Mese: Aprile 2026
Un nuovo e imponente simbolo di identità e fierezza accoglie chiunque faccia il suo ingresso in paese ad Asigliano Vercellese.
Posizionato strategicamente al centro della nuova rotatoria lungo la SP5, in Viale Garibaldi, il monumento “Corsa dei Tempi” è stato svelato alla comunità alla presenza delle autorità e dell’artista che lo ha realizzato, lo scultore Ruben Bertoldo.
L’inaugurazione ufficiale, tenutasi nella mattinata odierna, sabato 18 aprile, ha consegnato alla cittadinanza un’opera che è un omaggio alla storia locale.
La scultura, un suggestivo intrico di metallo dalle sfumature ramate e brune, raffigura con straordinario dinamismo due possenti buoi in piena corsa, intenti a trainare un piccolo carro le cui ruote richiamano il simbolo dell’infinito.
Sul carro si erge una figura di un bambino stilizzata, con il braccio teso ad indicare il traguardo e la via. È una dedica diretta ed esplicita alla celebre Corsa dei Buoi, l’evento folcloristico e religioso per eccellenza del borgo.
Come ricorda l’iscrizione sull’opera stessa, questa manifestazione affonda le sue radici nel lontano 1436.
Nata da un solenne voto fatto dalla popolazione al patrono San Vittore per chiedere la fine di una devastante epidemia di peste, la corsa viene riproposta da quasi sei secoli: ogni anno i carri sfrecciano per le vie cittadine per mantenere viva quella promessa di gratitudine.
A dare forma, volume e anima a questa leggenda rurale è stato Ruben Bertoldo.
Artista gattinarese, Bertoldo è un maestro artigiano della lavorazione e forgiatura dei metalli, capace di piegare e modellare ferri e leghe donando loro una vitalità inaspettata.
Molto conosciuto per le sue installazioni che valorizzano i paesaggi naturali – come il progetto “Le Vie dei Calici”, che vede le sue grandi opere spuntare tra i rinomati vigneti del nord Piemonte -l’artista è riuscito ancora una volta a far dialogare la tradizione contadina con la scultura contemporanea.
Con la “Corsa dei Tempi”, Bertoldo consegna ad Asigliano Vercellese non solo un pregevole elemento di arredo urbano, ma un vero e proprio monumento destinato a custodire la memoria e l’anima del paese per le generazioni future.
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Redazione di Vercelli
Una targa sul ponte stradale tra Brusasco e Cavagnolo ricorda le ore difficili vissute dai Comuni del Chivassese un anno fa, il 16 e 17 aprile 2025: l’hanno scoperta ieri pomeriggio le autorità locali, metropolitane e regionali in un momento di riflessione su quanto accadde 12 mesi fa e sul lavoro di ricostruzione e prevenzione che è iniziato sin dai giorni successivi alla calamità naturale e prosegue tuttora.
Dopo lo scoprimento della targa, nel piazzale dell’ATC in via Martiri della Libertà a Cavagnolo spazio gli interventi istituzionali, ai ricordi, all’illustrazione di quanto è stato fatto e occorre ancora fare.
Oltre ai Sindaci di Cavagnolo e Brusasco, Andrea Gavazza e Giulio Bosso, è intervenuto il Vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo, che ha fatto il punto sugli interventi realizzati negli ultimi 12 mesi.
I NUMERI DELL’EMERGENZA
Danni per 28,5 milioni di euro, oltre 70 tra ponti e strade provinciali interrotti, 90 Comuni per i quali venne dichiarato lo stato di emergenza: sono numeri impressionanti quelli che sintetizzano l’impatto sul territorio dei due giorni di maltempo che, il 16 e il 17 aprile 2025 sconvolsero il Chivassese e le sue infrastrutture viarie.
Valutate l’entità dei danni e le priorità, già all’inizio di maggio l’amministrazione metropolitana stanziò oltre 5 milioni di euro solo per finanziare 70 interventi di somma urgenza.
Le somme necessarie vennero quasi completamente coperte da uno stanziamento di 4 milioni e 986.000 euro previsto da una Variazione di bilancio.
Accanto e dietro alle cifre c’è l’impegno che nel giro di un mese i dirigenti, i tecnici e tutto il personale del Dipartimento Viabilità e Trasporti della Città metropolitana di Torino misero in campo per gli interventi di emergenza, prima per chiudere le strade investite da frane, allagamenti e cedimenti e poi per effettuare le operazioni volte alla riapertura ove possibile o per valutare i lavori da eseguire nei casi più gravi, dove il transito poteva essere garantito solo grazie ad interventi di elevata complessità tecnica.
Quando si verificano estesi dissesti della rete stradale, dal punto di vista amministrativo gli interventi sono resi possibili dalla redazione dei verbali di somma urgenza e dalla conseguente dichiarazione sulla necessità e improcrastinabilità ad intervenire per ripristinare le condizioni di pubblica sicurezza.
