Mese: Agosto 2026
Le carceri del Piemonte sono ormai al limite della tenuta e gli ultimi gravissimi eventi critici avvenuti nella Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino rappresentano l’ennesimo segnale di un sistema penitenziario che rischia di implodere. A denunciarlo è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE), che parla di una situazione ormai fuori controllo e chiede al Governo e al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria interventi immediati e strutturali.
“I numeri del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria certificano il fallimento delle politiche adottate negli ultimi anni per contenere il sovraffollamento – denuncia Vicente Santilli, segretario nazionale SAPPE per il Piemonte -. Le misure deflattive introdotte nel 2020 durante l’emergenza Covid hanno ormai esaurito ogni effetto. A fronte di una capienza regolamentare nazionale cresciuta di appena lo 0,83%, passando da 50.754 a 51.180 posti, i detenuti sono aumentati da 53.904 agli attuali 64.773, oltre il 20% in più. È evidente che il sistema non regge più”.
Secondo il SAPPE, anche il dato regionale è falsato. Formalmente il Piemonte registra un sovraffollamento del 110%, ma la percentuale reale sale almeno al 117% se si escludono due istituti praticamente inutilizzabili per effetto di interminabili lavori di ristrutturazione: il carcere di Alba, operativo solo al 31% della capienza, e la Casa di Reclusione di San Michele, ferma ad appena il 14%. I numeri degli istituti parlano da soli: Vercelli è al 158%, Biella al 151%, Asti al 136% e Torino al 135%, con 1.511 detenuti presenti a fronte di 1.119 posti regolamentari.
“Ma il problema non è soltanto quantitativo – prosegue Santilli -. È cambiata profondamente la popolazione detenuta. Crescono i soggetti ad alta pericolosità, aumentano i detenuti con gravi disturbi psichiatrici, si moltiplicano gli episodi di violenza e di insubordinazione e cresce il numero dei cittadini stranieri, che in Piemonte rappresentano ormai il 41% della popolazione detenuta, con punte del 60% a Cuneo, del 53% ad Alessandria, del 52% a Biella e del 47% a Torino e Vercelli. Tutto questo rende la gestione quotidiana estremamente complessa e scarica sulle spalle della Polizia Penitenziaria responsabilità che appartengono anche ad altri settori dello Stato”.
Il SAPPE evidenzia come il numero delle aggressioni ai Baschi Azzurri, degli atti di autolesionismo, dei tentativi di suicidio, dei danneggiamenti e delle violenze continui a crescere in maniera direttamente proporzionale al sovraffollamento e al progressivo deterioramento delle condizioni detentive.
“Non siamo più davanti a una semplice emergenza: siamo davanti al rischio concreto che lo Stato perda definitivamente il controllo delle carceri – afferma Donato Capece, segretario generale del SAPPE -. Ogni giorno il personale di Polizia Penitenziaria garantisce ordine e sicurezza in condizioni proibitive, sopperendo alle carenze dell’Amministrazione, della sanità penitenziaria e di un sistema che continua a scaricare sulla divisa problemi che non competono alla Polizia Penitenziaria. È inaccettabile”.
“Non accetteremo più – incalza Capece – che si continui a governare il sistema penitenziario inseguendo l’emergenza. Servono decisioni politiche vere. Servono organici adeguati, infrastrutture efficienti, strumenti operativi, mediatori culturali, un rafforzamento della sanità penitenziaria e delle REMS. Non si può pretendere che i nostri agenti facciano contemporaneamente i poliziotti, gli infermieri, gli psichiatri, gli educatori e gli interpreti”.
Il SAPPE richiama inoltre l’attenzione sulla recente approvazione della legge che consente la detenzione domiciliare terapeutica ai detenuti tossicodipendenti e alcoldipendenti inseriti in programmi di recupero.
