“Oggi si aggiunge una nuova e pesante tegola sui comuni di montagna: il taglio delle risorse del Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane (FOSMIT) e il mancato riparto delle risorse per il 2025, quando siamo ormai a metà anno”.
Lo dichiara Simona Paonessa, Consigliera regionale del Partito Democratico, che aggiunge: “Come denunciato anche da Uncem, le Regioni non hanno ancora ricevuto comunicazioni ufficiali sull’entità delle risorse per il 2025. Una situazione inaccettabile che blocca la programmazione, ritarda bandi e investimenti e costringe gli enti locali a navigare nell’incertezza. Nella migliore delle ipotesi le risorse arriveranno a fine anno, vanificando in gran parte la loro efficacia”.
“Ancora più grave è il fatto che a tutto questo si aggiunge la scelta del Governo di ridurre drasticamente il FOSMIT per il 2026, portandolo sotto gli 80 milioni di euro, con un taglio superiore al 60 per cento. Meno risorse e più ritardi: una combinazione che rischia di produrre effetti molto pesanti sui territori montani piemontesi, tra cui la Valsesia”.
Secondo la consigliera del PD “si conferma così tutta l’inadeguatezza della legge sulla Montagna voluta dal ministro Calderoli. Prima si è proceduto a una nuova classificazione che ha escluso numerosi Comuni piemontesi da benefici, sostegni e agevolazioni legati alla condizione montana; ora si tagliano le risorse destinate a quei territori che continuano invece a garantire presidio ambientale, tutela del territorio, servizi alle comunità e sviluppo sostenibile”.
“Per il Piemonte la montagna non è una questione marginale: riguarda centinaia di Comuni e rappresenta una componente fondamentale dell’identità, dell’economia e della coesione territoriale della nostra regione. Per questo si chiede al Governo di procedere immediatamente al riparto delle risorse 2025, di ripristinare adeguati finanziamenti per il Fondo e di correggere gli errori della nuova classificazione”.
“Non vorremmo sentirci dire che a rimediare ai tagli del Governo sarà la Regione Piemonte, che ha appena coperto il buco della sanità da 209 milioni di euro sottraendo risorse a università, welfare e trasporti, con la promessa di reintegrarle entro luglio. La montagna piemontese, e valsesiana, ha diritto a finanziamenti certi e adeguati, non a soluzioni tampone che finiscono per indebolire altri servizi essenziali”.
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Redazione di Vercelli

















