Mese: Giugno 2026
(elisabetta acide) – ll tempo del “ristoro spirituale” e della “rigenerazione”.
Con queste parole Mons. Marco Arnolfo ha dato il benvenuto ai docenti di Religione Cattolica della diocesi di Vercelli, riuniti presso il monastero di Santa Margherita, sabato 20 giugno per il consueto “Ritiro Spirituale” al Termine dell’anno scolastico.
E nel presentare il relatore della giornata, frate Claudio Passavanti, porge il saluto ai presenti ed un ringraziamento ai responsabili dell’ Ufficio Scuola della Diocesi, prof. Giovanni Garlanda e prof.ssa Carla Barale, che sempre con grande impegno, organizzano e seguono le attività formative, educative e progettuali, rivolte ai docenti ed agli studenti delle scuole del territorio vercellese.
Mons. Marco non manca di ricordare la vicinanza con i docenti nel loro impegno quotidiano e l’ affidamento affettuoso all’amore di Dio, fonte di gioia e di speranza.
Mons. Arnolfo annuncia la “giornata del creato” e del dialogo ecumenico, evento diocesano importante, che si snoderà nel territorio della città, previsto per il giorno 3 ottobre, alla vigilia della ricorrenza della memoria di san Francesco d’Assisi.
Prima del momento di formazione – meditazione, la Prof. ssa Barale, ha offerto ai presenti ed al relatore, la proiezione dei pregevoli e creativi lavori del progetto annuale “Stanze Francescane”, che ha coinvolto le scuole di ogni ordine e grado in quest’anno e che ha aiutato a vivere e riscoprire non solo la vita e i passaggi salienti della predicazione di san Francesco, ma i valori, l’ attualità del suo messaggio che ha attraversato i secoli.
E frate Claudio entra subito “nel vivo”.
Legale rappresentante e guardiamo superiore dei frati cappuccini del Piemonte, presenta il testamento di San Francesco; uno scritto, riscoperto, analizzato, valorizzato anche fuori dagli ambienti specifici, grazie agli studi del secolo scorso di Paul Sabatier, Giovanni Miccoli, Pietro Maranesi, datato qualche mese prima della morte del santo (1226).
Un “testamento” che non si “sostituisce” alla regola approvata da Papa Onorio III nel 1221, ma che costituisce una “eredità “preziosa, indica “la meta” e racconta la sua spiritualità e la sua “concretezza” di vita fatta di misericordia e di predilezione per gli umili, i lebbrosi, i poveri ,il “volto di Dio” in terra.
E con una puntuale ed originale analisi esegetica, fra Claudio, individua la “meta” indicata da Francesco, perché il “dove andare” è importante, proprio come quando i docenti “programmano”, “vedono” quella meta che auspicano per i loro studenti.
Il testo, che ha una struttura tripartita, si snoda dai ricordi (1-23), prescrizioni (24-33) e arriva alla “meta”, il perché del “testo”, che ha un suo “centro”: vivere il Vangelo nella concretezza della povertà e della misericordia.
Due dunque sono le modalità che accompagnano il testo e il “modo di vivere” di Francesco, “raccomandazioni” che lascia in “eredità”:
Incontrare i lebbrosi (poveri ed umili)
Incontrare la Chiesa
Solo in questo modo, per il santo, si può vivere quel “ribaltamento” che aiuta a scoprire il “gusto nuovo”, la “dolcezza” dell’Amore di Dio.
Dio rivela a Francesco il Vangelo della misericordia come vita cristiana, vissuta in pienezza e al servizio: avere a cuore la sorte dei miseri.
Non “farsi piccolo”, ma “farsi misericordioso”.
Una “scelta di vita” che trae forza dall’incontro con Dio crocifisso “vivente” nel volto dei lebbrosi.
E da quell’incontro nasce quella preghiera che diventa “vita”, che diventa “servizio”, che diventa “dono”:
“Ti adoriamo, Signore Gesù Cristo, anche in tutte le tue chiese che sono nel mondo intero e ti benediciamo, perché con la tua santa croce hai redento il mondo”,
perché la croce è la “sintesi” della fede e la gioia della fatica, il Mistero dell’Incarnazione.
