Mese: Settembre 2026
Un incontro, quello di stamane all’Istituto Cavour di Vercelli, che pareva concepito per testimoniare come il magistero di Celestino Peroglio non sia caduto nel vuoto e come l’istituzione scolastica da lui sostenuta e promossa, anche a distanza di tanti anni, sembri volerne coerentemente perpetuare l’insegnamento.
Ma chi fu Celestino Peroglio?
Proprio oggi, quando l’Istituto Cavour compie un altro passo importante per offrire occasioni di crescita ai propri allievi, pensiamo non sia superfluo parlare un po’ di questa eccezionale personalità.
A costo di rimandare tra qualche riga la cronaca del piacevole incontro con il Dirigente Scolastico Prof. Paolo Massara e con le Colleghe Professoresse Elena Ferraris e Giulia De Santis, che hanno preparato con lungimiranza e passione educativa un programma di incontri che ci ripromettiamo di seguire.
Dunque, Celestino Peroglio: a lui dobbiamo, dapprima, l’idea di una scuola tecnica a Vercelli e, poi, l’impulso a quello che di lì a poco sarebbe diventato il prestigioso ed imponente edificio dell’Istituto Cavour.
Ai Lettori ed ai nostri gentili Ospiti di stamane chiediamo un po’ di pazienza, ma pensiamo ne varrà la pena, perché Peroglio sarebbe stato certamente contento di ascoltare con noi il programma delle iniziative messo a punto al “suo” Cavour.
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Nativo di Palestro (1824) Peroglio fu insegnante di Storia e Geografia presso il Collegio Nazionale di Vercelli.
Qui concepì l’dea di offrire nuove opportunità formative con le Scuole Speciali Tecniche.
Il suo afflato educativo per i giovani era – come si direbbe oggi – a tutto campo.
Siamo sempre stati grati al nostro Professore Terenzio Sarasso di averci, un lontano giorno di 50 anni fa e oltre, assegnato una ricerca su Perogllo: leggendo le sue carte trovammo un flash su certa gioventù del tempo “adusa a confondere l’etica con l’etichetta”.
Un tema che conviene monitorare in ogni tempo e si può essere sicuri, scorrendo, come faremo tra poche righe, il programma delle proposte educative alla “cittadinanza” in questo anno scolastico 2026 – 2027, che al Cavour di oggi questo rischio non si corre.
L’idea della nuova scuola fu rapidamente condivisa e realizzata nel progetto che, nel 1854, vede la nascita a Vercelli della prima Scuola Tecnica in Italia, appunto l’Istituto Cavour, che ebbe come prima sede un piano dell’Istituto Lagrangia.
L’iniziativa ebbe subito successo, tanto da rendere evidente la necessità di avere una “casa” più grande.
E qui occorre “trasferirsi” per un momento in un altro “ambiente” narrativo.
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IL QUADRANTE SCOLASTICO, SIMBOLO DELLA VERCELLI CHE VUOLE CRESCERE
Sarà capitato a molti, che hanno accompagnato i figli a scuola, cogliere, in tutta la sua sapiente bellezza, l’idea lungimirante capace di concepire il “quadrante” urbanistico di Vercelli, dedicato alla formazione scolastica.
Quello che si estende da Corso Italia fino al Liceo Scientifico, per poi idealmente prolungarsi a Piazza della Vittoria, con l’Istituto Tecnico Agrario.
Si tratta di un frutto maturo del Piano Regolatore del 1905.
Una prima, ma fondativa, risposta al respiro nuovo di una città che si direbbe in debito di ossigeno, nella propria tensione verso un dinamismo che pare volersi lasciare alle spalle almeno tre Secoli di costrizione nello spazio, via via sempre più angusto, della cinta muraria, poi richiamata da quella dei viali.
Nel 1909, lungo il Viale Regina Margherita (poi, appunto, Corso Italia) furono dapprima collocate le Scuole Femminili (poi Istituto Magistrale) e, soprattutto, dal 1911 – 1914, raccogliendo il testimone della iniziativa di questo straordinario figlio dell’Alta Lomellina e poi di Vercelli, appunto Celestino Peroglio, proprio il nuovo edificio dell’Istituto Cavour.
Peroglio cittadino, diremmo oggi, onorario: nacque a Palestro (1824) e morì a Bologna nel 1909, prima di vedere realizzata la nuova “casa” della propria creatura cui dedicò un così intelligente impegno.
Pochi anni prima (1904) lungo l’attuale Corso Palestro sorsero asili e palestre, e fu sempre più chiara l’indicazione della prospettiva di espansione lungo Viale Rimembranza.
