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I Riti della Settimana Santa.
Tema importante e che, tuttavia, pare darsi quasi per scontato, come se le cicliche cadenze dell’anno liturgico un po’ lo inglobassero.
Invece la Settimana Santa è il “cuore dell’anno liturgico, solenne approdo rituale verso il culmine del mistero pasquale di Cristo, morto e risorto per salvare l’umanità dal peccato.
La Settimana Santa costituisce il vertice di un cammino forte di vita cristiana, che chiamiamo Quaresima e che possiamo definire come un “tempo per fare spazio”: è infatti un tempo di rinnovamento e purificazione per fare esperienza di conversione, lo spazio per Dio nella nostra vita”.
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Ha esordito così Don Stefano Bedello (Parroco di Santhià e Liturgista di fama) che ieri, 4 aprile, ha accolto l’invito del Parroco di Verolengo, Don Valerio D’Amico: la sua lezione si inserisce nel quadro delle ricche iniziative parrocchiali proprio in preparazione alla Santa Pasqua.
Un uditorio molto attento ha ascoltato il sacerdote vercellese, dall’oratoria semplice quanto profonda.
Un po’ di storia:
”La liturgia cristiana – spiega Don Stefano – dalle forme primitive, passa presto ad una ritualità più ricca ed assume, dopo le persecuzioni dei primi secoli, molte espressioni di partecipazione dei credenti alle celebrazioni liturgiche. Tali forme di “religiosità popo-lare” vengono attestate già nel IV sec. dalla pellegrina Egeria, nel suo Diario di viaggio: massiccia presenza nei “luoghi santi” di Gerusalemme, la preghiera spontanea e commossa, i gesti rituali, i gemiti e le espressioni di gioia, tutto testimonia un “modo popolare” di vivere la liturgia negli stessi luoghi, nelle stesse ore, con le stesse parole dei Vangeli, per rivivere quanto là era accaduto.

Nel Medioevo avviene una specie di divorzio fra la liturgia, troppo clericale e celebrata in una lingua ormai inaccessibile, e la pietà popolare, che si esprime in forme più adatte alla comprensione: sorgono così forme devozionali (talora con eccessi folcloristici) che affiancano alle celebrazioni liturgiche le “sacre rappresentazioni”, grandi catechesi popolari sul mistero di passione e morte di Cristo, ottimali per la comprensione di tutti, ma incapaci tuttavia di esaurire la sua vera portata teologica e soteriologica”.
Occorre però ricomporre ad unità le varie tendenze.
Continua, infatti, Don Bedello:
“Il rapporto tra religiosità popolare e liturgia in ambito cristiano non è mai stato facile, per il rischio di una deriva delle forme di pietà verso forme riduttive di partecipazione e di consapevolezza cristiana, quando non di derive scaraman-tiche. Il magistero dei Papi, da Pio XII a Francesco, ha tuttavia richiamato l’im-portanza di una corretta integrazione, “evangelizzando” la pietà popolare per essere sempre più conforme alla verità della Rivelazione e ai genuini contenuti di fede, orientando i fedeli verso la sorgente del vero spirito cristiano, che è la celebrazione liturgica dei sacramenti.
Le liturgie della Settimana Santa – dalla Domenica delle Palme al Venerdì Santo – sono accompagnate da riti “rappresentativi”: l’ingresso messianico di Gesù in Gerusalemme, accompagnato dal corteo delle palme (o degli ulivi), la lavanda dei piedi nella liturgia del Giovedì Santo (in Coena Domini), l’adorazione della Croce (o la Via Crucis e la processione del Cristo morto) nel giorno “a-liturgico” del Venerdì Santo.
Questi elementi liturgici, così emotivamente coinvolgenti ed evocativi, sono vere catechesi per immagini, e non si discostano mai dalla Parola proclamata nel contesto della celebrazione; i gesti e i segni compiuti non devono ridursi a mere manifestazioni cultuali, evitando di far smarrire ai partecipanti l’autentica adesione di fede che in quella rappresentazione è richiesta”.
Occorre, però, “non fermarsi sul Golgota”, cioè andare oltre il dramma del Venerdì Santo, perché la signorìa della Pasqua abbia ragione dell’oltraggio della morte. Una tensione che Don Stefano tratteggia senza esitazioni:
“Anche se attualmente, almeno in Italia, religiosità popolare e liturgia coesistono senza gravi conflitti (la ricchezza espressiva e la forza commovente delle rap-presentazioni favoriscono un certo risveglio spirituale), resta tuttavia alta la di-saffezione di tanti fruitori di questi “eventi religiosi” alla vita liturgica e pasto-rale della comunità, quasi come se l’atto partecipativo semel in anno ad una pro-cessione possa in qualche modo esaurire le esigenze di un vero itinerario di fede.
