Mese: Maggio 2026
Le associazioni vercellesi ISDE-Medici per l’ambiente, Italia Nostra, Legambiente e Pro Natura, insieme a un gruppo di volenterosi cittadini, stanno proseguendo nella raccolta delle firme per presentare al Consiglio comunale di Vercelli una proposta di deliberazione di iniziativa popolare che vieti l’uso, in città, di sostanze chimiche diserbanti pericolose per l’uomo, per gli animali e per l’ambiente acquatico.
La raccolta, grazie all’impegno di una decina di “cittadini certificatori”, è a buon punto e proseguirà per tutto il mese di giugno, nei fine settimana e di martedì al mercato in piazza Cavour.
La proposta verrà poi depositata in Comune per essere discussa e votata dal Consiglio.
Intanto, essendo il Piano comunale che autorizza l’uso questo tipo di diserbanti attualmente in vigore, le associazioni diffonderanno un volantino che elenca le prescrizioni contenute dal Piano stesso (non si possono spandere queste sostanze nelle giornate ventose, occorre posizionare preventivamente adeguata cartellonistica, non diserbare in presenza dei cittadini, in prossimità di caditoie,ecc).
I cittadini che verificheranno l’eventuale mancato rispetto di queste prescrizioni da parte degli operatori – come è già accaduto – sono invitati a segnalarlo agli Enti preposti, alle Forze dell’ordine e alle associazioni ambientaliste.
Per restare sempre aggiornato sui contenuti offerti
da VercelliOggi.it aderisci ai nostri Canali Social:
Iscriviti alla nostra pagina Facebook
e al nostro Gruppo pubblico di Facebook
al nostro account di Instagram
Redazione di Vercelli
Con il taglio del nastro, venerdì 29 ottobre, ha preso ufficialmente il via la ventesima edizione della Fattoria in Città, la kermesse del territorio, ormai simbolo di come un’idea, un’intuizione, di ampio respiro, possano avere successo se ad esse segue il progetto, il lavoro comune, la capacità di fare squadra tra sistema pubblico e quello privato.
Così, da quella prima edizione 2004 (anche la Fattoria si è fermata per il Covid) oggi si possono incontrare – lo ha ricordato il Presidente di Acom, Angelo Santarella – mamme che allora avevano 10 anni e che hanno potuto visitare la prima edizione della Fattoria, portate dalla Scuola.
Oggi quelle scolare sono a loro volta mamme e portano i loro bambini in Fattoria.
La tradizione si rinnova e sa parlare alle nuove generazioni.
Gli organizzatori (tra tutti Andrea Barasolo, direttore Ascom e Paola Bussi, che della Fattoria è la “mamma”) anche quest’anno hanno coordinato mezzi e risorse umane in vista di un obbiettivo comune, che ha posto ancora una volta al centro i bambini: le scuole, infatti, sono l’altra componente importante ed essenziale di questa esperienza.
Anche in questo secondo filmato 2026 possiamo ascoltare i protagonisti dei Laboratori: il momento più significativo dell’incontro con il mondo della produzione reale.
Con loro i rappresentanti delle Istituzioni, il Sindaco di Vercelli, Roberto Scheda, che ha in particolare ricordato la figura di Felix Lombarsi ed il Presidente della Provincia, Davide Gilardino.
Insieme al filmato la seconda gallery.
Appuntamento ai prossimi giorni.
Es 34, 4-6. 8-9
Dal libro dell’Èsodo
In quei giorni, Mosè si alzò di buon mattino e salì sul monte Sinai, come il Signore gli aveva comandato, con le due tavole di pietra in mano.
Allora il Signore scese nella nube, si fermò là presso di lui e proclamò il nome del Signore. Il Signore passò davanti a lui, proclamando: «Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà».
Mosè si curvò in fretta fino a terra e si prostrò. Disse: «Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, Signore, che il Signore cammini in mezzo a noi. Sì, è un popolo di dura cervìce, ma tu perdona la nostra colpa e il nostro peccato: fa’ di noi la tua eredità».
PS.: Dn 3
RIT: A te la lode e la gloria nei secoli.
Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri.
RIT: A te la lode e la gloria nei secoli.
Benedetto il tuo nome glorioso e santo.
RIT: A te la lode e la gloria nei secoli.
Benedetto sei tu nel tuo tempio santo, glorioso.
RIT: A te la lode e la gloria nei secoli.
Benedetto sei tu sul trono del tuo regno.
