Mese: Marzo 2026
Meglio lasciare che l’acqua passi sotto i ponti.
Avevamo lasciato i Lettori dando appuntamento alla seduta di fine aprile,
destinata ad approvare il bilancio di esercizio chiuso il 31 dicembre 2025 da Bcv Acque spa.
Pare, però, che i tempi si allunghino e – come peraltro prevede espressamente la Legge – la società voglia avvalersi del termine ultimo, cioè quello del 30 giugno.
Tutto regolare, ci mancherebbe.
Sessanta giorni in più che magari permettono anche di trovare una quadra e forse una riappacificazione tra i Soci, così da non dare luogo ad attriti: perché, con l’approvazione del bilancio, occorre anche rinnovare l’Organo Amministrativo, il Consiglio di Amministrazione, il Presidente, l’Amministratore Delegato.
I bene informati dicono che, se tutto ciò dovesse essere deciso oggi, non ci sarebbe niente di scontato.
Tutto bene, dunque: non si decide più il 30 aprile, ma il 30 giugno.
Nel frattempo, però, nel mese di maggio il Tar (Tribunale Amministrativo Regionale) deciderà sui ricorsi presentati da Iren, Asm Vercelli, Comune di Vercelli e altri contro l’affidamento proprio a Bcv Acque della gestione degli acquedotti, affidamento deliberato dal Commissario Andrea Fluttero: la notizia dell’esito sarà ricevuta dall’attuale Consiglio, che a maggio sarà ancora in carica.
Come finirà?
Chi vivrà, vedrà.
Un bel vento gagliardo, non c’è che dire.
Forse la giornata di oggi, 31 marzo, però, non è quella ideale per l’aspersione di erbicidi.
Ma si sta lavorando in area industriale, nei paraggi della Motorizzazione Civile.
Pur impiegando la protezione a “campana” della lancia che distribuisce il prodotto, è elevato il rischio che in parte finisca disperso nell’ambiente o, peggio, possa entrare in contatto con l’Operatore, pur riparato dai dispositivi di protezione individuale.
Quale prodotto poi?
I soliti bene informati raccontano che potrebbe trattarsi di due diversi nomi commerciali: Boom Effekt, oppure Credit 540; se fosse quest’ultimo, eccone le caratteristiche tecniche:
“CREDIT 540 è un diserbante sistemico di post-emergenza a base di Glifosate efficace su tutte le infestanti monocotiledoni e dicotiledoni, annuali e perenni.
Viene assorbito dalle foglie e traslocato per via sistemica nelle radici e negli organi sotterranei delle perennanti, che vengono così devitalizzati.
L’effetto biologico di CREDIT 540 si manifesta con
- un ingiallimento
- un appassimento graduale
- fino alla completa devitalizzazione anche a livello dell’apparato radicale”.
E amen.
Nell’immagine di apertura, da sx: Natalia Harbuz, Silvia Colombano, Alessandra Bacchin e Arianna Boggero
Oggi – 30 marzo 2026 – l’Istituto di Istruzione Superiore “Lagrangia” di Vercelli ha vissuto una mattinata di grande valore educativo e civile grazie alla formazione “Primo Soccorso tra i banchi di scuola”, iniziativa inserita nel programma di promozione della salute e del benessere organizzato dall’ASL di Vercelli e rivolto alle scuole secondarie di secondo grado del territorio.
Protagonisti dell’incontro sono stati gli Studenti delle classi quarte del Liceo Linguistico, che hanno avuto l’opportunità di avvicinarsi in modo concreto e consapevole al tema della gestione delle emergenze sanitarie, imparando quanto sia importante intervenire con prontezza e responsabilità nei primi minuti successivi ad un evento critico.
La giornata si è aperta con una lezione teorica in cui sono stati illustrati i principi fondamentali del primo soccorso: azioni semplici, ma decisive, capaci di preservare la vita e limitare i danni in attesa dell’arrivo dei soccorritori qualificati.
