Mese: Settembre 2026
Una riduzione significativa della TARI per le famiglie e per le attività economiche di Gattinara.
L’Amministrazione comunale interviene sulle tariffe della tassa rifiuti con una diminuzione che, per un’utenza media, si traduce in un risparmio complessivo di circa l’11% per le utenze domestiche e di circa il 17% per quelle non domestiche.
Un risultato importante che rappresenta una risposta concreta alle esigenze di cittadini, commercianti, artigiani, professionisti e imprese e che conferma la volontà dell’Amministrazione di contenere, ogni volta che le condizioni lo consentono, la pressione fiscale.
Nel dettaglio, per le utenze domestiche, la tariffa di parte fissa registra una riduzione di circa il 20%, mentre la parte variabile diminuisce di circa il 9%. Complessivamente, per un’utenza media, il beneficio è quantificabile in circa l’11%.
Ancora più consistente la diminuzione prevista per le utenze non domestiche: anche in questo caso la parte fissa si riduce di circa il 20%, mentre quella variabile registra una diminuzione di circa il 12%, portando il risparmio medio complessivo a circa il 17%.
«Non vogliamo limitarci ad amministrare: vogliamo utilizzare ogni margine possibile per restituire risorse alla nostra comunità – dichiarano il Sindaco Maria Vittoria Casazza e il Vicesindaco Daniele Baglione con delega al Bilancio -. Ridurre una tassa significa lasciare più risorse nelle tasche delle famiglie e nelle disponibilità delle nostre attività economiche. In un momento in cui il costo della vita e i costi di gestione continuano a incidere sui bilanci familiari e aziendali, riteniamo che questo sia un segnale importante e, soprattutto, concreto. Meno TARI significa un aiuto reale, misurabile, che raggiunge direttamente cittadini e imprese”.
“È questa la direzione nella quale vogliamo continuare a lavorare – proseguono Casazza e Baglione – conti in ordine, attenzione alla qualità dei servizi e, quando vi sono le condizioni, riduzione della pressione fiscale. Crediamo che un Comune debba essere vicino ai cittadini non soltanto attraverso le opere e i servizi, ma anche cercando di incidere concretamente sulle spese che famiglie e imprese devono sostenere. La diminuzione della TARI rappresenta quindi non soltanto un dato contabile, ma una precisa scelta politica: trasformare una gestione attenta delle risorse in un beneficio diretto per la comunità”.
“Siamo consapevoli che ogni euro risparmiato conta -– concludono il Sindaco e il Vicesindaco -. Per questo consideriamo questa riduzione un risultato importante, che va nella direzione che ci siamo dati: una Gattinara capace di investire, crescere e migliorare i propri servizi, senza perdere di vista la vita quotidiana delle persone e la competitività delle nostre attività economiche».
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Redazione di Vercelli
Grave incidente stradale nel pomeriggio di oggi, 25 settembre, lungo la Sp 11 che da Vercelli conduce a San Germano Vercellese, ancora nel territorio comunale del Capoluogo.

Per cause che sono al vaglio della Polizia Locale di Vercelli, intervenuta prontamente sul posto insieme a due Partenze dei Vigili del Fuoco, tre vetture sono entrate in collisione (ogni aspetto della dinamica del sinistro è al vaglio delle Autorità e le anticipazioni sono pertanto inutili) determinando il crash.

Quattro le persone occupanti i tre veicoli, una di queste è in condizioni assai critiche ed è stata trasportata dal Servizio 118 al locale Nosocomio.
Ancora una grave disgrazia consumatasi presso l’Ospedale S.Andrea di Vercelli dove oggi, 25 settembre, nel primo pomeriggio, un giovane (classe 1991) Paziente è caduto dal quarto piano dello stabile ospedaliero, lungo il lato che si affaccia sul cortile, nei pressi della c.d. “piastra”.
I soccorsi sono stati tempestivi, mentre la persona era ancora viva, nonostante il volo da ben oltre 10 metri di altezza; la morte è sopraggiunta poco dopo il ricovero.
Sul posto la Polizia Scientifica che sta procedendo ai rilievi: sulla dinamica dell’accaduto non si esclude si sia trattato di un gesto anticonservativo.
Gettare le basi per una collaborazione strutturata e garantire un confronto costante per il futuro della città: con questi obiettivi si è svolto nei giorni scorsi l’incontro tra il Consiglio dell’Ordine degli Architetti P.P.C. della Provincia di Vercelli, guidato dal Presidente Marina Martinotti, e l’Assessore all’Edilizia e Patrimonio del Comune di Vercelli Stefano Pasquino.