Tra la fine di aprile e l’inizio di maggio del 2025, ad esempio, per far fronte alla situazione di emergenza in atto, il personale tecnico della Direzione Viabilità 1 chiese alle società già titolari di contratti di manutenzione ordinaria, di rappezzature e di noleggi che si erano distinte per avere eseguito le prestazioni con tempestività e buon esito, l’immediata esecuzione degli interventi di ripristino e di messa in sicurezza della rete stradale.
INTERVENTI IN SOMMA URGENZA
Questo il quadro degli interventi eseguiti con procedura di somma urgenza e grazie ai finanziamenti della Regione Piemonte nell’ambito della prima tranche di fondi stanziati per il superamento dell’emergenza:
– sulla Provinciale 99 al km 5+500 a San Raffaele Cimena si era verificato un cedimento che aveva coinvolto la scarpata a valle della carreggiata, determinando anche un parziale collasso della sede stradale. La messa in sicurezza e il consolidamento della scarpata a valle sono costati 200.000 euro
– sulla Provinciale 103 a Castagneto Po al km 7+200 si era verificato un cedimento che aveva coinvolto la scarpata a valle della carreggiata, determinando anche un parziale collasso della sede stradale. La messa in sicurezza e il consolidamento della scarpata a valle sono costati 250.000 euro
– la Provinciale 221 di Andrate al km 2+900 era stata investita da una colata detritica. La messa in sicurezza della strada e la sistemazione del versante a monte sono costati 110.000 euro
– la Provinciale 46 di Frassinetto al km 5+300 era stata investita da una colata detritica. La messa in sicurezza della strada, l’installazione di reti paramassi e la piantumazione del fronte di frana sono costati 70.000 euro
– sulla Provinciale 59 di Castelnuovo Nigra al km 7 si era verificato il crollo della strada, con la formazione di uno scavernamento sino ad oltre la linea di mezzeria. La messa in sicurezza, la ricostruzione del corpo stradale e le opere antierosive sono costate 95.000 euro
– sulla Provinciale 47 della Val Soana al km 3 si era verificato il crollo della strada con la formazione di uno scavernamento sino ad oltre la linea di mezzeria. La messa in sicurezza della strada e la realizzazione di un cordolo in cemento armato appoggiato su micropali è costata 134.000 euro.
STRATEGIE DI PREVENZIONE
Guardando oltre la fase dell’emergenza, la Città metropolitana ha previsto 34 interventi di riduzione del rischio residuo, finalizzati al ripristino della piena funzionalità delle infrastrutture colpite dall’alluvione e al loro monitoraggio.
La spesa necessaria è stata stimata in oltre 23 milioni di euro per l’intero territorio metropolitano.
A questo proposito, una serie di stanziamenti regionali ha consentito l’attivazione di interventi prioritari, ad alto valore strategico e con carattere di urgenza:
– sulla Provinciale 104 a Lauriano la ricostruzione del corpo stradale e interventi di ingegneria naturalistica per una spesa di 250.000 euro
– sulla Provinciale 590 a Lauriano la realizzazione di un vallo, la stabilizzazione del versante e opere di ingegneria naturalistica per una spesa di 500.000 euro
– sulla Provinciale 590 a Castagneto Po la stabilizzazione del versante e la ricostruzione del vallo con interventi di ingegneria naturalistica per una spesa di 600.000 euro
– sulla Provinciale 100 di Moriondo interventi di sistemazione del versante e ripristino della transitabilità per una spesa di 800.000 euro.
PROGETTI CONCLUSI
Questi i progetti già conclusi:
– sulla Provinciale 39 di Rivarossa al km 7+550 l’alluvione dell’aprile 2025 ha causato, lungo l’attraversamento dell’asta del Rivo Cravan, un cedimento della spalla destra con una frattura passante e la perdita dell’appoggio di 2 travi. È stato effettuato il consolidamento della spalla destra con micropali e cordolature di zavorramento. L’intervento è stato finanziato con 250.000 euro dalla Regione Piemonte nella prima tranche dei fondi per il superamento dell’emergenza
– sulla Provinciale 104 di Lauriano tra il km 4+800 e il km 5+819 si sono verificate diverse frane traslazionali e planari, che hanno coinvolto la coltre superficiale e la piattaforma stradale. Gli interventi, che riceveranno un finanziamento regionale di 250.000 euro, hanno previsto la realizzazione di un muro fondato su micropali e il ripristino della sede stradale con la posa di nuove barriere di sicurezza.
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Redazione di Vercelli
Francesco Pietrasanta sindaco di Quarona e Presidente dell’Unione Montana Valsesia commenta l’incontro tenutoti in Consiglio regionale a Torino con il Presidente Franco Graglia durante il quale sono stati portati in evidenza gli eventi del territorio valsesiano.
“Mercoledì insieme ai rappresentanti dell’Associazione Alpàa e della Proloco Quarona sono stato in Consiglio regionale a Torino dal vice Presidente Graglia Franco. Abbiamo fatto un ampio discorso sugli eventi che caratterizzano il nostro territorio. In primis l’Alpàa (10-19 luglio) e gli imminenti “Babbiu beer fest” (16-24 maggio) e il Riverside Festival – Quarona (11-14 giugno). La Valsesia, facendo sinergia tra pubblico e privato, è capace di costruire una serie di eventi che coprono tutto l’anno, spaziando dal divertimento alle tradizioni, dalla musica alla gastronomia, attirando migliaia di persone. Carnevali storici, fiere del bestiame, festa dell’uva, Palio di Serravalle e molto altro. Decisivo è lo sforzo dei volontari e doveroso è il supporto delle Amministrazioni pubbliche nei loro confronti”.