Grande attenzione è stata riservata al tema della tempestività, sottolineando quanto sia fondamentale riconoscere un’emergenza, mantenere la calma, valutare i rischi presenti e allertare correttamente i soccorsi fornendo informazioni chiare e precise.
Il secondo momento della formazione ha coinvolto direttamente gli studenti in una parte pratica, particolarmente partecipata e coinvolgente.
Guidati passo dopo passo, i ragazzi si sono esercitati nella gestione di un’emergenza cardiaca, sperimentando le manovre di rianimazione cardiopolmonare e simulando l’utilizzo del defibrillatore.
Un’esperienza concreta che ha permesso di trasformare la teoria in competenze operative, rafforzando consapevolezza e senso di responsabilità.
L’iniziativa si inserisce pienamente nel percorso di educazione alla salute e alla cittadinanza attiva, con l’obiettivo di formare giovani più preparati e pronti ad aiutare il prossimo.
Conoscere le manovre di primo soccorso e saper agire correttamente in situazioni critiche può infatti rivelarsi decisivo, diventando una competenza preziosa non solo per la sicurezza personale, ma anche per la responsabilità verso gli altri.
Un sentito ringraziamento va alla Dott.ssa Arianna Boggero e alle Infermiere Silvia Colombano, Natalia Harbuz e Alessandra Bacchin, per la professionalità e la competenza dimostrate, ma anche per la capacità di coinvolgere gli studenti con chiarezza ed entusiasmo, rendendo la formazione accessibile e stimolante.
Al termine dell’incontro è stato rilasciato a tutti i partecipanti un attestato di partecipazione: un segno concreto di un’esperienza che rappresenta non solo un arricchimento formativo, ma anche un importante passo verso una cultura sempre più diffusa della prevenzione, della solidarietà e dell’aiuto reciproco.
Partenza con il “botto” per il nuovo ciclo di degustazioni “I Giovedì dell’Enoteca Regionale”.
L’iniziativa, promossa dall’Enoteca Regionale di Gattinara e dell’Alto Piemonte, sta riscuotendo un notevole successo di pubblico, confermando la “sete” di conoscenza verso un patrimonio vitivinicolo sempre più apprezzato.
Oltre a numerosi appassionati, le prime serate hanno visto anche la partecipazione di diversi sommelier.
Questi ultimi hanno sottolineato il valore aggiunto degli incontri, che permettono di scoprire risvolti tecnici e sfumature territoriali spesso inedite anche per gli esperti del settore.
“Vogliamo offrire un’esperienza che vada oltre la semplice degustazione – spiega il Direttore dell’Enoteca Regionale Umberto Stupenengo -. Vedere una partecipazione così eterogenea, che include esperti del settore pronti a mettersi in gioco per approfondire i dettagli del nostro territorio, ci conferma che la strada della narrazione integrata è quella corretta”.
Il viaggio è iniziato con una prima serata dedicata al Gattinara DOCG, per poi proseguire, nel secondo appuntamento, con l’altra punta di diamante dell’Alto Piemonte: il Ghemme DOCG.
Il cuore pulsante di questi incontri è la presenza diretta dei produttori. Partecipando attivamente alle serate, i vignaioli hanno potuto trasmettere non solo le caratteristiche organolettiche dei vini, ma soprattutto le filosofie produttive che animano le loro aziende, rendendo ogni sorso un racconto vivo di storia e dedizione.
L’iniziativa si inserisce nel progetto di cooperazione “Saperi e sapori dell’Alto Piemonte”, finanziato dal Programma di Sviluppo Rurale Piemonte 2023–2027 (Intervento SRG07.1), volto a promuovere l’identità profonda di una regione unica per eccellenze paesaggistiche e agroalimentari.
Info e Prenotazioni
Gli incontri proseguiranno ogni giovedì dalle ore 18.00 alle 19.00.
Data l’alta affluenza e i posti limitati, la prenotazione è obbligatoria.
