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Posted in Cronaca
Provincia di Vercelli, Regione Piemonte, Vercelli Città

E’ probabilmente il momento più difficile mai vissuto nella Casa Circondariale di Vercelli in ordine al sovraffollamento, quello che denunciano oggi i Radicali Italiani, dopo la visita alla struttura penitenziaria di Via del Rollone svolta nel pomeriggio di oggi, 24 agosto.

La delegazione è guidata dal Segretario Nazionale Filippo Blengino e dall’On. Bruno Mellano che i nostri Lettori conoscono da tempo nel suo ruolo di Garante delle persone ristrette della Regione Piemonte, ricoperto fino a qualche tempo addietro.

Al nostro microfono entrambi sottolineano luci e ombre, ma soprattutto un tasso di occupazione dei posti che è impressionante: a fronte di una capienza dichiarata di 229 persone, gli ospiti sono attualmente 368, di cui 33 donne.

Nel video che accompagna queste note gli esponenti radicali (accompagnati dal Garante per le persone detenute nominato dal Comune di Vercelli, Pietro Luca Oddo) si soffermano anche sullo stato dell’iter legislativo dei provvedimenti deflattivi che potrebbero alleggerire la situazione. Anche se, al momento, soluzioni in vista non ce ne sono.

Va parimenti sottolineata la carenza degli Organici del Personale penitenziario, compresi gli agenti della Polizia Penitenziaria: carenza d’organico che è tale già se rapportata alla capienza teorica, appunto 229 posti, immaginiamoci quanto si aggravi ulteriormente considerando quella reale di 368 ristretti:

“una grave carenza di Polizia penitenziaria e appena due educatori in servizio sui cinque previsti, di cui in queste settimane soltanto uno presente. È questa la situazione che abbiamo trovato oggi nel carcere di Vercelli.

 A preoccupare sono anche il forte disagio psichiatrico e gli episodi di autolesionismo, soprattutto tra i numerosi giovani adulti.

Ma il dato più grave è che la stragrande maggioranza dei detenuti trascorre le giornate senza fare nulla: pochissimo lavoro e pochissimi corsi, nonostante gli sforzi del personale.

Un carcere così non rieduca e non riduce la recidiva, ma diventa un’università del crimine”

 

Posted in Cronaca

In occasione della XXVII Giornata Europea della Cultura Ebraica, la Comunità Ebraica di Vercelli aderisce, domenica 6 settembre,  all’appuntamento europeo dedicato alla conoscenza, alla valorizzazione e alla condivisione della cultura e del patrimonio ebraico.

Il tema scelto per l’edizione 2026 è “Amore”, una parola semplice e universale che l’UCEI propone di declinare attraverso le molteplici forme dell’amore nella tradizione e nella cultura ebraica: amore per la famiglia, per la conoscenza, per la propria comunità, per la propria terra e per il patrimonio ricevuto dalle generazioni precedenti.

La Giornata Europea della Cultura Ebraica nasce da un’iniziativa avviata nel 1996 con l’obiettivo di aprire al pubblico i luoghi ebraici e far conoscere un patrimonio spesso poco visibile.

In Italia la prima edizione si è svolta proprio nel 2000.

La Giornata è oggi coordinata a livello europeo dall’European Association for the Preservation and Promotion of Jewish Culture and Heritage (AEPJ) e, in Italia, dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (UCEI).

Ogni anno sinagoghe, musei, quartieri e altri luoghi della cultura ebraica vengono aperti al pubblico attraverso visite, incontri, mostre e iniziative culturali.

A Vercelli la Sinagoga aprirà eccezionalmente le proprie porte alle ore 16.00 per una visita guidata al Tempio e al Museo.

L’incontro sarà dedicato in particolare alla storia delle famiglie ebraiche vercellesi e al rapporto profondo che nel corso dei secoli esse hanno mantenuto con la propria Comunità.

Un legame che emerge anche attraverso le opere, gli oggetti e le testimonianze oggi conservati nel Museo: donazioni, lasciti e recuperi raccontano infatti una storia fatta di appartenenza, cura e responsabilità nei confronti delle generazioni future.

La visita sarà quindi un’occasione per osservare il patrimonio della Comunità non soltanto come insieme di beni artistici e storici, ma come testimonianza concreta dell’amore per la propria tradizione e per il luogo di appartenenza.