La croce è il punto in cui Cristo è più vicino all’uomo e più lontano da Dio:
“Dio mio, Dio mio…” (citazione di Gesù in croce dal salmo 21/22), unica volta in cui Gesù “chiama” Dio non Padre, Abbà, ma Dio, ma proprio qui, nel dolore e nell’abisso della sofferenza, Gesù ci parla di speranza, di risurrezione: Dio non abbandona, non “sottrae” Gesù dai nemici e dal dolore, perché quel dolore, unità all’Amore sarà la salvezza del mondo.
E frate Claudio, non manca di sottolineare la fede di Francesco che è fede in Cristo Eucaristia, nascosto in poco pane, contemplazione di Dio Infinitamente piccolo e immensamente grande.
Amore di Dio e rivelazione trinitaria per vivere l’identità comunitaria, come “lascito” di Francesco, lo “stile di vita” improntato sulla fraternità e sul “progetto condiviso”: vivere e portare la gioia di Cristo.
E nel testamento, san Francesco lo esprime citando i brani dei Vangeli ( Mt 19,21; Lc 14,26; Mt 19,20; Mt 16,24) perché solo il Vangelo è il “centro”, il “riferimento” per il discernimento nella vita cristiana.
Il peccato altro non è che una “mancanza di relazione” con Dio e con i fratelli; se nella preghiera non lascio la Parola a Dio, la mia vita viene riempita di “altro”: Solo la Parola parla alla vita e produce quella relazione che è amore vero, fatto di carità, di accoglienza, di attenzione, di dono… di amore e perdono che è vero “dono” soprattutto quando l’altro non è “amabile”.
Si sofferma frate Claudio sull’importanza di quel saluto: “pace e bene”, che non è solo “saluto” è l’annuncio della pace, è la sottolineatura di san Francesco “Il Signore ti dia pace” (27 del Testamento), perché la pace è l’ “effetto” di Dio nella vita, pace è vivere con il cuore pieno di Dio.
“Essere annunciatori di pace, è essere annunciatori di Cristo, segni di speranza e di gioia in un mondo lacerato da discordie e contese”:
sono parole di Francesco (1226), ma sono parole per gli uomini e le donne del mondo di oggi (2026).
Una “eredità difficile e preziosa”, che richiede di vivere con preziosa semplicità e umiltà, per “dire bene”, per “leggere” tutto come dono, nella “categoria del bene”, per annunciare Dio con la vita.
Una meditazione ricca e originale, appassionata e coinvolgente, intercalata da domande “preziose” per sollecitare la riflessione in ciascuno e sul proprio “ruolo” di docente.
La mattinata si è conclusa con un momento di riflessione personale, “guidata” dalle sollecitazioni di frate Claudio e un ritrovarsi nella bellissima Chiesa del monastero, dove, grazie alle esecuzioni di musiche curate dalla scuola Comunale di Musica “F.A. Vallotti”, le allieve del maestro Canone, hanno accompagnato la preghiera dei docenti presenti, sulle parole di San John Henry Newman ( Meditations and Devotions, London, 1912,).
***
Dopo il momento conviviale, i docenti si sono ritrovati nella Chiesa per proseguire il dialogo con fratel Claudio e per condividere le proprie riflessioni, rispetto alla propria vita, alla propria “missione”.
Nella conversazione ricca di spunti e di condivisione di idee, hanno trovato risonanza le riflessioni su quelle “domande”, che lo sappiamo, spesso sono più importanti delle risposte: preghiera, conversione, discernimento, Chiesa, missione, fede, misericordia… molti i “temi” affrontati, a cui fratel Claudio ha offerto altrettante meditazioni tratte dal libro degli Atti degli Apostoli, dal Vangelo di Giovanni, dal capitolo 3 del libro dell’Esodo.
Significative le conclusioni per accompagnare il riposo estivo con quelle parole che possono aiutare a proseguire quella “conversione di amore” di cui tutti hanno bisogno per essere autentici “portatori di misericordia” e “scrivere parole belle nel cuore degli studenti”.
Al termine i responsabili dell’Ufficio Scuola, hanno fornito ai docenti presenti, alcune “anticipazioni” per il prossimo anno scolastico, in merito ad attività e progetti che arricchiranno l’offerta formativa dei docenti nel loro lavoro quotidiano, quali proposte di cammini diocesani comuni.