“La norma va nella giusta direzione – osserva Capece – ma senza risorse per le comunità terapeutiche e senza provvedimenti attuativi immediati rischia di restare l’ennesima riforma annunciata e mai realizzata. Lo stesso vale per il piano di edilizia penitenziaria: il Governo dica quanti nuovi posti sono realmente disponibili e con quali agenti pensa di gestirli. Ogni nuovo padiglione senza personale significa soltanto ampliare il problema”.
Per il SAPPE esiste inoltre una priorità assoluta per il Piemonte: restituire rapidamente alla piena operatività il carcere di Alba e la Casa di Reclusione di San Michele.
“Prima di promettere nuove carceri – conclude Capece – si restituiscano ai cittadini e alla Polizia Penitenziaria centinaia di posti detentivi già esistenti ma inutilizzabili da anni. Nel frattempo, occorre rilanciare concretamente gli accordi internazionali per il trasferimento dei detenuti stranieri nei Paesi d’origine, potenziare le Articolazioni per la Tutela della Salute Mentale e le REMS, finanziare realmente la detenzione domiciliare terapeutica e avviare un piano straordinario di assunzioni. Il tempo delle conferenze stampa è finito. Chi indossa la gloriosa uniforme del Corpo di Polizia Penitenziaria nelle sezioni detentive pretende risposte, non promesse. Lo Stato dimostri, con i fatti, di voler riprendere il pieno controllo delle proprie carceri”.
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Redazione di Vercelli
Lo scrittore vercellese Guido Michelone sarà protagonista dell’ultima tranche estiva letteraria con il suo nuovo libro “Miles Davis. 65 vite dalla A alla Z” (Arcana editrice, Roma) che sta riscuotendo molto successi anche per via della centenario della nascita del grande jazzista afroamericano (1926-1991).
A iniziare il mini-tour fra Lombardia, Piemonte, Liguria, Michelone sarà a Luino (Varese) sabato 8 agosto alle ore 11 con una giornata interamente dedicata al jazz.
In tarda mattinata, nella prestigiosa cornice di Palazzo Verbania, l’esperto jazzologo presenterà il volume che è anzitutto un originale e approfondito omaggio al leggendario trombettista americano, lasciando poi spazio la sera, alle 21, sul Parco a Lago al Quintetto della cantante torinese Sonia Schiavone.
L’iniziativa fa parte di ‘Jazz in Maggiore’, che dal 6 al 16 agosto festeggia la diciottesima edizione, confermandosi come uno degli appuntamenti estivi più attesi dagli appassionati di musica del territorio e dai visitatori in vacanza sul nostro Lago Maggiore con quattro concerti e un incontro letterario, coinvolgendo i comuni di Germignaga, Luino, Maccagno e Brezzo di Bedero, con artisti di primo piano della scena jazz italiana e straniera.
Giovandosi di storici estratti video, Michelone svela i contenuti del libro che risulta una sorta di enciclopedia o dizionario su Miles Davis onde raccontare in voci tematiche le imprese estetico-culturali del protagonista: lo fa ora Guido Michelone – in 65 capitoli, numero corrispondente agli anni vissuti da Miles – fra luoghi, dischi, brani, concerti, aspetti caratteriali e psicologici che decretano per Davis un successo planetario: dall’ala protettiva di Charlie Parker, poi di Gil Evans nonché del produttore Teo Maceo, grazie ai due quintetti (prima John Coltrane, quindi Wayne Shorter come ‘spalle’) acclamati dalle élites, Miles giunge poi alle masse con la ‘svolta elettrica’, vicino, in ultimo, addirittura alla pop music.
L’autore, prolifico jazzologo, dunque setaccia l’immensa discografia e la storia pubblica e privata per raccontare un sorprendente Miles Davis nell’ordine alfabetico dalla A di Africanesimo alla Y di Yo Miles.