Nel corso del colloquio, Pasquino ha confermato la piena disponibilità a dialogare sui nodi cruciali per il territorio, quali l’edilizia, la rigenerazione urbana, l’efficienza dei servizi e la promozione turistica, nell’ottica condivisa di offrire risposte tempestive ed efficaci a professionisti e cittadini.
Tra i temi centrali affrontati dall’Assessore figura un progetto di digitalizzazione degli archivi comunali: una svolta decisiva nella dematerializzazione documentale che permetterà un accesso agli atti rapido, tracciabile e semplificato, superando le criticità storiche della consultazione cartacea ed agevolando sia il lavoro dei professionisti che degli impiegati comunali, in un’ottica di velocizzazione dei processi.
Spazio anche alla transizione ecologica e all’autonomia energetica attraverso il modello delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), che vedrà l’installazione di nuovi impianti fotovoltaici.
Particolare attenzione è stata riservata alla pianificazione urbanistica e alla revisione delle linee guida del Piano Regolatore, ritenute fondamentali per orientare lo sviluppo sostenibile della città, gestire la sosta rapportata al commercio cittadino, supportare la mobilità e l’economia locale, e indirizzare gli interventi di riqualificazione energetica e manutenzione del patrimonio pubblico, rivolgendo uno sguardo verso la possibile individuazione di nuove aree di sviluppo sulla direttrice Novara.
L’incontro ha così delineato una visione d’insieme e una volontà di cooperare per il futuro della città: un percorso integrato che può partire dalla pianificazione del territorio a sostegno del tessuto economico e della viabilità, fino alle opere di efficientamento e tutela dei beni pubblici, valorizzate anche dall’intercettazione di fondi dedicati.
Il momento di confronto e condivisione, ha spiegato il Presidente Martinotti, è stato, oltre che interessante, decisamente proficuo in quanto caratterizzato dalla disponibilità dell’Assessore e da una prospettiva di collaborazione con la categoria professionale sui temi che riguardano la città e le sue problematiche.
Da ciò ne deriva un impegno condiviso per futuri incontri periodici su scelte ed iniziative per un dialogo aperto su argomenti comuni.
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Redazione di Vercelli
Riceviamo e pubblichiamo
Il Partito Democratico Vercelli Valsesia fa propria e rilancia la voce della consigliera comunale Manuela Naso, che ha scelto di intervenire sulle recenti dichiarazioni di Giorgia Meloni in merito alla presenza di ragazzi di origine straniera nelle scuole italiane.
Lo fa da una prospettiva particolarmente significativa: quella di una docente che ogni giorno vive concretamente la realtà della scuola e, insieme, quella di una rappresentante delle istituzioni che sente la responsabilità di intervenire quando il dibattito pubblico rischia di allontanarsi dalla realtà quotidiana vissuta nelle nostre comunità scolastiche.
Come Partito Democratico facciamo nostre queste riflessioni e riteniamo importante condividerle, perché crediamo che sulla scuola sia necessario parlare di inclusione, pari opportunità, risorse, sostegno agli insegnanti e strumenti per accompagnare studenti e famiglie, evitando generalizzazioni che rischiano di trasformare le differenze in contrapposizioni.
Per questo riteniamo che la voce di chi vive ogni giorno la scuola debba essere ascoltata e possa contribuire a riportare il confronto politico alla concretezza e alla responsabilità.
Condividiamo quindi integralmente la riflessione di Manuela Naso e la diffondiamo come contributo a una discussione pubblica attenta, rispettosa e fondata sulla realtà quotidiana vissuta da studenti, famiglie e insegnanti.
“In qualità di insegnante, profondamente convinta del valore della scuola come luogo di crescita, inclusione e costruzione di una comunità, e di consigliera comunale, sento il dovere di esprimere le mie perplessità rispetto alle recenti dichiarazioni di Giorgia Meloni riguardo alla presenza di ragazze e ragazzi di origine straniera nelle scuole italiane.
È proprio partendo dall’esperienza quotidiana nella scuola e nelle istituzioni che credo sia importante ribadire quanto l’inclusione rappresenti non solo un valore educativo, ma anche una responsabilità collettiva. Le differenze culturali e le diverse storie personali che abitano le nostre classi fanno ormai parte della realtà del Paese e possono essere una risorsa preziosa per costruire una società più consapevole e coesa.
Su questi temi credo sia necessario mantenere un confronto serio e rispettoso, evitando semplificazioni e mettendo al centro, prima di tutto, le ragazze e i ragazzi, il loro percorso educativo e il loro diritto a sentirsi pienamente parte della comunità in cui vivono.
La scuola dovrebbe essere prima di tutto un luogo di inclusione, crescita e pari opportunità, nel quale ogni ragazza e ogni ragazzo possa sentirsi parte della comunità scolastica, indipendentemente dalla propria origine, dalla cittadinanza o dalla storia della propria famiglia.
