Mese: Marzo 2026
La comunicazione si conferma uno dei motori del grande successo dell’edizione 2026 dello Storico Carnevale di Ivrea, con grande affluenza e record di ricavi totali di tutta la storia del Carnevale.
Un risultato raggiunto anche grazie a una massiccia campagna di comunicazione multimediale.
Non solo una tradizione profondamente radicata nella storia e nel cuore della città, ma un evento che continua a rafforzare la propria forza e capacità attrattiva anno dopo anno.
Un risultato reso possibile da un lavoro coordinato su più fronti, offline e online, che ha saputo coinvolgere un pubblico sempre più ampio e diversificato, in Italia e oltre confine.
Il media mix ha incluso social, web, tv, video strategy aeroportuale, radio, stampa print e digital e maxi led wall, creando una mirata strategia multicanale.
L’edizione 2026 ha fatto segnare risultati di grande rilievo raggiungendo centinaia di migliaia di persone e consolidando ulteriormente la comunità di appassionati.
Ma cosa significa questo in concreto?
Il sito web al centro dell’attività di comunicazione
Il sito ufficiale del Carnevale ha registrato dal 6 gennaio al 18 febbraio (chiusura) 220.000 visitatori unici, di cui quasi 87.000 solo da giovedì a martedì grasso, con 1.115.000 pagine visualizzate (di cui 470.000 solo nell’ultima settimana), vale a dire persone che si sono collegate almeno una volta per cercare informazioni, consultare il programma o semplicemente immergersi nell’atmosfera della festa – segno di un grande interesse per i contenuti proposti.
In tutto sono stati pubblicati 66 comunicati stampa e news, aggiornando costantemente il pubblico e gli operatori media su tutte le novità della manifestazione.
La mailing list dei giornalisti che ricevono regolarmente le comunicazioni è in costante aggiornamento e oggi conta circa 600 contatti attivi.
Numeri importanti che dimostrano come il Carnevale abbia saputo far apprezzare al pubblico la storia e le tradizioni della Festa creando un coinvolgimento che va oltre la semplice fruizione di contenuti online.
Attraverso una narrazione completa di ogni aspetto della manifestazione – dalla tradizione ai cibi, dagli eventi collaterali fino alla Battaglia – il pubblico può vivere l’esperienza del Carnevale in modo più ricco e immersivo.
Facebook e Instagram: performance straordinarie e una comunità sempre più ampia e attiva
Sui social network il Carnevale ha riscosso un’attenzione straordinaria confermandosi ancora una volta il Carnevale più social d’Italia per numero di contenuti e interazioni (like, commenti e condivisioni), ampliando ulteriormente il distacco da Viareggio e Venezia già registrato nelle ultime edizioni.
Solo su Facebook e Instagram, i contenuti pubblicati nel periodo di Carnevale (6 gennaio – 18 febbraio) hanno registrato oltre 19 milioni di visualizzazioni (erano stati 13.5 milioni nel 2025).
Questo significa che foto, video e aggiornamenti sulla manifestazione hanno catturato l’interesse di un pubblico vastissimo, peraltro per il 27,7% costituito da non follower, indice di un interesse sempre più evidente anche tra un pubblico nuovo.
Questo trend è confermato dai 4.711 nuovi follower su Instagram, oggi quasi 34.000 e 3.314 nuovi follower su Facebook, oggi oltre 30.000. Inoltre, le interazioni – vale a dire i “Mi piace”, i commenti, le condivisioni e i salvataggi – sono state più di 285.000 (di cui 185.000 solo su Instagram), a dimostrazione di un coinvolgimento sempre più attivo da parte degli utenti, addirittura il 30% in più rispetto al 2025.
Il post dedicato alla pulizia delle strade, diffuso in collaborazione tra S.C.S., Fondazione e Città di Ivrea, è diventato il contenuto più performante nella storia dei canali social del Carnevale: 5.960 like, 155.000 visualizzazioni, 135 commenti e 485 condivisioni, di cui il 62% da parte di non follower.
Grande successo hanno riscontrato i tanti post e reel pubblicati che hanno permesso a tanti appassionati di seguire con regolarità tutte le fasi della manifestazione: il reel della Battaglia dei Diavoli in Piazza Freguglia è stato visualizzato 235.000 volte.