Telefono: 0163 834070
Email: info@enotecaregionaledigattinara.it
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Redazione di Vercelli
Si è corso domenica 29 marzo ad Invorio il Trail del Barro, sulle due distanze di 25 e 11 km.
Sulla gara lunga, per il GSA si sono presentati Matteo Ferro, che ha concluso in 2h55’58”, Davide Corradini autore di 3h02’36”, Priscilla Rigo, 12° donna in 3h04’17” e Michele Langhi che ha chiuso in 3h08’18”.
Sulla distanza più breve, Cristian Seguini ha tagliato il traguardo in 56’57”, seguito da Gianluca Trapella in 57’43” e da Mauro Castionetti in 59’52”.
Moreno Lanfranchi ha realizzato il crono di 1h04’19”, Cinzia Quaranta 1h15’17, Letizia Gabella 1h15’56”, Francesca Trivellato 1h16’55”, a seguire Silvia Gavassa, Anna Piotto ed Eraldo Grazioli.
A Loano (SV), Mauro Corona ha corso invece la Maremontana: 29 km con oltre 1500 m di dislivello, portati a termine nel notevole tempo di 3h43’42”.
Passando dai trail alla corsa su strada, alla manifestazione “Vercelli che Corre”, Giuseppina Feo ha vinto il titolo provinciale sui 5000 m nella categoria SF50 e Guido Toppan (all’esordio con maglia GSA) è giunto secondo fra gli SM70.
Per le categorie giovanili, le gare si sono svolte su pista: domenica 22 marzo ad Ovada sono andati in scena i campionati Piemontesi Assoluti Indoor.
Qui, sui 2000 metri, Matteo Ciliberto è giunto 7° fra i cadetti in 6’23”, e al femminile Olga Manetta 3° in 7’29”.
Riccardo Martignon e Lorenzo Savia si sono cimentati nei 30 minuti di corsa, percorrendo rispettivamente le distanze di 8,294 km e 7,825 km.
Ottimi risultati dal salto in lungo, dove Elena Prandina ha vinto fra le cadette con un salto a 4.37 m (a pari merito con la seconda classificata, ma con una migliore seconda misura), nella stessa gara 3° Teresa Antonini con 4.01 m, mentre Amanda Benso ha ottenuto il titolo Allieve con 4.61 m e Filippo Petterino si è posizionato 4° fra i cadetti.
Sabato 28 marzo il Meeting Regionale Città di Novara ha rappresentato invece l’esordio all’aperto e numerosi atleti GSA non hanno voluto mancare.
Per Amanda Benso la stagione outdoor non poteva cominciare meglio: per lei una vittoria nei 100 m corsi in 13’14” e un 2° posto nel salto in lungo con 5.02 m.
Molto bene anche Bianca Prandina, autrice di 2 quarti posti nei 60 m ragazze, dove ha vinto la sua batteria con 9’26”, e nei 600 m, con il tempo di 2’00”88.
Con lei in questa gara anche Giulia Aversa, che ha tagliato il traguardo in 2’26”03, 13°, ed è stata impegnata anche nel salto in lungo.
Fra le cadette, in gara Teresa Antonini, che ha corso gli 80 m in 11’85” e ha ottenuto la misura di 4.04 m nel salto in lungo.
Per la categoria ragazzi, Filippo Cerruti Sola ha centrato la 3° posizione nei 600 m, seguito a breve distanza da Cesare Brea e da Luca Fiori.
Filippo e Cesare sono giunti anche 9° e 12° nel salto in lungo (rispettivamente con le misure di 3.38 e 3.27 m), mentre Luca si è cimentato nei 60 m piani.
Salto in lungo anche per il fratello Mattia, autore di 3.97 m, e in gara poi sugli 80 m cadetti, conclusi in 11’74”.
Niente gare, infine, per Eugenio Brignone, Simone Ottone e Marianna Baragiotta che hanno però preso parte a Mezzocorona (TN) al raduno della nazionale giovanile di Skyrunning.