Affrontare le difficoltà del sistema scolastico è necessario, ma ritengo che la presenza di studenti stranieri non possa essere presentata come un problema in sé. Le criticità dell’integrazione, dell’apprendimento della lingua italiana e del sostegno alle scuole vanno affrontate con risorse, insegnanti, strumenti educativi e politiche capaci di accompagnare concretamente studenti e famiglie.
Il dibattito pubblico deve quindi evitare generalizzazioni e contrapposizioni tra ragazzi italiani e ragazzi di origine straniera. La scuola ha il compito di unire, non di creare categorie contrapposte.
Ogni studente deve poter avere le stesse opportunità di apprendere, partecipare e costruire il proprio futuro. È su questo principio che dovrebbe concentrarsi la discussione politica sull’istruzione.
Il resto, oltre a risultare difficilmente praticabile anche sul piano numerico e organizzativo, rischia di trasformarsi in uno strumento di propaganda costruito sulla pelle di studenti che, nella stragrande maggioranza dei casi, vivono la scuola, si integrano e contribuiscono quotidianamente alla comunità scolastica senza essere né fonte di problemi né oggetto di discriminazione.
Da insegnante, prima ancora che da consigliera comunale, non posso che prendere le distanze da queste affermazioni, perché profondamente distanti dalla realtà che noi docenti viviamo ogni giorno nelle nostre scuole. Il nostro lavoro quotidiano va nella direzione opposta: includere, educare, accompagnare, valorizzare le differenze e garantire a ogni studente le stesse opportunità, senza trasformare l’origine di una persona in un criterio di distinzione.
La scuola non ha bisogno di divisioni o di capri espiatori: ha bisogno di investimenti, strumenti e politiche che sostengano concretamente chi ogni giorno lavora per costruire una comunità più inclusiva e coesa”.
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Redazione di Vercelli
Dalle aule e dai laboratori alle passerelle di Cittadellarte – Fondazione Pistoletto. È il percorso che ha portato le allieve del corso di acconciatura di Enaip Borgosesia a curare l’hairstyling di HAUTE DECONSTRUCTION – The Sustainable Runway, la prima sfilata del corso di Moda sostenibile dell’Accademia di Arti Contemporanee Unidee, che si è svolta sabato 19 settembre a Biella.
Nel backstage, Angelica Berni, Carmen Della Gatta, Alessia Ilaria Ignuta, Valeria Tateo, Sofia Salpietro e Natascha Candia Moreno, affiancate dalla tutor Federica Finotti e dalla docente Roberta Sechi, hanno realizzato le acconciature delle modelle lavorando a stretto contatto con stilisti e artisti, in un contesto internazionale e caratterizzato dai ritmi e dalle esigenze di una vera sfilata.
Un’esperienza concreta che ha permesso alle studentesse di mettere alla prova competenze tecniche, creatività, capacità organizzative e lavoro di squadra, confrontandosi con un ambiente professionale di alto profilo.
«La partecipazione di Enaip Piemonte a questa iniziativa testimonia l’importanza di costruire ponti tra formazione professionale, cultura e arte – dichiara Matteo Faggioni, Direttore generale di Enaip Piemonte -. Formare significa offrire competenze ma anche occasioni per ampliare lo sguardo, sviluppare la creatività e misurarsi con contesti di valore. Questa esperienza ha permesso alle nostre studentesse di mettere in campo cura, precisione, sensibilità e capacità di lavorare in squadra: valori fondamentali per la loro crescita professionale».
«Per le nostre studentesse è stata un’opportunità straordinaria – aggiunge Laura Colmegna, Direttrice di Enaip Borgosesia – perché ha permesso loro di applicare le competenze acquisite in aula in un contesto nuovo e prestigioso. Mettersi alla prova, collaborare e assumersi responsabilità sono passaggi fondamentali nella costruzione della propria identità professionale. Siamo felici che questa esperienza possa rappresentare l’inizio di una relazione destinata a svilupparsi attraverso nuovi progetti condivisi».
La collaborazione tra Enaip Piemonte e Cittadellarte – Fondazione Pistoletto conferma così il valore della formazione sul campo e della relazione con il territorio: un’occasione per trasformare le competenze apprese in aula in esperienza professionale concreta e per avvicinare le nuove generazioni ai linguaggi della cultura, dell’arte e della moda sostenibile.
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Redazione di Vercelli
Più presenza sul territorio nelle ore serali, maggiore attenzione alle zone maggiormente frequentate e un importante investimento per potenziare la videosorveglianza cittadina.