Dietro ogni oggetto si possono infatti ritrovare persone, famiglie e storie che hanno contribuito a mantenere viva la presenza ebraica a Vercelli.

«Il tema dell’edizione 2026 – sottolinea la Presidente della Comunità Ebraica di Vercelli Rossella Treves ci offre l’opportunità di raccontare un aspetto particolarmente significativo della nostra storia: l’amore dimostrato dalle famiglie verso la propria Comunità attraverso il sostegno, le donazioni, la cura dei luoghi di culto e la volontà di trasmettere alle generazioni future un patrimonio che appartiene a tutti. Il Museo conserva oggi molte di queste testimonianze e permette di trasformare gli oggetti in storie e le storie in memoria condivisa».

La partecipazione alla visita è gratuita, ma i posti sono limitati ed è richiesta la prenotazione obbligatoria entro venerdì 28 agosto 2026 scrivendo alla mail segreteria.comunitaebraicavc@gmail.com oppure prenotando via Whatsapp al numero 3392579283.

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Posted in Cultura e Spettacolo

Una delegazione dei Radicali Italiani, domani, lunedì 24 agosto, sarà a Vercelli per visitare il carcere e verificarne le condizioni.

Presente il Segretario nazionale di Radicali Italiani Filippo Blengino, l’on. Bruno Mellano e il Garante dei detenuti di Vercelli Pietro Oddo.

L’iniziativa si inserisce nell’ambito della campagna ‘Dove finisce lo Stato’ e della mobilitazione in corso nelle carceri italiane, con l’obiettivo di monitorare le condizioni di detenzione e denunciare violazioni sempre più gravi ed evidenti.

E previsto un punto stampa alle 17.30 di fronte al carcere.

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Posted in Lo Sport
Provincia di Vercelli, Trinese

Cerchiamo di partire con il piede giusto per raccontare la entusiasmante serata vissuta a Trino sabato 22 agosto, ascoltando gli Explosion.

La band concederà, però, che diamo una doverosa precedenza all’ineguagliabile gruppo di Volontari (W la leva 2008) della Pro Loco di Trino che ha organizzato anche quest’anno gli eventi della Festa patronale di San Bartolomeo.

Tante le iniziative, intrattenimento di alto livello, un caleidoscopio di appuntamenti tra cultura, tradizione, economia… (il gran finale martedì 25: ci saranno anche i fuochi d’artificio) ma il centro “di gravità permanente” è la cucina.

Proposte del territorio e non solo, preparate con cura e fantasia ed una sempre sorprendente capacità organizzativa che permette di servire centinaia di persone praticamente senza attesa.

Il piccolo esercito di Volontari ha arruolato anche il Sindaco Daniele Pane che, con tanto di t-shirt azzurra, fa la sua parte.

In questa foto vediamo il gruppo quando tutti sono serviti e gli Explosion hanno iniziato lo spettacolo, concedersi un po’ di riposo.

***

Ma veniamo a questa band di veri artisti, che ci piace dire “a chilometri zero” e non certo perché si contentino di stare nel proprio orticello.

Anzi, dai vocalist Alex e Giulia agli strumentisti,

hanno tutti studi impegnativi ed un curriculum prestigioso alle spalle.

Li abbiamo conosciuti qui nel 2021 e non ci abbiamo messo molto a riconoscerne (a nostro modesto avviso) il valore; come i Lettori ricorderanno, abbiamo continuato a seguirli nell’ormai classico appuntamento trinese.

***

Allora perché una band a chilometri zero?

Perché – il particolare forse non è abbastanza conosciuto – la loro vita e la loro storia artistica racconta un’esperienza nata dalle nostre parti tra Alessandria, Moncalieri, Biella, Torino.

Insomma, conversando con loro (tra perentesi, un particolare non di poco conto: non se la tirano affatto, al contrario di tanti altri che si credono dei Bob Callero magari incompresi) si entra in contatto con talenti che arricchiscono la storia musicale della nostra regione.

Promettono (e mantengono) un coinvolgente “energy disco show”.

Come da domani – il video è abbastanza lungo e così anche l’elaborazione: sarà pubblicato in questa stessa pagina web, quindi si consiglia di tenere il linkpotremo offrire ai Lettori.

Ora vi lasciamo con la gallery.

Borgosesia 2

Derthona 1

Marcatori: 4’ pt Daniello, 37’ pt Moriano, 13’ st Dayan.

