Mese: Aprile 2026
Si sono chiusi con altri due ori per altrettanti atleti piemontesi i Campionati Europei Under 23 di scherma disputati a Cagliari.
A chiudere una rassegna ricca di soddisfazioni per la scherma piemontese è stato l’oro della spada maschile a squadre, con protagonisti Simone Mencarelli e Matteo Galassi.
Gli atleti tesserati rispettivamente per Fiamme Oro e Carabinieri, entrambi di base alla Ginnastica Victoria, hanno concluso al primo posto la gara disputata insieme ai connazionali Fabrizio Cuomo e Nicolò Del Contrasto.
La squadra azzurra, guidata a fondo pedana dal maestro torinese Maurizio Mencarelli, han superato negli ottavi di finale la Francia per 42-30, ai quarti ha battuto l’Ungheria per 45-35 e in semifinale si è imposta per 45-31 sulla Polonia.
In finale è quindi arrivato il 45-42 su Israele che ha sancito la vittoria finale.
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Redazione di Vercelli
Cele Bellardone e Dino Boffa, artisti della fotocamera e autori della mostra “Il pioppo nero. Uno sguardo sul tempo delle risaie” sono sicuramente “Due artisti che riflettono quello che è l’ambiente che più ci contraddistingue, quello rurale”.
Così ha tratteggiato l’opera dei concittadini il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli, Aldo Casalini.
Il territorio, dunque, protagonista di un evento culturale che accoglierà i vercellesi a partire dal prossimo 8 maggio e fino al 31 maggio, ogni venerdì, dalle 15 alle 19 e ogni sabato e domenica dalle 10 alle 12,30 e dalle 15 alle 19 in Santa Chiara a Vercelli.
Teniamoci caro il nostro vecchio (ma infine, non così malandato) “Ospedale Generale Provinciale Sant’Andrea” di Vercelli.
Prima che sia sostituito da un nuovo Nosocomio di tempo ne dovrà ancora passare: indeterminato.
Mentre è senz’altro lecito attendere un’ (abbastanza) celere, realizzazione del cosiddetto “Cubolotto”, cioè il nuovo “Blocco di Emergenza / Urgenze del Presidio Ospedaliero S. Andrea di Vercelli”.
Tempi di realizzazione normali per Opere pubbliche di grande rilievo: che al cittadino del Capoluogo parranno fulminee, abituato com’è alla durata dei cantieri di quelle comunali.
Ma andiamo con ordine.
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Suggestiva, emozionale, quasi “immersiva”, fascinosa, la presentazione dei rendering, ieri 27 aprile, in Aula magna dell’ (attuale) Ospedale Sant’Andrea.

Slides rutilanti, un parlato da veri professionisti per due realtà che (al momento) non sono neppure parenti, oppure lo sono alla lontana.

Il “Cubolotto” (chissà poi perché questo nick name) è comunque un investimento di oltre 63 milioni di euro, tutti reperiti tra Stato e Regione Piemonte, già ora sicuri.
Nessuna incertezza sulla provvista finanziaria, siamo ora alle battute finali del percorso amministrativo e presto si potrà affidare il cantiere.
Un lavoro di squadra che ha avuto una fortissima accelerazione nella scorsa Legislatura regionale, sostenuto con convinzione sia dall’allora Sindaco Andrea Corsaro, sia dall’allora Presidente della IV Commissione (Sanità) del Consiglio Regionale, Alessandro Stecco.
Nel corso di questa Legislatura il testimone è passato ad altri “volenterosi” (absit iniuria), il Consigliere Regionale Carlo Riva Vercellotti ed il Sindaco Roberto Scheda, che, con il contributo convinto dell’Assessore alla Sanità Federico Riboldi, hanno sostanzialmente ottenuto di completare (mancavano circa 9 milioni di euro) la copertura finanziaria.
E questa è la cosa certa.
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Diversa la situazione per quanto riguarda il nuovo Ospedale.
Per ora ci sono i rendering.
Un po’ come dire che si costruisce l’automobile a partire dal depliant della Concessionaria o dal cartellone stradale della pubblicità.
Tante le cose da definire, a cominciare dalla necessità di comprendere cosa davvero pensino di fare certi “Comites palatini” che abitano il grattacielo della Regione: potrebbero essere identificati con quegli “azzeccagarbugli” di cui dice Carlo Riva Vercellotti in un suo post di Fb nelle scorse ore?
Chissà.
Non è un mistero che, nemmeno ieri, qualcuno tra i “Quaestor sacri palatii” nascondesse perplessità e dubbi.
E i motivi potrebbero essere molti.
A partire dalla non ancora raggiunta copertura finanziaria.
Quella che parrebbe acquisita è una provvista fornita dall’Inail.
