VercelliOggi
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Si è concluso con un bilancio eccezionale il ciclo di celebrazioni per il Trentennale del Comando Provinciale dei Carabinieri di Biella, segnato dal successo della mostra storica itinerante “Nei Secoli Fedele – I Carabinieri nel Biellese dal 1814 ai giorni nostri”.

L’esposizione, curata dalla Dott.ssa Claudia Ghirardello, ha attraversato il territorio provinciale toccando i centri di Biella (presso il Salone “Il Cantinone”), Cossato, Candelo (nella suggestiva cornice del Ricetto) e, infine, il Comune di Verrone.

Il viaggio documentale ha permesso a migliaia di cittadini, scuole e istituzioni di riscoprire oltre due secoli di legame indissolubile tra l’Arma e la comunità biellese, dalle origini ottocentesche fino alla moderna istituzione del Comando Provinciale nel 1995.

A coronamento di questo importante anniversario, il patrimonio iconografico del Comando si arricchisce di un contributo artistico di immenso valore.

Il pittore di fama internazionale Luciano Mancuso ha fatto dono al Comando Provinciale di Biella di cinque opere pittoriche quattro appositamente realizzate per celebrare le gesta dei Carabinieri nel territorio più la Patrona dell’Arma dei Carabinieri la Virgo Fidelis.

Mancuso, artista noto per la capacità di tradurre in immagini la profondità del dovere e l’umanità della divisa, ha esplorato nei suoi quadri momenti chiave della storia locale:

“Maresciallo Aldo Fiorina – L’eroe silenzioso”

“Gli angeli in divisa – Alluvione ’68”

“Custodi della Storia” • “Guardiani di Oropa”

“Virgo Fidelis”

Un’eredità visibile a tutta la cittadinanza.

Per volontà del Comando Provinciale, le opere donate dal Maestro Mancuso non resteranno chiuse in uffici privati, ma sono state ufficialmente collocate presso l’ingresso del Comando Provinciale di via Rosselli.

Questa scelta mira a rendere i dipinti fruibili da tutta la cittadinanza, trasformando l’atrio della caserma in un luogo di memoria condivisa. Chiunque si recherà presso il Comando potrà ammirare questi lavori che, attraverso il colore e la forma, raccontano il sacrificio e la dedizione quotidiana dell’Arma.

La mostra itinerante e la successiva donazione del Maestro MANCUSO rappresentano la sintesi perfetta del nostro Trentennale – ha dichiarato il Comandante Provinciale, Col. Marco GIACOMETTI -.  Non celebriamo solo una ricorrenza burocratica, ma un legame di fiducia che si rinnova ogni giorno nelle strade della nostra provincia”.

Il Comando Provinciale ringrazia l’artista Luciano Mancuso per la generosità e la sensibilità dimostrate, nonché la Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, l’Amministrazione Provinciale, tutte le Amministrazioni Comunali e l’Associazione Nazionale Carabinieri per il supporto fondamentale al successo dell’iniziativa.

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Redazione di Vercelli

Posted in Cronaca, Cultura e Spettacolo
Biellese e Oropa, Provincia di Vercelli, Regione Piemonte

Dal libro del profeta Isaìa
Is 50,4-7

Il Signore Dio mi ha dato una lingua da discepolo, perché io sappia indirizzare una parola allo sfiduciato. Ogni mattina fa attento il mio orecchio perché io ascolti come i discepoli. Il Signore Dio mi ha aperto l’orecchio e io non ho opposto resistenza, non mi sono tirato indietro. Ho presentato il mio dorso ai flagellatori, le mie guance a coloro che mi strappavano la barba; non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi. Il Signore Dio mi assiste, per questo non resto svergognato, per questo rendo la mia faccia dura come pietra, sapendo di non restare confuso.

Parola di Dio

***

VANGELO (Mt 21,1-11)
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.

+ Dal Vangelo secondo Matteo

Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero presso Bètfage, verso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due discepoli, dicendo loro: «Andate nel villaggio di fronte a voi e subito troverete un’asina, legata, e con essa un puledro. Slegateli e conduceteli da me. E se qualcuno vi dirà qualcosa, rispondete: “Il Signore ne ha bisogno, ma li rimanderà indietro subito”». Ora questo avvenne perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta: «Dite alla figlia di Sion: “Ecco, a te viene il tuo re, mite, seduto su un’asina e su un puledro, figlio di una bestia da soma”».

I discepoli andarono e fecero quello che aveva ordinato loro Gesù: condussero l’asina e il puledro, misero su di essi i mantelli ed egli vi si pose a sedere. La folla, numerosissima, stese i propri mantelli sulla strada, mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla strada. La folla che lo precedeva e quella che lo seguiva, gridava: «Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli!».

