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In occasione della Festa dei Nonni, l’APSP Sant’Antonio Abate promuove un’iniziativa speciale dedicata al valore del tempo condiviso, della memoria e della convivialità, con il patrocinio del Comune.

Il percorso celebrativo coinvolgerà attivamente gli ospiti della struttura in due appuntamenti dedicati.

Il primo appuntamento è fissato per martedì 29 settembre, giornata in cui i residenti saranno protagonisti di un laboratorio culinario di biscotti. Supportati con cura dal cuoco e dal personale dell’APSP, gli ospiti metteranno “le mani in pasta“, riscoprendo ricette tradizionali e gesti di una volta in un’atmosfera di cooperazione e allegria.

I festeggiamenti culmineranno venerdì 2 ottobre, data ufficiale della ricorrenza: a partire dalle ore 16.00, i dolci realizzati durante il laboratorio verranno distribuiti a tutti i presenti.

Il momento della merenda sarà accompagnato da un intrattenimento musicale dal vivo, pensato per regalare agli anziani, ai loro familiari e alla comunità un pomeriggio di spensieratezza e affetto.

“La Festa dei Nonni è per noi un appuntamento fondamentale per rimettere al centro il valore straordinario della memoria e dell’esperienza dei nostri ospiti – dichiara il Presidente dell’APSP-. questo laboratorio non è soltanto un momento ricreativo, ma un’occasione concreta di stimolo, socializzazione e gioia condivisa. Ringraziamo il Comune per il patrocinio e tutto il nostro personale per la dedizione con cui rende possibili queste iniziative».

L’iniziativa rappresenta un’importante occasione per valorizzare il ruolo centrale degli anziani all’interno della comunità, celebrandoli attraverso momenti di creatività e relazione.

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Redazione di Vercelli

Posted in Società e Costume

In occasione della Giornata nazionale per la sicurezza delle cure e della persona assistita, giovedì 17 settembre l’ASL Vercelli promuove un’iniziativa di informazione e sensibilizzazione dedicata al tema “La nutrizione al centro della sicurezza del paziente. Oltre la dieta c’è di più”, con l’obiettivo di richiamare l’attenzione sull’importanza dello stato nutrizionale nel percorso di cura e nella prevenzione delle complicanze cliniche.

Dalle 9.30 alle 11.30, alla Casa della Comunità di via Crosa a Vercelli, sarà allestito un punto informativo rivolto ai cittadini, dove un medico e un dietista della Struttura di Dietologia e Nutrizione Clinica saranno a disposizione per fornire informazioni, materiale divulgativo e approfondimenti sul ruolo della nutrizione nella tutela della salute.

L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che la nutrizione rappresenta un elemento essenziale per la sicurezza delle cure. Un corretto stato nutrizionale contribuisce infatti a migliorare l’efficacia dei trattamenti, favorire il recupero dei pazienti e ridurre il rischio di complicanze. Al contrario, la malnutrizione, sia per difetto sia per eccesso, può incidere negativamente sull’andamento delle patologie, sui tempi di degenza e sulla qualità della vita delle persone assistite.

Tra i temi che saranno affrontati durante la mattinata vi sono il riconoscimento precoce della malnutrizione, la prevenzione della perdita di massa muscolare nei soggetti fragili e negli anziani, il ruolo dell’alimentazione nel supporto alle terapie e l’importanza di corretti stili di vita per prevenire sovrappeso, obesità e patologie correlate. Sarà inoltre illustrato come la valutazione nutrizionale e gli interventi personalizzati rappresentino oggi una componente integrante del percorso assistenziale.

La giornata si concluderà con un gesto simbolico: nella serata del 17 settembre, la facciata dell’Ospedale Sant’Andrea di Vercelli sarà illuminata di arancione, colore scelto a livello nazionale per rappresentare la sicurezza delle cure e l’impegno quotidiano di professionisti e istituzioni nel garantire ai cittadini un’assistenza sempre più sicura e di qualità.

L’iniziativa è promossa dalla SS Dietologia e Nutrizione Clinica diretta dalla dottoressa Marianna Guarcello in collaborazione con la SS Risk management diretta dal dottor Riccardo Papalia.

«Anche la nutrizione rappresenta un elemento fondamentale per garantire la migliore risposta alle terapie, favorire il recupero e migliorare la qualità della vita dei pazienti -commenta il Direttore generale Marco Ricci -. Attraverso questa iniziativa vogliamo promuovere una maggiore consapevolezza sull’importanza di corretti stili di vita e sul ruolo che un’adeguata alimentazione svolge nella prevenzione e nella cura delle malattie. L’illuminazione dell’ospedale in arancione è inoltre un segno tangibile dell’impegno quotidiano dei nostri professionisti nel mettere al centro la sicurezza e la salute delle persone assistite».

