Mese: Giugno 2026
Si è tenuta ieri, domenica 14 giugno a Rimasco la Fiera del bestiame della Val Sermenza “Fera dla Val Pitta”, l’ultima fiera primaverile della Valsesia che ha visto la presenza dell’assessore Donatella Rosa.
Francesco Pietrasanta presidente dell’Unione Montana Valsesia commenta: “La tradizione va difesa e custodita e i giovani sono i migliori difensori di questa preziosa eredità. Grazie a tutti gli organizzatori, in primis la Pro loco, al Sindaco Roberto Sacchi e a tutti gli allevatori”.
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Redazione di Vercelli
Con l’incontro avvenuto presso la scuola primaria di Mongrando, si è concluso ufficialmente il fitto calendario di appuntamenti che l’Arma dei Carabinieri ha dedicato alla diffusione della “Cultura della Legalità” negli istituti scolastici dell’intera provincia di Biella.
Protagonisti di quest’ultima tappa sono stati gli alunni delle classi quinte, che hanno accolto con grande entusiasmo il Comandante della Stazione Carabinieri di Mongrando, il Luogotenente Gualtiero Garbolino.
L’incontro è stato strutturato come un dialogo aperto e interattivo.
Il Luogotenente Garbolino e personale di quella Stazione Carabinieri hanno saputo catturare l’attenzione dei giovani studenti affrontando con un linguaggio semplice, ma incisivo, i concetti fondamentali del vivere civile:
Il rispetto delle regole come base per la libertà di tutti;
L’importanza dell’inclusione e il contrasto ai fenomeni di bullismo e cyberbullismo;
II ruolo del Carabiniere sul territorio, inteso non solo come figura di controllo, ma come punto di riferimento sicuro a cui rivolgersi in caso di difficoltà.
Gli alunni hanno partecipato attivamente all’incontro, ponendo numerose domande e mostrando una vivace curiosità verso le divise e le attività quotidiane dell’Arma.
Il bilancio finale dell’iniziativa a livello provinciale è straordinariamente positivo.
L’alto valore educativo del progetto e gli eccellenti risultati ottenuti in termini di coinvolgimento e risposta da parte dei ragazzi confermano l’efficacia di questa sinergia tra scuola e Forze dell’Ordine.
Proprio per questo motivo, il Comando Provinciale dei Carabinieri di Biella e le istituzioni scolastiche hanno già espresso la ferma volontà di rinnovare la collaborazione, assicurando che il progetto ripartirà con slancio immediato all’inizio del prossimo anno scolastico.
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Redazione di Vercelli
Un filo rosso invisibile ma forte e resistente unisce la storia e l’archeologia vercellese all’eccellenza enologica del territorio: il concetto di riuso conservativo.
Di questo e molto altro si parlerà domenica 28 giugno alle ore 17:00 presso il Museo Leone di Vercelli con ingresso da Via Verdi, 30, in occasione di uno speciale evento dal titolo “L’Arte del riuso. Dalle antiche pietre del Museo Leone al Vermouth”.
L’appuntamento nasce per presentare al pubblico il nuovo Vermouth di AMA italian wines & spirits project i vini del marchio Sutacà.
Si aprirà con l’introduzione di Luca Brusotto, Curatore del Museo Leone, che guiderà il pubblico alla scoperta di un parallelo affascinante.
Come sarà spiegato, il Museo custodisce una ricca collezione di antiche pietre di origine romana.
Nei secoli successivi, in particolare durante il Medioevo, questi reperti sono stati riutilizzati e trasformati, pur conservando le tracce evidenti del loro passato e della loro funzione primitiva.
Lo stesso principio si applica alla nascita del Vermouth: storicamente, questo iconico vino fortificato nasce come una forma di “riuso conservativo” del vino.
I vini che originariamente faticavano a essere commercializzati a causa di piccoli difetti o di un’acidità complessa, venivano “recuperati” e nobilitati grazie all’aggiunta di alcol, zucchero e una sapiente miscela di erbe aromatiche e spezie trasformandosi in un prodotto totalmente nuovo, longevo e straordinario.
La parola passerà poi al creatore del brand AMA, Matteo Pagetti e a Matteo Pastrone di Sutacà vini, che presenteranno le caratteristiche tecniche e l’ispirazione dietro ai loro prodotti, il Vermouth AMA e il rosso Nizza Sutacà.
Seguirà degustazione guidata dei due prodotti.
Per concludere la giornata, i partecipanti potranno prendere parte a una piccola visita guidata esclusiva condotta da Luca Brusotto, dedicata proprio alle antiche pietre di riuso custodite nelle Sale della sezione archeologica del Museo Leone.
La partecipazione all’evento ha un costo d’ingresso di 7 euro.