Mentre egli entrava in Gerusalemme, tutta la città fu presa da agitazione e diceva: «Chi è costui?». E la folla rispondeva: «Questi è il profeta Gesù, da Nàzaret di Galilea».

***

Sal.21

RIT: Dio mio, Dio mio,
perché mi hai abbandonato?

Si fanno beffe di me quelli che mi vedono,
storcono le labbra, scuotono il capo:
«Si rivolga al Signore; lui lo liberi,
lo porti in salvo, se davvero lo ama!».

  RIT: Dio mio, Dio mio,
perché mi hai abbandonato?

Un branco di cani mi circonda,
mi accerchia una banda di malfattori;
hanno scavato le mie mani e i miei piedi.
Posso contare tutte le mie ossa.

  RIT: Dio mio, Dio mio,
perché mi hai abbandonato?

Si dividono le mie vesti,
sulla mia tunica gettano la sorte.
Ma tu, Signore, non stare lontano,
mia forza, vieni presto in mio aiuto.

  RIT: Dio mio, Dio mio,
perché mi hai abbandonato?

Annuncerò il tuo nome ai miei fratelli,
ti loderò in mezzo all’assemblea.
Lodate il Signore, voi suoi fedeli,
gli dia gloria tutta la discendenza di Giacobbe,
lo tema tutta la discendenza d’Israele.

  RIT: Dio mio, Dio mio,
perché mi hai abbandonato?

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési
Fil 2,6-11

Cristo Gesù, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Dall’aspetto riconosciuto come uomo, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce. Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome, perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra, e ogni lingua proclami: «Gesù Cristo è Signore!», a gloria di Dio Padre.

***

Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Matteo
Mt 26,14 -27,66

– Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?
In quel tempo, uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai capi dei sacerdoti e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d’argento. Da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnare Gesù.

– Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?
Il primo giorno degli Ázzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Ed egli rispose: «Andate in città da un tale e ditegli: Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli». I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua.

– Uno di voi mi tradirà
Venuta la sera, si mise a tavola con i Dodici. Mentre mangiavano, disse: «In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?». Ed egli rispose: «Colui che ha messo con me la mano nel piatto, è quello che mi tradirà. Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito! Meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!». Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «Tu l’hai detto».

– Questo è il mio corpo; questo è il mio sangue
Ora, mentre mangiavano, Gesù prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e, mentre lo dava ai discepoli, disse: «Prendete, mangiate: questo è il mio corpo». Poi prese il calice, rese grazie e lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti per il perdono dei peccati. Io vi dico che d’ora in poi non berrò di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi, nel regno del Padre mio». Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.

– Percuoterò il pastore e saranno disperse le pecore del gregge
Allora Gesù disse loro: «Questa notte per tutti voi sarò motivo di scandalo. Sta scritto infatti: Percuoterò il pastore e saranno disperse le pecore del gregge. Ma, dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea».

Pietro gli disse: «Se tutti si scandalizzeranno di te, io non mi scandalizzerò mai». Gli disse Gesù: «In verità io ti dico: questa notte, prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte». Pietro gli rispose: «Anche se dovessi morire con te, io non ti rinnegherò». Lo stesso dissero tutti i discepoli.

– Cominciò a provare tristezza e angoscia
Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsèmani, e disse ai discepoli: «Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare». E, presi con sé Pietro e i due figli di Zebedeo, cominciò a provare tristezza e angoscia. E disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me». Andò un poco più avanti, cadde faccia a terra e pregava, dicendo: «Padre mio, se è possibile, passi via da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!».

Poi venne dai discepoli e li trovò addormentati. E disse a Pietro: «Così, non siete stati capaci di vegliare con me una sola ora? Vegliate e pregate, per non entrare in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole». Si allontanò una seconda volta e pregò dicendo: «Padre mio, se questo calice non può passare via senza che io lo beva, si compia la tua volontà». Poi venne e li trovò di nuovo addormentati, perché i loro occhi si erano fatti pesanti. Li lasciò, si allontanò di nuovo e pregò per la terza volta, ripetendo le stesse parole. Poi si avvicinò ai discepoli e disse loro: «Dormite pure e riposatevi! Ecco, l’ora è vicina e il Figlio dell’uomo viene consegnato in mano ai peccatori. Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino».