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Grazie all’Inail sarebbero ora a disposizione circa 155 milioni di euro.
Se si potesse consegnare il cantiere domani, ne servirebbero altri 15.
Nei tempi che occorrono per passare dal rendering alla progettazione definitiva e poi a quella esecutiva, è assai probabile che i soldi da trovare (basti guardare a cosa stia succedendo al prezzo della benzina e, a cascata, a tutti gli altri fattori di costo industriale) saranno quantificabili in una somma ben superiore.
Saranno reperiti?
Chissà.
Un primo segnale che qualcosa si muove potrebbe arrivare se si presentasse almeno il Progetto di Fattibilità Tecnico Economica (PFTE), una fase della procedura che presuppone la disponibilità di una sorta (il termine non è “tecnico”, ma è per capirsi) di “cauzione”, pari al 3 per cento del finanziamento: che ora è di 155 milioni, quindi occorrerebbero, solo per questo passaggio, che comunque non è ancora alle viste, tra i 4 ed i 5 milioni di euro.
Si vedrà.
***
Dunque, quali sentimenti paiono realistici, dopo la presentazione di ieri, 27 aprile?
Di due tipi, non necessariamente conflittuali tra loro, ma distinti.
Il primo ordine è di grande soddisfazione.
Il “Cubolotto” si farà di sicuro, sarà un’opera che porterà lavoro, soprattutto sarà davvero utile, un passo avanti che assicurerà grandi risultati alla Sanità vercellese.
Il secondo ordine è di prudenza e, soprattutto pazienza; nemmeno di “vigile attesa”, perché si può stare tranquilli che, almeno per un bel po’ di tempo, non succederà nulla.

Sicchè, vale la pena di continuare a “tenere da conto” il caro vecchio Ospedale Sant’Andrea che conosciamo almeno da quando (come richiama l’illustrazione che si deve al gruppo “Vecchia Vercelli”) chi scrive, bambino di 4 anni, guardava quella limousine presidenziale stando in braccio alla mamma, tra la folla.
Abitavamo nel primo e allora unico condominio della zona, costruito più o meno in prossimità dalla prima pecora, in alto a destra.

Il Consiglio di Amministrazione di Fondazione Piemonte dal Vivo ha approvato il bilancio di esercizio e il bilancio sociale 2025, due documenti che restituiscono, in forma complementare, la tenuta gestionale dell’Ente e l’ampiezza del lavoro svolto sul territorio nel primo anno del nuovo triennio 2025/2027.
Il bilancio di esercizio si chiude con un risultato positivo, confermando la capacità della Fondazione di mantenere equilibrio e continuità in un contesto che richiede un costante presidio gestionale e finanziario. In questo quadro, il valore della produzione operativa si attesta a 6,88 milioni di euro, il valore aggiunto a 1,52 milioni di euro e i proventi da abbonamento e sbigliettamento a 1,61 milioni di euro, restituendo la consistenza economica dell’attività svolta e la tenuta della relazione con il pubblico.
Il bilancio sociale documenta, invece, la portata pubblica dell’azione svolta: nel 2025 il Circuito multidisciplinare ha realizzato 839 recite in 139 spazi e 75 comuni, raggiungendo 142.052 presenze e 6.491 abbonati, mentre Lavanderia a Vapore e Hangar Piemonte hanno consolidato ulteriormente il proprio ruolo di infrastrutture regionali dedicate rispettivamente alla creazione contemporanea e allo sviluppo delle competenze e delle organizzazioni culturali.
Particolarmente significativo è il dato relativo agli abbonati: i 6.491 del 2025 segnano un incremento del 3,77% rispetto al 2024 e del 24,47% rispetto alla media del triennio 2022-2024, confermando il rafforzamento della relazione con un pubblico fidelizzato e la tenuta complessiva dell’azione della Fondazione.
Nel corso del 2025 Piemonte dal Vivo ha inoltre ottenuto, per la prima volta, il primo posto nella graduatoria del Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo tra i Circuiti multidisciplinari, un riconoscimento che rafforza il profilo della Fondazione sul piano nazionale e conferma la qualità dell’impianto strategico avviato con il nuovo triennio.
«Il bilancio 2025 di Piemonte dal Vivo restituisce l’immagine di una Fondazione solida e capace di crescere, rafforzando al tempo stesso il proprio ruolo pubblico. L’aumento degli abbonati e il riconoscimento nazionale ottenuto rappresentano indicatori chiari di un lavoro che sta consolidando il rapporto con il pubblico e la qualità dell’offerta culturale. La Regione Piemonte continuerà a investire in questo percorso, sostenendo un sistema che valorizza i territori e rende la cultura sempre più accessibile e diffusa» dichiara l’Assessore alla Cultura, Turismo e Sport della Regione Piemonte Marina Chiarelli.
