VercelliOggi
Il primo quotidiano online della provincia di Vercelli
Provincia di Vercelli, Regione Piemonte

Is 60, 1-6

Dal libro del profeta Isaia.

Àlzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce,
la gloria del Signore brilla sopra di te.
Poiché, ecco, la tenebra ricopre la terra,
nebbia fitta avvolge i popoli;
ma su di te risplende il Signore,
la sua gloria appare su di te.
Cammineranno le genti alla tua luce,
i re allo splendore del tuo sorgere.
Alza gli occhi intorno e guarda:
tutti costoro si sono radunati, vengono a te.
I tuoi figli vengono da lontano,
le tue figlie sono portate in braccio.
Allora guarderai e sarai raggiante,
palpiterà e si dilaterà il tuo cuore,
perché l’abbondanza del mare si riverserà su di te,
verrà a te la ricchezza delle genti.
Uno stuolo di cammelli ti invaderà,
dromedari di Màdian e di Efa,
tutti verranno da Saba, portando oro e incenso
e proclamando le glorie del Signore.

Sal 71

RIT: Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra.

O Dio, affida al re il tuo diritto,
al figlio di re la tua giustizia;
egli giudichi il tuo popolo secondo giustizia
e i tuoi poveri secondo il diritto.

  RIT: Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra.

Nei suoi giorni fiorisca il giusto
e abbondi la pace,
finché non si spenga la luna.
E dòmini da mare a mare,
dal fiume sino ai confini della terra.

  RIT: Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra.

I re di Tarsis e delle isole portino tributi,
i re di Saba e di Seba offrano doni.
Tutti i re si prostrino a lui,
lo servano tutte le genti.

  RIT: Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra.

Perché egli libererà il misero che invoca
e il povero che non trova aiuto.
Abbia pietà del debole e del misero
e salvi la vita dei miseri.

  RIT: Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra.

Ef 3, 2-3. 5-6

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini.

Fratelli, penso che abbiate sentito parlare del ministero della grazia di Dio, a me affidato a vostro favore: per rivelazione mi è stato fatto conoscere il mistero.
Esso non è stato manifestato agli uomini delle precedenti generazioni come ora è stato rivelato ai suoi santi apostoli e profeti per mezzo dello Spirito: che le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo.

Mt 2, 1-12

Dal Vangelo secondo Matteo

Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: “Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo”. All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: “A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele””.
Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: “Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo”.
Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.

***

ANNUNZIO DEL GIORNO DELLA PASQUA 2026

Fratelli carissimi, la gloria del Signore si è manifestata e sempre si manifesterà in mezzo a noi fino al suo ritorno.

Nei ritmi e nelle vicende del tempo ricordiamo e viviamo i misteri della salvezza.

Centro di tutto l’anno liturgico è il Triduo del Signore crocifisso, sepolto e risorto, che culminerà nella domenica di Pasqua il 5 aprile.

In ogni domenica, Pasqua della settimana, la santa Chiesa rende presente questo grande evento nel quale Cristo ha vinto il peccato e la morte.

Dalla Pasqua scaturiscono tutti i giorni santi:

Le Ceneri, inizio della Quaresima, il 18 febbraio.

L’Ascensione del Signore, il 17 maggio.

La Pentecoste, il 24 maggio.

La prima domenica di Avvento, il 29 novembre.

Anche nelle feste della santa Madre di Dio, degli apostoli, dei santi e nella commemorazione dei fedeli defunti, la Chiesa pellegrina sulla terra proclama la Pasqua del suo Signore.

A Cristo che era, che è e che viene, Signore del tempo e della storia, lode perenne nei secoli dei secoli.

Amen.

***

UN PENSIERO SULLA PAROLA, A CURA DELLA PROF. ELISABETTA ACIDE

Luce  e gloria “inondano” i versetti del capitolo 60 del libro del profeta Isaia.

Il “ritorno” dall’esilio a seguito dell’editto di Ciro pone una “sfida” al popolo: la ricostruzione.

