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Posted in Cultura e Spettacolo
Provincia di Vercelli, Vercelli Città

“Come un viaggio…” con la metafora dell’homo viator, gli studenti hanno “esplorato” un “luogo” della città, un “territorio nel territorio”, perché il carcere è questo: i “viaggi” della vita di ciascuno nel “viaggio” della società e del mondo.

Ogni vita è un viaggio e nel “viaggio” i percorsi non sono sempre uguali, sono accidentati, sono in salita, in discesa, prendono “deviazioni”… ed il “viaggio” racconta un po’ chi siamo, chi vorremmo essere, chi vorremmo diventare, chi potremmo diventare…

Un autentico “viaggio” nella Casa Circondariale e nella “vita” di chi vive recluso, lo hanno fatto ieri 13 maggio alcuni studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore “Lagrangia” di Vercelli, accompagnati dalle docenti prof.ssa Acide, Prof.ssa Craversi, Prof.ssa Fais, Prof.ssa Finassi.

Sono i ragazzi delle classi V A les e V b les, V ab liceo classico e Va liceo linguistico.

Un “viaggio” per riflettere tra isolamento, dignità, riscatto, risocializzazione, re-inserimento… un “viaggio” che parla di un “mondo”, ma che parla di “noi”, della società, delle sue difficoltà, delle sue vittorie, del suo impegno.

Il progetto, attivo da anni nell’Istituto ed in altre scuole vercellesi, portato avanti con impegno, grazie alla collaborazione della docente referente del progetto Prof.ssa Acide Elisabetta in collaborazione con l’Amministrazione Penitenziaria ed in particolare con il Capo-Area dell’educativa carceraria Dott.ssa Valeria Climaco che da anni, oltre ad “investire” in progetti di prevenzione ed attenzione sociale, porta avanti iniziative di alto valore culturale, sociale e formativo, proprio all’interno della struttura della Casa Circondariale, con i suoi collaboratori interni e con una rete costruita nel tempo e consolidata, di volontariato, di Associazioni, di privati che in misura diversa, costruiscono progetti e percorsi atti ad offrire opportunità e incontri con la realtà territoriale e sociale.

Un “percorso” che vuole sensibilizzare i giovani ed aiutarli a “conoscere” una realtà, per fare prevenzione, per superare stereotipi e pregiudizi e per consentire un “approccio critico” ad alcuni temi sociali.

E proprio in questa direzione, sono state apprezzate le parole del Direttore della Casa Circondariale dott. Giovanni Rempiccia che ha accompagnato in alcuni momenti gli studenti in visita ed ha introdotto con una riflessione profonda, l’incontro con alcuni ospiti della Casa Circondariale in dialogo con gli studenti.

I momenti formativi sono stati diversi, l’incontro-dialogo con il direttore, l’incontro-dialogo con il comandante della struttura per quando concerne la competenza della sicurezza e del personale di polizia penitenziaria, dott. Luca De Santis, l’incontro con la dott.ssa Climaco Valeria, avvenuto sia a scuola, per approfondire tematiche affrontate e all’interno del “viaggio” nella Casa Circondariale, per aiutare gli studenti a comprendere l’importanza dell’articolo della 27 Costituzione: “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”.

Dunque un “viaggio” per interrogarsi sulla “finalità” della pena e sulla “finalità” delle sanzioni e della loro applicazione, ma soprattutto, un “percorso” per conoscere, per comprendere, per riflettere, per “ragionare” e creare un “pensiero” che non si basi solo su “opinioni”, ma sia consapevole e scaturito da conoscenza e confronti costruttivi.

Le parole della dott.ssa Climaco, con quelle del Direttore Rempiccia, hanno aiutato gli studenti ed i docenti presenti, ad “interrogarsi”, a “leggere” una realtà che è fatta di persone, di sbagli, di ricadute, di possibilità, di riprese…

Oltre la punizione ed il castigo delle pene inflitte, per “ragionare” in modo critico ed “umano”, per offrire “spazi” e cammini di riflessione per l’umanizzazione del giudizio che ciascuno deve farsi, dopo aver riflettuto, conosciuto, confrontato, dialogato.