Soddisfazione tra i docenti e ringraziamento per il dono della Parola.
“L’uomo, una particella del tuo creato, vuole lodarti [o Dio].
Sei tu che lo stimoli a dilettarsi delle tue lodi, perché ci hai fatti per te, e il nostro cuore non ha posa finché non riposa in te’…
Lui parlava di una ricerca interiore alla quale da sempre sono legate, nell’essere umano, le grandi domande del vivere, il rapporto con Dio, con il creato e con gli altri, per cui la sete di infinito, insita in ciascuna persona, può diventare energia per promuovere pace, per rinnovare la società e per colmarne le contraddizioni” (S. Agostino):
con queste parole Papa Leone XIV aveva accolto i docenti di Religione Cattolica nel mese di aprile e dunque “arricchire” la vita interiore è sempre ricchezza che sarà poi donata e diventerà relazione.
I docenti possono “fare la differenza”, essere “generatori” di relazioni, di ascolto, di dialogo, di pace… e vive l’esercizio della temperanza per poter essere sempre a servizio della creatività bella di Dio, che scrive ogni giorno, nella vita di ciascuno, parole di amore.
Bisogna proprio dire che, stando tra la gente, si impara qualcosa di nuovo tutti i giorni.
Così anche oggi, domenica 21 giugno, partecipando all’inaugurazione di una bella impresa commerciale, abbiamo potuto imparare che il nome “Arbéria” è quello dell’Albania fino al XVIII Secolo.
Al di là di questo, la mattinata fa registrare un avvenimento davvero incoraggiante e significativo per la città in generale, ma per la zona di Corso Prestinari in particolare.
In molti ricorderanno lo storico “English bar”, dove qualità del servizio e gentilezza erano veramente di casa.
Poi, 15 anni fa, anche questa saracinesca, come molte altre, fu abbassata per l’ultima volta.
Oggi una intraprendente (e un po’ coraggiosa) coppia di Coniugi, Ridjan Elezi e Aleksandra Schitay, alzano di nuovo quella saracinesca, aprendo una nuova attività commerciale cha animerà il quartiere.
Si tratta di un bar pasticceria che offre preparazioni tipiche albanesi, insieme a tante specialità italiane.
L’accoglienza è stata subito entusiasta: tanta gente ad attendere il taglio del nastro, alla presenza del Vice Sindaco Mimmo Sabatino e dell’Assessore Stefano Pasquino.
Poche parole augurali ufficiali, che hanno richiamato proprio il fatto che la lunga parentesi di 15 anni oggi si chiuda definitivamente, e poi subito porte aperte al pubblico.
Un grosso in bocca al lupo.
È ufficialmente partito il conto alla rovescia per la nona edizione del Memorial “Paolo Mangeruga”.
Il celebre motoraduno piemontese si svolgerà nel pomeriggio di domenica 26 luglio a Bosconero (To), diventando uno dei fulcri della storica Sagra dell’Agnolotto.
L’evento, che unisce la passione per le due ruote alla valorizzazione del territorio, è coordinato in sinergia dall’associazione “Amici della Rusà” e dal gruppo motociclistico “Bosconerobikers”.
Il punto di ritrovo e partenza della manifestazione è fissato alle 14.00 presso la suggestiva Borgata Roggia, località immersa nel verde del canavese, scelta come base logistica per accogliere i partecipanti prima dello start ufficiale.
L’appuntamento rappresenta ormai un punto fermo nel calendario estivo locale, capace di attirare centinaia di centauri e visitatori da diverse province.
Il programma di quest’anno prevede una parata motociclistica che si snoderà lungo un itinerario panoramico attraverso i comuni del Canavese e del Chivassese.
Il percorso è stato studiato per valorizzare i borghi storici, le pianure e i rilievi collinari della zona, alternando la guida a momenti di sosta e ristoro.
Durante le tappe, i motociclisti e gli accompagnatori avranno l’opportunità di degustare i prodotti tipici della tradizione gastronomica locale, con una menzione speciale per i rinomati agnolotti, piatto simbolo dei festeggiamenti del paese.
Dal punto di vista storico, la manifestazione è nata nel 2017 con l’obiettivo di onorare la figura di Paolo Mangeruga, motociclista del luogo scomparso prematuramente.
