VercelliOggi
Il primo quotidiano online della provincia di Vercelli
Biellese e Oropa, Provincia di Vercelli, Regione Piemonte

I precedenti articoli che ci hanno accompagnato dal Mercoledì delle Ceneri lungo questa Quaresima 2026, fino al Triduo ed oggi alla Santa Pasqua, sono raggiungibili a questi link:

Il Mercoledì delle Ceneri

Quaresima – Pensieri in compagnia della “Dilexi te” di Papa Leone XIV

L’Egitto nella Storia della Salvezza: un messaggio rivolto anche agli uomini e donne di oggi –

Giovedì Santo – “Vi ho dato un esempio” –

Venerdì Santo – “Che cos’è la verità?” –

Sabato Santo, dall’oltraggio della Croce alla Signorìa della Pasqua – Tempo sospeso, notte dell’umanità, silenzio cosmico che prepara l’alba della vita nuova –

La Processione delle Macchine 2026 nel segno di una preghiera corale ed accorata per la pace –

***

At 10, 34. 37-43

Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, Pietro prese la parola e disse: «Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nàzaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui.
E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che si manifestasse, non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti.
E ci ha ordinato di annunciare al popolo e di testimoniare che egli è il giudice dei vivi e dei morti, costituito da Dio. A lui tutti i profeti danno questa testimonianza: chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati per mezzo del suo nome».

Sal. 117

RIT: Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci ed esultiamo.

Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre».

RIT: Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci ed esultiamo.

La destra del Signore si è innalzata,
la destra del Signore ha fatto prodezze.
Non morirò, ma resterò in vita
e annuncerò le opere del Signore.

RIT: Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci ed esultiamo.

La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.

RIT: Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci ed esultiamo.

 Col 3, 1-4

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossési

Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra.
Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio! Quando Cristo, vostra vita, sarà manifestato, allora anche voi apparirete con lui nella gloria.

SEQUENZA
Alla vittima pasquale,

s’innalzi oggi il sacrificio di lode.
L’Agnello ha redento il suo gregge,
l’Innocente ha riconciliato
noi peccatori col Padre.

Morte e Vita si sono affrontate
in un prodigioso duello.
Il Signore della vita era morto;
ma ora, vivo, trionfa.

«Raccontaci, Maria:
che hai visto sulla via?».
«La tomba del Cristo vivente,
la gloria del Cristo risorto,
e gli angeli suoi testimoni,
il sudario e le sue vesti.
Cristo, mia speranza, è risorto:
precede i suoi in Galilea».

Sì, ne siamo certi:
Cristo è davvero risorto.
Tu, Re vittorioso,
abbi pietà di noi.

Gv 20, 1-9

Dal Vangelo secondo Giovanni

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

***

UN PENSIERO SULLA PAROLA, A CURA DELLE SUORE CARMELITANE DEL MONASTERO “MATER CARMELI” DI BIELLA

 La Chiesa nasce correndo!

(At 10,34.37-43; Sal 117; Col3,1-4; Gv 20,1-9)