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Redazione di Vercelli
Ampliato fino alle 11.00 l’orario di attività del Centro Prelievi situato presso la Piastra ambulatoriale di Largo Giusti a Vercelli, inoltre è stata introdotta la possibilità di prenotare giorno e orario in cui effettuare l’esame del sangue.
«Questa riorganizzazione – dichiara il Direttore Generale, Marco Ricci – nasce dall’ascolto dei bisogni dei cittadini e dall’impegno dell’Azienda a rendere i servizi sempre più accessibili ed efficienti. L’obiettivo è migliorare l’esperienza dell’utente, ottimizzando i flussi e valorizzando il lavoro dei professionisti coinvolti, aumentando la qualità e la sicurezza delle prestazioni».
Accanto all’accesso diretto, viene ora garantita anche la possibilità di accesso su prenotazione, tramite:
Call Center Regionale al numero verde 800 000 500
CUP di corso Abbiate 21 aperto da lunedì a venerdì dalle 8:00 alle 16:30;
Portale Salutepiemonte.it (di seguito le istruzioni da seguire, riportate anche sul sito ASL a questo link: https://aslvc.piemonte.it/come-fare-per/prenotare-esame-del-sangue-piastra-vercelli )
Gli utenti con prelievo prenotato devono recarsi direttamente, senza ritiro del numero al totem, allo sportello dedicato “Prelievi ematici prenotati tramite Call Center Regionale”, situato nella sala d’attesa al piano terra della Piastra.
Inoltre, per gli esami del sangue ad accesso diretto, con o senza consegna di campioni biologici, sono stati ampliati gli orari: ora il rilascio dei numeri tramite totem viene effettuato dalle 7,15 alle 11.00.
Per la sola consegna dei campioni biologici è stato attivato uno sportello dedicato, situato al 1° piano dell’Ospedale Sant’Andrea, a cui si accede con ritiro del numero al totem, attivo dalle 8.00 alle 9.30
Invariato l’orario di consegna dei prelievi effettuati a domicilio con pre-accettazione sempre presso il Laboratorio Analisi (1° piano Ospedale Sant’Andrea).
Istruzioni per prenotare su Salutepiemonte.it
Collegarsi alla pagina https://www.salutepiemonte.it/servizi e cliccare su “Prenotazione visite ed esami”
Cliccare su “Elimina code” in alto a sinistra nel menu
Inserire il Codice fiscale e il numero di tessera sanitaria, vi comparirà una scheda che riepiloga i dati anagrafici dell’utente; cliccare su “Conferma paziente e prosegui”
Nella pagina con l’elenco delle prestazioni prenotabili selezionare “elimina code laboratorio” (corrispondente all’esame del sangue) e cliccare sull’icona con la freccetta
Nella pagina degli appuntamenti disponibili è possibile selezionare il primo proposto oppure cliccare su “Altre date” per selezionare altre opzioni.
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Redazione di Vercelli
(elisabetta acide) – Un messaggio universale che attraversa il tempo e “i tempi” che viene rappresentato in quelle “stanze” che raccontano non solo gli episodi della vita di S. Francesco d’ Assisi, ma quelle parole di pace e di coraggio, di umanità e di povertà, di dialogo e di rispetto.
“L’esperienza evangelica di Francesco, non è un semplice episodio nella storia della Cristianità. Essa ha un valore esemplare e profetico.” (Eloi Leclerc).
Francesco d’Assisi ha elaborato un “pensiero” giunto fino a noi, lui che ha vissuto in un’epoca di grandi cambiamenti e trasformazioni, “parla” ancora agli uomini , alle donne,ai giovani ed ai bambini del nostro tempo in questo “cambiamento d’ epoca” che ci chiede di ascoltare e interpretare il “grido” delle creature del nostro tempo .
Allestita nella sala annessa alla galleria dei Benefattori del Salone Dugentesco di Vercelli, nei giorni 10-17 aprile 2026, la mostra narrante gli episodi della vita di San Francesco che compongono l’ “edificio” di un messaggio spirituale e culturale che parla tutto al’ umanità è opera realizzata a seguito di un progetto proposto nell’ anno scolastico in corso a tutte le scuole del vercellese dall’ Ufficio Scuola dell’ Arcidiocesi di Vercelli.
La “ricostruzione” non sono della vita e delle opere di San Francesco, ma del messaggio profondo di dialogo, di pace, di rispetto, che interpella la coscienza di ogni uomo e che risuona proprio nei lavori prodotti dalla scuola di ogni ordine e grado.