«Piemonte dal Vivo è un circuito che si è fatto interprete delle sfide della contemporaneità, cogliendo e facendo propri i molteplici segnali di innovazione -dichiara Manuela Lamberti, Presidente di Piemonte dal Vivo . Oltre all’attività tradizionale, infatti, il Circuito ha saputo sperimentare e integrare nuove traiettorie di sviluppo, nuovi linguaggi. L’innovazione tecnologica ci porta oggi a riflettere sulla transdisciplinarietà e sul saper accogliere le grandi sfide che quest’epoca ci pone di fronte».
«Nel primo anno del nuovo triennio, la crescita degli abbonati e il riconoscimento nazionale ottenuto dal Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo confermano la tenuta del nostro mandato pubblico e la qualità dell’impianto di programmazione. È un risultato che nasce dal lavoro nei territori, dall’alleanza con la Regione e dalla capacità di innovare linguaggi e strumenti, consolidando fiducia, continuità e partecipazione», conclude il Direttore Matteo Negrin.
Con il bilancio sociale 2025, Piemonte dal Vivo conferma inoltre la scelta di una rendicontazione volontaria e strutturata.
Per la prima volta, il documento integra anche una sezione di compliance ESG affidata a un soggetto esterno specializzato che ha attribuito alla Fondazione un rating ESG pari a 95/100 con grade AAA.
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Redazione di Vercelli
Due nuovi maestri di lavoro vercellesi saranno proclamati venerdì 1^ maggio nel Salone del Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Torino. Riceveranno la “stella al merito del lavoro”, concessa dal Presidente della Repubblica, riconoscendo perizia, laboriosità e buona condotta morale degli insigniti.
Si tratta di Pier Mario Falletti, 63 anni, di Livorno Ferraris, già responsabile del Settore Logistica-Reparto Cablaggi di “Leonardo Spa”, e di Giuseppe Manca, 65 anni, di Varallo Sesia, direttore delle Risorse Umane del gruppo “Stellantis Spa” a Torino.
I due neo maestri del lavoro del Consolato di Vercelli sono stati presentati dal nuovo console, Claudio Orecchia, al prefetto Lucio Parente che li ha accolti nella sede dell’Ufficio territoriale del Governo, in via San Cristoforo, 3.
Il console ha illustrato al prefetto i curricula davvero di tutto rispetto dei due nuovi maestri del lavoro, verso quali il dottor Parente ha espresso tutta la sua ammirazione.
Questi, in estrema sintesi i due curricula.
Pier Mario Falletti, nato a Trino, ha iniziato a lavorare come operaio apprendista addetto alle macchine utensili nel 1979 presso l’azienda Perardi Tommaso s.n.c. e dal 1983 al maggio 1989 ha lavorato presso Vis Nova Starters Drive per poi essere assunto in Leonardo S.p.A. nel maggio 1989 con la qualifica di impiegato (Tecnico Pianificazione materiali).
Il suo percorso in azienda è stato caratterizzato da una crescita costante e progressiva, che lo ha portato dalla figura di tecnico addetto alla logistica fino al ruolo di Responsabile Logistica del reparto Cablaggi.
Negli anni ha acquisito sempre maggiore autorevolezza, sino ad essere riconosciuto, oggi, come un vero punto di riferimento in ambito logistico nello stabilimento di San Maurizio Canavese del colosso nel settore delle tecnologie per l’Aerospazio, la difesa e la sicurezza.
Giuseppe Manca, nato a Trepuzzi, in provincia di Lecce, ha costruito la sua intera carriera all’interno del gruppo Stellantis (precedentemente Fiat, FCA e relative joint venture come Fiat-GM Powertrain), dove è stato assunto nel 1988.
Partendo come impiegato addetto alle risorse umane in vari stabilimenti produttivi, ha progredito rapidamente diventando analista di organizzazione, quadro e infine dirigente.
Nel corso degli anni ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità a livello internazionale, tra cui HR Manager, Business Partner per il settore Powertrain e leader delle risorse umane per l’area Manufacturing e la regione Middle East & Africa.
In ultimo ricopre la carica di Responsabile del Personale per l’Italia (HR Leader Country Italy), fungendo da principale riferimento per le relazioni industriali e i rapporti istituzionali del gruppo (che, a livello globale occupa 284 mila addetti) col Paese.
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Redazione di Vercelli
Alberto Deambrogio, Segretario Regionale di Rifondazione Comunista del Piemonte, interviene con una nota durissima in merito alle recenti dichiarazioni di Alessandro Canelli, Sindaco di Novara e voce autorevole dell’ANCI, riguardo alle difficoltà finanziarie dei Comuni italiani.
