VercelliOggi
Il primo quotidiano online della provincia di Vercelli
Regione Piemonte, Vercelli Città

E’ vero che il tempo ha aiutato: un bel sole primaverile ha regalato a Vercelli un pomeriggio davvero piacevole per il programma di sabato 18 aprile offerto da Vercellae Hospitales.

Però va detto che l’organizzazione di questa serie di eventi si è meritata qualche indulgenza del meteo e oggi, domenica, tutto fa pensare che si potrà bissare il successo.

Abbiamo volentieri messo a repertorio una carrellata di immagini filmate prendendo le mosse da Piazza Cavour; poi, lungo via Galileo Ferraris, fino alla Basilica di Sant’Andrea dove il Sindaco Roberto Scheda ha salutato e ringraziato gli oltre 400 figuranti provenienti da tante parti d’Italia: tutti hanno contribuito ad arricchire la manifestazione con apporti originali di cultura e valorizzazione delle tradizioni ispirate ad un Medio Evo di cui Vercelli conserva tanti tesori.

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Posted in Lo Sport

Gattinara rafforza il proprio impegno verso le nuove generazioni promuovendo un’importante iniziativa dedicata alla cultura della legalità e della sicurezza.

L’Amministrazione comunale, in collaborazione con il Comando Stazione Carabinieri di Gattinara, organizza un ciclo di incontri rivolto agli studenti degli istituti superiori cittadini, con l’obiettivo di creare un momento autentico di confronto tra giovani e istituzioni.

L’iniziativa nasce dalla volontà di avvicinare i ragazzi al mondo delle Forze dell’Ordine, offrendo loro l’opportunità di conoscere da vicino il lavoro quotidiano dell’Arma dei Carabinieri e il ruolo fondamentale che svolge nella tutela della comunità.

Un percorso che mette al centro temi essenziali come il rispetto delle regole, la legalità, la sicurezza e la responsabilità civica, con un’attenzione particolare alla protezione dei più giovani.

Gli incontri, pensati in forma dinamica e interattiva, rappresentano un’occasione preziosa di dialogo diretto: uno spazio aperto in cui gli studenti potranno porre domande, condividere riflessioni e confrontarsi con chi ogni giorno opera sul territorio per garantire sicurezza e legalità.

Gli appuntamenti prenderanno il via all’Istituto Alberghiero nelle giornate di martedì 21 e venerdì 24 aprile, per poi proseguire all’Istituto Mercurino lunedì 27 e martedì 28 aprile.

Ogni appuntamento avrà una durata di circa 90 minuti e si svolgerà nell’aula magna dei rispettivi istituti.

Per consentire la partecipazione di tutti gli studenti, gli incontri potranno essere organizzati in più turni giornalieri.

L’iniziativa si inserisce a pieno titolo nel percorso di Educazione civica promosso dagli istituti scolastici e rappresenta un investimento concreto nella formazione di cittadini consapevoli, responsabili e attenti al bene comune.

Un’occasione importante per costruire ponti tra istituzioni e giovani, rafforzare il senso di fiducia e contribuire, insieme, a una comunità più sicura e coesa.

«Crediamo profondamente che il dialogo tra istituzioni e giovani sia uno degli strumenti più importanti per costruire una comunità più consapevole e coesa. Questa iniziativa – spiegano il Sindaco Maria Vittoria Casazza e il Vicesindaco Daniele Baglionerappresenta un’occasione preziosa per avvicinare i ragazzi alle Forze dell’Ordine e alle Istituzioni, facendo conoscere da vicino il loro lavoro quotidiano e il valore della legalità. Investire nell’educazione civica significa investire nel futuro della nostra città, formando cittadini responsabili, informati e partecipi».

«Portare questi temi all’interno delle scuole – dichiara l’Assessore all’Istruzione Elisa Roggiasignifica rendere l’educazione civica concreta, viva e vicina all’esperienza quotidiana degli studenti. Il confronto diretto con i Carabinieri offre ai ragazzi un’opportunità unica per comprendere meglio il significato di sicurezza, rispetto delle regole e responsabilità personale. È attraverso iniziative come questa che possiamo accompagnare i giovani in un percorso di crescita consapevole, aiutandoli a diventare cittadini attivi e attenti al bene comune».