Un “ritorno” in patria, però, che seppur gioioso, vede alcune “questioni”, alcuni “dissidi” da risolvere… “identità” da salvaguardare, “novità” da assimilare…

Eppure il profeta “apre” ad una nuova prospettiva: “guarderai e sarai raggiante”, “su di te risplende il Signore,la gloria appare su di te”… “vengono a te i tuoi figli, vengono da lontano”…”si dilaterà il tuo cuore”

Israele “apre” ad una “prospettiva universale”…. Popoli radunati e chiamati per l’alleanza con Dio.

La prospettiva è “guardarsi” con gli occhi di Dio, non vedere la devastazione provocata dai nemici, ma la bellezza che deriva dalla gloria di Dio che “splende” sulla città (Gerusalemme come città-simbolo).

Lo “splendore” di Dio come luce sulla città per tutti i popoli.

L’alba nuova sorge dopo il diradarsi delle nebbie.

Qôl (קוּמִי): Alzati. Cambia prospettiva.

“Alzati”… “Rivestiti”…

Guarda e irraggiati…

Vesti l’abito della luce (nella Sacra Scrittura l’abito corrisponde alla identità), indossa i panni della luce di Dio, della Sua Alleanza, della relazione con Lui.

Vestiti perché sei “chiamato” a “fare luce” per portare la Sua Luce.

Vestiti di quegli abiti splendenti, perché sei chiamata a “fare luce” alla Luce, sei invitata a “essere faro” e “guardare” chi viene a te.

Dopo anni di “esilio”, di buio e di silenzio, prorompe ora la Luce e la grazia.

Ritorno promesso…

Dio mantiene le promesse e “ricostruisce” l’Alleanza.

Il “ritorno” si “vestirà” di dignità per ogni uomo.

Il ritorno avrà gli occhi “alzati”, gli “abiti” nuovi, lo “sguardo” illuminato: Dio è con noi.

“Uno stuolo di cammelli ti invaderà, dromedari di Madian e di Efa, tutti verranno da Saba, portando oro e incenso e proclamando le glorie del Signore” (v. 6).

Ed ancora una volta san Matteo nel suo Vangelo “interpreta” (come aveva fatto per il “libro dell’Emmanuele”), la profezia: “nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: “Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo” (Mt 2,1-2).

Dov’è?

I cercatori domandano…

Dov’è Colui…

I cercatori chiedono…

I “cercatori”: “Alcuni”… quanti? Non è importante… da dove? Un generico “ dall’ oriente”…  Chi? “Magi”… Quando? “nato a Gesù”… Dove? “a Betlemme di Giudea”…

Ecco gli “ingredienti” di San Matteo.

Spazio e Tempo…

Intrecci di vita e di storie…

Poche righe, un solo versetto e una miriade di protagonisti: Gesù, la sua famiglia, il re-fantoccio quell’Erode il Grande, alcuni Magi…

Il nuovo Kolossal è “servito”.

L’annuncio “dirompente”.

Hanno “seguito una stella”, non per studiarne la “rotta”, non per “analizzarne” la traiettorie, ma per “cercare” un bambino nato.

Non è la “stella” la protagonista… che poi sappiamo essere quel “fenomeno” dell’allineamento del pianeta Giove con il pianeta Saturno, visibile nei cieli di Palestina (e pure nei nostri), ogni 19 anni e 314 giorni, o la “grande congiunzione”  (quando i due “pianeti” vengono quasi a “toccarsi” che ha un ciclo di circa 400 anni), ma i “cercatori”, i “camminatori”, gli “uomini con lo sguardo rivolto al cielo”.

Uomini che cercano Dio, che cercano “quel bambino” nato a Betlemme di Giudea

I “cercatori” ed i “camminatori” che non “vagano” che non “scorrazzano” tra l’oriente e l’occidente, che non stanno con gli occhi “incollati” tanto da rischiare di inciampare… ma che “hanno visto sorgere…”.