– Misero le mani addosso a Gesù e lo arrestarono
Mentre ancora egli parlava, ecco arrivare Giuda, uno dei Dodici, e con lui una grande folla con spade e bastoni, mandata dai capi dei sacerdoti e dagli anziani del popolo. Il traditore aveva dato loro un segno, dicendo: «Quello che bacerò, è lui; arrestatelo!». Subito si avvicinò a Gesù e disse: «Salve, Rabbì!». E lo baciò. E Gesù gli disse: «Amico, per questo sei qui!». Allora si fecero avanti, misero le mani addosso a Gesù e lo arrestarono. Ed ecco, uno di quelli che erano con Gesù impugnò la spada, la estrasse e colpì il servo del sommo sacerdote, staccandogli un orecchio. Allora Gesù gli disse: «Rimetti la tua spada al suo posto, perché tutti quelli che prendono la spada, di spada moriranno. O credi che io non possa pregare il Padre mio, che metterebbe subito a mia disposizione più di dodici legioni di angeli? Ma allora come si compirebbero le Scritture, secondo le quali così deve avvenire?». In quello stesso momento Gesù disse alla folla: «Come se fossi un ladro siete venuti a prendermi con spade e bastoni. Ogni giorno sedevo nel tempio a insegnare, e non mi avete arrestato. Ma tutto questo è avvenuto perché si compissero le Scritture dei profeti». Allora tutti i discepoli lo abbandonarono e fuggirono.

– Vedrete il Figlio dell’uomo seduto alla destra della Potenza
Quelli che avevano arrestato Gesù lo condussero dal sommo sacerdote Caifa, presso il quale si erano riuniti gli scribi e gli anziani. Pietro intanto lo aveva seguito, da lontano, fino al palazzo del sommo sacerdote; entrò e stava seduto fra i servi, per vedere come sarebbe andata a finire.

I capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano una falsa testimonianza contro Gesù, per metterlo a morte; ma non la trovarono, sebbene si fossero presentati molti falsi testimoni. Finalmente se ne presentarono due, che affermarono: «Costui ha dichiarato: Posso distruggere il tempio di Dio e ricostruirlo in tre giorni». Il sommo sacerdote si alzò e gli disse: «Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?». Ma Gesù taceva. Allora il sommo sacerdote gli disse: «Ti scongiuro, per il Dio vivente, di dirci se sei tu il Cristo, il Figlio di Dio». «Tu l’hai detto – gli rispose Gesù -; anzi io vi dico: d’ora innanzi vedrete il Figlio dell’uomo seduto alla destra della Potenza e venire sulle nubi del cielo».

Allora il sommo sacerdote si stracciò le vesti dicendo: «Ha bestemmiato! Che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Ecco, ora avete udito la bestemmia; che ve ne pare?». E quelli risposero: «È reo di morte!». Allora gli sputarono in faccia e lo percossero; altri lo schiaffeggiarono, dicendo: «Fa’ il profeta per noi, Cristo! Chi è che ti ha colpito?».

– Prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte
Pietro intanto se ne stava seduto fuori, nel cortile. Una giovane serva gli si avvicinò e disse: «Anche tu eri con Gesù, il Galileo!». Ma egli negò davanti a tutti dicendo: «Non capisco che cosa dici». Mentre usciva verso l’atrio, lo vide un’altra serva e disse ai presenti: «Costui era con Gesù, il Nazareno». Ma egli negò di nuovo, giurando: «Non conosco quell’uomo!». Dopo un poco, i presenti si avvicinarono e dissero a Pietro: «È vero, anche tu sei uno di loro: infatti il tuo accento ti tradisce!». Allora egli cominciò a imprecare e a giurare: «Non conosco quell’uomo!». E subito un gallo cantò. E Pietro si ricordò della parola di Gesù, che aveva detto: «Prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte». E, uscito fuori, pianse amaramente.

– Consegnarono Gesù al governatore Pilato
Venuto il mattino, tutti i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo tennero consiglio contro Gesù per farlo morire. Poi lo misero in catene, lo condussero via e lo consegnarono al governatore Pilato.
Allora Giuda – colui che lo tradì -, vedendo che Gesù era stato condannato, preso dal rimorso, riportò le trenta monete d’argento ai capi dei sacerdoti e agli anziani, dicendo: «Ho peccato, perché ho tradito sangue innocente». Ma quelli dissero: «A noi che importa? Pensaci tu!». Egli allora, gettate le monete d’argento nel tempio, si allontanò e andò a impiccarsi. I capi dei sacerdoti, raccolte le monete, dissero: «Non è lecito metterle nel tesoro, perché sono prezzo di sangue». Tenuto consiglio, comprarono con esse il Campo del vasaio per la sepoltura degli stranieri. Perciò quel campo fu chiamato Campo di sangue fino al giorno d’oggi. Allora si compì quanto era stato detto per mezzo del profeta Geremia: «E presero trenta monete d’argento, il prezzo di colui che a tal prezzo fu valutato dai figli d’Israele, e le diedero per il campo del vasaio, come mi aveva ordinato il Signore».

– Sei tu il re dei Giudei?
Gesù intanto comparve davanti al governatore, e il governatore lo interrogò dicendo: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Tu lo dici». E mentre i capi dei sacerdoti e gli anziani lo accusavano, non rispose nulla.