È questa la direzione intrapresa dall’Amministrazione comunale di Trino sul tema della sicurezza urbana, con l’obiettivo di aumentare il controllo del territorio e garantire ai cittadini maggiore tutela e attenzione anche nelle ore serali.
Da alcune settimane, infatti, gli agenti della Polizia Locale sono presenti sul territorio anche in fascia serale, al di fuori del consueto orario di servizio.
L’attività, avviata su impulso dell’Amministrazione comunale, è organizzata e coordinata dalla Comandante della Polizia Locale, dottoressa Simona Cipri, insieme a tutto il Corpo, e proseguirà attraverso un’attività di monitoraggio del territorio finalizzata in particolare a prevenire e contrastare situazioni di degrado, inciviltà e comportamenti che possono compromettere la tranquillità e la sicurezza degli spazi pubblici.
«Abbiamo ritenuto importante aumentare la presenza della Polizia Locale anche nelle ore serali – spiega il Sindaco Daniele Pane – perché la sicurezza passa innanzitutto dalla presenza e dalla capacità di monitorare ciò che accade sul territorio. Ci sono alcune zone della città che, soprattutto in determinati orari, necessitano di maggiore attenzione e abbiamo quindi chiesto alla nostra Polizia Locale di rafforzare la presenza sul territorio. Ringrazio la Comandante Simona Cipri e tutti gli agenti per il lavoro che stanno svolgendo e che continueranno a svolgere».
L’obiettivo non è soltanto intervenire quando si verifica un problema, ma aumentare la capacità di prevenzione, intercettando tempestivamente situazioni di degrado e comportamenti incivili e garantendo ai cittadini una maggiore percezione di attenzione e tutela.
A questa azione si aggiunge il potenziamento della videosorveglianza cittadina.
Il Comune di Trino ha partecipato al percorso previsto nell’ambito della procedura nazionale per il finanziamento dei sistemi di videosorveglianza e il proprio progetto ha ricevuto il via libera nell’ambito del tavolo istituzionale. Il progetto è ora in attesa del successivo finanziamento ministeriale.
«Abbiamo fatto la nostra parte anche su questo fronte – prosegue il Sindaco – e siamo naturalmente in attesa di conoscere l’esito della procedura di finanziamento. Ma non abbiamo intenzione di aspettare. La sicurezza è una priorità e per questo abbiamo deciso di intervenire comunque con risorse comunali».
L’Amministrazione ha infatti stanziato 120 mila euro per intervenire direttamente sul sistema di videosorveglianza di Trino, con un duplice obiettivo: aumentare il numero delle telecamere presenti sul territorio e aggiornare e rendere più efficiente il sistema già esistente.
La nuova installazione sarà orientata in particolare a garantire una maggiore copertura di alcune delle aree più frequentate della città, con particolare attenzione alla rete dei portici, alle piazze e ai giardini pubblici, andando a integrare il sistema già presente.
«Vogliamo una videosorveglianza più capillare e moderna – sottolinea Pane –che non sostituisce certamente la presenza delle persone e delle Forze dell’Ordine, ma rappresenta uno strumento importante a supporto del loro lavoro. Più telecamere, un sistema aggiornato e una maggiore presenza della Polizia Locale devono procedere insieme».
L’intervento si inserisce quindi in una strategia complessiva che mette insieme presenza sul territorio, prevenzione, tecnologia e collaborazione istituzionale, con l’obiettivo di rendere gli spazi pubblici più controllati e sicuri.
«Non parliamo soltanto di contrasto alla criminalità – conclude il Sindaco – ma anche di tutela della vivibilità della nostra città. Sicurezza significa poter frequentare una piazza, attraversare un portico, utilizzare un giardino o semplicemente vivere il proprio quartiere con serenità. Per questo continueremo a lavorare su tutti i fronti possibili, senza aspettare che i problemi si aggravino e mettendo in campo tutte le risorse e gli strumenti a nostra disposizione».
L’Amministrazione comunale continuerà inoltre a mantenere il confronto e la collaborazione con le Forze dell’Ordine presenti sul territorio, nella convinzione che la sicurezza urbana sia il risultato di un’azione coordinata e costante tra tutte le istituzioni competenti.
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Redazione di Vercelli
«Torino ha 210 anni di storia della Polizia Penitenziaria da celebrare e merita di farlo nella città dove affondano le radici del Corpo. Chiediamo al sindaco Stefano Lo Russo di riaprire il confronto con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria per individuare una sede alternativa e consentire lo svolgimento nel 2027 delle celebrazioni nazionali».
È l’appello che il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE rivolge al primo cittadino torinese dopo la notizia secondo cui gli impegni già programmati nelle principali piazze della città avrebbero impedito di accogliere la richiesta del Capo del DAP, Stefano Carmine De Michele, di ospitare a Torino le celebrazioni del 210° anniversario della fondazione del Corpo.
