VercelliOggi
Il primo quotidiano online della provincia di Vercelli

(elisabetta acide)  – Pian piano alle 16,15 di venerdì 5 giugno, il Duomo di Vercelli si riempie di colori, di sorrisi, di volti… saluti, gruppi che prendono posto tra le navate… e tra loro S.E.R. Mons. Marco Arnolfo, passa, saluta, sorride, domanda, stringe mani…

Un gesto di accoglienza, un gesto di cordialità, un gesto che non è solo un “saluto”, ma una “benedizione”, un dono di Dio, che ha “convocato” per vivere un momento insieme in preghiera.

Sono i ragazzi delle scuole vercellesi che, accompagnati dai loro docenti, da nonni e genitori, hanno accolto l’invito dell’Ufficio Scuola dell’Arcidiocesi di Vercelli in collaborazione con l’ U.C.I.I.M. sezione “G. Berzero” di Vercelli per la partecipazione alla celebrazione della “S. Messa degli esami”, tradizionale appuntamento atteso per gli studenti dell’ultimo anno delle scuole secondarie che si apprestano ad affrontare le “fatiche degli esami” a conclusione del loro percorso di studi.

Il canto di ingresso dispone i presenti al raccoglimento: una “assemblea in comunione” per vivere, al termine del percorso scolastico, un momento importante per concludere e vivere la gioia del “cammino” percorso insieme.

E il saluto iniziale rivolto ai presenti, da Mons. Marco, risuona della “pace del Risorto”, la pace che accompagna la vita di ciascuno, la pace della quotidianità, la pace che “scalda i cuori”.

Ha “parole di pace” l’Arcivescovo, parole che sono un invito ai giovani, a vivere nei piccoli gesti, la pace del Risorto, la pace come forza interiore che vince le preoccupazioni e le ansie delle “fatiche”, anche quelle degli esami.

Le letture del giorno della celebrazione liturgica (2 Tm3,10-16; Sal 118/119; Mc 12,35-37), proclamate da studenti e un docente, hanno accompagnato gli studenti nella riflessione di San Paolo: “rimani saldo in quello che hai imparato”… le Scritture “possono istruirti per la salvezza, che si ottiene mediante la fede in Cristo Gesù”.

L’Arcivescovo Marco, con parole appassionate, guida nell’omelia, gli studenti, alla riflessione… “istruzione” o “addestramento”…? Nella pervasività dell’A.I. siamo “soddisfatti” dalle risposte che riceviamo da una “intelligenza” addestrata a elaborare informazioni ed a fornire “risposte”?

Ci domandiamo:

“le risposte sono belle ed utili, ma chi le ha elaborate? Con quale procedura?” .

Siamo consapevoli che ogni A.I. è “manovrata”? (e S.E.R. ricorda che le A.I sono molteplici e tutte con l’obiettivo di generare algoritmi che forniscono “istruzioni” chiare e precise, che non lasciano “dubbi”, chiare e tracciabili).

Ma che cosa vogliamo dal domani? Quale mondo vogliamo?

La risposta è nelle vostre mani”: Mons. Marco si rivolge ai giovani e sollecita a non “fermarsi” alle risposte preconfezionate, a continuare a cercare, domandare, riflettere su “chi siamo”, “chi vogliamo essere”.

Non siamo in concorrenza con le macchine, con i robot. Siamo stupenda umanità”.

E ricordando l’Enciclica di Papa Leone XIV di recente pubblicazione Magnifica Humanitas, ricorda:

abbiamo un cuore capace di amare e pensare, accogliere… un cuore che soffre, che gioisce… io percepisco…la macchina no”.

Addestriamo le “macchine” e chi forma, educa, allena, istruisce, prepara, accompagna l’uomo?

La scuola “orienta” ai valori, accompagna con i contenuti e le competenze, deve aiutare a riflettere e comprendere l’importanza di ciò che è stato “conquistato” con forza, coraggio, impegno e determinazione (i diritti umani), non può essere dimenticato, cancellato abdicato per la logica del mercato, del potere, per la legge del più forte o più potente.

Siamo umani e restiamo umani” e Mons. Arnolfo invita a non fuggire le “sfide” a cui siamo chiamati a rispondere con la nostra intelligenza, con il nostro impegno:

“siete chiamati voi giovani, futuro e  speranza a proseguire il vostro cammino, a impegnarvi per la cura della casa comune con scelte di valore, orientate al bene. Siete chiamati a illuminarvi di Vangelo” e citando la lettera a Timoteo (seconda lettura), esorta a farsi guidare dalla luce del Risorto, unico in grado di concedere la vera felicità, la vera pace, la vera “umanità” che nessuno mai può permettersi di togliere a nessun essere umano.

Quella domanda rivolta all’uomo:

“Chi sei?” è per tutti: “chi siamo”? chi “vogliamo essere”?

Mai dovremmo smettere di porsi l’interrogativo, di farlo a noi stessi, di farlo agli altri, di farlo a a Dio.

Domanda alla quale dobbiamo rispondere “insieme” uomini e donne, giovani e ragazzi, adulti e ricercatori…  chi siamo “umanità”, dove siamo diretti? Dove vogliamo andare?  Che cosa è l’uomo perché te ne curi?” (Salmo 8) Splendida, magnifica umanità, eco di Cristo.

L’A.I. può imitare, magari simulare le reazioni umane, ma non potrà mai avere “cuore di carne”.

A tutti il compito di far crescere il cuore di ogni uomo.

Al termine della s. Messa, prima della benedizione finale, tra le braccia di Maria, “condottiera” a Cristo, Mons. Marco fa un gesto bellissimo: apre le braccia ed indica il Cristo crocefisso.

Un Cristo crocifisso ma “in gloria”, un Cristo Risorto portatore di pace.

Come quegli insegnanti che “lasciano il segno” (ricordiamo la bella etimologia della parola insignare, composto da in- e signare, “segnare”) , che “indicano” dove guardare, ecco che Sua Eccellenza “indica”, “fa vedere”…

Un gesto che rimarrà nella mente dei giovani, dei ragazzi, degli studenti: guardate a Cristo, alla croce preludio della Risurrezione. Guardate a Cristo vivo che dona la sua pace, che dona la sua luce. Guardate a questo Cristo sorridente e glorioso, esempio di amore totale e generoso, esempio di umanità.

Guardate a Cristo amore incondizionato  e speranza per il futuro.

Arriva anche l’oro nella sciabola dopo quello conquistato nel fioretto per Andreea Mogos ai Campionati Italiani Paralimpici di Roma.

Per l’atleta torinese delle Fiamme Oro, che si allena alla Scherma Augusta Taurinorum, un successo maturato al termine di una gara perfetta, coronata dal 15-3 in finale contro Sofia Brunati dopo il 15-11 in semifinale contro Julia Markowska.

Per Mogos anche una soddisfazione di squadra grazie al Gran Premio Paralimpico della stagione 2025/2026 conquistato dalle Fiamme Oro Roma.

Sciabola femminile B Classifica (4): 1. Andreea Mogos (Fiamme Oro Roma), 2. Sofia Brunati (Accademia Scherma Milano), 3. Gloria Lorenzetti (Padova Scherma), 3. Julia Anna Markowska (Fiamme Oro Roma)

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Redazione di Vercelli

Posted in Lo Sport
Biellese e Oropa, Provincia di Vercelli, Regione Piemonte

Dt 8, 2-3. 14-16

Dal libro del Deuteronòmio
Mosè parlò al popolo dicendo:

«Ricòrdati di tutto il cammino che il Signore, tuo Dio, ti ha fatto percorrere in questi quarant’anni nel deserto, per umiliarti e metterti alla prova, per sapere quello che avevi nel cuore, se tu avresti osservato o no i suoi comandi.
Egli dunque ti ha umiliato, ti ha fatto provare la fame, poi ti ha nutrito di manna, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto, per farti capire che l’uomo non vive soltanto di pane, ma che l’uomo vive di quanto esce dalla bocca del Signore.
Non dimenticare il Signore, tuo Dio, che ti ha fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile; che ti ha condotto per questo deserto grande e spaventoso, luogo di serpenti velenosi e di scorpioni, terra assetata, senz’acqua; che ha fatto sgorgare per te l’acqua dalla roccia durissima; che nel deserto ti ha nutrito di manna sconosciuta ai tuoi padri».

