Mese: Settembre 2026
Dieci edizioni, un grande vino e un territorio da raccontare. Domenica 6 settembre, nell’ambito di LUVA 2026, torna Iron Grape – Gattinara D.O.C.G., il Concorso Enologico che quest’anno raggiunge un traguardo speciale: la decima edizione.
Dieci anni durante i quali Iron Grape è diventato uno degli appuntamenti più attesi della Festa dell’Uva e un’importante occasione di valorizzazione del Gattinara DOCG, mettendo ogni anno a confronto le diverse interpretazioni di uno dei grandi vini italiani, espressione autentica del Nebbiolo e delle straordinarie colline gattinaresi.
Promosso dall’Enoteca Regionale di Gattinara e dell’Alto Piemonte, dal Comune di Gattinara e dalla Pro Loco, il concorso nasce proprio con l’obiettivo di promuovere la denominazione e i suoi produttori attraverso la grande vetrina di LUVA, manifestazione capace ogni anno di richiamare a Gattinara decine di migliaia di visitatori.
Anche per questa decima edizione il giudizio sarà affidato a una giuria qualificata composta da sommelier e degustatori esperti, chiamata a effettuare una degustazione alla cieca dei campioni in gara per decretare il miglior Gattinara DOCG dell’ultima annata in commercio.
Massima attenzione sarà riservata, come sempre, all’imparzialità della degustazione: i vini saranno presentati in decanter numerati, senza alcun riferimento a produttore, etichetta o bottiglia. A parlare saranno quindi soltanto il vino, le sue caratteristiche organolettiche, la sua eleganza e la capacità di esprimere l’identità della denominazione.
A rendere ancora più significativa l’edizione del decennale sarà il nuovo Trofeo Iron Grape 2026, ancora una volta affidato alla creatività dell’artista gattinarese Ruben Bertoldo, che per l’occasione ha ideato un’opera capace di racchiudere, attraverso materiali ed elementi diversi, l’intero percorso che conduce dalla terra al Gattinara DOCG.
Alla base dell’opera c’è una roccia di porfido proveniente dalle colline di Gattinara, simbolo della terra e di quei suoli di origine vulcanica sui quali affondano le radici delle vigne. Da essa nasce una vera branca di vite, elemento vivo e concreto che richiama il vigneto e il lavoro quotidiano del produttore.
Alla vite si innesta quindi il ferro, simbolo dell’intervento, della fatica e del sapere dell’uomo, che accompagna la natura trasformandola senza snaturarla. Il percorso culmina in un grappolo di metallo che rappresenta il Nebbiolo e nel portabottiglie destinato ad accogliere il Gattinara DOCG vincitore di Iron Grape 2026: il frutto finale della terra, della vite, del lavoro e del tempo.
Un trofeo che, proprio nell’anno della decima edizione, diventa così qualcosa di più di un premio: una sintesi artistica dell’identità vitivinicola di Gattinara.
«Per il decennale di Iron Grape volevamo un trofeo che avesse un significato particolare – dichiara il Presidente dell’Enoteca Regionale di Gattinara e dell’Alto Piemonte, Massimo Baglione –. Ringrazio Ruben Bertoldo e mi complimento con lui per la bellissima intuizione: unire la nostra terra, la vite e il lavoro dell’uomo fino ad arrivare alla bottiglia di Gattinara vincitrice. È un’opera che racconta, con grande immediatezza, ciò che sta dietro a ogni bottiglia del nostro vino».
Accanto a Iron Grape, l’Enoteca Regionale di Gattinara e dell’Alto Piemonte, in collaborazione con La Stampa, ripropone anche il Premio “Miglior Bollicina dell’Enoteca Regionale”, riservato agli spumanti Metodo Classico presenti nella sede dell’Enoteca.
Nell’edizione 2025 Cantina Nervi Conterno ha conquistato, il titolo di Miglior Gattinara DOCG, mentre il Premio dedicato alle bollicine è stato assegnato alla Cantina Rovellotti con il suo Brut Metodo Classico.
Domenica 6 settembre sarà quindi ancora una volta il vino uno dei grandi protagonisti di LUVA.
E nell’anno del suo decimo compleanno, Iron Grape rinnova la propria missione: mettere al centro il Gattinara DOCG, i produttori e una terra straordinariamente vocata alla viticoltura, celebrando quel legame indissolubile tra terra, vite, uomo e vino che da secoli rende Gattinara unica.