Michelone riprenderà le presentazioni di “Miles Davis. 65 vite dalla A alla Z” giovedì 27 agosto (ore 18) al ‘46° Open Papyrus Jazz Festival 2026’ di Ivrea per proseguire venerdì 11 settembre (ore 18) con ‘Sant’ In Jazz Miles Davis Festival – I Can See Fo(u)r Miles’ presso Santa Margherita Ligure e sabato 12 settembre (ore21) con la Fiera del Libro di Como nella serata Miles Davis One Hundred Years – Presentation of “Miles Davis. 65 Lives from A to Z” con il cartoonist Lucio Ruvidotti e il giornalista Alessio Brunialti in collaborazione con il Como Jazz Club.
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Redazione di Vercelli
Nella suggestiva cornice estiva della Piscina Eden Club di Vinzaglio, la dirigenza del Piemonte Sport ha alzato ufficialmente il sipario sui programmi della nuova stagione.
Un appuntamento che ha gettato le basi per una straordinaria iniziativa dal profondo significato sociale: garantire il diritto allo sport, e nello specifico al calcio, a tutti quei bambini e ragazzi che vivono situazioni di fragilità o difficoltà economica.
L’obiettivo dichiarato dalla storica società vercellese è limpidissimo: azzerare le disuguaglianze affinché nessun giovane debba rinunciare a calcare un campo da gioco.
A delineare l’architettura del progetto è stato Edoardo Cottini, presidente onorario, responsabile diretto dell’iniziativa e curatore della comunicazione del club di Corso Rigola: «La storia del nostro sodalizio ha radici profonde nel sociale. Crediamo sia un dovere primario mettersi all’ascolto delle esigenze del territorio e creare sinergie vincenti. Questo appuntamento segna il primo mattone per la nascita di un fondo di garanzia finalizzato all’erogazione di borse di studio sportive. Si tratta di uno strumento concreto e trasparente per garantire un calcio davvero accessibile a tutti, senza alcun tipo di barriera».
Il piano operativo, pronto a partire già con la nuova stagione, si rivolge specificamente alla fascia d’età compresa tra i 5 e i 15 anni, una fase dello sviluppo umano e motorio di fondamentale importanza per le giovani generazioni. Una proposta di alto profilo che ha raccolto fin da subito il pieno plauso delle istituzioni cittadine.
L’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Vercelli, Valeria Simonetta, ha espresso totale disponibilità nel sostenere l’avvio delle attività, definendo il progetto una straordinaria opportunità per offrire reali prospettive d’inclusione ai ragazzi della città.
Del resto, la collaborazione tra l’amministrazione comunale e il club nerostellato ha radici solide, come dimostra la recente riqualificazione dell’impianto sportivo con la nuova illuminazione a LED, un investimento da circa 100 mila euro.
Significativo l’intervento del presidente Antony Olivieri: «I ragazzi hanno una grandissima voglia di giocare e noi una forte spinta ad accoglierli. È un presidio fondamentale per prevenire situazioni di disagio o devianza: focalizzarsi sullo sport sano e sui valori della condivisione fa la differenza».
Sulla stessa frequenza l’intervento del presidente onorario Maurizio Randazzo, il quale ha sottolineato il valore di «un’iniziativa di assoluto rilievo, pensata per dare una possibilità concreta a giovani che altrimenti non potrebbero sostenere la pratica sportiva».
A fare eco alle loro parole anche il profondo entusiasmo dello storico dirigente Domenico Limardi, tra i più convinti sostenitori del progetto.
Il forte impatto sociale del percorso di crescita e aggregazione tracciato dal Piemonte Sport è stato ribadito anche attraverso i toccanti videomessaggi inviati dall’Arcivescovo di Vercelli, Mons. Marco Arnolfo, e da Laura Musazzo, vice delegata FIGC e presidente del CONI provinciale.
A sostenere il progetto si è stretta fin da subito una folta rete di partner territoriali.
Tra i primi sostenitori si segnalano ASCOM (con Angelo Santarella) e Generali Assicurazioni (rappresentata da Stefano Mognon), pronti a scendere in campo con interventi dedicati.
