Mese: Marzo 2026
“I bilanci preventivi delle Aziende sanitarie regionali per il 2026, come ogni anno, rappresentano una fotografia iniziale del quadro economico-finanziario del Servizio sanitario regionale. L’attuale disavanzo di 879 milioni non tiene ancora conto delle risorse derivanti dal nuovo riparto del Fondo sanitario nazionale, che dovrebbero ammontare a 450 milioni e che andranno contabilizzate tra i ricavi, né di eventuali premialità riferite all’esercizio 2026, che potranno concorrere in misura significativa a riequilibrare i conti”.
A fare il punto questa mattina sull’andamento dei bilanci delle Asr in Quarta Commissione, presieduta da Luigi Icardi, è stato l’assessore Federico Riboldi, il quale ha ricordato che “il disavanzo previsionale iniziale del 2025 era di circa 901,7 milioni di euro, sostanzialmente coerente con quello di quest’anno, e si è chiuso a 203 milioni, nonostante un aumento importante delle prestazioni, che hanno superato addirittura il numero di quelle erogate pre Covid.
“Nonostante il massimo rigore, non si configura quindi alcuno scenario di piano di rientro – ha precisato – ma si conferma una precisa scelta politica: non tagliare i servizi ai cittadini, ma continuare invece a investire sulla qualità, sull’appropriatezza clinico-organizzativa, sul personale e sull’eliminazione della spesa improduttiva”.
Rispetto al personale sanitario, Riboldi ha sottolineato che, dall’insediamento della Giunta nel 2019, ci sono state 4mila nuove assunzioni. Nel periodo più recente, tra giugno 2023 e il 31 gennaio 2026, il saldo è di più 1992 unità, con un incremento di 517 medici, 129 dirigenti sanitari, 317 infermieri, 158 unità delle professioni riabilitative, 504 operatori socio-sanitari e 270 amministrativi.
Sono intervenuti per porre domande Daniele Valle, Domenico Rossi, Domenico Ravetti, Fabio Isnardi (Pd), Valentina Cera (Avs), Sarah Disabato, Alberto Unia (M5s), Vittoria Nallo (Sue), Gianluca Godio (Fdi).
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Redazione di Vercelli
L’8 marzo, alla corsa del circuito Gamba d’Oro che si è disputata a Fontaneto d’Agogna, su un percorso di 10,5 km, hanno partecipato Elvio Vinzio e Maurizio Schepis.
L’8 marzo, alla “2a Just the Woman I am”, corsa non competitiva di 5 km che si è svolta a Gifflenga, Manuel Cataudella vince mentre Elisabetta Mo arriva seconda.
Il 21 marzo, al 8° Meeting Regionale che si è svolto a Oleggio, gli esordienti si sono cimentati in cinque diverse discipline (salto degli ostacoli, lancio del disco, lancio del vortex, salto in lungo e corsa di resistenza, il tutto proporzionato all’età dei bambini). hanno partecipato:
categoria esordienti 6: Lucia Moretta e Luca Carbone;
categoria esordienti 8: Caterina Moretta e Giovanni Carbone;
categoria esordienti 10: , Melissa Ferro e Federico Di Capua.
Sono stati tutti premiati con la medaglia di partecipazione.
Il 22 marzo, Luca Mazzone, a Monza, ha partecipato alla gara competitiva di 10 km denominata DKRace, classificandosi 73° assoluto e 38° di categoria SM, su 770 concorrenti arrivati al traguardo in 32,52.
Il 28 marzo, alla seconda prova del GP Esordienti che si è disputato a Trino, i giovani si sono cimentati nel cross su distanze differenti in base all’età.
Nei 600 metri hanno partecipato Marta Robatti e Cesare Brumurelli, mentre del 2000 metri per la categoria cadetti, ha partecipato Simone Patella.
Per tutti gli esordienti medaglia di partecipazione mentre per le altre categorie premi ai primi tre classificati.
Il 28 marzo, a Novara si è disputata la manifestazione in pista “Terzo miglio Città di Novara e Universitario”, con gare di contorno.
Nella corsa di un miglio della categoria assolute, ha partecipato Elisabetta Mo classificandosi 4^ in 6:08.54; nella corsa di 80 metri della categoria cadetti, Tommaso Mattiazzo arriva 2° in 9.80 mentre Matteo Bedolis arriva 10° in 10.40; nel salto in lungo della categoria cadetti, Matteo Bedolis si classifica 9° con la misura di 4,80, Giacomo Guida 10° con 4,79 e Elia Galli 18° con 4,17, per tutti sono nuovi primati.
