Mese: Settembre 2026
L’associazione femminile Donne & Riso presieduta da Federica Busso sarà protagonista di un talk in programma domenica 13 settembre, alle 17 nel Salone degli Affreschi della Casa dell’Agricoltore di piazza Zumaglini 14, a Vercelli. Titolo dell’iniziativa che rientra negli eventi targati RISOFF, Fuori Festival del Riso, “Tradizione che evolve – Le donne fanno impresa”.
Dialogheranno con Donne & Riso le imprenditrici FIPE.
L’incontro vedrà un dialogo serrato e interessante tra donne che coltivano e producono il riso, imprenditrici della ristorazione che lo trasformano, lo valorizzano e lo promuovono.
Tema centrale, l’evoluzione del ruolo femminile lungo l’intera filiera: dalla coltivazione nei campi alla trasformazione in cucina, dalla cura del prodotto all’ospitalità, fino alla guida di aziende capaci di innovare, creare valore economico e promuovere le eccellenze del territorio.
Il dialogo metterà a confronto esperienze e percorsi professionali differenti ma strettamente collegati.
Da una parte le imprenditrici agricole che lavorano quotidianamente nelle risaie e seguono tutte le fasi della produzione; dall’altra le professioniste della ristorazione, chiamate a trasformare quella materia prima in piatti, esperienze e occasioni di conoscenza.
A sottolineare il legame tra produzione agricola e accoglienza sarà Donatella Bertolone, presidente del Gruppo Donne Imprenditrici FIPE della provincia di Vercelli.
«L’ospitalità – dice Bertolone – nasce dalla terra e arriva fino alla tavola: è il filo che unisce chi produce e chi accoglie. Quando tradizione, competenza e capacità di innovare si incontrano, le donne non sono più soltanto custodi di un sapere, ma protagoniste di imprese capaci di far crescere e raccontare il territorio».
L’iniziativa darà quindi una nuova immagine della donna impegnata in agricoltura. Non più semplice depositaria delle tradizioni familiari e rurali ma protagonista nelle decisioni, nell’innovazione produttiva, nella comunicazione e nella valorizzazione commerciale del riso.
Chiuderà l’incontro una degustazione di sakè e di specialità preparate con il riso del territorio.
Un momento conviviale che permetterà al pubblico di assaggiare concretamente il risultato del percorso raccontato durante l’incontro: dalla materia prima coltivata nelle risaie vercellesi alla sua trasformazione e presentazione a tavola.
L’incontro, a ingresso gratuito, è aperto al pubblico.
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Redazione di Vercelli
Si spengono le luci sulla 44ª edizione di LUVA, la Festa dell’Uva di Gattinara, e resta l’immagine di una città viva, colorata e accogliente, attraversata per tre giorni da migliaia di persone e capace, ancora una volta, di trasformare una tradizione profondamente legata alla propria storia in un grande evento di territorio.
Il bel tempo ha accompagnato l’intera manifestazione, con temperature particolarmente elevate che non hanno però fermato la voglia di vivere LUVA. Tre giornate intense tra vino, enogastronomia, musica, spettacoli, cultura, degustazioni e momenti di incontro che hanno animato corsi, piazze e cortili, confermando il fascino di una manifestazione che continua a rinnovarsi senza perdere la propria anima.
Ma dietro la festa che tutti vedono c’è un’altra LUVA. È quella che comincia molto prima dell’inaugurazione e continua quando l’ultimo visitatore è già tornato a casa.
Il cuore pulsante sono, ancora una volta, le taverne. Dal martedì precedente la manifestazione, decine e decine di volontari lavorano alacremente lungo i corsi principali per costruire vere e proprie taverne: strutture curate nei minimi particolari, ognuna con una propria identità, un’atmosfera e una storia da raccontare. In pochi giorni la città cambia volto e diventa un grande luogo di incontro e convivialità. Poi, appena terminata la festa, comincia la corsa al contrario: tutto viene smontato entro il lunedì per restituire strade e spazi alla città e consentire, già dal martedì mattina, il regolare svolgimento del mercato settimanale.
È un lavoro enorme, spesso lontano dai riflettori, che racconta meglio di ogni altra cosa, cosa significhi davvero la Festa dell’Uva per Gattinara: partecipazione, passione e senso di appartenenza.