Maria di Magdala, probabilmente dopo una notte insonne, si reca al sepolcro di buon mattino, quando ancora è buio, ma la luce è ormai vicina, metafora di quanto sta per accadere. Maria cammina mentre il buio l’accompagna fuori e dentro il cuore. Ha perduto il suo maestro, colui che amandola senza giudicarla le aveva dato una nuova vita, la possibilità di amare tanto, con intensità, con passione, mettendo questa energia nella direzione giusta, dell’unico amore degno di questo nome. Ora, ancora sostenuta dall’amore, per prima si reca al sepolcro, senza temere di incontrare le guardie o altri che possano farle del male a causa del Maestro. I discepoli, invece, sono barricati in casa per timore dei Giudei (Gv 20,19); solo quando Maddalena correrà da loro per annunciare che Gesù è stato portato via, vincendo la paura, Pietro e Giovanni, correranno insieme per raggiungere il sepolcro. Il vuoto che Gesù ha lasciato con la sua morte diventa ancora più profondo con l’assenza del suo corpo. Il sepolcro vuoto non è immediatamente una buona notizia e viene interpretato come un ulteriore sfregio fatto a Gesù e ai suoi seguaci: “hanno portato via il Signore e non sappiamo dove l’hanno posto!”. Ecco la conclusione di Maria e delle altre donne che dopo essere state fedeli a Gesù fino a sotto la croce, desiderano piangerlo vicine al suo corpo. Il primo istinto della Maddalena è avvisare i discepoli, chiamare aiuto. La venuta di Pietro e Giovanni al sepolcro, desta in loro grande stupore al vedere le bende e il sudario posate all’interno della grotta, il sepolcro nuovo donato da Giuseppe di Arimatea, per deporvi Gesù. Se si fosse trattato di un atto di trafugamento non sarebbero certo rimaste le bende per terra afflosciate e prive del corpo di Gesù; nessun ladro avrebbe tolto le bende e il sudario che avvolgevano il morto per poi portarlo via. Giovanni, più giovane di Pietro, corre e arriva per primo al sepolcro, ma non entra, aspetta e lascia a Pietro la precedenza riconoscendo il primato che Gesù gli aveva assegnato dopo la sua professione di fede a Cesarea: “tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa” (cf Mt 16,13-20). La roccia è la professione di fede di Pietro, non l’infallibilità della sua persona, che al contrario mostra, anche a nostro conforto, la fragilità propria della natura umana. La Chiesa che muove in queste corse i suoi primi passi, si mostra come un’esperienza condivisa di fede e di amore, chiamata a comprendere la Scrittura che Gesù doveva risorgere dai morti. Questa comprensione che appartiene all’intelligenza della fede, apre anche a noi ogni giorno, l’esperienza dell’incontro con il Dio vivente, esperienza che ha attraversato i secoli e ancora annuncia che l’Amore ha vinto la morte. Sì, ripetiamo con gioia nell’intimo del cuore e nelle pagine della storia, soprattutto mentre il buio scende a turbare e a combattere la Luce, che Cristo nostra speranza muore ancora sopra ogni nostra croce, ma ancora risorge e dona la vita per sempre!

Le Sorelle Carmelitane

Monastero Mater Carmeli – Biella Chiavazza     

Posted in Pagine di Fede, Vercelli Oggi

Cari Lettori,

nel rivolgere un caro augurio di Buona Pasqua a voi ed alle vostre famiglie, vi salutiamo fino a lunedì nel tardo pomeriggio, quando riprenderemo gli aggiornamenti di VercelliOggi.it.

Un paio di giorni di riposo, come speriamo possiate prendervi tutti, per trascorrere in serenità questa festa con le persone che amate.

Saremo sempre reperibili per urgenze o gravi fatti di cronaca al numero unico (anche Whatsapp)

335 8457447.

Le caselle mail

info@vercellioggi.it e info@piemonteoggi.it

saranno scaricate regolarmente.

Ancora tanti auguri e grazie per l’amicizia con cui ci seguite.

Posted in Vercelli Oggi
Provincia di Vercelli, Vercelli Città

L’azione liturgica del Venerdì Santo, quella Processione delle Macchine di Vercelli, che dal 2011 è stata riconosciuta dal Ministero del Turismo come Patrimonio d’Italia per la Tradizione, è sempre un momento capace di unire la comunità.

Simbolo eloquente di questa azione comune, che attinge la propria forma attuale dall’esperienza del 1759, è la decisione di “unire le forze” tra le Confraternite vercellesi per dare vita ad un’iniziativa “unitaria”, secondo la lungimirante visione dell’Arcivescovo Alessandro d’Angennes: siamo nel 1833.

Tra poco, saranno dunque 200 anni.

E’ però, almeno da alcuni decenni che questo appuntamento, vissuto con fede dalla città, sempre partecipe (anche ieri sera, 3 aprile, il popolo di Dio era veramente numeroso) e attenta, è l’occasione per ascoltare la parola dell’Arcivescovo sull’ora della Storia che siamo chiamati a vivere: talvolta della nostra Storia di piccola Chiesa particolare, talaltra, invece, lo sguardo spazia sull’intera vicenda umana.