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Redazione di Vercelli
Si è spento questa mattina, 1 settembre, all’età di 83 anni, fratel Enzo Bianchi, fondatore della comunità monastica di Bose e studioso di Sacra Scrittura.

Ha annunciato il Vangelo, impegnandosi nell’attuazione del Concilio Varicano II.
Tra i molti suoi interventi, desideriamo offrire ai Lettori quello che mettemmo a repertorio il 1 dicembre 2018 quando, a Vercelli, partecipò al convegno commemorativo di Don Cesare Massa, organizzato dal Meic.
Ecco il video con la sua testimonianza.
Nell’illustrazione lo vediamo, primo a sinistra, al tavolo dei relatori con Filippo Campisi e Mons. Luigi Bettazzi.
La scuola sta per ricominciare e noi alunni della futura 2AB del Liceo Classico vogliamo ricordare un bel momento dello scorso anno, per farci un po’ di coraggio e prepararci al rientro.
Il 5 maggio 2026, infatti, accompagnati dalla professoressa di Italiano e Latino Marta Boccalini, siamo andati in visita al Museo Archeologico Cittadino per prendere parte ad una vera e propria investigazione guidata dallo studente universitario, appassionato di scienze forensi, Alessandro Bocca, che svolge il servizio civile al MAC.
Egli ha proposto “Frammenti di un delitto”, un laboratorio in cui unisce indagini archeologiche e forensi, e ha presentato agli alunni due casi: il primo, quello di un marinaio trovato morto e il secondo, quello del rinvenimento di uno scheletro. Ha poi parlato a noi ragazzi dell’importanza delle analisi forensi, introducendo così ciò che avremmo dovuto fare poco dopo.
Divisi in gruppi, abbiamo potuto ispezionare una scena del crimine, cercare indizi ed ispezionare il fascicolo dei sospettati.
Sono poi iniziate le vere analisi: tra boccette, guanti, pinzette e persino larve vive noi ragazzi abbiamo esaminato tracce tricologiche, ematologiche, impronte digitali, filmati di videosorveglianza e registrazioni vocali.
Dopo aver sentito le ipotesi di tutti i gruppi, è stato nominato vincitore quello che con maggiore completezza e correttezza ha risolto il caso.
Ci piacerebbe molto poter ripetere un’esperienza come questa, che possiamo definire “un film vissuto in prima persona”. Anche questa è Scuola.
La redazione della ex1AB del Liceo Classico: Alexandra Damian, Margherita Fragassi, Bianca Pamparana, Matilda Paoletti, Lamyaa Sadmi, Aurora Venticinque, Vanessa Viesti.
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Redazione di Vercelli
Ritorna anche quest’anno l’appuntamento con Agrotech, l’iniziativa promossa dai gruppi giovani di Piemonte e Valle d’Aosta per far scoprire al grande pubblico il rapporto tra natura, agricoltura e tecnologia.
Il gruppo FAI giovani Vercelli propone, sabato 19 settembre dalle ore 16.00 alle 18.00 una speciale visita presso la Cascina Oschiena – strada Oschiena-Tabalino (Crova, VC) incentrata sulla biodiversità e la cultura rurale.
Si potranno ammirare vari ambienti della tenuta, dalla garzaia, all’oasi, sino alla chiesetta presente in situ.
La storia della coltivazione del riso della Cascina Oschiena trova le sue radici nel XVI secolo sotto la conduzione dei monaci Benedettini.
Oggi la cascina è impegnata a dare seguito a questo glorioso passato mantenendo un livello produttivo di grande qualità e la potenza della tradizione ma con uno sguardo volto al futuro.
L’obiettivo dei proprietari è quello non solo di produrre, ma anche di salvaguardare ambiente e paesaggio e ricreare habitat naturali per le specie animali e vegetali autoctone.
A tal fine nel 2019 è stata creata l’Oasi Naturale di Cascina Oschiena restituendo all’ambiente 25 ettari da sempre destinati alla produzione di riso.
L’appuntamento si collega inoltre alla campagna #FAIBiodiversità dedicata alla cultura della natura per far conoscere al meglio ciò che ci circonda e che influisce anche sul cibo che arricchisce le nostre tavole.
L’evento si svolgerà a partire dalle ore 16.00.
Per info scrivere alla mail vercelli@faigiovani.fondoambiente.it.
Contributo a partire da € 8,00 per iscritti FAI e da € 10,00 per non iscritti.
Possibilità di iscriversi al FAI in loco e rinnovare la propria tessera.
Quota di benvenuto di 15 Euro per i 18-35 anni e rinnovo alla stessa quota.
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