L’intero ricavato della giornata sarà devoluto per una nobile causa culturale: contribuirà infatti al finanziamento del restauro di un’importante opera custodita all’interno della biblioteca antica di Camillo Leone.
I posti sono limitati e la prenotazione è obbligatoria.
È possibile riservare il proprio posto tramite i seguenti canali:
E-mail: info@museoleone.it
Telefono: 0161 253204 – 392 6458267- 379 2834818
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Redazione di Vercelli
Si è tenuto ieri, domenica 14 giugno a Quarona, il Campionato nazionale Master Beta Trial.
Un evento sportivo che ha portato a Quarona e in Valsesia centinaia di persone anche da Regioni lontane.
Le gare si sono svolte tra il salone Sterna, piazza Conbattenti e i boschi di Lombaretto.
Il sindaco Francesco Pietrasanta commenta: “Una bellissima iniziativa che ha dimostrato come il Trial, se fatto modo intelligente, non danneggia sentieri e boschi, anzi aiuta a tenere pulito e in ordine. Grazie di cuore a tutti i volontari del “Moto club Valsessera” che hanno organizzato il Campionato e grazie agli Alpini di Quarona che insieme ad altre associazioni hanno gestito il rinfresco. Grazie in particolare a Gian Marco Lissa e all’assessore Marco Pinciroli che hanno voluto avventurarsi in questa difficile organizzazione. È stato un successo. Complimenti!”.
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Redazione di Vercelli
Es 19, 2-6
Dal libro dell’Èsodo
In quei giorni, gli Israeliti, levate le tende da Refidìm, giunsero al deserto del Sinai, dove si accamparono; Israele si accampò davanti al monte.
Mosè salì verso Dio, e il Signore lo chiamò dal monte, dicendo: “Questo dirai alla casa di Giacobbe e annuncerai agli Israeliti: “Voi stessi avete visto ciò che io ho fatto all’Egitto e come ho sollevato voi su ali di aquile e vi ho fatti venire fino a me. Ora, se darete ascolto alla mia voce e custodirete la mia alleanza, voi sarete per me una proprietà particolare tra tutti i popoli; mia infatti è tutta la terra! Voi sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa””.
Sal.99
RIT: Noi siamo suo popolo, gregge che egli guida.
Acclamate il Signore, voi tutti della terra,
servite il Signore nella gioia,
presentatevi a lui con esultanza.
RIT: Noi siamo suo popolo, gregge che egli guida.
Riconoscete che solo il Signore è Dio:
egli ci ha fatti e noi siamo suoi,
suo popolo e gregge del suo pascolo.
RIT: Noi siamo suo popolo, gregge che egli guida.
Buono è il Signore,
il suo amore è per sempre,
la sua fedeltà di generazione in generazione.
RIT: Noi siamo suo popolo, gregge che egli guida.
Rm 5, 6-11
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, quando eravamo ancora deboli, nel tempo stabilito Cristo morì per gli empi.
Ora, a stento qualcuno è disposto a morire per un giusto; forse qualcuno oserebbe morire per una persona buona. Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.
A maggior ragione ora, giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui. Se infatti, quand’eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo, molto più, ora che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. Non solo, ma ci gloriamo pure in Dio, per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, grazie al quale ora abbiamo ricevuto la riconciliazione.
Mt 9, 36 – 10, 8
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù, vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: “La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe perché mandi operai nella sua messe!”.
Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità.
I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì.
Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: “Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”.
***
UN PENSIERO SULLA PAROLA, A CURA DELLE SUORE CARMELITANE DEL MONASTERO “MATER CARMELI” DI BIELLA
La gratuità: segno luminoso della vera carità
(Es 19,2-6a; Sal 99; Rm 5,6-11; Mt 9,36-10,8.)
“Signore donaci di ascoltare la tua voce e custodire la tua alleanza, per annunciare con la parola e con la vita che il tuo Regno è vicino”.
Così preghiamo nell’orazione colletta all’inizio della celebrazione eucaristica.
Nella prima lettura dal libro dell’esodo, Mosè ascolta la voce di Dio che lo chiama dal monte, costituendolo mediatore tra lui e il popolo, con l’invito ad ascoltare e custodire l’alleanza per vivere l’appartenenza a Dio ed essere partecipi della sua santità.
Anche nel salmo si sottolinea l’appartenenza del popolo a Dio: egli ci ha fatti e noi siamo suoi, suo popolo e gregge del suo pascolo.
Questo gregge agli occhi di Gesù, nel Vangelo proposto in questa domenica, appare stanco, sfinito, senza pastore, quindi senza guida, senza cure.
Proprio come si legge nel profeta Ezechiele (cf Ez 34) dove è scritta una pesante e dettagliata condanna ai cattivi pastori ai quali non importa delle pecore che si perdono.