Il 28 marzo, Gianrico Nai ha partecipato al 7° ultra trail dei castelli bruciati di 25 km con 850 metri di dislivello positivo che si è disputato a Gabiano (AL), classificandosi 18° assoluto in 02.40.34.
Il 29 marzo, alla corsa del circuito Gamba d’Oro che si è disputata a Caltignaga, su un percorso di 10 km, ha partecipato Maurizio Schepis.
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Redazione di Vercelli
Prezzo del latte fissato a 47 centesimi e per un trimestre, con garanzie di ritiro delle disdette.
Questo l’accordo raggiunto il 27 marzo scorso al Tavolo dedicato, convocato al Masaf, nella forma necessario e urgente per fronteggiare un mercato ancora fuori controllo.
Così Cia-Agricoltori Italiani al termine dell’incontro e rilanciando subito l’impegno preso tra le organizzazioni: «Occorre restare uniti e saldi a tutela degli allevatori: vigiliamo sul rispetto degli impegni presi e assicuriamo compattezza nel ricorrere all’ICQRF».
Per Cia nazionale occorre richiamare tutta la filiera a una grande responsabilità condivisa nei confronti del comparto lattiero-caseario, costantemente danneggiato da iniquità nei prezzi e importazioni a basso costo. Una situazione che – ricorda Cia – sta pesantemente mettendo a rischio la forza strutturale di un sistema nazionale da 21,8 miliardi di fatturato nella trasformazione; 7,9 miliardi nella produzione agricola; 57 prodotti a Indicazione Geografica e oltre 5,4 miliardi di export dei grandi formaggi Dop nel 2024, che confermano l’Italia secondo esportatore mondiale.
Guido Coda Zabetta, referente regionale Cia Piemonte per il settore lattiero caseario, commenta critico: «È un accordo che non ci soddisfa ancora. Le parti agricole dovevano essere chiamate al confronto condiviso col Ministro sin dall’inizio, e un buon punto di partenza sarebbe stato, ad esempio, il riferimento del prezzo Ismea».
Aggiunge Gaudenzio Bernascone, presidente Cia Novara Vercelli VCO: «Pur non essendo il miglior accordo possibile per gli allevatori, speriamo che questa volta l’intesa sia rispettata dall’industria, che non tutta si è attenuta al rispetto del primo accordo. Speriamo anche che non si riveli un accordo capestro, sbilanciato a penalizzare i produttori che conferiscono l’extraproduzione a un prezzo non remunerativo».
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Redazione di Vercelli
Gabriele Carenini, 49 anni, orticoltore alessandrino di Valmacca, è stato rieletto per acclamazione alla presidenza regionale di Cia Agricoltori italiani del Piemonte e della Valle d’Aosta.
Si tratta del suo terzo mandato consecutivo alla guida dell’Organizzazione.
L’elezione è avvenuta sabato 28 marzo da parte dell’assemblea dei delegati riunita all’Istituto alberghiero “G. Colombatto” di Torino, alla presenza del presidente nazionale di Cia Agricoltori italiani, Cristiano Fini.
Nella parte dell’assemblea aperta al pubblico, si è svolta la tavola rotonda “Dal passato al futuro: un’Agricoltura protagonista”, alla quale sono intervenuti, oltre a Carenini e Fini, gli assessori regionali all’Agricoltura del Piemonte, Paolo Bongioanni, e della Valle d’Aosta, Speranza Girod, il presidente dell’Anci (Associazione dei Comuni) Piemonte, Davide Gilardino e il presidente della Fondazione Agrion, Giacomo Ballari.
«Negli ultimi anni sono state giustamente investite molte energie per tutelare e valorizzare il cibo Made in Italy – ha detto Carenini -, ma oggi dobbiamo fare un passo ulteriore: mettere al centro il produttore agricolo. Senza il lavoro quotidiano degli agricoltori, infatti, non esisterebbe alcuna eccellenza agroalimentare da difendere o promuovere. È quindi indispensabile garantire redditività, dignità e prospettive a chi opera nei campi». Quanto all’importanza dell’agricoltura come presidio delle aree interne, Carenini ha osservato come «in molti piccoli comuni, l’attività agricola rappresenti spesso l’unico vero motore economico e sociale, oltre che uno strumento essenziale di cura e manutenzione del territorio. Difendere l’agricoltura significa dunque difendere un bene comune, che riguarda l’intera collettività, non solo il comparto produttivo».