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Redazione di Vercelli

Posted in Scuola e Università

In occasione dell’ottantunesimo anniversario della Liberazione, la Città di Casale Monferrato con il Comitato Unitario Antifascista ha strutturato nella giornata di sabato 25 aprile un programma per celebrare la ricorrenza: a partire dalle ore 10.00 con la S. Messa di suffragio presso la Chiesa di S. Paolo, in Via Mameli, a seguire, alle ore 10.30, si terrà la riunione delle Autorità in Municipio e alle 10.40 partirà il corteo Corteo per via Cavour, viale Piave, viale XIII Martiri, piazza d’Armi, Cittadella.

Alle ore 11.00 si terrà il discorso celebrativo ufficiale in Cittadella: oratore sarà l’Avvocato Sergio Favretto.

Una delegazione deporrà corone di alloro al Monumento ai Caduti, al Sacrario del Cimitero Cattolico Urbano e al Famedio IMI.

Nella frazione Casale Popolo verranno deposte corone al Monumento ai Caduti e al Cippo dei Caduti al Cimitero.

Coccarde con i colori della Città e con il Tricolore saranno collocate sulle lapidi che ricordano i Caduti Casalesi nel Comprensorio e a Valenza, Moncalvo e Felizzano.

Giovanni Battista Filiberti, Presidente del Consiglio Comunale e Presidente del Comitato Unitario Antifascista, ha affermato: “Il 25 aprile rappresenta un momento fondativo della nostra Repubblica, che richiama ciascuno al valore della libertà, della democrazia e della partecipazione. Nell’81° anniversario della Liberazione, il ricordo di chi ha lottato contro il nazifascismo non è solo memoria, ma responsabilità condivisa nel custodire e rinnovare ogni giorno i principi costituzionali. A nome del Comitato Unitario Antifascista, rinnovo l’invito alla cittadinanza a partecipare alle celebrazioni, affinché questa ricorrenza continui a essere patrimonio vivo di tutta la comunità”.

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Redazione di  Vercelli

Posted in Società e Costume
Provincia di Vercelli, Regione Piemonte

At 2, 14. 22-33

Dagli Atti degli Apostoli
[Nel giorno di Pentecoste,] Pietro con gli Undici si alzò in piedi e a voce alta parlò così:

«Uomini d’Israele, ascoltate queste parole: Gesù di Nàzaret – uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso fece tra voi per opera sua, come voi sapete bene –, consegnato a voi secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, voi, per mano di pagani, l’avete crocifisso e l’avete ucciso.
Ora Dio lo ha risuscitato, liberandolo dai dolori della morte, perché non era possibile che questa lo tenesse in suo potere. Dice infatti Davide a suo riguardo: “Contemplavo sempre il Signore innanzi a me; egli sta alla mia destra, perché io non vacilli. Per questo si rallegrò il mio cuore ed esultò la mia lingua, e anche la mia carne riposerà nella speranza, perché tu non abbandonerai la mia vita negli inferi né permetterai che il tuo Santo subisca la corruzione. Mi hai fatto conoscere le vie della vita, mi colmerai di gioia con la tua presenza”.
Fratelli, mi sia lecito dirvi francamente, riguardo al patriarca Davide, che egli morì e fu sepolto e il suo sepolcro è ancora oggi fra noi. Ma poiché era profeta e sapeva che Dio gli aveva giurato solennemente di far sedere sul suo trono un suo discendente, previde la risurrezione di Cristo e ne parlò: “questi non fu abbandonato negli inferi, né la sua carne subì la corruzione”.
Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni. Innalzato dunque alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, lo ha effuso, come voi stessi potete vedere e udire».

Sal 15

RIT: Mostraci, Signore, il sentiero della vita.

Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
Ho detto al Signore: «Il mio Signore sei tu».
Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita.

RIT: Mostraci, Signore, il sentiero della vita.

Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;
anche di notte il mio animo mi istruisce.
Io pongo sempre davanti a me il Signore,
sta alla mia destra, non potrò vacillare.

RIT: Mostraci, Signore, il sentiero della vita.

Per questo gioisce il mio cuore
ed esulta la mia anima;
anche il mio corpo riposa al sicuro,
perché non abbandonerai la mia vita negli inferi,
né lascerai che il tuo fedele veda la fossa.

RIT: Mostraci, Signore, il sentiero della vita.

Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena alla tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra.

RIT: Mostraci, Signore, il sentiero della vita.

1 Pt 1, 17-21
Dalla prima lettera di san Pietro apostolo
Carissimi, se chiamate Padre colui che, senza fare preferenze, giudica ciascuno secondo le proprie opere, comportatevi con timore di Dio nel tempo in cui vivete quaggiù come stranieri.

Voi sapete che non a prezzo di cose effimere, come argento e oro, foste liberati dalla vostra vuota condotta, ereditata dai padri, ma con il sangue prezioso di Cristo, agnello senza difetti e senza macchia.
Egli fu predestinato già prima della fondazione del mondo, ma negli ultimi tempi si è manifestato per voi; e voi per opera sua credete in Dio, che lo ha risuscitato dai morti e gli ha dato gloria, in modo che la vostra fede e la vostra speranza siano rivolte a Dio.

Lc 24, 13-35
Dal Vangelo secondo Luca

Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due dei [discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo.
Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto».
Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.
Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro.
Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».
Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

***

UN PENSIERO SULLA PAROLA, A CURA DELLE SUORE CARMELITANE DEL MONASTERO “MATER CARMELI” DI BIELLA

La vostra tristezza si cambierà in gioia!

(At 2,14.22-33; Sal 15; 1 Pt 1,17-21; Lc 24,13-35)

Cleopa e un altro discepolo che incontriamo in questo Vangelo, fanno parte di coloro che hanno interpretato come un vaneggiamento le parole delle donne che annunciavano la resurrezione di Cristo.

Essi sono in cammino, lasciano Gerusalemme, l’annuncio delle donne li ha sconvolti, ma senza riuscire a trattenerli.

Forse per la parte maschile dei seguaci di Gesù anche la fatica di accettare l’ipotesi che il Maestro abbia scelto di manifestarsi per primo alle donne e abbia affidato a loro il primo annuncio della resurrezione (cf Mc 16,11) non gioca a favore.

I discepoli che avevano camminato verso Gerusalemme seguendo Gesù, ora delusi volgono le spalle alla città santa per tornare alla vita di prima. Mentre sono in viaggio, conversando e discutendo tra loro, Gesù si avvicina come il samaritano all’umanità ferita; prendendo l’iniziativa della conversazione pone una domanda entrando nelle loro preoccupazioni e  interessandosi dei loro discorsi.

I discepoli si meravigliano della sua ignoranza su quanto accaduto a Gerusalemme e tracciano le principali tappe della vita di Gesù con un racconto che finisce nella delusione: con la perdita del Maestro, i discepoli hanno perso anche la speranza nella liberazione di Israele ad opera del Messia.

Gli ebrei consideravano un uomo veramente morto dopo tre giorni. Trascorsi appunto tre giorni dalla morte di Gesù, i discepoli partono, senza ricordare le parole dette dal Maestro:

“il Figlio dell’uomo dovrà soffrire e morire ma il terzo giorno risorgerà” (cf Mc 10,32-34), proprio come le donne hanno annunciato, ma la parola delle donne è poco sicura e la visione con la parola degli angeli che riferiscono è inverificabile.

Eppure la tristezza dei due viandanti sta per cambiarsi in gioia, sarà Gesù stesso a ricordare loro le sue parole aprendo la loro mente all’intelligenza delle Scritture.

