Mese: Agosto 2026
Ger 20, 7-9
Dal libro del profeta Geremìa
Mi hai sedotto, Signore, e io mi sono lasciato sedurre;
mi hai fatto violenza e hai prevalso.
Sono diventato oggetto di derisione ogni giorno;
ognuno si beffa di me.
Quando parlo, devo gridare,
devo urlare: “Violenza! Oppressione!”.
Così la parola del Signore è diventata per me
causa di vergogna e di scherno tutto il giorno.
Mi dicevo: “Non penserò più a lui,
non parlerò più nel suo nome!”.
Ma nel mio cuore c’era come un fuoco ardente,
trattenuto nelle mie ossa;
mi sforzavo di contenerlo,
ma non potevo.
Sal.62
RIT: Ha sete di te, Signore, l’anima mia.
O Dio, tu sei il mio Dio,
dall’aurora io ti cerco,
ha sete di te l’anima mia,
desidera te la mia carne
in terra arida, assetata, senz’acqua.
RIT: Ha sete di te, Signore, l’anima mia.
Così nel santuario ti ho contemplato,
guardando la tua potenza e la tua gloria.
Poiché il tuo amore vale più della vita,
le mie labbra canteranno la tua lode.
RIT: Ha sete di te, Signore, l’anima mia.
Così ti benedirò per tutta la vita:
nel tuo nome alzerò le mie mani.
Come saziato dai cibi migliori,
con labbra gioiose ti loderà la mia bocca.
RIT: Ha sete di te, Signore, l’anima mia.
Quando penso a te che sei stato il mio aiuto,
esulto di gioia all’ombra delle tue ali.
A te si stringe l’anima mia:
la tua destra mi sostiene.
RIT: Ha sete di te, Signore, l’anima mia.
Rm 12, 1-2
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, vi esorto, per la misericordia di Dio, a offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale.
Non conformatevi a questo mondo, ma lasciatevi trasformare rinnovando il vostro modo di pensare, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto.
Mt 16, 21-27
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno.
Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: “Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai”. Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: “Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!”.
Allora Gesù disse ai suoi discepoli: “Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.
Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?
Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni”.
***
UN PENSIERO SULLA PAROLA, A CURA SELLE SUORE CARMELITANE DEL MONASTERO “MATER CARMELI” DI BIELLA
PENSARE IN SINTONIA CON DIO
(Ger 20,7-9; Sal 62 ; Rm 12,1-2; Mt 16,21-27)
Gesù cominciò a spiegare.
Ci sono realtà che hanno bisogno di tempo per essere comprese. L’annuncio della passione, morte e resurrezione di Cristo, cuore di tutto l’evento cristiano, fatica a trovare spazio e accoglienza anche nel cuore dei discepoli, allora come adesso.
Questo è in Matteo, il primo dei tre annunci del mistero pasquale che Gesù fa, così come è riportato da tutti i vangeli sinottici.
Da Dio ci aspettiamo giustamente interventi a nostro favore: salvezza dai pericoli, guarigione, prosperità, quando la croce, la sofferenza ci visita in tanti modi si fa decisamente fatica a comprendere.
Una reazione comune è la ribellione di Pietro; non si addice a Dio la sofferenza, da sempre, nell’immaginario, nel sentire religioso dei popoli, Dio è estraneo al dolore, non può soffrire.
Spesso si pensa a Dio come impassibile, seguendo un’influenza più filosofica che biblica, infatti non è questa l’immagine di Dio rivelata da Gesù Cristo.
Gesù non ama il dolore, ma vive tutte le conseguenze che comporta amare e quindi accetta anche il dolore.
“Il Figlio dell’uomo dovrà soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi”.
Non fa stupore la ribellione di Pietro che non accetta questo futuro annunciato da Cristo, meglio un maestro potente, trionfante, un vincitore.
Chi seguirebbe un condannato a morte? In effetti forse proprio anche questa realtà del cristianesimo ne fa una via poco attraente, si ha bisogno di un Dio che assicuri il benessere, che allontani ogni sofferenza.
Pietro che aveva fatto la sua bella professione di fede, oggi si mette di traverso nel cammino di Gesù diventando ostacolo nell’intento di convincerlo a fare diversamente.