Lavori pregevoli ed impegno che hanno visto molte classi di studenti che con i loro docenti, hanno dedicato una parte delle lezioni dell’ Anno scolastico, a riflettere sull’ amore fraterno, sulla vita fatta di mitezza, di semplicità di gioia, di cura, di dialogo…
E proprio nell’ anno francescano (800 anni dalla sua morte 1226-2026), risuona nelle parole di Francesco, il valore della pace e del perdono, la eco di quel Cantico delle Creature che si intreccia con quei “ponti di pace” che ci parlano di dialogo, di riconciliazione che Francesco seppe generare non solo negli uomini del suo tempo , ma che risuonano generativi per il mondo.
I “germogli” seminati da San Francesco, sono diventati “rigogliosi alberi” che hanno prodotto quei fiori alimentati dai corsi d’acqua della purezza, della semplicità e della povertà, della prudenza e della fraternità, hanno colorato e animato le stanze con materiale prodotto con competenza a creatività dalle Classi delle scuole vercellesi.
Conosciamo san Francesco soprattutto attraverso il Beato Tommaso da Celano che ebbe l’ incarico di curare la raccolta di storia ed aneddoti cui venne commissionata per primo la biografia del Santo attraverso le testimonianze dei vecchi compagni ancora in vita di Francesco e di San Bonaventura da Bagnoregio, cardinale e francescano, ma anche filosofo e teologo che studiò e insegnò alla Sorbona di Parigi:
non conobbe San Francesco personalmente, ma nella sua “Legenda Maior”, – leggi qui –
si dedicò ad una sorta di racconto biografico del Santo.
Attraverso la mostra, oggi, conosciamo san Francesco dai racconti e negli occhi di bambini e ragazzi che “narrando“ alcuni elementi salienti della vita del santo, hanno fatto emergere alcune “comparazioni” ed “attualizzazioni” di episodi e messaggio.
Una ”scoperta” progressiva del santo e dell’ uomo attraverso le sue scelte e le sue “vie” ed una riscoperta, attraverso Francesco, anche della Storia d’Italia, della letteratura, dell’ arte, dell’ umanità , del mondo e delle creature che lo animano.
E allora dagli studenti delle scuole ci viene narrata la “novità “ di san Francesco che ha saputo tradurre quell’ amore di Cristo in esperienza di vita, quel concetto straordinario di amore incommensurabile in quella “spoliazione” che è diventata il suo “stile di vita”.
Il passato che sa “parlare al presente” e sa interpellare la coscienza di tutti … è la sa “veicolare” e custodire nella comunità come un’eredità culturale e spirituale da testimoniare, attraverso i molteplici linguaggi che sanno trasmettere i “valori umani e cristiani universali”.
Gli studenti delle scuole in visita alla mostra, i molti intervenuti, hanno apprezzato ed ammirato sia la creatività artistica dei manufatti, sia la profonda riflessione dei messaggi di “chiamata alla responsabilità” per un autentico impegno di quella “ecologia” che a partire da quei mirabili versi della “Laudato sii” , diventano l’appello alla chiamata alla realizzazione di quella “ecologia integrale” che può aiutarci a “costruire ponti, con il dialogo, con l’incontro, unendoci tutti per essere un solo popolo sempre in pace” capace di accogliere e curare la casa comune con tutti i suoi abitanti .
Anche quest’anno il Cammino Neocatecumenale sarà presente nelle piazze di Vercelli per portare a tutti l’annuncio gioioso della Risurrezione, sostenuto dalla vicinanza e dall’incoraggiamento dell’Arcivescovo, Mons. Marco Arnolfo.
Nelle Domeniche di Pasqua, rispondendo all’invito di Papa Leone XIV a ravvivare lo slancio missionario della Chiesa, il Cammino Neocatecumenale di Vercelli rinnoverà questo gesto semplice e pubblico di evangelizzazione, proclamando che Cristo è vivo, presente e continua ad agire nella vita degli uomini. Nel suo messaggio, il Santo Padre ha infatti esortato tutta la Chiesa a «proseguire con gioia e zelo nello Spirito Santo il cammino missionario» e a «rinnovare in noi il fuoco della vocazione missionaria» (Messaggio del Santo Padre per la 100ª Giornata Mondiale delle Missioni, 25.01.2026).
Gli incontri si terranno per tre domeniche di Pasqua in Piazza Cavour a Vercelli, a partire dalle ore 16:30, nei seguenti giorni:
19 aprile 2026
3 maggio 2026
17 maggio 2026
Il 19 aprile 2026 sarà presente anche l’Arcivescovo Mons. Marco Arnolfo, a confermare con la sua partecipazione il valore di questa evangelizzazione semplice, fatta di canti, esperienze di vita e annuncio della Parola di Dio.
L’invito è rivolto a tutti – credenti, non credenti, curiosi e cercatori di senso – per scoprire, o riscoprire, che la fede cristiana è una buona notizia anche oggi, capace di cambiare la vita e di ridonare speranza ai cuori.
L’Amministrazione Comunale annuncia l’imminente avvio di importanti interventi di ammodernamento e riqualificazione del Parco Jacopo Durandi, finalizzati a migliorare la qualità e la fruibilità di uno degli spazi verdi più frequentati della città, con particolare attenzione ai bambini, alle famiglie e all’inclusione.
