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(Stefano Di Tano) – Il pensiero di una tradizione dolorosa ci ha accompagnato per qualche giorno dopo l’uscita e l’attesa pubblicazione del Calendario Campionato 2022/23 Serie C nel quale appariva come un triste presagio la partita iniziale della Pro Vercelli contro il Padova, avversaria che si è sempre dimostrata ostica per le Bianche Casacche.
Ma la storia sportiva insegna che certe battaglie all’apparenza ritenute impossibili, molto spesso si trasformano in meritate e gloriose vittorie e sabato 3 settembre lo Stadio Robbiano-Piola con i tifosi vercellesi e padovani, è stato testimone di un evento confortante: la vittoria netta e sofferta della squadra di Massimo Paci contro la formazione veneta già indicata come una delle favorite nella lotta per la promozione in Serie B.
L’incontro è stato accesissimo, con decine di occasioni sui due fronti per passare in vantaggio già nel primo tempo.
Gli interventi strepitosi dei due portieri hanno più volte evitato agli attaccanti di esultare per i loro tentativi di andare a rete.
Nei 70 minuti le occasioni non sono mancate per merito di Mattia Mustacchio, Della Morte, Comi e Saco Coli… – Vasic, Russini, Piovanello, Calabrese, per i biancorossi.
FC Pro Vercelli: Matteo Rizzo, Masi, Cristini, Corradini, Mustacchio, Comi, Iotti, Renault, Iezzi, Saco, Della Morte.
Padova Calcio: Donnarumma, Valentini, Belli, Piovanello, Ceravolo, Radrezza, Dezi, Vasic, Russini, Zanchi, Gasbarro.
Protagonisti assoluti dell’incontro, col n. 22 del Padova, il rinomato portiere Antonio Donnarumma, e nella porta vercellese il giovane e brillante Matteo Rizzo che si è opposto ripetutamente alle precise incursioni ed ai potenti tiri degli attaccanti avversari, evitando lo svantaggio e successivamente evitando il pareggio dei padovani.
Note di conforto: il “grande” pubblico vercellese è ancora latente ma in tribuna l’affluenza è stata notevole.
Vivacissimi i giovani nella Curva Ovest con l’incitamento continuo rivolto ai nostri giocatori.
I dirigenti della Società confidano in un prossimo sostegno massiccio dei tifosi in modo da dare un concreto supporto alla squadra ed ai programmi presenti e futuri del rinnovato Gruppo che fa capo al nuovo Presidente Paolo Pinciroli.
Ovviamente, il “campo da gioco” è stato oggetto di una assoluta ammirazione per la sua ottima presentazione in quanto è stato completamente rifatto il fondo con la tecnica del manto sintetico con le rispettive perfette segnature bianche.
Dal tiro cross per il corner verso la porta di Donnarumma, effettuato con precisione millimetrica si è sviluppata in un attimo infinito l’azione del goal che ha portato alla meritata vittoria.
Tiro teso, preciso, verso la testa di Gianmario Comi nell’area piccola; il nostro magico n. 10 ancora una volta ha colpito con precisione infilando l’esterrefatto immobile portiere biancorosso.
Il tripudio in campo e sugli spalti è stato straordinario…. un vero scoppio di gioia che compensava la “sofferenza” durata oltre 75 minuti, aggravata dal comportamento sinistro dell’Arbitro Marco Emmanuele di Pisa, che ha distribuito cartellini gialli in gran numero ai vercellesi, ignorando anche una vistosa trattenuta in area a danno di un giocatore della Pro, un fallo che meritava un intervento decisivo e molto importante per il risultato finale.
Dunque grande festa per giocatori e tifosi, felicità e soddisfazione per i Dirigenti e tutto lo staff organizzativo, per l’allenatore Paci e gli Sponsor della Società che concretamente sta creando un mondo nuovo intorno al nome prestigioso della Pro Vercelli 1892, ed alla sua Storia che dura ininterrottamente da 130 ANNI.
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Redazione di Vercelli
(marilisa frison) – Il lunedì dal dī d’la festa, è stata una giornata molto lunga e carica di eventi, di emozioni, iniziata con la tradizionale fiera cittadina per le vie del centro, che ha portato tanta gente dalla vicina collina e dai dintorni. Tante le bancarelle giunte a Trino per questo appuntamento ormai collaudato, dove i mercatali non vogliono mancare perché a Trino si fanno affari.
