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Posted in Cronaca

Ufficializzato il calendario di Serie D 2026/2027.

Il Borgosesia inizierà il campionato in trasferta a Vinovo contro il Chisola (domenica 6 settembre).

Alla terza giornata arriva il primo derby, sempre lontano da casa con il Gozzano.

Attesissimo il match casalingo di domenica 22 novembre con la Biellese attesa al Comunale di Borgosesia.

Ultima giornata, domenica 2 maggio in Liguria contro il Celle Varazze

Di seguito il calendario completo

06/09/2026 Chisola-Borgosesia

13/09/2026 Borgosesia-Saluzzo

16/09/2026 Gozzano-Borgosesia

20/09/2026 Borgosesia-Bra

27/09/2026 Valenzana Mado-Borgosesia

04/10/2026 Borgosesia-Sestri Levante

11/10/2026 Millesimo-Borgosesia

18/10/2026 Borgosesia-Imperia

25/10/2026 Asti-Borgosesia

01/11/2026 Borgosesia-Alessandria

08/11/2026 Fezzanese-Borgosesia

15/11/2026 Borgosesia-Lascaris

22/11/2026 Borgosesia-Biellese

29/11/2026 Derthona-Borgosesia

06/12/2026 Borgosesia-Sanremese

13/12/2026 Ligorna-Borgosesia

20/12/2026 Borgosesia-Celle Varazze

06/01/2027 Borgosesia-Chisola

10/01/2027 Saluzzo-Borgosesia

17/01/2027 Borgosesia-Gozzano

24/01/2027 Bra-Borgosesia

31/01/2027 Borgosesia-Valenzana Mado

07/02/2027 Sestri Levante-Borgosesia

14/02/2027 Borgosesia-Millesimo

21/02/2027 Imperia-Borgosesia

28/02/2027 Borgosesia-Asti

14/03/2027 Alessandria-Borgosesia

21/03/2027 Borgosesia-Fezzanese

25/03/2027 Lascaris-Borgosesia

04/04/2027 Biellese-Borgosesia

11/04/2027 Borgosesia.Derthona

18/04/2027 Sanremese-Borgosesia

25/04/2027 Borgosesia-Ligorna

02/05/2027 Celle Varazze-Borgosesia

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Redazione di Vercelli

Posted in Lo Sport

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Posted in Cronaca

Si terranno a Stroppiana, mercoledì 12 agosto, le esequie di Livio Berruti, scomparso a Torino ieri, all’età di 87 anni.

Il Santo Rosario si pregherà domani, martedì, presso la Chiesa di Gesù Nazareno a Torino.

Il grande velocista, olimpionico nel 1960 a Roma, sulla distanza dei 200 metri, era sempre rimasto molto legato al suo paese e più in generale alla Bassa Vercellese (la tomba di famiglia, dove riposerà dopo il funerale, è a Motta dei Conti).

Dal 9 ottobre 2010 era “tornato” stroppianese, ricevendo la cittadinanza onoraria dalle mani dell’allora Sindaco Vittorino Piazza.

Ma non aveva mai dimenticato le sue amicizie giovanili.

Tra i tanti ricordi l’articolo preparato in occasione della morte di quello forse a lui più caro, il Commercialista Dott. Luigi Ferraris.

Posted in Cronaca, Lo Sport

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Posted in Cronaca

Riceviamo e comunichiamo

L’Amministrazione Comunale ritiene doveroso informare i cittadini in merito ai recenti sviluppi riguardanti l’area Ex Magliola e agli interventi relativi alle tematiche dei rifiuti, dell’amianto e della regimentazione delle acque.

Fin dall’inizio di questo complesso percorso, il Comune ha seguito con la massima attenzione ogni fase dell’iter amministrativo e tecnico, mantenendo un costante confronto con la proprietà, gli enti competenti e gli organi di controllo.

È sempre stata nostra scelta comunicare alla cittadinanza fatti concreti e aggiornamenti significativi, evitando annunci prematuri o informazioni non supportate da atti formali e da elementi certi.

Per questo motivo riteniamo importante dare notizia di un passaggio che rappresenta un avanzamento concreto nel percorso di recupero dell’area.

In data 30 luglio 2026, la società New Energy Srl, proprietaria del compendio, ha presentato una pratica SUAP, denominata CILA, avente ad oggetto: “Rimozione Capannone 3F (Corso II Giugno). Indagini Ambientali sui Terreni“.

L’intervento si inserisce nel più ampio programma di riqualificazione dell’area produttiva e rappresenta una delle fasi operative previste nel percorso di recupero ambientale e funzionale del sito. Il progetto comprende attività finalizzate alla bonifica delle coperture contenenti amianto, alla gestione e allo smaltimento dei materiali e dei rifiuti presenti e alla riorganizzazione del sistema delle acque superficiali.