Dopo averli ascoltati, Gesù risponde indicando il punto che li tiene in scacco: la loro lentezza nel credere alla parola dei profeti. Quindi con pazienza, risveglia la loro fede, ricordando e spiegando in tutte le Scritture ciò che si riferisce a lui con una parola che fa ardere il cuore spento dei due fuggitivi. Mentre stanno raggiungendo il villaggio dove erano diretti, Gesù fa come se dovesse andare più lontano ma essi insistono per trattenerlo e Gesù accetta e rimane con loro. Ed ecco mentre sono a tavola, prende il pane, pronuncia la benedizione, lo spezza e lo dona a loro. In quel momento si aprono i loro occhi e lo riconoscono, mentre Gesù sparisce dalla loro vista.

I discorsi dei discepoli si animano di speranza, la tristezza si cambia in gioia e nel bisogno di condividere con gli altri quanto accaduto. Senza indugiare, anche se è ormai sera, fanno subito ritorno a Gerusalemme, non vogliono tenere per sé la buona novella. Giunti presso gli apostoli scoprono che il Signore li ha preceduti: è apparso a Simone; il gruppo che si era sciolto, ritrova l’unità nella fede e per la fede in Gesù risorto e vivo in mezzo a loro, in mezzo a noi!

Le Sorelle Carmelitane

Monastero Mater Carmeli – Biella Chiavazza     

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Posted in Cronaca

Alessio Demattia è stato eletto questa mattina, sabato 18 aprile, Presidente Provinciale di Gioventù Nazionale.

Il segretario provinciale FdL Davide Gilardino dichiara: “Un augurio di buon lavoro ad Alessio che finora ha mostrato impegno e dedizione, formando un gruppo giovanile in poco più di un anno. Sinergia e condivisione con i nostri giovani sono fondamentali per portare avanti progetti e istanze, oltre che la base per poter amministrare bene. Grazie a tutti i ragazzi”.

Alessio Demattia dopo la nomina commenta: “Ringrazio il presidente regionale Benetazzo, il segretario provinciale Gilardino e tutto il gruppo di Gioventù Nazionale della provincia. Continueremo a lavorare per il nostro territorio”.

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Redazione di  Vercelli

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Riceviamo e pubblichiamo

Il Partito Democratico del Piemonte e la Federazione provinciale del PD di Vercelli condannano con massima fermezza l’inqualificabile video diffuso sui social dai nuovi gestori del bar-trattoria di Sabbia di Varallo, assegnato di recente tramite bando comunale. Promuovere la riapertura del locale, fissata non a caso per il 25 aprile, utilizzando canzoni del ventennio e simboli della Decima Mas, rappresenta un’offesa gravissima alla storia del territorio e ai valori della Costituzione repubblicana.

Derubricare la diffusione di materiale di chiara matrice fascista a un “errore di tecnologia” o a un “gioco mal riuscito” è un insulto all’intelligenza dei cittadini e alla memoria storica dei nostri territori.

La città di Varallo ha ricevuto la Medaglia d’Oro al Valor Militare nel 1973 per il ruolo centrale della Valsesia nella Resistenza durante la guerra di Liberazione e la Regione Piemonte è stata insignita della Medaglia d’Oro al Merito Civile per la Resistenza, consegnata dal Presidente Sergio Mattarella nel 2016 per il coraggio e la solidarietà della popolazione durante la lotta di liberazione

Questa terra ha pagato un prezzo altissimo di sangue per liberarsi dal nazifascismo. Pensare di inaugurare un’attività commerciale in locali di proprietà pubblica il giorno della Festa della Liberazione con queste premesse è una provocazione squallida che respingiamo con sdegno. Esprimiamo la nostra totale vicinanza e solidarietà all’ANPI provinciale e alle sezioni locali.

L’antifascismo è il pilastro su cui si fonda la nostra Repubblica. Chiediamo all’amministrazione comunale di Varallo, che si è giustamente detta scioccata, di non limitarsi alla condanna verbale, ma di verificare se esistono ancora le condizioni per la concessione e di mettere in campo tutte le azioni necessarie al fine evitare che un bene comune diventi luogo di propaganda neo-fascista.

La risposta migliore a questi rigurgiti inaccettabili sarà la partecipazione massiccia e convinta di tutte e tutti alle piazze del prossimo 25 Aprile.

Domenico Rossi, segretario regionale PD Piemonte

Mariella Moccia, segretaria provinciale PD Vercelli

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