Prezioso anche il supporto garantito dalla Croce Rossa Italiana di Vercelli: il presidente Carlo Albricci ha lodato il valore meritevole dell’iniziativa, mettendo a disposizione a titolo completamente gratuito mezzi e volontari.
Infine, da rimarcare la sinergia strategica con la Virtus Vercelli, al fianco del Piemonte Sport in questa grande sfida al servizio della comunità.
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Redazione di Vercelli
Riceviamo e pubblichiamo
Recenti critiche e prese di posizione contro l’Ente di Gestione delle Aree protette della Valsesia ci hanno indotto ad analizzare i dati delle relazioni annuali approvate dal Consiglio dell’Ente ed inviate alla Regione Piemonte.
Ci siamo concentrati sugli aspetti maggiormente criticati anche se è necessario premettere e precisare che le finalità dell’ente, come stabilito nell’articolo 5 del suo statuto, sono sinteticamente: tutelare le risorse naturali (gestire e ricostituire gli ambienti naturali e semi naturali che costituiscono habitat e arricchimento della biodiversità), promuovere la fruizione sociale e sostenibile, favorire la fruizione didattica, sviluppare la ricerca scientifica applicata.
Tornando alla valutazione dei dati si riscontra un quinquennio che ha visto una crescita costante della fruizione turistica, un forte consolidamento dell’educazione ambientale e un ruolo sempre più centrale delle Guide ufficiali del Parco nella divulgazione e nell’accompagnamento sul territorio.
Vediamo con ordine.
Visitatori: +238% in cinque anni; la fruizione dei centri visita ha registrato un incremento continuo dal 2021 con circa 3.000 visitatori (Fum Bitz) al 2025 con 10.141 visitatori. Il dato più evidente è il quasi triplicarsi dei visitatori tra il 2021 e il 2025, con un picco nel 2024 grazie alla forte attrattività del Giardino delle Grotte di Ara, amplificata dalla diffusione sui social media.
Le tre strutture – Casa del Parco di Fum Bitz, Museo Naturalistico di Carcoforo e Casa del Giardino delle Grotte di Ara – sono diventate poli culturali e divulgativi, al Fum Bitz oltre 4.700 visitatori nel 2025, grazie a un allestimento moderno e a una presenza costante di guide e guardiaparco.
Casa del giardino di Ara evidenzia un salto da 1.641 visitatori nel 2023, a 4.417 nel 2024, con stabilizzazione nel 2025; il Museo di Carcoforo registra una crescita costante grazie al servizio civile e a nuovi contenuti espositivi.
Relativamente all’Educazione ambientale si è passati da attività episodiche a sistema strutturato con ampliamento progressivo dell’offerta didattica attraverso 4 percorsi tematici dedicati alle scuole (Tracce, Ghiacciaio, Fiabe, Fiume). Si registra una partecipazione di piuù di seicento studenti solo nell’ultimo anno, collaborazioni con istituti superiori, Università del Piemonte Orientale, Università di Torino e centro formativo Formont di Varallo.
Sono poi stati allestiti laboratori botanici, incontri divulgativi e progetti di alternanza scuola-lavoro, obbligatoria negli ultimi tre anni delle scuole superiori. In sintesi si registra una sensibile crescita quali-quantitativa dell’offerta/fruizione con un forte radicamento nel territorio scolastico della Valsesia e aree limitrofe.
Le Guide ufficiali del Parco, istituite nel 2021 rappresentano un presidio funzionale alle finalità divulgative dell’ente: 25 escursioni nel 2023 e una trentina di escursioni nel 2024 e nel 2025.
In merito ai progetti e alle collaborazioni si evidenziano le seguenti iniziative/collaborazioni: Conferenza Europea dei Geoparchi con oltre 400 delegati, riallestimento della Casa del Parco di Alagna nel 2024 grazie al contributo della Fondazione della Cassa di Risparmio di Vercelli, Festival del Parco nell’ambito del programma NextGenerationYou, Collaborazioni con Compagnia di San Paolo, collaborazione con il Museo Archeologico di Borgosesia.