L’organizzazione del cantiere è stata strutturata per zone operative, secondo criteri di progressività e controllo, così da garantire una gestione efficace delle lavorazioni e delle eventuali interferenze tra le diverse attività previste.

Si ricorda che, nel corso della Conferenza dei Servizi preliminare del 21 gennaio 2025, erano già state esaminate e condivise con gli enti competenti le modalità di intervento finalizzate alla riqualificazione complessiva dell’area.

Successivamente sono state svolte le attività preliminari di rilievo, censimento e catalogazione degli elementi presenti nel sito. Tale lavoro ha consentito di costruire un quadro conoscitivo completo e condiviso con gli enti preposti, definendo le metodologie operative da adottare per ciascun ambito di intervento: amianto, rifiuti e gestione delle acque.

Nello specifico, oggi è stata organizzata una gestione autonoma delle operazioni di bonifica dell’amianto relative al Capannone 3F di Corso II Giugno.

Le lavorazioni sono iniziate il 5 agosto 2026 e, sulla base del cronoprogramma presentato, dovrebbero concludersi entro il 15 ottobre 2026.

Al termine di questa fase riprenderanno le attività di rimozione, gestione e smaltimento dei rifiuti nell’area del Capannone 3F.

Parallelamente, nelle restanti porzioni del compendio non interessate dal nuovo cantiere, stanno già proseguendo le operazioni di rimozione, gestione e smaltimento dei rifiuti presenti nell’area produttiva.

L’Amministrazione Comunale desidera rassicurare tutti i cittadini di Santhià: continueremo a esercitare il massimo livello di attenzione e vigilanza sullo svolgimento degli interventi da parte della proprietà, seguendo con rigore ogni passaggio previsto dalle procedure e dagli atti autorizzativi.

Un ringraziamento va all’Ufficio Tecnico Comunale e agli Enti provinciali e regionali competenti che stanno seguendo con professionalità e puntualità ogni fase di un percorso articolato, ma fondamentale per arrivare alla definitiva risoluzione delle criticità dell’area e al suo pieno recupero.

Come sottolinea il Sindaco Angela Ariotti: “Su questa annosa situazione ho imparato sulla mia pelle che servono perseveranza, pazienza e polsi fermi. È per questo che abbiamo sempre scelto di lavorare con serietà, senza rincorrere proclami o facili annunci, ma comunicando alla cittadinanza soltanto gli sviluppi concreti e verificati. Con questo metodo, nella più totale trasparenza, siamo certi di poter accompagnare il percorso che porterà alla definitiva riqualificazione dell’area“.

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Redazione di Vercelli

Posted in Enti Locali
Lungo Sesia Est e Novarese, Provincia di Vercelli, Regione Piemonte, Vercelli Città

La Cisl e la FNP Cisl del Piemonte orientale con i rispettivi coordinamenti delle Politiche di Genere esprimono il loro cordoglio per la scomparsa di Diva Bertasi, la mondina  centenaria residente a Vercelli.

La Signora Diva era stata fra i protagonisti dell’iniziativa Cisl dello scorso 12 marzo, con la quale si erano celebrati i 120  anni dalla conquista delle 8 ore lavorative, ad opera proprio delle mondine che operavano nel vercellese. Il suo intervento  ricco di  ricordi aveva conquistato il cuore di tutti i presenti nel salone dell’Arcivescovado.

“Siamo stati fortunati ad averla con noi, la sua testimonianza, presente anche in un video registrato in vista del convegno, rimarrà per sempre negli archivi della nostra Organizzazione, e certamente la figura di Diva sarà ricordata nelle prossime occasioni che avremo di parlare delle conquiste delle donne”, ha affermato la segretaria generale Elena Ugazio.

Classe 1926, la Signora Diva era una mondina emiliana che ha scelto Vercelli come casa, Diva rappresenta una storia di lavoro, impegno e radicamento, diventando nel tempo punto di riferimento per il centro anziani del rione Isola.

La fine nelle scorse ore.

Il centesimo compleanno lo scorso 27 aprile e, nel mese di maggio,  il Sindaco di Vercelli l’aveva invitata in Comune per consegnarle un riconoscimento ed il segno della gratitudine e dell’ammirazione della comunità vercellese per la sua testimonianza di vita.