Sal.147

RIT: Loda il Signore, Gerusalemme.

Celebra il Signore, Gerusalemme,
loda il tuo Dio, Sion,
perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte,
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli.

RIT: Loda il Signore, Gerusalemme.

Egli mette pace nei tuoi confini
e ti sazia con fiore di frumento.
Manda sulla terra il suo messaggio:
la sua parola corre veloce.

RIT: Loda il Signore, Gerusalemme.

Annuncia a Giacobbe la sua parola,
i suoi decreti e i suoi giudizi a Israele.
Così non ha fatto con nessun’altra nazione,
non ha fatto conoscere loro i suoi giudizi.

RIT: Loda il Signore, Gerusalemme.

1 Cor 10, 16-17

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
Fratelli, il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo?

Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all’unico pane.
Parola di Dio

Sequenza
(La parte in parentesi è facoltativa)

[Sion, loda il Salvatore,
la tua guida, il tuo pastore
con inni e cantici.

Impegna tutto il tuo fervore:
egli supera ogni lode,
non vi è canto che sia degno.

Pane vivo, che dà vita:
questo è tema del tuo canto,
oggetto della lode.

Veramente fu donato
agli apostoli riuniti
in fraterna e sacra cena.

Lode piena e risonante,
gioia nobile e serena
sgorghi oggi dallo spirito.

Questa è la festa solenne
nella quale celebriamo
la prima sacra cena.

È il banchetto del nuovo Re,
nuova Pasqua, nuova legge;
e l’antico è giunto a termine.

Cede al nuovo il rito antico,
la realtà disperde l’ombra:
luce, non più tenebra.

Cristo lascia in sua memoria
ciò che ha fatto nella cena:
noi lo rinnoviamo.

Obbedienti al suo comando,
consacriamo il pane e il vino,
ostia di salvezza.

È certezza a noi cristiani:
si trasforma il pane in carne,
si fa sangue il vino.

Tu non vedi, non comprendi,
ma la fede ti conferma,
oltre la natura.

È un segno ciò che appare:
nasconde nel mistero
realtà sublimi.

Mangi carne, bevi sangue;
ma rimane Cristo intero
in ciascuna specie.

Chi ne mangia non lo spezza,
né separa, né divide:
intatto lo riceve.

Siano uno, siano mille,
ugualmente lo ricevono:
mai è consumato.

Vanno i buoni, vanno gli empi;
ma diversa ne è la sorte:
vita o morte provoca.

Vita ai buoni, morte agli empi:
nella stessa comunione
ben diverso è l’esito!

Quando spezzi il sacramento
non temere, ma ricorda:
Cristo è tanto in ogni parte,
quanto nell’intero.

È diviso solo il segno
non si tocca la sostanza;
nulla è diminuito
della sua persona.]

Ecco il pane degli angeli,
pane dei pellegrini,
vero pane dei figli:
non dev’essere gettato.

Con i simboli è annunziato,
in Isacco dato a morte,
nell’agnello della Pasqua,
nella manna data ai padri.

Buon pastore, vero pane,
o Gesù, pietà di noi:
nutrici e difendici,
portaci ai beni eterni
nella terra dei viventi.

Tu che tutto sai e puoi,
che ci nutri sulla terra,
conduci i tuoi fratelli
alla tavola del cielo
nella gioia dei tuoi santi.

Gv 6, 51-58
Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse alla folla:
«Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».
Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

***

UN PENSIERO SULLA PAROLA, A CURA DELLE SUORE CARMELITANE DEL MONASTERO “MATER CARMELI” DI BIELLA

DOMENICA DEL CORPUS DOMINI

La sua vita in noi

(Dt 8,2-3. 14b-16a; Sal 147; 1 Cor 10,16-17; Gv 6,51-58)

Gesù alla folla che aveva assistito alla prodigiosa moltiplicazione dei pani, e che intendeva eleggerlo re per assicurarsi il pane quotidiano, rivela l’esistenza di un pane diverso da quello che essi desiderano, e diverso anche dalla manna che il popolo messianico mangiò nel deserto.

C’è un pane che non riguarda la sfera biologica dell’uomo, ma la possibilità di vivere in pienezza la propria umanità.

A coloro che chiedono un segno per credere, Gesù mostra di essere lui stesso il segno, l’inviato dal Padre quale pane vivo disceso dal cielo.

Nel deserto il popolo di Israele si nutrì della manna e tuttavia morì, il nuovo popolo di Dio, invitato a nutrirsi della carne e del sangue del Figlio dell’uomo non vedrà la morte. Rimanendo unito a lui entrerà fin d’ora nella vita che non conosce la morte, la vita che scorre in pienezza nel cuore di chi non vive e non cerca più se stesso, ma colui che tutto a lui si dona in corpo, sangue, anima e divinità.

Chi non ama rimane nella morte (1 Gv 3,14), chi ama conosce e gusta Dio, che si fa cibo e bevanda di vita.

Per gli ebrei bastava la Legge a nutrire interiormente l’uomo, Gesù annuncia che la Legge non ha il potere di dare la vita.

La vita si trova nella partecipazione alla Vita divina e questa partecipazione arriva ad assumere modalità impensabili, scandalose, che provocano mormorazione e discussioni aspre tra i Giudei, che suscitano lo sconcerto anche tra gli apostoli e i seguaci di Gesù, tra i quali molti si tireranno indietro e abbandoneranno il maestro.

Un linguaggio duro: come può Costui darci la sua carne da mangiare? Eppure il Signore non ammorbidisce le sue parole, anzi ripete più e più volte la realtà di un mistero d’amore che arriva fino all’inverosimile.

Gesù parla di carne e sangue simbolo della vita e chi vorrà vivere dovrà mangiare, in alcuni passi si dice masticare, la carne del Figlio dell’uomo per avere la vita, la sua vita in noi.

Qui si fa ancora più evidente che credere non è adesione ad una dottrina, ma coinvolgimento totale con Gesù Cristo, desiderio di conformarsi a lui, affinché la sua vita diventi la nostra vita, affinché come ha fatto lui, così facciamo anche noi.

Se Dio ci ha amato, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri.

Si tratta di una progressiva trasformazione dove i pensieri del Signore diventano i nostri pensieri, i suoi sentimenti, la sua volontà diventano i nostri sentimenti, la nostra volontà, la sua carne umana diventa la carne trasfigurata della nostra umanità.

Il tralcio unito alla vite, vive della stessa linfa e della stessa vita.

È il mistero di chi ama: io sono per il mio diletto e il mio diletto è per me, dice la sposa del Cantico (Ct 2,16), e con san Paolo esclama:

“non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me” (Gal 2,20).

Non è questo che gli innamorati bramano?

Essere una cosa sola con l’amato?

Ebbene chi si unisce al Signore cammina verso la completa conformità a Lui, verso quella piena unità d’amore che il linguaggio e la vita di tanti mistici testimoniano possibile.

Le Sorelle Carmelitane

Monastero Mater Carmeli – Biella Chiavazza     

Posted in Pagine di Fede
Provincia di Vercelli, Vercelli Città

Pur nell’adesione ad un “format” come si direbbe oggi, sempre fedele all’impostazione originaria, la celebrazione per festeggiare l’anniversario di fondazione dell’Arma dei Carabinieri ( 5 giugno ) ogni anno si rinnova un po’, acquisendo in tal modo nuova audience e dimostrando nel concreto la sempre maggiore attenzione alla società in cui vivono ed operano le varie articolazioni territoriali della “Benemerita”.

La novità di quest’anno a Vercelli è stata rappresentata dall’invito ad offrire qualche scampolo del loro vasto repertorio alla “Colours Jazz Orchestra”, big band diretta da Alberto Mandarini del Dipartimento jazz della scuola comunale Vallotti di Vercell.