Gesù prende le distanze e chiama Pietro scandalo e satana. Il termine greco scandalo indica ciò che fa inciampare, che blocca il cammino, mentre “satán” è un termine ebraico che vuol dire ostacolatore, colui che si oppone, che è di impedimento.
Seguire Gesù non significa precederlo quasi ad insegnargli la strada e il modo giusto di essere Dio.
Chi vuole seguirlo, chi sceglie liberamente di farlo, è avvisato chiaramente che dovrà rinnegare se stesso per non fuggire il dolore legato alla testimonianza dell’amore.
Così constatiamo ad esempio con la vicenda di Geremia, nella prima lettura: “la parola del Signore è diventata per me causa di vergogna e di scherno tutto il giorno”.
L’ultima fondamentale parola dell’annuncio di Cristo è però la resurrezione: “il terzo giorno risorgerà”.
Il messaggio cristiano non elimina il dolore ma lo attraversa, lo trasforma e lo supera. La parola chiave della nostra fede è l’amore non il dolore, è la vita non la morte.
Consapevoli di essere in presenza di un mistero che ci supera, ci rivolgiamo al Padre dicendo: ispiraci pensieri secondo il tuo cuore, perché seguendo le orme di Cristo, scegliamo sempre le vie che accrescono la vita.
Le Sorelle Carmelitane
Monastero Mater Carmeli – Biella Chiavazza
L’onorevole Enzo Amich saluta il Questore di Alessandria Sergio Molino, prossimo alla pensione: «Al dottor Sergio Molino rivolgo un sincero ringraziamento per il lavoro svolto in questi anni alla guida della Questura di Alessandria. Ha saputo interpretare il proprio ruolo con equilibrio, autorevolezza e grande attenzione al territorio, rappresentando un punto di riferimento per le istituzioni e per la comunità».
«La sicurezza – prosegue Amich – richiede professionalità, presenza e collaborazione tra le istituzioni. In questi anni il dottor Molino ha dato un contributo importante in questa direzione, con uno stile sempre improntato al dialogo e al senso dello Stato. A lui va la mia gratitudine, personale e istituzionale, per il servizio prestato alla nostra provincia. Gli auguro di cuore di vivere questa nuova fase della sua vita con la stessa passione e serenità che hanno contraddistinto il suo lungo percorso nella Polizia di Stato».
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Redazione di Vercelli
In occasione di LUVA 2026, in programma dal 4 al 6 settembre, vi sarà una nuova organizzazione della viabilità nel centro cittadino, pensata per garantire maggiore sicurezza durante la manifestazione e, soprattutto, per tutelare e agevolare i residenti delle vie laterali che intersecano l’area dell’evento.
LUVA richiama ogni anno a Gattinara decine di migliaia di visitatori e interessa un’area molto estesa del centro cittadino, con la presenza di taverne, stand enogastronomici, espositori, spettacoli e numerose iniziative.
A seguito della fase sperimentale attuata in occasione del Carnevale Cittadino e di Rosa e Rosso di Maggio, e recependo anche le indicazioni della Questura finalizzate a rafforzare ulteriormente le condizioni di sicurezza, per LUVA 2026 si è scelto di impedire completamente l’attraversamento veicolare dell’area della manifestazione.
I Corsi principali dove tradizionalmente si svolge la Festa dell’Uva saranno quindi totalmente interdetti alla circolazione dei veicoli.
La novità riguarda soprattutto le vie laterali che intersecano il percorso della manifestazione.
In queste strade non sarà consentito il traffico di attraversamento, ma sarà garantito l’accesso ai residenti della rispettiva via, istituendo, dove necessario, il doppio senso di circolazione per permettere di entrare e uscire dallo stesso accesso.
Una soluzione pensata proprio per evitare che le vie laterali vengano utilizzate dal traffico esterno alla manifestazione, riducendo congestioni, manovre difficoltose e il rischio di veicoli parcheggiati impropriamente davanti a portoni, passi carrabili e accessi alle abitazioni.
L’obiettivo è quindi duplice: rendere ancora più sicura la manifestazione e, nello stesso tempo, creare condizioni migliori per chi abita nelle vie interessate, riservandone di fatto l’accesso ai residenti ed evitando il transito dei veicoli diretti verso altre zone della Città.
