Mese: Aprile 2025
Sabato 5 aprile 2025, alle ore 17,00, presso il Museo Civico e Gipsoteca Bistolfi di Casale Monferrato prosegue il ciclo di appuntamenti tematici dedicati alla mostra “La Bellezza liberata. Leonardo Bistolfi e gli amici divisionisti” con la visita guidata tematica, intitolata “Il paesaggio di Morbelli“, a cura di Barbara Corino.
L’iniziativa offrirà ai partecipanti un approfondimento sulla figura di Angelo Morbelli, pittore monferrino tra i protagonisti del Divisionismo italiano analizzando alcune delle sue opere iconiche e mettendole in relazione con i dipinti esposti nelle collezioni permanenti della Pinacoteca.
L’evento è aperto al pubblico e prevede un costo di € 4,00, oltre al biglietto d’ingresso al museo.
Per informazioni e prenotazioni è possibile rivolgersi ai recapiti telefonici 0142 444309 e 0142 444249 oppure all’indirizzo e-mail: museo@comune.casale-monferrato.al.it
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Redazione di Vercelli
Il 3 aprile 1988 Anna Maria Giorcelli moriva all’ Ospedale S. Andrea della nostra città.
Era il giorno di Pasqua e così piacque, allora come oggi, pensare che il Signore l’avesse chiamata, proprio in quel giorno, a “risorgere”, alla vita nuova e vera, dopo che ella aveva accettato e pazientemente sopportato, con le croci della vita, anche la croce di una lunga ed impietosa malattia, che l’aveva fatta soffrire per anni.
Anna Maria sarà ricordata, nel corso delle celebrazioni nell’ambito della Vicaria urbana Vercelli Nord domenica 6 aprile.
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Anna Maria era nata a Casale Monferrato il 15 settembre 1928 e fino all’ultimo ha illustrato l’esempio di una vita vissuta “con un po’ di dignità”, come amava ricordare – e come ci resta in un Suo scritto – nell’ amore per i suoi cari, confortata da una fede semplice, profonda, essenziale, mai ostentata e piuttosto praticata con il gusto per una talvolta difficile coerenza.
Chi le ha voluto bene ne farà memoria con la preghiera, nel ricordo sempre riconoscente, perché non ne sia dissipato l’esempio.
La ricordano i figli Guido, con Silvia e Annamaria e Marco Gabotto.
Con loro la cara e sempre in gamba Zia Tilde, sorella minore della Mamma, che ha felicemente “doppiato” il giro di boa dei 92 anni.
A trentasette anni dalla morte di Anna Maria, ne resta vivo l’insegnamento nel cuore di tutti coloro che ebbero il privilegio di conoscerla, certi che Ella sia ammessa a contemplare il volto di Dio, nella grazia e nella gloria eterne.
Lo spettacolo Oliva Denaro, inizialmente previsto per il 27 febbraio al Teatro Civico di Vercelli non si è potuto svolgere e non potrà essere riprogrammato.
L’annullamento è stato dovuto a motivi di salute dell’interprete, una circostanza indipendente dalla volontà di Piemonte dal Vivo e del Comune di Vercelli che condividono il dispiacere per l’imprevisto e si scusano per il disagio arrecato agli spettatori.
In sostituzione, sarà possibile assistere allo spettacolo “Ma che razza di Otello?”, in programma il 15 maggio alle ore 21.
Lo spettacolo vede protagonista Marina Massironi, attrice di straordinario talento e versatilità, capace di portare in scena con sensibilità e ironia un’originale rilettura del celebre personaggio shakespeariano.
I possessori del biglietto per Oliva Denaro potranno accedere con lo stesso titolo alla replica del 15 maggio, senza necessità di ulteriori operazioni.
Scheda
Se a raccontarci l’Otello è Shakespeare è una tragedia, se ce lo racconta Verdi è un melodramma.
Ma quando la narrazione della fosca vicenda del Moro è affidata a un’autrice vivace – e appassionata melomane – come Lia Celi, il risultato è una inaspettata rilettura della storia dell’impresa verdiana, delle regole del melodramma e dei temi cari alla tragedia shakespeariana: la gelosia, il razzismo, il plagio, la calunnia.
Il gioco della riscrittura propone un inedito punto di vista al femminile rispetto alle eroine del melodramma e si apre a divertenti e amari cortocircuiti con l’attualità.
Marina Massironi restituisce al pubblico la genesi del capolavoro Verdiano con notizie storiche curiose, spunti d’attualità e riflessioni sulle dinamiche umane di cui il triangolo Otello-Iago-Desdemona si fa emblema, con umorismo sottile e spiazzante e momenti tragicamente appassionati.
Il tutto accompagnato dalla timbrica cristallina dell’arpa di Monica Micheli.
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