Eppure proprio loro venivano dall’Oriente (luogo a est, dove “sorge” il sole), ma “cercano” “Altro”…

Un “nuovo sorgere”.

Il Sorgere.

I “cercatori” del presente e del futuro…

Sbagliano re…

Ma sono “avvertiti”…

Camminatori e cercatori “vigili” ed “attenti”…

Camminatori e cercatori che hanno nel cuore la speranza…

Camminatori e cercatori che hanno visto un “segno”, che procedono, che non si fermano, che vanno… .

Perché il cammino di fede è questo: muovere i passi della speranza alla ricerca dell’Amore, di quell’Amore che a loro manca ma che sanno “esiste”, che lo possono trovare, che si “fa trovare”…

Non è un puro desiderio, è speranza che “muove” passi e cammini…

Non sono “soli”, sono “alcuni”, perché il cammino è personale, ma percorso insieme.

Insieme comprendono… quella “stella” non è su Gerusalemme, quel “re” non fa “brillare”, la città è solo illuminata da luce artificiale, da luce illusoria… la stella brilla “oltre”, su quei monti di Giudea, tra quelle valli degradanti al deserto, in quel buio fatto di belati provenienti dall’accampamento dei pastori…

Eppure la “stella” brilla.

Illumina, “guida”.

Non basta “seguire” la “rotta”, non bastano gli “sterili calcoli”, non bastano “ipotesi, prove ed errori”…

Il viaggio è “illuminato”… la Parola guida, è Faro, è Luce.

Camminatori e cercatori…

Missionari.

Non “scompare” quella “stella”… illumina la notte buia… c’è un bambino, c’è un padre ed una madre…

E la ricerca trova il suo “compimento”.

In una “casa”… dove vedono una madre ed un bambino.

“Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra”.

Dono, offerta…

Pellegrini e “adoratori”.

Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono”.

Inginocchiati davanti al Mistero.

L’umiltà dei “camminatori”, dei “cercatori”.

E San Matteo in 18 versetti ci “racconta” l’itinerario della fede: “guardare il cielo” e cercare il “segno”… il cristiano è persona che “legge” la storia, il tempo, gli avvenimenti, alla “luce” di Dio… pone “senso”, cerca il “significato”… come i “Magi”… non si “accontentano”, camminano, cercano, domandano e si interrogano… e trovano…

L’intelligenza profonda… il “senso”… il DNA della fede.

Il dono.

La Rivelazione.

L’Epifania di Dio per i cercatori di Speranza,

“Dov’è?”

L’inquietudine dell’Oltre… e il giungere in quella “casa”.

Se so che cosa cercare… lo trovo.

Dio si “fa trovare”.

Dio “si rivela”.

Non basta “cercare”, bisogna “trovare”, “entrare” nella casa, “vedere” Maria e il bambino.

Ho camminato, mi sono “mosso”, ho “guardato”… e Dio è lì…

E “vedo” Dio, e mi inginocchio, e lo adoro…

Il verbo “adorare” usato nella sua connotazione ebraica (shiddeq) e in greco proskuneo…, rendere omaggio, riverire (da pros, verso, nei riguardi di e kuneo, baciare definizione tratta da Lessico manuale di greco del NT] di G. Abbott-Smith, terza edizione ) è la parola usata in prevalenza per indicare adorazione” , è “rendere omaggio”, prostrarsi, ma è anche  dunque “baciare”.

Un segno d’amore per il Dio Amore.

Non mi “inchino” come un suddito, ma “bacio” con un amore libero il Dio Amore.

Dio “incontrato nell’amore”.

Cammino …percorro sentieri…

Non basta “interrogare”, non basta consultare… (come Erode, gli scribi, i Sommi sacerdoti, i sapienti dottori della legge…), occorre camminare, riconoscere  e adorare.