Borgosesia (4-3-3): Salina; Negretti, Cagia, Fiumanò, Calafiore; Dayan, Capogna (16’ st Bazzan), S. Gerbino (37’ st Pellicone); Manto (16’ st Cum), Berni (40’ st Valentino), Daniello (31’ st Piraccini).

A disp.: Autoriello, Crepaldi, Orsi, Bazzan, Loporto, Valentino.

All.: Forzatti.

Derthona (4-3-3): Manzi; Polizzi (25’ st Ceccarini), Gilli, Stanga, Cesari (25’ Nobile); Scienza (31’ st Tocila), T. Gerbino, Bortoletti (25’ st Lovaglio); Zunino, Moriano (37’ st Patti), Artiglia.

A disp.: Bosco, Daffonchio, Crozza, Atzeni.

All.: Cacciatore.

Arbitro: Guacchione di Collegno.

Assistenti: Vago di Busto Arsizio e Boni di Milano.

Note: cielo coperto. Terreno in erba sintetica. Spettatori: 300 circa. Ammonito: Cesari, S. Gerbino, Calafiore. Angoli: 1-5. Recupero: 3’ pt – 5’ st.

Buona la prima ufficiale per il Borgosesia, che inaugura la stagione agonistica staccando il pass per il primo turno di Coppa Italia.

Al termine di una gara intensa e combattuta, i granata si sono imposti per 2-1 sul Derthona, mostrando già una notevole condizione fisica e importanti trame di gioco.

La squadra di mister Thomas Forzatti, schierata con il 4-3-3, ha approcciato il match con grande determinazione, sbloccando il risultato già al 4′: Daniello si è brillantemente inventato uno spazio sulla sinistra, accentrandosi e battendo Manzi con un diagonale preciso.

Gli ospiti, guidati da mister Cacciatore, hanno faticato a trovare le contromisure in avvio ma sono cresciuti con il passare dei minuti, trovando il pareggio al 37′ con Moriano, bravo a capitalizzare un’azione rifinita da Artiglia e originata dal recupero palla di Zunino.

Nella ripresa il Borgosesia ha alzato ulteriormente il ritmo e la pressione offensiva.

Al 13′ è arrivato il gol del meritato sorpasso: un pallone lavorato da T. Gerbino per Berni si è trasformato in un assist perfetto per Dayan, che non ha esitato a scaricare in rete il pallone del definitivo 2-1.

Forte del vantaggio, la formazione valsesiana ha gestito il match con ordine e autorità, spegnendo le velleità di rimonta degli alessandrini fino al triplice fischio.

Prossimo appuntamento domenica 30 agosto alle ore 16 sul campo della Biellese per il primo turno di Coppa Italia.

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Redazione di Vercelli

Posted in Lo Sport

Is 22, 19-23

Dal libro del profeta Isaìa
Così dice il Signore a Sebna, maggiordomo del palazzo: “Ti toglierò la carica, ti rovescerò dal tuo posto. In quel giorno avverrà che io chiamerò il mio servo Eliakìm, figlio di Chelkìa; lo rivestirò con la tua tunica, lo cingerò della tua cintura e metterò il tuo potere nelle sue mani.
Sarà un padre per gli abitanti di Gerusalemme e per il casato di Giuda. Gli porrò sulla spalla la chiave della casa di Davide: se egli apre, nessuno chiuderà; se egli chiude, nessuno potrà aprire. Lo conficcherò come un piolo in luogo solido e sarà un trono di gloria per la casa di suo padre”.

Sal.137

RIT: Signore, il tuo amore è per sempre.

Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore:
hai ascoltato le parole della mia bocca.
Non agli dèi, ma a te voglio cantare,
mi prostro verso il tuo tempio santo.

  RIT: Signore, il tuo amore è per sempre.

Rendo grazie al tuo nome per il tuo amore e la tua fedeltà:
hai reso la tua promessa più grande del tuo nome.
Nel giorno in cui ti ho invocato, mi hai risposto,
hai accresciuto in me la forza.

  RIT: Signore, il tuo amore è per sempre.

Perché eccelso è il Signore, ma guarda verso l’umile;
il superbo invece lo riconosce da lontano.
Signore, il tuo amore è per sempre:
non abbandonare l’opera delle tue mani.

  RIT: Signore, il tuo amore è per sempre.