Le modifiche saranno chiaramente indicate attraverso segnaletica temporanea, transenne e presìdi della Protezione Civile nei punti strategici.
I volontari avranno anche il compito di fornire informazioni agli automobilisti e indirizzare correttamente il traffico.
Particolare attenzione è stata inoltre riservata alla gestione delle emergenze: le chiusure delle traverse saranno realizzate con barriere mobili, così da garantire in qualsiasi momento il rapido accesso dei mezzi di soccorso, che potranno utilizzare le vie parallele e perpendicolari al percorso della manifestazione.
«LUVA è un grande patrimonio della nostra Città – spiega il Vicesindaco Daniele Baglione – e ogni anno accoglie decine di migliaia di persone. Una manifestazione di queste dimensioni richiede scelte responsabili, capaci di coniugare sicurezza, organizzazione e attenzione verso i cittadini. Il nuovo assetto della viabilità nasce proprio con questo obiettivo: far crescere LUVA continuando a tutelare chi vive nel centro cittadino. Sappiamo che un evento così importante comporta inevitabilmente qualche disagio, ma lavoriamo perché sia il più possibile contenuto e perché la festa possa essere vissuta con serenità da tutti».
Il nuovo assetto consentirà così di creare attorno a LUVA una sorta di “area protetta”, nella quale il grande flusso di visitatori e veicoli sarà mantenuto all’esterno delle strade residenziali direttamente collegate al percorso della manifestazione.
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Redazione di Vercelli
Il campo sportivo di Piazza Molino torna ad aprire le sue porte al pubblico.
La Commissione competente ha espresso parere favorevole e, con il conseguente rilascio dell’agibilità, l’impianto potrà tornare ad accogliere regolarmente pubblico e tifosi.
Una notizia particolarmente attesa che chiude un importante percorso di adeguamento e restituisce alla Città una struttura sportiva pienamente conforme alle normative vigenti.
Come molti altri Comuni italiani, infatti, anche Gattinara ha dovuto affrontare un articolato programma di interventi per adeguare un impianto che, pur essendo già funzionale e in buone condizioni, necessitava di una serie di opere indispensabili per rispondere alle disposizioni oggi previste in materia di sicurezza e fruibilità degli impianti sportivi.
Il Comune ha scelto di intervenire in maniera organica, con un investimento complessivo superiore a 120.000 euro, destinato non soltanto ad adempiere agli obblighi normativi, ma a consegnare alla Città un campo sportivo più sicuro, funzionale e adeguato alle esigenze di atleti e pubblico.
Gli interventi hanno riguardato l’accatastamento completo dell’impianto, la realizzazione dei servizi igienici destinati al pubblico, la sistemazione delle tribune con l’individuazione e numerazione dei posti, la messa in sicurezza dell’intera struttura secondo le normative vigenti e la realizzazione dell’illuminazione di sicurezza.
Un investimento significativo che si inserisce nel più ampio impegno dell’Amministrazione comunale per il miglioramento dell’impiantistica sportiva cittadina e che assume un valore ancora maggiore perché riguarda la “casa” di una realtà storica dello sport gattinarese come l’FC Gattinara.
«Riaprire il campo sportivo al pubblico significa restituire alla Città un luogo di sport, di passione e di comunità – dichiarano il Sindaco Maria Vittoria Casazza e il Vicesindaco Daniele Baglione –. Abbiamo affrontato un investimento importante, superiore a 120 mila euro, perché crediamo che garantire strutture sicure e adeguate sia un dovere nei confronti degli atleti, delle società sportive, delle famiglie e di tutti coloro che frequentano i nostri impianti. Oggi possiamo finalmente dire che questo percorso è concluso e che il campo di Piazza Molino può tornare ad accogliere il suo pubblico nelle condizioni previste dalle normative vigenti.».
Soddisfazione anche da parte dell’Assessore allo Sport Denis Cazzadore: «È una bellissima notizia per tutto lo sport gattinarese. Dietro questa riapertura c’è stato un lavoro lungo e impegnativo, ma oggi restituiamo all’FC Gattinara, ai suoi ragazzi e ai suoi tifosi un impianto più sicuro e pienamente adeguato. Investire nello sport significa investire nei giovani, nell’aggregazione e nella nostra comunità. Adesso non resta che tornare sugli spalti e fare il tifo per il nostro Gattinara!»