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Redazione di Vercelli

Posted in Salute & Persona
PiemonteOggi, Provincia di Vercelli, Regione Piemonte, Vercelli Città

La seconda edizione di Risò, in programma a Vercelli da venerdì 11 a domenica 13 settembre, vede il Piemonte nuovamente al centro della scena delle politiche internazionali per l’agricoltura e il cibo.

Il festival dedicato al cereale, di cui il Piemonte è il primo produttore in Europa, non rappresenta infatti soltanto una straordinaria vetrina di promozione agroalimentare e turistica, ma si conferma un momento di confronto e riflessione di livello internazionale per fare il punto sul settore risicolo italiano e sulle sfide globali con le quali è chiamato a misurarsi.

Un’importanza sancita dalla presenza del Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni, che lo inaugurerà venerdì 11 settembre alle ore 11 sul sagrato della Basilica di Sant’Andrea, e del Ministro dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste Francesco Lollobrigida che interverrà anche nel pomeriggio al convegno istituzionale con il direttore generale Fao Qu Dongyu, il vicedirettore Maurizio Martina e il presidente Ice Matteo Zoppas, e sabato mattina al convegno dedicato al futuro del settore risicolo in Europa.

«La presenza del Presidente Meloni – sottolineano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi Paolo Bongioanni – ci onora e sancisce l’importanza dell’evento e l’attenzione riservata dal Governo, e in particolare del ministro Lollobrigida, a un prodotto simbolo mondiale della cucina italiana ora Patrimonio dell’Umanità Unesco. Un tesoro di qualità, gusto e tradizione, sul podio delle eccellenze agroalimentari piemontesi che stiamo portando nelle più prestigiose occasioni promozionali nel mondo, ma che tuttavia deve vedersela con sfide complesse con cui i nostri agricoltori devono misurarsi ogni giorno come la concorrenza dei mercati extraeuropei, l’aumento dei costi di produzione per la difficile congiuntura internazionale, il problema delle condizioni meteoclimatiche e della gestione delle risorse idriche. La Regione Piemonte è al loro fianco con tutti gli strumenti a disposizione e con l’impegno a tutti i livelli istituzionali per consolidare la filiera in ogni suo segmento».

Sono molti i fronti su cui la Regione sostiene il proprio comparto risicolo.

Anzitutto attraverso i pagamenti Pac accoppiati e disaccoppiati erogati da Arpea. Oltre al sostegno disaccoppiato, nel 2024 – ultima annualità a consuntivo – sono stati erogati alle 1.533 aziende risicole piemontesi aiuti per oltre 42 milioni di euro, con un contributo medio di 27mila euro ciascuna. Un supporto essenziale, che ha consentito a tante aziende medie e piccole di resistere sul territorio e di non perdere superficie produttiva, che da 110.215,76 ettari è salita a 113.647,47 ettari. Fondamentale l’intesa sottoscritta fra Regione Piemonte, l’ente pagatore regionale Arpea e quello nazionale Agea che ha introdotto novità tecnologiche e procedurali che hanno significativamente accelerato i tempi dei pagamenti Pac.

Per sostenere ulteriormente le aziende agricole le cui colture – compreso il riso – più hanno risentito del continuo aumento di costi dei fertilizzanti agricoli causato dalle guerre e dalla situazione internazionale, nel mese di luglio l’Unione europea ha emanato appositi regolamenti che assegnano all’Italia nuove risorse: il Ministero ne destinerà al Piemonte un’importante somma stimata attorno ai 20 milioni. Riceverlo sarà un meccanismo estremamente semplice: i ristori arriveranno direttamente da Agea alle aziende interessate che hanno presentato domanda unica Pac per il 2026.

Ad essi si affiancano le risorse del Csr 2023-27. Come i 29 milioni già stanziati e destinati sugli ultimi bandi per gli interventi sulle infrastrutture irrigue, cui si aggiungono ora altri 3,3 milioni per aprire un nuovo bando e far scorrere le graduatorie di quelli precedenti. I 20 milioni in cinque anni che hanno permesso a 199 aziende risicole di mantenere la pratica tradizionale della semina in allagata preservando il ricarico delle falde freatiche. I bandi per la meccanizzazione e agricoltura digitale, quelli per l’insediamento dei giovani agricoltori, il milione di euro per il ripristino e la rinaturalizzazione di 21 fontanili e aree umide di risaia. Prossimo traguardo, la riforma della governance irrigua e della gestione della risorsa acqua. L’assessore Bongioanni ha annunciato nei giorni scorsi che il disegno di legge che verrà incardinato in Commissione Consiliare, come da intesa con le associazioni datoriali e le cooperative rappresentate al Tavolo Verde, e oggetto di un percorso condiviso di dialogo e confronto, comprenderà anche il nuovo Piano regionale dei piccoli e medi invasi pensato per la gestione a medio e lungo termine della risorsa idrica.