Proprio le taverne sono state protagoniste anche dei tradizionali riconoscimenti di LUVAadvisor.
Per il quinto anno consecutivo, il titolo di miglior taverna è andato alla Taverna Malmustus; al secondo posto si è classificata la Taverna Master Piazza, mentre il terzo gradino del podio è stato conquistato dalla Taverna Ampara la Gesa.
Per la categoria chioschi il riconoscimento 2026 è andato al Chiosco Girlz.
La 44ª edizione è stata anche l’occasione per rendere omaggio a chi, nel tempo, ha contribuito a costruire la storia della manifestazione. Sono stati consegnati gli attestati celebrativi per i 25 anni ininterrotti di partecipazione alla Festa dell’Uva alla taverna della Pro Loco di Lenta, all’Ustaria dal Boch e alla Taverna Toro Club.
Riconoscimenti anche alla Taverna Daspary e a La Linda per i 15 anni di presenza e alla Taverna Drollu per il traguardo dei 10 anni.
Grande attenzione, come sempre, anche al vino, protagonista assoluto della manifestazione e simbolo dell’identità di Gattinara e dell’Alto Piemonte. Domenica si è svolto IRON GRAPE, giunto alla decima edizione, il concorso dedicato al Gattinara D.O.C.G.: per il secondo anno consecutivo il riconoscimento è andato alle Cantine Nervi con il Gattinara DOCG 2022.
Bis consecutivo anche per la Cantina Rovellotti, che si è aggiudicata il Premio La Stampa per la miglior bollicina presente in Enoteca Regionale.
E poi c’è il grande esercito di persone senza il quale una manifestazione di queste dimensioni semplicemente non potrebbe esistere.
Un ringraziamento particolare va ai volontari della Protezione Civile e della Croce Rossa, alle Forze dell’Ordine, al personale comunale, agli operai del Comune, agli addetti che durante tutte le giornate hanno garantito lo svuotamento continuo dei cestini e a quanti hanno lavorato per mantenere la città ordinata nonostante la straordinaria presenza di pubblico.
Un lavoro prezioso è stato svolto anche dalla ditta Sangermano, che ogni mattina, quando la festa della sera precedente era terminata da poche ore, si è messa all’opera per ripulire strade e piazze e riconsegnare una Gattinara pronta ad accogliere una nuova giornata di LUVA. Un impegno silenzioso, ma fondamentale, così come quello dell’intero staff organizzativo, impegnato per mesi nella preparazione e, durante i tre giorni, nella gestione di una macchina organizzativa complessa.
Perché LUVA non è soltanto ciò che accade dal venerdì alla domenica. È il risultato di mesi di progettazione e di centinaia di persone che, ciascuna con il proprio ruolo, mettono tempo, competenze, energie e passione al servizio della città.
Ed è forse proprio questa la fotografia più bella che lascia la 44ª edizione: una comunità che lavora insieme per accogliere, una città che apre le proprie porte e una festa capace di raccontare Gattinara attraverso il suo vino, le sue tradizioni e soprattutto la sua gente.
Archiviata questa intensa edizione, lo sguardo è già rivolto al futuro. Perché LUVA finisce solo sul calendario: l’entusiasmo, i ricordi e la voglia di ritrovarsi restano.
L’appuntamento è già fissato: LUVA tornerà il 3, 4 e 5 settembre 2027, per celebrare la 45ª edizione della Festa dell’Uva di Gattinara.
Arrivederci a LUVA 2027!
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Redazione di Vercelli
Il servizio, richiedibile tramite prenotazione telefonica, prevede la valutazione di personale qualificato, in grado di verificarne la commestibilità e fornire indicazioni utili per il consumo in sicurezza.
L’attività non si limita infatti all’identificazione della specie, ma riguarda la commestibilità nel suo significato più ampio, tenendo conto anche dello stato di conservazione e maturazione degli esemplari. Durante il controllo vengono inoltre forniti consigli sulle corrette modalità di preparazione e consumo dei funghi cosiddetti “a commestibilità condizionata”, che richiedono particolari trattamenti prima di essere consumati per evitare disturbi gastrointestinali.
L’esperienza dello scorso anno conferma l’utilità del servizio.
Nel corso della stagione si sono rivolte all’Ispettorato micologico 47 persone.