«Oggi celebriamo non solo un compleanno, ma una storia che appartiene profondamente a questa città – ha sottolineato il Sindaco 𝐑𝐨𝐛𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐒𝐜𝐡𝐞𝐝𝐚 – Diva incarna i valori del lavoro, della solidarietà e della dignità che hanno costruito la nostra comunità»

La sua esperienza richiama le battaglie sindacali per la conquista delle 𝟴 ore di lavoro, profondamente legate al territorio vercellese

 

Posted in Cronaca

Nulla di preoccupante al momento, la situazione resta stabile su tutti i fronti, ma tutto viene monitorato col massimo dell’attenzione dai Vigili del Fuoco e dai volontari Aib.

Il problema principale rimane quello del monte Barone sui versanti biellesi, le forze sono concentrate in quei luoghi.

Il Presidente dell’Unione Montana dei Comuni della Valsesia Francesco Pietrasanta precisa: “È importante comunicare, come ricordato negli scorsi giorni, che il grosso della Valsesia e i siti turistici principali non sono toccati da incendi. I turisti e i villeggianti non hanno motivo di cui preoccuparsi. Le strade sono tutte aperte e percorribili. L’unico sito chiuso al momento è il rifugio della Res di Varallo. Alagna Valsesia, Mera con i Comuni della media valle, Val Mastallone, Val Sermenza (Alpe Campo, Rimasco, Carcoforo, Rimella, Fobello etc), Varallo e dintorni sono estranei da problematiche relative agli incendi. La valle quindi è pronta a ospitare tutti coloro che vorranno venire a trovarci. Visitate quindi: https://www.valsesia.travel o la pagina Valsesia.travel. In questo periodo di vacanze è ancora più grande il ringraziamento a coloro che stanno difendendo con grande sforzo il nostro territorio”.

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Redazione di Vercelli

Posted in Cronaca
Provincia di Vercelli, Regione Piemonte

Le Professoresse Elisabetta Acide e Sr. Maria Teresa Vercellotti stanno rientrando in queste ore dal pellegrinaggio compiuto alla volta di due Santuari mariani francesi forse non conosciuti come altri, ma la cui spiritualità segna la storia di un arco temporale ampio, dal XVII al XIX Secolo e di grande significato per l’Europa: hanno preparato questa cronaca “commentata” per i nostri Lettori e, sicuri di interpretarne i sentimenti, le ringraziamo davvero per questo importante contributo di fede e cultura.

Buona lettura.

***

(elisabetta acide – maria teresa vercellotti) – Che cosa spinge a “mettersi in cammino” per raggiungere un luogo di fede?

Non solo la condizione di homo viator, non solo il desiderio di chiedere o ringraziare per Grazie ricevute o richieste, non solo per il tanto moderno “turismo religioso”, ma per ritrovare il proprio “stato spirituale”.

Il pellegrinaggio è un desiderio di “incontro” in un luogo di fede, dove la fede di ciascuno viene rinvigorita, trova lo “spazio” per esprimersi in una condizione di “nuova conversione”.

Il viaggio è proprio questo: preparare il cuore, partire, sostare, celebrare i sacramenti e ri-tornare.

Il pellegrinaggio non è solo un momento di solitudine, ma ha un significato preciso se compiuto con fratelli e sorelle.

Magari non si conoscono, ma si crea proprio passo dopo passo, durante il viaggio, un legame importante: il legame della fede, il legame dei battezzati, il legame di una nuova comunità che si viene a creare proprio durante il viaggio.

Partire per un luogo della fede “mariano” dove è avvenuta una apparizione, (santuari dedicati a santa Maria madre di Dio a seguito di riconoscimento ecclesiastico ufficiale) ha una implicazione diversa: è partire per un luogo dove la terra ha incontrato il cielo o meglio dove il cielo è ritornato sulla terra.

Le apparizioni mariane sono la dolcezza e la premura di una madre che non abbandona i figli, di una madre che ha parole per i propri figli, di una madre che vuole insegnare ai propri figli la “strada” verso il suo Figlio.

La “pedagogia mariana”.

***

Il santuario di Notre Dame di Laus

E proprio nel santuario di Notre Dame di Laus “leggiamo” questo “metodo” educativo di Maria che come una mamma, educa alla fede, accompagna a Cristo, ha parole progressive, proprio come quei passi dei pellegrini che si sono “messi in movimento” per arrivare fino qui.

Si tratta della più lunga apparizione Mariana attraverso la storia: dal 1664 al 1718.

In una zona a 900 m di altezza, immersa nel verde e nella solitudine, Maria sceglie di manifestarsi.

Lo fa con una ragazzina di diciannove anni Benoîte Rencurel di modeste condizioni, analfabeta e dedita, per aiutare la famiglia, alla pastorizia.