Insieme ad altri 10 atleti e sotto la guida del tecnico federale Roberto Mattioli, si sono sottoposti a vari test sotto sforzo, ad un vertical lungo il percorso della funivia di Monte Mezzocorona, ad una prova su pista e una su tapis roulant.
I risultati serviranno a determinare la lista dei convocati ai campionati mondiali del 2026.
Allo stesso scopo, nei prossimi mesi si svolgeranno varie prove di Coppa Italia, ai quali i nostri tre portacolori prenderanno parte con il solito entusiasmo che li contraddistingue.
Il G.S.A. Valsesia è lieto di accogliere chiunque fosse interessato a conoscere le attività in corso e quelle in programma.
La squadra si allena presso la pista di atletica “Gianluca Buonanno” di Borgosesia, il sabato mattina, dalle ore 10 alle 12.
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Redazione di Vercelli
C’è un punto preciso in cui lo sguardo degli adulti si ferma – spesso sulla superficie delle cose – e quello dei più giovani, invece, scava, attraversa, immagina.
È lì che si colloca il lavoro di Alessandra Popa, studentessa della 2^A SSAS Lanino, tra le protagoniste dell’incontro “Ponti di Pace – incontri tra saperi e culture”, promosso dal MEIC in collaborazione con l’Università del Piemonte Orientale lo scorso 23 marzo.
Brillante, intuitiva, dotata di un raro senso estetico, Alessandra è una pittrice in erba autodidatta che guarda al mondo con l’urgenza di chi sente il bisogno di raccontarlo.
Ama il cinema, sperimenta con il linguaggio video e, attraverso un corto di sette minuti – Dove la vita trova passaggio – costruisce una narrazione sorprendente: quella di un cinghiale che desidera un ponte sicuro per raggiungere il fiume Po.
Il video è ambientato nel Bosco della Partecipanza di Trino, uno degli ultimi esempi di bosco planiziale della pianura padana, luogo sospeso tra natura e memoria collettiva, dove la relazione tra uomo e ambiente si stratifica nel tempo.
In questo scenario, Alessandra intreccia sensibilità ecologica e immaginazione, dando vita a un racconto insieme poetico e civile, colpendo per misura e profondità espressiva.
Realizzato in tempi rapidi, attingendo a materiali personali e risorse reperite in rete, il corto restituisce uno sguardo originale sul tema del “ponte”: non solo infrastruttura, ma possibilità, passaggio, relazione.
E, soprattutto, responsabilità.
Da dove nasce l’intuizione di affidare la voce narrante a un cinghiale?
Inizialmente avevo pensato alla volpe, una figura più fiabesca e poetica. Poi alcuni ragazzi della 1^ E SC di Trino mi hanno suggerito il cinghiale, animale molto più presente e visibile nel Bosco della Partecipanza, a differenza della volpe, che si vede più raramente.
Nel tuo video il ponte è un bisogno, ma anche un simbolo: cosa rappresenta per te, oggi, costruire un ponte?
Per me costruire un ponte, in senso metaforico, significa creare un legame: unire ciò che è distante, permettere a due punti di incontrarsi. Nel video il ponte riguarda il rapporto tra uomo e natura, ma è anche una metafora della vita quotidiana: riguarda amicizie, amori e anche rotture. Ha un significato molto più profondo di quanto si pensi.
Il tuo lavoro ha una forte dimensione visiva: quanto conta per te l’estetica nel raccontare un’idea?
L’estetica è fondamentale, sia in un video sia in un disegno, insieme alle parole e al timing. La parte visiva cattura l’attenzione anche di chi fatica a concentrarsi e colpisce nel profondo. La mia generazione, cresciuta con la tecnologia, ne è particolarmente attratta. Per questo è un elemento decisivo nel linguaggio cinematografico.
Hai parlato di natura senza cadere nel didascalico: come si trova questo equilibrio?