RIT: A te la lode e la gloria nei secoli.
Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi
e siedi sui cherubini.
RIT: A te la lode e la gloria nei secoli.
Benedetto sei tu nel firmamento del cielo.
RIT: A te la lode e la gloria nei secoli.
2 Cor 13, 11-13
Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
Fratelli, siate gioiosi, tendete alla perfezione, fatevi coraggio a vicenda, abbiate gli stessi sentimenti, vivete in pace e il Dio dell’amore e della pace sarà con voi.
Salutatevi a vicenda con il bacio santo. Tutti i santi vi salutano.
La grazia del Signore Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi.
Gv 3, 16-18
Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo:
«Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio».
***
UN PENSIERO SULLA PAROLA, A CURA DELLE SUORE CARMELITANE DEL MONASTERO “MATER CARMELI” DI BIELLA
DOMENICA DELLA SANTISSIMA TRINITA’
Il nostro DNA ha i tratti della comunione
(Es 34,4b-6.8-9; Dn 3,52-56; 2 Cor 13,11-13; Gv 3,6-18)
Gesù continua a tratteggiare a Nicodemo, nel loro colloquio notturno, il volto del Padre e la sua unità d’amore con il Figlio unigenito.
Sono parole misteriose che la ragione umana, non illuminata, può avvolgere di oscurità proiettandola e trasferendola sull’immagine di Dio.
Immagine definita dalla Legge, per Nicodemo, che tuttavia si apre a spazi di dialogo e confronto.
Il piano della comprensione è trasferito da Gesù su quello dinamico-esistenziale della fede e dell’amore. Dio ha talmente amato il mondo da arrivare a dare il suo unico Figlio, affinché per mezzo suo, il mondo possa ricevere, per la fede, la vita eterna.
Dio non è un giudice severo e implacabile, che si avvicina agli uomini per condannarli; quando commettiamo qualche colpa, ci aspettiamo di doverla pagare in un modo o in un altro: “chi sbaglia paga”, si dice, ed è vero.
Eppure il Dio che ci rivela Gesù non segue questa logica, non gode della morte o della rovina del peccatore, ma che si converta e viva.
Dio che aveva parlato molte volte nei tempi antichi per mezzo dei profeti, Dio che aveva stabilito più volte Alleanza con il suo popolo, ora nella pienezza dei tempi, sancisce la nuova ed eterna Alleanza, inviando Gesù, la sua Parola definitiva per l’umanità, una parola di salvezza, foriera di vita nuova per chiunque vorrà credere.
Ed ecco che dall’amore del Padre e del Figlio procede, dopo la dipartita di Gesù, lo Spirito Santo. È il Paraclito promesso, colui che lava ciò che sordido, scalda ciò che è gelido, drizza ciò che è sviato; lo Spirito che ricorda tutte le parole dette da Gesù, che sono via, verità e vita. Lo Spirito, è ora il maestro interiore, al quale dare docile e fiducioso ascolto.
Con la discesa dello Spirito celebrata solennemente nella Pentecoste, culmine della gioia pasquale, i discepoli chiusi e nascosti nel cenacolo rinascono liberati dalla paura e, rivestiti di potenza dall’Alto, sono inviati ad annunciare e a battezzare tutti i popoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Dio si rivela non come solitudine, ma come comunione d’amore: il Padre vive ed esiste per amore del Figlio, il Figlio vive ed esite per amore del Padre, lo Spirito Santo vive ed esiste per l’amore del Padre e del Figlio. Noi crediamo in un unico Dio che esiste in tre Persone che vivono in relazione d’amore, una relazione circolare che si espande all’infinito dove ogni persona, ogni realtà creata è chiamata ad entrare e a vivere per sempre. La vita divina, che ci è comunicata nel battesimo, ha il volto dell’amore trinitario, il nostro DNA ha i tratti della comunione.
Il popolo di Dio disperso, radunato nell’unità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, è chiamato ad immergersi in questo mistero d’amore che si ravviva ogni volta che tracciamo su di noi il segno della croce, che cresce ogni volta che professiamo e viviamo questo mistero di comunione e armonia nei pensieri, nei desideri, nelle scelte e nella volontà, perché tutto in noi diventi canto di lode al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo!
Le Sorelle Carmelitane
Monastero Mater Carmeli – Biella Chiavazza
Sorrisi, occhi curiosi e grande entusiasmo accompagnano la presenza di Risò – Festival Internazionale del Riso a La Fattoria in Città, manifestazione che, dal 28 maggio, fino al 2 giugno 2026, trasforma il centro storico di Vercelli in un grande parco a cielo aperto dedicato agli animali, alla natura e alle tipicità del territorio.
