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Nei giorni 16 e 17 aprile

VERCELLI - Studenti in "dialogo" con San Francesco - L'attualità del messaggio rivolto a uomini e donne di oggi, nell'ottavo Centenario dalla morte del Poverello d'Assisi - Il mondo della Scuola attento a non trascurare importanti occasioni di impegno - 

episodi della vita di San Francesco che compongono l’ “edificio” di un dialogo spirituale e culturale che parla tutto al’ umanità

(elisabetta acide) – Un messaggio universale che attraversa il tempo e “i tempi” che viene rappresentato in quelle “stanze” che raccontano non solo gli episodi della vita di S. Francesco d’ Assisi, ma quelle parole di pace e di coraggio, di umanità e di povertà, di dialogo e di rispetto.

“L’esperienza evangelica di Francesco, non è un semplice episodio nella storia della Cristianità. Essa ha un valore esemplare e profetico.” (Eloi Leclerc).

Francesco d’Assisi  ha elaborato un “pensiero” giunto fino a noi, lui che ha vissuto in un’epoca di grandi cambiamenti e trasformazioni, “parla” ancora agli uomini , alle donne,ai giovani ed ai bambini del nostro tempo in questo “cambiamento d’ epoca” che ci chiede di ascoltare e interpretare il “grido” delle creature  del nostro tempo .

Allestita nella sala annessa  alla galleria dei Benefattori del Salone Dugentesco di Vercelli, nei giorni 10-17 aprile 2026, la mostra narrante gli episodi della vita di San Francesco che compongono l’ “edificio” di un messaggio spirituale e culturale che parla tutto al’ umanità è opera realizzata a seguito di un progetto proposto nell’ anno scolastico in corso a tutte le scuole del vercellese dall’ Ufficio Scuola dell’ Arcidiocesi di Vercelli.

La “ricostruzione” non sono della vita e delle opere di San Francesco,  ma del messaggio profondo di dialogo, di pace, di rispetto, che interpella la coscienza di ogni uomo e che risuona proprio nei lavori prodotti dalla scuola di ogni ordine e grado.

Lavori pregevoli ed impegno che hanno visto molte classi di studenti che con i loro docenti, hanno dedicato una parte delle lezioni dell’ Anno scolastico, a riflettere sull’ amore fraterno, sulla vita fatta di mitezza, di semplicità di  gioia, di cura, di dialogo…

E proprio nell’ anno francescano (800 anni dalla sua morte 1226-2026),  risuona  nelle parole di Francesco, il valore della pace e del perdono, la eco di quel Cantico delle Creature che si intreccia con quei “ponti di pace” che ci parlano di dialogo, di riconciliazione che Francesco seppe generare non solo negli uomini del suo tempo , ma che risuonano generativi per il mondo.

I “germogli” seminati da San Francesco, sono diventati “rigogliosi alberi” che hanno prodotto quei fiori alimentati dai corsi d’acqua della purezza, della semplicità e della povertà, della prudenza  e della fraternità, hanno colorato e animato le stanze con materiale prodotto con competenza a creatività dalle Classi delle scuole vercellesi.

Conosciamo san Francesco soprattutto attraverso il Beato Tommaso da Celano  che ebbe l’ incarico di curare la raccolta di storia ed aneddoti cui venne commissionata per primo la biografia del Santo  attraverso le testimonianze dei vecchi compagni ancora in vita di Francesco e di San Bonaventura da Bagnoregio, cardinale e francescano,  ma anche filosofo e teologo che studiò e insegnò alla Sorbona di Parigi:

non conobbe San Francesco personalmente, ma  nella sua  “Legenda Maior”, – leggi qui –

si dedicò ad una sorta di racconto biografico del Santo.

Attraverso la mostra, oggi, conosciamo san Francesco dai racconti e negli occhi di bambini e ragazzi che “narrando“ alcuni elementi salienti della vita del santo, hanno fatto emergere alcune “comparazioni” ed “attualizzazioni” di episodi e messaggio.

Una ”scoperta” progressiva del santo e dell’ uomo attraverso le sue scelte e le sue “vie” ed una riscoperta, attraverso Francesco, anche della Storia d’Italia, della letteratura, dell’ arte, dell’ umanità , del mondo e delle creature che lo animano.

E allora dagli studenti delle scuole ci viene narrata la “novità “ di san Francesco che ha saputo tradurre quell’ amore di Cristo in esperienza di vita, quel concetto straordinario di amore incommensurabile in quella “spoliazione” che è diventata il suo “stile di vita”.

Il passato che sa “parlare al presente” e sa interpellare la coscienza di tutti …  è la sa “veicolare”  e custodire nella comunità come  un’eredità culturale e spirituale da testimoniare, attraverso i molteplici linguaggi che sanno trasmettere i “valori umani e cristiani universali”.

Gli studenti delle scuole in visita alla mostra, i molti intervenuti,  hanno apprezzato ed ammirato sia la creatività artistica dei manufatti, sia la profonda riflessione dei messaggi di “chiamata alla responsabilità” per un autentico impegno di quella “ecologia” che a partire da quei mirabili versi della “Laudato sii” , diventano l’appello alla chiamata alla realizzazione di quella “ecologia integrale” che può aiutarci a “costruire ponti, con il dialogo, con l’incontro, unendoci tutti per essere un solo popolo sempre in pace” capace di accogliere e curare la casa comune con tutti i suoi abitanti .