Per chi non sia appassionato di jazz, basti ricordare che Alberto Mandarini, tra le tante altre cose, ha a lungo suonato con Paolo Conte.

E scusate se è poco.

Ebbene, la band ha intrattenuto gli invitati offrendo un bel repertorio e due brani possiamo riproporli – uno all’inizio ed uno alla fine – nel video che accompagna queste note.

Video che, per il resto, insieme alla gallery, si attiene alla modalità che da tanti anni seguiamo per realizzare questi servizi.

E’ integrale la allocuzione del Comandante Provinciale dei Carabinieri di Vercelli, Col. Pier Enrico Burri.

Poi alcuni dei momenti più importanti.

La gallery, invece, offre, oltre a tanti volti degli intervenuti, le immagini dei Militi che nel corso del periodo trascorso si sono resi meritevoli di riconoscimenti e “ricompense” avendo portato a termine azioni di particolare impegno investigativo e rischio.

I “numeri” trovano spazio in questo testo, che ripropone anche per iscritto l’integrale dell’intervento del Comandante provinciale, nonché una sintesi dei risultati operativi dei quali abbiamo anche parlato molte volte nelle notizie di cronaca.

Come di consueto, anche quest’anno non è mancata la presenza di tante “fasce tricolori”, i Sindaci del territorio, che in molti casi lavorano in stretto contatto con le Stazioni dei Carabinieri, che sono presidio di legalità e sicurezza, non meno che luogo ove è possibile trovare ascolto per tante persone che si trovano in difficoltà, rendendo in tal modo concreta l’idea di una prevenzione di atti antigiuridici che significa anche intercettare il disagio prima che sia troppo tardi.

***

LA PROLUSIONE DEL COMANDANTE PROVINCIALE DEI CARABINIERI DI VERCELLI COL. PIER ENRICO BURRI

Gentili ospiti, Autorità, buon pomeriggio.

Lo scorso anno ho concluso l’intervento con la parola “grazie”.

È con la stessa parola che desidero iniziare quest’anno, dicendo, appunto grazie: in un anno di lavoro trascorso dal 211° annuale di fondazione dell’Arma, il sentimento che mi pervade è quello della gratitudine.

Permettetemi di sottrarmi al protocollo istituzionale – che mi imporrebbe di citare prima altri illustri e graditissimi ospiti – ma il primo grazie lo rivolgerei alle ragazze e ai ragazzi della Scuola Musicale Vallotti, che accompagnano la nostra cerimonia.

Il secondo “grazie” lo vorrei indirizzare ai Carabinieri che operano in provincia, parte dei quali schierati davanti a voi: il merito dell’attività svolta dall’Arma è esclusivamente loro.

Di quelli che operano sulla strada in ogni condizione, di quelli che accolgono il pubblico in caserma, di quelli che parlano con le persone, di quelli che eseguono il primo intervento, di quelli che svolgono attività investigative e di quelli – magari più in ombra, lontano dai riflettori – che fanno in modo che ciò accada, operando nel settore logistico, amministrativo, muovono la complessa macchina burocratica (nel significato letterale del termine) senza cui qualsiasi organizzazione articolata non sarebbe in grado di procedere.

Vorrei anche ringraziare tutti coloro i quali hanno collaborato per l’allestimento della cerimonia di oggi e i familiari di tutti i militari, che impreziosiscono questa celebrazione.

Ho parlato di Carabinieri, perché tutti noi siamo tali (territoriali, forestali, unità speciali, i rappresentanti delle Associazioni professionali a carattere sindacale tra militari e anche i Carabinieri in congedo, qui schierati in forma associativa), pur avendo diversi livelli di responsabilità intimamente collegati al ruolo, all’incarico e, di conseguenza, al grado: ma non li voglio distinguere, perché ho assistito a un legame forte e virtuoso, tra i reparti e nei reparti, che ha portato, nei momenti di difficoltà affrontati per qualsivoglia ragione, all’emersione di quel senso di solidarietà, di mutuo sostegno, di appartenenza che è tipico della società militare e, oserei dire, di chiunque condivida la missione della responsabilità per la sicurezza della collettività.

Responsabilità che – peraltro – sono perfettamente descritte nel Codice dell’Ordinamento Militare, attributo che ci dà una cifra distintiva peculiare e che ci impone l’adesione a doveri di rango primario, cui la Costituzione richiama tutti con un lapidario “la difesa della Patria è sacro dovere del cittadino”.

Aderisco finalmente al protocollo istituzionale e lo faccio più che volentieri, rivolgendo il mio sincero ringraziamento ai rappresentanti delle Istituzioni.

Dico “più che volentieri” perché chi è seduto tra voi, nell’anno e mezzo trascorso insieme, non ha mai fatto mancare il sostegno, la considerazione, il supporto, la condivisione, la concretezza nei confronti dei militari dell’Arma e dell’Arma stessa, sia nei momenti positivi, sia – e in modo ancor più marcato e sentito – nei momenti meno felici, per non dire drammatici, che hanno toccato l’intera Istituzione.

In questi frangenti ho avvertito ed apprezzato un affetto spontaneo, oserei dire familiare piuttosto che amicale.

Vorrei citare gli esempi, in un senso e nell’altro, ma sarebbero tali e tanti che imporrebbero una cerimonia della durata di qualche ora, tortura a cui non mi sento di sottoporvi.

Saluto quindi con ogni considerazione il Signor Sindaco, Avvocato Roberto Scheda – del quale invidio l’inesauribile energia – e ringrazio l’Onorevole Emanuele Pozzolo per essere intervenuto.

Permettetemi poi di testimoniare il mio sentimento di stima e gratitudine nei confronti del Procuratore della Repubblica, Dottoressa Ilaria Calò, alla quale rinnovo il benvenuto in quest’Area di Operazioni, e del Presidente del Tribunale, Dr. Giovanni Campese.

Ricavo un momento per il Prefetto, Dottor Lucio Parente, il quale, con la cortesia che lo contraddistingue, nel rammaricarsi per non aver potuto presenziare, ha recapitato una lettera in cui esprime a tutti i Carabinieri della provincia un pensiero di profonda stima per la professionalità, la competenza e lo spirito di sacrificio con cui operano, sottolineando la sinergia esistente tra tutte le forze di polizia impegnate nella salvaguardia della legalità, nella prevenzione dei reati e nella protezione delle persone più vulnerabili.

Prego il Dottor Attilio Carnabuci, viceprefetto Vicario, che oggi lo rappresenta, di ricambiare incondizionatamente i sentimenti espressi.

Un saluto particolare lo riservo al Presidente della Provincia, Davide Gilardino, perché è una data speciale anche per lui, oggi.

Replico i sentimenti di stima e gratitudine nei confronti del nostro Arcivescovo, Sua eccellenza Reverendissima Marco Arnolfo, sempre vicino ai Carabinieri, concretamente assistito da Monsignor Giuseppe Cavallone (che ama definirsi “il nostro parroco”) e Don Stefano. Grazie.

Non posso dimenticare gli operatori che condividono “la strada” (passatemi il termine) con i Carabinieri e prego i loro vertici qui presenti di farsene portavoce: grazie alla Polizia di Stato, alla Guardia di Finanza, ai Vigili del Fuoco, alla Polizia Penitenziaria, all’Esercito Italiano, alla Polizia locale e a tutti gli attori del soccorso pubblico, sia esso sanitario, tecnico ovvero di protezione civile, alle associazioni di volontariato, combattentistiche e d’Arma, tutti elementi con i quali è in essere uno spontaneo, costante e biunivoco rapporto.

È grazie alla loro opera quotidiana se possiamo ritenerci fortunati, perché con noi garantiscono le condizioni di ordine e sicurezza pubblica e, più in generale, di vivibilità che incontriamo nel nostro quotidiano e che sono una più che solida premessa per il consolidamento e lo sviluppo sociale, culturale ed economico che tutti auspichiamo: perché la città e la provincia meritano di essere conosciute, promosse e vissute intensamente.

