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Si terrà lunedì 3 aprile alle ore 19, nel salone del Modo Hotel in piazza Medaglie d’Oro 21, un incontro aperto a tutta la cittadinanza.
Tema: il caro bollette che, in queste settimane, sta stringendo in una ferrea morsa tantissimi vercellesi.
L’organizzatore è il Cavaliere al Merito della Repubblica, Carlo Olmo, che sarà il moderatore dell’incontro.
L’invito è rivolto anche a tutti i gestori, operatori di settore che vorranno intervenire liberamente.
Redazione di Vercelli
Si è svolta nella giornata di domenica 26 marzo la Prima Prova Regionale del Campionato CSI che ha determinato la qualificazione alle fasi Nazionali che si svolgeranno dall’ 8 al 14 maggio a Lignano Sabbiadoro.
Nel palazzetto vercellese in Corso Italia 106 si sono susseguite in pedana circa 200 atlete di cui 53 ginnaste dalla Pgs Ciao Vercelli.
La società vercellese ha complessivamente conquistato: 23 ori , 10 argenti e 8 bronzi.
I ventitrè ori sono stati ottenuti da: Margherita Marras (corpo libero); Giulia Mazzucchi (palla e classifica assoluta somma dei due esercizi); Camilla Cervone-Maila Manzo-Matilde Ferrara-Ioana Paun-Maria Paun (squadra corpo libero); Alice Sala-Ilenia di Tella-Violante Nava-Irene Bortoli-Ester Zorzoli-Martina Talignani -Margherita Marass (squadra corpo libero e palla ) Gioia Maffè (cerchio); Noemi Posceddu (corpo libero); Arianna Rosso (cerchio); Ambra Nava (clavette); Chiara Santarella (fune); Sara Battezzato (classifica assoluta); Guendalina Conti-Guadalupe Barotti-Susanna Buscaglia-Gioia Maffè (squadra palle); Martina Cattaneo-Giulia Spassino-Arianna Rosso-Arvisa Memaj (squadra palle e funi) Giada Montaldi (nastro); Gemma Balocco (clavette); Carola Gallo (fune e classifica assoluta); Pellegrini Martina-Giada Montaldi (coppia cerchi e clavette; Francesca Tirelli-Giulia Zaccone (coppia funi); Caterina Gibin-Matilde Scrivanti-Giada Montaldi-Martina Pellegrini (squadra nastri); Gemma BaloccoMaria Teresa Cometti-Francesca Tirelli-Giulia Zaccone (squadra palle).
Gli argenti sono stati conquistati da : Nausicaa Lucchini (corpo libero); Cecilia Cinelli-Beatrice OlivaVirginia Borda-Alessia Carella-Ludovica Ranaboldo-Giulia Licata (squadra corpo libero); Ilenia di Tella (palla); Guendalina Conti (cerchio); Guadalupe Barotti-Susanna Buscaglia (coppia palle) – Carola Gallo (clavette); Ambra Nava-Chiara Santarella (coppia palle); Alice Alfano-Carlotta Ravicino-Sara Schiattarella (squadra cerchi); Caterina Gibin-Matilde Scrivanti (coppia cerchio clavette); Maria Teresa Cometti (fune).
Il terzo gradino del podio valevole per la medaglia di bronzo è andato a: Adele Peli-Chiara Marchese-Vittoria Musazzo-Nicole Donghi-Irina Dattrino-Camilla Arcuri (squadra corpo libero); Violante Nava (corpo libero); Veronica Gogliucci (corpo libero) Angelica Cardano-Lorena Salandra (coppia palle); Carlotta Ravicino-Sara Schiattarella (coppia palle); Angelica Cardano-Lorena Salandra-Noemi PoscedduVeronica Gogliucci (squadra palle); Giulia Spassino (fune); Martina Pellegrini (clavette).
La società vercellese si complimenta con le proprie atlete per i risultati ottenuti e qui di seguito elenca le restanti ginnaste scese in pedana con le rispettive posizioni raggiunte: Giulia Mazzucchi (corpo libero quarta posizione); Alice Sala (corpo libero settima posizione); Irene Bortoli (corpo libero quarta posizione); Camilla Cervone (palla quinta posizione); Martina Talignani (palla ottava posizione); Ester Zorzoli ( palla decima posizione); Arvisa Memaj (cerchio quinta posizione); Martina Cattaneo (fune quarta posizione).
La Dirigenza vercellese si congratula anche con i Tecnici Francesca Rossi, Elisa Garlisi e Sonia Tento che hanno seguito e supportato le ragazze in gara e ringrazia tutti i genitori che hanno collaborato nell’organizzazione dell’evento.
