VercelliOggi
Il primo quotidiano online della provincia di Vercelli

Il Presidente dell’Unione Montana dei Comuni della Valsesia Francesco Pietrasanta segnala la situazione attuale:

Rima fuma ancora in alto. Controllato dai Vigili del Fuoco;

Cravagliana prima c’era una piccola fumata, presenza di DOS VVF e AIB, 1 squadra AIB sta bonificando da terra;

Valbella (nuovo incendio di ieri Alpe Cevia) fuma ma non abbiamo visione, zona non accessibile;

Cervatto solita fumata zona non accessibile;

RES presenza Vigili del Fuoco che controllano;

Postua Monte Barone un Canadair sta operando. Zona lato Postua non accessibile”.

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Redazione di Vercelli

Posted in Cronaca

L’Onorevole Enzo Amich dopo la notizia della nomina della dott.ssa Federica D’Amico alla guida del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Casale Monferrato dichiara: “Accolgo con grande soddisfazione la nomina della dott.ssa Federica D’Amico alla guida del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Casale Monferrato. A lei rivolgo le più sincere congratulazioni e i migliori auguri di buon lavoro per il prestigioso incarico che è chiamata a ricoprire.
Si tratta di una notizia importante per Casale Monferrato e per l’intero territorio servito dal Commissariato, un presidio storico della Polizia di Stato che rappresenta un punto di riferimento fondamentale per la sicurezza e per l’erogazione di servizi amministrativi essenziali ai cittadini di ben 49 comuni.
Nel novembre 2025, accogliendo le segnalazioni di molti operatori del settore, a cominciare dal vicedirigente del commissariato in congedo, attualmente consigliere regionale del Sindacato Autonomo Polizia SAP, Maurizio Paduano, ho presentato un’interrogazione a risposta scritta al Ministro dell’Interno, chiedendo quali iniziative il Governo intendesse adottare per garantire la nomina di un dirigente stabile al Commissariato di Casale Monferrato e per valutarne il rafforzamento delle risorse umane e organizzative. Nell’atto ho evidenziato come, dopo il pensionamento del precedente dirigente, le funzioni fossero state affidate a funzionari della Questura di Alessandria operanti a rotazione, con un inevitabile aggravio del carico di lavoro. Ho inoltre richiamato l’attenzione sull’importanza storica e strategica del Commissariato, il primo distaccato istituito in Italia, e sulla necessità di assicurare continuità, efficienza e piena operatività dei servizi a beneficio della comunità.
La nomina della dott.ssa D’Amico rappresenta un segnale positivo e va nella direzione auspicata, restituendo al Commissariato una guida stabile. Confido che questo importante incarico possa contribuire a rafforzare ulteriormente l’attività del presidio e a garantire risposte sempre più efficaci alle esigenze del territorio e dei cittadini. Continuerò a seguire con attenzione le questioni che riguardano la sicurezza e il buon funzionamento dei servizi pubblici del Monferrato, nell’interesse della comunità.
Ringrazio il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, per l’attenzione dimostrata verso il nostro territorio, e il questore Sergio Molino, per lo straordinario sforzo profuso in questi mesi per colmare questa lacuna
”.

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Redazione di Vercelli

Posted in Cronaca

La festa patronale di San Rocco a Cereseto quest’anno offrirà anche un momento dedicato alla cultura e alla riflessione sul domani.

Infatti sabato 15 agosto alle ore 18.00, la kermesse ospiterà, sotto il Patrocinio del Comune, la presentazione di “2055”, il nuovo romanzo giallo di Giulio Dogliotti.

L’incontro si svolgerà in una cornice di grande fascino: il cortile del castello fatto costruire all’inizio del Novecento dall’imprenditore e Mecenate Riccardo Gualino, sulle rovine di un antico maniero medievale.

Il castello è stato da poco riportato agli antichi splendori dagli attuali proprietari, la Famiglia Sangiovanni, che gentilmente ne ha concesso l’uso per l’evento.