In questo percorso si inserisce l’impegno in Europa e al Comitato europeo delle Regioni a Bruxelles, dove il presidente Alberto Cirio guida la delegazione italiana. Durante la manifestazione è infatti in programma l’evento “Il futuro del settore risicolo in Europa: qualità, sicurezza alimentare e competitività” per l’analisi del parere sul futuro del riso europeo di cui Cirio è promotore e relatore. Il parere, attualmente in fase di preparazione, sarà approvato dalla commissione Nat (Risorse naturali) del Cdr a ottobre e poi dall’Assemblea plenaria a dicembre.

All’evento, sabato 12 settembre alle ore 9, nella Sala in piazza Zumaglini 14 a Vercelli, partecipano, insieme al presidente Cirio, anche il ministro dell’agricoltura Francesco Lollobrigida, l’assessore all’agricoltura Paolo Bongioanni, il presidente della provincia di Vercelli, Davide Gilardino, il sindaco di Vercelli, Roberto Scheda, la presidente dell’Ente Nazionale Riso Natalia Bobba, le associazioni di categoria Confagricoltura, Coldiretti e Cia, stakeholder e rappresentanti del settore.

Sul fronte della promozione si consolida il brand Eccellenza Piemonte – Piemonte Is, che già oggi contrassegna le manifestazioni di qualità e presto potrà contraddistinguere anche il packaging di prodotto. Agroalimentare e turismo sono sempre più interconnessi nell’offerta dei territori e dei loro operatori. L’eccezionale performance del Piemonte (prima regione d’Italia per crescita nazionale delle presenze, con +9,9% a luglio 2026 rispetto all’analogo periodo del 2025) conferma il successo di questa strada.

Programma delle degustazioni allo Spazio Eccellenza Piemonte di Risò (Area talk – Padiglione Istituzionale e Filiera) ad accesso libero fino a esaurimento posti:

Venerdì 11 settembre

19.00 – 20.00. Degustazione di vini e di prodotti tipici agroalimentari regionali a cura dell’Enoteca regionale di Gattinara e dell’Alto Piemonte

Sabato 12 settembre

12.00 – 13.00. Riso’n’Roll – Fassushi Edition

Show cooking a cura della Regione Piemonte e della chef Emanuela Gaia

Abbinamento vini a cura dell’Enoteca regionale di Gattinara e dell’Alto Piemonte

18.00 – 19.00. Maccagno in risaia

Show cooking a cura della Regione Piemonte e del Distretto del cibo delle Valli Biellesi, della Baraggia, della pianura vercellese

Abbinamento vini a cura dell’Enoteca regionale di Gattinara e dell’Alto Piemonte

Domenica 13 settembre

11.00 – 12.00. Riso, passione e novaresità: le eccellenze in scena

Show cooking a cura della Regione Piemonte e del Distretto del cibo Novara e Laghi

Abbinamento vini a cura dell’Enoteca regionale di Gattinara e dell’Alto Piemonte

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Redazione di Vercelli

Posted in Eventi e Fiere
Crescentinese, Ivrea e Canavese, Regione Piemonte

(elisabetta acide)  – Tra le notizie e citazioni che accompagnano l’origine del Santuario della Madonna del Veuchio a Verolengo (che la pietà popolare ha “ribattezzato” Madonnina) troviamo, dopo l’indicazione dell’evento dello “scampato pericolo” accorso a don Giovanni Bracco e della guarigione  di tale Pietro delle “crocciole” (stampelle)del 1685,  un “evento” risalente al 1690 definito “miracoloso”: l’apparizione della Vergine Maria al alcune fanciulle, proprio l’8 settembre 1690, durante il festeggiamento della natività di Maria, documentato nel Santuario, a partire dal 1704.

Le numerose visite pastorali in particolare di Mons. Paolo Pochettini di Serravalle del 1829, documentano novene e tridui e in particolare la celebrazione della festa del  S. Nome di Maria (12 settembre).

La consacrazione dell’attuale edificio, da parte di Mons. Luigi Moreno, vescovo d’Ivrea, è datata 14 settembre 1851 (come indica la lapide nel coro, sistemata per l’occasione).

Il mese di settembre, vede dunque, il Santuario della Madonna del Veuchio di Verolengo, “protagonista” della devozione a santa Maria, la cui festa è ricordata la seconda domenica del mese.

La devozione mariana racconta il grande mistero del Natale e il simbolo niceno – costantinopolitano ci aiuta a focalizzarne il senso: “Natus de Spiritu Sancto ex Maria Virgine”.

Ogni domenica lo proclamiamo con fede: “Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo”.

Il mese di settembre, riunisce i fedeli nella preghiera a Maria, donna vergine e madre “figlia del suo figlio” come ricordava Dante nel canto XXIII della Divina Commedia, Paradiso, mettendo sulle labbra di San Bernardo le parole della lode.