Il progetto prevede innanzitutto la sostituzione del gioco principale e di maggiori dimensioni dell’area giochi, ormai obsoleto, con una nuova struttura ludica moderna, sicura e di tipo inclusivo, progettata per consentire l’utilizzo anche ai bambini con disabilità.
Un intervento che conferma la volontà dell’Amministrazione di rendere i luoghi pubblici sempre più accessibili e accoglienti per tutti.
Oltre al nuovo gioco principale, è previsto anche l’acquisto di una nuova teleferica, che andrà a sostituire quella esistente, attualmente molto usurata.
La nuova installazione sarà collocata in una diversa area del parco, scelta appositamente per ridurre l’impatto sulle abitazioni circostanti e, allo stesso tempo, aumentarne la visibilità e il controllo, così da prevenire eventuali atti vandalici e garantire una maggiore sicurezza nell’utilizzo.
Il piano di intervento comprende inoltre l’acquisto e l’installazione di un sistema di copertura per l’area giochi, mediante vele ombreggianti.
Questa soluzione consentirà di rendere l’area più confortevole nei periodi di maggiore esposizione al sole, favorendo la permanenza delle famiglie e lo svolgimento di attività ricreative e momenti di aggregazione.
L’investimento complessivo per l’ammodernamento del Parco Jacopo Durandi ammonta a circa 40.000 euro, comprensivi di fornitura, posa in opera e adeguamenti alle normative di sicurezza vigenti.
“Con questo intervento l’Amministrazione Comunale prosegue il programma di manutenzione e riqualificazione dei parchi cittadini, avviato negli anni scorsi, migliorando sicurezza, funzionalità e accessibilità degli spazi pubblici” commenta il Sindaco Ariotti.
In attesa dell’installazione del nuovo gioco, l’accesso alla struttura in legno e ferro sul lato di Piazza Giovanni XXIII è temporaneamente sospeso.
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Redazione di Vercelli
Al via l’ottava edizione: dall’ 8 maggio al 20 novembre il jazz “sconfina” in tutto il Piemonte con 22 concerti
Dall’8 maggio al 20 novembre 2026 il Piemonte torna a essere attraversato dalle note del Torino Jazz Festival Piemonte, giunto alla sua ottava edizione: il progetto diffuso promosso dalla Fondazione Piemonte dal Vivo insieme alla Fondazione per la Cultura Torino e al Torino Jazz Festival, in collaborazione con il Consorzio Piemonte Jazz, è reso possibile grazie al sostegno di Reale Mutua e degli sponsor Ancos APS e Confartigianato Imprese Piemonte.
Un’edizione che si sviluppa lungo l’intero territorio regionale e che conferma la vocazione del festival a portare il jazz fuori dai grandi centri urbani, trasformandolo in occasione di incontro, ascolto e partecipazione per le comunità locali, all’interno di una rete culturale sempre più ampia e condivisa.
Il filo conduttore dell’edizione 2026 è “SCONFINANDO”, un tema che attraversa l’intero cartellone e che prende forma esplicita nel concerto di Giorgio Conte, in programma il 22 ottobre ad Alessandria, ma che si riflette in tutte le traiettorie artistiche del festival. Sconfinare significa infatti attraversare generi, geografie e linguaggi, muovendosi liberamente tra tradizione e contemporaneità, tra culture diverse e nuove possibilità espressive.
Fin dall’apertura, l’8 maggio al Teatro Alfieri di Asti, il festival mette in dialogo jazz e canzone d’autore con “Il cielo è pieno di stelle”, omaggio a Pino Daniele firmato da Fabrizio Bosso e Julian Oliver Mazzariello, cui si affiancano, nel corso della programmazione, ulteriori riletture dello stesso repertorio come “Napule è…” con Felice Reggio e l’Hammond Jazz Trio, in programma a Nizza Monferrato (AT) il 3 settembre e a Gozzano (NO) il 19 settembre.
Accanto a queste incursioni nella tradizione italiana, il festival si apre a una pluralità di linguaggi musicali. Ad Asti, la Sala Pastrone ospita “Musica da ripostiglio… perché da camera ci sembrava eccessivo” il 13 maggio, mentre il 22 maggio è protagonista Eleonora Strino Trio e il 26 maggio il Roger Corrêa Quarteto porta in scena sonorità latino-iberiche, segnando uno dei primi sconfinamenti geografici dell’edizione. Sempre nel mese di maggio, la Reggia di Venaria accoglie “Solo Notturno”, una serata che riunisce due grandi pianisti come Shai Maestro ed Enrico Pieranunzi in un dialogo di respiro internazionale.
Il festival prosegue a giugno con l’Orchestra giovanile dell’Arsenale della Pace del Sermig, diretta da Mauro Tabasso, in concerto il 7 giugno a Biella, testimonianza di un jazz che si fa esperienza educativa e comunitaria e con l’energia della Rusty Brass Band, protagonista il 18 giugno nel cortile del Museo Archivio Reale Mutua di Torino.