Bisogna partire dal modo in cui pensiamo noi ragazzi. Una spiegazione frontale, letta o solo scritta, sarebbe risultata dottrinale. Ho scelto invece di raccontare la natura in modo diverso, più vicino al nostro linguaggio: così l’attenzione si attiva in modo molto più efficace.
In sette minuti riesci a suggerire molto senza spiegare tutto: è una scelta istintiva o consapevole?
È una scelta consapevole. Nel video si lavora sempre con tempi definiti, quindi bisogna andare dritti al punto. Girare troppo attorno alle parole rischia di confondere. Sintetizzare aiuta a mantenere alta la concentrazione.
Lavori con immagini, ma anche con emozioni: da cosa capisci che un video “funziona”?
Capisco che funziona quando piace a me. Sono molto selettiva e sento subito se qualcosa non va o va cambiato. Riguardo il lavoro molte volte: se, anche dopo numerose revisioni, tutto corrisponde a ciò che avevo in mente, allora significa che ha funzionato.
Hai realizzato il video in tempi brevi: la pressione aiuta o ostacola la creatività?
All’inizio la pressione aiuta, perché accelera la nascita delle idee. Poi però arrivano stress e stanchezza, insieme al timore di non riuscire a finire in tempo. Nonostante questo, amo il rischio e sono sempre riuscita a consegnare i miei lavori nei tempi, anche quando erano molto stretti.
Cosa hai scoperto di te stessa durante questo lavoro?
Ho scoperto le mie possibilità e la mia determinazione: non mollo facilmente un obiettivo. Mi impegno molto nei lavori che mi vengono affidati e ho una grande pazienza.
Se dovessi continuare questa storia, dove porteresti il tuo protagonista?
Lo porterei nel futuro, dopo la costruzione del ponte verso il Po. Immagino il cinghiale come una sorta di “professore” per i miei coetanei, capace di ricordare cosa possiamo fare ogni giorno per aiutare l’ambiente.
Che cosa ti piacerebbe che restasse nello spettatore, una volta terminato il video?
Vorrei che restassero le parole e il pensiero di queste creature che non hanno voce, ma che attraverso i loro segni ci fanno capire di aver bisogno di noi. Che ognuno può fare la differenza, anche con piccoli gesti: raccogliere una bottiglia da terra, per esempio. Vorrei che restasse anche l’idea di seguire il proprio pensiero, senza lasciarsi trascinare da quello degli altri, che spesso ci porta lontano da ciò che siamo davvero.
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Redazione di Vercelli
Il Comitato Piccola Industria di CNVV, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Provinciale, con l’ edizione del PMI DAY INDUSTRIAMOCI 2025, ha organizzato la visita guidata agli stabilimenti per gli studenti delle classi quinte degli Istituti Tecnici Superiori, accompagnati dai loro insegnanti, tema dell’Edizione “Scegliere”.
Anche quest’anno gli allievi della 5^E Servizi Commerciali sono stati coinvolti in questa iniziativa unitamente alla classe 4^B AFM.
Gli studenti hanno visitato l’Azienda Sambonet a Orfengo nel comune di Casalino.
La visita si è svolta il 23 marzo scorso e ha permesso agli studenti di conoscere da vicino il funzionamento dell’azienda. Ricevuti all’ingresso, con molta cordialità, dal personale dell’Azienda, i ragazzi sono stati organizzati in tre gruppi, affiancati da personale specializzato, in modo da rendere più agevole la visita cogliendo i dettagli dei vari settori.
Durante il percorso, gli studenti hanno potuto osservare le diverse fasi della produzione e i macchinari utilizzati.
Si sono visti nel dettaglio i processi produttivi e i prodotti finiti: dalle pentole ai piatti, dalle tazze agli strumenti professionali per la cucina, utilizzati sia nelle mense sia nei ristoranti stellati che nell’ Hotellerie.
