Mese: Settembre 2026
Ricordiamo bene quel non troppo lontano giugno 2023, quando
con i conseguenti trasferimenti di Sacerdoti da un servizio pastorale ad un altro.
insieme ad Albano, Arborio e Greggio, cui più tardi si sarebbe aggiunta la Parrocchia di San Giacomo Vercellese.
Tante le speranze per la nuova esperienza pastorale di un giovane Sacerdote, ordinato appena due anni prima, che soprattutto a Gattinara stava facendo un ottimo lavoro come Vice Parroco.
Ma la più grande di queste speranze era quella che, come le altre, non sarebbe andata delusa: la “rinascita” dell’Oratorio.
Oggi è il Sindaco di Oldenico, Marco Roncarolo, a “certificare” che quello e gli altri obbiettivi sono stati raggiunti ed a ricordare – anche a nome degli altri Sindaci intervenuti, presente anche il Vice Presidente della Provincia – quanto conti per una comunità locale, anche dal punto di vista della vita civile, senza commistione alcuna, ma con una complementarietà collaborativa, un’esperienza pastorale viva e vitale, capace di essere anche punto di riferimento per i giovani.
Don Salvatore fu ordinato Sacerdote cinque anni orsono e sabato scorso presso la parrocchia di Oldenico si è voluto fare festa per i primi cinque anni di un Dono, il Dono che Dio ha voluto per rendere feconda la propria vigna.
Il “sì” di Don Salvatore a questa chiama dimostra ancora una volta quanta potenza, misteriosa, eppure reale, sia racchiusa in quella breve parola, fatta di una sola sillaba e di due lettere.
Quel “sì” alla chiamata di Dio è un seme sempre capace di dare frutti, tanto più importanti oggi, quando nel mondo non viene meno l’insidia antica, il tentativo di estirpare Dio dal cuore dell’uomo.
Nella bella ed antica (XV Secolo) chiesa parrocchiale di San Lorenzo in Oldenico, ieri, sabato 26 settembre, le comunità afferenti alle Parrocchie dei quattro paesi si sono riunite per ringraziare il Signore di questo dono.
E’ lo stesso Don Salvatore, nell’omelia che il nostro filmato riprende integralmente, insieme ad altri scampoli della Liturgia, a raccontare i momenti significativi della propria esperienza vocazionale e pastorale: parole che meritano di essere ascoltate, nella speranza che diventino esempio per i giovani, che incoraggino nuovi Operai ad assumersi il carico di quella messe preparata per noi.
La Liturgia è stata animata dal Coro Cantate Domino e da quello della stessa Parrocchia di Oldenico, diretti dal Maestro Ermanno Silano, con l’organizzazione della Prof.ssa Alessandra Ticozzi.
Una piazza che parla da sola, Piazza Paietta a Vercelli nei giorni 26 e 27 settembre, quando la Festa dello Sport 2026 porta oltre 50 associazioni sportive e Federazioni a contatto con la città.
Giovani e meno giovani, impegnati in tante discipline, qualcuna molto nota, altre meritevoli di essere conosciute di più, raccontano di mondi e persone consapevoli di una verità mai abbastanza richiamata: chi fa sport ha già vinto.

Sì, perché la nostra salute dipende anche da quanto siamo disposti a fere in prima persona.
E impegnarsi in un’attività fisica che sia capace di farci abbandonare il divano e – soprattutto, almeno per qualche ora – il tirannico telefono cellulare, è un fattore di promozione della salute di ciascuno.

E’ poi sempre vero che non esisterebbe lo sport di vertice se non esistessero i vivai, le scuole, le migliaia di ragazzi che si cimentano con una disciplina e con i primi approcci all’attività agonistica, ancora un altro tassello importante della formazione, non solo fisica, della persona.
Al nostro microfono il Vice Sindaco e Assessore allo Sport Mimmo Sabatino presenta queste giornate – organizzate in collaborazione con la Delegata del Coni Laura Musazzo – con comprensibile soddisfazione.

Ma più delle parole parlano il filmato e la gallery, con i quali vi lasciamo, ricordando che ogni società sportiva, atleta, Federazione che vuole vedere ospitate le proprie attività sulle pagine di VercelliOggi.it può inviare foto e comunicati all’indirizzo mail info@vercellioggi.it oppure al numero di whatsapp 335 8457447.
Buona visione.
Valenzana Mado 1
Borgosesia 2
Marcatori: 13’ pt Piraccini, 48’ pt Fiumanò, 8’ Lusha.