Nel corso degli anni, l’iniziativa ha saputo trasformare il dolore della perdita in un momento di aggregazione collettiva e festosa, dove il ricordo vive attraverso la condivisione della strada e dell’amicizia.
La perfetta concomitanza con la Sagra dell’Agnolotto – evento che storicamente richiama un vasto pubblico di buongustai e turisti – permette di creare un connubio unico tra il rombo dei motori e la cultura popolare, offrendo un’atmosfera accogliente sia per i biker hard-core sia per le famiglie e i semplici curiosi.
La longevità e il successo della manifestazione si devono al lavoro congiunto delle due realtà organizzatrici.
Gli “Amici della Rusà” contribuiscono con il loro radicato legame alle tradizioni del territorio, mentre i “Bosconerobikers” apportano le competenze tecniche e lo spirito identitario della cultura biker.
Questa collaborazione ha permesso al “Memorial” di crescere costantemente in termini di partecipanti e qualità organizzativa, trasformando Bosconero in un esempio di come una comunità possa stringersi attorno ai propri ricordi guardando al futuro.
L’evento è aperto a chiunque voglia condividere una giornata di socialità, anche senza possedere una moto.
Per ricevere maggiori informazioni sui dettagli del percorso o per effettuare le prenotazioni necessarie, il comitato organizzatore ha messo a disposizione i seguenti contatti telefonici diretti: 3171986936 oppure 3473671227.
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Redazione di Vercelli
Si è svolto sabato 20 giugno il Congresso del Partito Democratico di Vercelli.
Filippo Campisi è stato eletto nuovo Segretario del Circolo cittadino.
L’assemblea ha rappresentato un importante momento di partecipazione e confronto, confermando la volontà di rafforzare la presenza del Partito Democratico sul territorio e di costruire un percorso di ascolto e proposta aperto alla città.
Nel suo intervento Filippo Campisi ha indicato tra le priorità del prossimo lavoro il rilancio dell’organizzazione del Circolo, il rafforzamento della presenza sul territorio e la costruzione di un progetto politico per il futuro di Vercelli, in vista delle prossime sfide amministrative, che ha chiamato PDVERCELLI 2029.
E ha inoltre rivolto un sentito ringraziamento a Patrizia Jorio Marco per l’impegno, la passione e il lavoro svolto alla guida del Circolo negli anni passati.
Al nuovo Segretario e alla squadra che lo accompagnerà in questo percorso, il Partito Democratico di Vercelli rivolge i migliori auguri di buon lavoro, nella convinzione che sapranno contribuire alla crescita della comunità democratica e della città.
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Redazione di Vercelli
In 26 città del nord e del centro Italia, da inizio maggio si è tenuta un’operazione di rilievo nazionale ad alto impatto investigativo conclusa nella giornata di ieri, finalizzata al contrasto dei reati predatori, con particolare riferimento a furti, rapine e altre forme diffuse di criminalità contro il patrimonio.
L’attività ha consentito di rafforzare il controllo del territorio, soprattutto nelle aree maggiormente esposte, con l’obiettivo di prevenire e reprimere condotte criminali che incidono sulla sicurezza percepita dei cittadini.
L’operazione, caratterizzata da un significativo dispiegamento di uomini e mezzi, è stata condotta dagli investigatori delle Squadre Mobili, sotto il coordinamento del Servizio Centrale Operativo.
Particolare attenzione è stata dedicata ai furti in abitazione e alle truffe a danno di anziani
L’attività investigativa, che ha visto il coinvolgimento anche degli equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine e di altri uffici delle Questure, ha portato all’arresto di 70 soggetti, di cui 1 minorenne e 264 denunce a piede libero, tra cui 25 minori.
Sono stati sequestrati complessivamente 29 arnesi atti allo scasso, euro 13035, vari capi d’abbigliamento firmati, monili in oro e preziosi e 2000 pacchetti di sigarette per un valore di euro 10.000.
A testimonianza dell’efficacia dell’attività di prevenzione, sono state sequestrate 19 armi da fuoco, nonché numeroso munizionamento.
Particolare attenzione è stata riservata al contrasto del porto di armi bianche, soprattutto in ambito giovanile, rinvenendo 11 armi bianche, tra cui coltelli taglierini, sfollagente telescopici, fionde, machete, sciabole e accette.