In questo scenario vivace e partecipato, bambini, famiglie e scuole hanno l’occasione di vivere un primo incontro speciale con il mondo del riso: un universo fatto di colori, materiali, racconti, gesti antichi e nuove scoperte.
Lasciandosi guidare dalla curiosità, i più piccoli si avvicinano così a uno dei simboli più profondi dell’identità vercellese, protagonista del Festival in programma a settembre.
Per raccontare il riso ai bambini, Risò propone attività semplici e coinvolgenti, capaci di trasformare un prodotto quotidiano in una piccola meraviglia. Chicco dopo chicco, il riso diventa una storia da toccare, ascoltare e immaginare: una storia fatta di campi, acqua, lavoro, tradizione e futuro.
Tra le iniziative più apprezzate c’è anche una speciale “pesca” a tema Risò, che regala ai partecipanti gadget del Festival e buoni per gustare un piatto di risotto durante la manifestazione.
Un modo allegro e immediato per proseguire l’on the road di Risò sul territorio, accompagnando bambini e famiglie verso l’appuntamento che animerà Vercelli dall’11 al 13 settembre.
La promozione del Festival a La Fattoria in Città sottolinea anche il valore della collaborazione tra eventi che condividono una visione comune: raccontare, valorizzare e rendere più attrattivo il territorio.
Quando manifestazioni diverse scelgono di fare sinergia, nasce un racconto più forte, più vivo e più partecipato di Vercelli, della sua identità agricola, culturale e gastronomica, e dei Borghi delle Vie d’Acqua, luoghi in cui paesaggio, storia e tradizioni si intrecciano attorno alla cultura del riso.
In questo racconto condiviso, che vede eventi come questi collaborare per valorizzare il territorio e le sue tradizioni, i bambini diventano destinatari privilegiati e custodi del futuro della comunità. Proprio a loro sarà dedicata un’attenzione speciale anche durante il Festival di settembre, dove saranno veri protagonisti nell’Area Kids, vivendo un’esperienza educativa e coinvolgente per avvicinarsi in modo ludico al mondo agricolo e alla cultura del riso.
Accanto al programma di talk, esperienze, degustazioni e tour dedicati alla cultura risicola, alla gastronomia e alla filiera, anche questa seconda edizione del Festival riserverà infatti uno spazio speciale ai più piccoli: un luogo pensato per imparare giocando, scoprire facendo e sentirsi parte di una storia che appartiene a tutto il territorio.
Perché Risò nasce dal cuore di Vercelli e guarda al mondo, scegliendo di partire anche dai bambini: dalla loro meraviglia, dalle loro domande e dalla loro capacità di rendere ogni scoperta un momento speciale.
Per restare sempre aggiornato sui contenuti offerti
da VercelliOggi.it aderisci ai nostri Canali Social:
Iscriviti alla nostra pagina Facebook
e al nostro Gruppo pubblico di Facebook
al nostro account di Instagram
Redazione di Vercelli
Mentre proseguono le operazioni di ricerca del ragazzino 13 enne disperso da ieri nelle acque della Sesia, si cerca di capire quale possa essere stata la causa del sinistro.
Secondo una sommaria ricostruzione dei fatti, che proviene da fonte attendibile, Il piccolo, studente della seconda B della Scuola Media Avogadro, si trovava in compagnia di altri due coetanei, quando è avvenuta la caduta in acqua: forse un gioco tra ragazzi finito male. Subito uno dei due compagni si sarebbe buttato in acqua per soccorrerlo, ma senza esito.
Aggiornamenti nelle prossime ore
È stato presentato ufficialmente nei giorni scorsi il programma completo degli appuntamenti della Festa Patronale 2026.
Sarà un San Crescentino ricco di eventi che andranno dal 4 al 7 giugno.
Giovedì 4 giugno, la Città tornerà al Medioevo con il “Corteo Storico di San Crescentino”.
Al calar della sera il centro storico si animerà con una sfilata di figuranti in costumi medioevali organizzata dall’Associazione Carnevale Storico Crescentinese “I Birichin” che vedrà la partecipazione degli Sbandieratori e Musici di Moncalvo e dei figuranti del Palio degli Asini di Serravalle Sesia.
