VercelliOggi
Il primo quotidiano online della provincia di Vercelli

Abbonamento annuale – Sottoscrizione richiesta

Devi essere un iscritto con Abbonamento annuale per accedere a questo contenuto.

Iscriviti ora

Sei già abbonato? Accedi

Posted in Lo Sport

Borgosesia 1

Accademia Borgomanero 1

Marcatori: 33’ st Montalbano, 38’ st Latta su rigore.

Borgosesia (4-3-2-1): Salina; Bazzan, Ballarini, Mazzola, Florio; Doratiotto (27’ st Fimognari), Desiderato, Bieller; Giacona (42’ st Manto), Piraccini (34’ st Latta), Ghibaudo (12’ st Loporcaro).

A disp.: Vinzio, Pellicone, Perego, Sementa, Tampellini.

All.: Cretaz.

Accademia Borgomanero (4-2-3-1): Mersini; Battistella, Modena, Sacco, Fontana (44’ st Chouni); Gheller, Lukiv (31’ st Pratini); Kouadio, Corona (19’ st Montalbano), Disisto; Grechi (31’ st Caffi).

A disp.: Gilardi, Piletta, Vischioni, Giacometti, Bogogna.

All.: Forzatti.

Arbitro: D’Amelio di Chivasso.

Assistenti: Lops e Petracca di Cuneo.

Note: cielo sereno. Terreno in erba sintetica. Spettatori: 350 circa. Espulso: 25’ st Cretaz per proteste. Ammoniti: Piraccini, Grechi, Desiderato, Mazzola, Bieller, Montalbano, Fontana. Angoli:. 5-2.

Recupero: 2’ pt – 5’ st.

Il campionato 2026 del Borgosesia si apre con un pareggio nel derby contro l’Accademia Borgomanero.

La partita è tirata, seppur giocata a buon ritmo da ambo i lati.

La posta in palio è veramente alta visto che si tratta di uno scontro diretto al vertice.

I valsesiani sono primi in classifica e vantano la miglior difesa, gli agognini, attacco più prolifico del girone, sono terzi in graduatoria.

Il secondo tempo vede passare avanti gli ospiti con Montalbano, il pari arriva con Latta che trasforma il rigore conquistato da Giacona.

Pronti via e Bazzan ci prova alzando troppo la mira.

Proteste granata poco dopo per un rilancio di Modena che incoccia in area sul braccio di Sacco, il direttore di gara non ravvede irregolarità.

Gli ospiti si fanno vedere al 19’ con l’acrobazia di Corona; Salina gli dice di no.

Cinque minuti dopo Giacona difende palla in area e con una girata chiama in causa Mersini.

E’ il 26’ quando Modena suggerisce con una sponda per Corona che non inquadra lo specchio della porta.

34’ e 38’. Cerca gloria Disisto ma la sua incornata e il suo tiro non sono precisi.

Al 43’ uno schema da angolo porta Ballarini alla conclusione, Mersini c’è.

Si torna in campo e il tiro di Corona viene deviato da un compagno ed esce.

Minuto 8, Lukiv chiama Salina al grande intervento.

Al 25’ Mazzola mura il tiro di Grechi.

Tre giri di lancette e Salina dice di no a Disisto.

Dopo la mezzora, la difesa chiude il tiro di Loporcaro.

Gli agognini passano in vantaggio al 33’ con Montalbano che raccoglie una ribattuta e insacca.

Al 37’ il Borgosesia conquista il calcio di rigore con Giacona che ruba il tempo al suo marcatore.

Sul dischetto si presenta Latta che pareggia.

Si chiude la gara con il colpo di testa a lato di Mazzola.

Per restare sempre aggiornato sui contenuti offerti

da VercelliOggi.it aderisci ai nostri Canali Social:

Iscriviti alla nostra pagina Facebook

e al nostro Gruppo pubblico di Facebook

al nostro account di Instagram

al nostro canale di Whatsapp

al nostro canale Telegram

Redazione di Vercelli

Posted in Lo Sport

Abbonamento annuale – Sottoscrizione richiesta

Devi essere un iscritto con Abbonamento annuale per accedere a questo contenuto.

