VercelliOggi
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Nel tardo pomeriggio di giovedì 16 luglio è stata inaugurata la nuova area ludico sportiva della frazione di Santo Stefano e al contempo l’Avis di Santo Stefano e Vergano ha donato un defibrillatore, installato in loco, che sarà a disposizione della comunità.

Al taglio del nastro il sindaco Sergio Bossi e l’assessore ai lavori pubblici Elisa Zanetta, insieme agli assessori Franco Cerutti e Loredana Abbate e alcuni consiglieri comunali.

Il parco è stato progettato dall’architetto Rino Cimmino e realizzato grazie a circa 500 mila euro di fondi PNRR.

Al termine l’associazione San Bernardo ha offerto un rinfresco.

La rigenerazione dello spazio pubblico è da sempre uno dei punti salienti e importanti del programma della nostra amministrazione. Rigenerare uno spazio nella mia frazione aggiunge anche l’emozione. Abbiamo lavorato su tantissime aree non utilizzate o poco utilizzate, ma l’obiettivo è sempre quello di inserire nuove funzioni, attrattive e stimolanti e utilizzare, dove possibile, lo sport come veicolo di socialità. Tanti ragazzi utilizzano quest’area e lo fanno con rispetto perchè si è cercato il più possibile di pensare a loro durante la definizione del progetto. Lo dico sempre: i lavori pubblici sono importanti, ma sono contenitori. Quello che è più importante sono le persone che poi vivono quei contenitori, le cose che ci succedono dentro. E allora ricordo la posa della panchina da parte di Soroptimist dedicata a Charlotte Maltese e oggi il prezioso dono di un defibrillatore da parte del Gruppo AVIS Santo Stefano e Vergano che accogliamo. Li ringrazio con il cuore. Poi la presenza delle associazioni di Santo Stefano e San Bernardo che ringrazio per il rinfresco che hanno preparato per noi. Una comunità che entra a far parte di questo spazio e lo rende vivo. Non sono solo panchine, giochi e alberi, ma relazioni. Ringrazio a nome di tutta l’Amministrazione il progettista Rino Cimmino e gli uffici comunali”, queste le parole dell’assessore Elisa Zanetta.

La riqualificazione di questo spazio era uno degli interventi previsti nel nostro programma. Nata in mezzo ad un sacco di polemiche, ci hanno accusato di togliere uno spazio ai ragazzi che andavano a giocare a calcio – ha concluso il sindaco Sergio Bossioggi la sfida di questa amministrazione è stata vinta poiché l’enorme utilizzo del parchetto, da parte di tanti ragazzi, non solo della frazione, è un segnale importante. Le l’amministrazione comunale è sempre presente e mette in atto tutti quegli strumenti per poter far sì che sia il pubblico che il privato possano riqualificare aree che erano abbandonate. Grazie anche al gruppo Avis che è sempre al nostro fianco e un ringraziamento particolare va al gruppo di San Bernardo che in più occasioni ha dimostrato di essere molto collaborativo”.

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Redazione di Vercelli

Posted in Enti Locali

Si è svolta domenica 19 luglio la commemorazione per i partigiani caduti all’Alpe Sacchi e all’Alpe Soliva con grande partecipazione dalla Valsesia, dal Cusio e dalle zone limitrofe.

Un centinaio di persone hanno raggiunto l’alpe, punto strategico della Resistenza, anche a piedi con le camminate Partigiane organizzate dalle Anpi valsesiane in collaborazione con l’Istorbive e le Anpi del Verbano Cusio Ossola.

Alla partenza i partecipanti sono stati accolti da Neva, figlia della partigiana Vitto Caula che ha raccontato la storia dei suoi genitori e del loro importante ruolo nella resistenza valsesiana.