E il dialogo è stato quello con gli ospiti della casa circondariale che hanno incontrato gli studenti e con loro hanno consentito un “intreccio di cammini”, trame di storie dolorose, di sbagli e di ricadute, di faticose risalite e di impegno, di opportunità mancate e di “mani tese” per ancora “progettare” un futuro di legalità e civiltà.

Racconti e parole, narrazioni e situazioni che “parlano” il linguaggio della fatica ma anche della soddisfazione, dell’impegno per “riuscire”, del fallimento e della nostalgia, ma anche della speranza.

Trame di vita che vengono offerte da chi nel carcere lavora, con impegno e passione e chi nel carcere ci è “giunto” per errori, sbagli e volontà, di chi nel carcere “visita”, non per “vedere” con  curiosità, ma per “osservare” e riflettere.

Studiate”, “non avvicinatevi ai soldi facili”, “qui non è un luogo bello…”

Parole semplici ma efficaci, parole che raccontano vite ed errori, parole che raccontano impegni: “Ho studiato e mi sono specializzato in diritto per aiutare chi condivide la mia situazione carceraria e non ha mezzi e strumenti per comprendere”; “Sto frequentando università”; “vado a scuola ma dovrei impegnarmi maggiormente nella frequenza…”; “mi mancano gli affetti”; “la famiglia è il mio sostegno”… storie di vita e di sofferenze, storie di sbagli reiterati e di possibilità…

Ed agli studenti viene offerta l’opportunità di ripercorrere la riflessione avviata a scuola con l’analisi dell’ art. 25 della nostra Carta Costituzionale “nessuno può essere punito se non in forza di una legge”, rimarcando l’intima correlazione tra i principi del “nullum crimen sine lege” e del “nulla pena sine lege“, in una assunzione di conoscenza dell’ importanza centrale, del principio della personalità della responsabilità penale sancito dall’art. 27 della Carta fondamentale, unito a quella funzione “non eccedente” che ha il suo significato anche nella risocializzazione, nel reinserimento, nel percorso educativo di consapevolezza che caratterizza ogni percorso umano di umanizzazione e di garanzia dei diritti di ciascuno.

Un percorso allora che ci racconta l’impegno della scuola e della struttura carceraria, volto a percorrere strade di educazione e di formazione.

Un progetto che ci racconta l’attenzione e l’impegno dei referenti di progetto prof.ssa  Elisabetta Acide  (per l’Istituto Scolastico) e dott.ssa  Valeria Climaco (per l’istituzione della Casa Circondariale nell’ambito dell’area Trattamentale) che con dedizione e passione cercano di “raccontare” problemi e rinascite,  difficoltà e successi, fragilità e cammini di vite e di “vissuti” perché il rispetto e la speranza devono abitare la vita di tutti.

Un progetto che ha l’ambizione di sensibilizzare alla legalità, alla conoscenza e attenzione alla vita detentiva, di “accendere una luce” sulle realtà di devianza, di  abbracciare tematiche come la solidarietà, la sensibilizzazione, avviare dialoghi etici, antropologici, sociologici, ma soprattutto consentire una “riflessione critica” ed empatica, un’analisi basata sulla responsabilità di  condurre percorsi su temi così importanti come giustizia, pena, devianza, criminalità, significanza della pena, e aiutare gli studenti a crescere come cittadini attenti e responsabili.

Un progetto che forse mette in luce l’impegno di alcuni docenti e operatori penitenziari, che nel loro impegno educativo, nella costruzione di legami significativi, vivono e provano a “tradurre” con passione ciò che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella auspicava: “Nella scuola si cresce, ci si incontra, si sviluppano cultura, affetti, solidarietà, conoscenza reciproca.  Si sperimenta la vita di comunità, il senso civico”.