Il Tecnico Francesca Rossi dichiara: “Siamo molto soddisfatti di come sia andata la gara, ma ora testa alta e concentrate per il prossimo appuntamento importante a Maggio alle fasi Nazionali dove porteremo ben 41 esercizi”.
Redazione di Vercelli
In occasione del trentunesimo anniversario delle stragi mafiose di Capaci e via D’Amelio, dove persero la vita i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino con le rispettive scorte, la Polizia di Stato e l’Associazione Quarto Savona 15 (sigla radio della macchina di servizio su cui viaggiava il giudice Falcone) hanno ritenuto di far pervenire a tutti i Vescovi italiani un’ampolla contenente l’olio prodotto nei terreni siti alle spalle del monumento che celebra la strage di Capaci, dove insiste un uliveto gestito dalla citata Associazione che è presieduta da Tina Montinaro, vedova del capo scorta.
Quest’anno l’olio, su impulso del Questore di Palermo, è stato donato ai Vescovi affinché potessero, in occasione della S. Messa Crismale del Giovedì Santo, consacrare simbolicamente anche una parte dell’olio proveniente dalla terra siciliana bagnata dal sacrificio dei propri fedeli servitori.
Analogamente, il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana ha auspicato che l’iniziativa venisse estesa a tutte le Diocesi d’Italia; l’olio, giunto dalla Sicilia nella regione Piemonte, è stato prelevato nel capoluogo regionale per la successiva consegna a tutti i Vescovi piemontesi.
Nel corso di un incontro tenutosi martedì 21 marzo, il Questore di Vercelli Dottor Maurizio di Domenico ha incontrato l’Arcivescovo metropolita di Vercelli Monsignor Marco Arnolfo per donare una confezione dell’olio proveniente dall’uliveto dove sono piantumati tali ulivi, dedicati alle vittime della violenza mafiosa.
L’occasione è stata proficua per rinsaldare il fruttuoso rapporto di collaborazione esistente tra la Polizia di Stato e la Chiesa Locale in materia di contrasto alla criminalità e tutela della legalità quali valori condivisi dalle rispettive Istituzioni nel reciproco interesse della collettività.
Redazione di Vercelli
Quasi tre anni di intenso lavoro organizzativo, venti mostre tra personali e collettive, poco meno di 200 artisti partecipanti provenienti da mezza Italia, oltre 500 opere esposte, ben 4 cataloghi, un migliaio di visitatori parecchi dei quali provenienti da fuori città, questi gli impressionanti numeri che sintetizzano il bilancio conclusivo della prima edizione della “Biennale d’Arte Città di Vercelli 2021/2022“ – “Con l’Arte si riparte!”
L’ultimo atto di questa prima edizione della Biennale di Vercelli è stata l’assegnazione del prestigioso Trofeo e dei numerosi premi e riconoscimenti messi in palio dall’organizzazione per coinvolgere i partecipanti in un clima di incontro ma anche di confronto, affidandosi al giudizio insindacabile di una giuria composta da un gruppo di critici, artisti, giornalisti e collezionisti con il compito di segnalare gli Artisti più significativi dal punto di vista della tecnica, dell’originalità, della creatività e della capacità espressiva.
Particolarmente impegnativo il compito della giuria chiamata a stilare una classifica che non ha visto un vincitore assoluto ma una serie di ex aequo: al primo posto si sono classificati a pari merito il vercellese Alessio Averone (Premio Turcato Geom. Sergio) le cui opere affondano le radici nella metafisica con linee astratte, archi, piani scomposti dai colori in un gigantesco puzzle geometrico, Franca D’Alfonso, di Varese, (Premio Regalli Geom. Marco) che approfondisce con grande originalità il tema dell’astrattismo, mettendo in atto un processo di de-composizione della realtà che si esprime attraverso il cromatismo delle figure geometriche ed Elia Inderle (Premio Roberto Albeltaro) che vive e lavora in provincia di Vicenza la cui maniera di fare ricerca una sintesi estrema dell’immagine dove tutto è forma, colore, luce e materia.
Ha conquistato la piazza d’onore Pier Giorgio Doimo della provincia di Vercelli (Premio Gianpiero Prassi – Notizia Oggi) che coniuga gestualità dinamica e grande senso del colore fondendo estetica antica con tecnica contemporanea, ex aequo con Antonino Fulci (Premio Hotel Convento di Trino) che esplora con i suoi lavori un nuovo percorso artistico fatto di campiture di colori puri, in grado di evocare luce e buio, rumori e silenzi, passione e malinconia.