La disponibilità prospettata per il 2028, osserva il SAPPE, «pur apprezzabile, non consentirebbe di celebrare questa particolare ricorrenza nell’anno in cui cade».
«Comprendiamo le esigenze di programmazione di una grande città – sottolinea Donato Capece, segretario generale del SAPPE – ma riteniamo che una ricorrenza di questo rilievo meriti un ulteriore sforzo istituzionale. È difficile pensare che Torino, con le sue numerose piazze e i suoi prestigiosi spazi pubblici, non possa individuare una sede adeguata a una manifestazione nazionale della Polizia Penitenziaria. Se i luoghi inizialmente individuati non sono disponibili, occorre semplicemente cercare insieme una soluzione alternativa».
Per il SAPPE, la scelta di Torino non è soltanto organizzativa, ma «ha un preciso significato storico e istituzionale».
È infatti nella città piemontese che affondano le radici del Corpo, risalenti al regio decreto del 18 marzo 1817.
Ma Torino è anche una città profondamente segnata dal sacrificio di appartenenti all’Amministrazione penitenziaria vittime del terrorismo.
«Non possiamo parlare della storia della Polizia Penitenziaria a Torino senza ricordare Lorenzo Cutugno e Giuseppe Lorusso – sottolinea Capece -. Sono appartenenti al glorioso Corpo degli Agenti di Custodia che a Torino hanno perso la vita per mano del terrorismo e ai quali è intitolata la Casa circondariale cittadina. Cutugno fu assassinato dalle Brigate Rosse l’11 aprile 1978; Lorusso fu ucciso da Prima Linea il 19 gennaio 1979. La stessa denominazione dell’istituto torinese, “Lorusso e Cutugno”, rappresenta un richiamo permanente a quelle vite spezzate e al sacrificio di chi ha servito lo Stato».
«Proprio per questo – aggiunge il segretario generale del SAPPE – sarebbe ancora più significativo che Torino accogliesse nel 2027 le celebrazioni del 210° anniversario. Non può essere una celebrazione soltanto formale: deve essere anche un’occasione per custodire e trasmettere la memoria di chi ha pagato con la vita il proprio servizio allo Stato. Cutugno e Lorusso meritano di essere ricordati non soltanto nel nome di un istituto penitenziario, ma nella storia della città e del Corpo al quale appartenevano».
«Celebrare a Torino il 210° anniversario – prosegue lo storico leader del primo Sindacato del Corpo – significa ricongiungere la Polizia Penitenziaria alla propria storia e valorizzare un legame profondo con la memoria della città. Non si tratta, quindi, di una semplice manifestazione, ma di un appuntamento che può rappresentare un importante momento di riconoscimento per le donne e gli uomini del Corpo».
«Ogni giorno – aggiunge – le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria garantiscono sicurezza e legalità negli istituti penitenziari, affrontando responsabilità gravose e condizioni di lavoro difficili. Portare questa celebrazione nel cuore di Torino significherebbe anche creare un momento di incontro con la cittadinanza e rendere visibile il ruolo che il Corpo svolge al servizio dello Stato e della collettività».
Il SAPPE chiede quindi che «entro le prossime due settimane» venga promosso un nuovo confronto operativo tra Comune e DAP, finalizzato a individuare una sede alternativa e a definire tempi certi per la decisione.
«Confidiamo nella sensibilità del sindaco Lo Russo e dell’Amministrazione comunale – conclude Capece -. Torino può dare un segnale concreto di attenzione alla Polizia Penitenziaria, accogliendola nella città delle sue origini. Per celebrare 210 anni di storia chiediamo soltanto che ogni possibilità venga seriamente considerata».
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Redazione di Vercelli
Nella giornata di ieri, giovedì 23 settembre, il Generale di Corpo d’Armata Riccardo Galletta, Comandante del Comando Interregionale Carabinieri “Pastrengo” di Milano, ha svolto una visita istituzionale presso la Compagnia Carabinieri di Cossato, a testimonianza della costante vicinanza del Comando al personale operante sul territorio piemontese. L’alto Ufficiale è stato ricevuto dal Comandante Provinciale dei Carabinieri di Biella, Tenente Colonnello Marco Spaziani, e dal Comandante della Compagnia di Cossato, Capitano Matteo Ettore Grasso.
Nel corso della visita, il Generale Galletta ha incontrato le donne e gli uomini dell’Arma in servizio nei vari presidi della Compagnia.
L’incontro ha rappresentato un momento di diretto ascolto e di confronto con il personale, consentendo al Comandante di condividere le esperienze professionali dei propri militari impegnati quotidianamente sul campo.
