le risorse già disponibili a bilancio 2025 agli interventi di allestimento che le squadre hanno direttamente gestito per il completamento del nuovo assetto nelle Piazze Freguglia e Rondolino.

Con l’edizione 2026 è stato nuovamente costituito il Fondo per 16.546 €, la cui destinazione è già stata congiuntamente definita a contribuzione dell’acquisto di una tenda attrezzata a disposizione della CRI, da cui si trarrà anche beneficio per le prossime edizioni del Carnevale.

Sul fronte del Patrimonio il leggero incremento delle immobilizzazioni in corso è legato alle Capitalizzazioni per la realizzazione dei filmati e per lavori di manutenzione straordinaria eseguiti presso il Palazzo della Credenza.

Si evidenzia altresì il significativo contenimento di debiti e crediti residui avendo potuto completare in tempi accelerati tutte le operazioni di cassa.

La gestione ha consentito infine, come da Rendiconto Finanziario, una crescita delle disponibilità liquide (69.044 €), che costituiscono un base di partenza utile per l’avvio delle operatività del prossimo esercizio.

Anche l’edizione 2026 chiude dunque con un risultato economico positivo che, pur nella consapevolezza della complessità in aumento e delle criticità in essere, consente di operare con positività e fiducia alla predisposizione della prossima edizione dello Storico Carnevale di Ivrea, forti anche di un consolidato assetto che permette di guidare con cura e attenzione la gestione e le relative operatività.

Il tutto senza rinunciare a nuove progettualità e sviluppi a cui si sta lavorando con la massima attenzione.

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Redazione di Vercelli

Posted in Società e Costume