È un luogo che custodisce secoli di storia che per l’occasione diventerà il palcoscenico di una conversazione sul futuro.

L’autore dialogherà con il sindaco di Cereseto, Enzo Lavagno, presentando il noir ambientato tra una trentina d’anni sul lago di Ginevra.

La vicenda investigativa s’intreccia con temi di grande attualità, come l’evoluzione della robotica, l’intelligenza artificiale, il rapporto tra uomo e tecnologia e le possibili trasformazioni della società della prossima seconda metà del secolo.

Un mosaico di vicende che sviluppa una trama intricata che si svela appieno nelle ultime pagine del racconto, quando il lettore scopre il filo che lega tutti gli avvenimenti.

Dogliotti usa l’anno 2055 come uno specchio per osservare l’attualità, non senza un sospetto di ironia.

Ed è forse davvero la presentazione nel cortile di un castello a rendere l’incontro così suggestivo: una conversazione sul futuro attraverso un breve romanzo poliziesco, in un luogo dove ogni pietra racconta sorprendenti e intriganti vicende del passato.

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Redazione di Vercelli

Posted in Cultura e Spettacolo

A meno di un anno dall’avvio dell’utilizzo del sistema robotico Da Vinci all’Ospedale Sant’Andrea di Vercelli, donato all’ASL dalla Fondazione Cassa di risparmio di Vercelli, l’attività chirurgica robot-assistita continua a crescere e a consolidarsi in diverse specialità.

Tra settembre 2025 e maggio 2026 l’Urologia ha raggiunto il traguardo dei 100 interventi robotici e fra giugno e luglio ne ha effettuati altri 18, mentre la Chirurgia Generale ha eseguito 56 procedure, per un totale di oltre 170 interventi realizzati con la nuova piattaforma. Vercelli oltre 170 interventi

Un risultato che conferma non solo il rapido sviluppo del programma robotico vercellese, ma anche la capacità delle équipe chirurgiche di ampliare progressivamente le indicazioni all’utilizzo della tecnologia, applicandola a casi sempre più complessi e ad elevata specializzazione.

L’arrivo della piattaforma robotica ha rappresentato un significativo passo avanti per la chirurgia dell’ospedale vercellese, consentendo di ampliare l’offerta terapeutica e garantire ai pazienti l’accesso a tecniche sempre più innovative e mini-invasive.

La chirurgia robot-assistita permette infatti una maggiore precisione nei movimenti chirurgici, una migliore visione del campo operatorio e potenziali benefici in termini di riduzione del dolore post-operatorio, minore perdita ematica, degenze più brevi e recupero più rapido.

L’Urologia, diretta dal dottor Giovanni Cipollone, ha eseguito 118 interventi robot-assistiti in pochi mesi, principalmente nell’ambito della chirurgia oncologica urologica, con particolare riferimento a prostatectomie radicali, nefrectomie parziali e radicali e altre procedure che beneficiano dell’elevata precisione del sistema robotico.

Parallelamente la Chirurgia Generale, diretta dal dottor Vincenzo Adamo, ha ampliato in modo significativo il ricorso all’approccio robotico, applicandolo a un ampio spettro di interventi. I 56 interventi eseguiti comprendono procedure per il trattamento dei tumori del colon-retto e dello stomaco, interventi per ernie e patologie dell’apparato digerente, nonché chirurgie addominali particolarmente complesse, come l’asportazione di masse tumorali profonde o di organi interessati da malattia. L’esperienza maturata ha consentito di utilizzare la piattaforma robotica anche nei casi più impegnativi, dove precisione e accuratezza risultano particolarmente importanti.

Particolarmente significativo è l’ampliamento delle indicazioni chirurgiche nell’ambito delle patologie oncologiche e delle procedure ad alta complessità.