Città e provincia che hanno dato i natali o assistito all’opera di Sant’Eusebio, del Cardinale Guala Bicchieri, di Amedeo Avogadro, di Gianni Antonio Bazzi, Gaudenzio Ferrari, Giovanni Battista Viotti, di Silvio Piola, Vincenzo Lancia, Angelo Morbelli: la toponomastica di ogni comune associata a un pizzico di curiosità possono aggiungere autorevoli personaggi da far confluire in una lunga lista.

Tornando alla sicurezza e alla vivibilità non posso dimenticare i Sindaci, “front office” del cittadino e per ognuno dei quali il proprio paese è un gioiello del valore inestimabile.

Grazie per il vostro lavoro e per la vostra collaborazione con le articolazioni territoriali, forestali e speciali dell’Arma.

Un più che cordiale saluto ai rappresentanti della stampa e dei media, sempre attenti nel riportare quanto accade in città e in provincia, con riguardo ai vincoli di riservatezza, garanzia e prudenza imposti dalla legge.

Torno più pragmatico, si attaglia maggiormente al mio carattere.

Che cosa hanno fatto i Carabinieri – i vostri Carabinieri, aggiungo nuovamente, come lo scorso anno, quest’aggettivo possessivo – in un anno?

Hanno seguito 20.724 attivazioni per intervento o segnalazione al 112NUE; svolto 29.519 servizi esterni, preventivi e di controllo del territorio; arrestato 121 persone, denunciandone altre 1.979; proposto 57 misure di prevenzione; concorso nella vigilanza di 135 persone sottoposte a peculiari situazioni di rischio; operato 382 interventi per incidenti stradali; eseguito 54 incontri nelle scuole nell’ambito del programma nazionale di “educazione alla legalità” e 125 finalizzati alla prevenzione dei reati contro il patrimonio, in particolare rivolti alle persone anziane.

E poi, tutto il resto: tutte quelle attività che non fanno notizia, ma che fanno parte del nostro quotidiano perché avvengono nelle nostre Stazioni, per strada, a casa delle persone o anche per telefono.

Un consiglio, un suggerimento, un momento di conforto che può non aver alimentato i numeri appena elencati, ma ha risolto o cercato di risolvere un problema: perché – come affermato condivisibilmente dal Signor Ministro della Difesa – “I Carabinieri sono un presidio di sicurezza, ma anche di umanità”.

E l’umanità nasce dalle relazioni.

Questo facciamo, o almeno cerchiamo di fare: risolvere i problemi delle persone.

E ciò accade – molte volte – quando vi sia capitato di vedere un Carabiniere che parla con qualcuno: vi prego di rivolgervi a noi con fiducia, con sicurezza, senza nessun timore reverenziale.

Siamo al vostro servizio.

5 giugno 2026, l’Arma compie 212 anni; 2026, 85° anniversario delle battaglie di Eluet El Asel e di Culquaber, tasselli della storia dei Carabinieri e d’Italia.

Restano immanenti quei valori sui quali abbiamo giurato e che, simbolicamente, ritrovo rappresentati nei Gonfaloni degli Enti Locali schierati e meritatamente decorati, valori nel cui nome molti Carabinieri hanno sacrificato la vita: ricordo con deferenza e rispetto l’Appuntato Salvatore Vinci, a cui penso ogni volta che percorro la strada in cui si trovò ad affrontare la morte, chiedendomi cosa lo avesse spinto a seguire quella via tra le risaie, se non il senso del dovere, la conoscenza del territorio, l’essere ed il sentirsi Carabiniere fino al midollo.

Fino al ritorno, purtroppo, solo del suo “Cavallo scosso”.

Concludo – ringraziandovi per la pazienza che avete avuto nell’ascoltarmi – scomodando poesia e filmografia.

I Carabinieri furono descritti da Costantino Nigra come

“schiavi sol del dover, usi obbedir tacendo e tacendo morir, terror de’ rei, modesti ignoti eroi, vittime oscure e grandi, anime salde in salde membra”;

poi, ancora e in contesto diverso, ripresi un secolo dopo da Renzo Montagnani che così affermava, molto teneramente, in una commedia italiana degli anni ’80:

“La gente scherza sulla nostra tenace testardaggine, canzona i nostri ragazzi per la loro ingenua cocciutaggine…però ci vogliono, ci ammirano, perché se dovesse crollare tutto, la gente sa che noi saremo sempre, immancabilmente qui, presenti”.

Traccia artistica di un’evoluzione che l’Arma sta seguendo per adeguare la risposta operativa alle necessità dell’oggi, magari cercando di anticipare quelle del domani, pur restando immutabile nei principi fondamentali, riassunti nella formula del giuramento che ognuno di noi ha prestato.

Modesti, ignoti, ma sempre, immancabilmente qui, presenti. Perché il Carabiniere è espressione dell’Italia.

E l’Italia siamo tutti noi.

***

Di seguito i dati sui risultati operativi del Comando provinciale di Vercelli nel periodo compreso tra il 1 giugno 2025 ed il 31 maggio 2026

***

Attivazioni per intervento o segnalazione al 112 NUE20.724
Servizi esterni di prevenzione e controllo del territorio29518
Persone arrestate121
Persone denunciate all’Autorità giudiziaria1979
Misure di prevenzione proposte57
Persone sottoposte a peculiari situazioni di rischio oggetto di vigilanza135
Interventi effettuati per incidenti stradali373
Incontri nelle scuole nell’ambito del programma nazionale di “Educazione alla legalità”54
Studenti coinvolti negli incontri di “Educazione alla legalità”4.200
Incontri dedicati alla prevenzione dei reati contro il patrimonio, rivolti in particolare alle persone anziane125
Incontri complessivi di educazione alla legalità e prevenzione                                                                       179

 

Posted in Cronaca

Al fine di consentire il corretto e sicuro svolgimento dei lavori sulla Ciclovia Turistica Nazionale VenTo, a partire da lunedì 8 giugno 2026 e fino al termine dei lavori, sarà istituito il divieto di transito sul marciapiede del ponte del Po che fiancheggia la carreggiata in ingresso città, da Piazza Brigata Casale a Strada Vecchia Torino/via Adam.

Durante la chiusura, sarà comunque percorribile il marciapiede sulla carreggiata opposta del ponte sul Po (in uscita dalla città), che congiunge via Adam e Strada Vecchia Vercelli a Piazza Brigata Casale.

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Posted in Cultura e Spettacolo

Nella mattinata di ieri, venerdì 5 giugno, nell’auditorium di via Aldo Moro, si è svolta la cerimonia di consegna della Costituzione ai diciottenni delle scuole superiori della Città.

La Costituzione è stata consegnata dall’assessore Francesco Valsesia e dal direttore della Fondazione Marazza Giovanni Cerutti.

Durante l’evento gli studenti hanno assistito a una lezione di diritto Costituzionale del professor Massimo Cavino dell’Università del Piemonte Orientale.

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Redazione di Vercelli

BiellaOggi, Biellese e Oropa

Il piazzale della Caserma Aldo Fiorina si è trasformato ieri, venerdì 5 giugno, nel cuore pulsante delle celebrazioni per il 212° anniversario della fondazione dell’Arma dei Carabinieri.

Di fronte alle autorità civili e militari, ai sindaci, agli esponenti politici e ai rappresentanti delle istituzioni locali, provinciali, regionali e nazionali, la cerimonia ha rinnovato una tradizione profondamente radicata nel territorio, arricchita dalla partecipazione dei presidenti delle associazioni locali, dei gonfaloni della Provincia e della Città di Biella, e dei labari dell’Associazione Nazionale Carabinieri e delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma.

Il momento centrale è stato scandito dallo schieramento in armi delle componenti e specialità della Provincia, che hanno reso gli onori militari.

Dopo i passaggi solenni dedicati alla lettura del messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dell’ordine del giorno del Comandante Generale dell’Arma, l’attenzione si è spostata sul discorso del Colonnello Marco Giacometti che dopo tre anni lascia Biella.