Figuranti e spettatori delle Passioni del Venerdì Santo si lasciano coinvolgere dal senso del sacro e del mistero, si lasciano commuovere dall’amore sacrificale di Cristo, ma tanti di loro non andranno oltre quella morte…
Ecco la grande “perdita” di chi si ferma al Consummatum est del Golgota: la morte di Gesù non è l’ultima parola. C’è una gioia piena ed eterna che esploderà il terzo giorno. E quel canto di esultanza per una vita nuova e definitiva – che scaturisce dalla Risurrezione – lo si può sperimentare autenticamente solo nella luminosa liturgia pasquale della Chiesa”.
Una serata molto istruttiva, dunque, anch’essa viatico verso la Settimana Santa.
Rotary San Gaudenzio con Daniele Massaro al Golf Cavaglià
Questo fine settimana al Gc Cavaglià si è aperto con la prima Friend’s Golf Challenge un importante evento benefico organizzato da Rotary San Gaudenzio che ha visto come ospite d’onore Daniele Massaro ex giocatore del Milan e della Nazionale Italiana, protagonista prima in campo e poi vero “animatore” della premiazione dove sono stati estratti anche i biglietti della lotteria. Malgrado una temperatura non proprio primaverile una cinquantina di giocatori hanno animato la gara giocata con formula Louisiana a coppie sulla distanza di 18 buche (Stableford).
Nel lordo al 1° posto la coppia Simone Bucino/Alberto Caneparo con 39 punti.
Nel netto primi Daniele Tonso/Mauro Ariel Blanc con 44, seguiti da Sergio Protti/Fabrizio Faitelli con 43 e Alessandra Songa/Dario Finali con 42. Prima coppia mista Giovanni Vasta/MariaGrazia Gallia con 40.
Il ricavato della manifestazione sarà a favore dell’associazione “Chiaroscuro” di Novara, un ente che lavora con le persone affette da disturbi alimentari quali la bulimia e l’anoressia.
Bucino nel WAGC Tour
Domenica 3 aprile ha fatto tappa il circuito con finale nazionale ad accesso diretto e finale internazionale WAGC Tour 2022 (18 buche, 3 categorie, formula max score).
Premiati. 1a categoria: 1° lordo Simone Bucino Cavaglia’ 68, 1° Netto Paolo Schellino Cavaglia’ 73, 2° Netto Giorgio Andrigo Cavaglia’ 74. 2a categoria: 1° Netto Giuseppe Gaeta Cavaglia’ 66, 2° Netto Mauro Malinverni Cavaglia’ 66. 3a categoria: 1° Netto Gabriele Sabbatino Crema 59, 2° Netto Bruno Carmagnola Cavaglia’ 68. 1° Ladies Anna Maria Lo Conte Cavaglia’ 70. 1° Seniores Piero Ceresa Cavaglia’ 67
Programma weekend al Gc Cavaglià
Questo fine settimana al Golf Club Cavaglià sarà dedicato ad un doppio evento targato #GolfPassion che metterà in palio soggiorni gratuiti presso il Residence Relais Carpediem a Roma (con inclusi green fee per il Marco Simone campo dove si giocherà la Ryder Cup) e il nuovo Pareus Beach Resort di Caorle.
Si inizierà proprio sabato 9 aprile con il Pareus Beach Resort in Tour 2022 e si proseguirà domenica 10 aprile con il Carpediem in Tour 2022, entrambe le gare saranno sulla distanza di 18 buche, Stableford e 3 categorie (iscrizione gara soci 20€, esterni gara e green fee 70€).
Un paio di anticipazioni sulle prossime gare di aprile.
Sono già aperte le iscrizioni per la Louisiana di Pasquetta con la classica grigliata, mentre sabato 23 aprile è prevista la gara promozionale (giocatore + neofita) “Porta un amico al golf”.
Info e iscrizioni 0161/966771 – segreteria@golfclubcavaglia.it.
Redazione di Vercelli
Grande cordoglio a Tricerro e Trino per la prematura scomparsa di Laura Gregorin, di anni 58.
“Una grande ballerina di liscio”, così la commemora l’ex Sindaco di Tricerro, Ezio Borgogna, che ricorda con particolare commozione la circostanza che lo vide officiarne le nozze, in Comune, nell’anno 2010, con l’ormai defunto marito Sergio Lungo.
Laura abitava a Tricerro, in Via Marconi, era una persona per bene, rispettosa ed era molto ambita nelle case dei compaesani per la sua professionalità nella collaborazione domestica.
Ezio, che è anche un componente della “Free Music Band”:
“Ricordo il suo sorriso, il modo gentile e cordiale di salutare ogni qual volta che l’incontravo. Seguiva sempre la nostra orchestra ovunque: aveva una gran voglia di vivere!”