Al terzo posto il torinese Sergio Aiello (Premio Miranda Magistrelli) con opere dai colori densi incanalati in fasce che si intrecciano animando le opere di grande senso dinamico a pari merito con Aurelio Nolli (Premio L’Emiliano Vercelli), artista di grande capacità espressiva che propone originali opere astratte dense di colore e materia.
Seguono poi nella classifica:
4° Loredana Merlin (Premio Ettore Negri),
5° Claudio Detto,
6° Raffaella Bruzzi,
7° Bruno Beccaro,
8° Mario Dmenicale,
9° Lorena Festa Bianchet,
10° Henry Beckert.
La giuria ha inoltre assegnato diversi premi di rappresentanza
Nella sezione pittura agli artisti:
Valerio Bonadonna, Orazio Cappello, Elisa Cattin, Claudio Detto, Marco Di Lorenzo, Riccardo Gallione, Annalisa Martinetti, Luigi Ogliaro, Margherita Pomati, Donata Terzera, Adele Zuccoli.
Nella sezione fotografia agli artisti:
Alessandro Balliano, Antonio Bonocore, Chiara Mazzeri, Paola Veronesi.
Nella sezione scultura agli artisti:
Ivan Bono, Tiziana Comis, Roberto Franchitti, Giovanna Giovenco.
Nella sezione arte digitale agli artisti:
Manuel Chieregato, Valentina De Luca.
Nella sezione incisione su vetro all’artista:
Serena Pescarmona
“Sono rimasto sinceramente sorpreso per l’entusiasmo che questa iniziativa ha riscosso tra gli artisti, un successo davvero inaspettato – dice Ezio Balliano, titolare della galleria e organizzatore delle mostre -, evidentemente c’è stata la voglia, anche nel mondo artistico, di riconquistare quella normalità che tutti auspichiamo. Un altro motivo di soddisfazione è quello di aver contribuito a confermare Vercelli “Città d’Arte” e sempre più crocevia d’artisti. La strada è stata lunga, ma la sfida affascinante e non è stato facile arrivare alla fine superando le difficoltà e i problemi che man mano si sono presentati. Ci siamo riusciti con il contributo di tutti, organizzatori, artisti, pubblico, mezzi di informazione, che desidero ringraziare di vero cuore per averci aiutato a vincere questa impegnativa scommessa… e appuntamento alla prossima!”.
Redazione di Vercelli
I gialloverdi, reduci dalla sconfitta (la prima dopo 26 risultati utili consecutivi) subita contro i Pumas Viareggio nella finale di Coppa Italia, ieri pomeriggio, sabato 25 marzo, hanno vinto nettamente (7-2) al Pala Pregnolato contro il Roller Lodi nella gara valida per la 9ª giornata del campionato di serie B (girone A).
Una vittoria che non è mai stata in discussione e che ha confermato come il ko di Trissino, nella finalissima della manifestazione coccardata, sia stato un semplice incidente di percorso.
D’altronde lo aveva detto alla vigilia coach Andrea Ortogni: «Dobbiamo pensare solo a chiudere il prima possibile il discorso qualificazione alla fase finale, per poi giocare con tranquillità le ultime giornate».
Match, come era prevedibile, che ha visto l’Amatori fare il bello e il cattivo tempo, con buone giocate e alcune amnesie che ogni tanto fanno capolino.
Primo tempo che si è chiuso sul 2-0 per i vercellesi, grazie alla doppietta messa a segno da Ortiz al 3’54” e al 9’56”.
Sul finire della prima frazione cartellino blu per Maffè e tiro diretto sbagliato da Frugoni per il Roller Lodi.
Nella ripresa l’Amatori ci mette otto minuti per chiudere definitivamente il match, con i goal di Bernabè al 27’47” e di Gallotta al 33’53”.
Quest’ultimo diventa poi indiscusso protagonista, mettendo a segno altre due marcature (al 39’28” e al 47’18”), alle quali i gialloverdi aggiungono quella di Cremaschi, al 40’45”.
Blackout totale dei padroni di casa sul 6-0 e gli ospiti ne approfittano per siglare due reti, entrambe con Marco Pisati (45’38” e 46’29”).
Da annotare, sempre nel secondo tempo, anche un tiro diretto non realizzato da Ortiz e un cartellino blu ai danni del lodigiano Marco Pisati.