Il Signore, invece, vede questa condizione del popolo e ne ha compassione.
Dalla sua compassione nasce la concretezza dell’agire con il coinvolgimento dei discepoli.
Gesù è il buon pastore che si prende cura della nostra umanità, ma non vuol fare da solo, chiede a noi di continuare la sua opera e, come prima cosa, dopo la costatazione dell’insufficienza umana:
“La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai!”,
invita alla preghiera:
“Pregate dunque il signore della messe perché mandi operai nella sua messe!”.
Gesù per primo prega il Padre preparando la scelta dei Dodici apostoli (cf Lc 6,12-16), un collegio di persone che si presentano molto diverse tra loro; persone che mantengono la libertà di maturare la loro fede nell’ascolto fedele per annunciare con la voce e con la vita la parola gratuitamente ricevuta e anche persone che mantengono la libertà di perdere il dono ricevuto, tornando ai desideri di un tempo, ai sogni autocentrati di grandezza terrena.
La composizione del collegio apostolico ci mostra il volto della comunità ecclesiale, che non può nascondere fragilità e defezioni.
Spesso si sente dire: “Cristo sì, la Chiesa no”.
Eppure è proprio il Signore a sceglierci, a costituirci come comunità, a inviarci in missione, a dire di essere venuto non per i giusti, ma per i peccatori.
Il Signore che non si scandalizza della nostra povertà e del nostro peccato, si rattrista per la durezza del cuore, per la scelta infelice dell’autosufficienza, del bastare a se stessi.
Gesù cerca un rapporto personale con noi, ma non separato dalla comunità, dove al fratello, alla sorella, è chiesto di aiutare il fratello e la sorella, dove la carità si vive nel portare i pesi gli uni degli altri condividendo ciò che tutti ci accomuna: la nostra appartenenza a Cristo, il dono continuo dello Spirito che gratuitamente ci è offerto.
Un dono pensato per essere ridonato, nella logica della gratuità che non giudica né condanna, ma edifica la comunità nell’amore e nella comunione; quella gratuità che diventa segno luminoso e inequivocabile della vera carità.
Le Sorelle Carmelitane
Monastero Mater Carmeli – Biella Chiavazza
Con l’arrivo dell’estate cresce la voglia di trascorrere il tempo libero in piscina, al lago o al mare. Proprio per questo la prevenzione assume un ruolo fondamentale per evitare incidenti e tutelare la salute, a partire dalla sicurezza in acqua fino alla qualità degli ambienti balneari.
La Regione Piemonte aderisce alla campagna nazionale di prevenzione degli annegamenti promossa dall’Istituto Superiore di Sanità, affiancando alle attività di informazione e sensibilizzazione anche un costante lavoro di controllo e monitoraggio delle piscine e delle acque di balneazione.
Gli annegamenti: un fenomeno spesso evitabile
Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità e dell’ISTAT, in Italia si registrano mediamente oltre 300 decessi all’anno per annegamento. Tra il 2017 e il 2021 le vittime sono state 1.642, di cui 206 tra bambini e ragazzi fino a 19 anni. Ogni anno si contano mediamente 41 decessi in età pediatrica e adolescenziale, con una netta prevalenza del sesso maschile.
Particolarmente vulnerabili risultano i bambini più piccoli: oltre la metà degli annegamenti che avvengono in piscina riguarda infatti minori fino a 9 anni. Nella maggior parte dei casi l’incidente è legato a una momentanea perdita di supervisione da parte degli adulti.
I falsi miti da sfatare
Uno degli errori più frequenti è pensare che una persona in difficoltà in acqua sia sempre in grado di attirare l’attenzione gridando o chiedendo aiuto.
In realtà l’annegamento è spesso un evento rapido e silenzioso. Per questo motivo è fondamentale che i bambini siano sempre sorvegliati in maniera continua e diretta da un adulto, soprattutto in prossimità di piscine private, piscine gonfiabili, laghetti ornamentali o altri specchi d’acqua.
Le regole per una balneazione sicura
Per ridurre il rischio di incidenti è consigliabile:
frequentare aree sorvegliate da personale qualificato;
rispettare la segnaletica e le indicazioni degli addetti al salvataggio;
evitare bagni in condizioni meteo avverse o in presenza di correnti;
non tuffarsi in zone sconosciute o con profondità non adeguata;
evitare immersioni improvvise dopo una lunga esposizione al sole;
insegnare ai bambini l’acquaticità e le regole di comportamento in acqua fin dalla più giovane età;
mantenere sempre una sorveglianza attiva sui minori.
Piscine e acque di balneazione: la prevenzione passa anche dai controlli
La sicurezza in acqua non riguarda soltanto i comportamenti individuali.