Rm 11, 33-36
Dalla Lettera di San Paolo Apostolo ai Romani.
O profondità della ricchezza, della sapienza e della conoscenza di Dio! Quanto insondabili sono i suoi giudizi e inaccessibili le sue vie!

Infatti, chi mai ha conosciuto il pensiero del Signore? O chi mai è stato suo consigliere? O chi gli ha dato qualcosa per primo tanto da riceverne il contraccambio?
Poiché da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose. A lui la gloria nei secoli. Amen.

Mt 16, 13-20
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: “La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?”. Risposero: “Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti”.
Disse loro: “Ma voi, chi dite che io sia?”. Rispose Simon Pietro: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”.
E Gesù gli disse: “Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli”.
Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.

***

UN PENSIERO SULLA PAROLA – A CURA DELLE SUORE CARMELITANE DEL MONASTERO “MATER CARMELI” DI BIELLA

Lasciamoci interrogare da Gesù

(Is 22,19-23; Sal 137; Rm 11,33-36; Mt 16,13-20)

Nel vangelo di questa domenica troviamo nuovamente Gesù fuori dalla sua patria, questa volta a Cesarea di Filippo, un’antica città romana ai piedi del monte Hermon, vicino alle sorgenti del fiume Giordano. Qui Gesù interroga i suoi discepoli chiedendo loro chi la gente dice che sia il Figlio dell’uomo; essi rispondono riportando le opinioni correnti: Giovanni il Battista, ritenuto da tutti un grande profeta inviato da Dio; Elia, che secondo la profezia di Malachia doveva tornare sulla terra prima dell’arrivo del giorno del Signore o un altro degli antichi profeti. Avviene anche nel nostro tempo che Gesù sia riconosciuto a volte anche dai battezzati, come un grande uomo, un grande profeta, un maestro dell’umanità, ma queste non sono professioni di fede e non bastano per essere cristiani. Se Gesù è semplicemente un grande uomo, la sua possibile influenza sulla vita e la speranza che può offrire sono unicamente operanti nel qui ed ora, senza la possibilità di un oltre. Gesù si interessa di quello che gli uomini dicono di lui e lo chiede ai suoi, forse perché sa che le domande dirette su temi delicati spesso non hanno un buon effetto. Ma se Gesù non è diretto con la gente, lo è con i discepoli e dopo aver ascoltato quello che viene detto di lui, chiede frontalmente ai suoi:

 “Ma voi, chi dite che io sia?”.

Se è interessante e importante sapere cosa gli altri pensano di noi, perché può essere un aiuto per migliorarci, senz’altro ha maggior spessore l’opinione di chi ci è accanto, vive con noi e ci conosce da tempo. Bisogna non dare nulla per scontato, alla seconda domanda di Gesù risponde solo Simon Pietro per una rivelazione dall’alto. In un altro passo evangelico Gesù mostrerà il suo stupore a Filippo che gli chiede:

“Mostraci il Padre e ci basta”,

rispondendogli:

“da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto Filippo?” (Gv 14,8-9).

Il tempo può aiutare, ma non è detto che anche dopo tanta frequentazione si conosca davvero una persona, in questo caso Gesù. Lasciamo che risuoni anche in noi la sua domanda: “ma tu, chi dici che io sia?”.

Si, chi è Gesù per me? Lui è davvero il Signore che mi guida e mi libera? Sperimento realmente la sua presenza viva? Accolgo e custodisco attivamente il dono di credere che Lui è vero Dio e vero uomo, che è nato, ha vissuto, sofferto, è morto e risorto per me, per ognuno, perché potessimo entrare nella vita che non muore? Questa rivelazione è tale perché è impossibile che sia frutto di approfondimenti e ricerche umane per quanto illuminate e profonde. Credere all’origine divina di Cristo, è come avviene per Pietro, frutto del contatto con il Padre celeste. Pietro che fa questa esperienza, che accoglie questo dono è chiamato ad aiutare gli altri a fondare la vita sulla Roccia che è Cristo, legando ciò che fa sbocciare la vita e sciogliendo ciò che la mortifica. Gesù è il figlio del Dio vivente, chi crede in lui entra fin d’ora nel mistero della vita che non muore e che Dio ci offre quali figli nel Figlio, come fonte di acqua che zampilla eternamente.

Le Sorelle Carmelitane

Monastero Mater Carmeli – Biella Chiavazza     

Posted in Pagine di Fede