“È difficile non scorgere un misto di grottesco e ipocrisia nelle lamentele del Sindaco Canelli – esordisce Deambrogio -. Siamo di fronte a un paradosso politico totale: un esponente di primo piano della stessa area politica che sostiene il Governo Meloni si scaglia contro i tagli che quel medesimo Governo impone. Canelli e i suoi colleghi di centrodestra amministrano i territori lamentandosi degli effetti di decisioni prese dai loro stessi partiti a Roma. È un gioco delle parti stucchevole che non incanta più nessuno.”
Deambrogio allarga poi l’analisi alla gestione degli ultimi decenni: “Non dimentichiamo che la situazione attuale è il frutto avvelenato di anni di politiche neoliberiste. Governi tecnici e di centrosinistra hanno sistematicamente usato i Comuni come un bancomat per far quadrare i conti dello Stato, sacrificando i servizi essenziali sull’altare dei vincoli di austerità imposti dalle élite europee. Questa deriva ha spinto i sindaci, spesso consenzienti, verso la privatizzazione selvaggia di ogni servizio locale, trasformando i diritti dei cittadini in profitti per i privati”.
Il punto centrale della critica di Rifondazione Comunista riguarda però le priorità di spesa nazionale.
“C’è una contraddizione di fondo che Canelli e il suo governo di riferimento fingono di non vedere – prosegue il segretario regionale del PRC -. Non si può pretendere di avere risorse per gli asili nido, i trasporti o il sostegno alle povertà se, contemporaneamente, si scelgono il riarmo e il finanziamento della guerra. Finché l’Italia continuerà a dirottare miliardi di euro verso l’invio di armi e l’aumento delle spese militari, per i Comuni e per i bisogni reali delle persone ci saranno sempre e solo briciole”.
“Il Sindaco Canelli e l’ANCI abbiano il coraggio di dire la verità: l’autonomia e la sopravvivenza degli enti locali sono incompatibili con l’economia di guerra e con i diktat di Bruxelles che loro stessi hanno sostenuto per anni. Senza una rottura netta con queste politiche, le loro restano solo grida nel deserto e fumo negli occhi dei cittadini piemontesi” conclude Deambrogio.
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Redazione di Vercelli
Sarà Paolo Rovellotti a guidare Fedora, l’Azienda Speciale della Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte, nel quinquennio 2026-2031.
Ad affiancarlo sono stati nominati in Consiglio di Amministrazione Renzo Rabaioli, Roberta Massaro, Paolo Carrà e Maurizio Baldini.
Rovellotti subentra nella carica a Massimo Sartoretti; la vicepresidenza è invece stata assegnata a Roberta Massaro; direttrice dell’ente è Cristina D’Ercole, vicesegretario Generale della Camera di Commercio.
«Ci attendono cinque anni di lavoro intenso visto il momento molto particolare in cui nuove tensioni internazionali stanno mettendo a dura prova la nostra economia – commenta il neopresidente Paolo Rovellotti -. Con Fedora la Camera di Commercio può intervenire in maniera più agile nel supporto alle aziende dell’Alto Piemonte, specialmente quelle di dimensione minore, che fanno più fatica ad affrontare le sfide dei mercati. Saremo attenti soprattutto a raccogliere gli input che arriveranno dal Presidente e dalla giunta dell’ente camerale, così da coordinare le linee di intervento per il tessuto economico».
Braccio operativo dell’Ente camerale, Fedora svolge un ruolo di supporto alle attività istituzionali, agendo come acceleratore nei settori dell’internazionalizzazione, della promozione turistica e culturale e della valorizzazione delle filiere produttive.
L’azione dell’Azienda Speciale si concentra inoltre sulla formazione d’impresa, offrendo strumenti concreti per accrescere la competitività del tessuto produttivo locale.
Tra le prime azioni in agenda figurano l’organizzazione di un incontro per presentare i Progetti Integrati di Filiera 2026-2029 di Regione Piemonte e il servizio di individuazione dei mercati con la massima potenzialità per i prodotti/servizi delle imprese nell’ambito del Progetto SEI – Sostegno all’Export Italiano di Unioncamere, a cui le aziende possono accedere gratuitamente.
Nei giorni scorsi Fedora ha coordinato due fam trip dedicati a buyer esteri interessati a conoscere le destinazioni turistiche dell’Alto Piemonte, svoltisi nell’ambito dell’edizione 2026 della Borsa Internazionale dei Laghi del Nord Italia, iniziativa di cui la Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte è partner.
Per essere sempre aggiornati sulle iniziative organizzate attraverso Fedora è sufficiente consultare il sito web camerale www.pno.camcom.it, i profili Facebook e LinkedIn della Camera di Commercio o iscrivendosi alla newsletter settimanale.
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