Iscriviti ora

Sei già abbonato? Accedi

Posted in Lo Sport

Abbonamento annuale – Sottoscrizione richiesta

Devi essere un iscritto con Abbonamento annuale per accedere a questo contenuto.

Iscriviti ora

Sei già abbonato? Accedi

Posted in Lo Sport

Il Borgosesia Calcio dà il benvenuto in granata a Matteo Sementa, centrocampista offensivo classe 2003.

Cresciuto calcisticamente nel Settore Giovanile del Parma, Sementa ha completato il proprio percorso con i ducali fino al campionato Primavera, mettendo in mostra qualità tecniche e personalità.

Il passaggio al calcio dei grandi arriva con la Carrarese, in Serie C, prima di proseguire nella stessa stagione con il Desenzano. Successivamente veste la maglia del Fiorenzuola, continuando il proprio percorso di crescita.

Nell’attuale stagione ha iniziato il campionato con il Real Calepina, prima dell’approdo a Borgosesia, dove è pronto a mettersi a disposizione dello staff tecnico.

Per restare sempre aggiornato sui contenuti offerti

da VercelliOggi.it aderisci ai nostri Canali Social:

Iscriviti alla nostra pagina Facebook

e al nostro Gruppo pubblico di Facebook

al nostro account di Instagram

al nostro canale di Whatsapp

al nostro canale Telegram

Redazione di Vercelli

Posted in Lo Sport

Borgosesia Calcio in lutto per la scomparsa di Zelico Petrovic, venuto a mancare all’età di 77 anni.

Estremo difensore di assoluto valore, Petrovic stabilì nella stagione 1967/1968 uno dei record più importanti della storia societaria, mantenendo la porta inviolata per 543 minuti. Un primato rimasto imbattuto fino al campionato 2016/2017, quando Davide Libertazzi lo superò raggiungendo 578 minuti senza subire reti.

Nato a Pola il 14 aprile 1948, Petrovic è stato uno dei protagonisti della squadra granata capace di conquistare la IV Serie, entrando di diritto nella storia del club.

Nel corso della sua carriera in Italia ha vestito anche le maglie di Novara, Catania, Taranto, Rimini, Vicenza e Jesi, prima di chiudere il proprio percorso calcistico a San Marino, difendendo i pali del Cosmos.

A Borgosesia ha lasciato un segno profondo e un ricordo indelebile.

Per restare sempre aggiornato sui contenuti offerti

da VercelliOggi.it aderisci ai nostri Canali Social:

Iscriviti alla nostra pagina Facebook

e al nostro Gruppo pubblico di Facebook

al nostro account di Instagram

al nostro canale di Whatsapp

al nostro canale Telegram

Redazione di Vercelli

Posted in Lo Sport
Provincia di Vercelli, Regione Piemonte

Is 42, 1-4. 6-7

Dal libro del profeta Isaìa

Così dice il Signore:
«Ecco il mio servo che io sostengo,
il mio eletto di cui mi compiaccio.
Ho posto il mio spirito su di lui;
egli porterà il diritto alle nazioni.
Non griderà né alzerà il tono,
non farà udire in piazza la sua voce,
non spezzerà una canna incrinata,
non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta;
proclamerà il diritto con verità.
Non verrà meno e non si abbatterà,
finché non avrà stabilito il diritto sulla terra,
e le isole attendono il suo insegnamento.
Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia
e ti ho preso per mano;
ti ho formato e ti ho stabilito
come alleanza del popolo
e luce delle nazioni,
perché tu apra gli occhi ai ciechi
e faccia uscire dal carcere i prigionieri,
dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre».

Sal.28

RIT: Il Signore benedirà il suo popolo con la pace.

Date al Signore, figli di Dio,
date al Signore gloria e potenza.
Date al Signore la gloria del suo nome,
prostratevi al Signore nel suo atrio santo.

  RIT: Il Signore benedirà il suo popolo con la pace.

La voce del Signore è sopra le acque,
il Signore sulle grandi acque.
La voce del Signore è forza,
la voce del Signore è potenza.

  RIT: Il Signore benedirà il suo popolo con la pace.

Tuona il Dio della gloria,
nel suo tempio tutti dicono: «Gloria!».
Il Signore è seduto sull’oceano del cielo,
il Signore siede re per sempre.

  RIT: Il Signore benedirà il suo popolo con la pace.