Se non “riconosci” Dio, non lo trovi, o lo trovi in piccoli dei surrogati…

Se voglio “trovare” Dio alzo gli occhi, muovo i piedi, piego le ginocchia…apro il cuore… faccio vivere quel dono che è la Fede che ho ricevuto…

Se non amo, non trovo, non “mi muovo”, non cerco, non cammino… interrogo e ho paura, temo, faccio “indagare”, “informarsi”… ma poi,ordino di “uccidere” per presunzione e rischio di perdere il potere, il trono…

Se non amo non porto doni per il Dono.

Dov’è Dio?

Dio è dove è anche l’uomo.

Dio è nel Dono di sé che si fa dono.

Dio è sul cammino dei cercatori e si fa trovare.

Ma non basta…

Se “lo trovo” provo una “grandissima gioia” e la gioia mi fa avvertire il desiderio di riprendere a camminare, di andare per altre strade, per “ritornare”, non per la strada già percorsa, ma per strade nuove, e su quelle “strade nuove” incontrerò altre persone, altra gente… e racconterò la mia gioia, il mio cammino,il mio stupore, la mia adorazione…

Dov’è Dio?

Nella gioia.

E nella gioia trovo Dio.

E in Dio trovo “pienezza”.

Dov’è Dio?

Nel cuore di chi lo ama.

Non apro “scrigni”, apro il mio cuore per far entrare Dio.

E i Magi “fecero ritorno”…

Il verbo potrebbe essere anche tradotto con “si ritirarono”…

Voglio leggere questo “ritiro” come esperienza del cristiano… pellegrino, homo viator verso la sua “patria”, quella per cui Cristo ha “preparato un posto”.

Ho “trovato” Dio, in quella casa, si è Rivelato, lo porto con me, lo annuncio al mondo… ma sono consapevole che “sono nel mondo ma non del mondo” (cfr. Gv 15,18-21)…

Cittadini del cielo.(cfr. San Paolo)

Cittadini, e “genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo” (seconda lettura), chiamati per essere salvati, nella Chiesa,per ascoltare la Parola e la promessa realizzata da Cristo.

Chiamati dunque a “entrare” nel Mistero, chiamati a vivere la fede, a testimoniare la gioia, a vivere il dono della testimonianza.

 

Posted in Pagine di Fede

Tra le iniziative più significative, realizzate per la Giornata della Speranza organizzata il 31 maggio scorso dalla sezione vercellese dell’Uciim in collaborazione con l’Ufficio Scuola dell’arcidiocesi, c’è stata sicuramente la “tovaglia della speranza”: da tanti ritagli di stoffe usate raccolte nelle scuole, gli studenti del corso Moda dell’IPIA di Vercelli avevano cucito, con pazienza e maestria, una tovaglia lunga più di venti metri, che voleva comunicare come, partendo da materiali umili e scartati, si può far nascere qualcosa di nuovo e di bello e, mettendoli insieme, si può dare forma ad un segno di pace e di comunione.

La tovaglia, di indiscutibile valore simbolico ed educativo, non poteva rimanere nel cassetto: così è nata la proposta di utilizzare la tovaglia per il pranzo di Natale che la Comunità di Sant’Egidio ha organizzato nella chiesa di San Lorenzo.

Accolta con entusiasmo la proposta, la tovaglia è stata la cornice ideale per quell’evento: essa infatti non è solamente un manufatto artigianale, per quanto unico e originale, ma un messaggio tessuto di solidarietà e di condivisione, offerto a chi è povero e solo come gesto di rinnovata fiducia nel proprio futuro e nella forza della comunità, che accoglie e include.

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Redazione di Vercelli

Posted in Società e Costume

Il Personale dei Vigili del Fuoco del Comando di Novara, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Vigili del Fuoco, si è recato oggi, lunedì 5 gennaio, all’Ospedale Maggiore di Novara presso il reparto di Pediatria per fare visita ai bambini ricoverati e far conoscere loro la Befana.

La Befana si è calata dall’autoscala ed entrando dal balcone ha portato regali e sorrisi per tutti.