In seguito alla funzione religiosa tenuta dal Diacono Fabrizio di Coggiola, ha preso la parola Sara Montanari, presidente della sezione Anpi di Varallo e dell’Alta Valsesia, mentre l’orazione ufficiale è stata tenuta da Teodoro Rizzi dell’Anpi Valsessera, che ha illustrato i fatti accaduti in quel luogo il 12 e il 15 settembre del 1944, e l’8 febbraio del 1945, in cui persero la vita i partigiani omegnesi Gino Savia e Guerrino Cerutti della Divisione “Beltrami”, Idilio Zonca “Bufalo” di Villadossola e il georgiano Sergej Reipurschvili dell’83ª Brigata Garibaldi “Comoli” e ha ricordato che i valori dell’antifascismo sono sempre attuali, per chi crede nella democrazia.

A seguire è intervenuto Bruno Rastelli, presidente del Comitato provinciale Anpi di Vercelli, che ha raccontato l’episodio del 31 dicembre 1943 a Camasco, Raffaella Piloni, Anpi Omegna che ha ricordato Alessandro Orsi, Veronica Scotti che ha portato i saluti del Provinciale di Novara e Daniele Fortin, Anpi Villadossola.

Hanno partecipato i comuni di Cesara, Nonio, Omegna, Varallo e Villadossola.

Tutti si sono uniti nell’invito alla grande festa interprovinciale che si terrà il 12 e 13 settembre al Parco Vinzio di Grignasco.

A seguire, un pranzo al sacco in compagnia, al fresco degli alberi e con la meravigliosa vista sul Lago d’Orta.

In conclusione  i partecipanti hanno ripreso i sentieri che li hanno  riportati a casa, dai due versanti, in Valsesia e nel Cusio, proprio come, a suo tempo, i partigiani, che all’Alpe Sacchi, hanno stabilito nel corso di tutta la Resistenza, una base importantissima per la sua posizione strategica.

Le Camminate partigiane organizzate dall’Anpi Varallo Alta Valsesia proseguono, il prossimo appuntamento è per il 23 agosto da Rassa per l’Alpe sulla Piana.

 

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Redazione di Vercelli

Posted in Società e Costume

I risultati del Programma GOL presentati ieri a Torino, che certificano il superamento dei target del PNRR da parte del Piemonte con oltre 184 mila persone inserite nel mondo del lavoro, rappresentano «la conferma che un sistema fondato sulla collaborazione tra istituzioni, enti di formazione, Centri per l’Impiego e imprese è in grado di produrre risultati concreti». Lo afferma Matteo Faggioni, Direttore Generale di Enaip Piemonte e Presidente di Forma Piemonte, intervenuto all’evento dedicato al bilancio del Programma GOL..

«Per gli enti di formazione GOL è stato uno stress test, ma soprattutto un acceleratore di innovazione. Ci ha portato a ripensare i servizi, a costruire una rete ancora più forte con il territorio e con le imprese e a raggiungere persone che, fino a pochi anni fa, difficilmente si sarebbero rivolte ai nostri servizi. Solo Enaip Piemonte ha preso in carico dall’inizio del Programma 21.986 persone.»

Secondo Faggioni, l’esperienza di GOL segna anche un cambio di paradigma nelle politiche attive del lavoro.

«La formazione e i servizi al lavoro non possono più essere considerati due ambiti separati. I servizi al lavoro rappresentano la porta d’accesso ai percorsi di crescita professionale e la formazione è uno strumento essenziale per accompagnare le persone verso un’occupazione stabile e di qualità».

Il Direttore Generale di Enaip Piemonte sottolinea il valore del confronto costruito in questi anni con la Regione Piemonte. «Il dialogo costante ha permesso di adattare progressivamente il modello alle esigenze del territorio: è un patrimonio di relazioni e competenze che oggi non va disperso. La sfida è consolidare quanto realizzato con GOL e trasformarlo in un modello strutturale, capace di rispondere in modo sempre più efficace ai bisogni di persone e imprese.»

Le sue parole trovano riscontro nei dati presentati.

A oggi sono 324.647 le persone raggiunte dal programma: 266.184 sono diventate beneficiarie dei percorsi personalizzati e 79.616 hanno completato attività formative o tirocini.

Il Piemonte ha così superato tutti i target assegnati dal Ministero e dall’Unione Europea, con oltre 22 mila beneficiari e oltre 22 mila persone formate in più rispetto agli obiettivi previsti.