Ma di San Bernardo di Chiaravalle, dobbiamo ricordare proprio l’omelia dedicata alla Vergine Maria (tratta dal Super Missus est, omelia II, 17), le cui parole accompagnano la devozione mariana nella preghiera di intercessione a Santa Maria:

“Se insorgono i venti delle tentazioni,
se incappi negli scogli delle tribolazioni,
guarda la stella, invoca Maria.
Se sei sballottato dalle onde della superbia,
della detrazione, dell’invidia: guarda la stella, invoca Maria.
Se l’ira, o l’avarizia, o l’allettamento della carne
scuotono la navicella dell’anima: guarda a Maria.
Se tu, conturbato per l’enormità del peccato,
pieno di confusione per la laidezza della coscienza,
intimorito per il tenore del giudizio,
incominci ad essere inghiottito dall’abisso della tristezza,
dalla voragine della disperazione: pensa a Maria.
Nei pericoli, nelle angustie, nelle incertezze,
pensa a Maria, invoca Maria.
Ella non si parta mai dal tuo labbro,
non si parta mai dal tuo cuore;
e perché tu abbia ad ottenere l’aiuto della sua preghiera,
non dimenticare mai l’esempio della sua vita.
Se tu la segui, non puoi deviare;
se tu la preghi, non puoi disperare;
se tu pensi a lei, non puoi sbagliare.
Se ella ti sorregge, non cadi;
se ella ti protegge, non hai da temere;
se ella ti guida, non ti stanchi;
se ella ti è propizia, giungerai alla meta”.

Proprio in questo contesto di devozione si collocano i giorni di preghiera del Santuario della Madonna del Veuchio che, a partire da venerdì 4 settembre, vedono riunirsi i fedeli in occasione della novena mariana dedicata alla festa del Santuario, che sarà celebrata il giorno 13 settembre.

Fedeli che si riuniscono nel “nome di Maria”, che si riuniscono in preghiera per incarnare l’immagine ecclesiale sul modello di Maria.

La comunità parrocchiale “S.Anna” di Borgo Revel, proprio in questa “comunione” di cammino mariano, è stata invitata a guidare ed animare la preghiera mariana di venerdì 11 settembre alle ore 20.

Nella preghiera comunitaria delle ore 20, seguita dalla Santa Messa, celebrata da Mons. Stefano Bedello, vicario della Arcidiocesi di Vercelli e parroco del Duomo, saranno contemplati di misteri dolorosi del Santo rosario, in una meditazione che vuole essere una riflessione sul mistero di Cristo sofferente, sull’esempio di Maria, “modello di Chiesa”, per avere nel cuore, semi di accoglienza ed ascolto, per cercare il “volto di Dio” (Salmo 27,8) in quello dei fratelli, sull’esempio di Maria, donna che ha accompagnato il Figlio restando sotto la croce.

Risuoneranno per i fedeli in preghiera, e parole di San Giovanni Paolo II:  

“Lo sguardo di Maria, sempre ricco di adorante stupore, non si staccherà più da Gesù.

Sarà uno sguardo addolorato, soprattutto sotto la croce, dove sarà ancora, in certo senso, lo sguardo della partoriente, giacché Maria non si limiterà a condividere la passione e la morte dell’Unigenito, ma accoglierà il nuovo figlio a lei consegnato nel discepolo prediletto (cfr. Gv 19,26-27).

Il credente rivive la morte di Gesù ponendosi sotto la croce accanto a Maria, per penetrare con Lei nell’abisso dell’amore di Dio per l’uomo e sentirle tutta la forza rigeneratrice”,

che aiuteranno a riunirsi nella Chiesa sotto la maternità di Maria, donna ecclesiale che “guida” ed “intercede” per i suoi figli, sulla via del Figlio. 

La santa Messa concluderà la serata di preghiera comunitaria; la fede si esprime nella preghiera e nella viva partecipazione ai sacramenti, che ci guida nella via della salvezza e agisce nelle azioni di carità cristiana, nella profondità del rapporto con Dio e con i fratelli e le sorelle, compagni di cammino e di vita quotidiana.

L’appuntamento è per venerdì 11 settembre alle ore 20 presso il Santuario della Madonna del Veuchio di Verolengo, per il cammino di preghiera che prosegue all’inizio di questo anno pastorale che vedrà in cammino le comunità guidate dal parroco don Valerio D’Amico, e che ha preso avvio, proprio nella settimana dal 30 agosto al 6 settembre,

con la preghiera della Parola pellegrina nelle singole comunità parrocchiali – leggi qui –

Maria,  modello della Chiesa, sia per ciascuno, modello del credente che legge la Parola, la ascolta, la medita, la contempla e la porta nella propria vita.

La Parola, diventi per intercessione di Maria, Parola in ciascuno, vita in ogni singolo fedele e presenza del Signore. 