I momenti sono due, uno all’inizio dell’azione liturgica ed uno alla fine, prima della benedizione.

Il video che proponiamo a corredo di questo servizio, insieme alla gallery, li riprende entrambi integralmente ed il Lettore potrà ascoltare ciò che il Presule ha voluto comunicarci in questo 2026.

Ebbene, da quando è con noi e guida la Chiesa eusebiana, le riflessioni di Mons. Marco Arnolfo non sono mai parse convenzionali, tantomeno scontate.

Ma in questo 2026 – se è permesso un pensiero personale – ha colpito più di altre volte quella che è sembrata una sorta di macerazione interiore, di dolore profondo, quasi somatizzato, per la drammatica crisi che si consuma sui vari teatri bellici causa di sofferenza, morte, distruzione.

Le osservazioni prendono le mosse – a tutta prima – da un pensiero rivolto a quella “navicella” sulla quale quattro astronauti viaggiano alla volta della luna.

Le immagini più belle che inviano – dice l’Arcivescovo – non sono ancora, tuttavia, quelle dello spazio, del nostro satellite.

Sono quelle della Terra, come si vede da lassù: e subito una prima verità.

Questo mondo potrebbe essere un Paradiso terrestre.

Certo, il progresso scientifico ha debellato tante malattie, si potrebbe produrre cibo per tutti – anche per quel miliardo di esseri umani che ogni giorno non ha nulla da mangiare – le possibilità di assicurare ai giovani opportunità di formazione ci sono, fino a qualche tempo fa impensabili.

Invece riusciamo a dissipare tutto questo, tornando a distribuire lutti, disperazione, distruzione, distraendo le risorse che potrebbero servire per la crescita armoniosa e rispettosa del Creato per produrre armi sempre più micidiali.

Allora, forse, tra quelle di tutte le Confraternite, la “macchina” che quest’anno più pare ispirare i pensieri e la preghiera, è proprio quella dell’ “Ecce homo”.

Torna alla mente lo stupore dell’Autore che al Salmo 8 non riesce a darsi una spiegazione plausibile di quel contrasto:

“che cosa è l’uomo perché te ne ricordi
e il figlio dell’uomo perché te ne curi?
Eppure l’hai fatto poco meno degli angeli,
di gloria e di onore lo hai coronato:
gli hai dato potere sulle opere delle tue mani,
tutto hai posto sotto i suoi piedi”.

Cos’è l’uomo?

E’ quello che ci viene presentato con algida e cinica, forse persino politicamente corretta, presa d’atto di ciò che è stato compiuto: ”Ecce homo”?

E’ l’uomo che ogni giorno, anche tra noi, nel nostro tempo e forse persino entro l’orizzonte delle nostre vite, è umiliato, ridotto a cosa, reso strumento di volontà altre?

Un uomo meno uomo.

Eppure ogni uomo è fatto “poco meno di un angelo”.

Ma sarebbero queste, i conflitti in corso in questo tempo, la gloria e l’onore pensate per lui, perché ne fosse addirittura “coronato”?

Una contraddizione che rimane aperta, che elude il nostro dominio, eppure esige il nostro contributo.

La contraddizione, poi, si arrenderà quando il Mistero si illuminerà della sua propria luce.

Ed è questa visione escatologia, persuasiva e persino “razionale” che basta per riconoscere la nostra minorità e consegnarci al Mistero, con il Salmista:

”O Signore, quanto è grande il tuo nome su tutta la Terra”.

Assonanze echeggiate udendo la catechesi di ieri, dettata dall’Arcivescovo di Vercelli Mons. Marco Arnolfo, al termine della Processione delle Macchine, in questo 2026 ancora pervaso dalla pena per la ferita, l’oltraggio, inflitti all’umanità da quella “guerra mondiale a pezzi”, come la chiamò Papa Francesco nel 2014.