In classifica Amatori che continua la marcia solitaria, forte di nove vittorie in altrettanti incontri, e avvicina sempre di più la qualificazione alla fase finale che varrà la promozione in A2.
Mancano cinque giornate al termine della stagione regolare e i punti di vantaggio dei gialloverdi sulla prima delle inseguitrici, il CSA Agrate Brianza (oggi vincente 5-4 contro Seregno), sono 9.
Insomma, a meno di clamoroso quando improbabile crollo, l’Amatori può già pensare alle finali promozione.
Il programma della 9ª giornata si chiuderàoggi, domenica 26 marzo, con Teamservicecar Monza-Engas Vercelli e Azzurra Novara-Wasken Lodi.
Amatori che tornerà in pista dopo la pausa di Pasqua, domenica 16 aprile, affrontando in trasferta il Seregno 2012.
Il Tabellino
Amatori Hockey Vercelli – Roller Hockey Lodi: 7-2 (2-0; 5-2)
Amatori Hockey Vercelli: Errico (P), Tarsia, Ortiz, Bernabè, Gallotta, Cremaschi, Maffè, Vercellotti M., Lucido, Chiavaro (P). Allenatore: Ortogni.
Roller Hockey Lodi: Bassi (P), Zigoni, Pisati L., Frugoni, Felisi, Severgnini, Scagnelli, Pisati M. Allenatore: Severgnini.
Arbitro: Brambilla
Marcatori: 3’54” e 9’56” Ortiz (A); 27’47” Benrabè (A); 33’53” e 39’28” Gallotta (A); 40’45” Cremaschi (A); 45’38” e 46’29” Pisati M. (L); 47’18” Gallotta (A).
Falli di squadra: Amatori Vercelli – 6; Roller Lodi – 7
Tiri diretti: Amatori Vercelli 1 (0); Roller Lodi 1 (0)
Espulsioni temporanee: Maffè (A); Pisati M. (L)
Redazione di Vercelli
L’Istituto di Istruzione Superiore “C. Cavour”, martedì 21 marzo, ha ospitato in Aula magna Matteo Gardelli autore del libro “Adesso io sono” racconti di naufragi e salvataggi, insieme a Carlo Olmo e Valeria Climaco, autori della prefazione, per la presentazione del testo agli allievi del Corso socio- sanitario dell’Istituto professionale “B. Lanino”.
“Siamo presenti da tanti anni nella struttura carceraria con il corso Cat e conosciamo questo ambiente fatto di tante storie che toccano direttamente la nostra sensibilità e verso le quali mostriamo interesse. Ringrazio gli autori del libro oggi qui presenti, gli studenti e gli insegnanti per questo evento che ci permette di approfondire meglio i tanti aspetti di questa realtà”.
Sono le parole seguite al saluto di accoglienza dato dal Dirigente Paolo Massara ai presenti e agli autori intervenuti che, presentando le storie racchiuse nel libro, hanno spiegato i valori costituzionali e civili che legano ognuno di noi a un mondo apparentemente lontano.
Hanno moderato l’incontro le professoresse Sabrina Campisi ed Emanuelle Bazzacco.
Martedì è stata una giornata formativa anche per le domande poste dagli studenti che hanno stimolato riflessioni di altro profilo umanistico, sostenute dalle esperienze partecipate dai relatori.
Tutto ciò ha permesso di pensare al sistema penitenziario come a un mondo complesso che possiamo e dobbiamo comprendere con la massima empatia possibile, respingendo le tentazioni disumane del “buttate via la chiave”.
La dottoressa Climaco ha fatto riferimento all’art. 27 della Costituzione e “alla responsabilità penale che è personale, nessuno di noi può essere imputato per un reato che non ha commesso o lo ha commesso un altro. L’imputato non è considerato colpevole finché non risulta condannato definitivamente e le pene devono essere ispirate dal principio della rieducazione. Questo perché i nostri Padri costituenti hanno immaginato la vita in carcere come a un percorso di conversione. Infatti rieducazione significa far ripetere quelle attività tipiche della vita comune che caratterizzano la crescita di una persona, nella speranza e con il desiderio che tutto funzioni meglio perché ci sono figure specializzate che intervengono con la giusta competenza. La rieducazione si basa su tutte le attività tipiche che caratterizzano la vita comune: l’istruzione, lo sport, il rapporto e il sostegno della famiglia, la comunicazione con l’esterno”.
La professoressa Sabrina Campisi ha introdotto l’intervento della studentessa Jessica Lika che ha letto un brano estratto da “Lettera da un pianeta sconosciuto”.