Nel corso dell’operazione, sono state identificate 27.638 persone, di cui 1354 minorenni. I controlli si sono concentrati all’interno di quartieri cittadini e nelle vicinanze di locali notturni, dove si registrano una maggiore consumazione di reati predatori.
Nella provincia di Vercelli sono stati identificati 1347 soggetti; di questi, 38 sono stati denunciatii in stato di libertà.
In particolare, nell’ambito dell’attività di contrasto alle truffe nei confronti degli anziani, la locale Squadra Mobile ha arrestato 6 soggetti, i quali, tramite artifici e raggiri, avevano sottratto alle vittime denaro o gioielli; inoltre, nel corso della medesima attività sono stati sequestrati anche 400 euro in contanti.
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Redazione di Vercelli
Ger 20, 10-13
Dal libro del profeta Geremìa
Sentivo la calunnia di molti:
“Terrore all’intorno! Denunciatelo! Sì, lo denunceremo”.
Tutti i miei amici aspettavano la mia caduta: “Forse si lascerà trarre in inganno, così noi prevarremo su di lui,
ci prenderemo la nostra vendetta”.
Ma il Signore è al mio fianco come un prode valoroso, per questo i miei persecutori vacilleranno e non potranno prevalere; arrossiranno perché non avranno successo, sarà una vergogna eterna e incancellabile.
Signore degli eserciti, che provi il giusto, che vedi il cuore e la mente, possa io vedere la tua vendetta su di loro, poiché a te ho affidato la mia causa!
Cantate inni al Signore, lodate il Signore, perché ha liberato la vita del povero dalle mani dei malfattori.
Sal.68
RIT: Nella tua grande bontà rispondimi, o Dio.
Per te io sopporto l’insulto
e la vergogna mi copre la faccia;
sono diventato un estraneo ai miei fratelli,
uno straniero per i figli di mia madre.
Perché mi divora lo zelo per la tua casa,
gli insulti di chi ti insulta ricadono su di me.
RIT: Nella tua grande bontà rispondimi, o Dio.
Ma io rivolgo a te la mia preghiera,
Signore, nel tempo della benevolenza.
O Dio, nella tua grande bontà, rispondimi,
nella fedeltà della tua salvezza.
Rispondimi, Signore, perché buono è il tuo amore;
volgiti a me nella tua grande tenerezza.
RIT: Nella tua grande bontà rispondimi, o Dio.
Vedano i poveri e si rallegrino;
voi che cercate Dio, fatevi coraggio,
perché il Signore ascolta i miseri
non disprezza i suoi che sono prigionieri.
A lui cantino lode i cieli e la terra,
i mari e quanto brùlica in essi.
RIT: Nella tua grande bontà rispondimi, o Dio.
Rm 5, 12-15
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e, con il peccato, la morte, così in tutti gli uomini si è propagata la morte, poiché tutti hanno peccato.
Fino alla Legge infatti c’era il peccato nel mondo e, anche se il peccato non può essere imputato quando manca la Legge, la morte regnò da Adamo fino a Mosè anche su quelli che non avevano peccato a somiglianza della trasgressione di Adamo, il quale è figura di colui che doveva venire.
Ma il dono di grazia non è come la caduta: se infatti per la caduta di uno solo tutti morirono, molto di più la grazia di Dio, e il dono concesso in grazia del solo uomo Gesù Cristo, si sono riversati in abbondanza su tutti.
Mt 10, 26-33
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:
“Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze.
E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo.
Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!
Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli”.
***
UN PENSIERO SULLA PAROLA, A CURA DELLE SUORE CARMELITANE DEL MONASTERO “MATER CARMELI” DI BIELLA
A Dio nulla sfugge di quanto ci riguarda
(Ger 20,10-13; Sal 68; Rm 5,12-15; Mt 10,26-33)
In questo passo Gesù parla ai suoi apostoli durante il discorso missionario (cf Mt 10,5-42), esortandoli a non avere paura degli uomini e a proclamare la verità del Vangelo senza timore, anche di fronte a persecuzioni o minacce di morte; così come sperimentò già il profeta Geremia: minacce, solitudine, odio.
