Mese: Maggio 2026
Sabato 23 maggio alle ore 20.45 al Santuario di Boca la Veglia di Pentecoste con i ministeri laicali.
Martedì 26 all’Oratorio Chioso Bini il Santo Rosario alle ore 20.30 e Santa Messa alle 21 per tutte le classi del catechismo.
Sabato 30 in Casa Parrocchiale dalle 15 alle 16.30 Sacramento della Confessione.
Domenica 31 Solennità della Santissima Trinità. – Sacramento della Prima Comunione nella Santa Messa delle 10.30.
Chiusura del mese di maggio.
Nel mese di maggio il Santo Rosario sarà pregato prima delle messe feriali e festive.
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Redazione di Vercelli
Dalle verifiche effettuate nelle ore immediatamente successive all’incendio sviluppatosi nella giornata di ieri, giovedì 21 maggio 2026, in Via Lanza, che ha interessato un edificio che ospita un’attività commerciale, con conseguente crollo del tetto, è emerso che la copertura coinvolta non era costituita da materiali contenenti amianto.
Gli accertamenti svolti hanno, infatti, confermato che la precedente copertura era stata rimossa e sostituita alla fine degli anni Novanta, escludendo pertanto la presenza di manufatti in cemento-amianto nell’attuale struttura interessata dall’incendio.
Fin dalle prime fasi dell’emergenza, l’Amministrazione Comunale ha seguito con l’evolversi della situazione, mantenendo costanti contatti con i Vigili del Fuoco, le Forze dell’Ordine e con gli enti competenti, al fine di monitorare ogni aspetto connesso alla sicurezza e alla tutela della salute pubblica, oltre che per la gestione dell’assistenza alle persone temporaneamente allontanate dalle proprie abitazioni.
Il Sindaco Emanuele Capra dichiara: “L’Amministrazione Comunale ha seguito sin da subito le operazioni di spegnimento e ha immediatamente disposto le necessarie verifiche sulla natura dei materiali coinvolti, proprio per la grande attenzione che il Comune riserva alla salute pubblica e alla sicurezza dei cittadini. Gli accertamenti effettuati hanno escluso la presenza di amianto nella copertura crollata. Un ringraziamento particolare va ai Vigili del Fuoco per la brillante ed efficace gestione dell’emergenza, alle Forze dell’Ordine e alla Protezione Civile per il prezioso supporto e alle società partecipate per la significativa collaborazione. Ne approfitto, infine, per sottolineare che è importante affidarsi esclusivamente alle comunicazioni ufficiali ed evitare la diffusione di informazioni non verificate o inutili allarmismi, che rischiano soltanto di generare preoccupazione nella comunità senza alcun fondamento oggettivo”.
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Redazione di Vercelli
Nella sede del Velo Club Vercelli in via Mucrone 1, verrà presentato, sabato 30 maggio alle ore 18, il nuovo libro di Massimiliano Muraro “50 anni da Felice”, pubblicato da Ediciclo nella collana I miti dello Sport.
L’autore dialogherà con Luigi Vitali.
Il volume ricostruisce l’ultima impresa della straordinaria carriera di Felice Gimondi: la vittoria del suo terzo Giro d’Italia a quasi trentaquattro anni e contro ogni pronostico.
A mezzo secolo di distanza, “50 anni da Felice” celebra quel trionfo con un viaggio di ventidue tappe e oltre quattromila chilometri lungo lo Stivale, dalla Sicilia alla Lombardia, attraverso le cime degli Appennini e delle Alpi.
L’opera è arricchita da tre lettere ideali che Muraro scrive al campione bergamasco nei momenti chiave del racconto e si avvale dell’emozionante postfazione di Norma Gimondi, figlia di Felice.
Al termine dell’incontro l’autore sarà disponibile per il firmacopie.
A seguire un rinfresco per tutti i presenti.
Ingresso libero fino a esaurimento posti.
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Redazione di Vercelli
L’UCIIM (Unione Cattolica Italiana Insegnanti, Dirigenti, Educatori, Formatori), sezione G. Berzero di Vercelli, in collaborazione con l’Ufficio Scuola dell’Arcidiocesi di Vercelli, propone per la conclusione dell’anno scolastico in corso il consueto momento di riflessione spirituale rivolto agli studenti, alle famiglie, ai dirigenti e ai docenti delle classi finali della scuola secondaria di primo grado e della scuola secondaria di secondo grado, in vista degli esami conclusivi dei rispettivi ordini di scuola.
Venerdì 5 giugno, alle ore 16,30, presso la cattedrale di Vercelli, l’arcivescovo Monsignor Marco Arnolfo celebrerà la Messa degli esami – tempo di esami: non solo studio!
Essa costituisce una preziosa occasione di comunione e di condivisione nel momento impegnativo e coinvolgente della preparazione degli esami, tappa cruciale per la crescita dei ragazzi, che hanno bisogno del sostegno e della vicinanza, anche con la preghiera, della famiglia e della scuola.