Il corteo sarà aperto dal drappo del Palio di Crescentino dipinto nel 2011 da Maria Giulia Alemanno accompagnato dai Musici del Contado dei Castellamonte, dalla Regina Papetta col Conte Tizzoni e la corte reale 2026 e dalla Ravisera col gruppo storico di Vische.
All’arrivo in piazza Garibaldi è prevista l’esibizione degli sbandieratori e l’abbruciamento del falò di San Crescentino.
Venerdì 5 giugno, alle 19.00 in corso Roma, apertura dello Street Food ed alle 21.45 in piazza Caretto, serata speciale Powerstyle con Dj Bruno Power a cura della Compagnia delle Botteghe.
Sabato 6 giugno la giornata di punta dell’intero cartellone degli appuntamenti.
Alle 11.00 in corso Roma riaprirà lo Street food mentre dalle ore 16.00 nel Centro Storico, esposizione di bancarelle, hobbisti e negozi in strada con sconti e promozioni, a cura della Compagnia delle Botteghe.
Animazione per i bambini con Marta in the Wonderland e Mr. Richard piazza Caretto.
La cerimonia di inaugurazione è prevista alle 18.00 con l’animazione musicale itinerante della Curva Street Band; a seguire apertivi e cene a tema nei locali della città.
Alle 21.15, in piazza Garibaldi, il momento più atteso: concerto live show di Michele Zarrillo, ad ingresso libero.
Dalle ore 23.00 in piazza Caretto DJ set con gli Stereo Bros.
Il programma di domenica 7 giugno si aprirà alle 9.00 con lo street food e la Fiera di San Crescentino in corso Roma.
Alle 10.00 arrivo ed accoglienza degli alleati del Comune di Vische a Porta Pareto, così come vuole la tradizione legata agli avvenimenti storici che legano i due Comuni sin dal 1529.
Alle 10.30, nella Chiesa Parrocchiale dell’Assunta, solenne celebrazione religiosa in onore di San Crescentino celebrata dal Parroco Don Janusz Konopacki, con la partecipazione delle autorità civili e militari e delle associazioni crescentinesi; a seguire processione per le vie del centro storico con le reliquie del Santo Patrono portate a spalla dai coscritti della leva del 2008 al suono della Banda Musicale “Luigi Arditi”.
Alle 19.30 in via Mazzini ritorna la “Tavolata Crescentinese”, la serata enogastronomica curata dal Comitato di Crescentino della Croce Rossa Italiana con la specialità dello gnocco fritto cucinato dagli amici di Crevalcore.
Alle 21.00, in piazza Caretto, serata danzante con la Free Music Band.
Tutti gli appuntamenti sono ad ingresso libero.
Per restare sempre aggiornato sui contenuti offerti
da VercelliOggi.it aderisci ai nostri Canali Social:
Iscriviti alla nostra pagina Facebook
e al nostro Gruppo pubblico di Facebook
al nostro account di Instagram
Redazione di Vercelli
Nel Salone Marescalchi del Castello del Monferrato sarà inaugurata, sabato 6 giugno alle ore 17.30, la mostra “Arrivederci Gianni”, dedicata a Gianni Neri, musicista originario di Villanova Monferrato che contribuì a diffondere le influenze musicali latinoamericane in Italia e all’estero.
L’esposizione proporrà un percorso realizzato attraverso fotografie, documenti storici, documenti tratti da giornali e riviste, oltre a materiali d’epoca, con l’obiettivo di raccontare il percorso artistico e umano del musicista.
L’allestimento comprenderà pannelli didattici accompagnati da teche contenenti dischi, volantini e ulteriori testimonianze originali legate all’attività di Gianni Neri; saranno, inoltre, esposti alcuni strumenti musicali appartenuti all’artista, tra cui tromba, vibrafono e mellofono.
L’iniziativa intende valorizzare una figura significativa del panorama musicale locale e nazionale, offrendo al pubblico l’opportunità di approfondire una vicenda artistica che ha contribuito alla diffusione di sonorità e contaminazioni culturali in un periodo di forte evoluzione musicale.
La mostra, parte di un progetto che si sviluppa anche a Villanova Monferrato presso l’Auditorium San Michele, sarà visitabile gratuitamente fino al 28 giugno 2026 seguendo i consueti orari di apertura del Castello del Monferrato: sabato e domenica dalle 10,00 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 19,00.