La riflessione di Sabrina Campisi sul testo esplicita il senso profondo del messaggio: “In questo testo ci sono parole che colpiscono la nostra attenzione: verità, coraggio, indifferenza, intelligenza, speranza, dolore, critiche, pregiudizio, ma una le accomuna tutte: consapevolezza”.
Così Jessica Lika dal racconto “Lettera da un pianeta sconosciuto”: “Neppure chi si è macchiato di colpe può essere privato della dignità che spetta a ogni essere umano in egual misura e non può venire meno. Se è vero che tutti possono sbagliare, l’importante è non rimanere sbagliati come ha detto anche Papa Francesco in uno dei suoi efficaci discorsi. L’ascolto, la relazione e le attività proposte dalla direzione del carcere sono dunque una cura per chi ha bisogno di aiuto e contribuiscono a renderci migliori. Il penitenziario è, per molti, un pianeta sconosciuto, eppure è abitato da persone reali. Ed è parte integrante della società. L’importante è ascoltare la voce degli scartati per capire e cambiare il giudizio sul mondo dei reclusi. Purtroppo al tempo di oggi il pensiero di tanti è caratterizzato da una… condanna infinita. Si è ostili verso chi può aver sbagliato. Bisogna, invece, maturare la consapevolezza di concedere il diritto a ritornare a vivere a quanti hanno scontato il loro debito. Perché? Perché tutti hanno il diritto al futuro. Non bisogna dimenticare che la privazione delle libertà, forse, potrebbe riguardare anche chi non se lo aspetta. Come diceva Emmanuel Kant: ‘La sincerità è la più crudele delle virtù. Molte volte non si può dire la verità ma è essenziale che si sia veritieri in ciò che si dice.’ Ogni mattina, quindi, aggrappiamoci alla verità ,alla speranza per sopravvivere. Vi auguro con forza di essere sempre abbracciati dalla serenità e dalla pace. Che Dio ci protegga sempre. E’ il 17 Ottobre dell’anno 2022. Dino”.
La professoressa Emanuelle Bazzacco ha introdotto l’autore Matteo Gardelli con una considerazione sul testo: “E’ un libro che si legge tutto d’un fiato, con temi molto coinvolgenti che riguardano ognuno di noi. Il titolo racchiude quello che realmente il libro vuole trasmettere”.
Nel suo intervento Matteo Gardelli ha fatto riferimento al film “L’ora più buia” per paragonare l’azione di Churchill nel guidare un paese a scegliere la soluzione migliore durante la seconda guerra mondiale, alle attività che svolgono gli operatori carcerari, agli educatori come punto di riferimento per la concretizzazione dei principi definiti nella Costituzione.
Inoltre con questa metafora ha introdotto Carlo Olmo che ha aiutato la nostra città nel momento ‘più buio’ della pandemia.
“Chi vive la realtà carceraria non è un estraneo, non è qualcuno che va dimenticato. Sono uomini e donne che, dopo aver sbagliato, non si vogliono arrendere. Cercano la seconda possibilità. E la vogliono avere, laddove possibile, in mezzo a noi”.
Queste le parole nella prefazione al libro che Carlo Olmo ha declinato nel suo intervento rispondendo alle numerose domande degli studenti.
Ha ricordato che nel film “Lupo bianco” viene trattato il tema della verità: “Una persona viene assolta per un fatto grave, ma può essere effettivamente colpevole. E’ possibile quindi sostenere che La verità non esista, è un punto di vista. Il concetto di colpevolezza e innocenza è molto relativo; bisogna quindi considerare il fatto che ‘scagli la prima pietra chi non ha mai sbagliato’ con tutto ciò che ne consegue”.
Poi ha ripercorso i momenti del Covid: “Nel frangente dell’ora più buia della nostra nazione ho trovato persone che venivano insieme a me per aiutare chi aveva bisogno. In questo periodo sono stato anche in carcere per ascoltare i detenuti che soffrivano come tutti noi per la pandemia in atto. Uno dei momenti più toccanti è stato quando un addetto alla biblioteca mi ha scritto una lettera di ringraziamento. Un altro fatto esemplare è stato quando alcuni detenuti del carcere di Viterbo, sapendo che avremmo effettuato un viaggio umanitario in Ucraina, ci hanno donato quattrocento euro per i bambini colpiti dalla guerra”.
