Mese: Giugno 2026
Dopo il grande successo delle edizioni precedenti, sabato 4 luglio torna uno degli appuntamenti più attesi dell’estate vercellese: La Notte Bianca di Via San Paolo.
Dalle 18.00 fino a mezzanotte, una delle vie più affascinanti del centro storico di Vercelli si trasformerà in un elegante salotto a cielo aperto, dove musica, buon cibo, shopping e convivialità si uniranno per regalare una serata speciale a cittadini e visitatori.
Le luci delle attività commerciali, l’accoglienza dei negozi e l’atmosfera unica della via faranno da cornice a un ricco programma pensato per tutte le età.
Musica dal vivo per tutta la serata
Ad aprire l’evento, dalle 18.00 alle 20.00, saranno le coinvolgenti note di un sassofonista, che accompagnerà il pubblico tra una passeggiata, un aperitivo e lo shopping.
Dalle 21.00, invece, torneranno ad animare Via San Paolo gli amatissimi Trio Diferente, pronti a coinvolgere il pubblico con la loro energia e la loro musica dal vivo.
Food & Drink per tutti i gusti
Una Notte Bianca non sarebbe tale senza ottimo cibo e tanta voglia di stare insieme.
Per tutta la serata sarà possibile gustare le proposte dei locali della via:
Osteria Barabin
Acquapazza
Bijoux Café
Vicolo Schilke
Tra piatti sfiziosi, birra, cocktail e tante specialità, ce ne sarà davvero per tutti i gusti.
Una serata speciale anche per gli amici a quattro zampe
Anche quest’anno Via San Paolo pensa proprio a tutti.
Davanti a Da Tommy Pet Boutique sarà presente un simpatico carretto dei gelati dedicato a cani e gatti, dove i nostri amici a quattro zampe potranno concedersi una fresca e golosa pausa insieme ai loro proprietari.
Alla scoperta della storia di Via San Paolo
La Notte Bianca sarà anche l’occasione per conoscere il fascino e le curiosità di una delle vie più caratteristiche della città.
Dalle 18.00 alle 20.00, il Sig. Bona aspetterà il pubblico all’ingresso del B&B Casa Bona 1910 per accompagnare chi lo desidera in un suggestivo percorso tra storia, aneddoti e segreti di Via San Paolo.
Una festa della città
La Notte Bianca di Via San Paolo è molto più di un semplice evento: è il risultato della collaborazione tra commercianti, attività e realtà della via, unite dalla volontà di valorizzare uno dei luoghi più belli di Vercelli e regalare alla città una serata di condivisione, musica e divertimento.
L’iniziativa si inserisce nel programma della Notte Bianca WHITE ASCOM NIGHT, contribuendo ad animare il centro storico con un’atmosfera estiva, accogliente e ricca di emozioni, grazie alla collaborazione di tutte le attività presenti nella Via: Violante, Il Chicco Rice Boutique, Da Tommy Pet Boutique, Coltelleria Ramagni, Laboratorio Orafo Alessandro Zorgno, B&B Casa Bona 1910, La Terrazza Vercelli Bed & Charme, Parafarmacia Ravera, Osteria Barabin.
L’invito è semplice: passeggiare, fermarsi, ascoltare buona musica, gustare ottimo cibo, fare shopping e vivere insieme la magia di Via San Paolo.
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Redazione di Vercelli
(elisabetta acide) – Si conclude il mese di giugno dedicato, per la Chiesa Cattolica, alla contemplazione del Sacro Cuore di Gesù: una festività “mobile”, otto giorni dopo la solennità del Corpus Domini.
Si deve a Pio IX, nel 1856, l’estensione della festa alla Chiesa Cattolica; seguì Papa Leone XIII nel 1899 con la consacrazione dell’intero genere umano al Sacro Cuore.
Il Sacro Cuore di Gesù è dove
“possiamo trovare tutto il Vangelo” (89) e “riconosciamo finalmente noi stessi e impariamo ad amare”,
come ci ricordava Papa Francesco nella Dilexit nos (“Ci ha amati”), la sua IV Lettera Enciclica pubblicata il 24 ottobre 2024 al numero 30.
Riflettere, pregare, meditare e contemplare il Sacro Cuore di Gesù, è come ricordava il pontefice: “ritornare al cuore” (n. 9) in un tempo in cui ormai ciò che conta non è più il “cuore” ma “diventare consumisti insaziabili e schiavi degli ingranaggi di un mercato” (2).
E quell’amore è stato ricordato da Papa Leone XIV nella Esortazione Apostolica “Dilexit te” (Ti ho amato) (Ap 3,9), con quelle parole dette dal Signore a una comunità cristiana smarrita e perseguitata:
“Per quanto tu abbia poca forza […] li farò venire perché si prostrino ai tuoi piedi” (Ap 3,8-9).
***
E il mese di giugno è il mese di un’altra solennità, quella del Corpus Domini (rimane lo spostamento per ragioni liturgiche alla domenica successiva dalla fine degli anni settanta del secolo scorso), che viene celebrata il giovedì successivo alla solennità della Santissima Trinità secondo l’indicazione di Papa Urbano IV, dopo la Domenica di Pentecoste.
In particolare, la festa del Sacro Cuore viene celebrata il venerdì successivo al Corpus Domini, quindi tipicamente nel mese di giugno.
