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Se tutto il 2021 è stato un anno di sviluppo per lo Studio “Riadatto”, dell’Ing. Stefano Vantaggiato e di sua moglie l’Arch. Ilaria Angioni, il rush finale verso il Natale è davvero travolgente.
Ma andiamo con ordine.
Come se fosse una conferma della grande considerazione che tutto il mondo “padano”
(Varallo Sesia, Quarona, Valduggia – leggi qui -)
pare nutrire per i giovani Professionisti, si segnalano, nel corso dell’anno, anche gli incarichi conferiti dal Comune di Balocco.
Si incomincia a febbraio 2021 – leggi qui l’Atto conseguente –
quando, a seguito di manifestazione di interesse, il Professionista è chiamato ad occuparsi delle adiacenze di Piazza Roma.
L’incarico è deliberato dalla Giunta Comunale, presenti il Sindaco, Gian Mario Morello con gli Assessori Antonella Maria Alessandra Benedetto e Valentina Marinone.
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Si prosegue poi a novembre dello stesso anno, quando, sempre nel piccolo centro della Baraggia, c’è bisogno di dare una sistemata all’area sportiva della Frazione Bastia.
Il responsabile del procedimento ha, peraltro, cura di annotare, tra le motivazioni della propria determinazione:
“DATO ATTO che in capo al responsabile del procedimento e ai titolari degli uffici competenti ad adottare pareri, le valutazioni tecniche, gli atti endoprocedimentali e il provvedimento finale non sussiste conflitto di interessi, neppure potenziale secondo quanto disposto dall’art. 6 bis della legge 241/1990” .
Dunque, tutto ok.
Come è tecnicamente e legittimamente possibile che avvenga nei piccoli e piccolissimi Comuni, può capitare che un Amministratore o addirittura il Sindaco assuma anche la veste di responsabile di un servizio.
Nel caso, quello che assegna l’incarico.
Incarico che è, duqnue, conferito – leggi qui – all’Arch. Angioni da Gian Mario Morello.
Padano fedelissimo del Commissario provinciale del partito, On. Paolo Tiramani.
Nonché, già in quel momento, Consigliere provinciale titolare di importanti deleghe, come l’edilizia scolastica.
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Ma, come si diceva, quella che parrebbe come la vera e propria investitura come Studio tenuto in grande considerazione al palazzo di Via San Cristoforo di Vercelli, dove un tempo i Padri Barnabiti tenevano Collegio, arriva il 16 dicembre dello stesso anno.
Lo Studio Riadatto è capofila di un raggruppamento tra professionisti che comprende anche gli Ingegneri Marco Pichet (rectius: Marco Fauda Pichet; parte del cognome dev’essere “saltata” nel testo, ma è famoso) e Luca Albertella.
Si tratta di un incarico notevole dal punto di vista della previsione di onorario – leggi qui –
come assai di rado la Provincia ha assegnato.
E, poiché le nuove norme che apportano (ulteriori) semplificazioni burocratiche in emergenza Covid lo permettono, l’assegnazione avviene senza particolari forme di selezione ad evidenza pubblica.
Così pare, almeno, leggendo l’Atto, che è, come abbiamo detto, integralmente a disposizione poco sopra.
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Dunque, il 16 dicembre 2021 la Provincia assegna direttamente ad un raggruppamento tra Professionisti di cui è capofila lo Studio Vantaggiato, un incarico per oltre 100 mila euro di onorario.
Siccome si tratta di una determina con tutti i crismi di regolarità, bisogna dare per acquisito che sia confortata dal parere conforme di controllo contabile della Direzione finanziaria della Provincia.
Direzione di cui è responsabile Piero Gaetano Vantaggiato che è anche, ma in altra veste, padre dell’Ingegnere Capofila e suocero dell’Arch. Angioni: non è detto, però, che sia lui a rendere materialmente il parere; più verosimilmente e probabilmente sarà intervenuto qualche Collaboratore.
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L’Atto è adottato da una figura importante nell’Organico della Provincia, l’ Ing. Marco Acerbo, che di lì a poco diventerà a sua volta Dirigente.
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Non è, peraltro, la prima volta che la Provincia stabilisce di avvalersi di quella collaborazione professionale.