Nel tracciare le linee di indirizzo, il Comandante Interregionale ha ribadito l’essenza dell’Arma quale presidio di prossimità, evidenziando come la capacità di ascolto verso la popolazione e il capillare controllo del territorio costituiscano la sostanza della funzione rassicurante svolta dai Carabinieri a tutela della comunità.
A conclusione dell’incontro, il Generale Galletta ha espresso il proprio plauso per la dedizione e la professionalità dimostrate dai militari della Compagnia di Cossato, formulando a tutto il personale operante nel territorio biellese gli auguri di buon lavoro.
Il Generale Galletta, alla guida del Comando Interregionale “Pastrengo” dal 1° giugno 2024, ha alle proprie dipendenze i Comandi delle Legioni Carabinieri “Lombardia”, “Liguria” e “Piemonte e Valle d’Aosta”.
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Redazione di Vercelli
Massimo Paracchini, su invito di New Art Promotion in collaborazione con la rivista Biancoscuro, avrà una sua opera in video esposizione dal 3 al 11 ottobre ad ArtParma Fair presso il padiglione 7 in Viale Delle Esposizioni 393a, Parma (PR), lo stesso che ospiterà capolavori di maestri come Warhol, Basquiat, De Chirico e Fontana.
Lo scopo principale di New Art Promotion è la promozione, la valorizzazione e l’art management di artisti contemporanei (pittori, scultori, fotografi) sul mercato nazionale e internazionale, curando la loro presenza all’interno del circuito delle grandi fiere e degli eventi espositivi.
La fiera dedicata all’Arte Moderna e Contemporanea si svolgerà per due weekend consecutivi, presso il quartiere fieristico parmense (Padiglione 7), in concomitanza con Mercanteinfiera, la più grande fiera dell’antiquariato d’Europa che richiama decine di migliaia di visitatori provenienti da tutta Italia e dall’estero.
Con oltre 80 espositori, Art Parma Fair si conferma un importante palcoscenico culturale: per due fine settimana consecutivi la manifestazione rappresenterà uno dei più qualificanti momenti d’incontro e confronto tra pubblico, collezionisti ed esperti del settore, permettendo di entrare a diretto contatto con le molteplici tendenze dell’arte.
Molto più, dunque, di una mostra-mercato di gallerie: si tratta di una selezione ragionata e analitica volta a dare luce alle diverse correnti artistiche, dalle più influenti a quelle emergenti, dal Futurismo all’Astrattismo e alla Metafisica, dalla Pop Art all’Informale fino all’Arte Concettuale, con un focus speciale dedicato alle ultime tendenze e agli artisti che meglio le rappresentano.
Art Parma Fair rappresenta per la città e per l’intera regione un importante momento di scambio e confronto, un appuntamento immancabile per tutti i collezionisti, gli appassionati e gli esperti del settore in cerca di proposte artistiche selezionate e di valore.
L’opera di Paracchini che sarà esposta e verrà anche pubblicata sul catalogo e sulla rivista è molto recente ed è intitolata “Alchemic Orange Vortex in Psychohypnosis”.
Nella visione di Paracchini il colore non riveste mai solo una funzione puramente estetica e decorativa o descrittiva della realtà fenomenica esteriore, bensì agisce come un flusso di energia pura e diventa una forza fisica e quantistica attiva. Nell’alchimia l’arancione rappresenta l’unione tra il giallo (lo spirito/l’oro) e il rosso (il corpo/il fuoco vitale), simboleggiando la trasformazione e la sintesi degli opposti.
L’arancione nasce dalla fusione del giallo che rappresenta la luce solare e l’intelletto, la sublimazione dello spirito, l’oro filosofale inteso come illuminazione assoluta, coscienza e superamento dei limiti dimensionali, la luce che penetra la materia e del rosso che è passione, sangue, energia pura che ribolle e cerca una via di fuga. L’arancio esplode come la kromosintesi perfetta, dinamica e incandescente della loro fusione, incarnando il perfetto equilibrio tra materia e spirito.
Avendo delle tonalità che si avvicinano a quelle del giallo e dell’oro, richiama la ricerca della perfezione alchemica e dell’eterno. Pur non essendo uno dei quattro colori classici dell’Opera alchemica, l’arancione agisce come ponte dinamico e alchemico di mutamento, vigore ed energia trasmutatrice e rappresenta la fase di transizione. Se il rosso è il corpo, la materia e il giallo è la mente, lo spirito, l’arancio alchemico è l’anima in uno stato di estasi assoluta, kromoenergia vitale che si libera e si espande all’infinito nel cosmo privo di tempo. Per l’artista, questa triade incarna il superamento del dualismo tra corpo e mente.