L’estate amplia ulteriormente i confini del festival. Il 3 luglio a Bruino (TO) Gianpaolo Petrini Big Band incontra la voce di Simona Bencini, mentre il 24 luglio a Racconigi (CN) il Lori Williams European Sextet porta sul palco una dimensione internazionale, seguito il 26 luglio ad Almese (TO) dal trio di Roberto Tarenzi con Rick Margitza. A Baveno (VB), il 31 luglio, il mandolino di Carlo Aonzo offre una prospettiva solistica originale, mentre il 9 agosto a Visone (AL) il progetto Kind of Vasco rilegge in chiave jazzistica la canzone italiana.
Uno degli spazi più significativi di sperimentazione è rappresentato dal Piedicavallo Festival, dal 21 al 23 agosto, con le performance di Ute Wassermann, Roxane Métayer e Mira, che esplorano le possibilità della voce e dell’elettronica, spingendo il jazz verso territori di ricerca sonora contemporanea.
Il percorso prosegue tra fine estate e autunno con il progetto Viscardi-Full Band Summer Tour a Vercelli il 19 settembre, con la dimensione intergenerazionale di Young & Wise il 3 ottobre a Valenza, e con le sonorità folk e mediterranee di Luca Morino & VoodooFolk Combo il 16 ottobre a Corneliano d’Alba (CN), che evocano un ulteriore sconfinamento verso paesaggi musicali tra mediterraneo e suggestioni western.
Il tema dello sconfinamento trova una sintesi ideale anche nel progetto “Arsenale dei Due Mondi”, in programma il 20 novembre al Teatro Marenco di Novi Ligure (AL), prima assoluta che vede protagonista Henrique Mota insieme all’Orchestra d’Archi dell’Arsenale della Pace del Sermig, in un dialogo tra Italia e Brasile che unisce tradizioni e visioni musicali differenti.
All’interno di questo ampio percorso emergono con forza tre direttrici che attraversano trasversalmente il programma e ne definiscono l’identità contemporanea. Da un lato, l’attenzione alle voci e alle presenze femminili, che si esprime nella ricerca chitarristica di Eleonora Strino, nella vocalità internazionale di Lori Williams, nella presenza di Simona Bencini e nelle sperimentazioni del Piedicavallo Festival, contribuendo a restituire uno sguardo plurale e attuale sulla scena jazzistica. Dall’altro, una marcata dimensione di internazionalizzazione che vede il festival accogliere artisti provenienti da diversi contesti culturali, dal piano di Shai Maestro al sax di Rick Margitza, fino alle sonorità latino-iberiche del Roger Corrêa Quarteto e alle esplorazioni vocali di Ute Wassermann e Roxane Métayer. A queste traiettorie si affianca infine una tensione costante verso la sperimentazione e le nuove frontiere sonore, particolarmente evidente nei progetti del Piedicavallo Festival e nel dialogo tra culture musicali diverse, come nel caso di “Arsenale dei Due Mondi” con Henrique Mota e l’Orchestra del Sermig, sintesi emblematica dello spirito di sconfinamento che attraversa l’intero festival.
«Un festival che sconfina è un festival vivo, curioso, propositivo. Soprattutto è un festival che – per quanto prenda l’avvio dal Torino Jazz Festival – prosegue in regione imboccando strade autonome, curiose, originali. Con una formula che non ha eguali in Italia, questo festival diffuso propone il jazz nel suo spirito più autentico: una musica che rifiuta le gabbie e le definizioni e
guarda oltre i confini, di qualsiasi genere siano” racconta Stefano Zenni direttore del Torino Jazz Festival»
«Il Torino Jazz Festival Piemonte 2026 racconta un jazz che sceglie di sconfinare: attraversa generi, dialoga con culture diverse e si apre a nuove forme espressive, dalla canzone d’autore alla sperimentazione elettronica. È un progetto che mette al centro le comunità, valorizza il talento femminile e costruisce connessioni tra territori, artisti e pubblici. Ancora una volta, il festival si conferma uno spazio di incontro e crescita culturale diffusa, capace di unire radicamento locale e visione internazionale» dichiara Matteo Negrin, direttore di Piemonte dal Vivo.
«Il lavoro di costruzione del programma di TJF Piemonte, lungi dall’essere nelle mani di una direzione artistica “pura”, si può riassumere nella costruzione di condizioni, rapporti e strategie di sistema: drenare risorse economiche, renderne virtuoso l’impiego con buone pratiche collettive, condividere i desideri con gli operatori locali. Una doverosa restituzione alla comunità del Jazz piemontese, resistente e creativa, che anche in questa edizione si manifesta in un programma stilisticamente inclusivo e di alto profilo» spiegano Fulvio Albano e Diego Borotti del Consorzio Piemonte Jazz
Il Torino Jazz Festival Piemonte 2026 si conferma così una manifestazione di respiro internazionale e proiezione contemporanea, capace di valorizzare le molte anime del jazz e il suo continuo dialogo con il presente, in un viaggio musicale che, attraversando il Piemonte, invita il pubblico a sconfinare insieme agli artisti.