Per la prima volta sono stati molti i post che hanno collezionato oltre 5.000 like: dal primo reel pubblicato la mattina 6 gennaio con gli amati Pifferi e Tamburi (160.000 visualizzazioni e 5.918 like) fino al post della presentazione della Mugnaia. La media è stata costantemente superiore ai 2000 like per post.
Il coinvolgimento sui social è parte di una strategia completa che complementa gli altri mezzi, consentendo di raccontare il Carnevale in tempo reale e di attrarre nuovo pubblico che poi può scoprirne storia e tradizioni una volta arrivato a Ivrea.
L’analisi del target degli utenti rivela che il 30% del pubblico ha un’età compresa tra i 25 e i 35 anni.
Si conferma un grande successo per le dirette live su entrambi i canali Instagram e Facebook: in particolare la diretta su FB della presentazione della Mugnaia è stata visualizzata da oltre 75.000 persone con quasi 11.000 interazioni: la diretta è stata seguita da appassionati da ogni parte del mondo.
La diretta della premiazione della Battaglia delle arance il martedì ha avuto oltre 67.000 visualizzazioni e 15.500 interazioni.
Rispetto agli anni passati in questa edizione sia il sito sia i vari canali social hanno registrato performance molto alte anche nelle settimane precedenti quella clou, con livelli di accessi e visualizzazioni ben oltre la media, confermando un interesse più “strutturale” (e non solo “emozionale”) da parte del pubblico, oltre il picco inevitabile che si ha a partire da Giovedì Grasso. Nel 2026 l’interesse degli utenti è risultato molto più “spalmato” su tutti gli eventi del Carnevale a partire dal 6 gennaio.
Il complesso di questi dati (soprattutto la crescita organica dei follower e l’alto numero di interazioni) dimostra un elevatissimo livello di engagement di tutti i profili social del Carnevale, dato ormai consolidato.
Un dato ancora più significativo considerando che la crescita sui social deriva unicamente da attività organiche.
L’impatto del digitale, dei media tradizionali e dell’out-of-home
L’attività di comunicazione non si è fermata ai social media. Maxi led wall installati in città strategiche come Milano e Torino hanno contribuito a promuovere il Carnevale a livello nazionale (raggiunti 1,5 milioni di contatti lordi).
I maxi led wall, versione moderna delle affissioni, sono molto più grandi, tecnologici e impattanti dei precedenti.
Collocati generalmente in posizioni di estrema visibilità e prestigio (ad esempio piazza Duomo a Milano), permettono di intercettare pubblico con alta propensione turistica e capacità di spesa generando ricadute economiche sul territorio e attirando sponsor nazionali.
Per il secondo anno consecutivo è stata inoltre pianificata una campagna di digital advertising della durata di una settimana (9–15 febbraio) presso l’aeroporto di Torino, con una copertura su 23 impianti digitali distribuiti nelle principali aree dello scalo – ingressi, check-in, partenze e arrivi.
In maniera complementare ai led wall, una presenza forte su stampa, radio e TV, con attività organiche e campagne a pagamento, ha assicurato una copertura su larga scala.
Il Carnevale è stato coperto da piattaforme streaming come Netflix e dai principali telegiornali nazionali, tra cui RAI, Mediaset e La7.
La media partnership con il Gruppo GEDI – che comprende
La Sentinella, La Stampa, La Repubblica, Radio Deejay e Radio Capital – e le campagne stampa su tutti i principali quotidiani nazionali hanno permesso di raggiungere pubblici diversi e complementari.
Questo approccio integrato ha consentito di raccontare la storia, le tradizioni e il significato del Carnevale rafforzandone il ruolo come evento di rilievo nazionale e internazionale.
La sala stampa attiva durante la settimana clou ha ospitato oltre 200 giornalisti, fotografi e operatori della comunicazione, provenienti da diverse parti del mondo (tra gli altri Sud Africa, Polonia, Slovenia, Francia, Stati Uniti, Gran Bretagna).
Media Partner
I media partner del Gruppo GEDI (La Sentinella del Canavese, La Stampa, La Repubblica, Radio Deejay, Radio Capital) si sono rivelati ancora una volta preziosi per il costante supporto, sia attraverso le edizioni cartacee sia attraverso i canali on line e broadcast.