Gli esemplari di funghi appartenenti a 46 specie sono stati giudicati idonei al consumo, mentre quelli appartenenti ad altre 39 specie non sono stati ritenuti commestibili, sia per le caratteristiche proprie della specie sia per le condizioni di conservazione o maturazione non adeguate, pur trattandosi in alcuni casi di specie normalmente commestibili.
Nel 2025 non sono stati conferiti funghi tossici o velenosi; nei primi controlli effettuati quest’anno, invece, una raccolta su tre risultava composta da specie tossiche, a dimostrazione dell’importanza di una verifica preventiva prima del consumo.
“La raccolta dei funghi è una tradizione molto diffusa nel territorio della nostra ASL e rappresenta un’attività che consente di vivere a contatto con la natura e valorizzare le aree boschive. Tuttavia, è fondamentale non sottovalutare i rischi legati al consumo di specie non commestibili o conservate in modo non corretto – commenta il Direttore generale, Marco Ricci -. Per questo l’ASL mette a disposizione gratuitamente l’esperienza dei propri micologi, offrendo ai cittadini un servizio qualificato che unisce prevenzione, consulenza e tutela della salute. Invito tutti i raccoglitori ad avvalersi di questa opportunità prima di consumare i funghi raccolti, perché la prudenza resta il miglior strumento per evitare intossicazioni e problemi sanitari”.
Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì, previo appuntamento telefonico.
Contatti e sedi
Vercelli
Largo Giusti 13 Tel. 335 1793034 – 328 1503482
Borgosesia
Via F. Ilorini Mo 20 Tel. 328 1503596
Segreteria SIAN (Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione)
Tel. 0161 593026
Si ricorda infine che la raccolta dei funghi è normata da apposita legge regionale, tutte le informazioni sono disponibili in questa Guida predisposta dalla Regione Piemonte consultabile a questo link: https://www.regione.piemonte.it/web/temi/ambiente-territorio/biodiversita-aree-naturali/conservazione-salvaguardia/guida-alla-raccolta-funghi-piemonte-normative-procedure
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Redazione di Vercelli
Quarto suicidio dall’inizio dell’anno nella Casa Circondariale di Torino e sesto complessivamente negli istituti penitenziari del Piemonte.
Nella tarda serata di ieri un detenuto di nazionalità svizzera, con posizione giuridica definitiva e ancora un lungo residuo di pena da scontare, si è tolto la vita all’interno del padiglione B dell’istituto torinese.
A trovare il detenuto è stato un agente della Polizia Penitenziaria in servizio nella sezione, durante il normale giro di controllo serale.
Immediato l’allarme e l’intervento del personale sanitario con un’ambulanza medicalizzata. Nonostante i soccorsi, poco prima della mezzanotte il medico non ha potuto fare altro che constatare il decesso.
“Siamo di fronte all’ennesimo dramma che si consuma in un carcere e che non può essere liquidato come una semplice emergenza – denuncia Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria -. L’emergenza, per definizione, è qualcosa di improvviso e imprevedibile. Qui, invece, siamo davanti a una condizione strutturale, conosciuta e denunciata da anni. Ogni volta assistiamo allo stesso copione: cordoglio, dichiarazioni, annunci. Poi il silenzio, fino al prossimo evento drammatico”.
Per il SAPPE, il fenomeno suicidario in carcere rappresenta anche un fortissimo agente stressogeno per il personale di Polizia Penitenziaria e per gli altri detenuti. Le ripercussioni morali e materiali possono infatti essere molteplici: dal sentimento di rabbia degli altri ristretti, che possono rivolgere proteste e accuse al personale della sezione, ritenendolo responsabile di non avere effettuato controlli adeguati o tempestivi, fino alla sensazione di impotenza che può colpire gli stessi poliziotti che si trovano a vivere direttamente un evento tanto traumatico.
“Il collega, che ha trovato il detenuto e dato immediatamente l’allarme, ha agito con tempestività e sangue freddo. Ma troppo spesso si dimentica il prezzo che questi eventi lasciano addosso agli uomini e alle donne della Polizia Penitenziaria – sottolinea ancora Capece -. Un suicidio può generare stress, senso di colpa, impotenza e un profondo logoramento psicofisico. Eppure, chi interviene per primo e chi quotidianamente lavora nelle sezioni detentive viene spesso lasciato solo a gestire anche le conseguenze emotive di tragedie di questo genere”.