Ecco il testo integrale del suo discorso:

Secondo la tradizione biblica, l’assenza del lavoro, l’inazione, era la felice condizione dell’umana creatura prima del peccato. Se si potesse scoprire uno stato nel quale, pure oziando, ci si sentisse utili e precisi esecutori dei nostri doveri, si godrebbe forse di una parte della primitiva beatitudine. In cotesto ozio comandato consiste e consisterà sempre la principale attrattiva del servizio militare”.

Così Lev Tolstoj, nel suo capolavoro “Guerra e pace”, definiva la vita militare. Un giudizio molto duro, frutto del suo pacifismo radicale e della sua critica al regime zarista. Io però per parlare di militarità preferisco un’altra citazione, sicuramente meno nota ma non per questo meno nobile, anzi.

Non cercava applausi, non amava apparire. Ma sapeva esserci. Per i colleghi, per la divisa, per le persone e per le comunità. Viveva per gli stivali, per il dovere fatto con rispetto. La sua vita è stata un dono. Per noi e per tanti”. Queste parole sono della moglie e delle figlie del Maresciallo dei Carabinieri Carlo Legrottaglie, Medaglia d’oro al valor militare alla memoria, caduto il 12 giugno dell’anno scorso in un conflitto a fuoco con un criminale durante un inseguimento, a pochissimi giorni dal collocamento in congedo.

Ma il Brigadiere Legrottaglie, come ha detto il Signor Ministro della Difesa in occasione dei funerali, “non ha contato i giorni, perché per i servitori dello Stato ciò che conta è il dovere che deriva dal giuramento, dall’uniforme. Non ha avuto dubbi, come sempre.

Il Brigadiere Legrottaglie è stato poi purtroppo solo uno dei caduti in questo ultimo anno, a lui si sono aggiunti i tre militari caduti durante un intervento ad alto rischio in provincia di Vicenza, ed uno in un incidente stradale in provincia di Foggia. Una schiera di eroi piccoli e grandi, di cui i più non si ricordano ma che noi non dimentichiamo e a cui rinnoviamo il nostro deferente omaggio, in particolare quest’anno in cui ricorre l’ottantacinquesimo anniversario della “battaglia di Culqualber”, combattuta in Africa Orientale nel secondo conflitto mondiale, in cui un’intera unità di Carabinieri si sacrificò per coprire la ritirata del grosso delle forze italiane, conclusasi il 21 novembre data nella quale, da allora, celebriamo la nostra Patrona “Virgo Fidelis”.

Ecco, questa è la bussola etica di un Carabiniere, la militarità come convinzione profonda e non come bieca obbedienza, il coraggio che non è incoscienza ma è saper vincere la propria umana, normale paura per compiere il proprio dovere, non con presunzione ma con umiltà, quella propria degli eroi veri. Che non sono quelli che cercano la gloria, sono le persone che amano vivere in pace nella propria comunità ma che quando questa viene minacciata non esistano ad offrire anche la propria vita per difenderla e proteggerla. Come gli hobbit, descritti da J.R.R. Tolkien nel “Signore degli Anelli” – che, ricordo, è innanzitutto una grande opera letteraria, e poi una serie di film – e che sono i veri eroi della saga, nella loro apparente semplicità e mitezza ma capaci di cose straordinarie che stupiscono i “grandi”.

Insomma, questo è ESSERE Carabinieri, essere degli eroi in pectore senza apparire tali, limitandosi a compiere il proprio dovere quotidiano con disciplina ed onore, come recita il giuramento che abbiamo prestato, ma anche, aggiungo, con convinzione e pazienza, quella che avete e dovete avere voi, uomini e donne del Comando Provinciale Carabinieri di Biella, voi che servite ogni giorno per strada o di servizio alle nostre caserme, convinzione per affrontare i turni di servizio che appaiono noiosi, in cui “non succede nulla”, e pazienza, quella che bisogna avere nelle indagini ma anche per accogliere chi chiede il nostro aiuto anche per cose piccole, ma che possono nascondere problemi ben più grandi, ma anche semplicemente perché sa che presso una nostra caserma troverà sempre una risposta.

Bene, questo è il motivo per cui anche quest’anno siamo a celebrare la nostra “Festa dell’Arma”, per ricordarci chi siamo ed anche per “apparire” per un momento, per sentirci circondati da così tante autorità, ma soprattutto tanti “amici dell’Arma”, la “nostra” gente che con il suo affetto dà senso al nostro agire quotidiano.

E quindi GRAZIE a tutti voi presenti, perché il vostro grazie è la più bella medaglia per un Carabiniere, l’ho già detto più volte. Il grazie della Signora Antonietta, che ha voluto tornare in caserma il giorno dopo esserci stata per una denuncia di furto con un vassoio di pasticcini per quei Carabinieri che avrebbero potuto essere suoi nipoti che l’avevano accolta e rincuorata. O il grazie del Sig. Roberto, a cui degli squallidi truffatori, spacciatisi per Carabinieri, avevano portato via la fede nuziale. Quando un Carabiniere, vero questa volta, gliel’ha restituita, lo ha abbracciato, non prima di avergli chiesto il permesso… dimostrando perfettamente l’affetto da un lato ed il rispetto dall’altro che la nostra gente ha per la nostra divisa.

Questa sarà la mia ultima festa dell’Arma qui a Biella da Comandante. Anche se faccio fatica a realizzare, volge già alla conclusione la mia straordinaria esperienza qui, tra voi. Come passano veloci tre anni quando si sta bene… Voglio quindi ringraziare tutti, consapevole di aver ricevuto molto di più di quel che ho provato a dare. Se già prima di essere destinato qui ero legato a Biella, per via di un carissimo amico, ora lo sarò ancora di più e per sempre, per le tante nuove amicizie che ho stretto ma soprattutto per i bellissimi ricordi di questi (quasi) tre anni passati qui.

Ma il più importante ringraziamento lo devo ai miei Carabinieri, ognuno di loro, in qualche modo, mi ha fatto crescere, mi ha dato qualcosa. Perché è vero, il Comandante è solo, come si dice spesso, perché le responsabilità del Comando sono solo sue. Ma un Comandante da solo non potrebbe fare nulla, senza i consigli preziosi dei suoi collaboratori ma soprattutto senza persone che rendano realtà le sue decisioni. Ed allora vi chiedo di unirvi a me in questo ringraziamento a tutti i Carabinieri della provincia di Biella, facendo a quelli che sono schierati qui stasera, a rappresentarli, un grande applauso. ….. Grazie.

Passo ai saluti continuando a fare strame del protocollo ed iniziando quindi dagli studenti delle scuole biellesi che, anche se non siamo in orario scolastico, sono qui con noi ed in particolare:

la Seconda D della media dell’Istituto Comprensivo Biella 3, accompagnata dalla dirigente prof.ssa Nuccio e dalla professoressa Vallereggio;

la quinta S dell’Istituto Eugenio Bona accompagnata dalla Dirigente prof.ssa Miori e dalla docente prof.ssa Gallardino;

alcuni rappresentanti della consulta Provinciale degli studenti.

Benvenuti ragazzi, grazie!

Anche quest’anno vi abbiamo incontrati a migliaia nelle scuole di ogni ordine e grado di tutta la Provincia, incontri sempre bellissimi e stimolanti, innanzitutto per noi, vedere la curiosità e l’apprezzamento dei giovani verso il nostro servizio è una grandissima soddisfazione. Così come lo è pensare che se anche solo abbiamo lasciato in questi incontri un piccolo seme, una parola che vi possa guidare quando vi doveste trovare di fronte a situazioni difficili, aiutandovi a fare la scelta giusta nella direzione della legalità, allora abbiamo fatto una cosa grande.

E penso di poter dire che forse qualche seme buono l’abbiamo lasciato anche in chi purtroppo nella sua vita ha invece preso strade sbagliate e dannose, e che oggi cerca di uscirne, per cui anche quest’anno saluto i responsabili, gli educatori, ed i pazienti delle Comunità Terapeutiche per le dipendenze “AISE” di Caprile ed “Il Punto” di Biella che sono qui con noi questa sera. Ed approfitto per ringraziare nuovamente la comunità “AISE” per il bellissimo regalo che ci hanno fatto lo scorso Natale, un presepe da loro realizzato, un gesto che ci ha davvero toccato.