Si sono potuti apprezzare i dettagli e la qualità, potendo anche vedere alcune delle collezioni nate da prestigiose collaborazioni, come quelle realizzate con Versace, che uniscono il lusso e il design esclusivo del marchio alla maestria artigianale di Sambonet.
Il momento dedicato alla presentazione dell’azienda ha permesso di conoscere la sua storia, l’espansione territoriale, con strutture nei vari Paesi del mondo, i premi ottenuti e l’attenzione all’impatto ambientale.
È stata inoltre sottolineata l’importanza data ai dipendenti, alla salute, alla socializzazione e alla parità di genere.
La spiegazione dettagliata della produzione di posate e pentole, la scelta dei materiali, hanno fatto comprendere come, nel corso degli anni, Sambonet si sia affermata come un punto di riferimento nel settore grazie all’attenzione per la qualità e all’innovazione dei suoi prodotti.
Motivo per cui gli sono stati riconosciuti molti premi, nel 1970 “La Pesciera” ha ottenuto il “Compasso d’Oro” entrando nella collezione permanente del MoMa di New York.
Al termine del percorso, gli studenti hanno visitato il negozio outlet Sambonet.
Come ricordo della giornata a ciascun partecipante è stato regalato un utensile da cucina in silicone.
L’esperienza è stata utile per comprendere meglio le dinamiche del mondo del lavoro e il funzionamento di un’azienda internazionale, nata nella nostra città di Vercelli nel 1856.
La visita si è conclusa molto positivamente ed è stata apprezzata da studenti e insegnanti, un’esperienza formativa davvero ricca di contenuti, presentati dal personale dell’Azienda in modo attento e molto professionale.
Diagne Khadidiatou – classe 5^ E Servizi Commerciali – Istituto professionale B. Lanino
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Redazione di Vercelli
Nonostante l’elevato rischio di andarsi a schiantare contro l’opinione pubblica (rischio che è sempre stato elevato) ed un indizio in questo senso è anche il risultato del
sondaggio pubblicato da VercelliOggi.it nel mese di luglio dell’anno scorso
pare che la Giunta comunale di Centrodestra voglia insistere su questa strada, che è un regresso rispetto al passato: non va, infatti, dimenticato che la Giunta del Sindaco Maura Forte ne aveva vietato l’uso.
Peraltro, ad un anno dalla decisione di tornare all’impiego di questi diserbanti – leggi qui –
pare che (salvo errori) nella realtà non se ne sia fatto uso.
Si vede che qualche dubbio incomincia ad affiorare.
Dubbi che il convegno organizzato venerdì scorso dal Coordinamento No Glifosato di Vercelli ha (se necessario) ulteriormente alimentato.
Più che buona la partecipazione di pubblico, di livello gli interventi di:
Igor Staglianò, giornalista ambientale; Irene Pellegrino, docente presso l’Università del Piemonte Orientale; Gabriele Balzaretti, esperto in agronomia, fitoiatria e ambiente, ex ricercatore; Alice Cerutti, imprenditrice agricola, Cascina Oschiena di Crova; Marina Pastena, Presidente ISDE Torino.

Di particolare interesse (senza nulla togliere alle altre) è parsa le relazione di Alice Cerutti, giovane imprenditrice agricola che ha raccontato la difficoltà, così come, però, la concreta possibilità di vincere la sfida, di conciliare il risultato agronomico in termini di contenimento delle infestanti con l’uso di fitosanitari non nocivi per la salute.
Nel video che proponiamo insieme a queste note, la posizione del Comitato è illustrata con sintesi molto efficace dalla Dottoressa Elena Uga, Medico pediatra e responsabile di Isde (Medici per l’Ambiente) di Vercelli, che in breve riassume il concetto: è sbagliato aggiungere un altro fattore di rischio (appunto, i princìpi attivi a base di glifosato) all’insieme di quelli già numerosi e presenti, che insidiano la nostra vita quotidiana.