L’esperienza maturata in questi mesi ha infatti consentito di estendere l’utilizzo della piattaforma robotica a situazioni cliniche sempre più impegnative, sfruttando i vantaggi offerti dalla visione tridimensionale ad alta definizione e dalla precisione dei movimenti robotizzati, particolarmente utili nelle dissezioni complesse e negli spazi anatomici più difficili da raggiungere.

«I numeri sono importanti e sono frutto del lavoro quotidiano di medici, infermieri, anestesisti e personale di sala operatoria, ma ancora più significativo è il fatto che oggi il robot venga utilizzato, sia in Urologia che in Chirurgia generale, per affrontare procedure sempre più complesse – commenta il Direttore generale, Marco Ricci -. L’obiettivo non era soltanto dotarsi di una nuova tecnologia, ma metterla a disposizione dei pazienti per ampliare le possibilità di trattamento e garantire standard sempre più elevati di sicurezza, precisione e qualità delle cure per la popolazione».

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Redazione di Vercelli

Posted in Salute & Persona

Nella giornata di oggi, lunedì 3 agosto, sono scoppiati altri due incendi, uno in Valsesia sempre in zona Cravagliana dietro la Valbella verso il Colmetto di Cevia, l’altro sul monte Barone sul versante biellese.

I vecchi incendi sono in parte ancora attivi ma sotto controllo.

Il Presidente dell’Unione Montana dei Comuni della Valsesia Francesco Pietrasanta commenta: “Le forze dei Vigili del Fuoco e i volontari delle squadre Aib, guidati dall’Ispettore provinciale Laura Guala, fanno il possibile per cercare di raggiungere e contenere tutti i fronti. Le forze aeree oggi sono scarseggiate in quanto sono servite in zone messe peggio di noi. Non si molla. Grazie di cuore a tutti coloro che salvaguardano il territorio”.

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Redazione di Vercelli

Posted in Cronaca
Ivrea e Canavese, Regione Piemonte, Vercelli Città

Eccoci, come ampiamente anticipato (e promesso da tempo) anche nel

servizio di ieri – leggi qui –

alla “fase due” di questo bellissimo “gemellaggio” eusebiano, la condivisione della festa patronale di Vercelli (cattedra di Sant’Eusebio) e della piccola, ma vivissima realtà di Cuceglio: una delle tre parrocchie della diocesi di Ivrea intitolata al Protovescovo del Piemonte.

Diocesi, come sappiamo, di cui fu primo Vescovo Sant’Eulogio, presbitero di estrazione eusebiana.

Parrocchia affidata (con San Giorgio Canavese, Agliè, Ozegna) alla cura pastorale di Don Luca Meinardi, che ha con convinzione sostenuto l’idea del “gemellaggio”, portata avanti da un gruppo di laici guidato dallo zelo di Fabrizio Conto: un giovane professionista nella vita di tutti i giorni ed un Collaboratore parrocchiale dallo zelo eccezionale in quella ecclesiale.

Tutto in Cuceglio dice, del resto, di una collaborazione non episodica tra la comunità civile e quella ecclesiale, a partire dalla partecipazione di tanti Sindaci del territorio, in primis naturalmente quello di Cuceglio, Antonino Iuculano, presente con tutta la sua Giunta (Fabrizia Tangi vice sindaco e Mattia Baudino, assessore).

Significativa altresì la presenza dei Consiglieri Regionali Sergio Bartoli e Mauro Fava.

Una occasione di incontro tra due comunità – a rappresentare Vercelli il Consigliere Comunale Fabrizio Finocchi, restituendo la visita in Duomo della delegazione canavesana – desiderose di fare ancora molta strada insieme, così come la stessa Arcidiocesi si compiace di favorire se è vero che, dopo la bella accoglienza del 1 agosto in Cattedrale, ieri a Cuceglio è giunto a presiedere la Liturgia il Vicario Generale della Diocesi, Mons. Stefano Bedello.