Saluto e ringrazio il Sindaco di Biella ed il Presidente della Provincia per la vicinanza e stima che ci dimostrano sempre ed in particolare l’anno scorso in occasione dei festeggiamenti per il trentennale del Comando, il Comune sostenendo e rendendo possibile il concerto della Fanfara e la Provincia ospitando la cerimonia ufficiale e la mostra commemorativa. Saluto l’Onorevole Delmastro, i consiglieri regionali ed i Sindaci della Provincia, qui presenti numerosissimi, a rappresentare il legame e la collaborazione quotidiana tra primi cittadini e Stazioni, in particolare con i loro Comandanti, che vedete schierati qui davanti a voi, per la sicurezza e la tranquillità di tutti i cittadini.

E ricordando gli eventi del trentennale saluto e ringrazio con affetto i nostri colleghi “anziani” dell’Associazione Nazionale Carabinieri di tutte le Sezioni della Provincia, che con il loro impegno quotidiano nel volontariato di protezione civile ed in tante altre iniziative ci danno un esempio concreto di cosa voglia dire ESSERE Carabinieri, anche dopo la fine del periodo di servizio attivo.

Un saluto rispettoso, ed affettuoso, al Vescovo di Biella, sempre a noi davvero vicino – ricordo con gratitudine il bellissimo messaggio che mi ha inviato proprio il giorno della tragedia di Vicenza – a tutti i sacerdoti presenti, ed ai rappresentanti delle confessioni religiose buddista e musulmana.

Saluto i rappresentanti delle Associazioni professionali a carattere sindacale tra militari e quelli di tutte le associazioni combattentistiche e d’Arma presenti con i loro labari.

Oggi è la festa dei Carabinieri, ma come gli hobbit non erano gli unici protagonisti positivi delle saghe tolkeniane, così anche noi non potremmo combattere da soli la “buona battaglia”, abbiamo innanzitutto bisogno di guide sagge. In ogni Provincia spetta infatti al Prefetto guidare e coordinare le attività di Polizia, e noi in questa Provincia abbiamo una guida esemplare nella Dottoressa Scalfaro, capace di essere al contempo autorevole e cordiale, competente ed affettuosa. La ringrazio quindi per la sua azione e per l’aiuto che mi fornisce costantemente. E come in ogni saga ci sono poi ci sono compagni fidati – lascio a loro decidere in quale personaggio della Compagnia dell’Anello si riconoscono – quindi saluto ed abbraccio la “squadra sicurezza”, il Questore Dottoressa Bucarelli ed il Comandante provinciale della Guardia di Finanza, Colonnello Lampone, e tramite loro tutti i poliziotti e finanzieri, e poi i colleghi della Polizia Penitenziaria, dei Vigili del Fuoco e delle polizie locali. Davvero in questa Provincia siamo una squadra, con un chiaro obiettivo comune, ma anche con un pizzico di giusto spirito di competizione, quello che ti porta a guardare cosa fa l’altro accanto a te come esempio e stimolo a fare ancora meglio.

Una competizione sana, lo ripeto, nel vero spirito sportivo che ci insegnano i ragazzi del rugby, uno sport che potrebbe apparire violento e che è fatto invece di rispetto delle regole, dell’arbitro ed anche dell’avversario, con cui alla fine della partita si condivide il “terzo tempo” mangiando e bevendo insieme. Per questo ho voluto invitare stasera alcuni rappresentanti del “Biella Rugby Club”, che danno lustro alla nostra città competendo con onore nella massima serie nazionale e con cui il nostro Comando è gemellato. Grazie per quello che fate, per la vostra amicizia e per averci ospitati ieri sera per la nostra “festa in famiglia”.

Il rispetto delle regole e la nostra attività di polizia, senza la giusta sanzione, sarebbero “grida manzoniane”, sarebbero sterili e non darebbero risposte alle domande della popolazione, ed in questo senso sottolineo il ruolo fondamentale dell’Autorità Giudiziaria, che dirige le attività di Polizia Giudiziaria garantendone il coordinamento e la legalità e con cui c’è un costante proficuo confronto. Per questo saluto e ringrazio il Procuratore della Repubblica di Biella, Dottor Andrigo, oggi rappresentato dal Dott. BernardeschI, e gli altri sostituti procuratori.

Saluto e ringrazio tutti i rappresentanti dell’informazione, con cui collaboriamo in maniera proficua nel rispetto della deontologia e delle persone, fornendo un servizio prezioso alla cittadinanza, sia per far conoscere quanto facciamo quotidianamente, sia per avere preziose indicazioni sulle esigenze della popolazione. In particolare ringrazio Retebiella TV che anche quest’anno sta trasmettendo in diretta questa cerimonia e ci consente così di raggiungere anche le persone che non hanno potuto essere qui fisicamente.

Un caro saluto ed un sentito ringraziamento a tutti coloro che ci hanno aiutato ad organizzare questa cerimonia, in particolare gli amici della Croce Rossa italiana, della Protezione Civile, della Coldiretti e dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla. E grazie davvero di cuore a tutti i miei collaboratori che hanno ancora una volta fatto sì che questa cerimonia fosse impeccabile, con una passione ed un impegno che – credetemi – mi stupisce sempre.

Ho parlato di squadra ed ho parlato del fatto che in ogni saga ci sono tanti personaggi, alcuni con un ruolo magari piccolo ma sempre determinante. Come ho già detto, e come ci dimostrano episodi quasi quotidiani, la vera sicurezza si ottiene con la collaborazione di tutti, istituzioni in primis, certo, ma anche della società civile e dei singoli cittadini. Per questo anche quest’anno ho voluto invitare a questa cerimonia alcuni cittadini che ci hanno aiutato in modo particolarmente significativo, e non è stato facile sceglierli tra tanti!

È con noi stasera il Sig. Davide Mercandino, che prego di alzarsi, che una sera ci ha chiamato perché aveva visto un furgone in un bosco che gli era sembrato sospetto e mentre già una pattuglia si stava avvicinando per un controllo, ha richiamato per dire che i due uomini sul furgone avevano scaricato dei rifiuti, dando anche la targa e la direzione di fuga. Grazie alla sua segnalazione così precisa ed al successivo intervento dei Carabinieri forestali, i due sono stati denunciati e si è sventato un danno al nostro ambiente. Ne approfitto per salutare e ringraziare il Colonnello Melosu e tutti i nostri colleghi forestali con i quali continua una strettissima quotidiana collaborazione ed un supporto reciproco in moltissime attività.

È con noi anche la Sig.ra Florentina Aurelia Munteanu, titolare di una tabaccheria, che prego di alzarsi, che si è accorta che davanti al suo negozio dei giovani stavano tentando di rubare un motorino mentre nessuno delle varie persone presenti faceva nulla. Lei invece non solo è intervenuta di persona ma ci ha chiamato permettendoci di bloccare e denunciare i responsabili.

Anche quest’anno abbiamo avuto poi tantissime segnalazioni di dipendenti di banche o delle Poste che ci hanno permesso di sventare dei tentativi di truffa, ma in particolare ho voluto invitare il Sig. Alessio Rolfo, tassista, che prego di alzarsi, che mentre era fermo alla stazione ferroviaria di Biella in attesa di clienti ha notato un giovane che camminava su e giù facendo continue telefonate. La cosa gli è sembrata giustamente sospetta e ci ha chiamato, e dopo un servizio di osservazione di militari in borghese si è scoperto trattarsi di un truffatore che aspettava il complice che aveva appena portato via ad una donna anziana gioielli e denaro dopo essersi spacciato per Carabiniere.

Per loro, per tutte le altre persone come loro e per il loro senso civico vi chiedo un altro applauso…. Grazie.

Come già l’anno scorso, nel fare un bilancio dell’attività svolta dall’Arma nella provincia di Biella non intendo elencarvi freddi numeri, che non darebbero una vera percezione della realtà e dei fenomeni criminali né, tanto meno, dell’attività di contrasto svolta, anche perché mancherebbe sempre il dato impossibile da misurare, quello dei reati sventati grazie alla presenza delle  nostre pattuglie ma anche alle campagne di informazione dei cittadini, ad esempio quelle per lottare contro quel crimine abietto che sono le truffe in danno delle persone deboli.