Una collocazione temporale (sessanta giorni dopo la Pasqua), che sottolinea ed evidenzia il rapporto tra l’Eucaristia, e il suo Cuore, simbolo proprio di quell’Amore da cui trae origine il dono del Corpo e Sangue di Cristo.
Questo mese di giugno, allora speriamo, forse è stato un cammino per i cristiani e le comunità, a raccogliere la meditazione che a partire da quel cuore trafitto, arriva all’uomo per non dimenticare la sua dignità in qualsiasi condizione (e lo ha ricordato ancora proprio il pontefice con la recente pubblicazione della sua prima Lettera Enciclica Magnifica Humanitas), per ricordare con Maria quell’amore totale ed assoluto per la persona in ogni condizione, perché Dio “porta nel suo cuore trafitto” ogni uomo ed ogni donna: “Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili. Ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote” (Lc 1,52-53).
Sono stati trenta giorni “dedicati” alla preghiera che speriamo abbiano aiutato a “unire i cuori” perché, come ricordava proprio Papa Francesco, è il cuore “che unisce i frammenti” e rende possibile “qualsiasi legame autentico, perché una relazione che non è costruita con il cuore è incapace di superare la frammentazione dell’individualismo” ( DIlexit nos n. 17).
Il messaggio che forse dobbiamo raccogliere come cristiani è, guardano quel cuore di Amore, ricominciare dall’Amore, quello autentico, quello di Cristo
“la devozione al Cuore di Cristo è essenziale per la nostra vita cristiana in quanto significa l’apertura piena di fede e di adorazione al mistero dell’amore divino e umano del Signore, tanto che possiamo affermare ancora una volta che il Sacro Cuore è una sintesi del Vangelo” ( Dilexit nos n.83).
Un mese per aiutarci a camminare sulla strada dell’amore per raccogliere la manifestazione di quell’amore di Gesù per l’uomo, quell’amore che si è manifestato sulla croce, ha vissuto la passione e si è mostrato nella sua Risurrezione.
Già nei primi anni del cristianesimo rintracciamo alcune forme di devozione al Sacro Cuore di Gesù e, nel XII secolo, con San Bernardo di Chiaravalle ne ebbe un impulso notevole:
“Il segreto del cuore”, scrive il santo, “ci venne scoperto mediante la ferita nel Costato, rivelandoci questo gran sacramento di bontà: le viscere misericordiose del nostro Dio” (Sermoni sul Cantico dei Cantici, LXI, 4).
E il suo discepolo, Guglielmo di Saint-Thierry definì il cuore di Cristo
“santo dei santi, arca dell’alleanza, scrigno aureo, urna della nostra umanità contenente la manna della divinità” (La contemplazione di Dio, § 1, n. 3)
Rischiano queste, di essere “parole di altri tempi”, ed invece dovrebbe interpellare la nostra vita e richiamare la nostra fede proprio in questo tempo in cui il mondo sembra aver smarrito “il cuore” e noi cristiani a volte, ci “adeguiamo” a vivere nel mondo come se non avessimo conosciuto la misericordia di Dio rivelataci da Cristo, alla quale è seguito l’invito di quella “imitazione” nell’amore: “Amatevi come io vi ho amato”.
Non possiamo certo dimenticare il santo che ha dedicato la sua vita alla devozione al Sacro Cuore, San Franscesco di Sales, il quale diceva:
“L’amore non nasce sempre dalla somiglianza o dalla simpatia, ma piuttosto dalla rispondenza e dalla proporzione, che consiste nel fatto che per mezzo dell’unione di una cosa ad un’altra entrambe ne ricevono reciprocamente perfezione e diventano migliori” (Trattato dell’amor di Dio,1989).
La “via della carità”, quella che “parla al cuore”, quel “cuore che parla al cuore” (motto cardinalizio di San John Henry Newman ripreso proprio da una lettera scritta originariamente da San Francesco di Sales) che a partire dal cuore di Gesù arriva al cuore di ogni uomo e “parla” il linguaggio dell’amore.
“Cor ad cor loquitur”: parlare a quel cuore divino per imparare a parlare al cuore umano con lo stesso linguaggio di amore.
Quel cuore di Gesù che “parla” all’uomo e “racconta”.
Quel “cuore divino” che “parla” in una relazione di Amore.
La Trinità come “specchio” di relazione d’Amore.
La relazione inesauribile di amore donato: Incarnazione, Eucaristia, Crocefissione, Risurrezione.
La relazione dell’umano e del divino che parla la misericordia, che raccoglie nel cuore, che “entra” nel nostro cuore.
Jaques Maritain affermava:
“abbiamo bisogno di molto amore per vivere bene”
e questo amore lo attingiamo dal cuore di Gesù, fonte inesauribile di Amore.
L’Amore più grande fin al dono della vita.
“Ritornare al “cuore”, allora è “ritornare a Cristo”, come ci ha ricordato proprio nel mese di giugno il recente documento della C.E.I. “Radicati in Cristo”.
La storia ci dovrebbe insegnare a “guardare” ed “imparare” da chi non ha avuto paura di amare e di trovare in Cristo il “modello” di amore: s. Francesco d’Assisi, s. Alberto Magno ma anche numerose donne e mistiche come santa Lutgarda (+1246), santa Matilde di Magdeburgo (+1282), Gertrude di Hackeborn (+1292), santa Matilde di Helfta (+1299) e santa Gertrude (+1302).