Il dato più significativo riguarda l’occupazione: oltre 184 mila persone, pari al 56,8% di chi ha preso parte al programma, hanno trovato lavoro. Di queste, oltre il 40% (75.272 persone) ha ottenuto un contratto stabile – tempo indeterminato, apprendistato o trasformazioni da tempo determinato a indeterminato.

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Redazione di Vercelli

Posted in Economia

Il Presidente dell’Unione Montana dei Comuni della Valsesia Francesco Pietrasanta aggiorna sulla situazione degli incendi relativa alla giornata di ieri, martedì 21 luglio: “Attualmente ci abbiamo due fumate a Cravagliana, sempre le stesse che non ci abbandonano da giorni. Ma sotto controllo. Ieri invece è stato impiegato l’elicottero al Seccio di Boccioleto ma dentro alla zona già bruciata. Niente di preoccupante. La Res e Rima sono sotto controllo. Nel complesso tutto tranquillo. Il problema principale è la mancanza di acqua e la siccità”.

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Posted in Cronaca

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Posted in Enti Locali

«Il trasporto pubblico locale non può essere un lusso, ma deve diventare una scelta quotidiana, accessibile e sostenibile per tutti i nostri giovani e non solo. Per questo chiediamo alla Giunta regionale un impegno concreto: trasformare la misura sperimentale ‘Piemove’ in un intervento strutturale e permanente, estendendo la gratuità dei viaggi anche agli studenti delle scuole superiori piemontesi e, al contempo, di implementare un vero e proprio biglietto integrato sul territorio regionale per chi viaggia con treni e bus».

A dichiararlo è la Consigliera regionale Simona Paonessa, che ha presentato degli atti di indirizzo per chiedere un cambio di passo decisivo sulle politiche tariffarie e ambientali della Regione Piemonte, nell’ambito del “Piano della qualità dell’aria” che è in queste giornate nell’agenda del Consiglio regionale del Piemonte.

«I cittadini e le famiglie piemontesi stanno affrontando enormi difficoltà economiche a causa del continuo aumento del costo della vita. L’ultimo rincaro delle tariffe del trasporto pubblico, scattato proprio lo scorso 1° luglio, è solo l’ultimo di una serie di aumenti che dal 2020 a oggi hanno toccato un pesante +20%. In questo contesto – continua la Consigliera PD – sostenere il trasporto pubblico non è solo una scelta ambientale per migliorare l’aria che respiriamo, ma è prima di tutto un aiuto sociale concreto per i bilanci familiari dei cittadini che, è sotto gli occhi di tutti tranne che del Governo, stiano vivendo in un periodo di forte difficoltà. È una goccia nell’oceano delle tasse che siamo costretti a pagare, ma ricordo con rabbia la scelta politica della Giunta Cirio di aumentare l’Irpef a famiglie e pensionati piemontesi lo scorso agosto: fino a 106 euro in più all’anno da pagare per redditi tra i 15.000 e i 50.000 euro. Un aumento ingiusto che pesa su oltre l’80% dei piemontesi. In questo scenario, la proposta portata alla Giunta punta a includere nella misura anche tutti gli studenti iscritti alle Scuole Secondarie di Secondo Grado del Piemonte, individuando certamente criteri d’accesso equi, ma dando un segnale di vicinanza alle famiglie, ai cittadini e ai giovani sui nostri territori».

Le richieste di Paonessa sono chiare: che la misura passi da sperimentazione a certezza, l’estensione della platea dei beneficiari alle scuole superiori, dunque non riguardi solo gli universitari under 26. Oltre a vere politiche che incentivino la scelta dei mezzi pubblici, come il biglietto unico integrato.

«È fondamentale che il collegamento tra ferrovia e autobus provinciali sia percepito come un unico sistema integrato, non solo negli orari ma anche nelle tariffe. Oggi chi utilizza sia il treno sia l’autobus deve spesso acquistare due biglietti – incalza Paonessasostenendo un costo aggiuntivo che rappresenta un ostacolo concreto all’uso del trasporto pubblico. Eliminare il costo aggiuntivo del doppio biglietto significa rendere il trasporto pubblico più accessibile ed equo, soprattutto per chi si sposta ogni giorno per lavoro o per studio, aumentando così la sua competitività rispetto all’utilizzo dell’auto privata».