Già nel 2020 – leggi qui – sempre Acerbo propone di assegnare a Stefano Vantaggiato un incarico del valore di 28 mila euro – leggi qui -.
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Si tratta di fatti rispetto ai quali non risulta che il Presidente della Provincia, Eraldo Botta, abbia mai avuto qualcosa da obbiettare.
Va detto che se ne può parlare perché gli Atti dell’Amministrazione Provinciale di Vercelli riportano tutti i nomi dei Professionisti incaricati.
Circostanza, quest’ultima, fino a poco tempo fa appena ovvia; ma, da qualche tempo, pare non essere più una cosa così scontata in alcuni Comuni del territorio.
Ne parleremo presto, presentando un importante convegno indetto a Gattinara, proprio per approfondire in sede tecnica la necessaria conciliazione tra il diritto alla trasparenza e quello alla privacy.
Anche se qualcuno potrebbe obbiettare che, a Gattinara è un po’ come parlare di corda in casa dell’impiccato, si cercherà di agire con tatto.
(Continua)
Non si dovrà però mai confondere l’errore con l’errante (…) .
L’errante è sempre ed anzitutto un essere umano e conserva, in ogni caso, la sua dignità di persona e va sempre considerato e trattato come si conviene a tanta dignità.
Inoltre, in ogni essere umano non si spegne mai l’esigenza, congenita alla sua natura, di spezzare gli schemi dell’errore (…) – 83.
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Impossibile ed è inutile dire perché, non ripensare, in questo mese di marzo 2022, alla “Pacem in Terris” di Papa Giovanni XXIII.
Eccola qui integrale una luce ancora oggi capace di illuminare il nostro orizzonte.
E qui l’incomparabile brano composto da Mons. Marco Frisina per la colonna sonora del film dedicato al Santo Pontefice.
Ed il pensiero torna a farsi vivo, insieme al dittico che giustappone, per invitarci a “non confondere mai”, l’errore e l’errante, anche questo pomeriggio 11 marzo alla Casa Circondariale di Vercelli.
Quando possiamo incontrare questo gruppo di persone che pensa al proprio futuro, consegnandolo, come il passato, a Dio, per dedicarsi con attenzione e passione ad un’attività che potrà essere d’aiuto per trovare, in un domani che si spera non lontano, un lavoro.
La “fantasia” di Valeria Climaco, responsabile delle Attività educative al Carcere di Billiemme, questa volta si è studiata di organizzare un corso di cucina.
Cucina dietetica, anche.
Un corso serio, che concentra il 60 ore tutti i 13 moduli di solito seguiti dagli chef quando si applicano allo studio delle varie preparazioni.
Al termine, un attestato di partecipazione: un “pezzo di carta” che qualcosa conterà.
Ce ne parla lei stessa nel nostro video, che riprende anche le parole del docente, il grande cuoco e insegnante (42 anni di carriera), Giancarlo Cometto.
L’iniziativa di offrire un percorso formativo di questo livello si è tradotta dall’idea al progetto e poi alla sua realizzazione grazie ad un’Agenzia formativa specializzata, anch’essa parte della migliore tradizione culturale vercellese, il Centro interprovinciale per l’Istruzione degli adulti di Biella e Vercelli: ce ne parla il Direttore, Emanuela Verzella.
Infine, la parola agli Operatori del Carcere, che vivono anch’essi la loro quotidianità insieme alle persone ristrette.
Al nostro microfono l’Ispettore Superiore della Polizia Penitenziaria, Giuseppina Gambino, una figura professionale di altissimo profilo e di altrettanto grande umanità, che da anni incontriamo in queste occasioni.
VercelliOggi.it ha avuto il piacere di condividere questa opportunità con Lella Beretta, fotografa che non ha certo bisogno di presentazioni.
Vi lasciamo con il nostro filmato, che fa parlare i protagonisti.
(marilisa frison) – Avvincente dialogo con Federico Ottavis, alle 18 di questo lunedì 7 Marzo 2022, nell’appuntamento culturale “Dialoghi”, organizzato d’Al Lantarnin dal Ranatè.
L’argomento iniziale pensato da Federico era sul tema della bruttezza, visto che in genere si parla sempre di bellezza.

