Mese: Aprile 2026
Tutt’altro che frenetici, i preparativi per il rinnovo del Consiglio Provinciale di Vercelli e dello stesso Presidente della Provincia, si muovono con passi non soltanto felpati, ma persino – per quanto se ne capisce – svogliati.
Il pathos sta a zero.
Ma andiamo con ordine.
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Intanto, non è facile per nessuno capire (figuriamoci tentare, senza nessuna presunzione, di spiegare a coloro che hanno tante cose più interessanti da fare durante la giornata) il motivo per cui la geniale “Legge Delrio” abbia stabilito che il Presidente della Provincia sia eletto ogni 4 anni (l’ultima volta il 24 luglio 2022), mentre il Consiglio Provinciale è rinnovato ogni 2 anni (quello in carica è stato eletto il 3 marzo 2024).
Sapran loro.
Invero, l’ansia di rimozione che a lungo ha pervaso i mondi renziani, addirittura prevedendo la referendaria eliminazione delle Province, ha sempre cozzato contro la realtà: l’Ente intermedio serve e, infatti, nessuno è mai riuscito a privarlo di importanti compiti.
C’è stato un lungo periodo in cui, peraltro, le Province sono state private dei soldi, ma non dei compiti, con i risultati che ne sono seguiti.
Ma ora pare che, anche quanto a soldi, il peggio sia passato.
Resta da capire quando la fisionomia dell’Ente intermedio tornerà ad essere compiuta in modo omogeneo in tutta Italia, Città Metropolitane comprese.
Ma queste sono altre storie che, per ora, si debbono necessariamente riguardare “da fuori”, derivando da “cantieri di lavoro” spesso disertati anche dagli operai che dovrebbero popolarli assiduamente muniti di malta, scalpello e cazzuola (per carità, nessun riferimento implicito agli attrezzi della Libera Muratoria).
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Quel che oggi conta è che, per il momento, tutto procede, sia pure in modo istituzionalmente sghembo, come la normativa attuale prevede.
Ed in questo 2026 le scadenze (rinnovo di Consiglio e Presidente) possono coincidere, come fatalmente accade ogni quattro anni, nel corso dei quali gli esami per i Consiglieri sono due, mentre per il numero Uno è – lo dice la parola stessa – uno.
Dunque, il prossimo 26 luglio 2026 i “Grandi Elettori” saranno chiamati al voto per eleggere sia il Presidente della Provincia, sia il Consiglio Provinciale.
Un ultimo ripasso: perché i “Grandi Elettori”?
Nulla che rimandi al XIII Secolo.
Più modestamente, come sappiamo, si tratta di elezioni di secondo grado.
Cioè non sono i cittadini elettori a votare, ma Sindaci e Consiglieri Comunali di tutti i Comuni del territorio, secondo “pesi specifici” differenti e quindi ponderati.
In sintesi: il “peso” di un Consigliere Comunale di – è solo un esempio –Prarolo è molto diverso da quello di un collega del Comune di Vercelli.
Poi ci sono le vie di mezzo: Santhià, Borgosesia, Gattinara, Trino, Varallo Sesia, Borgosesia.
Tanto per fare degli esempi. Il concetto è che vota chi è già eletto.
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Dal punto di vista politico, la novità di questo 2026 potrebbe essere rappresentata dal fatto di presentare, tutti insieme, una sola lista di candidati al Consiglio Provinciale, evitando in tal modo ai capataz di partito il (già minimo) disturbo di stimolare il popolo di Consiglieri esortandolo a recarsi alle urne.
E qui si sta giocando la (come detto, svogliata) partita tra i partiti.
Che per ora sono tali (partiti) ma non ancora arrivati (parrebbe) ad una soluzione.
Vediamo come stanno le cose.
Il Presidente Davide Gilardino fu eletto nel 2022, avendo come competitor del Centro Sinistra l’allora Sindaco di Buronzo, Lorenzo Gozzi.
Mentre l’attuale Consiglio Provinciale, eletto nel 2024, vide sfidarsi due liste di candidati, una di Centrodestra ed un’altra ci Centrosinistra
Su dieci posti, ne toccarono otto di maggioranza al Centrodestra e due di minoranza (poi bisogna vedere se la locuzione coincide con quella di Opposizione, come si dirà più avanti) al Centrosinistra.