Chi ha orecchie per intendere…
Si è conclusa con particolare successo l’iniziativa solidale “Cerco un Uovo Amico”, che ha visto il Comando Provinciale Carabinieri di Biella trasformarsi, per un giorno, nel cuore pulsante della ricerca scientifica contro il Neuroblastoma.
L’affluenza della cittadinanza ha superato ogni aspettativa. Sin dalle prime ore del mattino, i cittadini biellesi hanno risposto con entusiasmo e generosità all’appello lanciato dall’Associazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma ETS, presentandosi numerosi presso la sede del Comando per sostenere la lotta contro i tumori cerebrali pediatrici. Grazie alla comunicazione efficace e alla storica vicinanza tra l’Arma e il territorio, le “Uova del Bambino con l’Imbuto” sono andate letteralmente a ruba.
Le tre varianti proposte (latte, fondente e nocciolato) hanno permesso di raccogliere fondi fondamentali che saranno interamente devoluti al sostegno di progetti scientifici d’eccellenza.
“Vedere così tante persone varcare la soglia del nostro Comando con il sorriso, unite dall’unico obiettivo di donare una speranza ai piccoli pazienti, è la dimostrazione che la collaborazione tra Istituzioni e Terzo Settore produce risultati straordinari” è il commento che emerge dai corridoi del Comando.
Il successo odierno non sarebbe stato possibile senza il supporto delle numerose istituzioni patrocinanti, tra cui lo Stato Maggiore della Difesa, la Polizia di Stato, la Guardia di Finanza, i Vigili del Fuoco e l’Associazione Nazionale Carabinieri. La trasparenza dell’iniziativa, garantita dall’iscrizione dell’Associazione al RUNTS e dal controllo dell’Istituto Italiano della Donazione, ha rappresentato per i cittadini un’ulteriore garanzia di serietà.
Per chi non è riuscito a partecipare fisicamente all’evento di oggi, l’Associazione ricorda che la battaglia contro il Neuroblastoma non si ferma.
È ancora possibile donare e ricevere le uova di Pasqua visitando lo store ufficiale:
Sito Web: www.neuroblastoma.org (sezione dedicata alla Pasqua) L’Arma dei Carabinieri e l’Associazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma ringraziano sentitamente ogni singolo donatore: oggi, a Biella, la sorpresa più preziosa è stata davvero la vita di un bambino.
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Redazione di Vercelli
Personale dimezzato e mancata programmazione, nel silenzio della Regione Piemonte che pure ne adotta la pianta organica: l’Ente di gestione delle aree protette Valsesia fa i conti con anni di criticità, che hanno spinto lavoratrici e lavoratori ad aderire allo stato di agitazione promosso dalle sigle sindacali.
Il sindacato denuncia infatti che non siano mai state tenute in considerazione le richieste relative al personale, perciò chi è andato in pensione non è stato sostituito e il personale dell’Ente si è ridotto di oltre la metà, di cui peraltro 4 – su circa 20 – con contratto interinale.
Oltretutto, è significativa l’assenza di due membri dell’attuale CdA, come lo è la marginalizzazione degli stessi lavoratori per quanto riguarda le scelte relative all’ Ente delle Aree Protette della Valsesia che è un punto di riferimento per il territorio.
Una situazione critica confermata, seppure in una nota incomprensibilmente sarcastica, anche dall’attuale amministrazione dell’Ente che ha accolto la protesta “in concomitanza dell’avvio di un serio confronto politico circa le riforme da proporre alla Regione per il miglioramento dell’ente”.
Il fatto che in quella nota si dica che non “è esclusa nessuna opzione” desta preoccupazione rispetto al futuro dell’Ente stesso.
Per questo Alice Ravinale, capogruppo AVS, e Simona Paonessa, consigliera PD, hanno chiesto con due interrogazioni se la Regione intenda garantire la continuità e il funzionamento ottimale dell’Ente, aumentando la pianta organica e dando corso alle relative assunzioni.
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Redazione di Vercelli


