Ma alla fine della prova, sulla bocca del profeta fiorisce il canto, perché il Signore, che è al suo fianco come un prode valoroso, libera la vita del povero che confida in lui. In effetti quando si proclama il bene, il male è pronto a dar battaglia con mille astuzie.
“Se ti presenti per servire il Signore preparati alla tentazione (Sir 2,1), tenendo in mano lo scudo della fede e la spada dello Spirito (cf Ef 6,16-17), che è la parola di Dio”.
Ogni battezzato diventa costitutivamente missionario, inviato a portare la realtà del Vangelo lì dove si trova a vivere, in famiglia, a scuola, al lavoro, con gli amici; ogni situazione diventa occasione per rendere ragione della nostra fede, in modo semplice, essenziale, sobrio, effondendo un po’ di aria pura in un’atmosfera spesso pesante, complicata, continuamente stimolata alla ricerca dell’utile e del sensazionale.
Incoraggiati a non temere la colluttazione con stili di vita, orientamenti, volontà contrapposte al messaggio del Vangelo, manteniamo la connessione con Gesù nel segreto del mistero che attende di essere svelato nella luce della nostra testimonianza.
“Dovete splendere come astri nel mondo” (Fil 2,15), portando speranza, positività a tutti, poiché:
“non si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa” (Mt 5,15-15).
L’annuncio va proclamato dalle terrazze, in alto, apertamente, senza equivoci, accettando il rischio della derisione, di quelle sottili forme di persecuzione che, anche quando non arrivano a togliere la vita fisica, possono comunque mettere duramente alla prova la fede con l’intento di farla capitolare.
Gesù esorta a non avere paura degli uomini, che hanno di fatto un potere limitato, l’unico in verità che si dovrebbe temere è Dio, ma Egli ci chiede piuttosto di vivere intensamente la fiducia in Lui.
La paura paralizza, mentre la fiducia rende possibile anche l’umanamente impossibile.
L’immagine dei passeri che viene presentata, insegna che Dio è presente in ogni dettaglio della vita e che nessuna creatura è trascurata dal suo amore, perfino i capelli del nostro capo sono tutti contati, simbolo ed espressione di una conoscenza d’amore a cui nulla sfugge di quanto ci riguarda.
Sapendoci così conosciuti e amati, non potremo vergognarci del Vangelo rinnegando davanti agli uomini il Signore della vita e, riconoscendolo apertamente, vivremo la gioia di essere da lui per sempre riconosciuti.
Voi che cercate Dio fatevi coraggio, perché il Signore ascolta la nostra preghiera, egli è anche al nostro fianco come un prode valoroso, pronto a riversare su tutti, il dono di grazia offerto per mezzo di Gesù Cristo, a lui cantino lode i cieli e la terra e quanto contengono!
Le Sorelle Carmelitane
Monastero Mater Carmeli – Biella Chiavazza
A partire dalle ore 8.30 di lunedì 22 giugno, e fino al termine delle operazioni, per una durata stimata di circa un’ora, sarà temporaneamente chiuso al traffico il sottopasso compreso tra Corso Valentino e la SP31 al fine di consentire il rifacimento della segnaletica orizzontale.
Durante l’esecuzione dei lavori saranno predisposte deviazioni per i veicoli provenienti da San Germano e Alessandria in direzione Casale Monferrato lungo la tangenziale SS457 Var, nonché per il traffico in uscita dalla città verso San Germano e Alessandria lungo la Strada per Asti (SS457).
Gli interventi interesseranno inoltre il tratto di Corso Valentino compreso tra la rotatoria con Strada Asti e quella con Via Verdi: in questi casi non sono previste chiusure al traffico, ma potranno verificarsi rallentamenti temporanei durante le operazioni.
Nel corso della settimana è, inoltre, programmato il rifacimento della segnaletica orizzontale in Viale Marchino: anche in questo caso i lavori saranno eseguiti senza interruzioni della circolazione, pur con possibili disagi e rallentamenti.
Si invitano pertanto gli automobilisti a prestare attenzione alla segnaletica temporanea e a programmare gli spostamenti tenendo conto delle modifiche alla viabilità previste durante l’esecuzione degli interventi.
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Redazione di Vercelli