Ora (oggi) il Consiglio Provinciale è in realtà monco perché i Consiglieri sono in tutto soltanto nove.
Infatti, da quando è prematuramente mancato il compianto Massimo Camandona (Sindaco di San Giacomo Vercellese, in quota Fratelli d’Italia), è successo che a lui sia subentrata la prima esclusa della lista di maggioranza, la Dottoressa Cristina Patrosso, Consigliere di Postua, in quota Forza Italia.
Senonchè, qualche tempo dopo, il Consiglio Comunale di Postua è stato sciolto (beghe locali) e ciò ha determinato, in capo alla stessa Patrosso, il venir meno del requisito necessario per fare parte del Consiglio Provinciale, cioè quello di essere Consigliere di uno dei Comuni della provincia.
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I due posti della lista di minoranza sono andati a Mattia Beccaro (Vice Sindaco di Santhià) ed Alberto Fragapane, Consigliere di Vercelli, entrambi del Pd.
Se, oltre ad essere in minoranza abbiano anche fatto opposizione, questo è ancora un altro paio di maniche.
Perché qualcuno da tempo sostiene la tesi per cui, trattandosi di Organi eletti con elezioni di secondo livello, maggioranza e minoranza non devono esistere o, almeno, la minoranza non deve fare casino.
Più di recente, c’è stato il caso di Doriano Bertolone, Sindaco di Salasco e – a proposito di non fare casino – primatista mondiale, cui fu conferita qualche delega da una Presidenza di Centrodestra. Ovviamente con il beneplacito del Pd.
Amen.
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Come starebbero ora le cose, come sono ripartiti i posti in Consiglio Provinciale?
Nell’ambito della maggioranza i seggi sono così assegnati:
Forza Italia, uno: Pier Mauro Andorno;
Lega, tre: Alessandro Montella, Michele Pairotto, Gianna Poletti.
Fratelli d’Italia, quattro (meno uno, per i motivi già detti): Diego Marchetti, Luca Lifredi, Tatiana Bernardi.
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Quale sarebbe la proposta di lista unitaria di cui si sta parlando, pare più con rassegnazione che convinzione?
Un listone unico, in cui i posti sarebbero così assegnati:
Tre a Forza Italia.
Una crescita notevole, motivata dal fatto che in Valsesia il partito si è molto rafforzato, tanto da soppiantare, sostanzialmente, la Lega, ma soprattutto dal fatto che sono aumentati i voti “pesanti” di Consiglieri Comunali di Vercelli.
Infatti, i tre Consiglieri eletti con la lista di Carlo Olmo sono confluiti in due casi in Fratelli d’Italia ed in un caso in Forza Italia.
Comunque nessuno è entrato nel gruppo della Lega.
Dal quale, peraltro, è uscito il neo vannacciano Gian Carlo Locarni.
Sicchè, in ambito provinciale, la Lega gioca il ruolo di parente povero al quale potrebbe essere riservata al massimo una quota di legittima, un diritto di tribuna.
In questo caso, con tutta probabilità, il Consigliere superstite sarebbe Alessandro Montella.
A Gianna Poletti resterebbe la consolazione di far parte del Prestigioso “Comitato Europeo delle Regioni”, organismo dell’Unione Europea dal quale non dovrebbe decadere, in quanto ancora in possesso del requisito rappresentato dal ruolo di Consigliere Comunale a Borgosesia, dove è anche Assessore.
A Michele Pairotto nemmeno quello.
Ma difficilmente il Sindaco di Tronzano Vercellese di straccerebbe le vesti anche perché, per lui è ormai giunta l’ora di un riconoscimento forse ben più importante: dopo anni di infruttuose meditazioni e approssimandosi la Trippa numero mille, finalmente pare che gli amici abbiano trovato anche per lui un affettuoso nick name.
In fondo, non ci voleva molto a riconoscerlo come la risposta vercellese a “Gianluca, di Marta e Gianluca”.