Belle le parole di saluto (le ascoltiamo nel video che ripropone anche l’omelia dettata da Mons. Bedello

 Is 55, 1-3; Sal.144; Rm 8, 35. 37-39; Mt 14, 13-21.

ed alcuni momenti della Liturgia e della processione) rivolte da Don Luca: la S. Messa di oggi a Cuceglio richiama idealmente le parole dell’Arcivescovo di Cagliari, Mons. Baturi, che nel corso dell’omelia dettata a Vercelli

(anch’essa integrale nel video che completa il servizio qui allegato)

ha ricondotto l’attenzione dei fedeli alla domanda antica e radicale della nostra fede: chi è per me Gesù Cristo?

Siamo disposti a testimoniare sempre la verità di fede che ad Eusebio costò persecuzioni, esilio, violenze, privazioni.

Quando siamo davanti al tabernacolo che custodisce l’ostia consacrata, siamo sempre “sintonizzati” con la Persona che ci sta davanti?

Vero Dio e vero uomo, nato da Maria Vergine.

E’ bene, però, che il Lettore sia ora lasciato all’ascolto del video perché – oltre a belle immagini di festa, come nella gallery – possa ascoltare parole vere.

Che sono parole risuonate a Vercelli nella solennità della Messa Pontificale, così come a Cuceglio, nel raccoglimento e nella gioia di una comunità unita e concorde.

E anche questo è un segno distintivo profondamente eusebiano: Fidem custodire, concordiam servare.

***

La S.Messa è stata animata dalla cantoria che ha riunito tutte le parrocchie della zona pastorale, unitamente a Cortereggio e la processione è stata accompagnata dalle note della banda musicale delle filarmonica cucegliese “La Fratellanza”.

Al termine, la Pro Loco ha dato una dimostrazione veramente indimenticabile di cosa voglia dire proporre una genuina e gustosissima cucina del territorio.

Posted in Pagine di Fede

Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria esprime profondo cordoglio per la scomparsa di don Antonio Mazzi, fondatore della Comunità Exodus, morto venerdì all’età di 96 anni e ricordato oggi a Milano nel giorno dei funerali, per il quale è stato proclamato il lutto cittadino.

Per il SAPPE, la sua scomparsa assume un significato ancora più forte perché coincide con l’approvazione definitiva della norma che introduce la detenzione domiciliare in casi particolari per i detenuti tossicodipendenti inseriti in percorsi terapeutici socio-riabilitativi, una riforma che il primo Sindacato della Polizia Penitenziaria sostiene da molti anni.

«Don Antonio Mazzi ha dedicato la sua vita a restituire speranza e dignità a migliaia di persone schiacciate dalla dipendenza e dall’emarginazione, molte delle quali anche con trascorsi carcerari», dichiara Donato Capece, segretario generale del SAPPE.

«È una coincidenza dal forte valore simbolico che proprio nei giorni della sua scomparsa sia diventata legge una riforma che va nella direzione che lui ha sempre indicato: i tossicodipendenti hanno bisogno di cure, di comunità e di percorsi di recupero, non di un carcere trasformato impropriamente in una struttura sanitaria».

«Il SAPPE – prosegue Capecesostiene da sempre che il carcere non possa sostituirsi ai servizi sanitari e alle comunità terapeutiche. La realtà di don Antonio Mazzi con la Comunità Exodus lo dimostra più di molte parole. Lo abbiamo ribadito per anni, denunciando come la presenza di detenuti tossicodipendenti e di persone affette da gravi patologie psichiatriche, prive di adeguati percorsi di cura, finisca per aggravare il sovraffollamento, aumentare le tensioni interne, alimentare violenze, aggressioni, autolesionismi e suicidi, con pesanti ripercussioni sul lavoro quotidiano della Polizia Penitenziaria».

Secondo il SAPPE, l’approvazione della legge rappresenta un importante cambio di paradigma, ma non può rimanere soltanto una norma sulla carta.

