Mese: Marzo 2026
Il carcere di Vercelli martedì 10 marzo alle 12 sarà teatro di un evento inedito : un pranzo (denominato “Pranzo dell’Amicizia”) offerto da un gruppo di detenuti ad alcuni anziani soli residenti a Vercelli e seguiti dalla Comunità di Sant’Egidio.
I pasti saranno forniti da una ditta esterna di catering.
Il pranzo nasce da una proposta avanzata dai detenuti partecipanti ai “Laboratori di pace”, un corso di educazione alla pace, alla solidarietà e alla legalità tenuto in carcere nei mesi scorsi dai volontari di Sant’Egidio: il Direttore, il Comandante della Polizia penitenziaria e l’Area educativa hanno sostenuto l’iniziativa, poiché si tratta di un prezioso gesto di altruismo e di solidarietà verso chi è in difficoltà e soffre il peso della debolezza e della solitudine.
La Comunità di Sant’Egidio e i detenuti promotori dell’evento vogliono mostrare all’opinione pubblica un volto diverso del carcere, in un momento di grandi difficoltà e tensioni nel sistema detentivo italiano: anche chi è ristretto in un carcere è capace di gesti di generosità inattesi, sorprendenti , secondo il principio (caro a Sant’Egidio) per cui non c’è nessuno così povero da non poter aiutare un altro più povero di lui.
Del resto, la Comunità di Sant’Egidio, presente accanto ai detenuti in molte prigioni italiane, può testimoniare il sincero desiderio di riscatto e di riabilitazione che molti di loro manifestano durante la loro detenzione, e che si esprime , ad esempio, attraverso gesti concreti di vicinanza ai detenuti più soli e indigenti, o nelle periodiche raccolte di fondi a sostegno di associazioni di volontariato, di fronte a emergenze nazionali e internazionali.
E’ anche attraverso pensieri e azioni di solidarietà che la vita dei reclusi si rinnova e si apre al futuro.
Il “Pranzo dell’Amicizia” è, senza dubbio, un’iniziativa originale ed innovativa nel panorama delle attività formative che si svolgono solitamente all’interno delle carceri per abbattere quella barriera, ancora troppo alta, che separa il mondo del carcere dall’esterno, il “dentro” dal “fuori”.
Il muro di cemento è l’espressione fisica, materiale, di un muro più profondo che passa attraverso i cuori e tende a separare , a escludere.
Per questo la Comunità di Sant’Egidio è presente nel carcere di Vercelli da più di vent’anni, offrendo in maniera del tutto gratuita amicizia, ascolto, condivisione della fede e delle necessità della vita, aiutando e sostenendo soprattutto i detenuti più poveri e quelli più lontani dalle loro famiglie, o che una famiglia non l’hanno o non l’hanno più.
Sono stati numerosi, in questi anni, gli incontri di approfondimento culturale e di formazione spirituale, ma anche di festa , organizzati a favore dei detenuti, proprio allo scopo di creare un’osmosi fra la vita “dentro” e la vita “fuori”.
Un’osmosi che fa bene a tutti, ai reclusi, ma anche ai “liberi”.
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Redazione di Vercelli
Si è svolta a Dusseldorf, sabato 28 febbaio e domenica 1 marzo, la “German All Level”, competizione di Cheerleading e Cheerdance del “Circuito Varsity”.
La Gym&Cheer, Società che svolge la propria attività sportiva a Prato Sesia, era iscritta in 4 categorie con 3 Squadre ed ha conquistato 4 primi posti (1 con il Cheerleading e addirittura 3 con il Cheerdance).
La German all Level è iniziata sabato con il Cheerleading e la Gym&Cheer ha schierato in gara (nel quarto livello), la Squadra Senior Coed dei Wildcats Superior (Vincitrice lo scorso anno del Summit a Orlando negli USA) e proprio a Dusseldorf, la Squadra fracese di Parigi, e presente a Orlando, cercava un riscatto, una sorta di rivincita.
Purtroppo per i parigini però i ragazzi Valsesiani, si sono resi protagonisti di un’altra grande “impresa sportiva” e così i francesi si sono dovuti “accontentare” del secondo posto, lo scalino più alto del podio è andato ai fantastici Wildcats Superior che hanno ribadito ancora una volta (semmai ce ne fosse ancora bisogno) di essere la Squadra italiana di Cheerleading, in assoluto più forte e più titolata da più di 10 anni.
Il giorno seguente è stato appannaggio delle “ragazze terribili” della Gym &Cheer che hanno letteralmente “sbaragliato il campo” con le Wildcats Princesses (nella categoria peewe) con addirittura 2 primi posti. Oro nel jazz e nel pom freestyle e con le Wildcats Junior (nella categoria junior), oro nel pom freestyle.
