Mese: Ottobre 2026
Millesimo-Borgosesia 3-0
Alessandria-Fezzanese 2-0
Asti-Lascaris 0-1
Bra-Saluzzo 1-1
Chisola-Derthona 4-2
Gozzano-Ligorna 0-4
Imperia-Biellese 2-1
Sestri Levante-Celle Varazze 1-1
Valenzana-Sanremese 1-1
Classifica
Alessandria 18
Biellese 14
Ligorna 13
Millesimo 12
Chisola 11
Imperia 11
Derthona 11
Lascaris 11
Saluzzo 10
Asti 10
Gozzano 10
Sanremese 9
Sestri Levante 8
Fezzanese 7
Borgosesia 6
Bra 6
Valenzana Mado 5
Celle Varazze 1
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Redazione di Vercelli
Sono così belle che, a chiamarle “vecchie signore”, si intuisce il possibile rischio di sentirsi replicare “vecchio sarai tu…”.
Le auto storiche che sono qui a Vercelli, oggi domenica 11 ottobre, raccontano la storia dell’automobilismo ed anche quella della nostra città se è vero che l’iniziativa è parte del programma offerto dall’Automobile Club vercellese, con la collaborazione de “La Rete”, per festeggiare i 100 anni dalla fondazione, ripercorrendo il circuito agonistico cittadino sul quale, nel 1947, si tenne la gara che sarebbe stata antesignana delle corse di Formula 1.
Impossibile descrivere tutti i modelli, che sono, uno ad uno, ripresi nella gallery.
Ciascuno ha un fascino particolare.
Dalla veterana Chenard e Walker del 1928 di cui ci parla nel video che, insieme alla gallery, accompagna queste note, il proprietario Patrizio Bertola.
Poi la celeberrima Lancia Flaminia Coupè, auto sempre preferita da Marcello Mastroianni.

Senza dimenticare la Fiat 600 che aprì la strada ad una nuova mobilità popolare in Italia
Presenta la giornata il Presidente dell’Aci di Vercelli Eugenio Castelli che, con il Presidente della Provincia Davide Gilardino, ha dato il via alla carriera delle “Signore a quattro ruote”.
Millesimo 3
Borgosesia 0
Marcatori: 23′ pt Villa, 26′ pt Gualtieri, 37′ pt Totaro.
Millesimo (4-3-1-2): Conde; Gualtieri, Nenci, Cinquini, Cappellari; Insolito, Piazza, Gadau (7’ st Lazzaretti); Villar (22’ st Piccardo); Totaro (37’ st Castiglia), Villa (27’ st Gabelli).
A disp.: Sciascia, Cigliutti, Ghibaudo, Ferraro, Sicca.
All.: Macchia.
Borgosesia (4-3-3): Autoriello; Pellicone (16’ st Negretti), Cagia, Fumanò, Calafiore (16’ st Valentino); Gheller (33’ st Manto), Gila (16’ st Capogna), Pinheiro; Cum, Piraccini (16’ st Bazzan), Gerbino.
A disp.: Salina, Crepaldi, Orsi, Berni.
All.: Forzatti.
Arbitro: Beretta di Bergamo
Assistenti: Malerba di Cinisello Balsamo e Sivverini di Monza.
Note: cielo coperto. Terreno in buone condizioni. Spettori: 200 circa. Ammoniti: Gadau, Cinquini, Autoriello. Angoli 6-2. Recupero: 1’ pt – 3’ st.
Un primo tempo da incubo condanna il Borgosesia in terra ligure. Al cospetto di un Millesimo affamato e cinico, i granata cadono sotto i colpi dei padroni di casa, capaci di archiviare la pratica già nei primi quarantacinque minuti con un micidiale uno-due-tre che ha tagliato le gambe alla formazione valsesiana.
Mister Thomas Forzatti, intenzionato a dare continuità al gruppo visto all’opera nell’ultimo turno, sceglie di affidarsi al collaudato 4-3-3.
Tra i pali c’è Autoriello, protetto dal pacchetto difensivo formato da Pellicone, Cagia, Fiumanò e Calafiore.
In mezzo al campo le chiavi della regia sono affidate a Gila, affiancato da Gheller e Pinheiro, mentre il tridente offensivo vede protagonisti Cum, Piraccini e Gerbino.
L’avvio, a dire il vero, è vivace e giocato su ritmi alti da entrambe le compagini.
Il Borgo prova a pungere per primo: al 21′ è Cum a inventarsi una pregevole discesa personale, ma il suo affondo in area viene sventato dall’attento intervento di Cinquini.