Dobbiamo proprio ad una donna, l’impulso alla devozione al Sacro Cuore di Gesù: Santa Margherita Maria Alacoque, beatificata da Pio IX nel 1864, canonizzata da Benedetto XV nel 1920.
La storia ci è nota, sarebbe bello anche “riscoprire le parole”:
“Il mio cuore si dilaterà per spandere con abbondanza i frutti del suo amore su quelli che mi onorano”.
Il cuore il cui spazio d’amore è senza fine.
E quelle parole che dovrebbero risuonare in ciascuno di noi come segno della nostra umiltà e disponibilità ai disegni di Dio:
“Va’ a metterti di fronte al Signore come una tela in attesa del pittore” (Autobiografia, 36).
Come una tela, da riempire con quei colori d’amore.
“L’amore non deve avere riserve” (Autobiografia,4.1).
Nei primi venerdì del mese il sacro Cuore le appariva “come un sole sfolgorante di luce vivissima, i cui raggi ardenti colpivano il mio cuore” (Autobiografia,55)
e quelle parole che dovrebbero nascere da ogni cuore del cristiano “innamorato” di Cristo:
“O mio Signore, voglio solo Voi e la scelta che Voi farete per m.e
E dopo che mi ebbe fatto molte pressioni affinché mi decidessi, aggiunsi: «Voi mi siete sufficiente, o mio Dio! Fate di me ciò che più potrà glorificarvi, senza tenere conto dei miei” (Autobiografia, 66). La fiducia nei “disegni di Dio” da cui impariamo ad attingere ogni consolazione.
L’incontro con Padre La Colombière che la invita a scrivere progressivamente quanto accade nella sua vita, contribuirà alla diffusione della devozione del Sacro Cuore, ed in particolare di ciò che venne richiesto:
“Ecco questo Cuore che ha tanto amato gli uomini, che non si è mai risparmiato, fino a spossarsi e a consumarsi al fine di testimoniar loro il suo amore.
Per riconoscenza ricevo dalla maggior parte degli uomini solo ingratitudini, irriverenze e sacrilegi, insieme alla freddezza e al disprezzo che mi usano in questo sacramento d’amore.
Ma ciò che mi è ancora più doloroso è che, a trattarmi così, siano cuori che mi sono consacrati.
Perciò ti chiedo che il primo venerdì dopo l’ottava del santo Sacramento sia dedicato a una festa particolare per onorare il mio Cuore.
In quel giorno ti comunicherai e gli tributerai un’ammenda d’onore, per riparare le indegnità che ha ricevuto durante il periodo in cui è stato esposto sugli altari.
Ti prometto pure che il mio Cuore si dilaterà e spargerà in abbondanza gli influssi del suo divino amore su quelli che gli tributeranno quest’onore e faranno si che gli venga tributato” (Autobografia n.92).
“Porterò la pace nelle famiglie; (…) benedirò i luoghi nei quali l’immagine del mio Cuore verrà esposta e onorata”.
Una “promessa” che sa di cura e di futuro, di bene-dizione, il “rinnovo” della rivelazione fatta da Dio al popolo e resa definitiva in Cristo: un amore eterno ed incessante, che non si “stanca” delle sue creature, un amore paziente e benigno, lento all’ira, un amore “grande” (Salmo 145/144).
Quell’amore che è
“carità è magnanima, benevola è la carità; non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia d’orgoglio, non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia ma si rallegra della verità. Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine” ( 1Cor 13,4-8).
Il cuore di Gesù è immagine della misericordia che racchiude in sé pazienza, benignità, umiltà, rispetto, generosità, perdono, onestà, lealtà, verità…la trasformazione che nasce dall’amore.
Non possiamo dimenticare anche le parole di Suor Faustina Kowalska della Congregazione delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia, canonizzata da San Giovanni Paolo II nell’aprile dell’anno 2000, la quale “messaggera della misericordia”, ha raccontato il volto di Gesù nei Vangeli che “illumina” la vita del cristiano e della Chiesa.
Parole che fanno risuonare quell’Amore totale e assoluto:
“Squarciai il mio cuore come sorgente di misericordia, affinché tutte le anime vi attingano la vita.
S’accostino, dunque, tutti con fiducia illimitata a questo oceano di pura bontà. I peccatori ne conseguiranno la giustificazione e i giusti saranno confermati nel bene.
Nell’ora della morte, colmerò con la mia divina pace l’anima che avrà collocato la sua fiducia nella mia pura bontà.
Ai sacerdoti che annunceranno la mia misericordia, concederò una forza singolare e darò efficacia alle loro parole, commovendo i cuori di coloro ai quali essi si rivolgeranno” (Diario febbraio).
Un cuore squarciato ma “ricco” che promette “ristoro”.
“All’improvviso, compresi interiormente quale significato abbia, agli occhi di Dio, l’esistenza di ciascuna delle sue creature.