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Sempre due, infine, i posti al Pd, sempre che, la necessità di salvaguardare equilibri interni in Fratelli d’Italia o altre tenenze della maggioranza, non li riduca ad uno, magari munito di delega.
Come finirà?
E’ davvero il caso di dire: “chi vivrà, vedrà”, a cominciare dalla riunione dei Sindaci della provincia di Vercelli convocata per domani, 22 aprile presso Villa Paolotti a Gattinara, alle ore 18: è assai probabile che, in quella sede si incominceranno a scoprire le carte.
Il Comune informa che la Polizia Locale ha portato a termine, nella giornata di ieri, la prima fase dell’intervento straordinario di rimozione di veicoli non in regola con le normative vigenti.
Si tratta di automobili in stato di abbandono e come tali rimossi e radiati a cura dell’ente proprietario della strada.
I mezzi, “dimenticati” anche da anni in diversi punti della città, contribuivano al degrado urbano e sottraevano spazi alla sosta regolare.
L’operazione si è svolta nel rispetto delle procedure previste.
I proprietari dei veicoli sono stati preventivamente individuati e avvisati.
Trascorso infruttuosamente il termine di 60 giorni, senza che venissero adottati i provvedimenti richiesti, si è quindi proceduto alla rimozione forzata.
Complessivamente sono state rimosse 13 autovetture distribuite in varie aree del territorio comunale: per esempio in Corso Rigola e via Ida Caciagli, nel parcheggio di corso Fiume e ancora in corso Gastaldi.
«L’intervento – dice l’assessore con delega alla Polizia locale, Paolo Campominosi – rientra nelle attività di controllo e tutela del decoro, oltre che di sicurezza. Proseguirà anche nei prossimi mesi con ulteriori verifiche sul territorio grazie anche alle segnalazioni dei cittadini».
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Redazione di Vercelli
Una nuova campagna di sensibilizzazione contro le truffe è stata strutturata dalla Compagnia Carabinieri di Casale Monferrato che, oltre a una serie di incontri sul territorio, prevede la realizzazione di specifici gadget, realizzati grazie al contributo di Energica srl, che verranno offerti gratuitamente ai cittadini che vi prenderanno parte, così da avere un costante richiamo per mantenere alta l’attenzione contro questi tentativi che possono colpire in ogni momento.
I malviventi che decidono di mettere in atto truffe telefoniche, online o al campanello di casa sono davvero spregiudicati e spesso attaccano i più deboli, in particolare gli anziani e le persone fragili facendo leva sui loro affetti, con l’obiettivo di rubare soldi e gioielli.
Questa attività di informazione a contrasto dei reati di truffa prosegue le iniziative realizzate a partire sin dal 2024 che hanno portato a un riscontro positivo in termini di partecipazione restituendo molti più casi di persone anziane che sono riuscite ad evitare i raggiri semplicemente non aprendo la porta di casa e comprendendo di avere di fronte un finto addetto dell’acquedotto, del gas o un finto carabiniere.
Emanuele Capra, Sindaco di Casale Monferrato, ha affermato: “Le truffe rappresentano una minaccia subdola che colpisce spesso le persone più fragili, facendo leva sulla fiducia e sugli affetti. Per tale motivo iniziative come questa, promossa con continuità dalla Compagnia Carabinieri di Casale Monferrato, sono fondamentali: informare significa prevenire. Come Amministrazione riteniamo essenziale sostenere ogni azione che aiuti i cittadini a riconoscere i tentativi di raggiro e a difendersi, rafforzando il senso di sicurezza della nostra comunità”.