È il momento migliore dei granata, che però non capitalizzano.
Sull’altro fronte, Totaro comincia a scaldare i motori, non inquadrando lo specchio di poco.
La partita si stappa improvvisamente al 24′: cross invitante di Cappellari e girata vincente di Villa che batte Autoriello per l’uno a zero.
Il colpo è pesante, e il Borgosesia accusa il contraccolpo.
Passano appena due minuti e, sugli sviluppi di un corner, Gualtieri si ritrova il pallone buono e insacca il raddoppio ligure.
Il Borgo barcolla e, al minuto trentasette, subisce anche il tris: traversone di Villar e tap-in vincente di Totaro, che cala il tris e chiude virtualmente i conti.
I granata provano a reagire con orgoglio prima dell’intervallo: Piraccini, di testa da ottima posizione, manca la stoccata vincente mandando a lato, e poco dopo Conde dice di no a Cum in due tempi.
Nel finale di frazione, la frittata è completa: a un minuto dal quarantacinquesimo, una disattenzione difensiva spalanca il contropiede ligure; Autoriello esce in ritardo su Totaro e commette fallo da rigore.
Dal dischetto, però, Villar grazia i valsesiani spedendo clamorosamente a lato.
Nella ripresa il copione cambia parzialmente, con il Borgosesia generosamente votato all’attacco alla ricerca di un episodio per riaprire i giochi.
I cambi e la spinta propulsiva portano i granata a calciare con frequenza verso la porta di Conde: in avvio Gerbino impegna l’estremo difensore al volo, poi al 13′ lo stesso Conde compie un miracolo sventando un colpo di testa di Piraccini.
I valsesiani ci provano ancora con una zuccata di Negretti, fuori di un soffio, e con una magnifica conclusione di Pinheiro al 36′, disinnescata da un super Conde.
Il triplice fischio sancisce la vittoria meritatamente legittimata dal Millesimo grazie a una prima frazione di altissimo profilo.
Per il Borgosesia resta l’amaro in bocca per un approccio rivedibile nei primi quarantacinque minuti e la consapevolezza che la reazione della ripresa non è bastata a raddrizzare la rotta.
Ora testa bassa e ripartire: al Comunale, nel prossimo turno, arriverà l’Imperia per un immediato esame di riscatto.
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Redazione di Vercelli
“Ma tu non avevi lacrime,
a noi invece era dato
piangere.
Questo, forse, ti ha sospinto tra noi?”.
***
Così David Maria Turoldo offre una possibilità persuasiva per dire di un mistero: al Creatore onnipotente “manca” qualcosa che, invece, accompagna costitutivamente la propria creatura.
In quel suo così unico Figlio si colma questo vuoto.
Quel Figlio che è Dio e piange, proprio come gli uomini e le donne di ogni tempo.
Anche qui a Caresana, sabato 10 ottobre, le lacrime dicono più di tante parole.
Solcano i volti senza, tuttavia, esiliare la speranza.
Non solo – certo – quella più ardita ed irrinunciabile della nostra fede, la resurrezione dai morti.
C’è anche la speranza – anzi, una certezza – che il privilegio di avere conosciuto e camminato per un tratto della vita insieme ad Erica Pomati, “la Prof.” mamma di Vittoria e moglie di Andrea Cherchi, non si esaurirà entro l’orizzonte di una vita terrena pur se spesa per gli altri e nell’amore incondizionato per la propria famiglia e per quella “allargata” della Scuola, degli Studenti, dei Colleghi.
Qui nella bella chiesa parrocchiale di Caresana si percepisce già oggi che non mancheranno certamente idee ed iniziative per consegnare al futuro il luminoso esempio lasciato a noi, che pure siamo nelle lacrime, perché quelle lacrime abbiano la fecondità di una parola sincera.
Una speranza che, con incomparabile efficacia, illustrano le mirabili parole pronunciate nelle testimonianze davvero eccezionali della Professoressa Ilaria Ottino – a nome del Liceo Scientifico, dove Erica ha per tanto tempo, con intelligenza e passione, insegnato Matematica e Fisica – e della giovane studentessa Beatrice Monteleone, che ha parlato a nome degli allievi e, insieme a tante altre belle parole ha ricordato come Erica “la Prof. con la P maiuscola” esordisse in classe all’inizio della lezione con l’immancabile “Ragazzuoli, dài, su…”.
Ci piace pensare che ora Erica rivolga anche a noi quella esortazione così materna e fraterna ad un tempo, per incoraggiarci ad andare avanti.