La divina maestà è grande e incomprensibile: il fatto ch’egli s’abbassa con tanta tenerezza fino a noi proviene solo dall’abisso della sua misericordia. O Trinità, in cui è racchiusa la vita intima di Dio, del Padre del Figlio e dello Spirito Santo, felicità eterna, amore inconcepibile che per misericordia scendi su tutte le creature, sia gloria a te per sempre!” (Diario)
“Dio è amore” (1 Gv 4,8) e possiamo amare come ama Dio.
E sulla croce quel cuore parla di perdono… “perdona loro…”
Perdona noi…
“Rimetti a noi come anche noi…”
“La contemplazione del “costato trafitto dalla lancia”, nel quale risplende l’illimitata volontà salvifica da parte di Dio, non può essere considerata come una forma passeggera di culto o di devozione: l’adorazione dell’amore di Dio, che ha trovato nel simbolo del “cuore trafitto” la sua espressione storico-devozionale, rimane imprescindibile per un rapporto vivo con Dio” (Benedetto XVI, lettera al Preposito della Compagnia di Gesù, 2006).
***
Ecco che cosa ci lascia questo mese di giugno: l’insegnamento dell’amore, quello che non “si stanca”, quello che “non finisce”, quello che dona senza ricambio, quello che dall’alto si china e cura… quel cuore che è per tutti, che “fa piovere e fa splendere il sole” (cfr. Mt 5).
Il cuore trafitto “sorgente” inesauribile a cui attingere.
Il cuore che ci invita a non stancarci di quella “lampada per i nostri passi” a cui possiamo attingere per imparare ogni risposta dall’amore del Cuore di Cristo.
Amore che impariamo a donare, perchè
“Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25,40).
Tutto ricapitolato in quel “precetto” che non è più “dovere” ma legame d’amore:
“Amerai il tuo prossimo come te stesso” (Gal 5,14),
perché
“chi non ama rimane nella morte” (1 Gv 3,14).
E se non volgiamo “rimanere nella morte” e vivere sommersi dalla notte, eleviamo lo sguardo a quella croce ed a quel cuore.
“Gli elementi essenziali della devozione al Cuore di Cristo appartengono in modo permanente alla spiritualità della Chiesa, lungo tutta la sua storia. Perché fin dall’inizio, la Chiesa alzò il suo sguardo al Cuore di Cristo trafitto sulla croce… Sulle rovine accumulate dall’odio e dalla violenza potrà essere costruita la civiltà dell’amore tanto desiderata, il Regno del Cuore di Cristo!”.
(Giovanni Paolo II, Messaggio ai Gesuiti, 5 ottobre 1986)
***
E il nostro è il Dio della vita.
Il Dio dell’Amore.
Il Dio che ci ga “vedere l’amore” nel volto dei fratelli:
“Chi non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede” (1 Gv 4,20).
Vogliamo “vedere” Dio e amarlo e l’unica condizione è attingere dal suo cuore quell’amore che sperimentiamo con i fratelli, quelli meno amabili, quelli che non sappiamo o non vogliamo amare.
***
Ricordo la mia nonna: ogni sera soleva dire questa preghiera, e la insegnava anche a noi nipoti:
“Cuor di Gesù Tu sai, cuor di Gesù Tu puoi, cuor di Gesù Tu vedi, cuor di Gesù provvedi…cuor di Gesù pensaci Tu.
Sacro cuore di Gesù confido e spero in te”.
Un atto di “abbandono”.
Ho provato a cercare l’attribuzione di tale orazione, ho trovato diversi riferimenti, anche lontani nel tempo, proprio come quella devozione che deve abitare nel nostro cuore.
Non è tanto importante sapere chi l’ha composta; è importante recitarla con fede, “imparando” la compassione per il mondo che nasce dalla contemplazione di quel cuore trafitto.
Il mese di giugno è un richiamo per tutti i cristiani a vivere con fiducia l’amore di Cristo, abbeverando le nostre vite dalla sorgente del suo Amore.
Solo così potremmo sempre essere segno di quell’Amore che ha le parole della speranza e della fiducia.
Gesù ci ha mostrato l’amore del Padre, ora tocca a noi vivere questo amore che nasce dall’incontro con Lui che “trasforma” anche i nostri poveri cuori.
Proviamo a far diventare, quel cuore una “palestra di misericordia” ogni giorno, affidandoci a quelle parole di Suor Faustina:
“O vita grigia e monotona di tutti i giorni, quanti tesori tu racchiudi in te! A guardare con l’occhio della fede, nessuna ora è identica alla precedente, per cui scompaiono la monotonia e il grigiore.
La grazia che mi è stata destinata per l’ora attuale non si ripeterà più nell’ora seguente: una grazia mi verrà concessa ancora, ma non sarà più la stessa. Il tempo passa e non ritorna indietro.
Ciò che vi inseriamo non sarà più cancellato: resta inciso su di esso come un sigillo per l’eternità” (Diario, gennaio).
Il mese di maggio 2026 segna un traguardo significativo per le politiche sociali e l’attività sportiva del territorio. Grazie a una proficua sinergia tra il Consorzio C.I.S.A.S. di Santhià e la Società Sportiva ADBT di Livorno Ferraris, ha preso ufficialmente il via il progetto “Baskin”, una disciplina sportiva innovativa che sta già riscuotendo un importante successo di adesioni.
Il Baskin, acronimo di Basket Inclusivo, non è semplicemente uno sport, ma una filosofia di vita che garantisce una partecipazione attiva, reale ed egualitaria a tutte le persone, con e senza disabilità, a partire dai 14 anni di età.