Con gesto profetico che ha interpretato il pensiero di tutti, l’Arcivescovo ha voluto affidare la speranza proprio alla Croce, baciandone la reliquia.

Infine, non si potrebbero concludere queste note senza ricordare come la complessa “macchina” organizzativa abbia funzionato alla perfezione e come la liturgia sia stata animata – con unanime apprezzamento – dalla Cappella musicale del Duomo di Vercelli, diretta dal Maestro Mons. Denis Silano.

Ora lasciamo i nostri Lettori con il filmato, la gallery ed un caro augurio di Buona Pasqua.

Posted in Pagine di Fede, Vercelli Oggi

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Ivrea e Canavese, Provincia di Vercelli, Regione Piemonte

I precedenti articoli che ci hanno accompagnato dal Mercoledì delle Ceneri lungo questa Quaresima 2026, fino al Triduo, sono raggiungibili a questi link:

Il Mercoledì delle Ceneri

Quaresima – Pensieri in compagnia della “Dilexi te” di Papa Leone XIV

L’Egitto nella Storia della Salvezza: un messaggio rivolto anche agli uomini e donne di oggi –

Giovedì Santo – “Vi ho dato un esempio” –

Venerdì Santo – “Che cos’è la verità?” –

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UN PENSIERO SUL SABATO SANTO, A CURA DELLA PROF.SSA ELISABETTA ACIDE

Solo silenzio?

Lo hanno tirato giù dalla croce.

Troppo tardi per una sepoltura.

Solo un lenzuolo di tela di lino tessuto a spina di pesce come da indicazioni: senza cuciture.

Un syndon per avvolgere il corpo del morto.

Nessuna “sepoltura”… non c’è tempo.

Solo una tomba nuova, “prestata”.

Ci sarà tempo per lavare il corpo.

Quel corpo percosso, crocifisso, sanguinante… aloe e mirra… torneremo…

Ora è il tempo delle lacrime e del silenzio.

Giuseppe di Arimatea ha potuto solo fare questo… non ha potuto “salvarlo”… il Sinedrio ha deciso… Pilato ha fatto scegliere alla folla… INRI… tutti devono sapere… il “Re dei giudei”.

No, ha detto “sono il Re dei giudei”… non importa: ciò che ho scritto è scritto…

E nel silenzio di quella tomba un uomo.

Silenzio.

SILENZIO ED ATTESA

Prima di quell’alba.

Una tomba con un cadavere.

Pianto.

Dolore.

Eppure siamo in quel “tempo” del risveglio, la primavera intiepidisce l’aria, la natura si risveglia.

Ma in quella tomba non c’è spazio per la luce, solo silenzio.

Il “sabato del riposo”… non solo la “prescrizione”, il “precetto”… il riposo di Dio.

Dio riposa.

Dopo la “fatica della creazione”, la “fatica della predicazione”, la “fatica della morte”.

Il riposo di Dio.

Dio “tace”.

Il mondo “tace”.

Il “silenzio che si fa sentire”.

E Dio ci chiede di sostare davanti a quella tomba, di “custodire” quel silenzio fino all’alba.

Dio ci chiede di “ascoltare” in quel silenzio.

E in quel silenzio contemplare le parole, ricordarle.

Le parole pronunciare su quelle strade di Galilea, di Samaria, di Giudea; su quelle strade fatte di incontri, di discorsi, di guarigioni…; su quelle strade fatte di perdono e misericordia.

Parole.

Non solo parole.

Alle prime luci.

Quelle luci che “riveleranno la Luce”.

Da quel “silenzio” di Dio con l’uomo, la Luce di Dio per l’uomo.

Quel “silenzio” così assordante che sarà “rotto” da altro silenzio: quello dello stupore, quello del pianto, quello delle domande, quello delle corse affannose ….

Il silenzio di un Dio che non è silente.

I cristiani nei primi secoli non si riunivano, non c’era “comunione”, non c’era “celebrazione liturgica”.