Si trattava di dare nuovi spazi ad una società che ben conosceva, e sempre meno sopportava, alcuni dei più limitanti fattori inibitori del proprio sviluppo.
L’ “asfissia” patita per effetto dei limiti urbanistici, non era, del resto, mai stata ignorata dai reggitori della Cosa Pubblica, certamente consapevoli del retaggio ancora incombente dal Secolo precedente.
Quando i visitatori che giungevano a Vercelli (cfr. U.Levra – “L’altro volto di Torino risorgimentale, 1814 – 1848” , 1988) coglievano il contrasto tra le vestigia storiche ed artistiche della città, e le condizioni igieniche precarie, la trascuratezza che pareva senza rimedio, la concentrazione della popolazione residente in poche case, abitate anche da venti persone e più, per ciascuna, tutte concentrate nell’attuale centro storico.
Non mancò di levare un grido d’allarme (giugno 1814), rivolto al Ministro dell’Interno, il Sindaco Giuseppe Avogadro della Motta, preoccupato per la persistenza di certe “mefitiche esalazioni” che ammorbavano l’aria.
E che, forse, non furono estranee nemmeno al dilagare di malattie “sociali”, che mettono l’osservatore di oggi in condizione di cogliere sorprendenti assonanze con i tempi recenti (parliamo della difficile esperienza del Covid), se è vero che pochi anni più tardi, nel 1817, la città subì una grave epidemia di tifo.
Ancora poca cosa, rispetto a quelle tremende di colera: la prima, con il “paziente uno” del 1831, la “seconda ondata” quindici anni più tardi.
Anche i rimedi imposti dall’Autorità Sanitaria, suonano ora di singolare familiarità: quarantene, disciplina dei mercati secondo norme di distanziamento sociale, cordoni sanitari e divieto di assembramenti pubblici.
Il Medico Angelo Bracco (1831?) dà alle stampe un prontuario (cfr. Dialogo tra il Medico ed il Sindaco di campagne per istruire il popolo a preservarsi dal colera e curarsi nelle prime ore della malattia e norme ai sindaci e proprietarj per lazzaretti provvisorj) nel quale, tra l’altro, si raccomanda di coprirsi la bocca con un panno inumidito: l’antesignano delle mascherine?
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In questo contesto, come abbiamo visto, prende forma (anche se lui non vedrà la fine del cantiere) il rinnovato invito di Celestino Peroglio a dare spazi idonei alla crescente domanda formativa.
Domanda che coglieva l’esigenza del mondo produttivo di una società in rapido sviluppo, tanto in agricoltura (Geometri) quanto nella produzione industriale, artigianale e nel commercio (Ragionieri).
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ED ORA LE INIZIATIVE DI EDUCAZIONE ALLA CITTADINANZA NEL 2026 – 2027
Fine di questo breve excursus storico.
Utile, tuttavia, per sapere perché, grazie a chi ed in virtù di quale straordinaria e lungimirante intuizione e passione educativa, oggi possiamo essere qui, in questo bell’edificio, popolato – è una buona, anzi ottima, notizia di questo nuovo Anno scolastico – di un numero crescente di ragazzi e ragazze.
RASSEGNA CULTURALE IIS CAVOUR 2026/2027
Legalità · Sostenibilità · Affettività
Una scuola non educa soltanto attraverso le lezioni. Educa anche quando crea occasioni per incontrare il mondo, confrontarsi con esperienze diverse e imparare a leggere ciò che accade intorno a noi.
Nasce da questa idea la Rassegna Culturale dell’Istituto di Istruzione Superiore Cavour 2026-2027, un percorso che attraversa tre dimensioni strettamente connesse: legalità, sostenibilità e affettività.
Nel corso dell’anno studenti e studentesse incontreranno Magistrati, Avvocati, Forze dell’Ordine, Criminologi, Psicologi, Docenti universitari, Professionisti, Associazioni e realtà del territorio.
Non una successione di conferenze, ma un insieme di occasioni nelle quali la Scuola prova a portare dentro l’aula — e, in alcuni casi, fuori dall’aula — le questioni che riguardano concretamente la vita dei ragazzi.
Ma entriamo nel dettaglio dei singoli orizzonti culturali che si andranno ad esplorare.
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LEGALITÀ.
Conoscere le conseguenze, comprendere le responsabilità.