Se la scuola educa e forma con l’apprendimento formale, informale e non formale, con sinergie e reti, offrendo opportunità e percorsi allora possiamo dire,  “prepara” al futuro, alla vita, offre spiragli di cammini, forma cittadini “pensanti”, “critici” ed “umani”, perché: “Colui che apre una porta di una scuola, chiude una prigione.” (Victor Hugo).

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Posted in Cronaca

Risò, il Festival Internazionale del Riso 2026 torna a Vercelli con un programma che rafforza la dimensione internazionale della manifestazione e ne consolida il ruolo di evento di riferimento per la filiera risicola, l’agroalimentare e la promozione del territorio.

La manifestazione si articolerà tra gli incontri d’affari del 9 e 10 settembre alla Borsa Merci, il Village aperto al pubblico dall’11 al 13 settembre e il convegno scientifico internazionale promosso dall’Università del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro” (UPO), in programma il 13 e 14 settembre.

Il programma B2B internazionale 

Accanto alla parte pubblica della manifestazione, vengono confermate e ulteriormente rafforzate le giornate dedicate agli incontri business internazionali, in programma il 9 e 10 settembre 2026 presso la Borsa Merci di Vercelli.

Gli appuntamenti B2B saranno organizzati da Ceipiemonte nell’ambito del Progetto Integrato di Filiera (PIF) “Agroalimentare” della Regione Piemonte finanziato dal PR FESR 2021-2027 e prevedono la stretta collaborazione con la Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte ed ICE Agenzia: sarà questo uno dei momenti centrali del Festival, mirato allo sviluppo delle relazioni commerciali, alla promozione delle imprese e all’apertura verso nuovi mercati esteri.

La giornata del 9 settembre sarà dedicata alle specialità alimentari del Piemonte, mentre il 10 settembre sarà riservato ai produttori e trasformatori di riso, nonché ai produttori di alimenti a base di riso o farina di riso: al centro di entrambe, un fitto programma di B2B tra imprese piemontesi, buyer e operatori specializzati internazionali, con l’obiettivo di favorire il dialogo tra domanda e offerta, creare nuove opportunità commerciali e consolidare il ruolo della Provincia di Vercelli e del Piemonte come punto di riferimento per il settore risicolo e agroalimentare a livello mondiale.

Il rafforzamento della componente B2B, dopo la positiva prima esperienza del 2025, conferma la volontà di fare di Risò non soltanto un evento di valorizzazione territoriale e culturale, ma anche una piattaforma concreta di business, networking e internazionalizzazione per le aziende della filiera.

Il Village, dove il riso diventa esperienza, cultura e convivialità

Dall’11 al 13 settembre 2026, il Village di Risò sarà il cuore pulsante della manifestazione e aprirà al pubblico con un programma ricco, coinvolgente e pensato per raccontare il riso in tutte le sue dimensioni: prodotto simbolo del territorio, eccellenza agroalimentare, elemento identitario e protagonista di una cultura che unisce tradizione, innovazione e convivialità. Per tre giorni, cittadini, visitatori, operatori del settore, famiglie e appassionati potranno vivere un’esperienza immersiva nel mondo del riso e della filiera risicola, attraverso eventi, degustazioni, incontri, attività divulgative, appuntamenti culturali, mostre e momenti di intrattenimento.

Il Village sarà uno spazio aperto e dinamico, capace di valorizzare le eccellenze locali e nazionali, favorire il dialogo tra produttori e pubblico e offrire occasioni di scoperta, approfondimento e partecipazione.

Al centro del programma ci saranno la promozione della cultura agroalimentare del territorio, il racconto delle produzioni risicole, la valorizzazione delle tradizioni vercellesi e l’attenzione ai temi dell’innovazione, della sostenibilità e della qualità.