Tutto questo con il contestuale mantenimento delle attività di monitoraggio, nelle aree dei due parchi e delle aree della Rete Natura 2000 in gestione all’ente, della tipica fauna alpina protetta (ungulati e uccelli) e delle attività di contenimento dei cinghiali nel Parco del Monte Fenera.
Tra gli aspetti di criticità nella gestione dell’ente, come rilevato da più parti, risultano esserci la dotazione insufficiente del personale tecnico, di vigilanza e degli addetti alla manutenzione di sentieri e strutture, con la contestuale progressiva riduzione dei finanziamenti per la gestione ordinaria (personale, costi uso e manutenzione auto e attrezzature varie, ecc) da parte della Regione.
L’analisi evidenzia quindi, per gli aspetti esaminati, una situazione di miglioramento gestionale che ci fa ritenere che le recenti critiche divulgate a mezzo stampa, oltre ad essere ingenerose, possano essere strumentali e forse coerenti al progetto di riforma e in subordine di smembramento dell’ente, propugnato dall’attuale consiglio.
Crediamo che le relazioni annuali debbano essere rilette con maggiore attenzione da coloro che le hanno approvate e dai rappresentanti del territorio locale (vari comuni valsesiani e tre Provincie) che costituiscono la “Comunità delle Aree Protette”, organo consultivo dell’ente di gestione delle aree protette della Valsesia, che ha il compito di verifica e di proposta sull’attività dell’ente stesso.
Legambiente del Vercellese e della Valsesia Odv – Enrica Busti a nome e per conto anche delle altre associazioni
Pro Natura Vercellese Valsesia e VCO – Umberto Lorini
Italia Nostra Vercelli – Valsesia – Francesco Enrico Giordano
Lipu Vercelli Biella – Giuseppe Ranghino
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Redazione di Vercelli
Finalmente un po’ di fresco, una bella giornata accoglie i pellegrini della Diocesi di Vercelli ai piedi della Madonna Nera ad Oropa.

In questo 4 agosto si rinnova una bella tradizione che segna anche il passaggio dal vecchio al nuovo Anno pastorale.
Quest’anno i pellegrini paiono particolarmente numerosi: una stima prudente direbbe di non meno di 800, ma considerando che ogni angolo della basilica è occupato, probabilmente sono di più.

Colpisce, tra le tante, la presenza di un bel gruppo di ragazzi tutti di Motta dei Conti, ma i gruppi sono davvero tanti, anche dall’Alta Lomellina, e numerosi.

Puntuale come un orologio, un raggio di sole penetra da una finestra della grande volta dell’edificio e va ad illuminare la figura dell’Arcivescovo che parla dall’ambone ed è arrivato più o meno a metà di una bella omelia.
L’omelia si può ascoltare integrale nel video che, insieme alla gallery accompagna queste note.
Insomma, pare esserci tutto: la bella giornata, tanta gente visibilmente contenta di essere qui, tanti giovani, persino un seminarista che proprio oggi (lo conosciamo sempre nel video) viene ammesso agli Ordini Sacri, l’inizio del cammino per l’Ordinazione presbiterale.
C’è anche il raggio di luce.
Allora perché pare passare, per un attimo, una nuvola – è vero, discreta – a ricordare che siamo sempre in cammino, siamo sempre come sospesi tra un “già” ed un “non ancora”?
Perché, con la semplicità che gli è propria, nel corso dell’omelia e parlando dell’anno pastorale che si apre (dedicato al tema: Missionari tutti) l’Arcivescovo richiama la realtà: questo che si apre potrebbe essere il suo ultimo anno pastorale vissuto con il popolo di Dio che è in Vercelli.
Tutte cose “normali”, intendiamoci.
Sappiamo che, giunti a 75 anni, i Vescovi vanno “in pensione” e Mons. Arnolfo ne ha diritto, ha diritto ad un po’ di riposo.
Ma questo non rintuzza del tutto un po’ di tristezza, che accompagna qualche domanda.