«Adesso servono interventi immediati per renderla realmente operativa – evidenzia Capece -. Occorre potenziare le comunità terapeutiche, rafforzare la collaborazione tra magistratura di sorveglianza, Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e Servizio sanitario nazionale e garantire risorse adeguate affinché i programmi di recupero possano accogliere chi ne ha diritto. Solo così si potrà alleggerire la pressione sulle carceri, migliorare la sicurezza degli istituti e restituire alla pena la sua autentica funzione rieducativa».

«Il modo migliore per onorare la memoria di don Antonio Mazzi – conclude il leader del SAPPE – è trasformare questa riforma in una concreta opportunità di recupero per chi vuole uscire dalla dipendenza e, allo stesso tempo, restituire sicurezza, dignità ed efficienza alle nostre carceri. È una sfida che riguarda non soltanto il sistema penitenziario, ma l’intero Paese».

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Redazione di Vercelli

Posted in Cronaca

Il Piemonte prima regione italiana per screening neonatali!

Con il nuovo progetto 65 le patologie investigate.

Al via anche l’odontoiatria solidale per i bambini e i ragazzi delle fasce sociali fragili.

Grazie per il sostegno alla Consulta delle Fondazioni di Origine Bancaria del Piemonte e alla capofila Compagnia di Sanpaolo.

Inaugurate 2 Case della Comunità: Cossato e Valdilana. In totale sono 170 i cantieri operativi entro quest’anno.

L’Assessore alla Sanità Federico Riboldi sottolinea: “Con le Case della Comunità, rafforziamo la sanità territoriale, miglioriamo gli screening e facciamo diminuire gli accessi impropri al Pronto Soccorso”.

Incontro con i sindaci della Valsessera per affrontare la carenza dei medici di medicina generale.

Riboldi dichiara: “Ho trovato Amministratori attenti e capaci, e una Valle viva che vuole superare rapidamente le criticità. Tutto molto lontano dalla narrazione di immobilismo da parte degli amministratori e totale assenza di servizi che è stata fatta da alcuni partiti di opposizione. I problemi ci sono e li stiamo affrontando. Questo non vuol dire che la Val Sessera debba essere descritta come un luogo abbandonato”.

Riunione del Comitato regionale di coordinamento sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

La Regione continua a investire nella prevenzione degli infortuni e nella tutela della salute dei lavoratori, confermando anche le misure adottate per proteggerli durante le ondate di calore e prorogando il programma strategico dedicato ai Dipartimenti di Prevenzione delle ASR.

Aperto il bando regionale per l’installazione di defibrillatori negli edifici pubblici e nei rifugi montani del Piemonte.

Le domande potranno essere presentate fino al 22 ottobre: un’iniziativa concreta per aumentare la sicurezza del territorio e la diffusione di strumenti salvavita.

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Redazione di Vercelli

Posted in Salute & Persona

Ha preso il via nel Parco di Crea il campo estivo del Reparto Enapay del Gruppo AGESCI Roma 98, che fino all’11 agosto riunirà cinquanta giovani provenienti da diverse regioni d’Italia e una delegazione di sedici scout ucraini.

Per favorire la realizzazione dell’iniziativa, l’on. Enzo Amich si è attivato fin dalle prime fasi del progetto, mettendosi a disposizione del Gruppo AGESCI Roma 98 e coinvolgendo enti, istituzioni e realtà del territorio affinché il campo potesse concretizzarsi.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di far conoscere il Monferrato alle nuove generazioni attraverso un’esperienza educativa immersa nella natura e nei valori dello scoutismo.

Nel territorio riconosciuto Patrimonio UNESCO, i partecipanti avranno l’opportunità di scoprire paesaggi, storia e tradizioni, vivendo un percorso di crescita personale e di incontro tra culture.