Radio e TV
Nelle ultime settimane sono stati numerosi i passaggi sia TV che radio, coordinati dall’ufficio comunicazione della Fondazione, non solo sui canali già citati del Gruppo GEDI, ma su numerosissimi broadcast nazionali e piattaforme streaming. Tra questi Netflix che ha ospitato per due settimane una pianificazione dedicata con formato pause adv e delivery geolocalizzata verso le regioni limitrofe Ivrea: una strategia volta a intercettare un pubblico con maggiore interesse verso la manifestazione.
Un evento in continua crescita
L’edizione 2026 ha visto una partecipazione record. L’interesse per gli eventi simbolo – dalla Calzata del Berretto Frigio alla Battaglia delle Arance, senza dimenticare le Alzate o la presentazione dei Carri – ha generato un impatto mediatico e turistico senza precedenti.
Rispetto al passato, si registra sempre un maggior interesse a vivere la città e il suo Carnevale per più giorni.
In particolare, il pubblico si è distribuito nel modo più equilibrato sulle tre giornate di Battaglia, con presenze molto alte anche nel lunedì e soprattutto nel martedì, giornata di chiusura caratterizzata da eventi già a partire dalle 11 del mattino fino alla conclusione oltre le 23.
La costante crescita di pubblico straniero e le prenotazioni dell’area camper ne sono una conferma.
Complessivamente, oltre 140.000 persone hanno assistito al Carnevale a partire da giovedì Grasso, di cui 40.000 solo nella giornata di chiusura di martedì Grasso.
Tradizione e innovazione vanno di pari passo: il Carnevale di Ivrea continua a incantare dal vivo e, attraverso il digitale e tutti i poderosi mezzi di comunicazione, arriva direttamente al pubblico di tutto il mondo, offrendo ai media che ci ospitano contenuti di grande interesse.
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Redazione di Vercelli
Anche quest’anno è un piacere offrire ai Lettori qualche significativo stralcio della cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico dell’ Università del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro”: in questo 2025 / 2026 si compie il XXVIII dalla fondazione ed è ancora vivo nella memoria il sentimento di grande soddisfazione allora condiviso e vissuto per il coronamento di un percorso che si era snodato tra tornanti tutt’altro che facili; inutile dire che la creazione di un secondo Ateneo in Piemonte per lungo tempo non fu ben visto dal… primo, con tutto il corollario che si può immaginare e che in ogni caso è ormai consegnato alla Storia.
In questi 28 anni l’Ateneo si è conquistato un posto primario nella società vercellese, novarese, alessandrina, che in esso vede un fattore di sviluppo ormai pienamente affermato.
Il filmato che accompagna queste note propone, integrali, gli interventi del Magnifico Rettore, Prof. Menico Rizzi e della Studentessa Joyce Djoussi, in rappresentanza degli oltre 14 mila Studenti dell’Ateneo.
La prolusione ufficiale – anch’essa integrale in video – è stata quest’anno affidata ad una personalità di vertice nel mondo accademico e della ricerca scientifica, il Prof. Alberto Mantovani.
Ecco una cronaca della giornata.
***
Si è tenuta questa mattina, 5 marzo, a Vercelli, la cerimonia di apertura del XXVIII anno accademico dell’Università del Piemonte Orientale. All’evento, tenutosi presso in un Teatro Civico di Vercelli Civico gremito in ogni ordine di posto, hanno preso parte le maggiori autorità civili, religiose e militari piemontesi, tra cui sindaci, prefetti, questori e i vertici delle aziende sanitarie e ospedaliere locali.
Particolarmente significativa è stata la partecipazione del mondo accademico: sono infatti intervenuti rettori, prorettori e delegati di numerosi atenei, tra cui l’Università di Torino, il Politecnico di Torino, l’Università dell’Insubria, l’Università di Bergamo, l’Università di Scienze Gastronomiche, l’Università Europea di Roma, l’Università LIUC Carlo Cattaneo, l’Università per Stranieri di Perugia, la Scuola Universitaria Superiore IUSS Pavia e le Università del Salento, di Napoli L’Orientale e di Catania.