Ad arricchire la fiera, in Piazza Comazzi alle 10,30, il concerto dei ragazzi di Artedù, preparati magistralmente da Meco Traversa, hanno dato il meglio di loro con “Suoninsieme Perimetrozero”, riscuotendo grande consenso. Una bellissima esperienza per questi giovani artisti.
Aperti anche i negozi trinesi con tante specialità e proposte innovative sempre in linea con le ultime tendenze, in fatto culinario, moda, gioielli, oggettistica varia e altro.
Alla sera la Pro-Loco, per festeggiare i vent’anni di attività, ha allestito uno spazio “Coachella party” per una serata a tema e i ragazzi si sono ispirati al popolare evento californiano nell’outfit.
I veri protagonisti sono stati i ragazzi della Leva 2004 che, alle 21, si sono esibiti nella passerella di Piazza Comazzi, attirando un folto pubblico da star, con abiti di Sina Magazine, La boutique del Corso di Roberto Gualino, che da vero showman, ha presentato la collezione in modo strabiliante assieme all’ormai collaudato Marco Vigliaturo e Chiara Bonetti. È stata presentata anche una bella collezione 2021/2022 del giovane Andrea Reale. Complimenti a questi ragazzi per la naturalezza e il portamento.

Novità, il ballo sul palco dei ragazzi della Leva 2004 con i genitori.
I saluti del Sindaco di Trino Daniele Pane, alla presenza degli Assessori, dopodiché ha chiamato sul palco alcuni rappresentanti della Pro-Loco locale, nata vent’anni fa, grazie a Marco Felisati e Gigi Drera, tutt’ora Presidente, proprio per poter fare un qualcosa in più per la città. A tutti e due è stata consegnata una targa di riconoscimento al merito e all’impegno.
In Piazza Audisio alle 21,15 per gli amanti del liscio, ha trionfato Romeo e la Cooperfisa, che ha coinvolto tutti nel ballo.
Tornando in Piazza Comazzi, dj Blansh ha intrattenuto fino alle 23 dove ha passato la consolle a dj Prezioso.
Grandissima affluenza di pubblico per il famoso dj Giorgio Prezioso, molti i giovani intervenuti che ballavano, saltavano e urlavano ai suoi comandi, divertendosi allegramente. Grande successo per i suoi arrangiamenti, la sua musica e il suo modo di proporsi.
Alle 24 si è esibito abilmente dj Franco Fracassi, fino a chiusura della nottata.
Questo martedì 30 Agosto ancora tanti eventi con spettacolo pirotecnico a conclusione della ricchissima Patronale di Trino.
Complimenti a tutti!
E la festa continua!
Vivo cordoglio in città e negli ambienti politici per la prematura scomparsa di Alberto Ricardi, Usciere del Comune di Vercelli, noto a tutti per lo scrupolo e la gentilezza con cui ha sempre svolto il proprio lavoro.
Alla soglia dei 60 anni, la morte l’ha colto nella propria casa di Vercelli nella serata di ieri, colpito da infarto sopraggiunto appena dopo cena: vani i tentativi di soccorso.
Alla sua compagna, le più sentite condoglianze.
Il Santo Rosario si prega oggi alle ore 17 alla Chiesa di Billiemme dove domani, mercoledì, con inizio ad ore 11,30, si terranno le esequie.
Borgosesia – Casale 0-1
Marcatori: 14’ st D’Ancora
Borgosesia (3-4-3): Gragnoli; Frana, Gilli (1’ st Giraudo), Rekkab (27’ st Iannacone); Monteleone (16’ st Pecci), Raja, Vassallo (36’ st Lauciello), Marra; Favale, Fossati, Donadio (27’ st Giacona). A disp.: Gavioli, D’Ambrosio, Crimi, Giacona. All.: Lunardon
Casale (4-4-2): Guerci; Lacava, Marchetti, Rossi (20’ st Gianola), Nouri; Giacchino, D’Ancora, Simonetta (20’ st Perez), Diagne (36’ st Gregori); Mesina (20’ Sparacello), Rancati (40’ st Tobia). A disp.: Calzetta, Vicini, Varallo, Gregori, Bincoletto. All.: Sesia.
Arbitro: Massari di Torino.
Guardalinee: De Giulio e Ambrosino da Nichelino.
Note: giornata soleggiata. Terreno in erba sintetica. Spettatori: 200 circa. Ammoniti: Nouri. Angoli: 5-7. Recupero: 3’ pt – 5’ st.