Temi sviluppati in chiave nazionale nelle conclusioni del presidente Fini: «Come Cia abbiamo portato avanti con determinazione battaglie fondamentali per il futuro dell’agricoltura italiana ed europea, a partire dal Mercosur e dalla riforma della Pac. Abbiamo ribadito con forza che gli accordi commerciali non possono essere costruiti passando sulla testa degli agricoltori, né mettendo a rischio la sostenibilità economica delle nostre imprese. Servono regole eque, reciprocità negli standard e un reale coinvolgimento del mondo agricolo nei processi decisionali. L’agricoltura non può essere considerata una variabile secondaria nelle politiche economiche e commerciali: è un settore strategico, che garantisce sicurezza alimentare, tutela del territorio e identità culturale. Per questo continueremo a far sentire la nostra voce, affinché le scelte future siano davvero compatibili con le esigenze di chi ogni giorno lavora la terra».
In apertura di seduta, a rendere l’omaggio istituzionale all’assemblea e le congratulazioni a Carenini, sono interventi i parlamentari Riccardo Molinari, Giorgio Bergesio e Chiara Gribaudo, insieme al presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio (in video-intervento), alla consigliera regionale Monica Canalis e alla dirigente del Settore delle imprese agricole ed agroindustriali della Regione Piemonte, a nome di Banco Claudia Guasco Bpm, ha parlato il responsabile del settore Agricoltura dell’istituto, Luca Minetti.
Presenti anche numerose rappresentanze delle associazioni di categoria agricole del Piemonte e della Valle d’Aosta.
Cia Novara Vercelli VCO formula i migliori auguri per il terzo mandato a Carenini.
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Redazione di Vercelli
Si concluderà giovedì 9 aprile la trentaquattresima edizione della rassegna di viaggi Immagini dal Mappamondo, con un appuntamento tutto dedicato all’Uganda.
“Sarà una serata molto particolare – commenta Ugo Breddo, organizzatore della rassegna – in quanto vedremo, grazie alle belle immagini di Mariella Ferrari, una parte del Paese ancora poco visitata, dove la natura regala paesaggi mozzafiato”.
L’Uganda, Paese dell’Africa orientale senza sbocchi sul mare, è caratterizzato dalla presenza di numerosi laghi, fiumi (il più importante dei quali è il Nilo bianco), da rigogliose foreste equatoriali e sterminate savane. Nella parte meridionale è attraversato dall’Equatore.
“Nel 2023 e 2024 ho più volte viaggiato attraverso l’Uganda dalla capitale Kampala fino al distretto di Bundibugyo, situato nella regione occidentale al confine con la Repubblica Democratica del Congo, dove si trovano le piantagioni di cacao, per seguire lo sviluppo di un progetto agroforestale e visitare alcuni piccoli coltivatori locali di cacao coinvolti – racconta la relatrice Mariella Ferrari -. Durante questa esperienza non turistica mi sono immersa nella natura dirompente dell’Uganda e sono venuta a contatto con l’umanità e l’energia profonda dei suoi abitanti. In questo racconto per immagini cercherò di condividere le emozioni trasmesse da questa meravigliosa terra e come sia chiaro il perché venga chiamata “la perla dell’Africa”.
“Giunti al termine anche di questa trentaquattresima edizione – conclude Ugo Breddo – voglio ringraziare tutti i relatori che si sono succeduti con passione in questi mesi ed il CAI vercellese, che ospita la rassegna fin dal suo inizio, e in particolare la presidente Chiara Monopoli”.
L’appuntamento per tutti gli amanti dei viaggi è fissato presso la mitica saletta intitolata al Cav. Petri del CAI vercellese, in via Stara, 1 con inizio alle ore 21,15.
L’ingresso, come di consueto, sarà libero.
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Redazione di Vercelli
LAGO DI LUGANO, 27 marzo 2026 – Il Parco San Marco Hotels & Beach Resort, destinazione d’eccellenza situata tra le sponde del Lago di Lugano e il fascino del Lago di Como, ha inaugurato ufficialmente la stagione turistica 2026. Immerso in un parco subtropicale di 40.000 mq, il Resort si conferma un punto di riferimento per l’ospitalità internazionale, quest’anno con un focus ancora più deciso sull’esperienza d’élite firmata ARIA Retreat & SPA.
Se il Parco San Marco continua a essere la scelta prediletta per coloro che cercano una perfetta vacanza “leisure” grazie alla sua anima 4 stelle e alle numerose aree dedicate alle famiglie, ARIA Retreat & SPA rappresenta la massima espressione del lusso contemporaneo all’interno del complesso. Struttura 5 stelle “all-suite”, ARIA è concepita per offrire un rifugio di assoluta quiete, dove il design d’avanguardia incontra la bellezza selvaggia del Ceresio.
“Siamo entusiasti di riaprire le porte della nostra oasi. Il nostro obiettivo è offrire un contrasto armonioso: da un lato l’energia e la varietà dei servizi del Resort, dall’altro l’esclusività assoluta e il silenzio rigenerante di ARIA, pensato per una clientela che cerca privacy e un benessere profondo.”