 

 

Posted in Pagine di Fede

In occasione della 65ª Festa del Vino del Monferrato, il servizio ferroviario sulla linea regionale Chivasso – Casale Monferrato – Alessandria sarà potenziato con collegamenti straordinari nei fine settimana del 19-20 e del 26-27 settembre 2026.

Nei due sabati, 19 e 26 settembre, saranno attivati due collegamenti serali straordinari, con partenza da Casale Monferrato alle 22.08 in direzione Chivasso e alle 22.47 in direzione Alessandria, per agevolare il rientro dei partecipanti alle iniziative serali della manifestazione.

Nelle due domeniche, 20 e 27 settembre, sarà invece attivato un servizio festivo con cadenzamento ogni due ore, articolato in sette coppie di treni: partenze da Alessandria alle 8.35, 10.35, 12.35, 14.35, 16.35, 18.35 e 20.35, e da Chivasso alle 8.45, 10.45, 12.45, 14.45, 16.45, 18.45 e 20.45.

Tutti i treni effettuano le fermate intermedie previste lungo la linea.

I biglietti saranno acquistabili nelle biglietterie, sul sito e sull’app di Trenitalia, oltre che tramite gli altri canali di vendita disponibili.

L’Assessore ai Trasporti della Regione Piemonte, Marco Gabusi, sottolinea il valore dell’iniziativa: “Rafforzare il trasporto pubblico locale in occasione di grandi eventi territoriali è una priorità della nostra azione di governo. Non parliamo di iniziative episodiche, ma di un metodo di lavoro che replichiamo di anno in anno perché ha dimostrato di funzionare: dare a chi partecipa alla Festa del Vino un’alternativa concreta e comoda all’automobile. È un modo di sostenere davvero le eccellenze del Monferrato, che sono un patrimonio per tutto il Piemonte, mettendo la mobilità pubblica al servizio della crescita e della promozione dei territori”.

“Per il secondo anno consecutivo mettiamo a disposizione del territorio un servizio ferroviario pensato apposta per la Festa del Vino del Monferrato – dichiara Cristina Bargero, Presidente dell’Agenzia per la Mobilità Piemontese -. Non è un gesto simbolico: è una scelta che ha un impatto concreto. Ogni corsa in più su questa linea è un’auto in meno sulle strade del Monferrato in un weekend di grande affluenza, con benefici reali per il traffico, per la qualità dell’aria e per la vivibilità dei centri storici coinvolti. Continuare a investire su questo collegamento significa credere nel treno come infrastruttura di sostegno permanente al turismo enogastronomico e agli eventi che animano il territorio. È un modello che vogliamo consolidare: la mobilità pubblica al servizio delle comunità e delle loro tradizioni”.

“La conferma dei treni straordinari in occasione della Festa del Vino -dichiarano il Sindaco di Casale Monferrato, Emanuele Capra, e l’Assessore ai Trasporti e Viabilità, Annalisa Rizzo – è un elemento importante dell’organizzazione della manifestazione, perché consente di ampliare le possibilità di raggiungere Casale anche in orari e giorni inusuali. Per una città che si prepara ad accogliere migliaia di persone, poter contare su un’offerta di trasporto aggiuntiva significa rendere più semplice programmare la propria visita e, al tempo stesso, alleggerire la pressione sulla mobilità stradale. Ringraziamo l’Agenzia della Mobilità Piemontese per la collaborazione e per aver nuovamente condiviso con la Città questo servizio, che contribuisce concretamente alla buona organizzazione della Festa e all’accoglienza dei suoi visitatori”.

Per informazioni sugli orari e l’acquisto dei biglietti: sito e app Trenitalia.

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Redazione di Vercelli

Posted in Eventi e Fiere

Il 74% degli studenti universitari dorme meno di 8-9 ore, quanto raccomandato dall’Associazione Mondiale di Medicina del Sonno. Il 20% circa soffre di un vero e proprio disturbo del ritmo circadiano (gufi patologici), un disturbo caratterizzato dalla tendenza ad andare a letto e addormentarsi più tardi rispetto alla media della popolazione con cronotipo normale (intermedio) o anticipato (cosiddette allodole).

Questi soggetti hanno la necessità di protrarre il sonno nella prima parte della mattinata, una condizione raramente consentita dagli orari scolastici (ciclo secondario o università) o lavorativi. Si viene quindi a determinare una riduzione del tempo a disposizione per il riposo: la cosiddetta deprivazione di sonno (social jet lag).

Tale condizione comporta inevitabilmente un incremento dello stress percepito, dell’affaticamento diurno, sonnolenza patologica, sintomatologia ansiosa e depressiva, oltre ad una riduzione del profitto scolastico. Un disturbo in gran parte sottodiagnosticato o confuso con le insonnie e, quindi, non trattato o trattato in modo inappropriato, con una prevalenza stimata tra il 7 e il 16% nella popolazione generale, non solo studentesca (circa 45000 soggetti in Piemonte).