Non basta una buona gara al Borgosesia per passare il turno di Coppa Italia.
A decidere la qualificazione è la rete di D’Ancora che sblocca il match con una punizione.
Certo l’arbitro ci mette del suo; prima sorvola su un contatto in area ai danni di Fossati, poi non fischia un clamoroso fallo di mano in area commesso da Giacchino e infine non mostra il secondo giallo a Nouri.
Le ostilità si aprono con i tentativi di D’Ancora e Raja che non inquadrano lo specchio della porta.
Ospiti pericolosi al 9’ sugli sviluppi di un calcio d’angolo; la testata di Rancati termina alta.
Minuto 14’, Guerci con un grande intervento manda in corner la conclusione di Vassallo.
Vassallo ci riprova di testa due minuti più tardi, Guerci c’è.
Occasione del vantaggio per il Borgosesia; Raja al 17’ scaglia un siluro dal limite che finisce di poco alto.
Due giri di lancette e Donadio da ottima posizione manda a lato.
E’ il 35’ quando Fossati viene contrastato in area da Marchetti, l’attaccante valsesiano va a terra ma l’arbitro lascia proseguire.
La ripresa si apre con il vantaggio ospite; punizione calciata dal limite da D’Ancora, palla nell’angolino basso alla sinistra di Gragnoli.
Incredibile al 23’; Giacchino tocca con la mano in piena area, l’arbitro non concede il rigore.
Sei giri di lancette e Vassallo va vicino al pareggio colpendo il palo.
Sull’altro fronte, Gragnoli respinge la conclusione di Giacchino.
Il direttore di gara è ancora protagonista al 35’ quando fischia un fallo di mano a Nouri ma non gli mostra il secondo giallo.
Nel finale il Borgo va vicino al gol prima con Giraudo e poi con Pecci ma Guerci si salva.
Ultima emozione il gol annullato per fuorigioco di Frana.
Redazione di Vercelli
(marilisa frison) – Venerdì 26 Agosto siamo proprio entrati nella festa patronale a tutti gli effetti: festa che possiamo definire l’evento, la manifestazione più bella dell’anno di Trino e dintorni. Tanta gente è arrivata anche da fuori città, tante le attrattive, oltre al luna park.
Un vero successo; ma… andiamo per ordine: alle 17.30 la compagnia teatrale Al Lantarnin dal Ranatè, fondata da Mario Martuzzi e Angelo Varvelli, circa 35 anni fa, che sarà molto presente all’interno di questa festa patronale 2022, ha presentato il primo dei tre pomeriggi di eventi culturali, dedicato a giovani medici trinesi. Ha molto incuriosito questo singolare evento culturale e Mario, davanti a un cospicuo numero di persone, ha dato inizio alla Kermesse presentando con grande orgoglio tutto il suo cast e ha ricordato tutti gli eventi culturali di cui si occupa la Compagnia durante l’anno, oltre a quelli teatrali. Era presente l’Assessore alla Cultura, Silvia Cottali, che ha portato i suoi saluti e ringraziamenti ed è stata omaggiata da parte dal Lantarnin di un attestato. Prima del raccontarsi in modo scherzoso dei medici, Marco Garrone ha intrattenuto brillantemente i presenti con simpatiche battutine a discapito dei poveri medici, che specialmente in questi ultimi due anni non hanno avuto tregua.
I nostri giovani e brillanti “doc” che si sono raccontati e confrontati con la satira del cast dal Lantarnin sono: Alessandro Croce, che lavora presso il dipartimento cardiovascolare dell’Ospedale San Luca, a Milano; Sara Mantilaro, laureata con una tesi in psichiatria e sessuologia, attualmente medico di guardia alle carceri di Vercelli; Riccardo Guaschino, medico specializzando in Medicina dello Sport e dell’Esercizio Fisico, Università degli studi di Pavia; Kalaja Jurgen, dottore in medicina e chirurgia, lavora in continuità assistenziale nella sede di Trino, dove è stato ex guardia medica; Cristiano Varvelli, medico per avvenimenti sportivi, Continuità Assistenziale (ex Guardia Medica), Usca (Unità per emergenza Covid). In bocca al lupo a tutti, per una radiosa carriera e complimenti a questi giovani medici per l’impegno professato e per la naturalezza con cui si sono prestati nelle varie prove di recita, canto e prosa, tutto questo è avvenuto nello splendido contesto dei giardini della biblioteca civica di Trino.