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Redazione di Vercelli

Posted in Cronaca

Il sistema sviluppato dalla Regione Piemonte per ottimizzare la gestione delle prenotazioni e l’utilizzo delle agende sanitarie è stato indicato da Agenas tra le buone pratiche nazionali efficaci e replicabili in altri contesti territoriali.

«Il problema delle liste d’attesa non è risolto, ma vedere certificato un miglioramento ci aiuta ad andare nella direzione giusta – dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità Federico Riboldi -. Agenas, infatti, certifica la qualità del lavoro che il Piemonte sta portando avanti attraverso l’innovazione e una gestione sempre più efficiente delle risorse disponibili. Il nostro sistema di gestione delle agende viene indicato a livello nazionale come una buona pratica efficace e replicabile: è un risultato importante, ottenuto grazie al lavoro della Direzione regionale, delle aziende sanitarie e di tutti i professionisti coinvolti».

Il riconoscimento è contenuto nel primo Bollettino Liste d’attesa, aggiornato al 30 giugno 2026, che dedica al Piemonte una specifica sezione sulle soluzioni organizzative introdotte per utilizzare in modo più efficiente gli appuntamenti disponibili e favorire le classi di priorità più urgenti.

Agenas individua infatti nel modello piemontese una delle esperienze in grado di produrre risultati concreti e potenzialmente applicabile anche in altre realtà regionali.

In particolare, il Piemonte ha introdotto la funzione di equiparazione delle priorità, che consente alle richieste più urgenti di utilizzare gli spazi rimasti liberi nelle agende e inizialmente riservati alle priorità inferiori. Il sistema opera automaticamente ed è attivo sul 97% delle agende.

A questa misura si aggiunge il rilascio automatico delle fasce orarie: gli appuntamenti rimasti inutilizzati vengono resi disponibili a tutti gli assistiti 72 o 48 ore prima, evitando la perdita degli slot e aumentando le possibilità di prenotazione per le priorità più urgenti. Secondo Agenas, grazie a queste soluzioni la performance delle prenotazioni con priorità B è passata, nell’arco di tre anni, da valori intorno al 50% a valori superiori al 95%.

Il Bollettino registra inoltre un miglioramento del dato complessivo relativo alle prime visite: nel primo semestre del 2026 il rispetto dei tempi di garanzia in Piemonte sale dal 69,4% al 71,5%. La Regione viene inserita da Agenas tra le tre realtà che, pur mantenendo un valore inferiore all’80%, mostrano un andamento positivo rispetto allo stesso periodo del 2025. Un risultato che indica un’inversione di tendenza, ma sul quale è necessario continuare a intervenire.

Per gli esami diagnostici il Piemonte si mantiene invece sopra la soglia dell’80%, con l’81,7% delle prenotazioni garantite entro i tempi previsti, rispetto all’82,5% del primo semestre 2025.

«Leggiamo tutti i dati con grande serietà e senza nascondere le criticità -prosegue Riboldi -. Il miglioramento delle prime visite dal 69,4% al 71,5% conferma che la direzione intrapresa è quella corretta, ma il livello raggiunto non è ancora quello che vogliamo garantire ai piemontesi. Dobbiamo quindi accelerare ulteriormente. Allo stesso tempo, il riconoscimento di Agenas e il risultato ottenuto sulle prenotazioni in priorità B dimostrano che le soluzioni organizzative introdotte stanno funzionando e rappresentano una base concreta sulla quale continuare a costruire».

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Redazione di Vercelli

Posted in Salute & Persona

Si sono svolti sabato e domenica a Novara i campionati regionali assoluti Fidal che hanno visto la partecipazione di cinque giovani portacolori del GSA.