Prima tra tutte: siamo stati capaci di valorizzare appieno l’insegnamento e la testimonianza di questo grande Pastore?
Di seguito l’articolo di allora ed il filmato
abbiamo fatto tutto il possibile per aiutarlo, per fargli sentire vicinanza e affetto?
Sapremo cogliere il tempo che ci è dato in questo ultimo anno per dirgli tutta la nostra sincera gratitudine?
Sono domande che restano lì in questa bella giornata che, inevitabilmente, richiama quell’altra dell’agosto 2014, quando Mons. Arnolfo presiedette il suo primo pellegrinaggio diocesano ai piedi della Madonna Nera, dando subito l’impressione che alla Diocesi fosse toccata
la grazia di un Vescovo autenitcamente mariano.
Tra l’altro, per la prima volta un Vescovo pellegrino compiendo a piedi l’ultimo tratto, dal “Butalin” al Santuario, come mettemmo a repertorio nel nostro filmato.
Lasciamo i Lettori con questi pensieri, inevitabilmente, pensieri che dicono di una Chiesa in cammino e di una Chiesa viva.
Come sempre ampia la rappresentanza del Presbiterio diocesano, guidato dal Vicario generale mons. Stefano Bedello.
Vi lasciamo con il filmato di oggi e una piccola gallery, che raccontano la liturgia animata dai canti e dalle musiche offerte da Roberto Foglia; all’organo Don Maurizio Galazzo.
Sono partiti i lavori di restyling dell’area giochi esterna del micronido dell’ASL VC, situato presso l’ospedale Sant’Andrea di Vercelli.
Un intervento importante che consentirà di rinnovare completamente gli spazi dedicati alle attività all’aperto dei bambini, creando un ambiente più moderno, sicuro e inclusivo.
L’investimento complessivo ammonta a 200.000 euro, di cui 150.000 euro finanziati attraverso il bando regionale dedicato ai servizi per la prima infanzia nelle aziende sanitarie piemontesi e 50.000 euro stanziati dall’ASL VC. Il cantiere avrà una durata di 90 giorni e consentirà di consegnare la nuova area giochi entro l’autunno.
L’intervento prevede la completa riqualificazione degli spazi esterni attraverso la rimozione delle attrezzature esistenti, la sistemazione del terreno, la realizzazione dei sottofondi e la posa di una nuova pavimentazione antitrauma in gomma, oltre alla sistemazione delle aree verdi con prato e siepi.
Elemento centrale del progetto sarà l’installazione di nuove strutture ludiche inclusive, progettate per favorire il gioco condiviso, la socializzazione e l’integrazione di tutti i bambini, compresi quelli con disabilità fisiche e sensoriali. L’obiettivo è promuovere il benessere, lo sviluppo motorio e le relazioni tra pari attraverso spazi accessibili e stimolanti.
Tra le nuove attrezzature troveranno posto una grande struttura multifunzionale con percorsi di arrampicata, ponti e scivoli e una nuova altalena a tre posti, pensate per favorire il movimento, l’esplorazione e il gioco all’aria aperta. Le strutture saranno realizzate prevalentemente in legno di robinia proveniente da fonti europee sostenibili, un materiale naturale particolarmente resistente e durevole, scelto per garantire qualità, sicurezza e rispetto dell’ambiente. Anche le finiture sono realizzate con prodotti a base d’acqua, in linea con una progettazione attenta alla sostenibilità e al benessere dei bambini.
«Questa riqualificazione, molto attesa dalle famiglie dei piccoli che frequentano il nido, rappresenta un investimento importante sul benessere dei bambini – commenta il Direttore Generale, Marci Ricci -. Il micronido aziendale è una realtà consolidata e molto apprezzata, che non rappresenta soltanto un servizio di supporto ai dipendenti dell’Azienda ma è aperta anche ai bambini del territorio. Con questo intervento vogliamo offrire spazi sempre più accoglienti, sicuri e inclusivi, in grado di rispondere alle esigenze educative e di crescita dei più piccoli».