Il percorso sulla legalità affronta questioni molto vicine alla quotidianità degli adolescenti: dalla disciplina penale degli stupefacenti ai reati legati alla circolazione stradale; dalle conseguenze della guida in stato di ebbrezza al tema del consenso e del rispetto nelle relazioni. Un’attenzione particolare sarà dedicata anche al progetto “Manosfera”, realizzato con il Centro Antiviolenza di Vercelli, e agli approfondimenti sul rapporto tra tecnologia, investigazione e informatica forense.
Tra le proposte più originali della Rassegna c’è Real Talk – Quando il teatro diventa confronto.
Il gruppo teatrale del Cavour metterà in scena situazioni e dinamiche nelle quali i ragazzi potranno riconoscere conflitti, comportamenti, pressioni e scelte della vita quotidiana.
La scena, però, non offrirà risposte precostituite: sarà il punto di partenza per un confronto con Criminologi, Psicologi, Avvocati, rappresentanti delle Forze dell’Ordine e altri professionisti, chiamati a rileggere quanto accaduto, ciascuno dal proprio punto di vista.
Che cosa è successo? Quali responsabilità entrano in gioco? Dove passa il confine? Quali conseguenze può avere un comportamento? E soprattutto: che cosa avrebbe potuto cambiare il corso degli eventi?
Il teatro diventa così uno spazio di analisi e non soltanto di rappresentazione: una scena da guardare, smontare e comprendere insieme.
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SOSTENIBILITÀ.
Uscire dall’aula per prendersi cura del territorio.
La sostenibilità sarà affrontata attraverso incontri dedicati alla transizione equa, alla geografia dell’ambiente naturale e sociale, al turismo sostenibile, alle nuove professionalità legate all’ambiente, all’energia fotovoltaica e al rapporto tra tecnologia e impatto ambientale.
Ma il progetto che più concretamente porta questi temi fuori dalla scuola è Eco Cavour Lab, realizzato con Eduiren, il settore educational del Gruppo Iren e ASM Vercelli.
Il percorso coinvolgerà le classi prime in tre uscite sul territorio, durante le quali gli studenti saranno impegnati nella pulizia del territorio e nella raccolta di alcune tipologie di rifiuti abbandonati a terra.
Un gesto semplice, ma volutamente concreto: vedere ciò che normalmente si attraversa senza guardare, intervenire e restituire cura a uno spazio condiviso.
Alle uscite gli studenti si affiancheranno agli operatori e ai tecnici di ASM Vercelli per comprendere il servizio di igiene urbana, anche attraverso attività esperienziali e momenti di didattica all’aperto, per trasformare la raccolta in un vero laboratorio di educazione ambientale e cittadinanza. Non parlare soltanto di sostenibilità, dunque, ma praticarla.
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AFFETTIVITÀ.
Imparare a riconoscere sé stessi e l’altro.
La terza direttrice della Rassegna riguarda il mondo delle relazioni: consenso, comunicazione, affettività, rispetto e responsabilità.
Il progetto Crush – Il permesso nelle relazioni, gli incontri sul tema “Il silenzio non è consenso”, gli approfondimenti sulle relazioni e l’affettività di coppia, sulla comunicazione e sull’educazione all’affettività costruiranno un percorso progressivo, affrontato attraverso linguaggi e competenze differenti.
A parlare ai ragazzi saranno Psicologi, Criminologi, Avvocati ed esperti, con l’obiettivo di affrontare temi complessi senza semplificarli: imparare a riconoscere i propri confini, comprendere quelli degli altri, comunicare, chiedere e rispettare un consenso, distinguere una relazione sana da una dinamica di controllo o sopraffazione.
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Un calendario, tre direzioni, una stessa idea di scuola.
Da ottobre ad aprile la Rassegna accompagnerà le classi attraverso incontri, laboratori, testimonianze, attività all’aperto e momenti teatrali, coinvolgendo competenze e professionalità diverse.
Legalità, sostenibilità e affettività non saranno quindi tre capitoli separati, ma tre modi diversi di interrogarsi sulla responsabilità: verso le regole e la comunità, verso l’ambiente che abitiamo, verso noi stessi e le persone con cui entriamo in relazione.
È questo il senso della Rassegna Culturale del Cavour: portare il mondo dentro la scuola e, quando serve, portare la scuola nel mondo.
Perché alcune cose si imparano meglio quando smettono di essere soltanto argomenti da studiare e diventano esperienze da vivere, domande da porsi e realtà da osservare da più punti di vista.
Chisola 2
Borgosesia 2
Marcatori: 28′ e 30′ pt Cum, 16′ st e 42′ st Garbellini.
Chisola (3-5-2): Brezzo; Tarantola, Brusa, Paula Da Silva 37′ st Rastrelli); Rizzo, Petracca (44′ st Viano), Rosano, Ozara, Garbellini; Hrom, Pereira Lopes.