L’arancio si posiziona nei punti di transizione geometrica, agendo da ponte e da fluido che impedisce alle forze di separarsi. Si pone esattamente nel punto di intersezione e di scontro tra i due colori precedenti. Quando il rosso magmatico sale dalle profondità della tela e il giallo alchemico vi si abbatte come luce pura, l’arancio esplode come la sintesi perfetta, dinamica e incandescente della loro fusione.
Ogni volta il colore diventa per Paracchini un’onda d’urto primordiale, un Big Bang cromatico continuo che si propaga al di fuori dei limiti dello spazio e del tempo ordinari per connettere l’anima dell’uomo all’infinito cosmico.
L’arancio alchemico è concepito come una frequenza attiva ed espansiva. Nelle sue astrazioni, simboleggia l’energia vitale pura (la Kromoenergy) che si propaga oltre lo spazio e il tempo, risvegliando la coscienza dello spettatore attraverso una sorta di “trance olistica”.
Modellando, flettendo e piegando ogni tela dipinta, Paracchini impone poi ad ogni forma una metamorfosi dinamica.
L’opera d’arte esce dalla bidimensionalità per interagire dinamicamente con lo spazio circostante e le variazioni di luce ambientale durante la giornata, diventando pittoscultura.
La manipolazione plastica e la piegatura della tela avvengono sotto la spinta di questa forza centripeta e centrifuga, trasformando il quadro in un rilievo iperdimensionale.
La Kromotorsione è il fulcro teorico e stilistico dell’arte di Massimo Paracchini, utilizzata per descrivere il movimento rotatorio centripeto e centrifugo dell’energia primordiale che da origine a infinite nuove forme, colori e volumi.
Nel pensiero di Paracchini, la kromotorsione rappresenta il gesto dinamico assoluto con cui l’energia pura del cosmo si materializza sulla tela.
Paracchini condivide l’urgenza di oltrepassare la prospettiva euclidea del quadro. Per lui la tela non viene bucata o tagliata come faceva Lucio Fontana, ma modellata, flessa ed estroflessa attraverso la kromotorsione. Diventa una superficie plastica dinamica che si protende fisicamente verso lo spettatore, catturando le variazioni di luce dell’ambiente in tempo reale.
Il legame critico tra la teoria della “Volumetrix R-Evolution” di Massimo Paracchini e lo Spazialismo storico fondato da Lucio Fontana risiede proprio nel comune obiettivo di superare i limiti della bidimensionalità della tela, interpretando lo spazio pittorico come un portale verso l’infinito cosmo.
Tuttavia, mentre lo Spazialismo storico agisce per sottrazione e penetrazione concettuale della materia, la ricerca di Paracchini si sviluppa in senso opposto, lavorando per espansione, torsione e accumulo volumetrico, protendendo verso il trascendente e l’infinito in un moto perpetuo inarrestabile come è stato sottolineato anche dal critico Dott.ssa Francesca Catalano nella sinossi dell’opera di Paracchini presentata in occasione della 60° Biennale di Venezia Arte.
Nei manifesti dedicati alla pittura tridimensionale, si stabilisce che la tela non è più solo un oggetto finito, ma un portale iperdimensionale.
La “Volumetrix R-Evolution” viene accostata alle evoluzioni storiche del Cubismo, dello Spazialismo di Fontana e del Futurismo, ma con una declinazione definita “transgeometrica” e “iperellittica”.
Piegando la tela, Paracchini obbliga la luce ambientale a mutare costantemente l’aspetto del colore, offrendo allo spettatore un’opera unica e irripetibile, cinetica e cangiante, mai uguale a se stessa.
La Psychohypnosis (Psiche Profonda) è sempre il punto di partenza dell’esperienza artistica. L’artista si isola dal mondo fenomenico per sprofondare in uno stato di concentrazione assoluta e ipnotica all’interno del proprio io. In questa fase, la mente entra in contatto con l’infinito interiore, un magma indifferenziato di pura energia e archetipi psichici.
La Holistic Trance rappresenta l’espansione infinita dell’energia creativa dopo un iniziale “Big Bang” interiore, è il punto d’arrivo successivo alla Psychotrance, quando si raggiunge una visione cosmica totale e unitaria dell’universo.
Ogni opera diventa una proiezione dinamica e olistica, un sistema in cui corpo, mente, cuore, colore e spazio si fondono in un unico flusso vitale. Si vuole inoltre evidenziare proprio come dalla quinta dimensione, cioè quella del pensiero, della coscienza e della pura energia provenga questa dimensione volumetrica dinamica, realizzata attraverso il rilievo della tela scolpita dalle variazioni cromatiche della luce.
La Quinta Dimensione è infine il punto di arrivo trascendentale.