***
TORINO JAZZ FESTIVAL PIEMONTE 2026
Calendario concerti
Venerdì 8 maggio 2026 – Asti, Teatro Alfieri – ore 21:30
Il cielo è pieno di stelle – Omaggio a Pino Daniele
Fabrizio Bosso, Julian Oliver Mazzariello
Mercoledì 13 maggio 2026 – Asti, Sala Pastrone – ore 21:30
Musica da ripostiglio… perché da camera ci sembrava eccessivo
Venerdì 22 maggio 2026 – Asti, Sala Pastrone – ore 21:30
Eleonora Strino Trio
Sabato 23 maggio 2026 – Venaria Reale, Reggia di Venaria (Galleria Grande) – ore 21:00
Solo Notturno
Shai Maestro – Enrico Pieranunzi
Martedì 26 maggio 2026 – Asti, Sala Pastrone – ore 21:30
Roger Corrêa Quarteto – Latino Ibérico
Domenica 7 giugno 2026 – Biella, Auditorium Città Studi – ore 18:00
Orchestra giovanile dell’Arsenale della Pace di Torino
Giovedì 18 giugno 2026 – Torino, Cortile Museo Archivio Reale Mutua – ore 21:00
Rusty Brass Band
Venerdì 3 luglio 2026 – Bruino, Parco del Castello – ore 21:15
Gianpaolo Petrini Big Band featuring Simona Bencini
Venerdì 24 luglio 2026 – Racconigi (CN), Teatro SOMS – ore 21:00
Lori Williams European Sextet
Domenica 26 luglio 2026 – Almese, Villa Romana – ore 21:00
Roberto Tarenzi Trio feat. Rick Margitza
Venerdì 31 luglio 2026 – Baveno (VB), Piazza della Chiesa – ore 21:00
Carlo Aonzo – mandolino solo
Domenica 9 agosto 2026 – Visone (AL), Belvedere della Rocca – ore 21:00
Kind of Vasco
Venerdì 21 agosto 2026 – Piedicavallo, Tempio valdese – ore 17:30
Ute Wassermann
Sabato 22 agosto 2026 – Piedicavallo, Tempio valdese – ore 17:30
Roxane Métayer
Domenica 23 agosto 2026 – Piedicavallo, Tempio valdese – ore 15:30
Mira
Giovedì 3 settembre 2026 – Nizza Monferrato, Foro Boario – ore 21:00
Napule è… (Omaggio a Pino Daniele)
Felice Reggio with Max Gallo Hammond Jazz Trio
Sabato 19 settembre 2026 – Gozzano (NO), Teatro Somsi – ore 21:00
Napule è… (Omaggio a Pino Daniele)
Felice Reggio with Max Gallo Hammond Jazz Trio
Sabato 19 settembre 2026 – Vercelli, OTTIMO – ore 21:00 e 23:00
VISCARDI – Full Band Summer Tour
Sabato 3 ottobre 2026 – Valenza (AL), Centro Comunale di Cultura – ore 21:00
Young & Wise – A Bridge Between Generations
Venerdì 16 ottobre 2026 – Corneliano d’Alba, Cinema Vekkio – ore 21:00
Morino & VoodooFolk Combo
Giovedì 22 ottobre 2026 – Alessandria, Associazione Cultura e Sviluppo – ore 21:00
Giorgio Conte – Sconfinando
Venerdì 20 novembre 2026 – Novi Ligure, Teatro Marenco – ore 21:00
Arsenale dei Due Mondi
Henrique Mota e Orchestra d’Archi dell’Arsenale della Pace Sermig
Dopo lo straordinario successo della passata edizione, che ha saputo coinvolgere e appassionare tantissimi sportivi over 65, ripartono le attività presso l’APSP Sant’Antonio Abate: “Fitness per l’età d’oro”, un’iniziativa nata con l’obiettivo di promuovere il benessere psicofisico, favorire uno stile di vita attivo e creare occasioni di socializzazione.
Anche quest’anno l’Amministrazione Comunale ha confermato il proprio sostegno finanziando il progetto, consolidando così un servizio diventato ormai un punto di riferimento per la comunità, che per questa edizione si presenta più ricco e articolato, offrendo un percorso completo che unisce fitness e nutrizione.
“Vedere così tante persone mettersi in gioco con energia e sorriso è la prova che il benessere non ha età – dice il presidente dell’APSP, Francesco Di Natale – intendiamo proseguire con lo stesso entusiasmo, convinti che investire nella vitalità dei nostri anziani significhi investire sulla qualità della vita dell’intera comunità, pertanto siamo orgogliosi di poter offrire un’opportunità unica per prendersi cura di sé in un ambiente sereno e stimolante”.
L’invito è rivolto a tutti gli interessati per il prossimo 21 aprile, alle ore 10, presso la sede dell’APSP S.Antonio Abate.
Durante l’incontro verrà presentato nel dettaglio il calendario delle attività e sarà possibile procedere ufficialmente con le iscrizioni per la nuova stagione del progetto.