Due sono stati i podi conquistati: Amanda Benso è giunta 2° nei 100 m ad ostacoli i 15’64” e Margherita Rossi ha vinto il bronzo nel lancio del giavellotto con la misura di 32,16 m.

Il valore di queste prestazioni è ancora maggiore se si considera che entrambe le atlete risultavano le più giovani in gara ed entrambe si cimentano oggi con le barriere e l’attrezzo riservati alle adulte, nonostante facciano ancora parte a tutti gli effetti della categoria Allieve.

In gara sui 1500 m Tommaso Biolcati, 11° in 4’11”89 e Lorenzo Mo, 16° in 4’17”46.

Infine, Giorgia Torrico ha corso i 400 m in 1’07’17”.

Proseguono le gare del circuito UTMB per Mattia Bertoncini che alla Walserwaeg ha ottenuto un prestigioso6° posto dietro ad atleti di fama internazionale.

Il tracciato prevedeva 43 km e 3200 m di dislivello, con partenza ed arrivo a Gressoney St. Jean e passaggi all’Ospizio Sottile e al Rifugio Gabiet.

Mattia ha battagliato fra il 3° e il 6° posto per tutta la corsa, concludendo in un notevole 4h47’31”, mentre in 18°posizione (su ben 1363 corridori partenti) è arrivato Andrea Orsi, al traguardo in 5h31’30”.

Marco Ossanna si è invece cimentato sulla distanza di 82 km e oltre 6000 m di dislivello, in partenza da PontSaint Martin (AO), attestandosi in 37° posizione su poco meno di 1000 atleti, con il tempo di 12h41’58”.

Al Trail delle Frazioni di Crodo (VB), Federico Mussi e Annalisa Diaferia non tradiscono le attese, piazzandosi entrambi al 4° posto: Federico in 1h37’39” e Annalisa in 2h15’35”.

In gara con loro in questo trail da 20 kmanche Giuseppe Iofrida, 61° in 2h28’ e Monia Bacchetta, 9° donna in 2h39’.

Alla Stralivigno, mezza maratona di corsa in montagna tra pascoli, boschi e panorami unici, Cinzia Quaranta e Gianluca Trapella concludono in 2h18’52”, mentre Priscilla Rigo, in coppia con Martino d’Alberto, porta a termine la staffetta in 2h01’56”.

Alessia Minazzi ed Erika Forni, in squadra con Corinne Bossi, hanno ottenuto la 4° posizione femminile in 4h17’27” nella staffetta Strà Granda, che ha unito Piedimulera a Macugnaga in un percorso da 32 km e1950 m di dislivello.

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Redazione di Vercelli

Posted in Lo Sport
Provincia di Vercelli, Vercelli Città

Ringraziamo Enrico Demaria, autorevole testimone del tempo, per questo mirabile affresco sulla figura di Angelo Fragonara.

***

(enrico demaria) – Conobbi Angelo Fragonara, tra la fine degli Anni Sessanta e l’inizio dei Settanta, poco prima che egli si laureasse, grazie allo sport.

Chi l’ha conosciuto di recente forse fa fatica ad immaginarselo atletico e competitivo; invece, come ricorda l’amico Bruno Casalino (di uno anno più giovane), Angelo giocava sia a calcio sia a basket.

Per quanto riguarda la pallacanestro, il Liceo classico e il Magistrale (anticipando i tempi dell’istituto comprensivo) avevano allestito un’unica squadra per partecipare al torneo tra le scuole.

Angelo – ricorda Casalino – giocava  con me, ma più che giocare, tirava, voleva la palla sempre lui, ed era difficile che te la riconsegnasse, lui puntava sempre al canestro”. 

E leader era anche nella squadra universitaria, se non ricordo male si chiamava Soav, di calcio.

Io, in quegli anni, avevo una squadra amatoriale, tutta mia, fatta di amici, che si chiamava Atletico: calciatori assolutamente mediocri, come me, ma di tanto in tanto, la squadra veniva rinforzata da un giocatore, assolutamente geniale, come Pietro Nicola Petrucci (futuro “mister” di assoluta eccellenza).