La disciplina, nata con l’intento di rendere la pallacanestro accessibile a chiunque, permette a uomini e donne, ragazzi e adulti di condividere il campo in un’unica squadra, abbattendo le barriere e valorizzando le diverse abilità di ogni partecipante. La risposta della cittadinanza è stata immediata e straordinaria: con 21 persone già iscritte, il Baskin si conferma una proposta capace di intercettare un forte bisogno di aggregazione e inclusività nel nostro tessuto sociale.
Il Presidente del Consorzio C.I.S.A.S., Doriano Bertolone, ha espresso grande soddisfazione per il raggiungimento di questo obiettivo: “Siamo orgogliosi di aver realizzato questa iniziativa. Il nostro Consorzio dimostra, ancora una volta, di saper andare oltre l’erogazione dei servizi essenziali, investendo concretamente in progetti extra che mirano a migliorare la qualità della vita e a promuovere l’inclusione delle persone con disabilità attraverso lo sport”.
L’attività si svolge ogni sabato mattina presso il complesso sportivo Palapossis di Livorno Ferraris, una struttura d’eccellenza che permette lo svolgimento ottimale degli allenamenti. Il progetto osserverà una pausa durante il periodo estivo, per poi riprendere regolarmente le attività a partire da settembre 2026.
Anche l’amministrazione locale ha voluto sottolineare l’importanza della collaborazione.
Il Sindaco di Livorno Ferraris, Franco Sandra, ha ringraziato la Società Sportiva ADBT per l’entusiasmo dimostrato fin dalle prime fasi: “Sono molto soddisfatto che sul territorio comunale sia presente una struttura come il Palapossis, capace di accogliere ragazzi e adulti non solo per il basket tradizionale, ma ora anche per il Baskin. È un modello di inclusione a 360 gradi di cui andiamo fieri”.
La realizzazione di questo “sogno” è frutto di un lavoro corale.
Il Presidente Bertolone desidera rivolgere un sentito ringraziamento al Sindaco Franco Sandra, al Direttore Generale del C.I.S.A.S., Dott. Andrea Lux – vero motore e sostenitore di questa progettualità – e alla Vice Direttrice del Consorzio C.A.S.A. di Gattinara, Dott.ssa Valeria Artuso, la quale investe costantemente risorse ed energie per l’incremento dei servizi ai cittadini.
Un plauso speciale va all’Educatrice Professionale Dott.ssa Sara Milan, che ha seguito con dedizione ogni fase operativa, alla Responsabile dell’Area Disabilità del C.I.S.A.S., Dott.ssa Jessica Beccaro, e a tutti gli operatori che hanno reso possibile tutto ciò.
Un ringraziamento doveroso va inoltre al Presidente della Società Sportiva ADBT di Livorno Ferraris, Fabio Mosca, e a tutta la cittadinanza che ha accolto con entusiasmo questo nuovo sport.
Il Direttore Generale Dott. Andrea Lux ha infine sottolineato come il progetto sia nato all’interno del percorso dell’ATS ONE, che ha permesso di estendere i benefici dello sport sia al C.I.S.A.S. di Santhià che al Consorzio C.A.S.A. di Gattinara.
Un ringraziamento particolare è stato espresso al Rotary Vercelli per il prezioso sostegno economico dedicato all’acquisto delle divise sportive per tutti i partecipanti con disabilità.
Con il Baskin si apre una nuova pagina per il territorio: un progetto pionieristico che segna l’inizio di una lunga storia di sport, amicizia e inclusione.
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Redazione di Vercelli
Un nuovo elemento di valorizzazione del patrimonio paesaggistico e culturale arricchisce uno dei luoghi più suggestivi di Gattinara.
Lunedì 29 giugno, alle ore 17,00, è stata inaugurata la nuova tavola panoramica installata presso la Torre delle Castelle, proprio di fronte alla Big Bench, uno dei punti più apprezzati da cittadini, escursionisti e turisti.
L’opera, promossa e interamente realizzata dal Rotary Club Gattinara, rappresenta un prezioso contributo alla valorizzazione del territorio.
Grazie a questo nuovo pannello panoramico, i visitatori potranno riconoscere con facilità i principali rilievi, i paesi visibili verso est, il sistema collinare e la città di Gattinara, vivendo un’esperienza ancora più coinvolgente e consapevole del paesaggio.
La tavola panoramica, progettata dall’Arch. Miranda Bocca dello Studio di Architettura e Bioedilizia Archi e Natura, è stata concepita per inserirsi con armonia nel paesaggio circostante.
La struttura metallica effetto corten, impreziosita da trafori che richiamano la foglia della vite e sostenuta da un basamento in pietra naturale di Montorfano, è stata realizzata da Stefano Ferretti, mentre la fotografia panoramica è opera di Giovanni Battista Delsignore.
L’insieme coniuga funzionalità, eleganza e rispetto del contesto paesaggistico, garantendo un impatto visivo minimo e valorizzando uno dei punti panoramici più suggestivi della città.
L’intervento si inserisce nel percorso di valorizzazione dell’area delle Castelle, uno dei luoghi simbolo della città, sempre più meta di visitatori grazie anche alla presenza della Big Bench e ai numerosi itinerari escursionistici che attraversano le colline patrimonio della tradizione vitivinicola gattinarese.