Il Rettore UPO, professor Menico Rizzi, ha evidenziando la straordinaria crescita e l’attrattività globale dell’Ateneo, testimoniata dall’aumento delle immatricolazioni e da una forte presenza di studenti internazionali. Ha sottolineato l’impegno dell’UPO sul fronte del diritto allo studio e della solidarietà internazionale verso le popolazioni colpite dai conflitti, l’espansione dei servizi residenziali e sportivi, nonché il potenziamento strategico nell’ambito della ricerca scientifica e della formazione clinico-sanitaria. «L’idea che ci guida è lavorare con un approccio di comunità, non solo accademica, agendo ognuno per la propria capacità e con la propria responsabilità, per generare valore pubblico. Lo facciamo avendo cura e passione per il nostro bene primario: le nostre studentesse e i nostri studenti, la vita dell’Università e il futuro della nostra società. Siamo stati, siamo e vogliamo continuare a essere un ascensore sociale, in particolare per i nostri territori. Il mio augurio è che possiamo continuare a prometterci di lavorare per il bene comune, con coraggio, con amore e, soprattutto, insieme».
A conclusione del suo discorso, il Rettore ha aperto l’Anno Accademico 2025-2026 seguito dalle note dell’Inno universitario “Inter Bono Meliores” eseguito dal Coro UPO.
La Direttrice Generale Mahée Ferlini ha rimarcato la necessità di costruire un’organizzazione capace di adattarsi e reggere le discontinuità. Ha illustrato i tre assi su cui si fonda questa capacità: chiarezza, coordinamento e governabilità. Per il 2026 ha annunciato il passaggio dalla progettazione al consolidamento operativo, strutturato su tre cantieri fondamentali sempre guidati dal criterio della sostenibilità: la razionalizzazione delle regole, l’infrastruttura digitale e la valorizzazione del personale: «La resilienza – o, per usare un termine che preferisco, la robustezza – non è uno slogan, ma un richiamo alla nostra capacità organizzativa. Serve un’organizzazione capace di adattarsi plasticamente, di uscire da uno stato di emergenza permanente e di sviluppare una struttura che sappia osservare, anticipare, decidere e apprendere in modo continuo».
La comunità studentesca quest’anno è stata rappresentata da Joyce Djoussi, iscritta al VI anno del corso di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia. Nel suo intervento, la laureanda ha sottolineato come l’università rappresenti non solo un luogo di studio, ma un vero e proprio ponte in cui identità e culture diverse si incontrano e crescono insieme. Ha ricordato le sfide umane e burocratiche che gli studenti internazionali affrontano quotidianamente, elogiando gli strumenti concreti messi in campo dall’Ateneo per favorire l’integrazione, come il “Benvenuto Matricole” e i sistemi di supporto tra pari. Infine, ha evidenziato come le diversità siano lo strumento più prezioso per “curare” le distanze e far crescere una società più coesa.
Momento centrale della cerimonia è stata la prolusione del professor Alberto Mantovani, Presidente di Fondazione Humanitas per la Ricerca e Professore Emerito presso Humanitas University, nonché titolare della cattedra di Inflammation and Therapeutic Innovation presso il William Harvey Research Institute della Queen Mary University di Londra.
Il professor Mantovani immagina il sistema immunitario come un’orchestra di cui non conosciamo ancora tutti gli elementi, invitando i giovani a esplorare l’“ignoroma”, ovvero il 15% del genoma umano di cui ignoriamo il significato. Ha poi delineato l’evoluzione dell’immunologia, dalle prime difese innate (come l’infiammazione) fino alle terapie avanzate contro i tumori e le malattie autoimmuni. Tra le sfide cruciali, Mantovani ha evidenziato l’importanza dei vaccini, sottolineando il dramma dei bambini che nel mondo ne sono ancora privi, e ha lanciato l’allarme sull’obesità infantile in Italia, un’emergenza che minaccia la sostenibilità del sistema sanitario. Infine, ha definito immunità e infiammazione la metanarrazione della medicina contemporanea, un nesso profondo tra stili di vita e grandi patologie, esortando a conoscere al servizio di una salute condivisa.
L’evento integrale è disponibile in streaming sul canale YouTube dell’Università del Piemonte Orientale alla pagina Web: https://www.youtube.com/live/2FnHJ6WRKic
“È un sogno che diventa realtà. Con la riunione odierna del tavolo tecnico abbiamo compiuto un passo decisivo verso l’avvio dei lavori della Pedemontana. Da Anas è arrivata la conferma che il progetto esecutivo verrà approvato entro la fine di maggio e che, contestualmente, partirà il cantiere”. Così il capogruppo di Fratelli d’Italia Carlo Riva Vercellotti a margine della riunione tenutasi oggi pomeriggio al grattacielo della Regione Piemonte.