Il calendario delle attività è stato studiato per accompagnare i partecipanti attraverso le stagioni, alternando esercizi all’aperto e attività in struttura, grazie ad una sessione Estiva outdoor, dal 4 maggio al 29 giugno, ed una Sessione Autunnale indoor, dal 7 settembre al 26 ottobre.
L’offerta prevede un mix dinamico di 8 incontri in area verde, dove verrà utilizzata la tecnologia delle cuffie silent fitness per un allenamento immersivo, e 7 incontri presso i locali dell’APSP.
Oltre all’attività fisica, questa edizione pone un forte accento sulla corretta alimentazione con due appuntamenti curati da una specialista: Una camminata metabolica all’aperto conclusa con una “merenda fit” ed un pomeriggio di show cooking dedicato alle merende light, durante il quale verrà donato a tutti i partecipanti un esclusivo ricettario di merende leggere.
Il percorso è guidato da un team multidisciplinare composto da professioniste del settore, che garantiranno la massima attenzione: Dott.ssa Caterina Di Cesare – Fisioterapista; Dott.ssa Chiara Mosso – Osteopata; Dott.ssa Alessandra Melargo – Biologa Nutrizionista
La partecipazione a tutte le attività è totalmente gratuita e, come segno di benvenuto, i partecipanti riceveranno un gadget in dono.
Per garantire la qualità del servizio, l’iscrizione è obbligatoria entro il 1° maggio.
Per prenotare il proprio posto o ricevere informazioni, è possibile contattare: Chiara 340/1443681; Caterina 391/1750442.
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Redazione di Vercelli
Parlare di innamoramento a scuola non è un azzardo: è un atto necessario.
È quello che sta accadendo nelle classi 5^D TUR, 5^I TUR, 5^B SSAS e 3^A SIA, coinvolte negli incontri sull’affettività tenuti dalla Prof.ssa Maria Elena Michelone, sessuologa e formatrice nell’ambito della Rassegna Culturale dell’istituto.
Non si tratta di “lezioni” nel senso tradizionale del termine, piuttosto di spazi in cui le parole – spesso assenti o imprecise quando si parla di emozioni – trovano finalmente forma.
E i ragazzi, tutt’altro che disinteressati o superficiali, mostrano una fame evidente di strumenti per nominare ciò che vivono.
“Il primo innamoramento è all’insegna delle possibilità: intensità, purezza, desiderio, paura, insicurezza, certezza, tutto insieme contemporaneamente”. La citazione di Ugo Telfner accompagna bene ciò che emerge in aula: sorrisi trattenuti, sguardi complici, ma anche attenzione vera.
Perché quel miscuglio di emozioni non è teoria: è esperienza quotidiana.
Il rapporto di coppia, in adolescenza, non è un dettaglio marginale.
È uno dei luoghi in cui prende forma l’identità, non solo affettiva ma anche personale e sessuale.
È lì che si comincia a capire cosa significa desiderare, essere desiderati, avvicinarsi all’intimità senza perdersi.
Le relazioni diventano allora un laboratorio: si sperimentano emozioni nuove, si mettono alla prova fiducia ed empatia, si impara – spesso per tentativi ed errori – a comunicare.
Ma non è un percorso lineare. Gli adolescenti si muovono in equilibrio instabile tra il bisogno di autonomia e il desiderio di essere riconosciuti e accolti.
Una relazione può rassicurare, ma anche diventare troppo stretta, troppo definita, troppo ingombrante.
È qui che il lavoro educativo acquista valore concreto.
Non con formule astratte, ma entrando nei nodi reali: la gestione della gelosia, il rispetto dei confini, la capacità di stare nel conflitto senza trasformarlo in aggressività o silenzio.
Temi che non appartengono solo all’età adulta, ma che si costruiscono proprio adesso.
Un altro elemento che emerge con forza è il peso dei modelli esterni.
Famiglia, gruppo dei pari, social media: tutto contribuisce a creare immagini di coppia spesso idealizzate, rapide, semplificate. Imparare a distinguere tra affetto autentico e pressione sociale diventa allora una competenza fondamentale, quasi una forma di alfabetizzazione emotiva.
Non mancano i rischi: dipendenze affettive, relazioni squilibrate, dinamiche di controllo.
Ma ridurre tutto a questo sarebbe fuorviante.
Le relazioni adolescenziali sono anche un potente spazio di crescita: sviluppano consapevolezza, rafforzano l’autostima, aprono alla possibilità di costruire legami più maturi.
In questo senso, parlare di affettività a scuola non è un’aggiunta accessoria al programma. È un investimento educativo.
Offrire agli studenti occasioni di dialogo guidato, come quelle proposte dalla Prof.ssa Michelone, significa riconoscere che l’apprendimento passa anche – e inevitabilmente – attraverso le emozioni.
Il rapporto di coppia, allora, smette di essere solo “innamoramento” e diventa ciò che realmente è: un luogo complesso, a tratti confuso, ma essenziale.
Un laboratorio in cui si impara, passo dopo passo, a costruire relazioni sane e consapevoli.
E forse il punto è proprio questo: dare ai ragazzi le parole giuste non per spiegare loro cosa provano, ma per permettere di riconoscerlo da soli.
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