E soprattutto, noi potevamo contare su un portiere fenomenale  come Sergio Borsetti, futuro marito di Gianna Giovannini, il terzo portiere, allora, della Pro.

Un’estate, in un torneo che allora si giocava a Costanzana, ci incontrammo.

Gli universitari avevano in porta Roberto Crosio, futuro papà di Francesco  e, in squadra, tra gli altri, il futuro primario di Reumatologia Giorgio Delvino e il futuro notaio Maurizio Ferrara, ma il leader ovviamente, era proprio lui, l’Angelo.

Per superare il turno e andare nel girone finale ai nostri avversari bastava il pari, noi dovevamo vincere.

L’arbitro era “comprensivo” e dilatò i novanta minuti, per aiutarci, ma a tempo abbondantemente scaduto, sullo zero a zero, segnò proprio lui, il Frago, e tutti a casa.

Ci ritrovammo qualche anno dopo a Radio City.

Per l’emittente di Mimmo Catricalà, che era proprio ai primordi, Fragonara confezionò, con l’amico Sebi Astuto, compagno di studi dalla prima media alla terza Liceo classico (il liceo del preside Berzero!) una trasmissione di puro divertimento e di pura intelligenza che si chiamava “Il Pizzaro Nero”, un appuntamento settimanale tutto in rima baciata che il futuro vice preside del Classico e il futuro notaio confezionavano negli studi di via Duchessa Jolanda – per la verità l’ingresso utilizzato da tutti noi era in via Dionisotti – divertendosi un sacco, prima di far divertire gli ascoltatori. 

Angelo Fragonara stava diventando il magnifico, unico docente che intere generazioni di allievi e di colleghi hanno ammirato e amato anche grazie a due donne, tra le più importanti della sua vita: sua mamma e sua zia.

Avevano aperto un negozio di macchine da cucire nel cortile dell’edifici di corso Libertà che, un tempo, ospitava l’albergo della Corona Grossa.

Angelo aveva perso precocemente il padre, mamma e zia lo circondarono di affetto, attenzioni e soprattutto, gli mostrarono la via da percorrere, via su cui Angelo si inoltrò sicuro, senza titubanze, sorretto da una solidità mentale e morale semplicemente proverbiale, e da un innato senso dell’ironia cui egli si aggrappò anche nei frangenti più impervi della vita; certo anche la scuola, la sua scuola contribuì a forgiarlo.

La sua scuola, il Classico, i suoi insegnanti.

Tra tanti, Celso Rosso, prof di Storia e Filosofia, e poi futuro preside.

Diceva ai suoi ragazzi: “Non voglio sentire storie, scuse e non voglio che utilizziate trucchi.

Siate uomini, se ritenete di non essere preparati per l’interrogazione, ditemelo con franchezza: ‘Non me la sento’”.

Era dieci anni più avanti di tutti, un esempio assoluto da seguire per il giovane liceale Fragonara.

Radio City ha cementato la nostra amicizia.

Io sono diventato giornalista e abbiamo avuto decine di occasioni per confrontarci, chiacchierare, discutere.

Quando nella scuola accadeva un fatto degno di cronaca o di nota, io, da responsabile della redazione della Stampa di Vercelli, dicevo ai miei giornalisti:

“Ricordatevi di sentire il parere del professor Fragonara”.

Poi, nel 1985, la Dc stava cercando di riconquistare il Comune perso alle elezioni di dieci anni prima, che avevano sancito la vittoria del Pci. Segretario politico della Dc era Sandro Cattaneo.

L’ex presidente della Provincia Antonino Villa gli presentò un trentottenne docente di Italiano e Latino, di area liberale: “I suoi allievi lo adorano, mettilo in lista, non te ne pentirai”. Fragonara venne schierato dalla Dc come “indipendente” e raccolse un’enormità di voti per un esordiente.

Anche grazie a lui, la Dc vinse le elezioni, e Cattaneo non dovette pentirsi della scelta.

L’accordo fra i partiti prevedeva che il Psi avrebbe avuto il sindaco, Fulvio Bodo. La scelta del vice spettava alla Dc che scelse Fragonara, al quale fu assegnata la delega alla Cultura.