Per questo il SAPPE sottolinea come un efficace programma di prevenzione del suicidio e un’organizzazione strutturata del servizio di intervento siano strumenti indispensabili non soltanto per tutelare i detenuti, ma per la sicurezza e il benessere dell’intero istituto.
“Non possiamo continuare a chiedere a un agente, spesso solo in una sezione con decine di detenuti, di essere contemporaneamente sorvegliante, sentinella del rischio suicidario, mediatore dei conflitti e punto di riferimento per persone che presentano fragilità psichiche e sociali – aggiunge Vicente Santilli, segretario nazionale del SAPPE per il Piemonte -. Il carcere non può diventare il contenitore di tutto il disagio che la società non riesce a prendere in carico altrove. Servono psichiatri, psicologi ed educatori presenti e realmente operativi, non interventi occasionali e frammentari. E serve personale di Polizia Penitenziaria in numero adeguato”.
Secondo Santilli, “sovraffollamento, carenza di organico e insufficiente presa in carico sanitaria non sono tre problemi distinti: sono tre facce della stessa crisi del sistema penitenziario. Affrontarne soltanto uno significa continuare a scaricare gli altri due sulle spalle degli agenti”.
Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria richiama quindi l’Amministrazione penitenziaria e il Governo alla necessità di interventi immediati e strutturali, a partire dal rafforzamento degli organici della Polizia Penitenziaria, dalla presenza effettiva e continuativa dei servizi sanitari e psicologici, da protocolli realmente operativi per la prevenzione del rischio suicidario e da un adeguato sostegno al personale coinvolto in eventi traumatici.
“Contare i morti dentro un’istituzione dello Stato dovrebbe essere considerato un fallimento dello Stato stesso, non una delle tante sterili statistiche di settore – conclude Capece -. Il quarto suicidio nel carcere di Torino e il sesto in Piemonte dall’inizio dell’anno impongono una risposta immediata. Non servono altre parole di circostanza: servono decisioni, risorse e responsabilità. E servono adesso”.
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Redazione di Vercelli
E’ stato inaugurato, lunedì 7 settembre, il nuovo campo da basket che si trova all’interno del parco della Resistenza.
Al taglio del nastro il sindaco Sergio Bossi, unitamente agli assessori Elisa Zanetta, Loredana Abbate e Francesco Valsesia e ai consiglieri Angelo Panariello e Massimo Zanetta.
Presenti anche la dirigente dell’ufficio tecnico lavori pubblici Paola Benevolo e Gabriele Medina, rappresentante dello studio d’architettura Bianchetti che ha seguito la ristrutturazione dello spazio.
Il sindaco ha sottolineato la bellezza dei parchi della città, apprezzati anche da chi viene da fuori e ha ammonito i tanti giovani sportivi presenti, insieme ai propri genitori ed educatori, affinchè si abbia cura delle cose di tutti perché sono di ciascuno di noi.
Il campo da gioco è stato impreziosito dall’opera di street art “Wine” realizzata dall’artista Giovanni Magnoli, in arte Refreshink, il quale ha mandato un video per raccontare la realizzazione dell’opera, una tecnica che riprende i mosaici bizantini.
L’inaugurazione è stata inserita nella serata della Festa dell’uva “Palleggiamo per la città”, un modo per avvicinare e far conoscere un nuovo e bello spazio messo a disposizione della collettività da parte del Comune di Borgomanero.
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Redazione di Vercelli
Ricominciano i Vespri musicali presso la Parrocchia “San Bernardo” di Lamporo (VC).
“Anche quest’anno si intrecceranno – spiega il direttore artistico Federico Villani – i calendari delle due rassegne ormai stabili: la prima, Ampurius 2026-27, resa possibile grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli e delle aziende risicole locali, Pizzo&Foresto e Valserpe, con la partecipazione dei più qualificati musicisti professionisti del nostro territorio; la seconda, Note sull’acqua, nata per iniziativa della nostra Corale parrocchiale San Bernardo di cui sono l’organista titolare. Entrambe le rassegne consistono in momenti di meditazione musicale a margine delle Messe vespertine, ad ingresso completamente gratuito, con il patrocinio del Comune di Lamporo. Musica sacra, musica classica ma non solo. Musica per organo, ma non solo: anche violino, flauto, pianoforte e voci. Pagine immortali di celebri compositori del passato, ma non solo: anche brani di compositori a volte dimenticati del nostro territorio”.