Attraverso i Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende Sanitarie e in collaborazione con ARPA Piemonte, viene svolta un’attività costante di vigilanza e controllo sulle piscine aperte al pubblico e sulle aree di balneazione autorizzate.
I controlli riguardano la qualità microbiologica e chimica delle acque, l’efficienza degli impianti di trattamento, il rispetto delle norme igienico-sanitarie e delle misure di sicurezza previste dalla normativa. L’obiettivo è garantire ambienti sicuri per cittadini, famiglie e bambini durante tutta la stagione estiva.
Informarsi prima di entrare in acqua
La prevenzione passa anche dall’informazione.
Prima di frequentare piscine o aree balneabili è utile verificare che le strutture rispettino i requisiti previsti e consultare le informazioni messe a disposizione dagli enti competenti sulla qualità delle acque.
Un comportamento responsabile, associato a controlli costanti e a una corretta educazione alla sicurezza, rappresenta lo strumento più efficace per ridurre gli incidenti e vivere l’acqua in modo sereno.
Link utili
Sicurezza in acqua e prevenzione degli annegamenti
Sorveglianza delle acque di piscina e balneazione
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/sanita/prevenzione/sorveglianza-acque-piscina-balneazione
Video della campagna dell’Istituto Superiore di Sanità
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Redazione di Vercelli
Un viaggio attraverso il tempo, dedicato alla figura di Amedeo Avogadro, è quello che sarà proposto a corollario della mostra “Amedeo Avogadro a Vercelli. Tra età napoleonica e Restaurazione” dall’Associazione culturale “Il Porto”, domenica 21 giugno, alle 17.30 nel Cortile di Casa Alciati (Museo Leone).
Sarà un racconto teatrale che vuole condurre, quasi come una chiacchierata in famiglia, alla conoscenza del personaggio di Amedeo Avogadro, conte, per inciso, di Quaregna e Ceretto, che fu titolare della cattedra di Fisica e Matematica presso il Reale Collegio di Vercelli tra il 1809 e il 1819.
Si tratta di un personaggio singolare: nobile e giurista, ma ricordato come uno scienziato a 360°, fautore di una mole di teorizzazioni di carattere scientifico che cambiarono profondamente l’approccio allo studio della chimica dopo la metà del 1800.
Seguendo le impronte delle sue prime e più corpose “investigazioni”, concepite proprio negli anni del soggiorno vercellese, scopriremo i segreti di una Vercelli napoleonica in via di evoluzione, cassa di risonanza di echi culturali europei, in un periodo di profonda rivoluzione urbanistica e sociale.
Amedeo Avogadro era un uomo schivo e rigoroso, che trovò in quella Vercelli un terreno fecondo per i suoi placidi studi, condotti all’ombra del Monastero della Visitazione, oggi sede dell’Archivio di Stato, e allora, dopo la soppressione napoleonica degli ordini religiosi, luogo di formazione privilegiato della gioventù vercellese.
Come tutti i grandi innovatori, Avogadro quasi non fu compreso dal mondo accademico italiano contemporaneo, ne clima sabaudo dell’Accademia delle Scienze di Torino: i suoi studi furono molto più apprezzati all’estero, oggetto di quelle recensioni e discussioni che diedero impulso alle grandi rivoluzioni scientifiche dell’800: dalla sua Legge sul volume molare dei gas si è sviluppata buona parte della ricerca della chimica moderna, a partire dalla scoperta del cosiddetto numero di Avogadro.
Ma a noi piace considerare Avogadro come l’antesignano dei tanti cervelli italici non pienamente riconosciuti in patria, che oggi cercano impiego nei Centri di ricerca di tutto il mondo.
Egli scelse, per amore del “suo” mondo, di rimanere a Torino, pagando però lo scotto di lavorare in un ambiente in cui la cultura e la sperimentazione scientifica erano viste con sospetto e pochi denari erano messi a disposizione della ricerca.
Studioso a tutto tondo, amante della scienza ma anche dell’arte e della poesia, poliglotta (padroneggiava perfettamente l’italiano, il francese, l’inglese e il tedesco oltre al latino e al greco), Avogadro fu testimone del suo piccolo mondo sabaudo e al tempo stesso entrò nel vivo del dibattito culturale europeo.
Il racconto teatrale sarà condotto dalle voci di Roberto Sbaratto e Cinzia Ordine, mentre l’enunciazione dei principi scientifici sarà a cura di due studenti del Liceo Scientifico “Avogadro”: Ivan Bardotti e Sara Dattrino.
Info: Biglietto di ingresso al Museo a prezzo ridotto: € 7.00
Prenotazioni: Tel 0161 253204 (fino a Venerdì ore 12.30)
379 2834818 (Venerdì pomeriggio e Sabato)
e-mail: info@museoleone.it
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