«Questa tavola panoramica – dichiarano il Sindaco Maria Vittoria Casazza e il Vicesindaco Daniele Baglione, presenti all’inaugurazione – rappresenta un nuovo tassello nel percorso di promozione del nostro territorio. Non è soltanto un pannello informativo, ma uno strumento capace di raccontare il paesaggio, aiutando cittadini e visitatori a leggere ciò che li circonda e ad apprezzarne il valore. Un sentito ringraziamento va al Rotary Club Gattinara e alla sua Presidente Silvia Domenicone per questo importante gesto di generosità e attenzione verso la comunità. Questa tavola panoramica o tavola di orientamento è uno strumento per scoprire uno dei panorami più affascinanti del territorio, dove natura, cultura e tradizione vitivinicola si fondono in un’unica straordinaria veduta».
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Redazione di Vercelli
Per il secondo anno consecutivo, la SCDU Radiodiagnostica dell’ASL Vercelli, diretta dal Professor Alessandro Stecco, è stata selezionata per la presentazione di contributi scientifici al Congresso della Società Europea di Radiologia Muscoloscheletrica, svoltosi quest’anno a Manchester, nel Regno Unito.
L’ASL Vercelli è stata rappresentata da due contributi scientifici di elevato profilo, presentati dal gruppo del Prof. Stecco, dalla Dottoressa Eleonora Soligo in collaborazione con il Dottor Sebastiano Di Nardo, e dedicati al tema delle terapie infiltrative ecoguidate nelle patologie tendinee.
Gli studi sono stati condotti in stretta collaborazione con la SC Ortopedia, diretta dal Dottor Domenico Costantino Aloj e con la SSD Immunotrasfusionale, diretta dalla Dottoressa Maria Grazia Cianci, che sono co-autori dei contributi.
Presso l’ASL Vercelli è pienamente operativo un ambulatorio multispecialistico di Ecografia Interventistica che, oltre alle biopsie della tiroide e dei tessuti molli, si occupa anche di infiltrazioni ecoguidate articolari e tendinee, con farmaci e fattori di crescita derivati dalle piastrine.
Tali attività sono accessibili anche dall’esterno, previa visita specialistica, e possono essere prenotate presso il CUP interno della Radiologia.
Questa attività clinica e scientifica nasce da una consolidata collaborazione interdisciplinare, capace di integrare competenze radiologiche, ortopediche e immunotrasfusionali in percorsi assistenziali e di ricerca orientati all’innovazione e alla qualità delle cure.
«La presenza, per il secondo anno consecutivo, a un congresso europeo di riferimento per la radiologia muscoloscheletrica rappresenta un riconoscimento importante per il lavoro svolto dalla nostra équipe dal mio arrivo poco più di 2 anni fa, e per la qualità delle collaborazioni attivate all’interno dell’ASL Vercelli oltre che dell’impulso dato dalla Direzione Strategica all’ottimizzazione dei percorsi dei pazienti e al supporto della Formazione Aziendale. L’approccio “one-stop shop” dell’ambulatorio integrato fornisce risposte ai pazienti e riduce la loro frammentazione del percorso di diagnosi e cure, mentre l’integrazione tra attività clinica, ricerca e approccio multidisciplinare consente di offrire ai pazienti percorsi diagnostico-terapeutici sempre più avanzati e di portare la nostra esperienza anche in contesti scientifici internazionali, anche grazie al forte rapporto con la Facoltà di Medicina dell’Università del Piemonte Orientale», sottolinea il Prof. Stecco.
«La partecipazione, per il secondo anno consecutivo, a un Congresso europeo di così alto profilo – aggiunge il Direttore generale, Marco Ricci –rappresenta per la nostra Azienda un motivo di grande soddisfazione e conferma la qualità del lavoro svolto dai nostri professionisti. Questo risultato testimonia non solo l’elevato livello scientifico raggiunto dalla Radiodiagnostica, ma anche il valore della collaborazione interdisciplinare interna, elemento strategico su cui l’ASL Vercelli continua a investire. La capacità di integrare assistenza, innovazione e ricerca consente di offrire ai cittadini percorsi di cura sempre più efficaci e al passo con le più avanzate evidenze scientifiche, rafforzando al contempo il posizionamento dell’Azienda anche in contesti internazionali».
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Redazione di Vercelli
La grave carenza di medici di famiglia sul territorio vercellese, che da anni interessa, in particolar modo, la Valsessera e la Valsesia, approda di nuovo in Consiglio regionale con un’interrogazione, presentata dalla Consigliera regionale PD Simona Paonessa e rivolta all’Assessore alla Sanità, per chiedere interventi urgenti e una strategia concreta a tutela dei cittadini dei piccoli comuni della provincia di Vercelli e delle aree interne del Piemonte.