Allora Pilato gli disse: «Non senti quante testimonianze portano contro di te?». Ma non gli rispose neanche una parola, tanto che il governatore rimase assai stupito. A ogni festa, il governatore era solito rimettere in libertà per la folla un carcerato, a loro scelta. In quel momento avevano un carcerato famoso, di nome Barabba. Perciò, alla gente che si era radunata, Pilato disse: «Chi volete che io rimetta in libertà per voi: Barabba o Gesù, chiamato Cristo?». Sapeva bene infatti che glielo avevano consegnato per invidia.

Mentre egli sedeva in tribunale, sua moglie gli mandò a dire: «Non avere a che fare con quel giusto, perché oggi, in sogno, sono stata molto turbata per causa sua». Ma i capi dei sacerdoti e gli anziani persuasero la folla a chiedere Barabba e a far morire Gesù. Allora il governatore domandò loro: «Di questi due, chi volete che io rimetta in libertà per voi?». Quelli risposero: «Barabba!». Chiese loro Pilato: «Ma allora, che farò di Gesù, chiamato Cristo?». Tutti risposero: «Sia crocifisso!». Ed egli disse: «Ma che male ha fatto?». Essi allora gridavano più forte: «Sia crocifisso!».

Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto aumentava, prese dell’acqua e si lavò le mani davanti alla folla, dicendo: «Non sono responsabile di questo sangue. Pensateci voi!». E tutto il popolo rispose: «Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli». Allora rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.

– Salve, re dei Giudei!
Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la truppa. Lo spogliarono, gli fecero indossare un mantello scarlatto, intrecciarono una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero una canna nella mano destra. Poi, inginocchiandosi davanti a lui, lo deridevano: «Salve, re dei Giudei!». Sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo. Dopo averlo deriso, lo spogliarono del mantello e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero via per crocifiggerlo.

– Insieme a lui vennero crocifissi due ladroni
Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo costrinsero a portare la sua croce. Giunti al luogo detto Gòlgota, che significa «Luogo del cranio», gli diedero da bere vino mescolato con fiele. Egli lo assaggiò, ma non ne volle bere. Dopo averlo crocifisso, si divisero le sue vesti, tirandole a sorte. Poi, seduti, gli facevano la guardia. Al di sopra del suo capo posero il motivo scritto della sua condanna: «Costui è Gesù, il re dei Giudei».

Insieme a lui vennero crocifissi due ladroni, uno a destra e uno a sinistra.

– Se tu sei Figlio di Dio, scendi dalla croce!
Quelli che passavano di lì lo insultavano, scuotendo il capo e dicendo: «Tu, che distruggi il tempio e in tre giorni lo ricostruisci, salva te stesso, se tu sei Figlio di Dio, e scendi dalla croce!». Così anche i capi dei sacerdoti, con gli scribi e gli anziani, facendosi beffe di lui dicevano: «Ha salvato altri e non può salvare se stesso! È il re d’Israele; scenda ora dalla croce e crederemo in lui. Ha confidato in Dio; lo liberi lui, ora, se gli vuol bene. Ha detto infatti: Sono Figlio di Dio!». Anche i ladroni crocifissi con lui lo insultavano allo stesso modo.

– Elì, Elì, lemà sabactàni?
A mezzogiorno si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio. Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: «Elì, Elì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Costui chiama Elia». E subito uno di loro corse a prendere una spugna, la inzuppò di aceto, la fissò su una canna e gli dava da bere. Gli altri dicevano: «Lascia! Vediamo se viene Elia a salvarlo!». Ma Gesù di nuovo gridò a gran voce ed emise lo spirito.

(Qui si genuflette e si fa una breve pausa)

Ed ecco, il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo, la terra tremò, le rocce si spezzarono, i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi, che erano morti, risuscitarono. Uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella città santa e apparvero a molti. Il centurione, e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, alla vista del terremoto e di quello che succedeva, furono presi da grande timore e dicevano: «Davvero costui era Figlio di Dio!».

Vi erano là anche molte donne, che osservavano da lontano; esse avevano seguito Gesù dalla Galilea per servirlo. Tra queste c’erano Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e di Giuseppe, e la madre dei figli di Zebedèo.

– Giuseppe prese il corpo di Gesù e lo depose nel suo sepolcro nuovo
Venuta la sera, giunse un uomo ricco, di Arimatèa, chiamato Giuseppe; anche lui era diventato discepolo di Gesù. Questi si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù. Pilato allora ordinò che gli fosse consegnato. Giuseppe prese il corpo, lo avvolse in un lenzuolo pulito e lo depose nel suo sepolcro nuovo, che si era fatto scavare nella roccia; rotolata poi una grande pietra all’entrata del sepolcro, se ne andò. Lì, sedute di fronte alla tomba, c’erano Maria di Màgdala e l’altra Maria.