Il calendario combinato delle due rassegne musicali, come sempre molto fitto, prevede tre Vespri tra settembre e ottobre, il Vespro di Santa Cecilia a novembre, un Vespro a tema natalizio a dicembre, un Vespro a Capodanno, una serie di appuntamenti nell’arco della primavera, la Festa Patronale e la Lunga notte delle chiese a giugno.
Fra i musicisti coinvolti nella rassegna Ampurius 2026-27, l’organista titolare della Basilica di Sant’Andrea in Vercelli, Manuele Barale, l’organista e soprano Paola Dipietromaria di Crescentino, il violinista Antonio Sacco, il pianista Enrico Cerfoglio.
Primo appuntamento proprio con il M° Cerfoglio al pianoforte, sabato 26 settembre ore 16.30.
A seguire Federico Villani all’organo, sabato 3 ottobre ore 16.30 e la Prof. Dipietromaria sabato 10 ottobre ore 16.30, organo e voce. Ingresso libero.
(Foto: a sinistra Federico Villani, direttore artistico, a destra don Jan Marian Bogacki, Parroco)
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Redazione di Vercelli
La Città di Casale Monferrato vivrà, sabato 12 settembre, una serata speciale grazie all’edizione 2026 della Notte Rosa: un programma di aperture straordinarie degli esercizi cittadini in attesa della 65a edizione della Festa del Vino del Monferrato, un’iniziativa che offre un’occasione di convivialità al termine del periodo vacanziero, in collaborazione con Confesercenti, Confcommercio, Spendo a Casale, Botteghe Storiche e Casale c’è.
Sarà un’occasione speciale per vivere il centro commerciale naturale urbano in una sera di fine estate nella quale i visitatori potranno fare acquisti, godersi l’ambiente consumando un drink o uno spuntino fino alle 2 del mattino successivo, ascoltare musica e… cantare.
Infatti in Piazza Mazzini, dalle ore 22,00 il palcoscenico ospiterà il “Karakoro”, un grande karaoke collettivo dedicato ai più celebri successi della musica pop, guidato dal Pop Singers Choir con i testi proiettati sul maxischermo per coinvolgere il pubblico e trasformare l’intera piazza in un grande coro.
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Redazione di Vercelli
Oggi, martedì 8 settembre, Ugo Marchetti ha compiuto 100 anni.
Ai festeggiamenti per l’importante traguardo erano presenti il sindaco Francesco Pietrasanta e il vice sindaco Ilaria Perincioli che hanno portato gli auguri dell’Amministrazione.
A Marchetti è stata regalata una pergamena che celebra questo importante traguardo e il libro sulla Storia di Quarona (legge ancora bene!).
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Redazione di Vercelli
Le iscritte e gli iscritti all’Ordine degli Psicologi del Piemonte operanti nella provincia di Vercelli hanno eletto Referente Provinciale dello Spazio OPP il Dott. Federico Bodo e Co-Referente la Dott.ssa Diletta Manferti. Gli incarichi hanno durata pari a quella della Consiliatura dell’Ordine.
Lo Spazio OPP della Provincia di Vercelli è l’articolazione territoriale attraverso cui l’Ordine degli Psicologi del Piemonte porta la professione psicologica più vicino ai cittadini, alle istituzioni e ai professionisti del territorio: una realtà già attiva, ma ancora poco conosciuta al di fuori della comunità professionale. Proprio per questo, uno dei primi impegni della nuova Referenza sarà darne notizia e diffusione, facendo dello Spazio un punto di riferimento riconoscibile per il territorio vercellese.
Gli Spazi OPP provinciali, oggi disciplinati dal Regolamento approvato dal Consiglio dell’Ordine il 28 gennaio 2026, hanno il compito di promuovere la professione psicologica nei territori, favorire la partecipazione delle iscritte e degli iscritti e realizzare iniziative coerenti con gli indirizzi dell’Ordine.
Il programma dello Spazio OPP vercellese si sviluppa lungo quattro direttrici.