Particolare attenzione sarà dedicata anche a due importanti ricorrenze per il territorio e per la storia della risicoltura italiana: i 160 anni del Canale Cavour, infrastruttura fondamentale per lo sviluppo agricolo e irriguo della pianura risicola, e gli 80 anni del riso Arborio, varietà simbolo della tradizione gastronomica italiana e tra le più rappresentative dell’eccellenza risicola nazionale. Anniversari, questi, che contribuiranno ad arricchire il racconto del Festival, intrecciando memoria, identità, paesaggio, innovazione e cultura del cibo, senza esaurire la proposta delle mostre previste all’interno del Village.

Il convegno scientifico internazionale a cura dell’Università del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro”

A conferma della crescente dimensione scientifica e internazionale della manifestazione, domenica 13 settembre, dalle ore 12:00, fino a lunedì 14 settembre 2026, alle ore 17:00, si terrà il convegno scientifico internazionale “International Conference on Rice Innovation for Sustainable Agricultural and Nutrition”, promosso dall’Università del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro”.

Un momento di alto profilo accademico e scientifico, dedicato ai temi dell’innovazione nel settore risicolo, della sostenibilità agricola e della nutrizione. Un’occasione di confronto tra scienziati, ricercatori e studiosi, con l’obiettivo di approfondire le prospettive future del riso in relazione alle sfide ambientali, produttive e alimentari.

L’iniziativa, ideata e coordinata da UPO, è stata condivisa con gli enti promotori di Risò – la Provincia di Vercelli, la Città di Vercelli e l’Ente Nazionale Risi – nell’ottica di un costante aggiornamento sulle attività di ricerca di eccellenza che l’Ateneo conduce a beneficio del progresso scientifico e della valorizzazione del settore. Il convegno ribadisce il ruolo centrale di UPO quale motore di innovazione internazionale, capace di attrarre nel vercellese i massimi esperti per definire le traiettorie future della risicoltura sostenibile.

Risò 2026, il racconto di una filiera che guarda al futuro

L’edizione 2026 conferma la capacità di Risò di mettere in dialogo mondi diversi ma profondamente connessi: imprese, ricerca, istituzioni, operatori internazionali, cittadini e visitatori. Una manifestazione che non si limita a celebrare il riso come eccellenza del territorio, ma lo racconta come patrimonio vivo, motore economico, elemento identitario e terreno di innovazione.

Attraverso un programma che unisce business, cultura, promozione, divulgazione e ricerca scientifica, Risò si propone come una piattaforma aperta e dinamica, capace di valorizzare la filiera risicola in tutte le sue dimensioni: produttiva, commerciale, ambientale, culturale e gastronomica.

Vercelli e la sua provincia si confermano così protagoniste di un racconto che parte dalla tradizione e guarda alle sfide del futuro, dalla sostenibilità alla competitività internazionale, dalla valorizzazione del paesaggio agricolo alla promozione delle eccellenze agroalimentari. Un’occasione strategica per presentare il territorio a una platea sempre più ampia, qualificata e internazionale, rafforzando il ruolo del Festival come appuntamento di riferimento per il mondo del riso.

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Posted in Eventi e Fiere

Formare oggi i lavoratori consapevoli di domani.

È questo l’obiettivo che ha spinto l’Istituto Mercurino Arborio di Gattinara a organizzare una mattinata interamente dedicata alla sicurezza e alla prevenzione, coinvolgendo attivamente gli studenti delle classi terze, quarte e quinte indirizzo C.A.T.

Una sinergia tra scuola e impresa

L’evento non è stato solo una lezione teorica, ma il frutto di una collaborazione strategica tra il mondo dell’istruzione e quello professionale.

L’iniziativa è stata infatti coordinata dalla professoressa Luisa Carla Sforza, che ha lavorato a stretto contatto con Cristian Borsoi, amministratore dell’azienda BGS.

Borsoi, professionista con 26 anni di esperienza nel settore della consulenza aziendale, ha portato in aula la competenza maturata sul campo, dando seguito all’impegno già espresso durante il convegno dell’ottobre 2025: promuovere una rinnovata cultura della prevenzione partendo proprio dai giovani, futura classe dirigente del Paese.