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Posted in Cronaca, Turismo

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Posted in Cronaca

Nella notte ci ha lasciato Angelo Debonis” queste le parole con le quale il sindaco Francesco Pietrasanta ha comunicato la triste notizia.

L’Amministrazione comunale perde un valido collaboratore che ha saputo riscattarsi sotto molti punti di vista – prosegue il sindaco -. Per noi è stato un orgoglio e un onore averlo conosciuto e aiutato, ed è stato da esempio per un programma più ampio di solidarietà. Quella sana che permette alle persone di farsi una vita dignitosa e rispettosa. Sono felice che sia riuscito a partecipare a una rassegna di poesie a Prato Sesia. Ricordo l’emozione e la fierezza nei suoi occhi quando me l’ha comunicato. Sono sinceramente sconvolto e dispiaciuto. Ci mancherai. Condoglianze alla famiglia, un forte abbraccio. Riposa in pace”.

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Redazione di Vercelli

Posted in Cronaca

Il nuovo anno per il Borgosesia Calcio si apre nel segno della continuità e dell’ambizione. Dopo un 2025 ricco di soddisfazioni, i granata si affacciano al 2026 con l’obiettivo dichiarato di confermare quanto di buono costruito nei mesi scorsi e di rendere ancora più speciale la stagione del Centenario.

L’anno solare si era chiuso nel migliore dei modi, con la vittoria interna per 2-1 contro il Città di Cossato, un successo che ha regalato ai tifosi granata la gioia del titolo di campioni d’inverno. La squadra guidata da Roberto Cretaz ha infatti concluso il girone d’andata al primo posto, forte di un vantaggio di quattro punti sulla più immediata inseguitrice, il Volpiano Pianese, certificando solidità, continuità di rendimento e una chiara identità di gioco.

Il primo appuntamento del 2026 ha però un sapore speciale e richiama la grande tradizione del calcio piemontese. Martedì 6 gennaio, con fischio d’inizio alle 14.30, il Borgosesia sarà di scena ad Alessandria per la semifinale d’andata di Coppa Italia. Una sfida dal fascino antico, che mette di fronte due Società dalla storia importante e che promette intensità ed emozioni. Il ritorno è fissato per mercoledì 14 gennaio alle 20.30 allo stadio Comunale di Borgosesia, dove il pubblico granata proverà a spingere i propri beniamini verso la finale.

Il settore ospiti accoglierà i granata, botteghino aperto dalle 11.

Archiviato l’impegno di Coppa, il campionato riprenderà con un altro appuntamento di grande interesse: la sfida casalinga contro l’Accademia Borgomanero, un vero e proprio derby d’alta quota che dirà molto sulle ambizioni dei valsesiani nella seconda parte di stagione.

Alle porte c’è dunque un anno che si preannuncia carico di aspettative e di emozioni, con un gruppo che ha già dimostrato di avere numeri, carattere e fame per continuare a sognare.

Il 2025, del resto, è stato un anno da incorniciare. Proprio il 19 dicembre si è celebrato il Centenario della fondazione del club, nato nel 1925, e la squadra ha saputo onorare al meglio questa ricorrenza storica. La stagione 2024/2025 si era chiusa con un brillante secondo posto a quota 55 punti, con la corsa alla promozione interrotta soltanto nella finale regionale dei play off contro la Pro Eureka. L’annata in corso ha poi visto il Borgosesia laurearsi campione d’inverno con 34 punti e mantenere l’imbattibilità in Coppa Italia, percorso che ha spalancato le porte delle semifinali.

I numeri raccontano un anno solare di altissimo livello: nel solo 2025, considerando le gare di campionato, i granata hanno raccolto 63 punti. Allargando lo sguardo anche a play off e Coppa Italia, il bilancio complessivo parla di 24 vittorie, 7 pareggi e 5 sconfitte, con 76 reti segnate e appena 29 subite. Dati che confermano la solidità di una squadra costruita con equilibrio e ambizione.