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Redazione di Vercelli
Doppia affermazione di atleti GSA nel Vertical Alpe Seccio, il km verticale che unisce Boccioleto con l’omonimo alpeggio e la cresta che lo sovrasta ed è diventato ormai un appuntamento fisso del primo sabato di agosto.
Mattia Bertoncini e Chiara Scoccini vanno a prendersi il primo gradino del podio, completando la prova rispettivamente in 43’16” e 58’11”.
Bertoncini ha avuto la meglio su Nicolò Fontana (Fulgor Prato Sesia) e Gabriele Valzer, mentre fra le donne sono salite sul podio anche Monica Valsecchi (Fulgor) e la portacolori GSA Clara Defilippi.
Al 10° posto si posiziona Federico Brera e al 13° Lorenzo Filié, mentre tra le donne sono 4° Erika Forni, 5° Annalisa Diaferia e 9° Consuelo Zenone.
Con tantissimi altri piazzamenti, GSA si dimostra anche questa volta la squadra più numerosa, onorando come sempre le competizioni di casa, che valorizzano i sentieri valsesiani e permettono di conoscere gli scorci più interessanti e i festeggiamenti organizzati nelle frazioni, in questo caso dal Consorzio per lo Sviluppo dell’Alpe Seccio in memoria di Claudio Tasso.
Nella stessa giornata si è corso a Malonno (BS) un altro storico km verticale, quello del Piz Tri a cui hanno preso parte Enzo Mersi, che ha concluso in 39’38”, 2° fra i Master A, Carlo Torello Viera in 46’06”, 7° fra i Master B e Giusy Feo, 3° fra le Master B in 53’15”.
Carlo e Giusy non si sono poi risparmiati, dedicandosi il giorno successivo al Fletta Trail di 20 km e 950 m di dislivello, conclusi rispettivamente in 1h57’29”, 6°posizione di categoria, e in 2h19’54”, un tempo che ha garantito alla nostra atleta il primo gradino del podio fra le Master B.
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Redazione di Vercelli
I consiglieri Paola Lanzoni e Marco Defilippi si sono recati presso la Casa del Parco all’Alpe Fum Bitz di Alagna, incontrando il personale incaricato dall’Ente di Gestione delle Aree Protette dell’apertura della Casa del Parco e dell’annesso Giardino Botanico.
La visita ha messo in luce numerose criticità, già segnalate nei giorni scorsi dal Sindaco di Alagna e, in seguito, anche da Mario Soster.
In particolare, il Giardino Botanico richiede una manutenzione continuativa, ma gli interventi di sfalcio dei vialetti e, soprattutto, di manutenzione delle aiuole vengono effettuati a luglio, a stagione turistica ormai inoltrata.
Al 24 luglio, data della visita, risulta difficile individuare le specie botaniche censite, in quanto occultate da erbe spontanee, mentre la preziosa collezione di felci soffre per l’eccessiva esposizione al sole, soprattutto gli esemplari delle specie rare del sottobosco, privi di ombreggiatura.
Inoltre, in annate siccitose come l’attuale, l’impossibilità di irrigare acuisce i danni provocati dal clima, poiché dall’impianto di irrigazione non esce acqua.
La piccola centralina idroelettrica, che dovrebbe fornire energia alla Casa del Parco, risente della variabilità della portata idrica e, alla data del sopralluogo, non è funzionante, mentre l’impianto fotovoltaico non è in grado di soddisfare il fabbisogno minimo della struttura.
Con una nota indirizzata alla Direzione dell’Ente, il Consiglio Direttivo sollecita la riprogrammazione degli interventi di manutenzione, in modo da accrescerne l’efficacia sia in tarda primavera, in preparazione della stagione estiva, sia in autunno, in vista dell’inverno.
Inoltre, si suggerisce di organizzare le aiuole suddividendole per specie, per facilitarne l’identificazione da parte dei visitatori, privilegiando erbe e arbusti autoctoni tra le specie diffuse in Alta Valsesia e all’interno del Parco.