La moglie di Mario Martuzzi, reduce da una visita al museo, appena sentita la parola bruttezza ed ancora turbata dal quadro del nano Morgante, ritratto dal Bronzino, ha preso il cellulare e ha fatto vedere le foto fronte/retro del buffone della Corte Medicea, nudo, ed esposto in una sala dedicata, a Palazzo Pitti.
Però, il prof. Ottavis, all’ultimo, non essendoci Massimiliano Sanfedino, ha preferito dirottare su un argomento di attualità: la guerra in Ucraina:
“Ne parlano tutti, ne parliamo anche noi, aggiungiamo qualcosa in più”.
Esorta Federico, sostenendo che è molto difficile parlare di una guerra in corso, “live”, è più semplice parlare di una guerra passata perché si hanno tutti gli elementi sul tavolo e basta metterli in ordine. Dopo aver esposto i suoi pensieri e confrontatosi con i presenti, il relatore si è ricollegato nella sua materia, la letteratura e ha parlato di un poeta che ha raccontato la guerra ed è un poeta di guerra per eccellenza: Giuseppe Ungaretti.
Questo grande poeta nato ad Alessandria d’Egitto, con origini toscane, con la particolarità di scrivere poesie brevi e senza punteggiatura e orpelli, perché scritte velocemente in trincea.
Un poeta moderno e cosmopolita, che si è mosso in tutto il mondo, con una cultura molto particolare essendo vissuto in un contesto arabo.
Nel 1914, quando scoppiò la prima guerra mondiale, Ungaretti partecipò attivamente alla campagna interventista, arruolandosi in seguito nel 19º Reggimento di fanteria della Brigata “Brescia” quando, il 24 maggio del 1915, l’Italia entrò in guerra.
A seguito delle battaglie sul Carso, cominciò a tenere un taccuino di poesie, che furono poi raccolte dall’amico Ettore Serra, un giovane ufficiale.
Ungaretti al fronte scrive per sopravvivere e con le sue poesie ci fa capire la guerra, il dolore, riportando sotto ogni poesia il luogo e la data in cui erano state ispirate. Praticamente un diario di poesia. Federico ci ha letto e spiegato alcune poesie tra cui “Commiato”, in cui il poeta si immerge nel proprio animo. Straordinaria la poesia “Veglia” dedicata all’amico morto in trincea in cui lui difronte alla morte mai si sente così legato alla vita e così desideroso di vivere. “Ho passato una notte intera sdraiato vicino a un compagno ucciso, massacrato, con la bocca contratta dalla morte rivolta verso la luna piena, il rossore e il gonfiore delle sue mani che sono penetrati nel mio intimo. Proprio in quel momento ho scritto lettere piene d’amore. Non mi sono mai sentito così tanto attaccato alla vita”
Questi incontri sono pillole di saggezza, lezioni di vita, i relatori si impegnano e si preparano su argomenti sempre attuali e coinvolgenti.
È veramente un peccato perderli.
Allegato il video integrale.
Tre partiti sicuramente ancora poco conosciuti:
Italiexit, fondato dal Senatore Gian Luigi Paragone;
Ancora Italia, che si ispira alle posizioni del filosofo Diego Fusaro
e, infine, Siamo (niente a che vedere con SiAmoVercelli), che ha proprio nei relatori di oggi (conosceremo in particolare il Dott. Dario Miedico) i propri dirigenti.
Ed è proprio il Medico Legale a suo tempo radiato dall’Ordine dei Madici di Milano
(peraltro, come riporta anche questo articolo,
poco dopo avergli conferito l’onorificenza per i 50 anni di professione medica) per le sue posizioni critiche nei confronti dei vaccini.
L’incontro (confinato nel piazzale a ridosso dell’Hotel Cinzia dove, a Sant’Eusebio, ci sono i baracconi) ha visto una buona partecipazione di persone.
Non si sa perché sia stata assegnata ai neonati partiti questa sistemazione: la partecipazione è stata buona, anche se qualche lacuna organizzativa (avvisi arrivati all’ultimo minuto) e, appunto, la “location” (a dir poco) “decentrata” non hanno aiutato.
Inutile dire che l’incontro arriva in un momento di evidente crisi di un certo forse acritico rigore: emergono contraddizioni e falle nel sistema.
Medici sospesi anche a Vercelli perché non vaccinati.