Ora, però, l’attenzione è tutta rivolta alla semifinale con l’Alessandria, avversaria di grande spessore. I grigi stanno dominando il girone B di Eccellenza, che comandano con 35 punti frutto di 11 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte. Miglior attacco del girone con 32 gol segnati e seconda miglior difesa con appena 11 reti incassate, la formazione alessandrina può contare sull’esperienza e sulla qualità di elementi di primo piano. Su tutti il bomber Modou Diop, classe 1992 ed ex Asti, autore di 16 reti, e il centrocampista Gianluca Nicco, classe 1988 ed ex Pro Patria, autentico faro in mezzo al campo.

Il Borgosesia è avvisato, ma arriva all’appuntamento con entusiasmo, fiducia e la consapevolezza dei propri mezzi. Il 2026 si apre così, con una sfida affascinante e la promessa di un anno tutto da vivere.

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Redazione di Vercelli

Posted in Lo Sport
Provincia di Vercelli, Regione Piemonte, Vercelli Città

Come hanno passato il Capodanno 2026 le famiglie sfollate da Via Monfalcone ed ospitate al Modo Hotel di Vercelli?

(alcuni dei residenti di Via Monfalcone a Vercelli, ora ospitati al Modo Hotel)

All’oscuro, è il caso di dirlo.

Ma non perché manchi la luce anche in albergo; all’oscuro sui tempi previsti per il rientro presso le abitazioni e, soprattutto, su altre circostanze importanti come, ad esempio, se, quelli all’impianto elettrico, siano gli unici danni patiti a causa dell’incendio dai sottosistemi di servizi agli immobili o ci siano altre criticità estese ad altri impianti o parti della struttura, che potrebbero determinare ulteriori dilatazioni dei tempi auspicati per consentire il ritorno a casa dei residenti.

Sappiamo come siano andate le cose

Leggi qui –

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***

Nella notte tra 25 e 26 dicembre 2025 il locale dove sono posizionati i quadri elettrici condominiali del civico 51 è andato in fiamme.

E da quel momento lo stabile è privo di energia elettrica.

Niente illuminazione, ma non solo: tutto ciò che in una casa funziona con alimentazione elettrica è fermo; dal frigorifero alla lavatrice.

Le famiglie raccontano che non sarebbe possibile procedere ad un allaccio di emergenza dai palazzi vicini in quanto agli stabili, come si vede dalle fotografie, sono ancora applicati i ponteggi che sono serviti per opere edili.

I lavori sarebbero terminati da settimane, ma le impalcature sono ancora lì: nessuno che spieghi loro perché, nemmeno l’Atc (Agenzia territoriale per la casa Piemonte Nord).

Le immagini ed i residenti di Via Monfalcone angolo Via Gramsci raccontano storie un po’ diverse da quella agiografica illustrata dal filmato diffuso qualche tempo fa dall’Istituto, per celebrare i 100 anni della propria attività.

***

Ma andiamo con ordine.

Dunque il 27 dicembre le famiglie che, fino a quel momento, non avevano nel frattempo trovato ospitalità presso parenti o amici, altrove, sono raggiunte dalla bella notizia: si va al Modo Hotel.

L’albergo riceve una ventina di persone, di queste sette sono minori.

Nei primi giorni del 2026 Atc ha prenotato altre 3 camere, almeno fino al 15 gennaio prossimo.

E così si entra in possesso di un primo dato, ricavato appunto dalla prenotazione fino a metà gennaio: forse per quella data Atc confida che i residenti possano tornare nei rispettivi appartamenti.

***

Tutto bene, dunque?

Fino ad un certo punto.

Atc sviluppa una trattativa sul costo dell’ospitalità (lo stabile è di Atc, quindi tocca all’Agenzia) con i gestori dell’hotel: si arriva a concordare un prezzo, al quale il Comune di Vercelli aggiunge un contributo di 10 euro a camera. Pernottamento e prima colazione sono garantiti.