– Avete le guardie: andate e assicurate la sorveglianza come meglio credete
Il giorno seguente, quello dopo la Parascève, si riunirono presso Pilato i capi dei sacerdoti e i farisei, dicendo: «Signore, ci siamo ricordati che quell’impostore, mentre era vivo, disse: Dopo tre giorni risorgerò. Ordina dunque che la tomba venga vigilata fino al terzo giorno, perché non arrivino i suoi discepoli, lo rubino e poi dicano al popolo: È risorto dai morti. Così quest’ultima impostura sarebbe peggiore della prima!». Pilato disse loro: «Avete le guardie: andate e assicurate la sorveglianza come meglio credete». Essi andarono e, per rendere sicura la tomba, sigillarono la pietra e vi lasciarono le guardie.

Parola del Signore.
                                                                                                             ***

UN PENSIERO SULLA PAROLA, A CURA DELLE SUORE CARMELITANE DEL MONASTERO “MATER CARMELI” DI BIELLA

Ma quanto mi hai amato!

(Mt 21,1-11;Is 50,4-7; Sal 21; Fil 2,6-11; Mt 26,14-27,66)

Con la Domenica delle Palme si apre la Settimana Santa; oggi ricordiamo e riviviamo il mistero dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme e il racconto della sua Passione secondo il Vangelo di Matteo.

Gesù si trova al centro dell’attenzione di una folla numerosissima che lo benedice perché “viene nel nome del Signore”, e questo avviene per noi soprattutto ogni volta che nella celebrazione eucaristica cantando il Santo facciamo nostre queste stesse parole:

“Benedetto Colui che viene nel nome del Signore. Osanna nell’alto dei cieli”.

Gesù avanzando non su un cavallo, come i re della terra, ma su asinello chiesto in prestito, si rivela un Re umile, mite e portatore di pace.

È l’annuncio di una regalità rovesciata che si compie nel mistero pasquale dove vediamo le sue mani che non stringono scettri, ma si lasciano trapassare dai chiodi, il suo capo che non porta corone d’oro, ma è coperto di spine, le sue vesti che non sono lussuose, ma divise tra i soldati, il suo trono non trionfale, ma posto sul patibolo infame della croce.

Matteo pone al cuore di questa regalità rovesciata l’intervento di Dio, il vangelo dirà che la terra, il sole, le rocce, i sepolcri, i morti e i vivi, tutto e tutti sono scossi e messi in discussione, è il travaglio di un nuovo mondo che nasce.

La morte di Gesù è l’ora del potere delle tenebre, l’ora del buio in pieno giorno come è stato profetato da Amos:

“in quel giorno farò tramontare il sole a mezzogiorno e oscurerò la terra in pieno giorno”.

La morte di Gesù è l’ora finale della storia e Matteo lo sottolinea con termini apocalittici che gli sono propri, rendendo contemporanea la potenza della resurrezione nell’evento della croce.

Il velo del santuario, che segnava la divisione tra il Santo dei Santi e il resto del Tempio, si squarcia in due, indicando che è caduta la separazione tra Dio e gli uomini; in Gesù, Dio riconcilia cielo e terra; Egli non è più irraggiungibile o nascosto, misterioso e invisibile, ma visibile in quell’uomo crocifisso e risorto.

I soldati pagani sono i primi a confessare che il crocifisso è il Figlio di Dio e lo riconoscono sotto la croce, non davanti al sepolcro.

Perché è in croce, nel modo in cui Gesù muore, perdonando e amando anche i suoi uccisori, che si rivela la sua divinità. Il mistero della croce non è dare valore e potere alla sofferenza, ma è il segno dell’amore portato fino alle estreme conseguenze.

È solo l’amore che dà valore anche alla sofferenza, ed è solo l’amore che salva e rinnova la nostra vita.

La croce non spinge a cercare il dolore per il dolore ma ci ricorda quanto e come il Signore ci ha amati.

È unicamente per amare fino alla fine che Gesù ha accettato la croce, condividendo le nostre croci, non lasciandoci soli nella sofferenza.

Davanti al Crocifisso dovremmo tutti esclamare: ma quanto mi hai amato!

Un amore senza condizioni, assolutamente gratuito che risponde al male ricevuto con il perdono e la vita donata.

Le Sorelle Carmelitane

Monastero Mater Carmeli – Biella Chiavazza     

Posted in Pagine di Fede, Vercelli Oggi

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Posted in Lo Sport

In Aula Magna dell’I.I.S. Cavour, la Rassegna Culturale della scuola dedicata a benessere, salute e sostenibilità ha preso forma, mercoledì 25 marzo, in un incontro denso, concreto e profondamente attuale.