Alle 20, ha aperto i battenti la Pro Loco di Trino con le sue gustose specialità, per la prima serata i commensali hanno potuto apprezzare: calamari fritti, patatine, spiedini, insalata di mare, rigatoni al ragù, spaghetti allo scoglio, macedonia con gelato e panna cotta arricchita al caffè, cioccolato o pistacchio.
La Leva del 2004 ha fatto irruzione verso tarda serata e portato allegria con fischietti e urli.
Auguroni alla Pro-Loco di Trino che quest’anno festeggia i suoi primi vent’anni di onorata attività!
A chiudere la giornata di venerdì ci hanno pensato gli “Abba dream”, che con il tributo agli “Abba” hanno fatto cantare e ballare una gremita Piazza Comazzi. Molto apprezzati gli orchestrali e i cantanti.
Giornata riuscitissima e la festa continua! Seguiteci su VercelliOggi.it.
Una buona idea, ma realizzata in modo certo migliorabile.
Così il gruppo di Opposizione in Consiglio Comunale “Bentornata Borgosesia” si esprime interrogando la Giunta del Sindaco Fabrizio Bonaccio e, in particolare, l’Assessore Marco Buonamici.
Si tratta del “Summer Party” che, se ha permesso di cogliere i primi incoraggianti segnali di ripresa della “vita sociale”, ha altresì evidenziato alcune criticità organizzative, di cui hanno fatto le spese i commercianti.
Il Gruppo di Opposizione in Consiglio Comunale “Bentornata Borgosesia”, che ha partecipato alle recenti Elezioni Amministrative presentando il candidato Sindaco Sara Costa, così come apprezza l’iniziativa, chiede alla Giunta di evitare, in futuro, queste smagliature.
Ecco il testo dell’interrogazione.
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Egr. Signor
SINDACO COMUNE DI BORGOSESIA
Piazza Martiri
13011 BORGOSESIA (VC)
Borgosesia, 03 Agosto 2022
OGGETTO: INTERROGAZIONE RELATIVA ALLA MANIFESTAZIONE “SUMMER PARTY” del 29 e 30 LUGLIO 2022.
Lo scrivente gruppo di minoranza “Bentornata Borgosesia” si complimenta per la manifestazione “Summer Party”che ha dato i primi segnali di ripresa della “vita sociale” della comunità Borgosesiana.
Tuttavia non è mancato il disappunto relativo all’evento “Nostalgia anni 90” di alcuni esercizi posti sul retro del palco che, come tali, sono stati penalizzati nell’esercizio della propria attività oltre che per i commenti negativi di parecchi cittadini.
Chiediamo pertanto al Signor Sindaco, all’Assessore competente Marco Buonamici ed al Comandante della Polizia Locale Ruggero Dott. Barberis Negra la motivazione della scelta dell’area di piazza Mazzini in cui è stato posato il palco utilizzato per l’evento di sabato 30 luglio. Scelta a nostro avviso penalizzante per non aver favorito tutte le attività commerciali in ugual misura.
Si richiede quindi, con risposta scritta, la motivazione di tale scelta nella speranza che, per il futuro, si presti maggior attenzione a quanto sopra esposto.
Cogliamo l’occasione di complimentarci per la riuscita della serata di venerdì grazie all’impegno degli esercizi coinvolti che hanno organizzato occasioni di buona musica e ottima degustazione.
BENTORNATA BORGOSESIA
Gruppo di Minoranza
Allegato materiale fotografico
Forse non tutti sanno dove sia, a Vercelli, Via Celestino Peroglio.
Ancor meno sono quanti sanno chi sia stato il Peroglio, di cui almeno una cosa bisogna sapere: a lui dobbiamo la grande e prestigiosa Sede dell’Istituto Cavour di Corso Italia.
Ma la Via dedicata al grande Studioso vercellese si trova attigua a Piazza Solferino, alle spalle dell’immobile per molto tempo sede dell’Ufficio Iva ed ora dell’Istituto medico “CDC”.

Ma bisogna sapere che, in quella strada, furono per la prima volta sistemati tavoli, sedie e cucine da campo per l’edizione numero uno della Sagra d’la Panissa.
Un’idea di Guido Manolli e di suo padre Mario, “since” 1991.

Trent’anni (più uno, quello del Covid) sono un pezzo di storia di Vercelli.