La riapertura al pubblico rappresenta così non soltanto il completamento di un percorso amministrativo e tecnico, ma soprattutto un nuovo inizio per il campo sportivo cittadino.
Le tribune possono finalmente tornare a riempirsi, il pubblico può tornare sugli spalti e il calcio gattinarese può ritrovare pienamente la propria casa.
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Redazione di Vercelli
La seconda edizione del Festival del Riso vedrà di nuovo tra i suoi protagonisti l’Ente Nazionale Risi. A Vercelli, dall’11 al 13 settembre, si presenterà con uno stand di oltre 100 metri quadrati all’interno del padiglione istituzionale del Village di Risò.
Lo spazio espositivo si svilupperà in tre aree tematiche, concepite per raccontare la risaia di ieri, di oggi e di domani attraverso un percorso che coniuga tradizione e innovazione.
Una parte significativa dello stand sarà dedicato all’esposizione del ciclo pittorico “Rapsodia della risaia” dell’artista Enzo Gazzone (1894–1970): una collezione di 40 opere che documenta il lavoro nei campi e la vita in risaia prima dell’avvento della meccanizzazione. Nel cuore dello stand, poi, troverà posto uno spazio immersivo, un ambiente multimediale nel quale, attraversando idealmente un ponte sospeso, l’utente sarà avvolto da proiezioni a pavimento e sulle pareti che restituiscono la bellezza della risaia contemporanea: le immagini accompagneranno i visitatori attraverso il susseguirsi delle stagioni, raccontando il paesaggio risicolo nel corso dell’anno in un’esperienza coinvolgente e suggestiva della risaia di oggi.
Il viaggio si concluderà con sei postazioni dedicate alla realtà virtuale: grazie a speciali visori di ultima generazione sarà possibile vivere esperienze immersive attraverso i nuovi filmati realizzati dall’Ente Nazionale Risi, entrando virtualmente nei luoghi e nelle professioni che compongono la filiera del riso.
Lo stand sarà visitabile per tutta la durata del Festival, venerdì 11 settembre dalle 11 alle 20, sabato 12 e domenica 13 settembre dalle 10 alle 20.
L’Ente sarà presente anche attraverso la voce dei propri esperti, che parteciperanno ad alcuni talk e convegni.
Il Fuori Festival dell’Ente Nazionale Risi
Tre gli eventi che caratterizzeranno il Fuori Festival dell’Ente Nazionale Risi.
Innanzitutto la mostra di acquerelli botanici “Il riso, pane dell’anima” in programma nella suggestiva cornice della ex chiesa di San Pietro Martire: vengono proposte 14 opere ad acquerello della pittrice Angela Petrini che raccontano la complessità e la straordinaria bellezza del riso italiano.
Uno specifico incontro con l’artista è in programma nei pomeriggi di sabato 12 e domenica 13 settembre, dalle ore 16.30 alle 17.30 nel chiostro dell’antico monastero.
Nelle serate di sabato 12 e domenica 13 settembre, alle ore 19, nel chiostro dell’antico monastero di S. Pietro Martire, andrà invece in scena lo spettacolo “Morsi – Come farsi una cultura gastronomica”, di e con Marco Scardigli e Roberto Sbaratto, realizzato con il contributo dell’Ente Nazionale Risi.
Tra racconti, letture e canzoni di grandi autori italiani, il riso diventa il filo conduttore di una riflessione ironica e coinvolgente sul valore culturale del cibo.
Tra la prima e la seconda parte dello spettacolo anche un piccolo aperitivo a base di riso.
Infine, partecipando al tour “Alla scoperta della Baraggia Vercellese”, sarà possibile visitare il nuovo Risegno dell’Ente Nazionale Risi: una grande opera di land art (con i suoi 120 metri per 62 è la più grande mai realizzata in una risaia italiana) che attraverso l’accostamento di diverse piante di riso celebra gli 80 anni della varietà Arborio.
«Le nostre proposte – ha dichiarato la Presidente dell’Ente Nazionale Risi, Natalia Bobba – daranno la possibilità ai visitatori di Risò di approfondire la conoscenza dell’ambiente risicolo sia immergendosi virtualmente in risaia, sia approfittando delle proposte di altri mondi, dalla pittura al teatro, che hanno per protagonista il nostro riso».