Sono testimonianze che riproponiamo integrali nel video che accompagna, insieme alla gallery (ci proviamo: non siamo certo all’altezza di Andrea) queste note e che offriamo come modesta nostra partecipazione nel rendere omaggio ad una figura che non sarà dimenticata.
Sempre nel video, integrale, l’omelia del Parroco Don Andrea Degregori, che ha celebrato con l’assistenza del Diacono Gianni Brunoro.
Ha animato la Liturgia, con l’apprezzamento unanime dei convenuti, il Coro parrocchiale.
Ancora un abbraccio affettuoso ad Andrea e Vittoria.
Nella giornata di mercoledì 14 ottobre, dalle ore 10,30 alle 15,00, verrà interrotta l’erogazione di energia elettrica in diverse vie del Centro Storico.
Nello specifico le vie e i numeri civici interessati saranno:
Via Rivetta 2, da 6 a 8, 7, da 11 a 13, da 17 a 21, 25, da 29 a 33, tel, sn;
Via Paleologi 4, 10, da 30 a 42, 48, 52, 19, da 37 a 39, 45, 51, da 59 a 63, 69, 73, sn.;
Via Fratelli Caire da 2 a 6;
Piazza San Domenico 1, 2, 5;
Piazza Tavallini 1;
Via Lanza 91.
Gli interventi coinvolgeranno esclusivamente i clienti alimentati in bassa tensione.
Durante i lavori l’energia potrebbe essere momentaneamente riattivata: si raccomanda quindi prudenza e si consiglia di non utilizzare gli ascensori.
Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito e-distribuzione.it, utilizzare l’app gratuita, inviare un SMS al numero 320.2041500 con il codice POD presente in bolletta, oppure contattare il Numero Verde 803.500 per la segnalazione di guasti.
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Redazione di Vercelli
Is 25, 6-10
Dal libro del profeta Isaìa
Preparerà il Signore degli eserciti per tutti i popoli, su questo monte, un banchetto di grasse vivande, un banchetto di vini eccellenti, di cibi succulenti, di vini raffinati.
Egli strapperà su questo monte il velo che copriva la faccia di tutti i popoli e la coltre distesa su tutte le nazioni.
Eliminerà la morte per sempre. Il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto, l’ignominia del suo popolo farà scomparire da tutta la terra, poiché il Signore ha parlato.
E si dirà in quel giorno: “Ecco il nostro Dio; in lui abbiamo sperato perché ci salvasse.
Questi è il Signore in cui abbiamo sperato; rallegriamoci, esultiamo per la sua salvezza, poiché la mano del Signore si poserà su questo monte”.
Sal.22
RIT: Abiterò per sempre nella casa del Signore.
Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla;
su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.
Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino,
per amore del suo nome.
RIT: Abiterò per sempre nella casa del Signore.
Se dovessi camminare in una valle oscura,
non temerei alcun male,
perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza.
RIT: Abiterò per sempre nella casa del Signore.
Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici;
cospargi di olio il mio capo.
Il mio calice trabocca.
RIT: Abiterò per sempre nella casa del Signore.
Felicità e grazia mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
e abiterò nella casa del Signore
per lunghissimi anni.
RIT: Abiterò per sempre nella casa del Signore.
Fil 4, 12-14. 19-20
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési
Fratelli, so vivere nella povertà come so vivere nell’abbondanza; sono allenato a tutto e per tutto, alla sazietà e alla fame, all’abbondanza e all’indigenza. Tutto posso in colui che mi dà la forza. Avete fatto bene tuttavia a prendere parte alle mie tribolazioni.
Il mio Dio, a sua volta, colmerà ogni vostro bisogno secondo la sua ricchezza con magnificenza, in Cristo Gesù.
Al Dio e Padre nostro sia gloria nei secoli dei secoli. Amen.
Mt 22, 1-14
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù, riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse:
“Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire.
Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: Dite agli invitati: “Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città.
Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali.
Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”.
Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti”.
***
UN PENSIERO SULLA PAROLA, A CURA DELLE SUORE CARMELITANE DEL MONASTERO “MATER CARMELI” DI BIELLA
Credere per dovere o credere con amore?!
(Is 25,6-10a; Sal 22; Fil 4,12-14.19-20; Mt 22,1-14)
Decodificare il messaggio centrale delle parabole di Gesù ci risulta a volte difficile, non dobbiamo dimenticare che la chiave di lettura del vangelo è farsi piccoli e semplici, a questi il Padre rivela i segreti del Regno dei cieli, perché i piccoli hanno una intelligenza intuitiva supportata dalla fiducia.