Nel corso del tempo poi, il suo significato è andato un po’ attutendosi, con Pio XII nel 1955 il “sabato santo” acquisterà il suo “carattere a-liturgico” all’interno del “Triduo Pasquale”.

Giorno di fede e di speranza.

Giorno di cui san Pietro, nella sua lettera, aiuta la comprensione nel suo “significato”:

E nello spirito andò a portare l’annuncio anche alle anime prigioniere…” (1Pt 3,19).

Giorno di attesa e di annuncio.

Giorno nel quale “comprendiamo” quella “discesa” dell’Incarnazione: abisso di discesa.

Totale “abbassamento”: la “discesa agli inferi”.

La morte per la glorificazione nella Risurrezione.

Non possiamo dimenticare il Catechismo della Chiesa Cattolica (art 5 – nn. 632 e seguenti):  

“Gesù discese agli inferi, risuscitò dai morti il terzo giorno” …”Gesù salì al cielo, siede alla destra del Padre”… “Di là verrà a giudicare i vivi e i morti”.

La discesa agli inferi è il pieno compimento dell’annunzio evangelico della salvezza. È la fase ultima della missione messianica di Gesù, fase condensata nel tempo ma immensamente ampia nel suo reale significato di estensione dell’opera redentrice a tutti gli uomini di tutti i tempi e di tutti i luoghi, perché tutti coloro i quali sono salvati sono stati resi partecipi della Redenzione” (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 634).

Movimento di “discesa” e di “risalita”, movimento di “attesa”.

Incarnazione e Morte.

Discende e Risorge.

Risorge e Risale.

Il sabato con il suo silenzio ci ricorda che Gesù ha conosciuto la morte in tutta la sua drammaticità, violenza e dolore.

Il sabato, con il suo silenzio, ci ricorda che Gesù è lì, in quel sepolcro, si “ferma” con l’uomo nella sua “condizione” di dolore, di morte, di sofferenza.

Il sabato ci ricorda che Gesù “scende” ma non “dimora” negli inferi… “risalirà” e “risorgerà” per essere segno di salvezza per l’uomo e per il mondo.

Discesa, Risalita e Risurrezione per tutti.

Silenzio. Tempo della prova. Tre giorni.

Tempo della fede.

Nella Risurrezione di Cristo, Dio separa la morte dalla vita e la riveste di “vita nuova” che partecipa con pienezza alla vita di Dio.

Il silenzio che viene rotto da un grido: Cristo è risorto.

Questa è la nostra fede.

Cristo è risorto: questa è la nostra speranza.

E il silenzio viene “interrotto” da questo annuncio: Gesù è risorto e ancora risuona la sua voce: “Sarò con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo”.

 

 

Posted in Pagine di Fede, Vercelli Oggi

È una tradizione che si rinnova con intensità e partecipazione, capace ogni anno di richiamare un pubblico sempre più numeroso e coinvolto.

A Quarona è andata in scena, la 42ª Sacra Rappresentazione del Venerdì Santo, uno degli appuntamenti più sentiti della Valsesia e un evento unico nel suo genere in tutta la provincia di Vercelli.

La Rappresentazione ha preso avvio nel cuore del paese, in piazza Silvio Pellico da dove è iniziato il percorso teatrale articolato in ben 16 quadri interamente recitati.

Un itinerario intenso e suggestivo che ha accompagnato il pubblico lungo i momenti più significativi della Passione di Cristo.

Dalla Cospirazione al Sinedrio fino all’Ultima Cena e all’Orto dei Getsemani, il racconto si è snodato tra tradimento, processi e condanne: il bacio di Giuda, la cattura, i giudizi davanti ad Anna e Caifa, il rinnegamento di Pietro e il pentimento dello stesso Giuda. Momenti drammatici che hanno trovato il loro culmine nei passaggi davanti a Pilato ed Erode, fino alla flagellazione e alla salita al Calvario.

Particolarmente suggestivo il tratto finale: una processione illuminata dalle fiaccole ha accompagnato spettatori e figuranti verso la chiesa di San Giovanni al Monte, sul Monte Tucri.