Al Centro di riferimento regionale di Medicina del Sonno dell’ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino (diretto dal professor Alessandro Cicolin), in collaborazione con i Dipartimenti di Neuroscienze e Psicologia dell’Università degli Studi di Torino, sono stati messi a punto protocolli terapeutici individualizzati sulla base di un monitoraggio strumentale del ciclo di sonno.

I protocolli destinati a questi pazienti sono basati su tecniche non farmacologiche ad indirizzo comportamentale (cronoterapia, cioè il sistematico spostamento del periodo di sonno fino alla sua normalizzazione), associate a fotostimolazione (bright light therapy, l’esposizione al risveglio ad un dispositivo medico che emette una luce calibrata per intensità e temperatura di colore) e melatonina.

Il sonno è un bisogno fondamentale per la vita e per il benessere fisico e mentale, come l’acqua, il cibo, l’aria, anche se ancora poco valorizzato nella quotidianità. È infatti coinvolto nei processi che regolano attenzione, memoria ed emozioni, ormoni e funzione cardiovascolare.

Non può sorprendere, quindi, che numerose evidenze scientifiche dimostrino che le alterazioni del sonno, in termini di quantità o di qualità, rappresentino un fattore di rischio per infarto, ictus, diabete, obesità, cancro e demenza, con il conseguente incremento dei costi sanitari e sociali.

Il Centro di Medicina del Sonno delle Molinette, fondato nel 1999, e riconosciuto dal 2003 come centro di riferimento regionale per i disturbi del sonno, ha attualmente in carico oltre 9000 pazienti affetti da insonnie croniche complesse, disturbi motori e respiratori nel sonno, sonnambulismo, epilessia nel sonno e narcolessia, oltre ai disturbi del ritmo circadiano.

Svolge attività diagnostica strumentale (monitoraggio del ciclo sonno-veglia, monitoraggio cardiorespiratorio con muscoli tibiali, polisonnografia ambulatoriale ed in laboratorio, test di vigilanza) e terapeutica (terapie farmacologiche e non farmacologiche, ventilazione non invasiva).

Il personale operante nel Centro si avvale di infermieri, tecnici, psicologi e medici esperti ed addestrati nella diagnosi e nella terapia dei disturbi del sonno.

È riconosciuto quale centro multidisciplinare, ad indirizzo neuropsichiatrico e cardiorespiratorio, dall’Accademia Italiana di Medicina del sonno e certificato, per gli studi preclinici e clinici farmacologici, da Clinilabs Inc (Eatontown, NJ, USA).

«È un argomento di cui si parla troppo poco e che viene sottovalutato, eppure i problemi legati al sonno sono in continuo aumento, soprattutto tra i nostri giovani. I dati del Centro di medicina del Sonno dell’ospedale Molinette lo confermano senza ombra di smentita. Il Centro è una delle numerose eccellenze che fanno parte della nostra Città della Salute», dichiara il direttore generale dell’AOU Città della Salute e della Scienza, Livio Tranchida.

«Dormire bene non significa semplicemente riposare, ma prendersi cura della propria salute. I dati sui giovani ci ricordano quanto sia importante aumentare la consapevolezza su disturbi ancora troppo spesso sottovalutati o confusi con l’insonnia, che possono avere conseguenze sul benessere fisico e psicologico, sulla capacità di concentrazione e sulla qualità della vita. Il Centro di Medicina del Sonno delle Molinette rappresenta un punto di riferimento prezioso per il Piemonte, grazie a un approccio multidisciplinare che permette di arrivare a una diagnosi corretta e costruire percorsi terapeutici personalizzati, anche attraverso tecniche non farmacologiche. Informazione, prevenzione e appropriatezza delle cure sono fondamentali soprattutto quando parliamo della salute dei nostri giovani», sottolinea l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi.

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Redazione di Vercelli

Posted in Salute & Persona

Per chi non ha ancora partecipato alle Merende da Leoni,  l’inizio della nuova stagione autunno-inverno 2026 offre 3 nuovi imperdibili occasioni!

Si tratta di incontri progettati dai Servizi Educativi del Museo Leone e rivolti alle famiglie e ai bambini più piccoli (0-6 anni).

Il 26 settembre, il 24 ottobre e il 21 novembre il filo conduttore sarà La Biblioteca di Leone e…

Quanti conoscono la biblioteca antica del museo Leone?

Quanti ci sono già entrati?

L’obiettivo è quello di stimolare immaginazione, meraviglia ed emozioni andando a sbirciare tra le pagine dei suoi volumi!

Il Museo Leone è sempre una miniera da esplorare e scoprire centimetro dopo centimetro con le lenti della curiosità!