Protagoniste le classi 1^B, 2^B e 2^A del percorso socio-sanitario Lanino, chiamate a confrontarsi con un tema che non è più solo oggetto di studio, ma esperienza quotidiana: il legame indissolubile tra ambiente e salute.

A guidare la riflessione è stata la pediatra Dottoressa Elena Uga, che ha proposto un percorso chiaro e incisivo, capace di intrecciare dati scientifici, consapevolezza emotiva e responsabilità individuale. Non una semplice lezione frontale, ma un invito a guardare il mondo – e se stessi – con occhi nuovi.

Il punto di partenza è stato il cambiamento climatico, raccontato non come fenomeno lontano, ma come realtà già presente: temperature globali in costante aumento, inquinamento diffuso e impatti diretti sulla salute, soprattutto dei più vulnerabili.

I numeri parlano chiaro e delineano un’urgenza non più rimandabile.

Ma accanto ai dati, emerge anche la dimensione emotiva: ecoansia, senso di impotenza, frustrazione. Sentimenti reali, soprattutto tra i giovani, che però possono trasformarsi in motore di cambiamento.

Il cuore dell’intervento si è sviluppato attorno al concetto di “One Health”, una visione olistica che riconosce come la salute umana, quella animale e quella dell’ecosistema siano profondamente interconnesse.

Cosa respiro, cosa mangio, cosa bevo, come vivo”: domande semplici, ma decisive, che aprono scenari complessi. L’inquinamento atmosferico, particolarmente rilevante in contesti come la Pianura Padana, si affianca ai rischi legati all’alimentazione industriale, ai cibi ultra-processati, alla plastica e persino agli stili di vita sempre più sedentari e digitalizzati.

Non meno rilevante il tema delle disuguaglianze: i Paesi che meno contribuiscono alle emissioni sono spesso quelli più esposti alle conseguenze, soprattutto per quanto riguarda l’infanzia. Una frattura globale che chiama in causa etica, politica e responsabilità collettiva.

Eppure, il messaggio non si ferma alla denuncia.

Anzi, trova la sua forza nella proposta. Piccoli gesti quotidiani – ridurre l’uso della plastica, scegliere alimenti locali e stagionali, muoversi a piedi, riscoprire il contatto con la natura – diventano azioni concrete, capaci di incidere realmente. È il cosiddetto “effetto farfalla”: ogni comportamento, anche minimo, può generare conseguenze più ampie.

Particolarmente significativa la riflessione finale sul passaggio dall’“Antropocene” al “Simbiocene”: da un’epoca dominata dall’impatto umano sull’ambiente a una nuova visione fondata sulla relazione, sulla simbiosi, sulla responsabilità condivisa.

Un cambio di paradigma che è prima di tutto culturale e che trova proprio nella scuola il suo terreno più fertile.

L’incontro si è così trasformato in un’esperienza formativa completa, capace di coniugare conoscenza scientifica e coscienza civica.

Perché parlare di salute oggi significa inevitabilmente parlare di ambiente.

E formare cittadini consapevoli significa, prima di tutto,

aiutarli a comprendere che il futuro non è qualcosa che accade, ma qualcosa che si costruisce. Ogni giorno.

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Posted in Scuola e Università

Come comunicato dalla società e-distribuzione, nel corso della giornata di lunedì 30 marzo 2026 dalle ore 8,00 alle 13,00 verrà interrotta l’erogazione di energia elettrica in alcune vie del centro.

Nello specifico saranno interessate dai lavori: Via Camillo Benso Cavour ai civici 23, da 27 a 31, da 35 a 41, da 8 a 12, da 16 a 20, 32, 10a; Via Corte d’Appello da 4 a 6, 12; Via Alberto Piccaroli 5, 3a, 2d, sn; Via Roma 87.

Gli interventi coinvolgeranno esclusivamente i clienti alimentati in bassa tensione.

Durante i lavori l’energia potrebbe essere momentaneamente riattivata: si raccomanda quindi prudenza e si consiglia di non utilizzare gli ascensori.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito e-distribuzione.it, utilizzare l’app gratuita, inviare un SMS al numero 320.2041500 con il codice POD presente in bolletta, oppure contattare il Numero Verde 803.500 per la segnalazione di guasti.

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L’Amministrazione Comunale informa la cittadinanza che, nell’ambito del progetto “PNRR M2.C4.I2.2 – Messa in sicurezza idrogeologica del versante di San Lorenzo”, finanziato dall’Unione Europea – Next Generation EU, prenderanno avvio i lavori di sistemazione del fondo stradale lungo Via alla Torre, nei tratti sterrati in direzione del Castello di San Lorenzo.