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Redazione di Vercelli
Nella sala Giunta del Comune, è avvenuta questa mattina la premiazione di Giulia Perotti, protagonista ai recenti campionati Europei di ginnastica di Zagabria, dove ha conquistato la medaglia di bronzo nella gara individuale e quella d’argento nella competizione a squadre.
Alla cerimonia hanno preso parte il Sindaco, Roberto Scheda, il suo vice e assessore allo Sport, Domenico Sabatino, il presidente della Provincia, Davide Gilardino, il delegato provinciale del Coni, Laura Musazzo, la giunta comunale e i rappresentanti della Ginnastica Libertas.
Giulia è tornata con la memoria a Zagabria: «Ricordo l’emozione dalla prima giornata di gara, la successiva conquista della finale e la consapevolezza di aver molti margini di miglioramento. Durante la gara, mi sentivo “un’altra persona” rispetto all’esordio, così volevo far vedere chi ero davvero. Sono molto contenta dei traguardi raggiunti. Come squadra italiana voglio sottolineare come e quanto siamo unite: è stato bello».
«Le medaglie conquistate da Giulia – ha dichiarato il Sindaco – sono prima di tutto il risultato del suo talento, del lavoro quotidiano, dei sacrifici, della famiglia, dei tecnici e di una società solida come la Libertas. Sono motivo di grande orgoglio per Vercelli e dimostrano quanto sia importante creare le condizioni perché i nostri giovani possano esprimere le proprie capacità».
Nel corso della cerimonia Scheda ha infatti ricordato il ruolo della palestra di via Viviani, la struttura che, durante gli anni, è diventata punto di riferimento per la ginnastica e fucina di talenti. I lavori per la sua realizzazione iniziarono ad agosto 2012 e la struttura venne inaugurata a maggio 2013.
La palestra fu fortemente sostenuta dall’Amministrazione guidata allora dal primo cittadino, Andrea Corsaro, e dall’attuale Sindaco Scheda, che ricopriva l’incarico di assessore ai Lavori Pubblici. «La buona politica si misura nei risultati che le proprie scelte sono capaci di produrre nel tempo – ha aggiunto Scheda -. Quattordici anni fa abbiamo investito in questa struttura destinata allo Sport e ai giovani. Oggi la palestra continua a formare atleti e a regalare alla città risultati nazionali e internazionali. Investire nello sport significa investire nel futuro di Vercelli».
L’Amministrazione ha poi rivolto a Perotti l’augurio di proseguire il suo percorso con la stessa determinazione guardando ai grandi appuntamenti internazionali a cominciare dai campionati del Mondo che si svolgeranno nelle prossime settimane.
«C’è poi un traguardo che inevitabilmente fa sognare: Los Angeles 2028. Giulia deve avere l’ambizione di provarci e Vercelli sarà sempre al suo fianco. Ma insieme allo sport c’è un altro impegno che non deve essere mai trascurato: lo studio. Le medaglie rappresentano risultati straordinari, la cultura costruisce gli strumenti e la libertà per affrontare la vita» ha concluso il Sindaco.
Il presidente della Provincia, Davide Gilardino, ha evidenziato: «Vercelli e il vercellese hanno la fortuna di essere una fucina straordinaria di talenti sportivi e ci riempie di orgoglio che il nome di Perotti sia associato al nostro territorio. Le medaglie non si raggiungono solo con il talento, bisogna essere pronti come lei, a livello mentale, per tanti sacrifici e ore di allenamento».
Il vice Sindaco, Domenico Sabatino, ha voluto ricordare «l’umiltà di Giulia che non si è mai montata la testa. Pensando a Risò, che fra qualche giorno animerà la nostra città, dico con tutto il cuore: è il nostro chicco di riso nel mondo».
Il delegato provinciale del Coni, Laura Musazzo, ha espresso il sogno di «vedere, grazie a Giulia, la bandiera di Vercelli sul tetto del mondo. Voglio fare un plauso anche agli allenatori che la seguono. Quando la vedo esibirsi sulle parallele, rimango basita e la paragono sempre a una grande atleta del passato di cui non voglio dire il nome per scaramanzia…».
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Redazione di Vercelli