Interessante la “pedagogia” di Maria: le prime apparizioni saranno “silenziose”, solo una donna con un bambino bellissimo in braccio… la cura della madre che accompagna e guida … solo più tardi si presenterà e inviterà a pregare per la conversione.

L’ inizio di una lunga relazione spirituale.

La relazione che dovrebbe accompagnare ogni itinerario di fede.

La relazione di amore tra Dio e l’ uomo… per mano di Maria.

Le prime apparizioni “silenziose” per 4 mesi, avvengo al Vallone delle Fornaci, in prossimità di Saint-Etienne, in seguito la “Signora” indicherà la località.

“Io sono Maria, la Madre del mio carissimo Figlio Gesù”.

Ecco la madre che “presenta il Figlio”.

Come sotto la croce Cristo presenta la madre al mondo così nelle apparizioni la madre si nasconde per fare posto al Figlio.

Il rischio a volte dei pellegrinaggi mariani,  è quello di dimenticare che Maria “conduce” al figlio e il culto è quello di iperdulia, venerazione, mentre quello dovuto a Dio e a Cristo è quello di adorazione(latria).

E’ importante  comprendere questo, perché la stessa santa Maria quando si presenta ha sempre parole per il Figlio:

“Ho chiesto questo luogo a mio Figlio per la conversione dei peccatori ed Egli me l’ha concesso” (parole di santa Maria a Benoîte).

Santa Maria è “condottiera” nella lotta contro Il peccato, non contro i peccatori, amati e abbracciati dalla misericordia.

La tranquillità e semplicità di questo luogo si accompagna con la “pace del cuore” che emerge proprio nella preghiera e la Celebrazione dell’ Eucaristia..

Pace e serenità che viene dall’ incontro con Dio, da quella “predisposizione del cuore” che accompagna il viaggiatore – pellegrino e sulle orme di Maria lo fa “andare in fretta” perché l’urgenza dell’ incontro con Dio nel “luogo sacro” muove i passi del cuore.

***

Il Santuario di Notre Dame de La Salette.

E di passo in passo il pellegrinaggio continua per il Santuario di Notre Dame de La Salette: 19 settembre 1846; un solo giorno di apparizione: ancora pastori come protagonisti Massimino e Melania .

Dodici anni prima di Lourdes (11 febbraio 1958),  in questa valle che si apre quasi come in un anfiteatro naturale fatto di monti, vicino alle città di Gap e Grenoble  Maria non teme le altitudini e “si fa vedere” tra animali al pascolo e montagne punteggiate di verdi boschi.

Avvio curioso: una donna seduta che piange.

Una donna abbigliata con abiti tipici del luogo, una donna del popolo. Parla il dialetto occitano, si rende “comprensibile” ai due ragazzini… parla la loro lingua… non il francese aulico, parla la lingua “madre” e con quella lingua, si rende comprensibile.

E la donna che piange ha parole di rassicurazione:

“Avvicinatevi , figli miei, non abbiate timore, sono qui per annunciarvi un grande messaggio”.

Si avvicinano… chiamati … non hanno timore, si sentono invitati come da una madre.

E la madre che piange parla, racconta.

Racconta, si rende “visibile”… e parla di conversione, ricorda quella “Novella” che pare gli uomini abbiano dimenticato.

Parla di preghiera.

Qualcuno si ferma ai “segreti”… non importa ciò che rivela di così “nascosto” …

 

E’ importante quello che dice, e parla di conversione di tutto il popolo, dei laici e dei sacerdoti, del popolo di Dio .

Una apparizione che non si protrae nel tempo.

Maria piange.

Maria parla.

Maria ascende al Cielo con lo sguardo rivolto verso Roma.

La mamma “preoccupata” della Chiesa .

Le statue riprodotte nel piazzale, hanno questi momenti dell’ apparizione, quasi un “itinerario”: soffro per voi, ma non vi abbandono, vi esorto, vi conduco, vado ma veglio su di voi.

Proprio come una mamma che parla e “vive” con e per i figli.

Una apparizione “verificata” e approvata a livello ecclesiale.

Maria che “media” è “conduce”, che “trattiene” quel braccio forte del Figlio perché non “si abbatta” ma si allarghi all’ abbraccio per ogni h che si converte.

Non usa un linguaggio complicato, usa le immagini della quotidianità e della vita, segno che la conversione non è una decisione impossibile, ma entra nella libertà delle trame delle scelte quotidiane.

E il primo pellegrinaggio avverrà nello stesso anno, il settembre successivo, proprio guidato dai due pastorelli… e sorgono le prime conversioni.

L’ anno dopo il primo miracolo di guarigione.