Paolo Secco, Presidente di Energica srl, ha dichiarato: “Perché Energica ha sentito il bisogno di farsi co-promotrice di questa iniziativa? La risposta risiede nel nostro DNA di azienda pubblica: il nostro bilancio non si misura solo in termini finanziari, ma attraverso l’impatto sociale e il benessere della comunità. La nostra missione, oltre a fornire energia, è trasmettere fiducia. Purtroppo, i malviventi utilizzano spesso il nome di aziende come la nostra come ‘grimaldello psicologico’ per introdursi nelle case, colpendo specialmente i più fragili con scuse pretestuose, quali controlli tecnici improvvisi dei contatori o rimborsi inesistenti. Desidero essere molto chiaro: Energica non invia funzionari o tecnici a domicilio senza un appuntamento concordato. Il nostro personale, così come quello del gruppo AMC, è sempre identificabile e non è autorizzato a riscuotere denaro o visionare documenti privati al di fuori delle procedure ufficiali. Con questa campagna, in collaborazione con i Carabinieri, ci prefiggiamo di fornire gli strumenti per riconoscere i tentativi di raggiro e segnalarli prontamente alle Forze dell’Ordine. Difendere il nome di Energica significa, innanzitutto, difendere la sicurezza dei casalesi all’interno delle proprie mura domestiche. Ringrazio il Comandante della Compagnia Dott. Valerio Azzone per averci stimolato in questa attività”.
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Redazione di Vercelli
Presso la Sala Convegni della Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli (via Monte di Pietà 22), verrà presentata, martedì 28 aprile alle ore 10.00, la mostra fotografica di Cele Bellardone e Dino Boffa “Il pioppo nero. Uno sguardo sul tempo delle risaie”, la cui inaugurazione è prevista in data 8 maggio presso la sala espositiva in S. Chiara (Vercelli).
Un progetto sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli (collaborazione di Edizioni Effedì), e che coinvolge strettamente l’Università del Piemonte Orientale.
Un evento epocale, destinato a tracciare una linea di demarcazione tra la risaia di memoria e tradizione e il nuovo territorio agricolo con la sua nuova tecnologia e i suoi nuovi protagonisti.
Un lavoro di grande interesse, reso possibile dall’attività fotografica di Cele Bellardone e Dino Boffa, da più di trent’anni testimoni dell’evoluzione della campagna e della sua gente.
Non a caso, all’interno della mostra sarà presente un prezioso contributo antropologico audiovisivo a cura dell’UPO.
Alla presentazione saranno presenti, oltre agli autori, l’Avvocato Aldo Casalini, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli; il Dott. Piergiorgio Fossale, Vicepresidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli e i docenti UPO che hanno collaborato a mostra e catalogo.
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Redazione di Vercelli
La classe 3 B SSAS si è recata, giovedì 9 aprile. con le professoresse Stefania Nardin e Alessandra Sarasso a visitare la mostra gratuita multimediale e itinerante Senzatomica che dal 2011 porta in varie città, non solo italiane, una documentatissima storia delle armi atomiche, dal Progetto Manhattan – progetto segreto di sviluppo e di ricerca condotto dal ’39 tra USA, Canada e Inghilterr – intensificatosi verso la fine della II Guerra Mondiale, quando non era chiaro lo stato di avanzamento delle ricerche nei laboratori nazisti tese a realizzare un’arma di distruzione di massa con cui la guerra avrebbe potuto concludersi con la definitiva sconfitta dei paesi alleati contro Hitler, fino agli attuali arsenali nucleari, Italia compresa anche se solo come Stato ospitante.
La corsa contro il tempo del Progetto Manhattan portò allo sganciamento delle bombe su Hiroshima e Nagasaki.
Molti filmati di interviste ai cd. “hibakusha” (lett. “coloro che sono stati esposti alla grande luce”), i sopravvissuti alle bombe, illustrano le terribili conseguenze delle radiazioni atomiche per le vittime dirette e i loro discendenti.
Purtroppo la ricerca sulle armi nucleari non si è fermata con la vittoria delle forze alleate, ma è proseguita e prosegue dapprima per contrastare la Guerra Fredda tra USA e URSS, e poi per l’aumento di nazioni emergenti che negli ultimi decenni si sono dotate, o cercano di dotarsi, di un proprio arsenale nucleare.
Nonostante questi fatti non sembrino indicare un futuro di speranza per le giovani generazioni, in realtà la mostra, nata nel 2011 per iniziativa dei giovani dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai e gestito dalla Fondazione Be The Hope, creata dallo stesso Istituto, ha l’obiettivo di rendere consapevoli i visitatori dell’importanza delle persone comuni che di solito, confrontandosi con questo argomento, tendono a sentirsi sfiduciate e impotenti davanti a scelte che pesantemente riguardano tutti, ma che vengono fatte al di sopra e al di là della volontà e possibilità di decisione dei singoli; questa mostra in realtà fa riflettere sul grande potere delle persone comuni.