Valenzana Mado (3-5-2): Rossi; West, Benedetti, Bianchi; Necchio (32’ st Squarise), Mihali, Chiwisa, Belecchio (1’ st Ciliberto), Arcadipane (1’ st Sammouni); Ricciardi (1’ st Maccioni), Lusha.
A disp.: Pallavicini, Battocchio, Torre, Taverna, Megna.
All.: Pellegrini.
Borgosesia (4-3-3): Autoriello; Negretti (27’ st Pellicone), Cagia, Fiumanò, Calafiore; Gheller (36’ st Bazzan), Pinheiro, Gerbino (13’ st Gila); Cum, Piraccini (20’ st Berni), Daniello (13’ st Manto).
A disp.: Salina, Crepaldi, Capogna, Valentino.
All.: Forzatti.
Arbitro: Manno di Torino.
Assistenti: Hosni di Torino e Horri di Novara.
Note: giornata soleggiata. Terreno in buone condizioni. Spettatori: 200 circa. Ammoniti: Gheller, Cagia, Ciliberto, Manto, Cum. Angoli: 7-2. Recupero: 4’ pt – 10’ st.
Una prova di grande maturità e personalità consente al Borgosesia di conquistare l’intera posta in palio nella quinta giornata di campionato.
La formazione guidata da mister Thomas Forzatti ha risposto presente sul campo della Valenzana Mado, offrendo una prestazione solida e concreta.
Il match si è subito messo in discesa per i valsesiani grazie a una prima frazione di gioco giocata a ritmi altissimi.
Schierati con un 4-3-3 con Autoriello tra i pali, la linea difensiva composta da Negretti, Cagia, Fiumanò e Calafiore, il terzetto di centrocampo formato da Pinheiro, Gheller e Gerbino, e il tridente offensivo Cum, Piraccini e Daniello, i granata hanno dominato il primo tempo.
La Valenzana Mado di mister Luca Pellegrini, opposta con il 3-5-2, ha faticato a contenere le offensive ospiti.
Dopo una breve fase di studio iniziale, al 13′ Cum ha recuperato un pallone prezioso al limite dell’area, servendo l’accorrente Piraccini che ha freddato Rossi per il vantaggio.
Il Borgosesia ha continuato a premere: al 18′ Gheller ha calciato a lato da fuori, mentre al 32′ Daniello si è visto sbarrare la strada dal portiere avversario.
Prima dell’intervallo, al 44′, sugli sviluppi di un corner, Pinheiro ha colpito il palo e Fiumanò è stato il più lesto di tutti a ribadire in rete per il raddoppio.
Nei primi 45 minuti (più recupero), il portiere ospite Autoriello è rimasto praticamente inoperoso.
Nella ripresa, tuttavia, il copione è cambiato.
La Valenzana Mado ha alzato il baricentro alla ricerca del pareggio, trovando il gol al 53′ con Lusha, rapido ad avventarsi su una palla vagante.
I locali hanno spinto con maggiore insistenza, chiamando in causa Autoriello provvidenziale su Maccioni e sfiorando il gol con un colpo di testa di West.
La reazione rossoblù ha costretto i granata a una fase di contenimento, resa ancora più complessa dall’infortunio di Necchio, uscito in barella al 70′.
Nonostante la pressione locale e un gol annullato a Maccioni per fuorigioco al 78′, il Borgosesia ha retto l’urto con ordine fino al triplice fischio, blindando un successo prezioso che premia la bontà della loro prestazione complessiva.
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Redazione di Vercelli
Ez 18, 25-28
Dal libro del profeta Ezechièle
Così dice il Signore:
“Voi dite: “Non è retto il modo di agire del Signore”. Ascolta dunque, casa d’Israele: Non è retta la mia condotta o piuttosto non è retta la vostra?
Se il giusto si allontana dalla giustizia e commette il male e a causa di questo muore, egli muore appunto per il male che ha commesso.
E se il malvagio si converte dalla sua malvagità che ha commesso e compie ciò che è retto e giusto, egli fa vivere se stesso. Ha riflettuto, si è allontanato da tutte le colpe commesse: egli certo vivrà e non morirà”.
Sal.23
RIT: Ricòrdati, Signore, della tua misericordia.
Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.
Guidami nella tua verità e istruiscimi,
perché sei tu il Dio della mia salvezza,
in te ho sempre sperato.
RIT: Ricòrdati, Signore, della tua misericordia.
Ricordati della tua fedeltà che è da sempre.
Non ricordare i peccati della mia giovinezza:
ricordati di me nella tua misericordia,
per la tua bontà, Signore.
RIT: Ricòrdati, Signore, della tua misericordia.
Buono e retto è il Signore,
la via giusta addita ai peccatori;
guida gli umili secondo giustizia,
insegna ai poveri le sue vie.