A disp.: Cordero, Pompilio, Casazza, Messina, Cattalano, Mazzone, Marini.
All.: Ascoli.
Borgosesia (4-2-3-1): Autoriello; Negretti, Cagia, Fiumanò, Calafiore; Gila, Pinheiro; Bazzan, Gheller, Gerbino (46′ st Manto); Berni.
A disp.: Salina, Pellicone, Crepaldi, Orsi, Pagliari, Dalla Valle, Valentino, Daniello.
All.: Forzatti
Arbitro: Laugelli di Casale Monferrato.
Assistenti: Lavarra di Cosenza e Gatti di Alessandria.
Note: Gara ripresa da 23′ st dopo essere stata rinviata per infortunio all’arbitro. Cielo coperto. Terreno in erba sintetica. Spettatori: 100 circa.
Ammoniti: Cagia, Fiumanò, Gheller. Angoli: 1-2. Recupero: 6′ st.
È la pennellata di Garbellini a tre minuti dal novantesimo per cambiare il destino di una gara infinita.
Correva il 42′ dello spezzone finale quando l’esterno torinese si è accentrato dalla corsia mancina, lasciando partire una traiettoria perfetta: palla sul secondo palo, bacio al legno interno e rete del definitivo 2-2.
Si è così mandato a verbale il recupero del match d’esordio di campionato, congelato settimane fa al 23′ della ripresa a causa del K.O. dell’arbitro.
In terra torinese si ripartiva dal 2-1 granata maturato nella prima frazione (doppietta pirotecnica di Cum e acuto di Garbellini a tenere in corsa i suoi), ma con un vincolo regolamentare non da poco: impossibilitati a scendere in campo i giocatori già sostituiti nella gara originaria.
Mister Thomas Forzatti si è affidato al 4-2-3-1, disponendo Bazzan, Gheller e Gerbino a supporto della punta centrale Berni.
Ne è scaturito un mini-match spigoloso, spezzettato e pregno di tensione.
Prima del graffio finale di Garbellini, i padroni di casa avevano provato a chiudere i conti, facendosi vedere dalle parti della difesa granata solo con un’incornata alta di Hrom.
Trovato il pari, il finale ha visto entrambe le formazioni spingere alla ricerca del colpo del KO, senza però scardinare le rispettive retroguardie.
Con questo 2-2, il Borgosesia muove il pallottoliere e sale a quota 6 punti, installandosi al centro della graduatoria.
Un bilancio di una vittoria, tre pareggi e una sola sconfitta in cinque uscite: ruolino di marcia ideale per far maturare un gruppo dall’età media bassissima e quasi integralmente rinnovato rispetto alla passata stagione.
Ora però non c’è tempo per tirare il fiato.
Per le aquile valsesiane è già ora di proiettarsi al prossimo test di maturità.
Domenica 4 ottobre, alle ore 15:00, al “Comunale” arriverà un Sestri Levante ferito e affamato di punti, fresco di esonero per mister Ruvo.
Davanti ai propri tifosi, i granata avranno l’occasione d’oro per dare continuità ai propri risultati in un girone fin qui contrassegnato da un grande equilibrio.
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Redazione di Vercelli
All’Officina Teatrale degli Anacoleti di Vercelli, il 9 ottobre, Elena Cotugno Comaneĉi porta in scena una Medea contemporanea con Medea, 10 anni di strada.
Lo spettacolo intreccia il celebre mito con le storie contemporanee delle donne vittime di tratta e sfruttamento sessuale.
«Nel grande mare del tema delle migrazioni, abbiamo messo a fuoco il fenomeno che riguarda quelle donne, sconosciute eppure in qualche modo familiari, quasi elementi di un arredo urbano cui siamo assuefatti». scrive il regista Gianpiero Alighiero Borgia.
Lo spettacolo approda in teatro dopo 10 anni di rappresentazioni in strada all’interno di un furgone itinerante.
La stagione del Teatro Auditorium Viotti di Fontanetto Po, si apre il 10 ottobre con Amleto in salsa piccante, esilarante commedia di Aldo Nicolaj, che ribalta la tragedia shakespeariana portandola nelle cucine del castello di Elsinore.
Al centro della scena non più Amleto, ma la servitù, che osserva, commenta e giudica le vicende della corte tra ironia, grottesco e colpi di scena. Un originale rovesciamento di prospettiva, che prende dal teatro dell’assurdo e dalla commedia dell’arte.