Inizio quindi col dirvi che sono sempre di più le telefonate che riceviamo da parte di persone, in particolare anziani, che ci segnalano di essere stati contattati da presunti “Carabinieri” con le scuse più disparate riconoscendo però subito trattarsi di tentativi di truffa. Ed a questo proposito voglio ringraziare di cuore il Dott. Vietti di Acqua Lauretana, con cui nei prossimi mesi lanceremo una nuova importante campagna informativa sul tema.

Vorrei poi raccontarvi un’altra storia, triste ma consolante insieme, a proposito di un altro tema su cui siamo fortemente impegnati sia nella prevenzione che nel contrasto, e cioè la violenza di genere. La storia è quella di una donna straniera, residente da anni in Italia ma che ciò nonostante quasi non parlava italiano, segno evidente di una vita passata isolata dalla comunità. Una cosa però l’aveva imparata, e cioè chi fossero i Carabinieri, dove trovarli e soprattutto che a loro poteva rivolgersi in caso di necessità. E così una brutta notte d’estate, quando durante l’ennesima lite il marito ubriaco l’ha accoltellata ferendola gravemente, dopo essere riuscita a sfuggirgli è corsa alla Stazione Carabinieri lì vicino per chiedere aiuto, arrivando addirittura a scavalcare la recinzione perché evidentemente sentiva che quello era un luogo sicuro. I militari l’hanno infatti soccorsa, tranquillizzata, ed hanno arrestato il marito mettendo fine a quella brutta storia. E proprio per lottare contro questi fenomeni, soprattutto per prevenire prima che reprimere, grazie all’entusiastica collaborazione offertaci da CNA e Confartigianato nei prossimi mesi svolgeremo una serie di conferenze informative rivolte in particolare ad estetisti e parrucchieri, due categorie professionali che si trovano spesso a raccogliere storie di violenza delle proprie clienti.

Infine la storia che sicuramente tutti ricorderete, quella della rapina a mano armata commessa da un 13enne in un ufficio postale. Ebbene, questa storia racchiude tutto quel che abbiamo detto fin qui.

C’è la collaborazione dei cittadini e la capacità di controllo del territorio dei Carabinieri, con una signora che fornisce un dettaglio preciso sul rapinatore in fuga ed una pattuglia di Carabinieri che lo riconosce, anche se faticano a credere ai loro occhi nel trovarsi davanti un ragazzino. C’è l’umanità dei militari, provati più che soddisfatti per “aver risolto il caso”, soprattutto quelli che sono genitori e che vedono in quel ragazzino il proprio figlio, e quindi procedono con delicatezza, nei suoi confronti ma anche della famiglia, ovviamente sconvolta da quanto accaduto. C’è l’umanità ed il giusto rigore dell’Autorità Giudiziaria minorile, che lo colloca in comunità, per il bene suo e della collettività, perché pur nella necessaria comprensione non passi l’errata convinzione che “sotto i 14 anni tanto non succede nulla”. C’è la competenza e la passione del preside e degli insegnanti del ragazzo, che si preoccupano che possa continuare gli studi ma soprattutto organizzano immediatamente insieme con il Comandante di Stazione degli incontri con gli studenti della sua scuola per parlare di legalità e dei pericoli del mettere a rischio il proprio futuro con comportamenti magari ritenuti un gioco o una bravata da social.

E quindi, concludendo, avendo parlato di genitori e figli, permettetemi un saluto ai miei genitori, che sono qui oggi, e con loro a tutti i genitori dei Carabinieri di Biella. Tutti noi siamo, lo ricordo, come dicevano i saggi di un tempo prima del delirio orgoglioso dei pensatori moderni, “nani sulle spalle di giganti”. Così come siamo quello che siamo come persone grazie a chi ci ha generato, a chi ci ha istruito, abbiamo anche una responsabilità nel fare altrettanto verso i nostri figli. Ed entrando poi nell’Arma abbiamo beneficiato del sapere e della reputazione di coloro che hanno servito prima di noi, e pertanto abbiamo, al tempo stesso, la responsabilità di mantenere questa pesante ma straordinaria eredità e trasmetterla ai colleghi più giovani, così come di essere consapevoli di questa eredità, e fuggire la tentazione di credere di “sapere già tutto”.

Questo è quindi l’augurio che voglio fare a tutti noi questa sera, di essere capaci di rendere il gigante sotto di noi un pochino più alto.

Viva l’Arma dei Carabinieri, Viva l’Italia!

Al termine del discorso sono stati consegnati i riconoscimenti con le relative motivazioni, ai militari che si sono distinti durante le attività di servizio.

Elogio”, concesso dal Comandante Provinciale Carabinieri di Biella alla Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Biella, con la seguente motivazione: “Comandanti ed Addetti a Sezione Operativa di Nucleo Operativo e Radiomobile di Compagnia capoluogo, animati da senso del dovere e spirito di sacrificio, e dimostrando elevati professionalità ed acume investigativo, effettuavano numerosi servizi, anche con l’ausilio di reparti speciali dell’arma, nonché varie indagini, estesesi in altre provincie, finalizzati al contrasto del fenomeno dello spaccio in aree boschive, anche in zone particolarmente impervie. tali attività, condotte per oltre due anni con qualunque condizione atmosferica, portavano all’arresto di 10 persone, al deferimento di altre 34, alla segnalazione di decine di assuntori alla prefettura, al ritiro di varie patenti di guida, nonché al sequestro di oltre un chilogrammo di varie sostanze stupefacenti, di migliaia di euro in contanti e di 15 armi bianche di tipo machete, riducendo drasticamente il fenomeno, riaffermando il controllo di quei territori da parte dello stato, e fornendo efficace risposta alla domanda di sicurezza da parte dei cittadini”.

Elogio”, concesso dal Comandante Provinciale Carabinieri di Biella al Luogotenente Carica Speciale Vercesi Roberto, Capo Centrale Operativa del Comando Compagnia Carabinieri di Biella, con la seguente motivazione: “Carismatico sottufficiale di riconosciute ed elevatissime qualità umane e professionali, con spiccato senso del dovere, lodevole dedizione e spirito di sacrificio, ha svolto le proprie delicate incombenze di capo centrale operativa di capoluogo nonché, per prolungati periodi, quelle di Comandante Interinale della Compagnia, dimostrandosi leale e lungimirante collaboratore, nonché esemplare riferimento per i superiori, i collaboratori e per tutti i reparti del comando provinciale. Autorevole e qualificato interlocutore di tutti gli enti pubblici e le realtà locali con cui si interfaccia quotidianamente, riscuotendo unanime stima ed apprezzamento, ha contributo in maniera fondamentale alla risoluzione di numerosissime problematiche ed alla realizzazione di svariate iniziative”.

Elogio”, concesso dal Comandante Provinciale Carabinieri di Biella all’Appuntato Scelto Qualifica Speciale Bravaccino Marco, Addetto al Nucleo Investigativo del Comando Provinciale, con la seguente motivazione: “Addetto a Nucleo Investigativo Provinciale, evidenziando elevata professionalità, spirito di sacrificio, non comune intuito investigativo e profonda conoscenza del territorio e dei sistemi di video sorveglianza della provincia, si faceva parte attiva nel coordinamento del monitoraggio degli stessi fornendo, ad ogni ora del giorno e della notte, un prezioso contributo informativo e tecnico a tutti i reparti ed ai servizi di controllo del territorio. La sua qualificata ed ininterrotta azione ha consentito una più mirata attività preventiva e, in numerose occasioni, di addivenire alla cattura degli autori di vari reati, in particolare di truffe in danno di persone a minorata difesa, fenomeno particolarmente odioso e di grave allarme sociale, consentendo anche il recupero e la restituzione dei beni sottratti”.