“Parliamo di un’opera strategica per il Vercellese e il Biellese, attesa da decenni e fondamentale per il futuro del nostro territorio. Non a caso è il progetto più importante attualmente gestito da Anas nel Nord Italia”.
“Il clima è finalmente positivo e concreto: oggi abbiamo affrontato gli ultimi dettagli tecnici e possiamo dire che ormai è davvero tutto pronto. Il primo intervento riguarderà il ponte sul Sesia tra Ghemme e Gattinara, l’opera più complessa dal punto di vista ingegneristico e uno degli snodi chiave dell’intero tracciato”.
“È stata inoltre confermata la realizzazione di una viabilità di cantiere, inizialmente provvisoria, a completamento della circonvallazione di Ghislarengo, che potrà diventare definitiva se gli enti locali lo riterranno opportuno, come mi auguro. Nel frattempo i lavori preliminari sono praticamente conclusi, gli scavi archeologici termineranno la prossima settimana e si sta completando il processo di pagamento degli espropri”, aggiunge il capogruppo di FdI.
“Grazie all’aggiornamento del piano cave approvato a febbraio sarà possibile prelevare gran parte dei materiali direttamente in loco, evitando trasporti costosi e impattanti dal punto di vista ambientale. Allo stesso tempo verrà realizzata la viabilità provvisoria che consentirà di togliere il traffico pesante dall’abitato di Ghislarengo e verrà messa in sicurezza l’area spondale tra Ghislarengo e Arborio. Meno cave e più pulizia dei fiumi significa coniugare infrastrutture, tutela ambientale e sicurezza del territorio”.
L’investimento complessivo ammonta a 302,8 milioni di euro per una strada a due corsie per senso di marcia lunga circa 15 chilometri, che collegherà Biella al sistema autostradale (A26) e offrirà un’alternativa più moderna ed efficiente alla strada statale 142, attraversando le province di Biella, Vercelli e Novara.
Il progetto prevede quattro svincoli (Masserano, Roasio, Gattinara e Ghemme), sei ponti – tra cui quello sul Sesia di circa 820 metri – oltre a sei cavalcavia e sei sottopassi sulla viabilità secondaria.
“Quella che per anni è stata considerata solo un’ipotesi oggi diventa finalmente un cantiere pronto a partire. È il risultato della determinazione di chi non ha mai smesso di crederci e di lavorare per il territorio. La Pedemontana significherà collegamenti più rapidi, più competitività per le imprese, meno traffico nei centri abitati e maggiore sicurezza per i cittadini. È un’infrastruttura che restituisce centralità al nostro territorio e dimostra che il Piemonte può tornare protagonista” conclude Riva Vercellotti.
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Redazione di Vercelli
A Novalesa domenica 15 marzo è in programma la processione in onore del patrono, Sant’Eldrado.
Come indica il calendario, la festa del Santo ricorre venerdì 13 marzo, ma la processione con l’urna contenente le reliquie del Santo è programmata nella giornata festiva.
La festa assume particolare rilevanza nel 1300° anniversario della fondazione dell’Abbazia di Novalesa e nel 53° anniversario del ritorno dei monaci nel cenobio novalicense, acquistato nel 1972 dall’allora Provincia di Torino, oggi Città metropolitana, per essere salvato dal degrado architettonico e spirituale.
Le celebrazioni in onore di Sant’Eldrado inizieranno venerdì 13 marzo alle 7,45 con la celebrazione dell’Eucaristia nella chiesa abbaziale.
La successiva celebrazione eucaristica è prevista alle 10 nella cappella dedicata al Santo.
La cappella di Sant’Eldrado sarà visitabile dalle 9,30 alle 12.
Alle 18,30 saranno celebrati i Vespri nella chiesa abbaziale.
Domenica 15 marzo la processione con l’urna contenente le reliquie del Santo partirà alle 10,15 dalla chiesa parrocchiale, per approdare alla chiesa abbaziale.
L’Eucaristia della IV Domenica di Quaresima sarà presieduta dall’abate Primario dell’Ordine di San Benedetto, dom Jeremias Schröder.