Dal 2017 come Museo Family and Kids Friendly il Leone condivide appieno il principio su cui si basa il progetto Nati con la Cultura e cioè che l’Arte e la Bellezza possono trasformarsi in una grande risorsa di benessere, rigenerazione e potenziamento creativo per tutti gli esseri umani, a partire dai primi anni di vita.

Portare i bambini al museo, dunque, non è soltanto uno svago diverso dal solito, ma è soprattutto un percorso di crescita di tutta la famiglia e di avvicinamento alla cultura che potrà contribuire a formare cittadini più attivi e più informati.

Ecco gli appuntamenti:

Sabato 26 settembre ore 16.00 – La Biblioteca di leone e…mamma Carmela

Il primo appuntamento delle Merende sarà speciale perchè rivolto a famiglie con bambini fino agli 8 anni e perchè ospiteremo una mamma scrittrice di libri per l’infanzia.

Carmela Lovascio presenterà le sue pubblicazioni con il fondamentale aiuto dei suoi figli.

A seguire merenda per tutti e gioco finale!!!

Sabato 24 ottobre ore 16.00 – La Biblioteca di leone e…San Francesco

Entrare in una biblioteca antica è un’esperienza a 360 gradi: non è solo osservare dei libri, ma percepirne l’odore e scoprire il grande lavoro che si nasconde dietro alla creazione dei volumi.

Si esploreranno anche i volumi copiati e decorati dai frati francescani, in mostra nella Sala d’Ercole in occasione degli 800 anni dalla morte di San Francesco.

Sabato 21 novembre ore 16.00 – La Biblioteca di leone e…le storie a fumetti

Una storia a fumetti creata 200 anni fa ci farà viaggiare dalla Biblioteca di Leone all’antico Egitto, tra papiri e faraoni…

Sarà lo spunto per creare un divertente libricino personalizzato.

Tutti gli incontri avranno una durata di circa un’ora e mezza (merenda inclusa) e prevedono l’ingresso da Via Leone, 19.

Prenotazione obbligatoria al 3483272584 entro il giovedì precedente.
Tariffe: euro 15,00 (1 bambino+max 2 adulti); euro 2,50 ogni partecipante in più
Per info e chiarimenti: didattica@museoleone.it; 3483272584.

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Redazione di Vercelli

Posted in Cultura e Spettacolo

Grave disgrazia all’Ospedale Sant’Andrea di Vercelli dove stamane, 10 settembre, attorno alle 9, un dipendente dell’Ente è caduto dal sesto piano, in corrispondenza della tromba delle scale.

La morte è sopraggiunta immediatamente e le prime fasi degli accertamenti non escludono che si sia trattato di un gesto disperato.

Posted in Cronaca

Due appuntamenti in programma l’11 e il 12 settembre tra storia, spiritualità e grande musica per riscoprire l’attualità del messaggio francescano

A ottocento anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, Gattinara rende omaggio a una delle figure più straordinarie e universali della storia con “Sulle vie di Francesco”, un percorso in due serate che, venerdì 11 e sabato 12 settembre, unirà cultura, spiritualità e musica.

Non soltanto una celebrazione, ma l’occasione per tornare a incontrare Francesco, uomo e Santo capace di attraversare otto secoli continuando a parlare alla contemporaneità attraverso valori universali come la fraternità, la pace, la semplicità, l’attenzione verso gli ultimi e il rispetto del Creato.

Il primo appuntamento è in programma venerdì 11 settembre, alle ore 21.00, a Villa Paolotti, con la conferenza “Francesco… a modo mio”, tenuta dalla Prof.ssa Elena Giannarelli, già docente di Letteratura cristiana antica all’Università degli Studi di Firenze e profonda conoscitrice della storia e della cultura cristiana.

Un titolo volutamente personale per raccontare le tante immagini di Francesco che la storia, la letteratura, l’arte e il cinema ci hanno consegnato: dal Francesco di Giotto a quello di Caravaggio, da Tommaso da Celano a Bonaventura da Bagnoregio, sino alle interpretazioni cinematografiche. Un viaggio che condurrà al cuore più autentico della sua testimonianza, per interrogarsi su quanto il suo messaggio possa ancora oggi aiutarci a riscoprire il valore dell’essenziale.

Sabato 12 settembre, alle ore 21.00, nella Chiesa di San Francesco, saranno invece le note a raccontare la spiritualità francescana con il concerto “Sulle vie di Francesco: il Barocco musicale dei Maestri Conventuali Francescani del XVI e XVII secolo”, appuntamento inserito nel Festival Internazionale di Musica Antica “Gaudete!”, diretto artisticamente da Mara Colombo.

Protagonisti saranno l’Ensemble vocale e il Quartetto di fiati storici, con Paolo Gazzano all’organo e alla direzione, in un affascinante percorso attraverso un patrimonio musicale per lungo tempo custodito nelle biblioteche dei conventi francescani. Le composizioni di maestri conventuali tra Cinquecento e Seicento torneranno così a vivere proprio nella Chiesa di San Francesco, restituendo attraverso il canto e gli strumenti storici una pagina preziosa e poco conosciuta della cultura musicale francescana.