Radicamento istituzionale e lavoro di rete. Lo Spazio OPP intende consolidare le collaborazioni con il Comune e la Provincia di Vercelli, l’ASL VC, gli ordini e i collegi professionali, le associazioni di categoria e il terzo settore, trasformandole in tavoli di lavoro stabili, protocolli d’intesa e progettualità condivise, affinché la psicologia sia riconosciuta come interlocutore istituzionale naturale del territorio.
Formazione continua territoriale. È prevista la costruzione di un’offerta formativa stabile a livello provinciale, ECM e non-ECM, con cadenza regolare e tematiche scelte a partire dai reali contesti di lavoro delle colleghe e dei colleghi del vercellese: dalla psicologia nei contesti sociali e migratori alla clinica nelle piccole realtà, dall’ambito scolastico a quello organizzativo. L’obiettivo è ridurre la distanza — geografica, economica e organizzativa — che separa i professionisti del territorio dalle opportunità di crescita.
Convegni divulgativi e cultura psicologica nel territorio. Lo Spazio promuoverà eventi aperti al pubblico, in collaborazione con enti locali, biblioteche, scuole e associazioni, su temi di rilevanza collettiva: salute mentale, benessere nelle organizzazioni, sviluppo emotivo in età evolutiva, relazioni familiari, solitudine sociale. Occasioni pensate come momenti di dialogo tra comunità e professione, con l’obiettivo di ridurre lo stigma associato al disagio psicologico e abbassare la soglia di accesso ai servizi.
Promozione della salute psicologica, genitorialità e accesso alle cure primarie. Sono in programma il sostegno a interventi di prevenzione primaria e psicoeducazione in scuole, luoghi di lavoro e spazi pubblici; iniziative di sostegno alla genitorialità in raccordo con i servizi sanitari e sociali; azioni per l’accesso alle cure psicologiche di base, attraverso la diffusione del Bonus Psicologo, accordi con i Medici di Medicina Generale e la costruzione, insieme a enti pubblici e privati, di sportelli di primo ascolto a bassa soglia.
Il metodo di lavoro della Referenza provinciale sarà fondato sull’ascolto: bisogni, proposte e istanze delle colleghe e dei colleghi della provincia confluiranno nel documento programmatico annuale dello Spazio, base per la valutazione delle attività e per la costruzione delle iniziative future. Le riunioni dello Spazio si terranno secondo una calendarizzazione condivisa, in presenza o in modalità telematica, e saranno aperte al contributo di tutte le iscritte e di tutti gli iscritti del territorio.
C HE COSA SONO GLI SPAZI OPP PROVINCIALI
Gli Spazi OPP sono le articolazioni territoriali dell’Ordine degli Psicologi del Piemonte, il cui funzionamento è oggi disciplinato dal Regolamento per il funzionamento degli Spazi OPP provinciali approvato dal Consiglio dell’Ordine il 28 gennaio 2026. Ogni Spazio è composto dalla Coordinatrice o dal Coordinatore regionale nominato dal Consiglio, da una o un Referente provinciale eletto dalle iscritte e dagli iscritti della provincia e, eventualmente, da una o un Co-Referente. Lo Spazio cura la promozione della psicologia sul territorio, organizza iniziative formative, costruisce reti con istituzioni e realtà locali e raccoglie le istanze della comunità professionale.
I NEOELETTI
Federico Bodo, psicologo clinico e di comunità, opera da anni sul territorio vercellese. È attualmente Direttore HR di Versoprobo SCS, docente presso il Co.Ver.Fo.P. di Vercelli, consulente aziendale per la comunicazione interna, il welfare e la gestione HR, psicologo scolastico e psicologo libero professionista in studio. È inoltre attivo nell’associazionismo locale come Vice Presidente di Itaca APS, Presidente di Crescere APS e Vice Presidente della Polisportiva San Andreas Vercelli ASD.
Diletta Manferti, psicologa clinica e di comunità e psicoterapeuta in formazione, sta avviando la libera professione come psicologa. Ha maturato esperienze in ambito scolastico, in particolare nella scuola primaria e dell’infanzia, come assistente alla disabilità e insegnante di sostegno. Affiancherà il Referente nelle attività dello Spazio e ne assumerà le funzioni in caso di assenza o impedimento, secondo quanto previsto dal Regolamento.
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