Dal 1993, visto il grande successo delle due prime edizioni, il trasferimento nella sede dove ancora oggi la città ha il privilegio di ospitare questa manifestazione: i locali della Palestra Mazzini. All’esterno le attività gastronomiche e musicali, all’interno la mostra con le opere di artisti vercellesi.

Oggi, 18 agosto, il taglio del nastro.
Anzi, alle 18,30 perché la Commissione di Vigilanza sui Locali di Pubblico Spettacolo (organismo composto da Vigili del Fuoco, Prefettura, Asl ed altri Enti aventi titolo) ha controllato puntigliosamente ogni cosa: si può stare tranquilli. La Sagra è sicura.
Una sola parola a Guido Manolli ed ai suoi Collaboratori, che vediamo, di anno in anno, sempre numerosi e sempre fiduciosi nel futuro.
La parola è: grazie.
Grazie per tutto ciò che fate, mossi unicamente dall’amore per la città, per la nostra gente, per una tradizione che viene valorizzata e tramandata.
Anche quest’anno tante iniziative da oggi e fino al 24 agosto compreso.
Ne parleremo giorno per giorno: tutte le sere apertura dalla cucina alle 19 ed intrattenimenti musicale di valore.
Poi, la mostra con le opere grafiche di artisti vercellesi e l’esposizione di antiche attrezzature per la lavorazione del riso.
Vi lasciamo con il video e con una piccola gallery, per incominciare.
Circostanza particolarmente solenne e, insieme, lieta, quella di ieri 15 agosto, in cui la Chiesa celebra l’Assunzione al Cielo della Beata Vergine Maria.
Circostanza solenne perché all’Assunta è dedicata la Cattedrale, alla sua materna benevolenza si affida tutta la comunità eporediese.
La Madre.

San Luigi Maria Grignion de Montfort, nel celeberrimo “Trattato sulla vera devozione alla Santa Vergine”, dopo avere illustrato le sette “false devozioni”, ci parla delle cinque forme di “vera devozione” a Maria.
E, così come rileviamo (espressi in vario modo) l’interferenza di intellettualismi infine senza costrutto e forse anche “poco intellettuali”, quali comun denominatore delle devozioni “false”, vediamo, invece ed al contrario e con una disarmante e santa semplicità, quale sia il tratto distintivo della devozione “vera”.
Quello di rivolgersi con fiducia e come ad una mamma, a Maria.
Certo, non è tutto qui.
Ma il Santo che contrastò e fu contrastato dai giansenisti insegna proprio e soprattutto questo: la vera devozione a Maria è, in fondo, “semplice” e, più precisamente, interiore, tenera, santa, disinteressata, costante.
Traguardato da un punto di vista autenticamente, sinceramente, ma, appunto, “semplicemente” mariano, diventa più “comprensibile” anche all’uomo ed alla donna di oggi, l’appuntamento che ha caratterizzato la Liturgia in questo giorno di grande festa: la consacrazione di due giovani all’Ordo Virginum.

Due parole per dire di cosa si tratti, cosa sia l’Ordo Virginum:
Per comprendere la riscoperta dell’Ordine delle vergini occorre collocarla nell’ambito del rinnovamento ecclesiale voluto dal Concilio Vaticano II. Si tratta di uno dei frutti dell’approfondimento liturgico e patristico, della crescente attenzione all’apostolato dei laici, ma soprattutto dell’ecclesiologia conciliare e della riscoperta della Chiesa locale, del cambiamento della condizione femminile nella Chiesa e nella società. Seguendo le indicazioni della Costituzione Sacrosantum concilium al n. 80, il Rito della consecratio virginum fu sottoposto a revisione.
La fisionomia spirituale delle consacrate appartenenti all’Ordo virginum è chiaramente delineata nel Rito di consacrazione, cioè l’azione liturgica con cui la Chiesa celebra la decisione di una vergine cristiana di consacrare a Cristo la propria verginità e, invocando su di lei il dono dello Spirito, la dedica per sempre al servizio cultuale del Signore e a una diaconia di amore in favore della comunità ecclesiale. Esso descrive le vergini consacrate sul modello della Chiesa vergine per l’integrità della fede, sposa per l’indissolubile unione con Cristo, madre per la moltitudine di figli generati alla vita di grazia.