Per restare sempre aggiornato sui contenuti offerti
da VercelliOggi.it aderisci ai nostri Canali Social:
Iscriviti alla nostra pagina Facebook
e al nostro Gruppo pubblico di Facebook
al nostro account di Instagram
Redazione di Vercelli
Il Museo Leone di Vercelli celebra il genio di Amedeo Avogadro nel 250° anniversario della nascita.
Presso la sala d’Ercole di Casa Alciati, venerdì 12 giugno alle ore 17.30, con ingresso da via Verdi, 30 inaugurazione della mostra “Amedeo Avogadro e Vercelli. Tra età napoleonica e restaurazione”.
L’evento fa parte delle celebrazioni cittadine promosse dall’Università del Piemonte Orientale e dal Comune di Vercelli.
La mostra sarà aperta con ingresso libero fino al 2 agosto 2026 secondo gli orari di apertura del Museo Leone consultabili su www.museoleone.it.
Anche per l’inaugurazione la partecipazione è aperta a tutta la cittadinanza.
La mostra, curata da Luca Brusotto e Riccardo Rossi, approfondisce la figura dello scienziato vercellese (1776–1856), celebre in tutto il mondo per l’enunciazione della legge sui gas (nota come Legge di Avogadro) e per la costante chimica fondamentale che porta il suo nome: il “Numero di Avogadro”.
Questa scoperta ha rivoluzionato la fisica e la chimica, definendo per la prima volta il concetto di mole e distinguendo gli atomi dalle molecole.
Gran parte dei testi scientifici rari esposti appartiene al prof. Giovanni Ferraris, Presidente onorario della Società Storica Vercellese (che collabora all’evento), accademico dei Lincei ed esimio cattedratico di Cristallografia presso l’Università di Torino.
Le opere della sua collezione privata ricostruiscono la memorabile carriera accademica di Avogadro.
In particolare, i volumi testimoniano la sua celebre cattedra a Torino e i suoi storici legami didattici con il territorio vercellese, dove insegnò fisica dal 1809 presso il locale Reale Collegio.
I documenti d’archivio, le stampe e gli oggetti provenienti dalle collezioni del Museo Leone delineano invece il quadro storico locale a cavallo tra Sette e Ottocento.
Il percorso espositivo racconta i turbolenti mutamenti geopolitici dell’epoca: dal momento napoleonico legato al Dipartimento della Sesia alla successiva Restaurazione sabauda, fino al regno di Carlo Alberto e al magistero spirituale e cittadino del Vescovo d’Angennes.
Una mostra piccola che espone però rarità mai viste come i libri autografati dallo stesso Avogadro e la preziosissima bandiera (è l’unica esistente) che fu ricamata dalla Guardia d’Onore di Vercelli in occasione dell’arrivo di Napoleone Bonaparte a Vercelli nel 1800 quando, vincitore a Marengo, pose il suo quartier generale nel capoluogo bicciolano.
Un focus speciale, infine, sarà dedicato, a diretta cura degli eredi della famiglia Bagliani, al professor Luigi Borasio.
Nel 1956, Borasio (allora stimato tecnico della Stazione Sperimentale di Risicoltura di Vercelli) fu l’anima e il promotore delle celebrazioni vercellesi per il primo centenario della morte di Avogadro.
In mostra si potrà ammirare la medaglia commemorativa in bronzo che egli stesso fece realizzare per quell’occasione, affiancata da rari documenti d’epoca che ricordano quel momento storico.
L’inaugurazione sarà aperta dal presidente del Museo Leone, professor Gianni Mentigazzi.
Seguiranno brevi contributi scientifici e ricordi del professor Giovanni Ferraris e del dottor Massimo Bagliani, che interverrà a nome della famiglia per illustrare la sezione dedicata alla medaglia commemorativa.
Nell’ambito della mostra, domenica 21 di giugno alle ore 17.30, presso il Cortile di Casa Alciati si terrà anche una rappresentazione dal titolo “Amedeo Avogadro. Uno scienziato sabaudo nel cuore dell’Europa” a cura di Roberto Sbaratto e dell’Associazione Culturale Il Porto.
Per info e orari info@museoleone.it
www.museoloene.it
Per restare sempre aggiornato sui contenuti offerti
da VercelliOggi.it aderisci ai nostri Canali Social:
Iscriviti alla nostra pagina Facebook
e al nostro Gruppo pubblico di Facebook
al nostro account di Instagram
Redazione di Vercelli




















