Il saluto delle autorità civili sarà affidato al Commissario Prefettizio del Comune di Novalesa, Michele Pappone.
La cappella di Sant’Eldrado sarà visitabile dalle 10 alle 12.30.
Da sabato 21 marzo riprenderanno anche le visite guidate all’Abbazia, alle cappelle e al Museo archeologico, ancora con l’orario invernale: il sabato alle 10,30 e alle 11,30, la domenica alle 11,30.
Per prenotare le visite occorre scrivere all’indirizzo e-mail visite@abbazianovalesa.org e per tutte le ulteriori informazioni sulle visite turistiche e su quelle contemplative si può consultare nel sito Internet dell’Abbazia la pagina www.abbazianovalesa.org/wp/abbazia-di-novalesa-orari-e-visite/
Per approfondire: la figura di Sant’Eldrado nelle vicende dell’abbazia di novalesa
Per la popolazione della Val Cenischia e delle vicine valli la festa di Sant’Eldrado è una delle ricorrenze più sentite: si tramanda e si celebra senza soluzione di continuità da oltre 1000 anni, tra fede e tradizioni.
Sant’Eldrado era provenzale di origine e di famiglia nobile. Fu abate dell’Abbazia dei Santi Pietro e Andrea di Novalesa nella prima metà del IX secolo, all’apogeo della storia novalicense. Di lui si sa che nacque nella antica Provincia Narbonensis, in una non meglio precisata località bagnata dal “Dederadus flumen”, l’odierna Durance, affluente di sinistra del Rodano. Non se ne conosce la data di nascita e poche sono le notizie giunte sino a noi sul periodo che precedette il suo arrivo a Novalesa.
Le fonti storiografiche gli attribuiscono le virtù dell’austerità, della pazienza, della saggezza, della nobiltà d’animo e d’intenti, della magnanimità verso i poveri, ai quali distribuì gran parte delle cospicue ricchezze ricevute in eredità dal padre. Si narra che nel suo paese natale fece innalzare una chiesa dedicata a San Pietro e fece costruire alcune abitazioni e giardini per i pellegrini.
Andò lui stesso in pellegrinaggio attraverso la Gallia, la Provenza, l’Aquitania e la Spagna, alla ricerca di una regola monacale, che trovò infine a Novalesa, ove soggiornò come semplice monaco per sette anni. Dopo la morte dell’abate Ugo, che taluni indicano come figlio di Carlo Magno, divenne egli stesso abate, conservando la carica fino alla morte.
Ebbe rapporti con i sovrani Franchi, riuscendo a mantenere una posizione di forza nei confronti del potere temporale. Ottenne che il Re e Imperatore carolingio Lotario, con un diploma del 14 febbraio 825, concedesse all’Abbazia di Novalesa il monastero di Pagno, nel Saluzzese, come ricompensa dei beni che le erano stati sottratti da Ludovico il Pio in occasione della fondazione dell’ospizio di Santa Maria sul Colle del Moncenisio.
Eldrado morì il 13 marzo, verosimilmente del 840. Gli si attribuirono numerosi miracoli, in vita e post mortem, come ad esempio la liberazione della valle di Briançon dai serpenti che l’avevano infestata, in particolare nel villaggio oggi noto come Monêtier-les-Bains. Alla sua intercessione si attribuisce il salvataggio da un naufragio di un gruppo di crociati che, travolti da un fortunale mentre tornavano dalla Terra Santa, avevano invocato l’aiuto suo e di San Nicola di Mira, patrono di Bari.
La cappella a lui dedicata nel complesso abbaziale novalicense risale, per la parte più antica, alla fine del IX secolo o all’inizio del X, mentre la parte più recente risale all’inizio dell’XI secolo. I suggestivi affreschi della seconda metà dell’XI secolo illustrano scene della vita del santo: Eldrado nel “locus Ambillis” mentre coltiva le terre di famiglia; il futuro Santo in veste di pellegrino con bastone e bisaccia, accolto da un sacerdos; Eldrado che giunge al monastero di Novalesa; Eldrado che si china per indossare l’abito monacale offertogli dall’abate Amblulfo; il miracolo dei serpenti; la sua morte, attorniato da due fratres contristati.
La fama di Eldrado è anche legata all’attività culturale da lui promossa durante gli anni in cui resse l’abbazia.