ARIA Retreat & SPA: il cuore 5 stelle del complesso
Punto di forza della stagione sarà – ancora una volta – la CEò Spa, il centro benessere di ARIA che ridefinisce il concetto di relax attraverso percorsi sensoriali, saune panoramiche e trattamenti personalizzati. Gli ospiti di ARIA possono godere di suite che sono veri e propri capolavori di architettura, con logge private che si affacciano direttamente sul lago, garantendo un’esperienza di soggiorno intima e sofisticata.
Un’offerta gastronomica e naturale senza confronti
La riapertura del 27 marzo segna anche il ritorno dei ristoranti esclusivi del complesso, che spaziano dalle atmosfere più informali del Dolce Vita Lounge & Terrace al fine dining d’autore de La Musa Restaurant. La posizione strategica del Resort permette inoltre di vivere appieno la primavera sul lago, tra escursioni in battello verso i borghi di Bellagio e Menaggio e passeggiate lungo i sentieri che circondano la proprietà.
“La nostra forza risiede nella pluralità dell’offerta. Con l’apertura stagionale, torniamo a presidiare il territorio insubrico con una proposta che sa essere, al tempo stesso, dinamica per le famiglie e profondamente esclusiva per chi sceglie il retreat di ARIA.”
Informazioni per la stampa
Vision: Parco San Marco Hotels & Beach Resort punta a essere un simbolo di eccellenza nell’ospitalità di lusso, contribuendo allo sviluppo del turismo nell’area insubrica.
Mission: il Resort si impegna a offrire esperienze su misura, combinando benessere, comfort e uno straordinario contesto naturale per soddisfare le esigenze di una clientela internazionale diversificata.
Contatti: Per ulteriori informazioni, vi invitiamo a visitare il sito ufficiale del Parco San Marco Hotels & Beach Resort al seguente indirizzo: www.parco-san-marco.com/en/contacts/
L’iniziativa da 3 miliardi di euro sostenuta dall’UE, con la partecipazione della Presidente della Commissione Ursula von der Leyen, evidenzia il rafforzamento dei legami economici tra Giordania e Unione Europea in un contesto regionale incerto.
Amman, Giordania – Il Regno Hashemita di Giordania prosegue i preparativi per ospitare la Conferenza Jordan–EU Investment Conference 2026, in programma il 21 aprile 2026 sul Mar Morto, con il sostegno di Sua Maestà Abdullah II of Jordan e con la partecipazione di Sua Eccellenza Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea, insieme ad alti funzionari – sia europei, che internazionali – e a investitori.
Nonostante la Conferenza si svolga in un contesto regionale sempre più complesso, la Giordania si conferma un Paese stabile e resiliente dal punto di vista economico, rafforzando il proprio ruolo come destinazione affidabile per gli investimenti, un partner strategico nella regione.
I preparativi puntano a presentare un portafoglio qualificato di opportunità di investimento già cantierabili nei settori chiave, tra cui sicurezza idrica, energia verde, infrastrutture digitali e minerali strategici, in linea con la visione di modernizzazione economica.
La Conferenza traduce il partenariato strategico tra Giordania e UE in opportunità di investimento concrete e finanziabili, sostenute da un piano di intervento europeo da 3 miliardi di euro. Le risorse saranno veicolate tramite strumenti finanziari innovativi, progettati per ridurre il rischio degli investimenti e accelerare l’avvio dei progetti.
L’evento valorizzerà anche il ruolo della Giordania come hub regionale strategico, in grado di connettere le catene di approvvigionamento ai mercati globali, sostenuto da una rete di accordi commerciali che apre l’accesso a oltre 140 mercati internazionali.
Il Ministro degli Investimenti, Dr. Tareq Abu Ghazaleh, ha dichiarato: “La Conferenza è orientata a presentare agli investitori opportunità chiare e concretamente realizzabili, che consentono un coinvolgimento diretto in progetti ad alto valore, all’interno di un contesto economico stabile e competitivo. È pensata per favorire la creazione di partnership e trasformare le opportunità in investimenti concreti”.
Aggiungendo: “La Conferenza si configurerà come una piattaforma orientata ai risultati, con percorsi dedicati ai singoli settori e momenti strutturati di confronto tra operatori, con incontri B2B e G2B. pensati per accelerare i flussi di investimento e rafforzare la collaborazione tra pubblico e privato“.