«Quando mi è stato presentato questo progetto ho accolto con entusiasmo la proposta. Ho ritenuto fosse una straordinaria occasione per far conoscere il Monferrato a questi ragazzi, mostrando loro non solo la bellezza dei nostri paesaggi, ma anche i valori di una comunità che sa fare squadra e accogliere. Credo che investire nelle nuove generazioni e nello scambio tra culture sia uno dei modi migliori per valorizzare il nostro territorio», ha dichiarato l’on. Enzo Amich.
«La presenza della delegazione di sedici scout ucraini rende questa esperienza ancora più significativa. In un periodo segnato da guerre e tensioni, vedere giovani provenienti da Paesi diversi condividere giorni di vita insieme rappresenta un messaggio concreto di dialogo, amicizia e pace.
Desidero rivolgere un sincero ringraziamento al Gruppo STAT e, in particolare, a Paolo Pia, il cui contributo, la disponibilità e la sensibilità verso il territorio sono stati determinanti per la realizzazione del campo. Un grazie va anche al Comune di Ponzano Monferrato, al Comune di Casale Monferrato, alla Direzione del Sacro Monte di Crea e a tutti coloro che, con il loro impegno, hanno reso possibile questa iniziativa
», ha aggiunto l’on. Amich.

«Il Monferrato ha tutte le caratteristiche per diventare un punto di riferimento anche per esperienze educative come questa. Se questi ragazzi torneranno a casa con il ricordo di un territorio accogliente, ricco di valori e di bellezza, avremo raggiunto un obiettivo importante: far conoscere il Monferrato attraverso ciò che lo rende davvero speciale», ha concluso Enzo Amich.

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Posted in Società e Costume

Il Gruppo PD in Regione Piemonte ha presentato un’interrogazione in Consiglio Regionale, a seguito delle segnalazioni di alcuni professionisti sanitari a tempo determinato a cui è scaduto, nelle scorse ore, il contratto presso le Aziende Sanitarie Locali del territorio.

Contratti di lavoro che non sono stati prorogati e che lasciano degli interrogativi che la Consigliera PD Simona Paonessa, il Segretario Regionale Domenico Rossi e il Vicepresidente della Commissione Sanità Daniele Valle si stanno ponendo.

«Bloccare le assunzioni e non rinnovare i contratti al personale sanitario in servizio non farà risparmiare la sanità piemontese, anzi, otterrà l’effetto opposto: far schizzare i costi alle stelle e spalancare di nuovo le porte al business dei medici “gettonisti” che, peraltro, costano più di un professionista assunto dall’ASL.

Dall’altro lato, vengono in mente alcune segnalazioni di esternalizzazioni, addirittura per i prelievi domiciliari in alcune zone del Piemonte, a fronte del grande numero di Case di Comunità che dovrebbero giustamente avere anche questa finalità. Proprio per scongiurare questi rischi e per evitare che restino scoperti dei servizi, soprattutto in un momento critico come quello estivo, tra ferie del personale e Pronto Soccorso già sotto pressione, abbiamo presentato un’interrogazione e un accesso agli atti» affermano gli esponenti del Partito Democratico.

Una scelta definita da questi ultimi “miope e pericolosa” «un possibile blocco delle assunzioni rappresenterebbe la resa definitiva del nostro sistema sanitario e sarebbe un enorme regalo alla sanità privata: meno professionisti negli ospedali pubblici significano più liste d’attesa e più pazienti costretti a pagare le cure di tasca propria o tramite assicurazioni. Le liste d’attesa non si riducono non perché c’è troppo personale, ma perché non ce n’è ancora abbastanza. Il meccanismo è semplice: fermando il turnover e lasciando a casa i lavoratori a tempo determinato, i reparti e i servizi sul territorio rischiano di rimanere scoperti. Per garantire i turni minimi e non chiudere i servizi, l’Azienda Sanitaria sarebbe costretta a fare ricorso alle esternalizzazioni ovvero a chiamare i “medici a gettone” forniti dalle cooperative private. Vigileremo con la massima attenzione – concludono Paonessa, Rossi e Valleperché la sanità pubblica si difende investendo su chi ci lavora ogni giorno, spesso sotto pressione o a rischio burnout, non regalando risorse alle cooperative e rischiando di lasciare scoperti servizi».

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Posted in Salute & Persona