Apprezzamento”, concesso dal Comandante Provinciale Carabinieri di Biella alla Compagnia Carabinieri di Cossato, con la seguente motivazione: “Comandante ed Addetti a Compagnia Distaccata, evidenziando sensibilità operativa, dedizione al servizio ed elevate capacità professionali, individuavano ed arrestavano in flagranza due soggetti che avevano appena compiuto una truffa del “falso Carabiniere”, recuperando e restituendo l’intera refurtiva, nonché raccogliendo elementi a loro carico quali responsabili di un altro identico reato commesso il giorno prima, dando così un’efficace risposta ad un reato particolarmente odioso e riaffermando il controllo sul territorio da parte dell’Arma.”

Apprezzamento”, concesso dal Comandante Provinciale Carabinieri di Biella al Nucleo Investigativo di Biella, con la seguente motivazione: “Addetti a Nucleo Investigativo Provinciale, evidenziando elevata professionalità e non comune intuito investigativo, conducevano in perfetta sinergia con i colleghi della polizia di stato un’attività d’indagine che consentiva di individuare ed arrestare, in meno di una settimana, i tre soggetti responsabili di una rapina a mano armata ai danni di un ufficio postale, commessa con modalità particolarmente allarmanti”.

Apprezzamento”, concesso dal Comandante Provinciale Carabinieri di Biella al Carabiniere Scelto Errichiello Gabriele ed al Carabiniere Giacco Antonio, addetti alla Stazione Carabinieri di Candelo, con la seguente motivazione: “Militari addetti a Stazione distaccata, intervenivano in occasione di una rapina a mano armata in un ufficio postale individuandone e fermando responsabile, risultato essere un minore infraquattordicenne, riconosciuto grazie ad un piccolo dettaglio fornito dai testimoni, recuperando inoltre la refurtiva e l’arma utilizzata, dimostrando notevoli capacità professionali ed intuito, ma anche tatto e sensibilità umana, considerata la giovanissima età dell’autore”.

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Redazione di Vercelli

Posted in Cronaca

Dall’Avvocato Luigi Michelini riceviamo e pubblichiamo.

***

Egregio Direttore,

ho preso visione del recente comunicato, con il quale le segreterie provinciali dei tre partiti di maggioranza esprimono il loro apprezzamento per gli “straordinari risultati ottenuti in meno di due anni di mandato”, grazie ai quali “Vercelli sta ritrovando ambizione, autorevolezza e capacità di attrazione” (SIC!).

Evidentemente i “voltagabbana” hanno poca memoria.

Dimenticano -o meglio: fingono di dimenticare- che la quasi totalità dei successi sbandierati sono da ricondursi a iniziative, programmi, progetti e idee della precedente amministrazione e, in particolare, alla capacità ed all’impegno di Andrea Corsaro (che nel comunicato non viene in alcun modo citato, né tantomeno ringraziato), oltre che al prezioso lavoro svolto “in continuità” dagli uffici comunali.

Osservo, in proposito, che prima delle ultime elezioni amministrative la Commissaria di Fratelli d’Italia ebbe correttamente a dare atto che “lasciamo cinque anni di amministrazione vincente, che è riuscita a portare in città molte risorse e gettare le basi di altrettanti cantieri volti a consegnare ai cittadini una Vercelli più bella, attrattiva e competitiva”.

Nel commentare siffatta dichiarazione di apprezzamento, nella mia veste di assessore della giunta Corsaro espressi pubblicamente il pensiero che “mi rattrista molto l’idea che siano altri (e, in particolare, chi si è sempre opposto alle nostre iniziative) a raccogliere i frutti dell’impegno e del duro lavoro di Andrea Corsaro”.

Sono stato un buon profeta, anche se la previsione era abbastanza scontata, stante la nota tendenza alla autoreferenzialità, alla propaganda ed alla retorica che caratterizza molti esponenti politici (anche a livello locale).

Sono certo  che queste mie considerazioni lasceranno del tutto indifferenti i miei interlocutori (e, in particolare, i “voltagabbana”), ma sono altrettanto certo che siano condivise da molti cittadini vercellesi, doverosamente grati al mio amico Andrea per il lavoro svolto nei quindici anni di sua amministrazione.

Cordialmente

Avv. Luigi Michelini

(già assessore, per quindici anni, nelle “giunte Corsaro”)

Posted in La Posta, Politica
Bassa Vercellese, Biellese e Oropa, Casale e Monferrato casalese, Valsesia e Valsessera, Vercellese

Una quadra la troveranno, ma per ora si stanno posizionando in vista dell’assemblea dei soci che procederà all’approvazione del bilancio 2025 e poi al rinnovo del Consiglio di Amministrazione.

Chi sono?

Sono i soci di Bcv Acque spa, la società che gestirà gli acquedotti di Vercelli, Biella, Valsesia, Baraggia, parte casalese e valenzana della provincia di Alessandria.

Questo, naturalmente, se nelle prossime settimane il Tribunale Amministrativo Regionale del Piemonte non accoglierà i ricorsi che, contro questa decisione, hanno presentato Asm Vercelli spa, Iren Spa, Comune di Vercelli e altri minori.

In questo caso sarebbe un rebus, ma per ora stiamo alle decisioni assunte: siamo arrivati alla Trippa per i Gatti numero mille (ne riparleremo) e, prima di raggiungere quella 2.000 di tempo ce n’è: basti pensare che a marzo 2023 si pubblicava la numero 900.

Fine della digressione “biografica”.

***

Dunque, cosa succede?

Succede che, prima ancora di gestire un solo metro di acquedotti (acque bianche e nere) volavano già gli stracci tra alcuni dei Soci della Spa tutta pubblica.

Ricordiamo chi siano i soci: Amc spa di Casale Monferato, che si rappresenta con la controllata Am+ spa, comprendente anche Valenza; Sii spa (sostanzialmente Baraggia e altri territori); Cordar Valsesia; Cordar Biella.

Per non annoiare il Lettore con la ripetizione di cose già scritte, ci permettiamo di suggerire una lettura dei precedenti articoli:

cliccando qui,

e qui,

poi qui,

anche qui,

e infine qui.

***

C’ eravamo, dunque lasciati con l’appuntamento del 17 giugno prossimo (ed ormai vicino…, ma probabilmente successivo alla decisione del Tar) quando si troveranno i rappresentanti delle quattro società pubbliche, ciascuna titolare del 25 per cento delle azioni di Bcv Acque spa.

Ma già entro oggi le stesse società avrebbero dovuto (un invito, non un obbligo) indicare chi saranno i componenti del CdA designati da ciascuna.

La prima, sicura, è la rappresentante del Cordar Valsesia, che ha scelto l’Avv. Katia Bui (in quota Forza Italia), già Sindaco di Grignasco, non rieletta nella scora tornata amministrativa (2024), che ha visto prevalere il suo predecessore Roberto Beatrice.

Hanno, invece, quasi deciso al Cordar Biella, dove per ora circolano grossi nomi quali quello dell’ex Sindaco Dino Gentile, fino a quelli dell’On. Roberto Pella, dell’Avv. Francesca Delmastro; anche se non è escluso un ripescaggio del Presidente (confermato) dello stesso Cordar Biella, Gabriele Martinazzo.

Nessuna conferma da Am+ spa di Casale e Valenza, a proposito della quale per ora si sa di sicuro che la presidenza precedente sia stata sostituita.

Vedremo da domani in poi.

Infine, la Sii spa è assai probabile che confermerà l’attuale Amministratore Delegato Leonardo Gili.

Se così andassero le cose, risulterebbe una composizione dell’Organo Amministrativo affidata a due esponenti di Fratelli d’Italia (il secondo potrebbe essere quello di Casale), due di Forza Italia ed uno apolide.

Proprio a proposito di Gili, fino all’ultimo ci sarà suspence: da qualche settimana, infatti, si vagheggia di fare a meno della figura dell’Amministratore Delegato, preferendo ipotizzare la nomina di un Direttore Generale tecnico (probabilmente un Ingegnere).

Certo, si dovrebbe pubblicare un bando per l’assunzione.

Nei prossimi giorni, probabilmente, si saprà qualcosa di più e, in ogni caso, il 17 giugno non è lontano.

 

Posted in Economia, Trippa per i gatti