In conclusione ha lanciato un messaggio molto significativo: “La forza degli operatori della legge, degli operatori delle strutture carcerarie, della Costituzione è che anche davanti a dei criminali recidivi, dall’indole particolarmente malvagia, noi dobbiamo credere nella forza dell’amore, della vita, del recupero, della riabilitazione perché altrimenti siamo noi che abbiamo fallito. Noi siamo dalla parte della giustizia, della verità, della libertà a tutti i costi, nel rispetto della legge”.
L’invito finale agli studenti racchiude il senso formativo di questa giornata: “Ragazzi se potete andate a conoscere la realtà carceraria, perché imparerete molte cose”.
Redazione di Vercelli
Sarà inaugurata domenica 2 aprile alle 17 presso la sala d’Ercole del Museo Leone di Vercelli, “Animali Fantastici”, la mostra fotografica del maestro Vasco Ascolini e di Chiara Mazzeri, arricchita da un testo artistico della scrittrice Lisa Ci.
Presenta la mostra Luca Brusotto Conservatore del Museo Leone, accompagna l’inaugurazione la Site-specific music di Giuliano Palmieri e Francesco Aroni Vigone.
La mostra, ad ingresso gratuito, sarà visitabile fino a domenica 30 aprile.
Stima e profonda amicizia, questi gli elementi iniziali che spingono Vasco Ascolini e Chiara Mazzeri a lavorare insieme e da cui nasce il progetto Animali Fantastici.
Il Maestro Ascolini trae le proprie immagini da esseri inanimati, scolpiti o impagliati, Chiara Mazzeri le coglie soprattutto in natura.
Questa è solo l’origine, la base: in realtà a ben vedere, c’è un intento comune; appare evidente la ricerca di un tratto umano, atavico e nascosto che traspare nell’essere animale e viene colto nello scatto.
Il bestiario medievale, le ricerche darwiniane, la letteratura, vengono in aiuto in questo senso e influenzano la visione sia di chi ritrae sia di chi guarda.
L’energia dei bestiari è trasposta molto abilmente da Vasco Ascolini nelle sue fotografie.
L’artista ha fotografato le opere in innumerevoli musei di tutto il mondo, compiendo una ricerca personale intensissima.
Il desiderio di discostarsi dalla propria formazione scientifica, porta invece Chiara Mazzeri a cercare tratti meno classificatori nel mondo animale valdostano che la circonda, mondo che diventa, grazie alla sua fotografia, lo specchio di sé stessa.
Gli esseri ritratti si trasformano in cosa altra, si collegano ad archetipi nascosti, prendono luce e vogliono essere letti e interpretati.
Il risultato finale sono le quaranta immagini in mostra, venticinque di Ascolini, quindici di Mazzeri.
Alcune immagini sono state scattate nei musei di scienze naturali.
La loro interpretazione fotografica è potente, così come lo è l’impatto emotivo subito nel museo.
Le fotografie del Maestro Ascolini sono analogiche e stampate negli anni da lui stesso, quelle di Chiara Mazzeri sono invece digitali.
Animali Fantastici sarà visitabile nei consueti orari di apertura del Museo: da martedì a venerdì dalle 15 alle 17.30 e sabato e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18.
Ingresso libero
Per info: info@museoleone.it; www.museoleone.it
Animali fantastici di Vasco Ascolini
Jean-Claude Lemagny, storico della fotografia e curatore di biblioteche in Francia, descrive così gli Animali Fantastici di Vasco Ascolini: “Ci troviamo di fronte a un nuovo Vasco Ascolini. Il suo mondo era quello dei tagli di luce chiari e abbaglianti, dei grandi piani d’ombra e di luci contrastate. Ed eccoci invece ora, erranti tra i sogni grigi, assillati da esseri enigmatici. La forza creatrice non arriva più dal bianco del cielo splendente che abbaglia le forme. Essa viene da inquietanti profondità, emerge da un liquido mischiato a fango, dai gorghi mossi per moto spontaneo, da un bestiario a metà distrutto o improvvisamente risorto. Dalla luce abbagliante del cielo, Ascolini è passato dall’ altra parte delle cose come se attraversasse uno specchio, per inoltrarsi in un mondo incerto e popolato di chimere, quello interiore dell’anima. La spinta all’ immaginario fa sovvertire tutte le certezze della tecnica. Negativo il tratto, la superficie è graffiata come la lastra dell’incisore”.
Animali fantastici di Chiara Mazzeri
La serie di Animali Fantastici di Chiara Mazzeri nasce dalla frequentazione di un luogo dove la natura e la vita animale sono strettamente legate al quotidiano.
Ricercare lo sguardo riflesso di sé stessi in un essere animale significa individuare un tratto comune che non è per lo più fisico ma psichico.