RIT: Ricòrdati, Signore, della tua misericordia.
Fil 2, 1-11
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési
Fratelli, se c’è qualche consolazione in Cristo, se c’è qualche conforto, frutto della carità, se c’è qualche comunione di spirito, se ci sono sentimenti di amore e di compassione, rendete piena la mia gioia con un medesimo sentire e con la stessa carità, rimanendo unanimi e concordi.
Non fate nulla per rivalità o vanagloria, ma ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso. Ciascuno non cerchi l’interesse proprio, ma anche quello degli altri.
Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù: egli, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini.
Dall’aspetto riconosciuto come uomo, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce.
Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome, perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra, e ogni lingua proclami: “Gesù Cristo è Signore!”, a gloria di Dio Padre.
Mt 21, 28-32
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: “Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?”. Risposero: “Il primo”.
E Gesù disse loro: “In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli”.
***
UN PENSIERO SULLA PAROLA, A CURA DELLE SUORE CARMELITANE DEL MONASTERO “MATER CARMELI DI BIELLA”
Una dignità che cambia tutto
(Ez 18,25-28; Sal 24; Fil 2,1-11; Mt 21,28-32)
Nel vangelo di questa domenica si parla di un padre con due figli: è abbastanza facile fare un parallelo con la parabola del padre misericordioso – conosciuta come la parabola del figlio prodigo – dove troviamo ugualmente un padre con due figli che hanno con lui differenti relazioni e percorsi di vita.
Il Signore chiama tutti, ognuno è raggiunto dalla sua parola. La sua parola dopo averci creato ci invita e ci manda a lavorare nella vigna.
Una vita senza frutti, non è forse una tristissima vita?
Eppure non è facile rispondere e fidarsi di Dio; sulle prime la prospettiva non sembra allettante e così il primo figlio ascolta la sua volontà fiacca, piuttosto che la voce del padre.
Quante volte la mancanza di volontà ci lascia aridi e alla fine sballottati come una nave senza timoniere.
Certo, se ci appoggiamo solo sulle nostre forze è rischioso mettere mano all’aratro, ma se crediamo che Dio è con noi, allora tutto può cambiare.
Vivere il Vangelo da soli non è solo difficile, è impossibile, ma con Dio tutto è possibile.
Dunque l’impedimento non è tanto la mancanza di volontà, ma la mancanza di fede. I
l punto centrale è credere, così come Gesù ricorda e rimprovera a scribi e farisei che vengono identificati con il secondo figlio.
Il secondo figlio alla chiamata del padre ha una reazione opposta all’immediato rifiuto del primo, dando un riscontro in apparenza esemplare e positivo, smentito però nella sostanza dai fatti; possiamo anche fare attenzione ad un particolare: nel rispondere al Padre lo chiama “signore”. Alla base forse c’è la paura e una mancata consapevolezza di aver ricevuto la dignità di figlio.
Un uomo aveva due figli, solo il primo riesce a scoprire la sua dignità e l’amore del Padre che lo chiama e lo aspetta; attraverso l’esperienza e l’intreccio delle vicende della vita matura il pentimento e l’accoglienza della missione.
Si può cambiare idea, si può riconoscere di non aver centrato il bersaglio e darsi nuove possibilità di crescita e orientamento.
Gesù indirizza in particolare questa parabola ai secondi figli, chiusi e immobilizzati dalla convinzione di essere nel giusto, per aiutarli a riflettere, per tentare di “smuoverli”.
Essi dicono sì alla chiamata di Dio, ma non agiscono di conseguenza. L’onestà del no dei primi lascia aperta la possibilità del cambiamento, il sì di facciata dei secondi indurisce il cuore nell’ipocrisia e acceca la coscienza di fronte alla giustizia.
Il grave pericolo di vivere nella convinzione di essere nel giusto e di non aver bisogno di conversione, rende impossibile il cambiamento.
Ognuno di noi può impersonare entrambi i figli, non esiste un terzo figlio perfetto che capisce al volo e al volo risponde.
Il Signore aspetta il momento in cui ci apriamo ad accogliere la sua parola che viene a noi come un pungolo salutare, per aiutarci a scoprire e vivere nella dignità di figli che accettano di aver bisogno di conversione e trasfigurati dall’amore del Padre, lavorano con gioia nella vigna della vita.
Le Sorelle Carmelitane
Monastero Mater Carmeli – Biella Chiavazza


























































