Sospesi e poi riammessi perché, nel frattempo, hanno avuto il Covid e, quindi, risultano immunizzati.
Un numero non ancora precisato (sono al lavoro per fornire dati o, almeno, stime attendibili sia i Sindacati dei Lavoratori, sia quelli degli Imprenditori) di Lavoratori, anche in provincia di Vercelli è stato lasciato a casa di punto in bianco, senza lavoro e senza stipendio.
Ma, con cadenza ormai pressochè quotidiana, arrivano le prime pronunce di Tribunali
(ad esempio l’ultima di questa settimana, della V Sezione del Tar Lazio)
le quali “sospendono” le sospensioni o, quanto meno, la privazione dello stipendio.
E’ proprio il Tribunale Amministrativo romano ad avere stabilito, con un’Ordinanza destinata ad avere seguito, che al Lavoratore sospeso spetta comunque almeno il 50 per cento della retribuzione, considerata minimo vitale.
In effetti, un po’ tutti non ci siamo accorti – dicono con forza Italexit, Ancora Italia e Siamo – che (forse perché chi doveva decidere pensava a numeri inferiori di persone che rifiutano il vaccino) un’ondata senza precedenti, anche quanto a brutalità nella esecuzione delle misure, si è abbattuta su almeno 500 mila lavoratori italiani.
Che vorrebbero andare a lavorare, sono negativi al tampone, ma sono buttati fuori dai posti di lavoro e lasciati senza un euro in tasca.
Però, sia pure, per ora, solo in sede di provvedimenti cautelari, le decisioni della Magistratura paiono orientate a tutela dei Lavoratori: in modo non unanime, ma prevalente.
La posizione di Italexit, Ancora Italia e del Dott. Miedico è chiara, a sostegno delle scelte di chi rifiuta il vaccino anticovid: non è sicuro.
Lo dimostrerebbe anche lo stesso modulo – clicca qui –
presentato per la sottoscrizione delle persone che scelgono di sottoporsi al vaccino, dichiarando di essere al corrente dei rischi relativi: in particolare su questo punto, il Dott. Miedico ha una posizione assolutamente chiara.
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Dibattito non meno teso, questo pomeriggio, per quanto riguarda il green pass.
La misura appare sempre più superata, nei fatti, dall’evolvere della pandemia: da lunedì tutto il Piemonte tornerà “bianco”, ma fino al 31 marzo, per quanto riguarda il super green pass, non cambierà nulla.
Di tutto questo si è parlato questo pomeriggio, in cui, come abbiamo visto, l’intervento più atteso è stato quello del Dott. Miedico.
Le sue sono parole che – forse – non siamo abituati a sentire.
Ma che possono concorrere a tratteggiare un quadro più completo.
In particolare quando sottolinea come i vaccini anticovid non abbiano potuto essere testati (ed è ovvio, data la ristrettezza dei tempi) al fine di verificarne l’assenza di effetti avversi nel medio e lungo periodo.
Nel nostro video, a lui la parola.
Un grave lutto ha colpito il mondo del Commercio vercellese e, più in generale, quel vasto quadrante urbano che prende il nome di “Zona Ospedale”.
E’ mancato all’affetto dei suoi cari e dell’intera città il Signor Enrico Carlevaro, un vero galantuomo, esempio di una vita dedicata al lavoro, iniziato quando era solo un ragazzo.
Aveva 87 anni ed aveva incominciato l’attività di Lattaio oltre 60 anni fa e chi scrive personalmente annovera tra i primi, infantili, ricordi, vaghi quanto indelebili, quel giovane educato che portava la bottiglia in vetro con il tappo di stagnola, a casa nella vicina Via Trino.
Il suo negozio è stato a lungo, fino alla pensione, in Via Petrarca, dove pure risiedeva.
Lascia la Signora Fiorina, sempre con lui anche nell’attività professionale e le due figlie, Marzia e Graziella.
A loro le sincere ed affettuose condoglianze di VercelliOggi.it.
Il Santo Rosario si pregherà oggi alle 17 alla Sacra Famiglia in Via Parini dove, domani, 22 febbraio, alle ore 9,30 si svolgerà il funerale.