«Ottocento anni ci separano dalla morte di San Francesco, ma non dal suo messaggio – dichiarano il Sindaco Maria Vittoria Casazza e il Vicesindaco Daniele Baglione -. Pace, fraternità, attenzione agli ultimi e rispetto del Creato sono valori che appartengono all’intera umanità e che sentiamo straordinariamente attuali. Siamo felici che Gattinara possa vivere questo importante anniversario attraverso due appuntamenti di così alto valore culturale e musicale. Il nostro ringraziamento va alla Parrocchia di San Pietro, ai Priori di San Francesco e, soprattutto, a tutte le persone che con passione, disponibilità e tanto lavoro si sono adoperate per rendere possibile questa iniziativa. È anche grazie a loro se la nostra comunità continua a custodire e rendere vivo il proprio patrimonio di storia, cultura e tradizioni».

«Abbiamo subito accolto con favore la proposta di realizzare queste due serate – sottolinea l’Assessore alla Cultura Elisa Roggia – per avvicinarci a Francesco attraverso due linguaggi diversi, ma profondamente complementari: la parola e la musica La conferenza della Prof.ssa Giannarelli ci permetterà di incontrare Francesco nella sua dimensione umana, storica e spirituale; il concerto ci farà invece entrare in un patrimonio musicale di grande fascino, ulteriormente impreziosito dall’inserimento nel Festival Internazionale di Musica Antica “Gaudete!”. Un Grazie speciale a quanti si sono adoperati per realizzare questi due appuntamenti di alto livello culturale».

“Sulle vie di Francesco” vuole così essere più di una celebrazione: due serate per fermarsi, ascoltare e lasciarsi ancora una volta raggiungere da una voce che attraversa otto secoli di storia. Una voce semplice e potentissima, che continua a parlare all’uomo contemporaneo.

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Redazione di Vercelli

Posted in Cultura e Spettacolo

Riceviamo e pubblichiamo quanto trasmesso da ISDE – Medici per l’Ambiente – Sezione di Vercelli all’Amministrazione Comunale di Vercelli in merito al progetto di ammodernamento dell’impianto Alcoplast

Vercelli settembre 2026

Oggetto: Alcoplast: prima di un nuovo impianto è necessaria una Valutazione di Impatto Sanitario.

ISDE – Medici per l’Ambiente esprime preoccupazione per il progetto di ammodernamento dell’impianto Alcoplast di Vercelli, che prevede la sostituzione dell’attuale sistema di combustione con un termovalorizzatore.

La preoccupazione nasce soprattutto dal contesto ambientale e sanitario nel quale il progetto si inserirebbe. L’area industriale di Vercelli è infatti già interessata da un rilevante carico ambientale, legato alla presenza storica dell’ex inceneritore e di altri insediamenti produttivi, alcuni dismessi e altri recentemente attivati.

In un territorio che ha già evidenziato criticità in termini di salute della popolazione, con malattie e decessi che meritano di essere approfonditi anche in relazione alle pressioni ambientali presenti, non è prudente valutare una nuova fonte emissiva isolatamente. Occorre considerare il possibile effetto cumulativo delle diverse sorgenti e la popolazione potenzialmente interessata dalle ricadute, che potrebbe comprendere anche i Comuni limitrofi.

Per questo riteniamo necessario applicare il principio di precauzione e chiediamo alle istituzioni competenti l’attivazione di una Valutazione di Impatto Sanitario (VIS) prima di assumere decisioni definitive sul progetto.

La VIS dovrebbe mettere in relazione i dati epidemiologici della popolazione con il quadro ambientale esistente e con le emissioni previste dal nuovo impianto, valutando in particolare la dispersione degli inquinanti, le popolazioni esposte e gli eventuali effetti sanitari aggiuntivi rispetto a quelli già presenti.

 Non si tratta di opporsi pregiudizialmente all’innovazione tecnologica, ma di garantire che ogni scelta industriale venga compiuta senza compromettere ulteriormente la salute di una popolazione che vive già in un territorio sottoposto a molteplici pressioni ambientali.

Condividendo le preoccupazioni già diffuse da altre associazioni e cittadini chiediamo quindi precauzione, in tale direzione la VIS rappresenterebbe uno strumento di prevenzione, trasparenza e tutela della salute pubblica, indispensabile per valutare il progetto sulla base di dati scientifici e per garantire che le decisioni riguardanti Vercelli e i Comuni limitrofi tengano conto, prima di tutto, del diritto alla salute dei cittadini.

ISDE – Medici per l’Ambiente

Sezione di Vercelli

Il Consiglio Direttivo di ISDE – Medici per l’Ambiente

Sezione Provinciale di Vercelli

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