Oltre la norma: rimettere al centro la prevenzione

Durante l’incontro sono stati approfonditi temi cruciali come la valutazione dei rischi e la sicurezza antincendio. Il messaggio centrale trasmesso agli studenti è stato chiaro: la sicurezza non è un semplice obbligo burocratico o un elenco di procedure da spuntare, ma un valore etico e civile.

È un aspetto in cui credo molto – ha sottolineato Cristian Borsoied è fondamentale che i ragazzi comprendano l’importanza di rimettere al centro il concetto di prevenzione prima ancora dell’accadimento del rischio”,

La creatività degli studenti per messaggi di impatto

La mattinata ha vissuto il suo momento più dinamico quando la teoria ha lasciato spazio alla partecipazione diretta. Divisi in gruppi, gli studenti e le studentesse sono stati invitati a rielaborare i concetti appresi attraverso la realizzazione di cartelloni.

Muniti di pennarelli e creatività, i ragazzi hanno dato voce al loro punto di vista sulla sicurezza, sintetizzando in frasi significative e slogan d’impatto la necessità di tutelare la vita nei luoghi di lavoro. Un’attività che ha permesso di trasformare nozioni tecniche in messaggi personali e collettivi, rendendo i giovani protagonisti del processo formativo.

Un impegno civile e professionale

L’Istituto Mercurino Arborio conferma così la propria vocazione non solo didattica, ma anche civica. Fornire strumenti concreti per affrontare il mondo del lavoro con consapevolezza significa investire sulla salute e sul futuro degli studenti.

Grazie al supporto tecnico di BGS e al coordinamento pedagogico interno, la scuola si conferma il primo presidio per la diffusione di una cultura della sicurezza che possa, finalmente, fare la differenza nella società.

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Posted in Lo Sport

Le amministrazioni sono tornate al centro della vita del Parco dopo anni di oblio. È doveroso svolgere un ruolo pontiere per coordinare le istanze di un territorio che propone miglioramenti sentiti da amministratori e cittadini

«Non siamo i proprietari delle proposte, ma i coordinatori di un percorso nato dal territorio, con la nostra collaborazione».

Così il Presidente dell’Ente di Gestione delle Aree Protette della Valsesia, Carlo Stragiotti, interviene sul dibattito relativo alle proposte di riforma dell’EGAP Valsesia.

«Dalla mia nomina a Presidente, nel maggio 2023, e poi con la riconferma del 2025, ho assunto un impegno preciso con gli Enti della Comunità delle Aree Protette: ascoltare davvero le amministrazioni locali, raccogliere le loro criticità e provare a costruire un percorso per migliorare un Ente che, così com’è oggi, non risponde alle esigenze del territorio».

Il percorso è stato avviato formalmente nell’autunno 2025, con la convocazione della prima riunione della Comunità delle Aree Protette, fissata per il 7 novembre, nella quale è stata illustrata la volontà di costruire un pacchetto di proposte da portare alla Regione Piemonte.

Da lì è iniziata la raccolta delle istanze degli Enti territoriali.

Il 18 marzo 2026 è stata trasmessa una prima bozza di delibera e convocato un nuovo incontro per il 26 marzo; il 14 aprile è stata inviata una seconda bozza, ulteriormente affinata, con convocazione del confronto del 7 maggio.

Solo dopo quell’incontro è stato condiviso, l’8 maggio, il testo definitivo delle proposte, prima della richiesta di incontro agli Assessori regionali Marco Gallo e Paolo Bongioanni.

«Nel frattempo – osserva Stragiottialcuni soggetti, anche ambientalisti, sono intervenuti quando il testo non era ancora definitivo. Nulla di male, ci mancherebbe: il confronto è sempre utile. Però un sorriso è consentito quando si commenta un cantiere come se fosse già l’edificio collaudato. Le osservazioni sono legittime, ma sarebbe opportuno formularle sul testo finale, non sulle bozze in lavorazione».