Si tratta di un intervento di rilevante importanza strategica, non solo sotto il profilo della sicurezza del territorio, ma anche in termini di tutela del paesaggio, della viabilità rurale e della valorizzazione di uno dei luoghi più identitari della nostra comunità – commenta Luca Caligaris, Assessore all’agricoltura”.

Il cronoprogramma dei lavori, articolato per fasi successive e studiato per ridurre al minimo i disagi, prevede un avanzamento progressivo “da monte a valle”, con l’interessamento dei diversi tratti secondo tempistiche definite tra il 23 marzo e il 29 maggio.

Le lavorazioni coinvolgeranno, tra gli altri, i segmenti di monte, il tratto centrale e le porzioni di valle, compresa Via Ponchielli e Via alla Torre.

Consapevoli dell’impatto che un intervento di tale portata può comportare, si è ritenuto doveroso contemperare le esigenze di cantiere con quelle dei viticoltori.

Per questo motivo, saranno garantiti transiti regolamentati per agricoltori con fondi interclusi in specifiche fasce orarie, al fine di assicurare la continuità delle attività essenziali.

L’Amministrazione confida nella collaborazione e nel senso civico della cittadinanza, certa che i temporanei disagi saranno ampiamente ripagati dai benefici duraturi che l’opera garantirà all’intera comunità.

Questo intervento – spiegano il Sindaco Maria Vittoria Casazza e il Vicesindaco Daniele Baglionerappresenta molto più di un semplice cantiere: è la dimostrazione concreta di come una visione amministrativa seria e lungimirante sappia trasformare le risorse del PNRR in opere utili, durature e profondamente legate al territorio. La messa in sicurezza del versante di San Lorenzo consentirà di proteggere un’area fragile, garantire una viabilità più sicura e preservare un patrimonio paesaggistico che appartiene a tutti noi. Sappiamo che potranno esserci temporanei disagi, ma ogni intervento di prevenzione è un investimento sul domani. Gattinara continua così a dimostrare di saper cogliere le opportunità, trasformandole in risultati concreti, senza rinunciare alla propria identità e alla cura del proprio territorio».

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Posted in Enti Locali

Il Comune di Gattinara conferma il proprio impegno a favore della salute e della prevenzione aderendo alla campagna “La Regione si colora di Rosa – Insieme per la prevenzione del tumore al seno”, promossa da A.N.D.O.S. – Associazione Nazionale Donne Operate al Seno, in collaborazione con Regione Piemonte, Consulta Femminile Regionale del Piemonte e A.N.C.I. Piemonte.

L’iniziativa, giunta alla sua quinta edizione, rappresenta un’importante azione di sensibilizzazione rivolta a tutta la cittadinanza sul tema della prevenzione del tumore al seno, una patologia che ancora oggi costituisce una delle principali cause di mortalità femminile, ma per la quale la diagnosi precoce può fare una differenza decisiva in termini di cura e sopravvivenza.

Nel corso degli anni, grazie ai progressi della medicina, alla diffusione di corrette informazioni e alle campagne di screening, la lotta contro il tumore al seno ha compiuto passi significativi. In Italia, ogni anno migliaia di donne affrontano questa diagnosi, ma oggi, grazie allo screening mammografico e a percorsi terapeutici sempre più avanzati, le possibilità di guarigione sono in costante aumento.

In questo contesto, A.N.D.O.S. svolge da anni un ruolo fondamentale nel sostenere e accompagnare le donne lungo il percorso di cura e nel promuovere la cultura della prevenzione, attraverso una rete capillare di volontari e iniziative diffuse su tutto il territorio.

Nell’ambito della campagna, martedì 31 marzo alle ore 21.00, presso la Sala Conferenze di Villa Paolotti (Corso Valsesia 112), si terrà un incontro pubblico aperto alla cittadinanza: un momento di informazione e confronto dedicato all’importanza della prevenzione, dello screening mammografico e dell’adozione di corretti stili di vita.

Interverrà la Dottoressa Fulvia Pedani, medico oncologo, Presidente della Consulta Femminile del Piemonte e Presidente di A.N.D.O.S., che offrirà un contributo di approfondimento sul valore della prevenzione e sul ruolo della rete territoriale nel supporto alle donne.

L’adesione del Comune di Gattinara si inserisce in un più ampio percorso volto a promuovere una cultura della salute consapevole e partecipata, valorizzando il ruolo delle istituzioni locali nel diffondere messaggi chiari, accessibili e scientificamente fondati.

«La prevenzione – sottolineano il Sindaco Maria Vittoria Casazza e il Vicesindaco Daniele Baglionerappresenta uno strumento fondamentale di tutela della salute. Iniziative come questa costituiscono un’occasione preziosa per informare, sensibilizzare e accompagnare le persone verso scelte consapevoli. Il nostro obiettivo è contribuire, insieme alle associazioni, al mondo medico e agli enti coinvolti, a diffondere un messaggio semplice ma essenziale: la prevenzione salva la vita».