Al Teatro Civico di Vercelli, invece, va in scena il 24 ottobre Tutti gli uomini che sono, di e con Paolo Calabresi: esilarante racconto delle sue trasformazioni in personaggi reali, come il celebre episodio in cui un falso Nicolas Cage viene accolto allo stadio dal presidente del Milan. Lo spettacolo svela il retroscena di questo gioco attoriale, nato da una serie di eventi traumatici nella vita di Calabresi.
Il Teatro Auditorium Viotti di Fontanetto Po, infine, ospita il 31 ottobre Gin Game, di Donald L. Coburn. Un’opera dolceamara con protagonisti Giuseppe Pambieri e Pamela Villoresi: in una casa di riposo due anziani accomunati dalla solitudine si incontrano davanti a un tavolo da gioco. Inizia una sfida a carte ma anche a parole, in cui l’obiettivo non è solo vincere, ma anche svelare le debolezze e i fallimenti dell’altro.
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Redazione di Vercelli
Il sindaco di Quarona Francesco Pietrasanta ha incontrato questa mattina, mercoledì 30 settembre, la Psicologa Barbara Calaba che segue lo sportello di ascolto dedicato ai ragazzi della scuola media di Quarona.
L’iniziativa proseguirà anche per l’anno scolastico 2026/27 dopo gli ottimi risultati del precedente.
Pietrasanta commenta: “Un ringraziamento speciale va ai partner che hanno creduto e investito nel benessere psicologico e nella crescita dei nostri giovani, finanziando l’iniziativa all’interno del progetto “La Qualità a Scuola“, Loro Piana Pierluigi, * Fondazione CRV,* Fondazione Valsesia. Ascoltare i nostri ragazzi oggi significa costruire una comunità più forte e consapevole domani!”.
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Redazione di Vercelli
Dopo la pausa estiva sta per arrivare il terzo appuntamento con “Un aperitivo alla corte di…” l’iniziativa ideata e condotta dallo staff scientifico del Museo Leone, che guida il pubblico alla scoperta delle corti di grandi personaggi, re, imperatori e condottieri, che hanno fatto la storia.
Corti intese come edifici, regge e palazzi riccamente arredati ma anche composte da donne e uomini, custodi di altrettante storie affascinanti, curiose e tragiche, raccontate attraverso brevi conferenze che si tengono il sabato pomeriggio nell’altrettanto prestigiosa dimora del notaio Leone e al termine delle quali a tutti i partecipanti sarà servito un piccolo aperitivo.
Il prossimo appuntamento è per sabato 10 ottobre alle ore 17.00 quando l’aperitivo, guidati dal racconto di Luca Brusotto Conservatore del Museo Leone, sarà servito… alla corte di Gengis Khan.
La transizione della corte mongola riflette la straordinaria metamorfosi di un impero nato a cavallo e culminato in palazzi sontuosi.
Con Gengis Khan, l’ordo, termine mongolo per definire la corte, era una struttura itinerante fatta dei cosiddetti ghir (o iurte), le tradizionali abitazioni mobili dei popoli nomadi dell’Asia Centrale, una corte formata da legami di fedeltà assoluta tra guerrieri scelti (nökör), dove gli edifici erano simbolici e la mobilità garantiva il potere.
Questa concezione mutò radicalmente con il nipote Qubilai Khan, il quale, pur mantenendo lo spirito dei nomadi della steppa, comprese la necessità di sedentarizzarsi per governare la Cina.
La sua corte di Khanbaliq (l’odierna Pechino), protetta da imponenti cinte murarie e arricchita da giardini e padiglioni imponenti, divenne il cuore pulsante della nuova dinastia Yuan.
È qui che si inserisce la testimonianza di Marco Polo: attraverso le pagine de Il Milione, il mercante veneziano ci offre un ritratto vivido di questa corte ibrida.
Polo descrive con stupore non solo lo sfarzo architettonico del palazzo imperiale, ma anche un cerimoniale che integrava la millenaria burocrazia cinese con le tradizioni mongole, dove le fastose feste di corte convivevano con battute di caccia su scala monumentale e l’uso di tende cerimoniali, preservando l’anima nomade all’interno di una cornice urbana.
Un aperitivo alla corte di Gengis Khan è un evento su prenotazione obbligatoria, da effettuarsi entro giovedì 8 ottobre ai numeri: 0161.253204 (in orario di ufficio); 348.3272584 oppure scrivendo a info@museoleone.it.
Ingresso Euro 12 oppure Euro 8 + Tessera Abbonamento Musei.
Per altre info segui Museo Leone su FB e Instagram o consulta www.museoleone.it.
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