Qui si sono susseguiti gli ultimi quadri, tra i più intensi: l’incontro con Veronica, la crocifissione, la morte di Gesù, la deposizione e la Pietà, fino alla Resurrezione, scena conclusiva e simbolo del cuore della fede cristiana.

A rendere ancora più toccante la rappresentazione è stata, ancora una volta, la voce registrata di Patrizio Minaroli, scomparso tre anni fa.

Il suo racconto ha continuato ad accompagnare ogni quadro, mantenendo vivo il legame con una figura profondamente legata a questa tradizione.

Dietro l’evento c’è il lavoro corale di un intero paese: oltre 70 persone tra attori, figuranti, tecnici e collaboratori hanno dato vita alla rappresentazione, affiancati anche dal corpo di ballo della scuola Volere Danzare.

Un’organizzazione complessa, con quattro palchi e due regie, che negli anni ha saputo evolversi mantenendo intatto il fascino originario.

Le origini della Via Crucis quaronese risalgono al 1982, grazie all’intuizione di Ugo Zanella e Giorgio Beltrametti insieme a don Gaudenzio Soglio.

Inizialmente ambientata nel bosco dietro la chiesa, la rappresentazione è stata poi riorganizzata per motivi di sicurezza, senza però perdere il suo carattere itinerante e coinvolgente.

L’evento si è svolto nella serata di venerdì 3 aprile a partire dalle 20.30, con ingresso gratuito, confermandosi ancora una volta come un appuntamento capace di unire fede, comunità e spettacolo.

Un’esperienza immersiva, dal centro del paese fino alla chiesa di San Giovanni al Monte, che continua a emozionare e a rinnovare una tradizione profondamente radicata nel territorio.

Una Passione tutta da vivere, che ogni anno trasforma Quarona in un grande palcoscenico a cielo aperto.

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Redazione di Vercelli

Posted in Pagine di Fede

La stagione delle gare di campagna Hunter&Field 12+12 degli Arcieri del Sesia è entrata nel vivo con il doppio impegno del weekend del 28-29 marzo nella gara organizzata dagli Arcieri delle Alpi di Rivoli su un nuovo tracciato inedito del percorso di gara.

Nella gara del sabato vittoria nell’arco nudo ragazzi per Davide Bozzo Rolando con 221 punti e medaglia d’argento per Francesca Biz nell’arco tradizionale con 204 punti; appena fuori dal podio Luca Spano che si posiziona quarto nell’arco olimpico senior con 288 punti, quinto Sandro Bozzo Rolando nell’arco nudo senior con 238 punti e sesto Massimo Galizzi nel compound senior con 356 punti.

Il giorno seguente Francesca Biz ha bissato il risultato del giorno precedente conquistando la medaglia d’argento nell’arco tradizionale con 211 punti mentre Luca Spano ha ottenuto la medaglia di bronzo nell’arco olimpico senior con 285 punti; purtroppo fuori dal podio Sandro Bozzo Rolando sesto nell’arco nudo senior con 274 punti e ottavo Massimo Galizzi nel compound senior con 360 punti.

La squadra maschile, composta da Massimo Galizzi, Luca Spano e Sandro Bozzo Rolando, è riuscita a salire sul podio in entrambe le giornate di gara grazie al secondo posto del sabato con 882 punti ed il terzo posto di domenica con 919 punti.

Sono molto contento per l’ottima partenza dei nostri atleti nella specialità di campagna Hunter&Field – spiega Massimo Galizzi, presidente e istruttore dell’associazione sportiva – in quanto i punteggi ottenuti sono stati molto buoni e potranno permettere ad alcuni di noi di potersi qualificare per i prossimi campionati italiani di specialità”.

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Redazione di Vercelli

Posted in Lo Sport

Momenti di paura, oggi, 3 aprile, tra le 16,30 e le 17 a Vercelli in Via Stara, per il sinistro stradale che ha coinvolto una ragazzina (classe 2015) investita da un’auto mentre transitava a piedi.