Laura lascia la mamma Maddalena, il papà Flavio, la sorella Anna, il nipote Stefano con Stefania.
Le esequie, per l’ultimo saluto a Laura che arriverà dall’Hospice di Gattinara, avranno luogo lunedì 4 Aprile alle 15, nella chiesa parrocchiale di Tricerro.
Il Santo Rosario sarà pregato domenica sera alle 18,30 sempre nella stessa chiesa.
Sincere condoglianze ai famigliari per la perdita della loro cara.
Tutta Vercelli si stringe con un abbraccio affettuoso e dolente alla Famiglia Valeriano.
E’ spirata la Signora Tonina Opezzo, moglie di Fabrizio e mamma di Federica ed Andrea.
Aveva 60 anni e da tempo combatteva contro una malattia che non lascia, neppure oggi, spazio alla speranza.
E forse è proprio questa la lezione più grande, l’esempio più luminoso che questa morte lascia a noi tutti, ma soprattutto ai suoi cari: la dignità ed il coraggio con cui la Signora Tonina ha portato la propria croce, l’amore incondizionato e la dedizione inesausta, quotidiana, capace di affrontare a viso aperto e senza afasie una sofferenza che, come avrebbe detto Cesare Pavese, “ci accompagna dal mattino alla sera, insonne, sorda”.
Chi ha avuto il privilegio di conoscere la Signora Tonina ne ricorda l’intelligenza viva, la sollecitudine amorevole per la sua famiglia.
A Fabrizio, Federica, Andrea, il nostro abbraccio affettuoso.
Il Santo Rosario si pregherà domani, venerdì 1 aprile ad ore 18 alla Chiesa parrocchiale del Sacro Cuore al Belvedere in Vercelli dove, sabato 2 aprile ad ore 10,30, si celebrerà le S.Messa esequiale.
Vado–Borgosesia 1-1
Marcatori: 25’ pt Galvanio, 42’ pt Areco.
Vado (4-3-3): Cirillo; Tinti, De Bode, Brero, Casazza; Cenci (41’ st Costantini), Lazzaretti, Cattaneo (33’ st Quarta); Galvanio, Aperi (1’ st Anselmo), Capra. A disp: Ghizzardi, Favara, Nicoletti, Turone, Napolitano, Bonanni. All.: Solari.
Borgosesia (3-5-2): Gilli; Iannacone, Puka, Frana; Monteleone (23’ st Guatieri), Zazzi (37’ st Farinelli), Areco, Salvestroni (23’ st Bernardo), Carrara; Latini, Manfrè. A disp.: Gavioli, Colombo, D’Ambrosio, Eordea, Barbetta. All.: Lunardon.
Arbitro: Mancini di Pistoia.
Guardalinee: Roselli di Avellino e Mantella di Livorno.
Note: giornata piovosa. Terreno in erba sintetica. Spettatori: 100 circa. Ammoniti: De Bode, Cenci, Lazzaretti, Iannacone, Capra, Casazza, Tinti. Angoli: 5-7. Recupero: 0’ pt – 4’ st.
Sotto un cielo grigio di pioggia, il Borgosesia con personalità torna a muovere la classifica con un prezioso pareggio ottenuto in rimonta.
I valsesiani si presentano a Vado Ligure con tanti assenti ma con il solito ordine tattico e la consueta voglia di fare il proprio gioco.
Novità è quella del modulo con il passaggio dal 3-4-3 al 3-5-2.
La fase iniziale di gioco non regala occasioni da rete.
Le squadre si studiano; con il Borgosesia impegnato nel palleggio dal basso e il Vado che chiude gli spazi.
Al primo affondo i padroni di casa trovano il vantaggio.
Galvanio riceve palla da Aperi, entra in area e di precisione batte Gilli.
Il Borgo si rende pericoloso con Salvestroni; la sua conclusione però è centrale.
Al 37’, Salvestroni lascia partire un sontuoso tiro a giro che colpisce il palo interno.
Il pareggio arriva con un gioiello di Areco; minuto 42, il numero 5 granata si incarica della battuta di una punizione da posizione defilata e manda il pallone nell’angolino alto alla sinistra di Cirillo.
La ripresa si apre con l’incornata alta di Brero.
Al 6’, Areco dalla distanza manda a lato.
Due minuti dopo, Monteleone viene chiuso da De Bode al momento del tiro.
Al 24’ Latini di prima intenzione trova l’opposizione in angolo della difesa di casa.
Dopo la parità persiste sino alla fine.
Redazione di Vercelli

