Da parte sua, Sua Eccellenza Pierre-Christophe Chatzizavas, Ambasciatore dell’UE nel Regno Hashemita di Giordania, ha dichiarato: “Siamo orgogliosi di annunciare la Conferenza sugli Investimenti UE–Giordania, un evento di alto livello che vedrà la partecipazione della Presidente della Commissione Ursula von der Leyen. Questo testimonia la solidità e la resilienza del nostro partenariato, soprattutto in un contesto regionale incerto. La Conferenza segna l’avvio di una collaborazione rinnovata e rafforzata, capace di avvicinare ulteriormente le nostre comunità imprenditoriali e di aprire nuove opportunità, favorendo una maggiore presenza degli investimenti europei nella dinamica economia della Giordania”.
Ospitare la Conferenza in questo momento invia un segnale chiaro. La Giordania, sotto la guida di Sua Maestà Abdullah II of Jordan e grazie alla solidità delle sue istituzioni, prosegue con determinazione nel proprio percorso di sviluppo economico. Le sfide si trasformano in opportunità. Passo dopo passo, il Regno rafforza il proprio ruolo di hub regionale per gli investimenti e la crescita sostenibile.
Contatti:
Joey Tawil, OMNES Media
+971 4 8855110
joey@omnesmedia.com
pr@omnesmedia.com
Roma – Geotab, leader globale nelle soluzioni per i veicoli connessi, presenta la sua soluzione integrata per i veicoli Hyundai in tutta Europa. Grazie alla telematica integrata di serie nei modelli Hyundai supportati, i dati vengono trasmessi in modo fluido alla piattaforma MyGeotab, senza la necessità di installare alcun hardware aggiuntivo. Questo approccio offre un vantaggio economico significativo, eliminando i costi legati ai dispositivi aftermarket e alla loro installazione.
La collaborazione consente alle flotte di gestire l’intero portfolio di veicoli Hyundai — inclusi quelli con motore a combustione interna (ICE) e i veicoli elettrici (EV) — all’interno di un unico ambiente unificato.
Armonizzando i dati nativi del veicolo con le capacità analitiche avanzate di Geotab, i responsabili di flotte miste ottengono una visione consolidata delle proprie operation, così da prendere decisioni più informate.
Vantaggi chiave per i fleet manager:
Manutenzione proattiva e uptime: il monitoraggio dello stato del motore, inclusi pressione dell’olio, temperatura del liquido di raffreddamento e stato specifico del DPF (filtro antiparticolato diesel), aiuta a prevenire guasti costosi.
GPS quasi in tempo reale: i veicoli Hyundai più recenti potranno trasmettere il segnale GPS ogni 10 secondi (i modelli più datati invieranno i dati all’accensione/spegnimento del veicolo).
Gestione della sicurezza di precisione: i fleet manager possono ora monitorare l’uso delle cinture di sicurezza da parte di conducente e passeggeri, il dispiegamento degli airbag, la distanza dal veicolo davanti tramite ADAS, lo stato del cofano e delle serrature delle portiere, per garantire un ambiente di lavoro più sicuro.
Monitoraggio completo sugli pneumatici: oltre agli avvisi di base, le flotte hanno accesso a rilevazioni specifiche della pressione e a indicatori di stato per ogni singola ruota, migliorando in modo significativo l’efficienza in termini di carburante e sicurezza.
Insight avanzati per veicoli elettrici pronti al futuro: per le flotte elettriche, la soluzione monitora lo stato di carica, gli stati di ricarica (AC/DC) e la temperatura delle celle della batteria, rendendo così possibile una pianificazione ottimizzata dei percorsi, basata sui tempi stimati per la ricarica completa.
Questa profonda integrazione consente ai fleet manager di passare da un monitoraggio reattivo a un’ottimizzazione proattiva, sfruttando insight ad alta risoluzione provenienti direttamente dai sensori installati di serie da Hyundai.
“L’ingresso di Hyundai nella nostra rete di partner OEM amplia la gamma di costruttori che gli operatori di flotte europei possono gestire attraverso un’unica piattaforma”, ha dichiarato Christoph Ludewig, Vice President of OEM, EMEA di Geotab. “La nostra partnership con Hyundai offre ai clienti un accesso immediato a dati veicolari di alta qualità, dalle metriche di sicurezza di precisione alle informazioni fondamentali sulle batterie. Eliminando le barriere dell’installazione hardware, aiutiamo le flotte a migliorare l’efficienza operativa e la sicurezza, semplificando al contempo la transizione verso un futuro elettrificato”.
“La nostra collaborazione con Geotab offre alle flotte Hyundai un’esperienza di telematica fluida e priva di hardware, che trasforma i servizi di dati e la connettività integrati in valore concreto. Dal GPS aggiornato ogni 10 secondi alla manutenzione predittiva, fino a insight approfonditi sui veicoli elettrici, gli operatori ottengono una visione più chiara, rapida e utile dei loro veicoli — tutto attivato da remoto e pronto per essere scalato”, ha aggiunto Marcus Welz, CEO di Hyundai Connected Mobility.