Durante la consecratio virginum, le consacrande esprimono il sanctum propositum, cioè la ferma e definitiva volontà di perseverare per tutta la vita nella castità perfetta e nel servizio di Dio e della Chiesa, seguendo Cristo come propone il Vangelo per rendere al mondo una viva testimonianza di amore ed essere segno manifesto del Regno futuro.
«Il propositum delle consacrande viene accolto e confermato dalla Chiesa attraverso la solenne preghiera del vescovo, il quale invoca ed ottiene per loro l’unzione spirituale che stabilisce il vincolo sponsale con Cristo e a nuovo titolo le consacra a Dio. In questo modo, le vergini sono costituite persone consacrate, segno sublime dell’amore della Chiesa verso Cristo, immagine escatologica della sposa celeste e della vita futura. L’appartenenza esclusiva a Cristo, sancita col vincolo nuziale, mentre alimenta in loro la vigile attesa del ritorno dello Sposo glorioso (Mt 25,1-13), le associa in modo peculiare al suo sacrificio redentore e le dedica alla edificazione e alla missione della Chiesa nel mondo (Col 1,24)».
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Proprio di questa Liturgia della Consacrazione rivedremo ampi stralci nel filmato di oltre 40 minuti che siamo lieti di offrire ai Lettori.
Il Vescovo di Ivrea, consacrante, Mons. Edoardo Aldo Cerrato, guida paternamente questa “azione liturgica” che è molto utile seguire, per scoprirne i tanti, luminosi significati.

Dapprima il video propone l’omelia, poi la Consacrazione.
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Da un punto di vista mariano, dunque, la spiegazione semplice di ciò che, nella società di oggi, può apparire difficile da capire: due giovani di alta formazione e professionalità decidono di offrire a Dio la propria vita, consacrandosi spose di Cristo nella verginità, che si impegnano ad osservare per sempre.
Condurranno, per il resto, una vita pienamente partecipe del Mondo.
Maria Beatrice Vallero, di Ivrea, è laureata in Fisica e piace pensare che, dopo avere indagato la materia dall’infinitamente piccolo all’infinitamente grande, abbia inteso che la materia non può bastare a se stessa, senza il soffio dello Spirito.
Così come Elisa Moro, di Alice Castello, laureata in Psicologia Clinica, studiosa di Teologia, anche per gli studi compiuti sappia meglio di altri capire il cuore e la mente dei suoi contemporanei.
Qui qualche nota biografica delle due giovani.
Dunque, pienamente “nel” Mondo, ma non “del” Mondo.
Ecco la cifra forse più persuasiva di quella “via mariana alla santità” che è una via possibile, feriale, impegnativa, però gioiosa.
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Ci permettiamo di suggerire al Lettore l’ascolto delle parole che il filmato propone.
La parola del Vescovo, anzitutto: l’omelia è integrale.
E poi le parole della liturgia di consacrazione: parole semplici, che le giovani pronunciano nella gioia.
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In tanti hanno voluto unirsi a loro per dire, soprattutto, della gratitudine di tutta la comunità per questo dono.

Anzitutto, vediamo le “madrine” delle Consacrate.
Valentina Gili Borghet (consacrata Ordo Virginum) e Madre Martin Terese (Stelle del mattino di Rivarolo Canavese) sono state le madrine di Elisa.
Mentre per Maria Beatrice sono intervenute Maria Poetto (Ordo Virginum di Torino) e Madre Luisa Liburno (Flammae Cordis di Roma).

Particolarmente partecipe, poi, il Sindaco di Alice Castello, paese di Elisa, Luigi Bondonno.
Presenti, inoltre, gli Alpini, rappresentanti dell’Associazione Aranceri Scorpioni d’Arduino, la Confraternita di San Giuseppe di Biella.
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La liturgia è stata animata in modo splendido dal Coro della Cattedrale di Ivrea, diretto dal Maestro Signora Ausilia Fiorina. All’organo il Maestro Alessandro Veneri che, per l’esecuzione di qualche brano, ha volentieri lasciato le tastiere a Damiano Vallero, fratello di Maria Beatrice.

Infine, la presenza veramente gradita di alcuni giovani e talentuosi studenti di strumenti ad arco, che partecipano alle Scuole con metodo Suzuki, diretti dal Maestro Antonio Mosca.
Li rivedremo e ascolteremo di nuovo molto presto, ma questa è… una sorpresa.
Biagio Munì e Luca Dibitonto Consiglieri Comunali di Balocco?