At 10, 34-38

Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, Pietro prese la parola e disse: «In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga.
Questa è la Parola che egli ha inviato ai figli d’Israele, annunciando la pace per mezzo di Gesù Cristo: questi è il Signore di tutti.
Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nàzaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui».

Mt 3, 13-17

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui.
Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare.
Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».

UN PENSIERO SULLA PAROLA, A CURA DELLA PROF. ELISABETTA ACIDE

Il secolo è il VI, l’editto di Ciro re di Persia, ha consentito al popolo di Israele, deportato a Babilonia (l’impero che lo stesso Ciro ha conquistato), il rientro in patria.

Le pagine del “secondo Isaia” (capitoli dal 42 al 55), si aprono come in una “scena” a teatro e il “presentatore”, Dio, lo annuncia:

Ecco il mio servo che io sostengo, il mio eletto di cui mi compiaccio.Ho posto il mio spirito su di lui;egli porterà il diritto alle nazioni(prima lettura).

La “dignità” del Servo: in ebraico ’ebed, personaggio “misterioso”, che è stato “identificato” da taluni con Mosè, da altri come il profeta Geremia, lo stesso Isaia?

Il popolo in ritorno? , ipotesi di “maestro di sapienza” o “messianica”… sicuramente un uomo “sostenuto da Dio”, uomo in cui Dio ha posto il “suo spirito”.

Un “servo” dunque che non è “schiavo”, che vive a corte, secondo la tradizione antica, quasi un “primo ministro”.

Gli aggettivi ed i verbi utilizzati dallo scrittore sacro sono precisi:

“Non griderà né alzerà il tono, non farà udire in piazza la sua voce, non spezzerà una canna incrinata, non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta; proclamerà il diritto con verità. Non verrà meno e non si abbatterà”… un uomo coraggioso ma mite, un uomo che porta una verità ma senza “gridare”, con efficacia delicata ma potente, una “fiamma” che “accende” di verità la vita senza alzare al voce.

E quello “stoppino” non si spegne perché in assenza di olio, ma è “ravvivato”, la fiamma non languisce, ma che si “alimenta”…

E Dio rassicura, “io ti ho chiamato per la giustizia e ti ho preso per mano”, chiamato e preso per mano…

Una vita a “disposizione” del Signore.

“Servo” che utilizzerà la dolcezza, la mitezza, la pazienza, il coraggio, la perseveranza…

Un “servo” che non condanna, me che porta giustizia, proclama il diritto nella verità.

Un Dio che “prende per mano”  per una “missione”: “perché tu apra gli occhi ai ciechi e faccia uscire dal carcere i prigionieri,dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre”.

E in questo “servo” si intravede la figura di Gesù, “servo sofferente”.

Servo che “testimonia”.

Servo che ha una “missione”: “apra gli occhi ai ciechi e faccia uscire dal carcere i prigionieri,
dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre
”. Inviato a “liberare”, a “guarire”, a “portare luce”, a “riaggregare” i dispersi per un “progetto” di Dio.

E quella “testimonianza” l’evangelista Matteo la fa “apprezzare” in quella “fila” lungo le sponde del Giordano che “vede” anche Gesù (Vangelo).

Un Gesù “sceso” dalla Galilea alla Giudea, un Gesù “adulto” (lo abbiamo lasciato bambino di ritorno dall’Egitto in quella città chiamata Nazaret e lo ritroviamo uomo tra quegli uomini in fila).

Il “camminatore” ha iniziato il suo percorso: un cammino fisico, ma un “cammino” che fa “erompere” una nuova “epifania”: irruzione del divino nell’umano.

Un cammino in quella valle degradante al deserto, i passi su quella via che attraversa quella regione romana chiamata Palestina, percorso iniziato “a casa” e terminato “in quell’acqua”.

San Matteo ci presenta Gesù: arriva camminando come gli altri uomini, si “mette in fila”, attende “il suo turno”, arriva davanti a Giovanni.

Gesù “si presenta” e Giovanni “lo presenta”:

Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?”.

Non si “scompone” Gesù, non lo fa tacere, non abbassa la voce ma neppure grida. Afferma:

Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia”.

“Allora egli lo lasciò fare”.