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Redazione di Vercelli
(elisabetta acide) – Le date che ricordiamo e indichiamo sul calendario hanno per noi un significato: non sono solo eventi temporali, sono ricordo e memoria, sono affetto e valore, pregnanza personale e sociale.
Anche i nomi, come le date, sono “continuità” e memoria: 15 maggio 1891 – 15 maggio 2026, Leone XIII e Leone XIV.
Non è un caso, ancora meno una “coincidenza”.
Forse l’azione dello Spirito Santo.
La data scelta da Papa Leone XIV per la firma della sua enciclica, Magnifica Humanitatis, richiama alla memoria proprio la pubblicazione della Rerum Novarun, il predecessore di cui il Papa ha “ripreso” il nome.
Lo aveva “spiegato” lo stesso Pontefice, parlando nell’Aula del Sinodo in Vaticano al Collegio cardinalizio:
“Papa Leone XIII affrontò la questione sociale nel contesto della prima grande Rivoluzione industriale.
Oggi la Chiesa offre a tutti il suo patrimonio di Dottrina sociale per rispondere a un’altra rivoluzione industriale e agli sviluppi dell’intelligenza artificiale, che comportano nuove sfide per la difesa della dignità umana, della giustizia e del lavoro”.
Un “nome” che è una “dichiarazione di intenti”, una “data” che ha il sapore dell’impegno e della continuità.
E nel 135° anno di promulgazione dell’Enciclica di Papa Leone XIII, una nuova lettera enciclica “sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale”.
Ricordiamo che la lettera enciclica, deriva dal greco εν κύκλος, en kýklos, “in cerchio”, cioè “lettera circolare”, in latino litterae encyclicae, ed indica le lettere che il Papa indirizza ai Vescovi e ai fedeli di tutto il mondo o di una sola nazione su importanti questioni di carattere dottrinale, morale, sociale, politico.
Una “lettera” che, secondo il significato mutuato dal lessico dei magistrati, non è solo una “forma di comunicazione”, ma, dirette a tutti i fedeli, trattano questioni dogmatiche, di fede, di dottrina, sociali e religiose.
Sarà pubblicata il 25 maggio e presentata al momento alla presenza dello stesso Pontefice (ricordiamo per la prima volta nella storia della Chiesa), la lettera enciclica, è stata consegnata per una prima lettura e commento ad autorevoli relatori (cardinali Víctor Manuel Fernández, prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, e Michael Czerny S.J., prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale.
Poi la professoressa Anna Rowlands, teologa e docente presso la Durham University nel Regno Unito; Christopher Olah, co-fondatore di Anthropic (USA) e responsabile della ricerca sull’interpretabilità dell’Intelligenza artificiale; la professoressa Leocadie Lushombo i.t., docente di teologia politica e pensiero sociale cattolico presso la Jesuit School of Theology / Santa Clara University, in California.
La conclusione è stata riservata a cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin).
La Rerum novarum è stata (ed è) un “faro” per la trattazione delle “questioni sociali”, per la “Dottrina sociale della Chiesa”, che non ha mai smesso di sollecitare l’attenzione centrale della persona umana in tutti cambiamenti sociali, tecnici, tecnologici.
Cambiamo le epoche, le innovazioni, il progresso, le tecniche e le tecnologie, ma l’uomo conserva e deve conservare sempre la centralità e la sua totale dignità.
Papa Leone XIII nell’epoca di cambiamenti industriali, familiari e sociali e di distribuzione sproporzionata della ricchezza, aveva affermato con forza l’impegno della Chiesa e l’attuale pontefice, sul “solco” del suo predecessore, in un’epoca di trasformazione “artificiale”, dominata da algoritmi e trasformazioni, vuole richiamare l’attenzione alla consapevolezza delle “trasformazioni”, che pur importanti, non devono mai far dimenticare la persona nella sua totalità.
Un “richiamo etico”, dunque, che sollecita tutta la Chiesa, non solo a “riflettere” con consapevolezza, ma ad “agire” ponendosi nella riflessione critica che ogni “cambiamento” non deve mai mettere in secondo piano l’ “umano”, la sua dignità, le sue fragilità, le sue “necessità” esistenziali.
Dignità, giustizia, pace, coscienza, libertà, criteri etici e principi morali… una “sfida” per la Chiesa e per il mondo a “rileggere” i tempi per l’annuncio del Vangelo.
Interessante quella prima indicazione:
“Custodia della persona umana nell’ epoca dell’ AI”.
Già la parola “custodia” richiama l’ immagine della cura, dell’attenzione e della dignità della persona.
Forse allora Papa Leone ci inviterà a comprendere l’ interpretabilta’ dell’ intelligenza artificiale, la questione della trasparenza, sicurezza, discernimento etico, del dialogo come condizione fondamentale per l’attenzione etica, per la formazione necessaria per affrontare le nuove sfide, i nuovi sviluppi, gli orizzonti che non devono mai prescindere dall’umano nella sua bellezza, dalla sua totalità e libertà, completezza e dignità di persona.