Qui il colore cessa di essere pura materia e diventa una frequenza vibrazionale ed energetica pura (Kromoenergia radiante). In questa dimensione la mente dell’osservatore e la psiche profonda dell’artista si fondono direttamente con l’infinito cosmico in uno stato di “Holistic Trance”, annullando ogni confine fisico e sensoriale.
L’artista attualmente ha opere in permanenza e referenze presso la Galleria “Noli Arte” a Noli, presso la Galleria d’arte Dozzi a Castelletto Ticino, Rosso Smeraldo Arte a Vercelli e naturalmente presso la prestigiosa Casa d’Aste Meeting Art di Vercelli.
Descrizione dell’opera
Titolo: “Alchemic Orange Vortex in Psychohypnosis”
Dimensioni: 80 X 90 X 8 cm
Tecnica mista su tela applicata su tela
Anno: 2026
Riflessioni teoriche
Immerso nell’atomo – vortex, l’artista in Psychotrance assoluta di mente, corpo e spirito metterà tra parentesi l’esistenza intera del mondo empirico per passare dall’io al sé, per poter cogliere in tutta libertà il suo mondo interiore e inconscio, informale e astratto, da cui tutto ha avuto inizio in una vera kromoexplosion di emozioni e di sensazioni travolgenti che si materializzeranno nel magma assoluto delle forme, dei volumi e dei colori plasmati dal vortice di energia vitale olistica della sua mente infinita. Si sentirà così avvolto all’improvviso come da una nuova forza e vitalità.
Arancio alchemico, flusso di energia pura in fase di transizione, kromosintesi perfetta e dinamica degli opposti. Equilibrio assoluto tra spirito e materia, ricerca della perfezione e dell’eterno, ponte dinamico del mutamento, vigore ed energia trasmutatrice tra il rosso magmatico che sale dalle profondità del cuore e il giallo alchemico che è luce pura dell’illuminazione.
Arancio alchemico, frequenza attiva ed espansiva, onda d’urto primordiale, energia vitale pura che si propaga oltre lo spazio e il tempo, che attraversa il cuore e la mente dell’artista in Psychotrance per connettere la sua anima all’infinito cosmico.
Se il colore rosso rappresenta il corpo e la materia mentre il giallo è la mente e lo spirito, l’arancio alchemico è l’anima in uno stato di estasi assoluta, pura kromoenergia radiante che si libera e si espande all’infinito attraverso l’atomo – vortex in kromoexpansion nel cosmo al di là del tempo e dello spazio.
La Psychohypnosis è il punto di partenza della ricerca e dell’avventura dell’artista in uno stato di Psychotrance assoluta, che si isola dal mondo fenomenico per sprofondare in uno stato di concentrazione assoluta e ipnotica all’interno di se stesso quando la mente entra in contatto con l’universo interiore e magmatico di pura energia radiante.
Dall’energia vitale profonda del pensiero e della coscienza dell’artista in uno stato di Psychotrance totale assoluta, al di fuori del tempo e dello spazio, alla continua ricerca dell’essenza pura di ogni cosa, nasce la dimensione volumetrica dinamica, in eterno movimento evolutivo, realizzata a partire dall’atomo – scintilla primordiale che darà origine, come in un immenso Big Bang artistico, grazie alla sua perenne forza centrifuga e alla innumerevoli vibrazioni multidimensionali, ad uno dei tanti Vortex in espansione in grado di generare infiniti e sempre nuovi Universi attraverso il suo eterno movimento rotatorio, totalmente libero e in rapida espansione evolutiva, la sua energheia dinamica profonda, origine di tutte le cose, delle differenti forme e di tutti i volumi, dei diversi colori in perfetta sincromia e delle infinite oscillazioni iperdimensionali del cosmo.
L’artista vuole cogliere ogni volta, attraverso l’ opera dai colori alchemici più intensi, proprio la quinta dimensione, cioè quella del pensiero, della coscienza e della pura energia chromoradiante al di fuori del tempo e dello spazio, da cui proviene la dimensione volumetrica dinamica, realizzata attraverso il movimento della tela scolpita dalle variazioni cromatiche della luce più intensa nell’arco della giornata e che viene modellata come una vera pittoscultura.
E’ necessario per l’artista allargare la propria coscienza interiore e superare la realtà arcadico-euclidea della semplice esperienza attraverso un tetracromatismo volumetrico trascendentale indotto da una Psychotrance attiva profonda che trasformerà ogni singola immagine in pura visione dinamica, astratta, in eterno movimento olistico evolutivo, a partire dall’atomo vortice da cui deriverà tutto il nuovo Universo di forme, di colori e di volumi.
Da “Eidetica trascendentale dell’arte” di Massimo Paracchini
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Redazione di Vercelli