Insomma un bed and breakfast.

***

Per il pranzo e la cena che si fa?

Pare che nessuno ne voglia sapere di accollarsi l’onere anche del vitto.

La fantasia viene in soccorso.

Le famiglie raccontano di colloqui che paiono abbastanza singolari.

Parrebbe che a loro sia stato suggerito: a pranzo dalle 13 alle 16 andate a casa e cucinate lì; magari preparate qualcosa in più, che potete consumare la sera in albergo.

Infatti in Via Monfalcone il gas non manca.

Cioè si sarebbe detto che le famiglie possono tranquillamente rientrare (dalle 13 alle 16) nell’immobile dal quale se ne sono andate il 27 dicembre.

Se tutti hanno capito bene, pare chiaro che quel consiglio così di “buon senso” sia dispensato da persona che di una cosa dovrebbe essere sicura, una cosa importante: l’agibilità dello stabile e delle singole unità immobiliari c’è di sicuro.

Lo stabile presenta tutto il locale tecnico con i quadri elettrici devastato dalle fiamme; nei singoli appartamenti non c’è corrente elettrica.

Eppure, per dare un consiglio del genere, cioè per incoraggiare (ripetiamo, se tutti hanno capito bene) persone a recarsi ed usare fiamme in cucina nei singoli appartamenti, significa che sono sicurissimi che i medesimi e tutto l’immobile siano perfettamente agibili.

Pedissequamente, dovrebbero esserci le dichiarazioni di conformità per tutti gli impianti: elettrico, idrico, termico.

***

Pare però che il consiglio sia – a prescindere – valutato con un certo scetticismo, sicchè il problema dei due pasti principali resta (come abbiamo visto, per cappuccino e brioches sono a posto).

Fino ad ora ci si è in qualche modo arrangiati: per i primi due giorni avrebbe provveduto direttamente la gestione dell’albergo, a proprie spese.

Per altri due giorni alcuni benefattori, che desiderano restare anonimi, hanno devoluto la somma necessaria a coprire il costo dei due pasti per ciascun ospite.

E dopo?

Cioè: per le prossime due settimane, chi paga pranzo e cena a queste persone?

Tutto lascia credere che debbano essere date risposte urgenti.

Urgenti anche perché, tra le persone sfollate, ce ne sono alcune che presentano problemi di salute.

Questa è la situazione fino al 4 gennaio.

Si vedrà se la Befana porterà buone notizie e, soprattutto, i canonici due pasti al giorno.

 

Come da tradizione, martedì 6 gennaio, giorno dell’Epifania, alle ore 15.00 alla Palestra Comunale, l’amministrazione comunale di Motta regalerà le calze della befana ai bambini da zero a 10 anni.

Ogni anno è una tradizione che si rinnova” –  afferma il Sindaco Emanuela Quirciricordo che quando ero piccola ritiravo già la calza del Comune.. ci teniamo a mantenere viva questa tradizione, rinnovandola di anno in anno con nuove e simpatiche iniziative. Quest’anno la Befana arriverà infatti a cavallo non di una scopa, ma di un vero e proprio cavallo. Grazie a Cinzia Demichelis del centro ippico “Scacco Matto” di Motta che collabora sempre con piacere. Grazie a tutte le associazioni del paese che collaborano per la realizzazione dell’evento”.

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Redazione di Vercelli

Posted in Società e Costume

Il sindaco Emanuela Quirci stila un bilancio degli interventi realizzati nel 2025.