Deve emergere dall’immagine una caratteristica che appartenga in specifico al sé o anche una peculiarità umana specifica della nostra specie.
Se intese come selfie, le foto possono essere di non facile lettura, o al contrario apparire nella loro immediatezza se viste soltanto come ritratti di animali.
Dal punto di vista sociale l’idea è lontana dall’etica comune, essendo l’animale ancora considerato essere inferiore, cui ci si paragona per difetti e non per pregi.
Nel caso di Chiara Mazzeri, non c’è giudizio morale ma ricerca di una ironica affinità.
Redazione di Vercelli
Domenica 2 aprile, alle ore 15.30, presso la Sinagoga di Vercelli e il Museo del Tesoro del Duomo si terrà una doppia visita legata al tema della Resistenza e delle Deportazioni.
Dopo la posa delle pietre d’inciampo e della targa per il progetto Ogni giorno è memoria, la Comunità prosegue infatti nelle attività di valorizzazione e recupero della memoria comune, fornendo al pubblico gli strumenti per tracciare la storia della presenza ebraica a Vercelli.
Il progetto, sostenuto da Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli e Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, ha già visto l’organizzazione di molti eventi di approfondimento, musicali e didattici, raggiungendo il grande pubblico.
Questa iniziativa rappresenterà l’occasione di allargare l’orizzonte degli argomenti trattati che non riguardano solo l’ebraismo ma collocano la necessità di recuperare la memoria anche in altri ambiti.
L’occasione è data dalla mostra allestita presso il Museo del Tesoro del Duomo come evento collaterale dell’esposizione in Arca Giacomo Manzù.
La scultura è un raggio di luna organizzata dal Comune di Vercelli, dall’Arcidiocesi e da Studio Copernico.
Il Museo del tesoro del Duomo espone infatti 25 varianti delle litografie approntate da Manzù per Il falso e vero verde del Nobel Salvatore Quasimodo, legate alla Resistenza.
Dalla Resistenza alle deportazioni, in Sinagoga sarà possibile ricordare le vicende della Comunità, dal suo insediamento in città fino ai tempi moderni, passando sulle pietre d’inciampo collocate lo scorso 27 gennaio con il sostegno del Comune.
I posti sono limitati, per partecipare alla visita è necessaria la prenotazione scrivendo alla mail segreteria.comunitaebraicavc@gmail.com o info@tesorodelduomovc.it.
Per gli istituti scolastici è inoltre possibile prenotare, previa verifica delle date disponibili, il doppio percorso Sinagoga – Museo del Tesoro del Duomo con contenuti adatti ai programmi scolastici.
Redazione di Vercelli
Il 25 ottobre dello scorso anno all’hospice dell’ospedale Niguarda moriva il dottor Luigi Savoia, direttore sanitario della clinica Santa Rita.
A cinque mesi esatti dal giorno dello scomparsa, il popolarissimo medico vercellese (che era anche un grande tifoso della Pro Vercelli, che seguiva ovunque) sarà ricordato sabato 25 marzo, in piazza Cavour, con un’iniziativa che gli sarebbe piaciuta.
Ad organizzarla, con la condivisione della sorella di Savoia, Daniela, l’amico di un’intera vita Cesare Cabano, con il patrocinio del Comune di Vercelli, l’appoggio dell’Ail, e il sostegno dell’Asl. L’evento si intitola “Una panissa per Luigi”.
A partire dalle19, accanto ai portici verso via Bava, gli Amici della Panissa di Albano distribuiranno portate di panissa, ad offerta libera: tutto il ricavato andrà alla sezione vercellese dell’Ail (l’associazione italiana per la lotta contro le leucemie, i linfomi ed melanomi) intitolata a Carolina Banfo e presieduta da Matteo Maffezzoni.
Dice Cabano: “Luigi era una persona speciale ed il modo migliore di onorare la memoria di un grande medico qual era lui è sostenere un’associazione benemerita qual è l’Ail nella sua lotta contro i tumori”.
Redazione di Vercelli
Nella finale di Coppa Italia, giocata ieri pomeriggio, sabato 18 marzo, sulla pista di Trissino, i gialloverdi sono stati sconfitti 3-2 dal Pumas Viareggio.
Un match dai due volti: nel primo tempo Amatori che ha dominato e che avrebbe meritato ampiamente il vantaggio: nella ripresa molto meglio i toscani, con un gioco a ritmi alti che ha messo alle corde la squadra di Andrea Ortogni.