Una vera e propria apoteosi quella delle formazioni Gym&Cheer che hanno “messo in fila” tutte le agguerrite avversarie, i “4 Ori” conquistati, hanno portato anche la conquista della Bid (Qualificazione al Summit Europeo 2027 di Lisbona).
I ragazzi sono “rientrati” in Italia nella mattinata di lunedì 2 marzo, dopo un viaggio in pullman di oltre 13 ore.
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Redazione di Vercelli
In occasione della Giornata dell’Unità Nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera, che si celebra ogni anno il 17 marzo, anniversario della proclamazione del Regno d’Italia nel 1861, la Prefettura di Vercelli ha promosso due iniziative rivolte in particolare agli studenti e alla cittadinanza, con l’obiettivo di favorire la conoscenza dei valori fondanti della Repubblica e dei simboli dell’identità nazionale.
La prima, organizzata nell’ambito dell’attività di collaborazione interistituzionale rivolta al mondo scolastico, coordinata dalla Prefettura di Vercelli, con il contributo del Comune di Vercelli, della Provincia di Vercelli e dell’Ufficio Scolastico Territoriale, si terrà lunedì 9 marzo 2026, presso il Teatro Civico di Vercelli, alla presenza delle Autorità civili, militari ed ecclesiastiche, e vedrà la partecipazione delle studentesse e degli studenti degli Istituti di istruzione secondaria superiore della città.
Cuore dell’evento sarà la conferenza-spettacolo “L’Inno svelato” – Chiacchierata assai briosa su “Il Canto degli Italiani”, ideata e interpretata da Michele D’Andrea, divulgatore storico, già autore di un progetto culturale di ampio respiro dedicato all’Inno nazionale, portato in scena in tutta Italia e presentato anche in sedi istituzionali di particolare rilievo.
Michele D’Andrea ha un passato nella dirigenza del Quirinale, dove si è occupato per diversi anni di messaggistica e comunicazione istituzionale. Storico, araldista e studioso di onorificenze, è autore dello stendardo presidenziale e degli stemmi dei Carabinieri, della Marina e dell’Esercito.
La sua narrazione, vivace e accessibile, accompagnerà gli studenti alla scoperta della nascita, delle curiosità e del significato del nostro Inno nazionale, offrendo uno sguardo originale sui simboli della storia e dell’identità italiana.
L’evento vedrà inoltre la partecipazione attiva degli studenti del CIOFS-FP Piemonte ETS – Istituto Sacro Cuore e del COVERFOP – Consorzio Vercellese Formazione Professionale, che contribuiranno alla conduzione della mattinata, mentre gli intermezzi musicali saranno curati dalla “Avogadro Band”, gruppo musicale formato da studenti del Liceo Scientifico “Amedeo Avogadro” di Vercelli.
Le celebrazioni proseguiranno poi nella giornata di martedì 17 marzo, data ufficiale della ricorrenza, con un’iniziativa aperta alla cittadinanza e rivolta in particolare agli studenti degli Istituti scolastici di ogni ordine e grado del territorio provinciale.
La mattinata avrà inizio con la cerimonia dell’alzabandiera presso la Caserma “Aldo Maria Scalise” di Vercelli, sede del Reggimento Artiglieria Terrestre a Cavallo, alla presenza delle Autorità locali e delle Associazioni combattentistiche e d’arma, in un momento solenne volto a rinnovare il valore dei simboli nazionali e il ricordo delle radici storiche dell’Unità d’Italia.
A seguire, dalle ore 9.30 alle ore 12.30, Piazza del Municipio ospiterà un’esposizione di mezzi e attrezzature degli Organismi del territorio provinciale impegnati quotidianamente nella tutela della sicurezza, della salute e dell’assistenza alla popolazione, tra cui Forze di Polizia, Vigili del Fuoco, Enti del sistema di protezione civile, Servizi di emergenza sanitaria e Associazioni che concorrono, con professionalità e spirito di servizio, al benessere della collettività.
I cittadini e gli studenti avranno l’opportunità di conoscere da vicino le attività svolte dalle diverse componenti istituzionali e operative al servizio della collettività, al fine di rafforzare il senso di appartenenza alla comunità e di favorire una maggiore consapevolezza del ruolo svolto ogni giorno dalle Istituzioni.