«La situazione è particolarmente critica nei comuni di Ailoche, Caprile, Coggiola, Crevacuore, Portula e Pray, dove oltre 9.000 cittadini risultano privi del medico di medicina generale, una condizione che si protrae ormai da anni e che colpisce soprattutto una popolazione anziana, residente in un territorio montano caratterizzato da collegamenti difficili e da una limitata disponibilità di trasporto pubblico” afferma la Consigliera regionale PD Simona Paonessa che continua: «Proprio negli scorsi giorni è stata lanciata sul territorio la raccolta firme, promossa da Cgil e Spi, per chiedere che i sei comuni della Valsessera rimasti senza medico di base escano dall’Asl di Vercelli ed entrino nell’Asl di Biella, ritenendo quest’ultima maggiormente in grado di garantire servizi sanitari più vicini ed efficienti. A questi cittadini l’ASL di Vercelli e la politica devono dare risposte concrete e chiare».
Attraverso l’interrogazione, l’esponente del Partito Democratico, ha chiesto all’ASL di Vercelli di chiarire le proprie posizioni rispetto a questa richiesta e, soprattutto, di illustrare quali iniziative concrete intendano mettere in campo per assicurare la continuità dell’assistenza sanitaria nei piccoli comuni e nelle aree interne, oltre che su tutto il territorio vercellese.
Dopo 7 anni di Governo Cirio, servono risposte strutturali al problema, non misure tampone come quelle messe in atto a Coggiola e a Pray, dove è necessario prenotarsi telefonicamente o con app dedicata.
«La tutela del diritto alla salute non può dipendere dal luogo in cui si vive. È necessario intervenire con misure strutturali che rendano attrattiva la medicina territoriale, garantiscano la presenza dei medici di base e assicurino servizi adeguati anche alle comunità. Il medico di famiglia rappresenta, infatti – conclude Paonessa – il primo presidio sanitario sul territorio e un punto di riferimento indispensabile per le persone più fragili per un accesso equo e tempestivo ai servizi sanitari essenziali. Non possiamo accettare che migliaia di cittadini siano costretti a convivere con questa situazione di precarietà assistenziale. Tutto il territorio vercellese versa in una situazione preoccupante e emergenziale: mancherebbero, infatti, 33 medici di medicina generale, con oltre 30.000 cittadini senza medico di base».
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Redazione di Vercelli
Nel tardo pomeriggio di alcuni giorni fa una pattuglia della Radiomobile di Cossato, nel corso dei quotidiani servizi di vigilanza del territorio, ha fermato un’autovettura in transito a Villanova Biellese in direzione di Carisio con a bordo cinque cittadini sudamericani, residenti fuori provincia.
Alla semplice richiesta di cosa facessero nel biellese hanno risposto in modo vago, cosa che ha insospettito i militari che hanno deciso di controllare l’auto, notando due grosse borse nell’abitacolo con i bordi scuciti, da cui si intravvedeva un rivestimento interno in alluminio.
Questo particolare ha confermato i sospetti, trattandosi di una tecnica ben nota per eludere i dispositivi antitaccheggio dei negozi.
All’interno vi erano infatti 16 confezioni di profumi di marca ancora sigillate, di cui i cinque non sapevano spiegare il possesso, contraddicendosi tra loro, né avevano alcuno scontrino fiscale.
I Carabinieri hanno avviato ulteriori accertamenti fino a scoprire che i profumi erano stati rubati poco prima in un centro commerciale.
I cinque uomini sono stati quindi denunciati in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Biella per furto aggravato in concorso mentre i profumi, del valore complessivo di circa di 2.500 Euro, saranno riconsegnati al negoziante.
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Redazione di Vercelli
«La burocrazia non può continuare a essere un muro contro cui cittadini e imprese sono costretti a sbattere. Con il “Semplifica Piemonte” abbiamo scelto di trasformare quel muro in una porta: una porta che apre opportunità, agevola lo sviluppo e migliora la fiducia nelle istituzioni». Così il Capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, Carlo Riva Vercellotti, commenta l’approvazione della legge che segna un cambio di passo nel rapporto tra Pubblica Amministrazione, cittadini, imprese ed enti locali.
«Questa non è una legge che aggiunge regole. È una legge che toglie peso. Peso ai cittadini, ai Comuni, alle imprese. È una scelta che guarda al Piemonte dei prossimi dieci, quindici anni e non al titolo di giornale del giorno dopo. Perché governare significa avere il coraggio di costruire il futuro, non inseguire il consenso immediato», aggiunge il capogruppo di FdI.
Tra le principali innovazioni introdotte figura lo stop ai documenti duplicati, che impedisce alla Pubblica Amministrazione di richiedere informazioni già in suo possesso, il Portale Digitale Regionale unico per la gestione delle pratiche, il principio di non aggravamento dei procedimenti amministrativi, il rafforzamento del soccorso istruttorio, l’istituzione del Tavolo regionale per la semplificazione, il Team di supporto ai piccoli Comuni e una prima disciplina regionale sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella Pubblica Amministrazione, sempre nel rispetto della centralità e della responsabilità umana.
«Il cittadino non può essere il postino della Pubblica Amministrazione. Se un’informazione è già in possesso degli enti pubblici, deve essere la macchina amministrativa a farne buon uso, non il cittadino a doverla rincorrere tra uffici e moduli – prosegue Riva Vercellotti -. La semplificazione è un impegno concreto, misurabile e verificabile, con piani strategici, obiettivi annuali, monitoraggi e risultati da rendicontare ai piemontesi. Perché semplificare non significa ridurre i controlli, ma renderli più intelligenti ed efficaci».