Impossibile, ma – a quanto pare – non per il Comune di Balocco: oh gia!
E’ una chicca che regala il singolare Albo Pretorio on line del piccolo, ma ingegnoso, Municipio della Baraggia.
Ma andiamo con ordine.
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Dunque, bisogna sapere che l’Albo Pretorio del Comune di Balocco ha qualcosa di praticamente unico tra quelli che consultiamo da qualche tempo, con doverosa frequenza pubblicati dai Comuni della provincia di Vercelli.
Balocco è uno di quegli Enti che si affida, per questo genere di servizi, alla Società Siscom di Cervere.
Il ridente paese della provincia di Cuneo, fino a pochi anni fa era noto in Italia e nel Mondo prevalentemente, se non esclusivamente, per la fiorente coltivazione del porro.
La sapida liliacea, ricchissima di vitamine del gruppo B e di Manganese, ne è un po’ il simbolo (così come del Galles) ed è il protagonista della annuale fiera che gli è dedicata.
Così come la lumaca lo è di Cherasco o la fragola di Peveragno.
Bene.
Invece, da qualche anno, quando si parla di servizi informatici per gli Enti Locali, il pensiero corre subito a Cervere perché lì ha la propria sede storica, fondata e diretta ancora oggi da Renato Sevega. Continue reading “SORPRESA – Biagio Munì e Luca Dibitonto Consiglieri Comunali a Balocco – Oh già!”
Non era presente alla riunione, ma il pullmino per portare tutta quella gente ad Alessandria potrebbe averlo messo a disposizione Alessandro Montella (spending review, ovvio, nessuna mano corra agli inguini).
Perché il risultato dell’incontro del Direttivo provinciale della Lega (per Salvini – e ridiamo – Premier) tenutosi l’altra sera ad Arborio è una pletora di auto candidature.
Il Direttivo Provinciale, peraltro, non c’è, perché il partito è da anni affidato al Commissario On. Paolo Tiramani: quindi, se non c’è il Segretario, come fa ad esserci l’Organo Collegiale? Boh!
Ma andiamo con ordine.
Prima di tutto: chi c’era al convegno di Arborio?
Per quello che ne sappiamo: Tiramani, Eraldo Botta, Daniele Baglione, Massimo Simion, Fabrizio Bonaccio, Franck Pietrasanta, Angelo Dago, Michele Pairotto, Carla Camoriano, Gian Carlo Locarni e un po’ di altra gente, ma a noi hanno detto questi.
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In questa fase, nella Lega si sono raccolte le “disponibilità” ad una candidatura al Parlamento, per le elezioni politiche del prossimo 25 settembre.
La data per la presentazione delle liste di candidati (18 agosto) si sta avvicinando.
Dunque, ecco la discussione che tentasse di mettere a fuoco le “disponibilità”.
Niente di più.
I “disponibili” sono tanti.
Sono andati tutti a firmare (ma non la candidatura, bensì, appunto, la disponibilità) ad Alessandria.
Chi sono?
Una decina (dicunt), non è che possiamo saperli tutti: lo stesso Tiramani, Eraldo Botta, Daniele Baglione, Gian Carlo Locarni, tal Ferraris di Borgosesia, che è stato piazzato in qualche Ente, Margherita Candeli, Carla Camoriano, Enrica Poletti (Varallo).
Poi forse qualcun altro, ma cambia poco.
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Dunque, quale sarebbe stato il senso dell’incontro di Arborio?
Forse quello di convincere Botta e Baglione a desistere.
Ed il loro “fermo proposito” è parso ad alcuni come una manifestazione di dissenso nei confronti del leader.
Completamente allineato, invece, un altro “disponibile”.
Recentemente confermato Segretario cittadino di Vercelli, Dante ha mostrato completa fedeltà al tridente Tiramani – Simion – Cortopassi.
Nonostante lo scherzetto che abbia tentato di tirargli il Sagacissimo (affettuoso nick name affibbiato dagli amici a Massimo Simion, padre dei successi del Centrodestra a Santhià e forse tra poco anche a Vercelli) insieme a Romano Lavarino, proprio in occasione del rinnovo per la Segreteria cittadina.
Ma si vede che Dante è “educabile” dalle bastonate: più ne prende, più obbedisce.
Quindi, che è successo ad Arborio?
Nulla, è inutile scaldarsi.
Normale amministrazione.