Sì, i piccoli si fidano di chi promette loro qualcosa di bello o di buono. Invece gli invitati alle nozze che erano conosciuti dal re e per questo vengono da lui invitati, non si fidano, non si curano della proposta, diventano maleducati e addirittura assassini.
Sicuramente gli invitati erano gente per bene, gente della cerchia del Re, gente di potere: non erano però gente di cuore.
Il Re si indegna del loro rifiuto e della loro reazione di violenza.
La festa però non viene fermata, tutto è pronto, non è la festa infatti ad essere sbagliata, ma gli invitati.
Il Re prende consapevolezza che il suo invito è stato rifiutato e come gratuitamente aveva invitato i suoi cortigiani e amici più prossimi così, con altrettanta gratuità e cuore largo, invita tutte le altre categorie di persone che i servi trovano per strada: “cattivi e buoni”.
L’oltraggio al Re da parte dei primi invitati non è dato dal fatto che sono stati “cattivi”, perché anche i peccatori entreranno poco dopo al banchetto, ma l’oltraggio è aver disdegnato un invito fatto con amore e generosità da parte del Re, colui che loro servivano quotidianamente.
Ecco un’altra differenza di cuore: si può servire per dovere e si può servire per amore; si può credere per dovere e si può credere con amore.
I primi invitati che hanno rifiutato conoscevano il Figlio del Re, anche solo per riguardo avrebbero dovuto accettare.
Ma loro non amavano né il Padre né il Figlio, tant’è che hanno preferito continuare ad amare in modo possessivo ed egoistico i loro beni e i loro affari.
I nuovi invitati ignari fino ad allora della festa si sentono chiamati.
Bello sentirsi chiamare per nome!
Il Re si rende conto che la storia sta cambiando direzione, si può fidare di più di questi sconosciuti – che nella parabola parallela di Luca sono ciechi, zoppi e storpi – che non dei suoi amici più vicini.
Meditiamo quindi su questo vangelo a partire da tre situazioni in cui anche noi possiamo trovarci: cresciuti nella conoscenza del Padre, cresciuti in una fede di tradizione, non abbiamo con il Re un legame di amore, ma solo di convenzione.
Quando da parte di Dio arriva un invito speciale, che comporta però un rinunciare a qualche nostro interesse, non riusciamo a dare le giuste priorità.
La fede di convenienza non scalda il cuore e non spegne l’egoismo. Ci sono poi i nuovi invitati, non perfetti, malati e peccatori, lontani dalla conoscenza del Re.
Attratti dalla sua voce accolgono l’invito con la spontaneità di chi si riconosce fragile e debole, ma amato e invitato proprio per questo.
E’ la fede vissuta con slancio di fiducia, con la freschezza di chi scopre nuove tutte le cose, si sentono amati per grazia e rivestiti di misericordia. E poi c’è il personaggio finale che, pur chiamato per grazia e rivestito di misericordia dal Padre, scorda l’abito a casa.
L’abito della festa è quello che dobbiamo indossare: è quella umanità nuova che abbiamo ricevuto nel Battesimo e che ci fa belli in Cristo in ogni situazione!
Le Sorelle Carmelitane
Monastero Mater Carmeli – Biella Chiavazza
I Carabinieri della Sezione Operativa del NORM di Biella hanno arrestato in flagranza di reato una 42enne italiana per spaccio di sostanze stupefacenti.
I militari hanno sorpreso la donna mentre cedeva una dose a un’acquirente, trovata con un involucro di sostanza stupefacente del tipo cocaina e segnalata alla Prefettura come assuntrice.
La successiva perquisizione ha permesso di rinvenire addosso alla 42enne un ulteriore involucro della medesima sostanza.
I controlli sono stati poi estesi al veicolo in uso alla donna e alla sua abitazione, dove i Carabinieri hanno complessivamente sequestrato circa 8 grammi di sostanza stupefacente del tipo cocaina, 10 grammi di sostanza stupefacente del tipo eroina, 10 grammi di sostanza stupefacente del tipo hashish, 1.500 euro in contanti e materiale utile alla contabilità dello spaccio.
Il materiale e il denaro sono stati posti sotto sequestro.
Dell’avvenuto arresto è stato informato il Pubblico Ministero di turno della Procura della Repubblica di Biella, che ha disposto la misura degli arresti domiciliari in attesa della convalida.
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Redazione di Vercelli
































































