L’incontro sarà inoltre un momento di condivisione tra cittadini, istituzioni, operatori sanitari e associazioni, a testimonianza di una collaborazione sempre più stretta e concreta nella promozione della salute pubblica.

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Posted in Salute & Persona

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Posted in Società e Costume

Riceviamo e pubblichiamo

In seguito al comunicato stampa della CGIL circa la proclamazione dello stato di agitazione del personale dell’Ente di Gestione delle Aree Protette della Valsesia per il “perdurare di una situazione di forte criticità dell’Ente aggravato dalla proposta di riforme delle Aree Protette che non ha preso in considerazione il personale” il sottoscritto Presidente, unitamente al Consiglio di amministrazione, sottolinea che:

la pianta organica del personale dell’Ente Parchi è adottata dalla Regione Piemonte, che ne possiede esclusiva competenza; l’attuale amministrazione, peraltro, non è “assordantemente in silenzio”, come riportato nel comunicato, ma ha già segnalato sia alla Regione che al Direttore, quest’ultimo in qualità della preziosa competenza di parte datoriale presidiata con grande veemenza, le criticità in oggetto;

le riforme richiamate quale “aggravio” dell’attuale situazione sono in questi mesi in una fase di confronto politico tra gli Enti Locali appartenenti al Parco caratterizzati dal massimo spirito collaborativo con la Regione, senza che nessuna linea ufficiale o atto in merito sia stato adottato, ponendo dunque quest’affermazione come pretestuosa.

Apprendiamo con piacere che dopo anni di criticità sui numeri del personale, che perdurano almeno dalla metà degli anni 2000, le sigle sindacali in fattiva collaborazione col personale abbiano proclamato per la prima volta lo stato di agitazione in concomitanza dell’avvio di un serio confronto politico circa le riforme da proporre alla Regione per il miglioramento dell’azione dell’Ente di Gestione delle Aree Protette sul territorio. Un confronto che, attualmente, non esclude nessuna soluzione. Nel ringraziare dunque per l’iniziativa, in caso di evoluzione dello stato di agitazione, auguriamo buona mobilitazione.

Il Presidente

Carlo Stragiotti

Il Vice-Presidente

Marco Zantonelli

I Consiglieri

Marco Defilippi Paola Lanzoni Anthony Rovezzo

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Redazione di Vercelli

Posted in Cronaca
Provincia di Vercelli, Vercelli Città

L’ Associazione Vercellese Malati di Alzheimer organizza per Domenica  29 marzo alle ore 12 presso il ristorante Afra di via Manzone  24 a Vercelli un pranzo di beneficenza.

L’incontro conviviale  che sarà allietato anche da un intrattenimento musicale è  finalizzato a raccogliere dei fondi per il trasporto degli assistiti.

Il Centro della memoria  dell’Associazione Vercellese Malati di Alzheimer in via Forlanini 2 a Vercelli  (zona Aravecchia) ospita circa quaranta assistiti per cinque laboratori di attività alla settimana.

Due laboratori cognitivi con due psicologhe al mattino di martedì e mercoledì.

Due laboratori musicali martedì pomeriggio e venerdì mattina  ed un laboratorio  artistico al mercoledì mattina con tre esperti.

Tutta l’attività è gratuita perché l’associazione è un’onlus :

” Stiamo ricevendo molte richieste di assistenza sia dalla città di Vercelli che  dei paesi limitrofi  – dice Luca Pedrale Presidente della Associazione Vercellese Malati di Alzheimer- Purtroppo, come è noto,  con l’allungamento dell’età della popolazione  ( di per sé positivo) ha comportato  la diffusione di malattie  neurodegenerative fra cui  in particolare l’Alzheimer .

Un grave problema è la difficoltà dei familiari di portare gli assistiti nel nostro centro. Impegni di lavoro ed altri problemi familiari  spesso impediscono ai familiari di portare a tutti e cinque  laboratori i propri ammalati.

Per questo motivo  stiamo pensando  di attivare un nostro servizio di trasporto autonomamente o in convenzione con altre  Associazioni di volontariato.

Ovviamente per fare  ciò abbiamo bisogno di risorse economiche che cerchiamo di raccogliere anche con questi ed altri eventi. Il costo del pranzo di beneficenza è  di 30 euro ed è  aperto a tutti  coloro che vogliono darci una mano “.

Durante l’evento conviviale saranno consegnati dei riconoscimenti per l’ attività svolta alle psicologhe  Margherita  Bricco e Sara Piazza per i laboratori cognitivi e agli esperti Walter Ganzaroli e Gian Mario  Vanzini per i laboratori musicali  e al regista teatrale  Guido Zamara per il laboratorio artistico.

Posted in Salute & Persona