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VERCELLI - I Docenti di Religione incontrano la biblista Rosanna Virgili e la Comunità Cenacolo - Con l'Associazione di Fedeli fondata da Madre Elvira, una interessante occasione di "narrazione esistenziale" - L'esegesi biblica si è invece appuntata sulla figura di Maria - 

(elisabetta acide) – Pomeriggio di studio e di racconto quello di mercoledì 14 ottobre, per i docenti di Religione Cattolica e per tutti coloro che hanno voluto essere presenti in seminario Arcivescovile per questo appuntamento di approfondimento e di formazione.

Dalle ore 15,30 in Sala S. Eusebio, una parentesi esperienziale della Comunità Cenacolo di Saluzzo, che ha una sua Casa a Casaleggio.

Un racconto di vita che diventa racconto di esistenza nell’amore.

I docenti, attraverso una proiezione video ed alcun dialoghi, hanno avuto la possibilità di conoscere una realtà che racconta le esistenze.

L’attività diventerà per i docenti delle scuole secondarie di secondo grado, un progetto di Istituto per le scuole che vorranno sperimentare la narrazione e l’avvicinamento a storie personali che possono aiutare a riflettere e interrogarsi sulla propria esistenza.

Una offerta educativa, formativa, orientativa, che attraverso percorsi strutturati, potrà essere integrata nelle singole scuole, non solo come “occasione”, ma come “narrazione esistenziale” efficace ed autentica, capace di “parlare” alla loro vita, ai loro dubbi, alle loro “domande”, alle loro “attese”, alle loro “paure”, ed offrire occasioni di confronto con adulti che possono accompagnare le loro incertezze.

Occasione per una progettazione pedagogica capace di integrare nel processo educativo, momenti di riflessione.

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Alle 16,30, in aula S. Eusebio, i docenti, hanno avuto una occasione importante: la relazione esegetica della dott.ssa Virgili Rosanna scrittrice e biblista, docente universitaria, che ha in modo originale, presentato la figura di Maria, attraverso alcuni brani dell’Antico Testamento, ed in particolare il Libro dei Proverbi.

Nell’introduzione, la dottoressa Virgili aiuta i presenti ad “entrare” in quella condizione importante per comprendere la figura di Maria, madre di Dio: la categoria della relazione.

Approccio innovativo e profondo, radicato in quei brani del libro della Genesi, che raccontano in filigrana e “preparano” alla figura di Maria: donna che si reca con quella gioia dello Spirito riversato in lei, da Elisabetta, e prorompe in quelle parole mirabili che ci consegna l’evangelista San Luca: la gioia di quella beatitudine che deriva in lei dall’aver creduto e diventa canto di lode e di gratitudine per la mirabile opera di Dio.

Quell’anima “dilatata” dall’amore che è per il Figlio e per i figli.

Quell’anima che racconta la figliolanza e la fratellanza, da una Madre.

Madre che genera, donna di fecondità, che rimanda a quel “non è bene che l’uomo sia solo”… annunciato nel capitolo 2 della Genesi, grembo che trasforma la “goccia di rugiada”.

E sulle parole di san Paolo “nato da donna…” (Gal 4,4-5,) la professoressa Virgili, conduce la sua riflessione a partire dalla grandezza del dono di grazia della maternità di Maria.

“Dilata il Signore la mia anima”: non c’è posto neppure nell’anima per tanta bellezza, occorre che il Signore la dilati e la predisponga a quanto vi depone.

La bellezza sta nella bontà di un Dio che ha guardato la sua “serva”.

L’excursus interessante della figura materna nell’ebraismo, aiuta a “leggere” la figura di Maria attraverso il dono della figliolanza e della vita, per passare ad un’analisi di quelle “presenze” di Maria donna-mamma nella cultura ebraico-giudaica, attraverso una innovativa analisi dei brani di Proverbi 7 e 8.

La “matematica” materna che aiuta ad imparare ad essere figli e fratelli così come ci insegna il mondo biblico, in una vita di relazione. La relazione cui corrisponde la differenza.

Interessante parallelismo e interpretazione esegetica della Scrittura attraverso la Scrittura, con riferimenti importanti ai testi della TaNaKh, per aiutare a comprendere la vita nella sua particolare concezione di creazione con sapienza, secondo differenze e limiti che aprono “finestre sul mondo”.

La Sapienza che “era lì”, in quella creazione, come una fanciulla, la cui “presenza” vive di quella delizia quotidiana fatta di affetto e relazione. Sapienza che “costruisce” la sua casa “aperta” come la vita di una madre che genera e cura.

Madre che riceve, “figlia del suo Figlio”, altri figli, perché la morte non può cancellare la vita di grazia donata.

E quella madre, Maria, donna con le “viscere” che si scuotono di misericordia, parla di vita, di grazia di Dio ,di amore e di relazione.

Un momento di importante approfondimento, dove quei versetti “Dall’eternità sono stata formata” (Prov.8,23) risuonano di quella Sapienza creatrice nel grembo di Maria, “Sede della Sapienza”, il cui grembo è diventato quell’ “abisso” che ha ospitato il Figlio di Dio.

Una lettura della figura di Maria madre di Cristo e della Chiesa, nel disegno di salvezza di Dio.

Donna in cui è sovrabbondata la grazia, nuova Eva.

Se Eva con il suo gesto, ha conseguito il peccato, Maria  ha generato il Figlio, tramite il quale la vita vince sulla morte, la grazia sconfigge il peccato e la morte.

Gesù Cristo è quel frutto benedetto da Dio, e lei, arricchita di ogni grazia, ha donato al mondo il Salvatore.

E allora le Scritture raccontano Maria e la sua straordinaria storia, pensata “fin dalla creazione”: “Egli ci ha benedetti in Cristo, dall’alto dei cieli, con ogni genere di benedizioni spirituali” (Ef I, 3).

I docenti, all’interno dei loro Istituti scolastici, attiveranno percorsi di approfondimento sulla figura di Maria, per aiutare gli studenti a conoscere, raccontare, vivere quella sapienza, fatta di storia, cultura, tradizione, che racconta la figura di Maria donna, madre, figlia, maestra… che ancora ha molto da dire al nostro tempo.

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