Nel Chronicon Novaliciense si fa riferimento a quell’attività, che potrebbe riferirsi ad un incremento del patrimonio librario dell’Abbazia. Sempre nel Chronicon si legge che ad Eldrado furono attribuiti il bastone episcopale e le insegne proprie dei vescovi, per il suo zelo nella difesa dell’ortodossia. Dopo la sua morte il corpo fu deposto “infra techam dignissimam”, la “cassa di Sant’Eldrado” in argento sbalzato a forma di sarcofago, conservata nella chiesa parrocchiale di Novalesa e portata in processione nel giorno della festa a lui dedicata.
Il culto di Sant’Eldrado è sentito soprattutto nei luoghi in cui vennero segnalati i miracoli a lui attribuiti: a Novalesa e in tutta la Val Cenischia, nella zona del colle del Moncenisio, a Bardonecchia, a Torino, ad Asti e in Francia.
Per tradizione, alla solenne processione in onore del Santo partecipano varie confraternite, cittadini di Novalesa, Venaus e dell’intera Val Cenischia, fedeli provenienti dalla Maurienne, dal Delfinato e dalla Savoia, in un momento di simbolico raccordo tra le genti dei due versanti delle Alpi Occidentali.
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Redazione di Vercelli
Accanto all’accessibilità, Fondazione Piemonte dal Vivo ha scelto di confrontarsi per il triennio in corso con altre due traiettorie strategiche: da un lato la mobilità di artisti e pubblico (spesso sostenuta con vocazione internazionale), dall’altro la creatività emergente delle nuove leve di artisti della scena.
In un mondo in cui la mobilità artistica è una componente essenziale della crescita dei linguaggi contemporanei, la Fondazione agisce per portare la creatività del territorio fuori dai confini regionali e nazionali, attirando al tempo stesso nuovi sguardi, nuove competenze e nuove relazioni in Piemonte.
Questo grazie a vetrine, festival, reti europee e progetti di cooperazione nonché attraverso un dialogo costante con istituzioni e partner internazionali. È un modo per dischiudere nuove opportunità agli artisti; per far circolare idee, modelli, metodi che arricchiscano l’intero comparto.
Lavorare in prospettiva internazionale non significa però solo trasferire il talento locale Oltralpe o al di là del mare: significa innanzitutto inserirlo in un ecosistema culturale globale e virtuoso.
Assolutamente non disgiunto è, poi, il supporto alla creatività emergente. Accompagnare una nuova generazione di artisti significa dare continuità al sistema, investendo sulla ricerca, sui nuovi linguaggi, sui processi (anziché semplicemente sui prodotti), costruendo inoltre – insieme a partner di rilievo – una rete di sostegno stabile tra residenze, spazi indipendenti, centri culturali, showcase (inter)nazionali e progetti europei. È – questo – un tema che riguarda da vicino il Piemonte, l’Italia, ma anche e soprattutto l’Europa. Ogni grande istituzione culturale è infatti oggi chiamata a interrogarsi su quali strumenti mettere in campo per sostenere chi sta cominciando un percorso professionale, su come facilitarne la mobilità, su come favorire scambi, connessioni e azioni di mentoring.
Punto di congiunzione fra queste due linee è il progetto Movin’Up.
Nella convinzione che la creatività non sia soltanto un valore accessorio alla persona e alle organizzazioni, ma rappresenti ormai un paradigma che caratterizza i territori (che producono, proprio grazie ad essa, sviluppo e competitività), la rinnovata partnership fra MINISTERO DELLA CULTURA – Direzione Generale Spettacolo e GAI – Associazione per il Circuito dei Giovani Artisti Italiani insieme con GA/ER Associazione Giovani Artisti dell’Emilia-Romagna, con la Regione Puglia per il tramite di PUGLIA CULTURE (già Teatro Pubblico Pugliese) e con Fondazione Piemonte dal Vivo contribuisce a riconoscere il valore di questo potenziale.
Ne discende, per l’appunto, Movin’Up, che sostiene la mobilità artistica e l’internazionalizzazione delle carriere emergenti per l’area “Spettacolo e Arti Performative”.
Il bando è rivolto a giovani creativi e creative under 35 anni che operano con obiettivi professionali e che sono stati ammessi o invitati ufficialmente all’estero da enti pubblici o privati, istituzioni culturali, festival, organizzazioni internazionali, istituti di formazione e perfezionamento.