La soluzione integrata di Geotab per Hyundai è disponibile in oltre 40 mercati europei, tra cui Germania, Regno Unito, Francia, Spagna, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Norvegia, Svezia e Irlanda.*
Per maggiori informazioni: https://www.geotab.com/it/telematica-oem/
* Elenco completo dei mercati supportati: Germania, Regno Unito, Italia, Francia, Spagna, Ceuta, Polonia, Repubblica Ceca, Norvegia, Slovacchia, Paesi Bassi, Austria, Belgio, Lussemburgo, Svezia, Danimarca, Svizzera, Liechtenstein, Finlandia, Estonia, Lituania, Lettonia, Irlanda, Grecia, Romania, Bulgaria, Slovenia, Ungheria, Portogallo, Cipro, Islanda, Malta, Croazia, Isole Canarie, Serbia, Montenegro, Kosovo, Macedonia del Nord, Albania, Bosnia, Georgia, Moldavia, Ucraina.
Per ulteriori informazioni
Elisa Bortolozzo
Hotwire – Ufficio stampa
GeotabIT@hotwireglobal.com
(elisabetta acide) – «I figli di Israele partirono da Ramses alla volta di Succot, in numero di seicentomila uomini capaci di camminare, uomini, donne, bambini… greggi e armenti in gran numero» (Esodo 12,37-38).
Non solo storia.
Evento di fondazione e di salvezza.
Un popolo in cammino ed un Dio che accompagna, che libera, salva, dona la legge.
Nella veglia pasquale leggiamo il brano (Esodo 15,1-18) e spesso lo cantiamo musicato mirabilmente da Mons. Marco Frisina.
Il “canto” al di là del mare…
Notte, paura, passi, cammini…cena, libertà e timore:
“Voglio cantare in onore del Signore”.
Un canto si alza…la voce di Mosè e di tutto il popolo, ai margini di quel luogo di passaggio nella regione dei laghi Amari.
Una uscita “silenziosa” (nel testo non compare alcun inno a Dio durante l’uscita prima di questo), ma ora le voci si innalzano alla lode.
La lode a Dio liberatore.
Dio “agente” nella storia.
La salvezza attraverso l’ azione di Dio.
Non solo la lode a Dio che ha “liberato”, ma l’”affermazione”: “Io sono” è nella storia, accompagna il suo popolo, Dio “è” con il suo popolo, il Dio “dei padri” è con noi.
Mosè aveva “rassicurato”: Dio è con il popolo, combatte con noi… (Esodo al capitolo 14, 21-25).
E Dio si rivela con i suoi “nomi” e “aggettivi”: ’āḏônay ed ’ĕlōhîm: ’āḏônay l’attributo della tenerezza e dell’amore,’ĕlōhîm l’attributo della giustizia e della guerra.
Dio che “fa vivere”, che “chiama alla vita”, che “chiama alla libertà”.
Letteralmente “uscita ”, letteralmente in ebraico שמות shemòt, “nomi”, dall’incipit; greco Ἔξοδος èxodos, “uscita”, latino Exodus) “uscita dall’ Egitto”, più conosciuto come “passaggio” alla libertà, il libro dell’ esodo nasce da una vicenda storica di liberazione.
Vicenda innervata nelle vicende della storia che vede il Signore Dio come Colui che E’ e che fa uscire il suo popolo dall’Egitto.
Dio non è “comparabile” con altri dei… non c’è nessuno come Lui, nessuno paragone, nessuno può trionfare sui nemici del popolo d’Israele…, Dio è “uno e unico”: “Chi è come te, Signore?” (Esodo 15,11).
L’Esodo è “composto” da sei situazioni: la “schiavitù” in terra straniera luogo di religioni e culti politeisti; le “calamità” , l’uscita; il transito e permanenza nel deserto, il Sinai e il culto.
Esodo è “viaggio”, cammino, l’ “andare”, l’ “oltre” il luogo, speranza ed attesa, promessa e futuro.
“Uscire” ed andare… riecheggia la “chiamata” di Abramo: “Esci dalla tua terra e dalla casa di tuo padre e va’…”, “Farò dite una grande nazione… Alla tua discendenza io darò questa terra” (Genesi 12, 2-7) ; esperienza di Dio ed esperienza dell’uomo, esperienza di “popolo”.
Dio che si rivela nelle vicende umane, Dio dell’evento salvifico, Dio vissuto e riconosciuto, Dio nella storia di salvezza e liberazione.