Riguardo agli interventi che abbiamo realizzato nel 2025, mi ritengo molto soddisfatta, in quanto abbiamo messo mano su più fronti” così esordisce il Sindaco Emanuela Quirci facendo un bilancio dell’anno passato. “In primis abbiamo affrontato il tema della sicurezza: abbiamo implementato il sistema di Videosorveglianza a Motta, installando altre telecamere che ora coprono praticamente l’intero territorio. Abbiamo installato l’impianto di antifurto presso gli uffici comunali. Questi interventi sono stati realizzati con l’applicazione dell’avanzo di amministrazione, con il quale abbiamo anche cofinanziato 10.000€ per la partecipazione al bando della Fondazione CRT che ci è stato finanziato e permetterà di mitigare il rischio idrogeologico della roggia Poetto che passa all’interno del paese. Questo intervento sarà realizzato nel 2026. Sempre nel 2025 abbiamo  effettuato lavori di messa in sicurezza del palazzo comunale con la sistemazione degli infissi della parte interna verso il cortile del Comune. Abbiamo anche iniziato un lavoro di messa in sicurezza delle strade comunali che proseguirà nel 2026. Dopo il periodo di difficoltà dell’uscita dall’Unione Coser siamo riusciti ad assumere, tramite selezione pubblica, un funzionario contabile che si occuperà dell’ufficio finanziario. Ora posso affermare che il Comune di Motta può definirsi un comune più strutturato, avendo in organico un funzionario per anagrafe, stato civile  ed elettorale, un funzionario contabile, un istruttore amministrativo come supporto al Responsabile finanziario e tecnico e un ispettore di polizia locale. Possiamo anche contare sulla professionalità della responsabile finanziaria del Comune di Olevano Lomellina che lavora da noi in Convenzione e di una professionista di notevole esperienza che si occupa di lavori pubblici e ufficio tecnico”.

Prosegue Quirci: “Abbiamo anche  vinto il bando della Regione Piemonte dei cantieri di lavoro che ci ha permesso di impiegare, a costo zero per il Comune, un operatore a 30 ore settimanali per lavori di pulizia e piccole manutenzioni. Particolare attenzione abbiamo riservato anche alla frazione Mantie con l’installazione di un impianto di’ Videosorveglianza che copre tutte le vie della Frazione . Abbiamo inoltre realizzato la nuova segnaletica orizzontale e verticale della frazione stessa. Sempre nel 2025 nuove luminarie natalizie hanno illuminato Motta. Sia piazza Castello che il palazzo comunale sono stati oggetto di illuminazione che è stata gradita da tutti. Un altro obiettivo che ho molto a cuore e su cui abbiamo lavorato e’ stata la collaborazione tra le associazioni del paese. E’ nato un connubio che ha dato i suoi frutti nelle varie feste, culminando con la realizzazione del “dolce di Motta” presentato durante la cena di Natale della Pro Loco mottese. “Uniti si guarda più lontano” è il motto che vorrei portare avanti nel 2026 lavorando sempre con concretezza e passione per il nostro paese”.

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Posted in Enti Locali

Anche quest’anno un numeroso pubblico ha affollato la chiesa parrocchiale di Lamporo, dove l’organista Federico Villani ha eseguito un brillante programma da concerto dedicato alla fine ed inizio anno, sfruttando le potenzialità orchestrali dell’organo “Ramasco” recentemente restaurato ed accordato.

Anzitutto un inno sacro (di ringraziamento per la fine dell’anno): il preludio del “Te Deum” di M. A. Charpentier, che a tutti ricorda la sigla televisiva dell’eurovisione. E poi pagine celeberrime tratte dai programmi del Concerto di Capodanno di Vienna.

Quest’anno  in particolare il pubblico ha ascoltato il potente e trascinante valzer imperiale, il Kaiser-Walzer op.437 di Johann Strauss figlio, ma anche “Canzoni di fate”, un elegante e giocoso valzer del nostro “Strauss italiano”, di origine lamporese: Giuseppe Capitani.

Per finire, gli irrinunciabili bis della tradizione: il bel Danubio Blu e la marcia di Radetzky, che ha trascinato nell’entusiasmo tutto il pubblico, coinvolto a battere le mani a tempo.

Standing ovation finale e un augurio di Buon Anno, in attesa dei prossimi concerti delle rassegne “Note sull’acqua” e “Ampurius”.

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Posted in Cultura e Spettacolo