Il documento definitivo contiene proposte articolate: riqualificazione della Casa del Parco di Alagna, manutenzione e valorizzazione della rete sentieristica, educazione ambientale, promozione territoriale, sostegno ad agricoltori e allevatori, gestione dei danni da fauna selvatica e presenza del lupo, interventi sul Monte Fenera, valorizzazione della Valle Strona, rafforzamento della comunicazione con cittadini e proprietari, screening VINCA più razionali per eventi ricorrenti, incremento dell’organico e del budget dell’Ente, oltre a una revisione degli strumenti pianificatori e normativi.

Tra le proposte vi è anche il rafforzamento del ruolo della Comunità delle Aree Protette, affinché le amministrazioni locali possano incidere maggiormente non solo nella fase di indirizzo, ma anche nella valutazione dell’operato del Direttore (il massimo Funzionario in forze tra il personale del Parco), legando così la gestione dell’Ente al rapporto concreto con i territori rappresentati.

«Il punto politico è semplice: le norme vincolistiche devono tutelare e gestire l’ambiente, non mummificarlo. Un Parco non può essere percepito come un ostacolo permanente allo sviluppo economico delle comunità che lo vivono. Le imprese turistiche, agricole e locali non devono essere soffocate da un sistema che dice solo “no”. La tutela ambientale è una cosa seria: proprio per questo deve essere intelligente, applicabile e compatibile con la vita reale dei territori».

Sul piano finanziario, Stragiotti precisa inoltre un altro aspetto: «L’EGAP Valsesia è un Ente strumentale della Regione Piemonte e vive di finanza derivata. Di fatto non dispone di una piena autonomia finanziaria: opera sulla base delle risorse trasferite dalla Regione. Più che di un bilancio inteso come leva autonoma di programmazione finanziaria, l’Ente dispone sostanzialmente di un budget operativo legato ai trasferimenti regionali. Le difficoltà derivano quindi dalla scarsità delle risorse trasferite, non da presunti “buchi” di bilancio, come qualche eccessivamente “decontratta” malalingua prova a insinuare. Il bilancio dell’Ente è contabilmente sano: lo scorso 28 aprile abbiamo approvato il Rendiconto della gestione finanziaria 2025, che fotografa con chiarezza la situazione contabile dell’EGAP. Il punto non è l’esistenza di debiti nascosti o squilibri strutturali, ma la necessità di avere risorse adeguate rispetto alle funzioni che l’Ente è chiamato a svolgere. L’EGAP, quale Ente a finanza derivata, non è un soggetto che può liberamente ricorrere all’indebitamento, contrarre mutui e costruire debito: proprio per questo parlare di buchi è fuorviante e politicamente scorretto. Il vero tema è un altro: se si vuole un Ente capace di gestire, tutelare, mantenere e valorizzare il territorio, servono trasferimenti adeguati e personale sufficiente».

Stragiotti precisa inoltre che l’iniziativa non è ostile alla Regione Piemonte: «Al contrario, il nostro obiettivo è aprire un confronto costruttivo con la Regione, che resta interlocutore fondamentale. Non siamo contro nessuno: non contro la Regione, non contro le associazioni ambientaliste, non contro il personale, non contro alcun attore del territorio. Con il Consiglio, gli Enti della Comunità e anche i cittadini che vivono nei due Parchi, con cui mi sono confrontato in alcuni incontri pubblici durante la raccolta delle istanze negli scorsi mesi, vogliamo semplicemente evitare che tutto resti com’è. Perché se l’EGAP non riesce a migliorare, se non riesce ad ascoltare i territori e a dare risposte concrete, allora perde il senso stesso della propria esistenza».