Ed in quel deserto, un Dio liberatore è il Dio dell’alleanza, delle “Parole”, della Rivelazione e della Fede… il Dio che provvede (acqua e cibo).
Il Dio della “forza potente” contro gli avversari si fa tenero ed amorevole con la sua azione diretta, per elargire giustizia e salvezza nella sua misericordia.
E quelle “Parole” sono “raggi” che salgono e che attraversano: verso il cielo e verso la terra… Dio e uomo, Dio e prossimo…Parole che liberano dopo la liberazione.
Dio ha liberato, guidato, protetto ed ora dona e santifica.
Il “riscatto” del suo popolo.
Il popolo liberato e la sua relazione con Dio.
Non solo terra, non solo legge, alleanza ed “appartenenza”: Voi siete mio popolo e io sarò il vostro Dio.
Popolo che ha “fiducia”, che li farà “dimorare” dove abita la sua santità.
Dio che instaura una relazione “liberante” e “liberatrice”.
E quel “canto” che aveva coinvolto uomini e donne su quella riva, rivela l’amore di Dio che abita nel cuore dell’uomo.
Il libro della TaNakh (testo ebraico), il “cuore” , la Torah (definito Pentateuco nella Bibbia), che racconta la fede di Israele, nella sua parte “essenziale”, paradigma della liberazione da parte di u Dio che ha “sentito” e “visto” la condizione di oppressione del suo popolo.
Un evento per gli uomini di tutti i tempi, la logica della “pedagogia di Dio”, storia straordinaria di libertà e di liberazione.
Storia straordinaria che insegna all’uomo di tutti i tempi il valore della libertà come “valore”, come principio, come percorso personale e collettivo.
Identità personale e collettiva.
“Vi libererò” (Es 6,2)
Promessa mantenuta.
Alleanza.
Dio e uomo per una storia di salvezza.
Il Dio dei Padri che si fa “liberatore”, Dio con il suo “progetto di salvezza”, da una “parte all’altra della Mezzaluna fertile” (terra di Caldea ed Egitto), “Colui che è” si fa vicino e prossimo alle sofferenze ed alle gioie del suo popolo.
Jhwh “vicino” a “condividere”, “vicino” per liberare, “presente” per “mantenere le promesse”.
Tutti gli eventi “letti” nella vicenda della liberazione, la Pasqua, quel “salto” “illumina” la storia, non un “vagare”, un “transitare”, ma un camminare verso la meta, come popolo “costituito” da Dio.
E in quel deserto, il popolo non è solo, ha Dio, il Dio guida e liberatore, sabbia ed arsura “testimoniano” la benedizione di Dio, la sua premura, il suo “precedere” ed “attendere”.
Prova, tentazione e cammino, mormorazione ed attesa, delusione e ribellione… ma Dio nel deserto “si fa trovare”… ripara, protegge, educa…
E l’esodo oltrepassa l’ Esodo, supera la storia e significa il tempo, interpreta il “disegno” di Dio nelle attese dell’uomo, porta a “redenzione” con le promesse adempiute.
***

E in quella terra d’Egitto qualche millennio dopo, giunge proveniente dalla Palestina, una famiglia.
Sono impauriti, ma il padre “non teme”, prende il bambino e Maria (la sua sposa) e giungono in Egitto.
Ancora l’Egitto nella storia di Israele.
***

“Discesa volontaria”… come accadde ad un altro Giuseppe, il figlio di Giacobbe, quando mandò a chiamare il padre e fece fermare i fratelli (Genesi, 37 – 50).
***

Un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse:
“Alzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo. Egli si alzò nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: dall’Egitto ho chiamato mio figlio” (2,13-15).
L’evangelista san Matteo, nel suo Vangelo, ci descrive con queste righe la narrazione.
Non è importante andare a “verificare” l’evento storico, l’evangelista con questi versetti ne sottolinea l’importanza “teologica”, non sfugge infatti, proprio in queste righe, la citazione del profeta Osea:
“Dall’Egitto ho chiamato mio figlio” (Osea 11,1),
e, come in quell’esodo del 1250 a.C., risuonerà l’eco della liberazione:
“Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nel paese di Israele perché sono morti coloro che volevano la vita del bambino” (Mt 2, 20).
Esci e torna, ri-torna in Israele:
“Io sono il Signore Dio tuo, che ti trassi dalla terra di Egitto, dalla casa di schiavitù” (Esodo 20, 2).
“Dall’Egitto ho chiamato mio figlio”.
Ecco il versetto per “comprendere” la vicenda.
L’evangelista, giudeo che scrive per i giudei, fornisce la comprensione per questa esperienza, alla luce di quel “passaggio”.
