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VERCELLI - Al Museo Leone lo spettacolo “Amedeo Avogadro: uno scienziato sabaudo nel cuore dell’Europa”  

Un viaggio attraverso il tempo proposto dall’Associazione Culturale “Il Porto”

Vercelli Città

Un viaggio attraverso il tempo, dedicato alla figura di Amedeo Avogadro, è quello che sarà proposto a corollario della mostra “Amedeo Avogadro a Vercelli. Tra età napoleonica e Restaurazione” dall’Associazione culturaleIl Porto”, domenica 21 giugno, alle 17.30 nel Cortile di Casa Alciati (Museo Leone).

Sarà un racconto teatrale che vuole condurre, quasi come una chiacchierata in famiglia, alla conoscenza del personaggio di Amedeo Avogadro, conte, per inciso, di Quaregna e Ceretto, che fu titolare della cattedra di Fisica e Matematica presso il Reale Collegio di Vercelli tra il 1809 e il 1819.

Si tratta di un personaggio singolare: nobile e giurista, ma ricordato come uno scienziato a 360°, fautore di una mole di teorizzazioni di carattere scientifico che cambiarono profondamente l’approccio allo studio della chimica dopo la metà del 1800.

Seguendo le impronte delle sue prime e più corpose “investigazioni”, concepite proprio negli anni del soggiorno vercellese, scopriremo i segreti di una Vercelli napoleonica in via di evoluzione, cassa di risonanza di echi culturali europei, in un periodo di profonda rivoluzione urbanistica e sociale.

Amedeo Avogadro era un uomo schivo e rigoroso, che trovò in quella Vercelli un terreno fecondo per i suoi placidi studi, condotti all’ombra del Monastero della Visitazione, oggi sede dell’Archivio di Stato, e allora, dopo la soppressione napoleonica degli ordini religiosi, luogo di formazione privilegiato della gioventù vercellese.

Come tutti i grandi innovatori, Avogadro quasi non fu compreso dal mondo accademico italiano contemporaneo, ne clima sabaudo dell’Accademia delle Scienze di Torino: i suoi studi furono molto più apprezzati all’estero, oggetto di quelle recensioni e discussioni che diedero impulso alle grandi rivoluzioni scientifiche dell’800: dalla sua Legge sul volume molare dei gas si è sviluppata buona parte della ricerca della chimica moderna, a partire dalla scoperta del cosiddetto numero di Avogadro.

Ma a noi piace considerare Avogadro come l’antesignano dei tanti cervelli italici non pienamente riconosciuti in patria, che oggi cercano impiego nei Centri di ricerca di tutto il mondo.

Egli scelse, per amore del “suo” mondo, di rimanere a Torino, pagando però lo scotto di lavorare in un ambiente in cui la cultura e la sperimentazione scientifica erano viste con sospetto e pochi denari erano messi a disposizione della ricerca.

Studioso a tutto tondo, amante della scienza ma anche dell’arte e della poesia, poliglotta (padroneggiava perfettamente l’italiano, il francese, l’inglese e il tedesco oltre al latino e al greco), Avogadro fu testimone del suo piccolo mondo sabaudo e al tempo stesso entrò nel vivo del dibattito culturale europeo.

Il racconto teatrale sarà condotto dalle voci di Roberto Sbaratto e Cinzia Ordine, mentre l’enunciazione dei principi scientifici sarà a cura di due studenti del Liceo Scientifico “Avogadro”: Ivan Bardotti e Sara Dattrino.

Info: Biglietto di ingresso al Museo a prezzo ridotto: € 7.00

Prenotazioni: Tel 0161 253204 (fino a Venerdì ore 12.30)

379 2834818 (Venerdì pomeriggio e Sabato)

e-mail: info@museoleone.it

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Redazione di Vercelli

Posted in Cultura e Spettacolo