Basti a dimostrare questa convinzione il fatto che i due trattati che hanno aperto la via alla possibilità di limitare, e poi un giorno di vietare, le armi nucleari, cioè il TNP, Trattato di non proliferazione nucleare e l’LPBT, il Trattato sulla messa al bando parziale degli esperimenti nucleari, sono stati adottati sotto la spinta di milioni di persone comuni che in vari stati del mondo hanno manifestato, raccolto firme, scritto petizioni fino a sensibilizzare le figure politiche più recettive che negli anni ’60 hanno deciso di adottare i due trattati, cui hanno aderito 191 stati al primo, e firmato da Stati Uniti, Unione Sovietica e Regno Unito il secondo.
Proprio in questi mesi, in cui si parla di riprendere gli esperimenti nucleari, e in cui Stati Uniti e Russia hanno deciso di non rinnovare il trattato New START (Strategic Arms Reduction Treaty) , questa mostra ci indica le parole del Manifesto Russell-Einstein che dovrebbe guidare tutti: “Ricordate la vostra umanità e dimenticate il resto”.
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Redazione di Vercelli
Riceviamo e pubblichiamo
Sfigurare il monumento dedicato a chi ha dato la vita per regalarci la nostra libertà e la nostra democrazia è un atto vile che reca vergogna a chi lo fa e non a chi lo subisce. D’altra parte è un atto che affonda le sue radici in un clima di rinascente fascismo e crescente revisionismo storico che mira a delegittimare prima di tutto la Resistenza e di conseguenza le nostre istituzioni. Tuttavia voglio anche riflettere in margine a questo episodio, rivolgendomi agli autori di cotanta prodezza. Non so se applicare nei vostri confronti un cristiano perdono “perché non sanno quello che fanno” o un invito alla Cyrano “potevate fare qualcosa di più fantasioso e creativo”.
Ma la fallofilia della vostra grafica mi fa pensare che siate degli adolescenti annoiati.
E allora mi dico, probabilmente siete ancora recuperabili. Vi sfido, se avete più coraggio del semplice sporcare monumenti sacri alla memoria di tutti noi, a venire a discutere con me e con gli altri affiliati all’ANPI sulle vostre motivazioni. Così potremo spiegarvi che potete fare queste bravate perchè viviamo in una democrazia regalatevi da coloro il cui monumento avete insozzato. Oppure potete spiegarmi quale modello di società vi immaginate tanto da farvi disprezzare chi vi ha dato quella in cui vivete. Il luogo della discussione potete sceglierlo voi.
Il Presidente del Comitato di Sezione
Giacomo Ferrari
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Redazione di Vercelli
E’ stato siglato lunedì 20 aprile, l’accordo sindacale regionale sull’utilizzo di risorse una tantum per prestazioni aggiuntive finalizzate al recupero delle liste d’attese, al rafforzamento del sistema 118 e alla riduzione del ricorso alle esternalizzazioni.
“La Regione Piemonte destina, in via straordinaria, risorse fino a 5 milioni di euro. E’ un segnale di grande attenzione da parte dell’Assessorato alla Sanità alle istanze che sono state rappresentate dai sindacati nelle scorse settimane e che sono state accolte, al termine di un confronto anche serrato nel merito ma sempre improntato alla soluzione dei problemi. Un metodo che fin dal primo giorno ha caratterizzato il mio operato. Un particolare ringraziamento al presidente Cirio che, come sempre, ci ha aiutato nel trovare le risorse all’interno del bilancio regionale ” afferma l’assessore alla Sanità Federico Riboldi.
In base all’accordo, le prestazioni aggiuntive sono rese al di fuori dell’orario ordinario di lavoro, devono determinare un effettivo incremento dell’offerta assistenziale ed essere coerenti con la programmazione regionale.
La Regione, tramite la Direzione Sanità, procederà al riparto delle risorse tra le Asr sulla base dei fabbisogni aziendali, della consistenza delle liste d’attesa, delle criticità del sistema 118 e della capacità di produzione aggiuntiva.
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