Una immagine che ci racconta quella “volontà” di Dio che caratterizza l’atteggiamento di ogni credente: “lascia fare” a Dio. Affidati, abbi fiducia, abbi pazienza, non affannarti… si compirà la giustizia di Dio.

E Giovanni lo “battezza”, in fila come gli altri, “entra” nella dimensione dell’esistenza dell’uomo per “lasciare” spazio a Dio.

E Dio ha un “progetto”.

A Giovanni, Gesù, chiede l’atteggiamento fondamentale del credente, di non porre ostacoli al “progetto” di Dio.

Il “progetto” presentato dall’evangelista Matteo è la giustizia di Dio nel disegno rivelato da Gesù.

Dio si fa vicino: fedeltà a Dio e solidarietà con l’uomo.

Un Dio “fatto immergere” ed “esaltato”.

E il Padre “lo riconosce”. L’Epifania dell’Amore: “Questi è il Figlio mio, l’amato”.

Il Padre presenta il Figlio.

Un Figlio amato.

Un “Figlio amato” in fila con i peccatori… spiazzante.

Anche Giovanni non comprende…

Gesù “immerso” in quell’acqua con i peccatori, sarà “immerso” fino alla fine con i peccatori.

Sulla croce avrà accanto “malfattori”.

Un Dio in dialogo con i peccatori.

Un Dio che rivela e ci rivela il suo volto. Il Figlio amato che ama.

Rivelazione grandiosa: Dio incarnato, amato, ama.

Dio è lì con quegli uomini: Figlio – Dio come il Padre.

Dio “immerso” nell’umanità.

Un Dio non solo “perfettissimo, creatore e signore, giudice…”ma un Dio “immerso” nel mondo con l’uomo.

Gesù è al Giordano… Gesù “venne”, “viene”, è con l’uomo peccatore.

Gesù “viene” per essere “immerso” nell’umanità che ha bisogno di lui, per condividere le difficoltà, i cammini faticosi.

Gesù “viene” perché vuole “immergersi” con l’uomo, perché nessuno si senta solo, abbandonato,sconfitto, inadeguato, fallito.

Gesù “viene” perché dice all’uomo: “hai fatto sbagli ma non sei sbagliato”.

Gesù “viene”, Figlio amato, per “essere” con l’uomo, per “essere amore”, per essere “amore che ama”.

Gesù “viene” per “entrare” e “immergersi” nella vita di ogni uomo e illuminarla di Amore.

E dopo che si è “immerso”, egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui”

“Vede” quello Spirito che aleggiava sulle acque nel tempo dell’ “In Principio”.

“Viene” sopra di Lui. 

Spirito che trasforma e dona vita.

Incontro tra la “voce” che grida ed invita alla conversione ed il “Signore”:battesimo “di acqua” e battesimo “nello Spirito”.

E Dio lo “presenta”: Amore.

L’esperienza di Amore che Gesù ha “vissuto” nello Spirito, ora è proclamata dal Padre al mondo: In lui mi sono compiaciuto, in lui ho realizzato il mio disegno, in lui lascio vivere il mio Amore.

Il progetto di Dio è un progetto d’Amore.

In Lui ho posto il mio compiacimento”: Dio è felice, Dio esulta di gioia per il Figlio Incarnato. Lui porterà a “compimento” il disegno di Amore del Padre per il  mondo.

Figlio sono “orgoglioso” come Padre per te, che hai scelto di essere “servo” per amore.

Lo dirà lo stesso Gesù riportato dall’evangelista Giovanni:

Il mondo conosca che tu mi hai mandato e che li hai amati come hai amato me” (Gv 17,23), la reciprocità dell’Amore e il riconoscimento della gioia reciproca.

Le parole di Dio che sappiamo compariranno solo in un altro episodio raccontato dagli evangelisti: la trasfigurazione.

L’annuncio di Dio.

Il “disegno” proclamato da San Pietro. “dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nàzaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui” (seconda lettura).

E San Luca annota: Pietro “prende la parola” un annuncio, un Kerygma:

Questa è la Parola che egli ha inviato ai figli d’Israele, annunciando la pace per mezzo di Gesù Cristo: questi è il Signore di tutti.”

Annuncio della salvezza, annuncio per tutti.

Lui ne è stato testimone.