Il Presidente conclude chiarendo anche il tema del possibile trasferimento della gestione ai Comuni: «La gestione locale in forma consorziata, possibile solo dietro adeguati trasferimenti economici regionali, non è una bandiera ideologica, ma un’eventualità subordinata. Sarà la Regione, insieme agli Enti della Comunità delle Aree Protette, a valutarla qualora non fosse possibile procedere con le proposte avanzate dal territorio. Prima viene il confronto, prima vengono le riforme, prima viene il tentativo serio di far funzionare meglio l’Ente. Ma una cosa deve essere chiara: le amministrazioni locali e i cittadini residenti nelle Aree Protette sono tornati al centro della vita del Parco, e non intendono più restare spettatrici».

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Posted in Scuola e Università

Torna a grande richiesta, domenica 24 maggio a Santhià la mostra scambio Ruggine.

Visto il grane riscontro è stata aggiunta una data straordinaria al calendario della  mostra.

Un nuovo appuntamento prima della pausa che porterà a settembre.

Sempre “Ruggine” e di ruggine gli organizzatori sui occupano, con una gamma di espositori hobbisti di qualità e con l’amore per la conservazione, documentazione, riuso del patrimonio meccanico-tecnologico legato alla mobilità su due-tre-quattro ruote, ed al vintage generale.

L’appuntamento richiama appassionati di tutto il Piemonte, da regioni vicine ed anche da Svizzera e Francia, con un numero di espositori e visitatori di qualità, amatori, restauratori o semplici appassionati di bici, moto, auto, giocattoli d’epoca e vintage.

Ingresso libero per il pubblico.

Orario:

per gli espositori ingresso dalle 6.30 alle 8.00.

pubblico dalle 8.00 alle 15.00 circa…

Non serve prenotazione.

In caso di brutto tempo la manifestazione potrà subire annullamenti o ritardi.

Per informazioni:

tel. 3472205128

sito: www.rugginesanthia.it

mail: rugginesanthia@gmail.com

date 2026

24 maggio

27 settembre

25 ottobre

22 novembre

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Terminerà venerdì 29 maggio 2026 il periodo nel quale i genitori dei bambini della scuola per l’infanzia possono presentare la loro adesione ai Centri estivi comunali.

Le domande potranno essere presentate presso gli uffici comunali della Pubblica Istruzione, in Via Mameli, 14.

Per quanto riguarda l’assistenza ai soggetti disabili presso i gestori privati accreditati che hanno fornito l’assenso (oratori, associazioni e società sportive) il Comune si farà carico del personale educativo specializzato fino a sei settimane e per un massimo di otto ore al giorno: i genitori che saranno interessati, prima dell’avvio dei centri estivi privati dovranno fare domanda direttamente all’Ufficio Pubblica Istruzione di via Mameli, 14 entro il 19 maggio.

Dai 3 ai 6 anni, invece, le famiglie di bimbi disabili potranno far riferimento al servizio direttamente organizzato dal Comune per tutti gli alunni della scuola dell’infanzia che si svolgerà presso la Scuola d’infanzia Martiri della Libertà dal 1 al 31 luglio secondo l’orario che va dalle 7,30 alle 17,30.

Un successivo periodo, dal 1 al 4 settembre, potrà eventualmente essere attivato in base alle richieste di iscrizione.

Rimarrà invariato, infine, l’accesso ai centri estivi dagli 0 ai 3 anni: dal 1 al 31 luglio saranno attivati in due dei tre nidi comunali.

Le attività si svolgeranno dal lunedì al venerdì dalle ore 7,30 alle ore 17,30.

Per i bambini della scuola primaria, infine, sulla pagina web sul sito del Comune di Casale Monferrato sono raccolti tutti i dati dei centri estivi accreditati per l’anno 2026; in questo modo i genitori potranno trovare in modo agevole e, soprattutto, in un unico spazio tutti i riferimenti per poter decidere la soluzione più indicata per i propri figli, finalizzando le iscrizioni direttamente con le strutture prescelte.

Tutte le informazioni sui centri estivi 2026 sono disponibili alla pagina https://comune.casale-monferrato.al.it/novita/centriestivi-2026/

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