Pro Vercelli 1
Renate 1
Marcatori: 9’ pt Della Morte, 30’ pt Maistrello
Pro Vercelli (3-4-3): Rizzo M.; Cristini, Masi, Auriletto; Bruzzaniti (27’ st), Louati (16’ st Belardinelli), Vitale (43’ st Jocic), Crialese; Della Morte (16’ st Rolando), Comi, Panico (27’ st Gatto). A disp.: Gelmi, Rendic, Minelli, Clemente, Rizzo L., Macchioni, Secondo. All.: Lerda.
Renate (3-5-2): Pizzignacco; Tedeschi, Silva, Spaltro (34’ st Sini); Anghileri, Baldassin, Esposito (45’ st Marano), Gavioli (15’ st Celeghin), Cicconi; Maistrello, Chakir (35’ st Piscopo). A disp.: Albertoni, Cugola, Morachioli, Ermacora, Merletti, Rossetti. All.: Cevoli.
Arbitro: Leone di Barletta
Guardalinee: Catallo di Frosinone e Merciari di Rimini
Quarto uomo: Ursini di Pescara.
Ammoniti: Tedeschi (R), Louati (PV), Baldassin (R), Crialese (PV), Comi (PV), Belardinelli (PV), Esposito (R)
Recupero: 0’ pt – 4’ st
Muove la classifica la Pro Vercelli che ottiene un pareggio contro il temibile Renate.
Apre i giochi Della Morte mentre alla mezz’ora Maistrello sigla il definitvo pareggio.
Subito in vantaggio la Pro Vercelli che va a segno con Della Morte al 9’ inzuccando in rete il cross di Comi.
Al quarto d’ora Della Morte, sempre di testa, mette fuori.
Alla mezz’ora il Renate pareggia con Maistrello che approfitta di un pasticcio di Rizzo.
Al 38’ Baldassin impegna Rizzo, sull’altro fronte Bruzzaniti, senza fortuna, ci prova dalla distanza.
La ripresa si apre con la Pro in avanti.
Al 6’ Panico crossa per Vitale che da ottima posizione non inquandra lo specchio della porta.
3 minuti dopo Panico in rovesciato manda alto.
Dopo la gara si sviluppa per lo più a centrocampo senza ulteriori occasioni da gol.
Finisce così con un pareggio.
Redazione di Vercelli
Per un nuovo partito che, prima di tutto, si impegna ad organizzare una scuola di

politica pensata senza trascurare (anche) un’infarinatura di filosofia greca,
è appena normale trovarsi alle prese con certa “fenomenologia” vercellese: quella della Giunta del Niente (in sigla GdN), piuttosto che di Husserl.
Del tipo: ti concedo (a te nuovo partito) lo spazio per mettere il tuo gazebo, all’incrocio tra Via Veneto e Corso Libertà: tutti i sabati, 9 metri quadri belli belli.
E sai perché?
Perché c’è il Covid.
E sai che c’è ancora?
Che, invece, per i gazebo delle Associazioni di volontariato, il Covid o non c’è, oppure deve andare bene così lo stesso, perché loro il gazebo lo mettono come vogliono.
***
I rappresentanti vercellesi del partito che si ispira al filosofo Diego Fusaro ed ha come leader nazionale il giornalista e avvocato Francesco Toscano, rimangono perplessi.
Ma come?!
– A noi via il gazebo ed in Piazza Cavour, invece, vai con i banchetti?!
Allora – bisogna capirli, perché sono nuovi – fanno la cosa più semplice: una bella lettera aperta al Sindaco per chiedere spiegazioni.
Ma qualcuno può credere che il Pirata risponderà?!
Si accettano scommesse.
Però bisogna ammirare la tenacia: per ora non demordono, sempre che poi non si stufino.
La domanda è: Ancora Italia riuscirà a fare diventare la Giunta del Niente un po’ meno niente o, invece, sarà la Giunta del Niente che farà diventare Ancora Italia, un po’ meno Italia e un po’ più Vercelli?
E qui, né i greci, né Fusaro, né Husserl: come minimo, ci vorrebbe Jacques Lacan
E già par di udire Dante chiosare: ma quel Lacan è parente di Lapo?
Dante?! Che c’entra Dante?! – E’ l’affettuoso nick name che gli amici affibbiano a Gian Carlo Locarni, riconosciuto vero rifondatore della lingua italiana.