Tempestivo l’intervento del Servizio 118, che – da prime sommarie informazioni – non avrebbe riscontrato gravi pericoli per la piccola, comunque ricoverata in Ospedale.

Aggiornamenti nelle prossime ore –

Posted in Cronaca

Sconcerto a Vercelli, soprattutto negli ambienti forensi e della Croce Rossa Italiana, per la prematura scomparsa dell’Avvocato Daniele Marcello, 45 anni, vinto il giorno 2 aprile da un male incurabile che da tempo lo tormentava.

Il giovane Legale è ricordato non soltanto per la sua preparazione, ma anche per l’umanità che era la cifra più evidente di una professionalità a tutto tondo.

Il Santo Rosario si pregherà oggi, 3 aprile, alle ore 17,30 presso la Chiesa parrocchiale dei Cappuccini a Vercelli dove, domani, sabato 4 aprile sarà celebrato, alle ore 11,30, il commiato.

Posted in Cronaca

Con il ritorno della primavera e in occasione della Giornata mondiale dell’attività fisica torna l’iniziativa “Vivi la vita in movimento” dell’ASL VC, che ha lo scopo di stimolare la nascita di gruppi di cammino attraverso delle giornate di formazione per facilitatori-guide.

Il percorso formativo per chi volesse diventare “facilitatore” si terrà venerdì 10 aprile e venerdì 17 aprile presso il Poliambulatorio di Largo Giusti a Vercelli e prevede lezioni teoriche (epidemiologia della sedentarietà, fisiologia e benefici del cammino, alimentazione e salute, vademecum del facilitatore) e sessioni pratiche con esercizi di riscaldamento, camminata guidata ed esercizi di defaticamento, a cura degli esperti dell’ASL VC.

Le attività si svolgeranno tra le ore 14.00 e le ore 17.30, e ai partecipanti è richiesto un abbigliamento comodo e scarpe da ginnastica per lo svolgimento delle prove pratiche.

Le iscrizioni sono aperte fino a mercoledì 8 aprile tramite il numero dedicato del Progetto Dedalo (328 1503578), anche via WhatsApp.

L’iniziativa si inserisce nel percorso di promozione della salute avviato dall’ASL VC, che lo scorso anno – proprio grazie ai corsi di formazione per facilitatori – ha visto crescere in modo significativo la rete territoriale dei gruppi di cammino, arrivati a 24 in 17 Comuni dell’ASL Vercelli, 15 dei quali sono nati solo nel corso del 2025.

Un risultato che testimonia l’efficacia del progetto e la crescente partecipazione della comunità.

Promuovere stili di vita attivi è una priorità per la nostra Azienda – dichiara il Direttore Generale dell’ASL VC, Marco Ricciperché il movimento rappresenta uno dei pilastri fondamentali della prevenzione, soprattutto rispetto alle malattie croniche. L’iniziativa ‘Vivi la vita in movimento’ e la formazione dei facilitatori ci permettono di coinvolgere in modo concreto la comunità, creando una rete territoriale che favorisce socialità, benessere e salute. La crescita dei gruppi di cammino registrata nell’ultimo anno dimostra che quando offriamo alle persone opportunità semplici, accessibili e condivise, il territorio risponde con entusiasmo. Desidero ringraziare in modo particolare le Amministrazioni locali, che con il loro sostegno e la loro disponibilità contribuiscono in maniera determinante alla diffusione della cultura del movimento e allo sviluppo delle Comunità attive”.

L’ASL ha infatti inviato a tutti i Sindaci e agli Assessori alla mobilità una lettera d’invito a promuovere il nuovo corso per facilitatori, con l’obiettivo condiviso di favorire lo sviluppo delle “Comunità attive”, al centro dell’accordo siglato nel 2024 da ASL VC, Anci e Regione Piemonte.

Il progetto rientra fra gli obiettivi e le azioni del Piano locale della Prevenzione ed è coordinato dal personale dell’Osservatorio epidemiologico dell’ASL.

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Redazione di Vercelli

Posted in Salute & Persona