«Meno burocrazia significa più impresa, più investimenti e più competitività. Ma soprattutto significa una cosa semplice e decisiva: restituire tempo alle persone. E il tempo è la ricchezza più preziosa che abbiamo. Un Piemonte che semplifica è un Piemonte che cresce e che torna a credere nel proprio futuro», conclude Riva Vercellotti.
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Redazione di Vercelli
Borgosesia ha archiviato con un bilancio straordinario i festeggiamenti per la sua ricorrenza patronale dei Santi Pietro e Paolo, che hanno visto il culmine nella storica kermesse A l’è San Peru al borg organizzata dal Comitato Carnevale.
Per undici giornate consecutive l’area del piazzale Ipercoop si è trasformata nel cuore pulsante dell’intrattenimento cittadino, registrando un costante afflusso di comitive, residenti e turisti grazie a un’area attrezzata con servizio bar e cucina sempre attivi.
Oltre ai piatti classici della tradizione e alle apprezzatissime specialità messicane proposte ogni sera, il pubblico ha risposto con il tutto esaurito ai tre appuntamenti culinari a tema su prenotazione, che hanno visto sfilare la paella dei Golosi con sangria il martedì, il fritto misto di pesce il mercoledì e la fiorentina alla brace il giovedì.
Ad accompagnare il post cena sono state le serate di musica dal vivo che hanno animato il piazzale subito dopo le tavolate, partendo venerdì con le sonorità degli Echo, proseguendo sabato insieme alla Rokketti Band, domenica con le note trascinanti dei Glamour live music e concludendosi definitivamente lunedì sera con l’esibizione degli 883end.
Accanto ai festeggiamenti popolari, la comunità si è stretta intorno al prestigioso traguardo del centenario di fondazione dell’Orchestra di Fiati Città di Borgosesia, celebrato anche attraverso la mostra storica allestita nel foyer del Teatro Pro Loco che ha racchiuso un secolo di cultura e note locali, legandosi alla recente presentazione del libro postumo La Musica del Borgo scritto dal compianto Sandro Orsi.
I momenti musicali dedicati all’anniversario sono entrati nel vivo venerdì sera in piazza Garibaldi con il concerto speciale della Banda giovanile interprovinciale Novara Vercelli dell’Anbima, che ha schierato sul palco oltre trentacinque talentuosi elementi del territorio.
Lunedì sera, proprio nel giorno della Festa Patronale, la stessa piazza Garibaldi ha ospitato l’evento ufficiale dei musicisti dell’Orchestra di Fiati Città di Borgosesia diretti dal maestro Giancarlo Aleppo; un appuntamento solenne durante il quale le autorità e i presidenti storici del sodalizio sono stati premiati con targhe ricordo a testimonianza del secolo di vita del corpo musicale.
A completare il quadro di questo indimenticabile periodo di festa era stato l’exploit d’apertura in piazza Mazzini, dove il concerto di Fred De Palma aveva registrato il sold out assoluto inaugurando il cartellone estivo.
Il pioniere del reggaeton italiano aveva infiammato il centro cittadino richiamando un enorme pubblico di giovani e famiglie giunti anche dalle province limitrofe, trasformando la piazza in un club a cielo aperto sulle note di tormentoni come Una volta ancora, D’estate non vale, Ti raggiungerò e Paloma.
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Redazione di Vercelli
Se pensiamo che il primo tratto della Via Aurelia, tra Roma e Cerveteri (circa 44 chilometri) fu realizzato in una decina d’anni nel III Secolo a.C., pare difficile credere che soltanto il 6 luglio prossimo sarà consegnato (significa che le Ditte appaltatrici potranno incominciare a lavorare) il cantiere delle Pedemontana che collegherà l’Alto Vercellese, il Biellese all’Autostrada A26.
I 15 chilometri forse più attesi di sempre, se è vero che, al confronto di questa gestazione, anche il nostro archivio appare acerbo.
Il primo articolo – leggi qui – è un’intervista ad un giovanissimo Carlo Riva Vercellotti,
allora Sindaco di Gattinara, che il 23 gennaio 2009 (eravamo on line da 22 giorni…) poteva dire: “la Pedemontana è più vicina”.
***
I lavori (questa volta, quelli veri, fatti di materiali lapidei, mezzi d’opera, Lavoratori nei cantieri, Tecnici impegnati nella direzione lavori) si protrarranno per quattro o cinque anni: il cantiere si aprirà a Ghislarengo e chissà che qualche volta non sarà possibile visitarlo.
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Oggi, 29 giugno, a Gattinara, l’incontro organizzato da Fratelli d’Italia della Provincia di Vercelli, con l’On. Galeazzo Bignami, ora Capogruppo del partito di Giorgia Meloni alla Camera dei Deputati, ma in anni non lontani, tra il 2022 ed il 2024, Vice Ministro alla Infrastrutture e Trasporti.
Fu proprio in questa veste che prese a cuore la realizzazione dell’opera, riuscendo ad ottenere lo stanziamento di fondi necessario.
Bignami – ed il ruolo che ha avuto in questa complessa istruttoria – sono stati presentati agli Organi di Informazione da Davide Gilardino, Presidente della Provincia di Vercelli e dal Consigliere Regionale Carlo Riva Vercellotti.
Il Lettore li potrà ascoltare nel video che abbiamo messo a repertorio.