L’Egitto, terra confinante oltre il deserto, da sempre nei secoli, costituisce zona di “fuga”, di “transito”, di “rifugio”.
Una terra che ancora oggi conserva la “memoria” di quel passaggio con numerose chiese copte, con affreschi che raffigurano la sacra famiglia, proprio nella città del Cairo.
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Egitto paese di accoglienza, di rifugio: paese che accoglie Abramo durante una carestia, che diventa la patria di Giuseppe figlio di Giacobbe venduto a dei mercanti e poi i sui fratelli, il padre, le tribù… che diventano numerosi, paese che accoglie Giuseppe con Maria e Gesù.
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Ma in Egitto arrivò anche il profeta Geremia (Ger 43,8 e 44,3) e il profeta Isaia dirà:
“Benedetto sia l’Egitto mio popolo”, (19,25) ed ancora “Ecco, il Signore cavalca una nube leggera ed entra in Egitto. Crollano gli idoli d’Egitto davanti a Lui… Ci sarà un altare dedicato al Signore in mezzo al paese d’Egitto” (Is 19, 1 – 19).
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Intreccio di una terra con la storia del Messia.
Quei Magi che giunsero dall’Oriente avevano chiesto ad Erode (il grande – re “fantoccio”) notizie di un bambino nato nell’anno… e tutti quei bambini vengono sterminati.
Il potere e la paura.
Ma sarà “avvertito” Giuseppe il carpentiere, se ne andrà e poi farà ritorno.
Non si fermerà in Giudea, proseguirà in Galilea.
Figura silenziosa e sorprendente quella di Giuseppe… sempre chiamato ad alzarsi a destarsi e lui obbediente, partirà, prenderà, si alzerà, andrà ritornerà, si ritirerà.
Un uomo in cammino ed un uomo che cammina. Fede incondizionata.
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E la Pasqua è “memoriale” dell’Esodo oltre i tempi, lo spazio, il “ricordo” vivo e costante di Dio presente ed operante nella storia del suo popolo, un Dio “alleato” che ricorderà al suo popolo ed agli uomini le promesse, la reciprocità.
Esodo che “rivela”.
E in un’altra Pasqua, un nuovo “esodo”: la storia giunta a “compimento”.
Un’altra Pasqua ed un liberatore, dal male e dal maligno…
Un’altra Pasqua ed una liberazione, punto di arrivo di radicale liberazione.
E quel “cammino” diventa un “percorso” tracciato.
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San Paolo, nella lettera ai Galati, (Gal 3, 26-29):
“Tutti infatti siete figli di Dio in Cristo Gesù mediante la fede; infatti, quanti siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo. Non esiste più giudeo né greco, non esiste schiavo né libero, non esiste uomo o donna: tutti voi siete una sola persona in Cristo Gesù. Se poi siete di Cristo, allora siete discendenza di Abramo, eredi secondo la promessa”. Ed ancora nella prima lettera ai Corinzi: (1Cor 10,2-4) “tutti sono stati battezzati in Mosè nella nube e nel mare, tutti hanno mangiato lo stesso cibo spirituale, tutti hanno bevuto la stessa bevanda spirituale (bevevano infatti da una roccia spirituale che li accompagnava: quella roccia era Cristo”.
In quella Pasqua Cristo darà se stesso “cibo per il cammino”, farà “passare” per una liberazione che condurrà alla definitiva salvezza.
I cristiani “passeranno” con le acque del Battesimo, il cammino di “nuovo popolo”, si nutriranno di quel “cibo” di vita nuova con l’Eucaristia e cammineranno come uomini e donne, come persone in cammino, gregge, “popolo che Egli conduce”.
E dalla Pasqua alla Pentecoste: che “porta a compimento” ciò che si inizia a Pasqua.
Dalla Risurrezione al dono dello Spirito Santo, la presenza divina nella storia e la comprensione dell’Incarnazione e della Risurrezione.
Non possiamo dimenticare che san Luca, descrivendo la Pentecoste, ci racconta che erano provenienti da molti luoghi, tra i quali l’ Africa del Nord Est, dunque l’Egitto.
Un solo Spirito, ma “lingue diverse”.
Un solo Dio in relazione con ogni singola persona.
Allora san Luca, forse ci dice che quella “liberazione” non è solo “evento” antico, “compimento”, Pasqua ebraica, Pasqua di Risurrezione e Pentecoste perché ogni cristiano, con il dono dello Spirito Santo, è chiamato ad essere testimone coraggioso del Vangelo.
Promessa per la Chiesa.
Troppo poco essere “liberati dall’esilio”.
La vera liberazione è liberazione dalla morte e dal peccato.
Promessa di salvezza.