Una finale che in casa gialloverde era vissuta come il primo passo verso una lenta ma progressiva rinascita e che è stata vissuta fino in fondo.
Moltissimi, ad esempio, i tifosi vercellesi che si sono sobbarcati chilometri per incitare Tarsia e compagni, così come non è stato fatto alcun dramma dopo la sirena finale.
Riccardo Bernabè, il migliore in pista insieme al portiere Fabio Errico, al termine del match lo ha detto chiaramente ai microfoni della FISR TV: «Ci tenevamo a questa Coppa, ovvio. Così come è ovvio che c’è delusione. Non amarezza perché sappiamo come siamo arrivati fino a qui. Voltiamo subito pagina perché abbiamo l’obiettivo principale della stagione da centrare, ovvero la promozione in A2. Questo vuole la società e questo dobbiamo cercare di realizzare. Complimenti ai nostri avversari di oggi, anche se con una maggior precisione sotto porta poteva finire in altro modo».
Insomma, la finale è andata ma il campionato può regalare alla società guidata da patron Salvatore Tarsia ancora molte soddisfazioni.
Su tutte quella promozione in serie A2 che sin da inizio stagione è l’obiettivo primario.
La partita di ieri pomeriggio, come scritto in precedenza, si è snodata su due frazioni diverse.
Nel primo tempo Amatori che si è fatto preferire, sciupando, però, troppe occasioni sotto porta.
Nella ripresa i giovani viareggini hanno invece innestato una marcia in più, soprattutto a livello di freschezza atletica, mettendo in difficoltà la retroguardia vercellese.
Inizio di match tutto di marca gialloverde e rete del vantaggio, al 5’32”, messa a segno da Ortiz. Pumas Viareggio che soffre la difesa stretta e le ripartenze dei vercellesi.
Toscani che però sono bravi a resistere.
All’8’28” Marchetti sigla il pareggio mentre al 16’42” Errico gli neutralizza un rigore.
Amatori sciupone che colpisce due pali.
Nella ripresa i toscani partono subito forte, sbagliando, al 27’08” un rigore con Cardella, ma rischiano al 31’03” quando Ortiz sbaglia un rigore.
E’ probabilmente la svolta della finale. Pumas che infatti poco meno di 2’ dopo operano il sorpasso.
E’ il 33’52” quando Cardelli segna la rete del 2-1.
Amatori che cala vistosamente, iniziando a giocare in modo troppo individualista, favorendo il possesso pallina degli avversari.
L’occasione del pareggio ci sarebbe anche, anzi sarebbe doppia.
Prima un alza-schiaccia di Ortiz attraversa tutta l’area piccola senza che nessun compagno riesca a finalizzare, a porta vuota; poi su Gallotta ci sarebbero tutti gli estremi per un rigore ma i direttori di gara non sono dello stesso avviso.
Al 46’36”, pochi secondi dopo un timeout, Pumas che triplica, con Pesavento.
Nei minuti restanti l’Amatori ci prova (Errico neutralizza anche un tiro diretto, al 48’20”, di Carrieri) con la forza della disperazione.
La rete dell’illusione, messa a segno da Gallotta al 49’33”, arriva troppo tardi.
La sirena finale sancisce il trionfo dei toscani.
Una battuta di arresto, quello della finale persa oggi, che però non cancella quanto di decisamente positivo ha fatto vedere finora l’Amatori.
Ora spazio al rush fin ale di campionato, con l’obiettivo di centrare la promozione in A2.
Il Tabellino
Amatori Vercelli – Pumas Viareggio: 2-3 (1-1; 1-2) Amatori Vercelli: Errico (P), Tarsia, Bernabè, Ortiz, Gallotta, Cremaschi, Maffè, Tarchetti, Lucido, Chiavaro (P). Allenatore: Ortogni.
Pumas Viareggio: Mechini (P), Pesavento, Cardelli, Marchetti, Rugani, Pezzini, Cardella, Carrieri, Dal Torrione (P). Allenatore: Bertolucci M.
Arbitri: Moresco e Pigato
marcatori: 5’32” Ortiz (A); 8’28” Marchetti (P); 33’52” Cardelli (P); 46’36” Pesavento (P); 49’33” Gallotta (A)
Falli di squadra: Amatori Vercelli – 11; Pumas Viareggio – 7
Tiri diretti: Amatori Vercelli – 0; Pumas Viareggio – 1 (0)
Rigori: Amatori Vercelli – 1 (0); Pumas Viareggio 2 (0)
Redazione di Vercelli