Una controversia si diffonderà, legata anche ai “processi” di riconoscimento, in particolare rivolti ai “segreti” che vengono scritti con lettere che arrivano al Papa Pio IX e sono conservati negli archivi Vaticani.

Viene confermata e approvata l’ apparizione ma non i “segreti”.

Attualmente in quella Conca sorge una basilica molto austera.

L’ abside è occupata da un Mosaico raffigurante Cristo .

***

Interessanti i “momenti” della apparizione.

Dalle lacrime al “saluto” e quell’ acqua, un “segno” sorgivo, il richiamo a quell’ “acqua viva” che toglierà ogni sete.  (Cfr. Gv 4, 1-54)

Il luogo è un invito alla meditazione ed alla preghiera.

Maria chiede ed implora conversione.

Maria piange perché il mondo ha smarrito il senso del peccato.

Maria piange ma “intercede”.

Continuando a piangere, affida loro un messaggio, da far “conoscere a tutto il suo popolo” in cui chiede di riprendere il cammino della fede; invita alla penitenza, alla perseveranza nella preghiera e in particolare alla fedeltà alla Messa domenicale.

Parole importanti che attraversano i tempi e raccontano la vita cristiana,  vita spirituale, quella fatta di gesti e scelte semplici, ma che possono rendere la vita un meraviglioso viaggio verso la meta.

Interessanti le parole di   Maria che “trattiene il braccio” di Cristo per “trattenere” la Sua ira.

Una conversione allora che  deve essere preceduta dall’ affidamento fiducioso, dalla preghiera, ed un invito alla frequenza dell’ Eucaristia.

Ancora la “pedagogia” di Maria … quella dei piccoli passi, quella delle piccole azioni di fede quotidiana …

Maria accompagna … non chiede cose straordinarie …

Quante volte anche noi oggi pensiamo di fare “cose” e forse ci dimentichiamo di quella preghiera che Gesù stesso ha insegnato, quella Preghiera “respiro” della fede, quella preghiera insistente e incessante alla porta dell’ amico o la Preghiera di quella donna Cananèa…

Maria parla come una madre…

Parla di pace e di concordia, parla di futuro, parla di fenomeni naturali e sociali …

“Lottate figli della luce per Gesù  Cristo”.

“Voi tutti che passate per la via, considerate e osservate se c’è un dolore simile al mio dolore(Lam 1,12).

Davanti a quella statua che ricorda la “signora” in lacrime, il cuore è straziato: una madre piange … piange per noi e invita a “metterci in cammino” per asciugare quelle lacrime che anche noi abbiamo suscitato.

Soffermarsi davanti a quella statua di una madre ripiegata sui figli è riflettere sulla propria vita di figli.

Le lacrime di una madre, le lacrime della tenerezza, le lacrime che sono un “nuovo pellegrinaggio” in ciascuno di noi … asciugare le lacrime,

Alla sera, a partire dalla preghiera nel santuario, si snoda  la processione  aux flambeaux del “popolo in cammino” del popolo che “porta benedizione” come quelle parole che nascono in diverse lingue, un’ assemblea “ecumenica”, gemito di uomini e donne da ogni lingua, popolo e nazione, insieme per pregare e camminare.

***

Si celebra in questo anno l’ anniversario dei 180 anni dalla apparizione e si rinnova l’invito di Maria:

“Avvicinatevi a Cristo, accogliere la sua Parola che illumina ogni persona”;

“Gesù è la più grande benedizione di Dio al mondo”.

La benedizione è il legame dei vivi alle promesse divine.

Solo alla luce della benedizione comprendiamo il male della maledizione, per portare “ordine” nella nostra vita spirituale e portare rispetto a Gesù.

Maria ci ricorda a La Salette che il nome di Gesù ha il significato dell’ amore: “Dio salva”.

Il male è “accovacciato” alla porta, a volte nasce dalla negligenza, dall’ ignorare i fratelli .

Convertirsi è coltivare parole belle e buone per tutti e far rivivere una parola capace di benedizione.

Davanti all’ umiliazione e il degrado, la benedizione ristora.

Affidiamo a Maria le nostre parrocchie e le nostre diocesi perché ogni luogo diventi benedizione, il “parlare bene”, Il “dire bene”.

Benedire è creare legami, è tessere legami della famiglia umana con le “parole belle” vicendevoli.

Questo ci chiede Maria e continua a “parlare” a uomini e donne di oggi, persone in cammino e ri-partenza, perché il

Pellegrinaggio è questo: andata e ritorno, morte e risurrezione e lo sappiamo.

Dopo ogni morte c’è una risurrezione.

Posted in Pagine di Fede

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Posted in Cultura e Spettacolo