Il “respiro” dell’universalità dell’ accoglienza, del dono della pace, del “risanamento” attraverso Gesù…

E cogliamo il “respiro” della “Chiesa comunità aperta” (sarà confermato nel Concilio di Gerusalemme), che sa accogliere nel nome di Cristo, battezzare, annunciare la pace per mezzo di Cristo.

E se Cristo è il “Signore di tutti”, tutti siamo “fratelli”, “figli”, accolti da Colui e per Colui che ha dato la Sua vita per “tutti”, perché tutti ritrovassero la Vita.

E il brano degli Atti degli Apostoli ci interpella “quanto sappiamo, noi oggi, battezzati, essere comunità aperta?”, “quanto sappiamo abbattere muri e divisioni per accogliere ed annunciare la sua pace come persone riconciliate?”; “quanto sappiamo vivere ed annunciare la Parola come testimoni convertiti e trasformati dallo Spirito Santo?”…

Le parole di Pietro ci “interpellano”, interpellano le nostre vite, le nostre comunità cristiane: quanto siamo docili nell’accettare e vivere ciò che la Chiesa ci chiede, essere fedeli al Vangelo, camminare sulla strada della santità e non dimenticare di essere “comunità” di Cristo, di vivere con umiltà e speranza il “disegno” di Dio?

Pietro è “testimone” e “trasformato” dallo Spirito, porta la Parola… e noi quanto sappiamo “uscire” ed essere “missionari”? quanto sappiamo essere “accoglienti”? quanto sappiamo rendere le nostre comunità accoglienti, luoghi di “comunione”?

Lasciamoci trasformare dai “disegni” di Dio, lasciamoci guidare, lasciamo “spazio” a Dio, “immergiamoci” con umiltà, dopo esserci “messi in fila” come ha fatto Gesù al Giordano.

Ascoltiamo anche noi quella “voce” che ci chiama “figli amati”.

Con il Battesimo siamo stati “generati”, figli e fratelli, lo Spirito è stato “effuso” e ci ha “inondati” d’Amore generoso e totale che ci abbraccia.

Non possiamo “tenerlo per noi”.

 

 

 

Posted in Pagine di Fede

Francesco Pietrasanta Presidente dell’Unione Montana dei Comuni della Valsesia segnala l’entrata della Valsesia nelle schiere di Uncem (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani).

La Valsesia entra in forze nelle schiere di Uncem (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani) a difesa di chi abita la montagna.

L’ufficialità della nomina nel Consiglio nazionale del consigliere comunale di Rossa Marco Defilippi e del Sindaco di Alagna Valsesia Roberto Veggi porta a 5 il numero di rappresentanti in questa realtà.

Un risultato mai raggiunto prima che evidenzia la forza del nostro territorio e l’interesse che c’è nella nostra valle.

A dicembre nel Consiglio regionale di Uncem Piemonte siamo stati nominati io per diritto come Presidente dell’Unione Montana dei Comuni della Valsesia, il mio vice Daffara Alberto e l’assessore del Comune di Varallo Roberto Carelli. Io sono anche membro della Giunta regionale.

Insieme al Presidente nazionale Marco Bussone e al regionale Roberto Colombero porteremo avanti una strategia che possa dare voce alla nostra comunità e trasmettere idee e cambiamenti a vantaggio di tutte le comunità montane.

Complimenti a tutti e grazie per l’impegno e la voglia di mettersi in gioco”.

Per restare sempre aggiornato sui contenuti offerti

da VercelliOggi.it aderisci ai nostri Canali Social:

Iscriviti alla nostra pagina Facebook

e al nostro Gruppo pubblico di Facebook

al nostro account di Instagram

al nostro canale di Whatsapp

al nostro canale Telegram

Redazione di Vercelli

Posted in Cronaca, Enti Locali

Abbonamento annuale – Sottoscrizione richiesta

Devi essere un iscritto con Abbonamento annuale per accedere a questo contenuto.

Iscriviti ora

Sei già abbonato? Accedi

Posted in Lo Sport

Abbonamento annuale – Sottoscrizione richiesta

Devi essere un iscritto con Abbonamento annuale per accedere a questo contenuto.

Iscriviti ora

Sei già abbonato? Accedi

Posted in Salute & Persona