Un tema ed una sfida che Papa Leone, come abbiamo già avuto modo di percepire dai suoi interventi in alcune occasioni, ha colto con sollecitudine, forse e leggeremo con attenzione, sarà necessario interpellarci per riflettere sui modelli proposti, sugli algoritmi di preferenze a scapito di verità e logica che paiono predominanti nell’ AI, che non dimentichiamo non è “intelligente”, è “macchina”.
I temi saranno dunque decisamente “sfidanti” e ci interpelleranno con Chiesa e come uomini e donne “sommersi” dalle informazioni, dalle prestazioni, dal “ruolo e posto” che l’AI ha assunto progressivamente negli ultimi anni.
Una “sfida” come adulti e come cittadini, alle prese con gli “algoritmi della condiscendenza” delle 4 A, ma anche alle chatbot di psicologia, all’uso e influenza dell’AI nella nostra vita, alla sovrabbondanza della in-formazione e della disinformazione, ai modelli linguistici, alle relazioni virtuali…
Temi e “sfide” a cui papa Leone non si sottrae, “sistemi emergenti” e “visioni del mondo” che interpellano il nostro pensiero critico e costituiscono una “sfida” per la riflessione ecclesiale.
Attendiamo dunque l’analisi e ci prepariamo all’attenta lettura della lettera enciclica sul solco delle parole che Papa Leone ha già pronunciato nel suo messaggio, in occasione della 60° Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali, per una “sfida” che non è più “tecnologica ma antropologica”.
Se ai comunicatori Papa Leone aveva detto:
“Custodire voci e volti umani” come “riflesso indelebile dell’amore di Dio”. Voci e volti che sono “sacri” perché “ci sono stati donati da Dio, che ci ha creati a sua immagine e somiglianza”.
Dunque siamo chiamati ad una “missione”: guidare ed educare l’innovazione digitale al rispetto della persona e della sua dignità.
Visto il degrado e le problematiche delle stazioni vercellesi, di seguito quanto dichiarato dalla Consigliera regionale del PD Simona Paonessa.
«Ho presentato in Consiglio regionale un’interrogazione per rimarcare ciò che negli scorsi mesi è stato chiesto con forza: più attenzione ai servizi per i pendolari, alla sicurezza e verso il degrado in cui versano le stazioni ferroviarie del territorio vercellese» afferma la Consigliera regionale del PD Simona Paonessa. «Un esempio sotto gli occhi di tutti è la stazione di Santhià, nodo ferroviario fondamentale, che conta più di 5.000 passaggi al giorno in quanto collegamento tra la Provincia di Biella, Torino e Milano, oltre ad essere il biglietto da visita della città per viaggiatori e pellegrini dei tanti cammini sul territorio. Ecco, a Santhià, nonostante l’avvio di alcuni lavori nella sala d’attesa e nel sottopassaggio, permangono problematiche strutturali e condizioni di scarsa sicurezza, tra cui marciapiedi danneggiati, tombini non adeguatamente messi in sicurezza e cavi scoperti, come il Sindaco Angela Ariotti ha prontamente segnalato negli scorsi anni, e la cui battaglia sta dando frutti importanti. Particolarmente grave è il tema dell’accessibilità – continua Paonessa – con l’assenza di ascensori funzionanti che costringe ancora oggi le persone con disabilità, anziane o ridotta mobilità ad attraversare i binari con l’assistenza del personale ausiliario. Sul tema, ricordo con amarezza la bocciatura al mio ordine del giorno dal titolo “Difficoltà nell’accessibilità nelle stazioni ferroviarie piemontesi”, scritto a quattro mani insieme a Simone Macchioni, Presidente del Forum Nazionale Disabilità, Diversità e Fragilità, dove si chiedeva un intervento concreto e deciso della Regione per sollecitare RFI nel provvedere al ripristino e alla piena funzionalità di tutte le stazioni già dotate di servizi per persone con disabilità, ma attualmente non operative o non accessibili all’utenza a causa di carente o non adeguata manutenzione».
Continua l’esponente del PD: «A seguito dello spiacevole episodio che ha coinvolto un anziano pendolare, impossibilitato a utilizzare i servizi igienici della stazione di Vercelli perché già chiusi, ho chiesto il prolungamento dell’orario di apertura dei bagni nelle stazioni ferroviarie vercellesi oltre le 18:00. Infatti, la chiusura risulta ad oggi alle 18:00, a causa di episodi di vandalismo, ma è giusto essere consapevoli che servano più controlli e sicurezza, non la chiusura di servizi agli utenti. Una necessità concreta, più volte segnalata anche dal Comitato Pendolari di Vercelli, considerando il numero di treni in circolazione anche nelle ore serali».
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Redazione di Vercelli
