L’impulso dato al settore dal neo vice sindaco fu ragguardevole: musica, arti figurative, letteratura.

Non ci fu voce  che Fragonara tenne in disparte.

Avendo fatto parte del Coro polifonico, era competente anche in musica.

Appoggiò sempre il Viotti, recuperò la Fontione dell’Entierro della Settimana Santa, si occupò della Vallotti, di cui conosceva la storia come pochi altri.

Lavorò così bene da essere di riconfermato dagli elettori, nelle amministrative del 1990, con un vero plebiscito di voti (più di tremila preferenze).

Riconferma a vice di Bodo, altri due anni di giunta poi il terremoto dell’ottobre del ‘92, che fermò tutto.

È rientrato a modo suo, ha assunto prima la vice presidenza poi il timone di VercelliViva, ha tenuto ripetute, e seguitissime conferenze, è stato vicino a don Cesare Massa nel Meic, una colonna portante di Unitré, quindi tra i fondatori del Centro studi politico-culturale “Riflessione e Proposta” dedicato alla memoria dell’amica fraterna Lucia Pigino. Centro studi di cui era l’anima, con gli amici Gianfranco Astori (consigliere del Presidente Sergio Mattarella), Sandro Cattaneo, Filippo Campisi, Donata Belossi, Alessandro Bizjak, Ugo Breddo, Eusebio Baucè e Luigi Tavano.

L’ultima conferenza, nel salone dell’Unione industriale di via Piero Lucca, il 13 febbraio scorso, per la presentazione del libro dello storico Miguel Gotor sull’omicidio di Piersanti Mattarella, era stata seguita da una cena dei fondatori del Centro Studi (presente Astori e il neo presidente dell’associazione Daniele Capolupo) per celebre i suoi 80 anni (compiuti due giorni prima, l’11 febbraio).

Una serata in cui Angelo aveva ancora dispensato chicche di saggezza e di ironia.

***

(L’immagine di apertura è di Andrea Cherchi, per gentile concessione).

Il Santo Rosario in suffragio di Angelo Fragonara si pregherà oggi, 21 luglio presso il Duomo di Vercelli, ad ore 17, 30, mentre le Esequie saranno celebrate il successivo mercoledì 22 luglio ad ore 10,30, sempre in Cattedrale.

 

Posted in Società e Costume

In sanità siamo passati da 55.000 a 59.200 dipendenti, un aumento di 4.200 unità dal 2019 tra personale del comparto e dirigenti che è stato certificato dall’Osservatorio regionale sul personale composto da tutte le sigle sindacali. Un incremento che testimonia la volontà della Regione di rafforzare concretamente la sanità pubblica” lo ha spiegato l’assessore alla Sanità, Federico Riboldi, nell’informativa che si è svolta in Quarta Commissione, presidente Luigi Icardi, sulle recenti indicazioni operative inviate alle Aziende sanitarie regionali.

Nella nota si chiede ai direttori delle aziende sanitarie una fotografia della situazione esistente, non soltanto sotto il profilo numerico, ma anche delle competenze assegnate e della distribuzione del personale tra le strutture – ha precisato – tenendo conto che è in atto una riorganizzazione che ha portato a 170 nuovi punti di erogazione tra Centrali operative territoriali, Case e Ospedali di Comunità. L’obiettivo non è quindi bloccare le assunzioni, ma rilanciare un piano di assunzioni mirato alle esigenze dei pazienti e del territorio, fare in modo che ogni professionista sia impiegato dove serve davvero”.

Numerose le richieste di chiarimento da parte dei consiglieri di opposizione, che hanno espresso perplessità sulle tempistiche e le modalità del monitoraggio, sulla programmazione del fabbisogno e sulla gestione delle assunzioni.

Hanno posto domande Daniele ValleDomenico RossiGianna Pentenero, Domenico Ravetti (Pd), Alice Ravinale (Avs), Sarah DisabatoPasquale Coluccio (M5s), Paola Antonetto (Fdi).

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Redazione di Vercelli

Posted in Salute & Persona