Per la sua XXVII edizione, il concorso allarga le proprie relazioni con l’adesione di Piemonte dal Vivo, in coerenza con la sua traiettoria di sviluppo orientata all’internazionalizzazione mediante reti e collaborazioni. Nello specifico la Fondazione, insieme a Puglia Culture, destinerà una quota dei premi a candidature che coinvolgano artiste e artisti con disabilità (in forma individuale o all’interno di collettivi/compagnie), valorizzando percorsi di crescita professionale e accesso alle reti, in coerenza con le linee di lavoro degli enti e con le linee programmatiche delle amministrazioni regionali di riferimento sui temi dell’accessibilità e dell’inclusione.
Il premio dedicato potrà sostenere non solo attività legate a produzioni e co-produzioni, repliche o presentazioni, ma anche progetti di formazione e promozione – preferibilmente con ricaduta territoriale – tramite mobilità di ricerca e sviluppo di relazioni (per esempio, azioni di mentoring, scouting, visiting professionali, sviluppo mercato, posizionamento, partecipazione a residenze e incontri con operatori)
Per maggiori info sul bando 2025/2026: www.giovaniartisti.it/movinup-xxvii-edizione-2025-2026
Un’altra interessante esperienza – sul versante invece della musica live – è quella di Glocal Sound, azione di rete che vede Piemonte dal Vivo in qualità di fondatore e capofila, insieme ai Circuiti Multidisciplinari di Marche, Toscana, Lombardia, Emilia-Romagna, Sardegna, Veneto, Lazio, Puglia e Campania.
Dopo un parziale rebranding avvenuto nel corso della passata stagione, Glocal Sound si avvia ora verso il suo decimo compleanno, in programma per l’autunno, sempre nella cornice di resetfestival. Resta invariata, tuttavia, la vocazione originaria: promuovere la musica originale e inedita in ogni sua forma, attraverso il sostegno a giovani autori e produttori indipendenti.
Oltre alla vetrina di ottobre, che convoglia ogni anno a Torino una dozzina di progetti musicali provenienti dall’intero territorio nazionale, Glocal Sound è una reale occasione di circuitazione per giovani musicisti, senza limiti di genere o stile: dalla musica colta alle sonorità contemporanee e al jazz, dalla popolare all’elettronica, in una generale ibridazione di forme. Obiettivo è la creazione di un network nazionale per la distribuzione della musica d’autore delle nuove generazioni, intesa quale strumento identitario e di aggregazione.
Assai nutrito il tour primaverile di alcune band selezionate per l’ultima edizione: si parte il 21 marzo con i Mario Mario, ospitati dalla rassegna Ordigno Sonoro al Teatro Ordigno di Vado (LI). I
l 27 marzo è la volta del veneto Dombre, in apertura a un altro concerto di Playlist Pesaro; opening act nell’ambito della medesima iniziativa, il 22 maggio, anche per il violino della pugliese Natalia Abbascià.Viscardi – noto al grande pubblico per la recente partecipazione a X Factor – si esibisce nel suo tour in formazione completa al Teatro Nuovo di Napoli subito dopo Pasqua, il 3 aprile.
Nella capitale, al Teatro Rossellini di Roma, salgono infine sul palco, il 16 maggio, Atarde (Marche), Alice Caronna (Lazio) e i Ra di Spina (Campania).
Per quanto riguarda il duo piemontese degli Amore Audio, sarà ospite del Teatro Petrella di Longiano (FC) l’11 aprile, mentre le settimana successiva (il 18 aprile) si trasferirà al Movimcentro ZAC di Ivrea per una data di Morenica NET (parte del progetto Corto Circuito), come gruppo selezionato dallo young board della rassegna.
Per scoprire il calendario completo degli appuntamenti, visita il sito web Glocal Sund e il suo canale Instagram.
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Redazione di Vercelli
Si svolgerà, martedì 10 marzo alle ore 10, presso l’Aula Magna del Seminario arcivescovile di Vercelli la manifestazione conclusiva del progetto Soroptimist “Educazione alla parità di genere. 2° edizione: ParliAMOci”.
Alla manifestazione di premiazione interverranno le professoresse Sara Martelli e Assunta Zanetti, referenti nazionali del progetto; saranno presenti tutte le classi della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado che hanno partecipato al concorso.
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