Si tratta di interventi di efficientamento che, senza richiedere l’impiego di ingenti risorse addizionali, al momento non disponibili, consentirebbero però di migliorare la fruibilità della struttura a beneficio del territorio.
«L’ottimo lavoro di controllo svolto dai consiglieri Paola Lanzoni e Marco Defilippi, che ringrazio – commenta il Presidente Carlo Stragiotti -, evidenzia il fatto che l’Ente soffra di problemi gestionali cronici, come giustamente evidenziato di recente dal Comune di Alagna e da Mario Soster. In merito a quanto asserito negli ultimi giorni da alcune sigle ambientaliste, ribadiamo quanto detto nei mesi scorsi, rimanendo in attesa dell’incontro con gli assessori Gallo e Bongioanni, calendarizzato per lo scorso 27 luglio e poi rimandato. Ci auguriamo altresì che riescano a trovare un accordo sulla loro rappresentanza alla luce delle attuali normative, in particolare di quelle relative alla rappresentanza di genere».
Il quadro delle criticità emerge anche dal confronto tra il Comune di Alagna e l’Ente Parchi in merito ad alcuni dati riferiti al periodo 1° gennaio-31 dicembre 2025. Pur tenendo conto delle differenti competenze istituzionali dei soggetti considerati, i numeri consentono di mettere in relazione le risorse impiegate con i principali volumi di attività registrati.
Il Comune di Alagna Valsesia opera con 9 dipendenti e una spesa complessiva di personale pari a 327.000 euro, corrispondente a un costo medio di circa 36.333 euro per dipendente.
L’EGAP Valsesia dispone invece di 15 dipendenti, con una spesa di personale di 897.000 euro e un costo medio di 59.800 euro per dipendente, escludendo i lavoratori stagionali.
Nell’ambito della vigilanza, il Comune dispone di un funzionario e ha elevato 1.880 sanzioni, mentre l’EGAP, con sei funzionari, ne ha elevate 6. Nell’area tecnica, a parità di tre funzionari, il Comune ha gestito 329 pratiche, di cui 172 urbanistiche, mentre l’EGAP ne ha gestite 113, di cui 15 urbanistiche e 55 forestali. A titolo di ulteriore confronto, lo Sportello forestale di Varallo, con un dipendente part-time, ha gestito 457 pratiche forestali.
La differenza si riscontra anche nell’attività amministrativa: nel 2025 il Comune di Alagna ha registrato 7.863 protocolli, contro i 1.991 dell’EGAP, pur disponendo di un numero complessivo di dipendenti inferiore.
Particolarmente significativo è, infine, il dato relativo ai visitatori.
Nel corso del 2025 il Rifugio Pastore ha registrato circa 50.000 presenze, mentre la Casa del Parco del Fum Bitz ha registrato 4.700 ingressi.
Considerato che il Fum Bitz si trova lungo la strada che conduce al Rifugio Pastore, il confronto evidenzia da un lato la rilevante attrattività turistica dell’area e, dall’altro, la limitata capacità della struttura gestita dall’EGAP di intercettare e coinvolgere un flusso di visitatori già molto consistente.
La raccolta dei dati e la relativa analisi sono state effettuate dal Comune di Alagna Valsesia, in collaborazione con il consigliere dell’EGAP con delega al personale, Anthony Rovezzo.
«Ringrazio il consigliere Anthony Rovezzo per il lavoro di raccolta e di analisi svolto con serietà e spirito costruttivo – dichiara il Presidente Carlo Stragiotti -. Il confronto tra questi dati rappresenta un ulteriore elemento di valutazione, che auspichiamo possa contribuire, con equilibrio e senso istituzionale, a tutte le riflessioni future».
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Redazione di Vercelli























