Ma ecco la lettera aperta di Ancora Italia Vercelli al Sindaco Andrea Corsaro.
ANCORA ITALIA VERCELLI
Lettera aperta al Sig. Sindaco di Vercelli
Signor Sindaco,
prima che come gruppo politico, ci appelliamo a Lei ed al Suo sentimento democratico, nel quale confidiamo, come cittadine e cittadini vercellesi.
Vorremmo metterLa al corrente che, nei giorni scorsi, l’Amministrazione comunale, della quale Lei è responsabile, ha improvvisamente ritenuto di impedire al nostro partito, Ancora Italia – Vercelli, di svolgere la propria attività politica, democratica e pacifica.
In particolare, ci è stato revocato, dopo una sola uscita, il permesso di tenere il nostro gazebo settimanale in Via Veneto.
Questo nonostante tale attività ci fosse stata regolarmente e preventivamente autorizzata, per ogni sabato da qui a seguire, dagli stessi uffici comunali a ciò preposti.
Senza pretendere di riuscire laddove rimangono inascoltati professori del rango del giurista Ugo Mattei o del filosofo Massimo Cacciari quando ammoniscono sulla pericolosa deriva anti-costituzionale del perpetrarsi di un atteggiamento autoritario di uno Stato che, con plateale arroganza, disconosce anche i più basilari fondamenti etici del nostro ordinamento e le più elementari gerarchie tra le fonti di produzione del diritto, tanto che oramai anche i più universali ed umani diritti alla libertà personale, all’autodeterminazione, alla manifestazione del pensiero, alla partecipazione politica, sono in qualsiasi momento comprimibili perfino da un atto amministrativo, talvolta addirittura interno, come, in questo caso, una “direttiva” ministeriale, noi sentiamo comunque il dovere di far arrivare a Lei ed a tutti i nostri concittadini vercellesi un grido dall’allarme sulla vera emergenza ancora in atto: quella democratica.
Nello specifico, gli uffici alle Sue dipendenze hanno “giustificato” la revoca del permesso di allestire il gazebo con una interpretazione della direttiva del 10 novembre 2021 del Ministro Lamorgese che stride a tal punto col testo “normativo” della stessa da rendere evidente una deliberata e preoccupante volontà punitiva nei confronti del nostro movimento politico da parte dell’Amministrazione comunale.
La direttiva in questione, infatti, che aveva intenzione di reprimere i moti di ribellione civica che continuamente riempivano le piazze e le vie con partecipatissimi comizi e cortei, dice che il centro città – non deve ma – “può essere interdetto” alle “manifestazioni”, non potendo in alcun modo – non lo consentirebbe la stessa lingua italiana – con questo termine riferirsi ad altri tipi di “assembramenti” se non i due appena ricordati.
Siccome ci hanno vietato di star seduti all’aperto sotto un gazebo, dobbiamo pensare che i nostri uffici comunali la direttiva non l’abbiano nemmeno letta, perché in caso contrario, non sarebbe potuto sfuggire loro il passaggio in cui la stessa dice che le manifestazioni in questione “potranno tenersi nel rispetto di modalità restrittive, quali ad esempio lo svolgimento in forma statica in luogo di quella dinamica.”
Cosa c’è di più statico di un gazebo?
D’altronde, che il Comune di Vercelli non ritenga pericolosi veicoli di contagio bancarelle e simili, lo testimonia lo svolgimento del mercato bisettimanale e la regolare presenza negli ultimi week-end, sotto gli occhi di tutti, di numerosi stand promozionali di associazioni ed enti vari.
A noi di Ancora Italia, quindi, non resta che sospettare che forse l’unico contagio che si ha paura possa essere veicolato in città con il nostro gazebo è quello del diffondersi di un chiaro messaggio di libertà: prima ancora che i partiti possano concorrere alla formazione della volontà popolare, è necessario che ogni cittadino possa manifestare liberamente il proprio pensiero, e solo un individuo che abbia conservato quantomeno la sovranità sul proprio corpo può ancora essere definito libero di autodeterminarsi.
Signor Sindaco, siamo sicuri non volterà le spalle a dei Suoi concittadini, sinceri democratici come Lei
Con fiducia,
Tutti gli Iscritti e gli Amici di
Ancora Italia Vercelli