Le iniziative promosse dalla Prefettura, d’intesa con la Provincia e il Comune di Vercelli, e con il coinvolgimento dell’Ufficio Scolastico Territoriale, offrono un duplice momento di riflessione e partecipazione: da un lato, attraverso il linguaggio della cultura, della musica e della narrazione storica con lo spettacolo dedicato all’Inno nazionale; dall’altro, mediante un incontro diretto con le realtà operative del territorio impegnate quotidianamente nella tutela della sicurezza e dell’assistenza alla collettività.
Un percorso che mira a coinvolgere in particolare i giovani, affinché possano conoscere in maniera più partecipata la storia nazionale, i principi costituzionali, i valori e i simboli che rappresentano l’unità e l’identità della Repubblica.
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Redazione di Vercelli
Il piano A.L.Fa. arriva a Vercelli, provincia che tiene insieme agricoltura specializzata nella risicoltura e un’industria fortemente settoriale.
È dalla sede della Provincia che Elena Chiorino, vicepresidente e assessore al Lavoro della Regione Piemonte, accompagnata dal presidente della Provincia Davide Gilardino e dal consigliere regionale Carlo Riva Vercellotti, ha presentato il Piano A.L.Fa. – Accordo Lavoro Famiglia, una misura che traduce in azione concreta una scelta politica precisa: rafforzare l’occupazione femminile, sostenere le famiglie e accompagnare le imprese che investono sul capitale umano.
Con una dotazione complessiva di 17 milioni di euro, la Regione mette in campo un piano strutturato di welfare aziendale e conciliazione che parla direttamente ai territori come il Vercellese dove nelle varie aziende del territorio l’organizzazione dei turni, i carichi di cura e le distanze incidono in modo concreto sulla possibilità di lavorare, soprattutto per le donne.
«Con il Piano A.L.Fa. la Regione Piemonte compie una scelta politica chiara: mettiamo in campo risorse vere per rimuovere ostacoli concreti che troppo spesso costringono le donne a scegliere tra lavoro e famiglia. Nel Vercellese, territorio con un’economia fortemente legata all’agricoltura e all’industria, il welfare aziendale può e deve diventare una leva strategica di competitività, per migliorare l’attrattività delle imprese e favorire così lo sviluppo del territorio, offrendo quel dinamismo che permette di migliorare gli indicatori di benessere e superare alcuni limiti infrastrutturali», dichiara Elena Chiorino, vicepresidente e assessore al Lavoro e Welfare aziendale della Regione Piemonte.
Il Piano si articola su due strumenti principali:
Il primo riguarda i piani di welfare aziendale, con un bando da 8 milioni di euro aperto lo scorso 27 febbraio e rivolto alle imprese anche in forma aggregata, in collaborazione con associazioni di categoria ed enti bilaterali. Le aziende potranno attivare servizi concreti di smart working, sostegno alle rette scolastiche, nidi e servizi per l’infanzia, assistenza ai familiari anziani o non autosufficienti, mobilità sostenibile e sanità integrativa. Misure pensate per rafforzare la responsabilità sociale d’impresa e rendere le aziende più attrattive, moderne e capaci di trattenere competenze.
Il secondo strumento sono i voucher di conciliazione per le donne, finanziati con 8,5 milioni di euro: fino a 6.000 euro a beneficiaria per sostenere servizi di cura, educazione e assistenza, senza burocrazia, senza anticipo e con una gestione semplificata. I voucher sono rivolti sia alle donne occupate sia a quelle disoccupate, con l’obiettivo di favorire la permanenza e il rientro nel mercato del lavoro, anche attraverso il collegamento con le politiche attive.
«Alle donne non offriamo scorciatoie, ma condizioni reali per restare o rientrare nel lavoro, crescere professionalmente e costruire una famiglia. È una visione che tiene insieme lavoro, merito e responsabilità sociale d’impresa. La Regione Piemonte è dalla parte di chi produce, di chi investe e di chi ogni giorno tiene in piedi le comunità locali, come accade nel Vercellese», conclude Chiorino.
Il Piano A.L.Fa. è il segno di una Regione che non si limita ad analizzare i problemi, ma si assume la responsabilità di governarli.
Di fronte alla denatalità, alle difficoltà di conciliazione e alla complessità crescente del fare impresa, il Piemonte sceglie una strada chiara: non scaricare costi sulle imprese, ma costruire alleanze.
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Redazione di Vercelli
Si pregherà venerdì, 6 marzo, ad ore 18, presso la Chiesa parrocchiale dei Santi Pietro ed Eusebio in Crova, il Santo Rosario in suffragio del povero Daniele Pairotto, deceduto il 1 marzo scorso,
vittima di un arresto cardiaco che lo ha colto mentre prendeva parte alla partita di calcio
tra la squadra del paese e quella di Livorno Ferraris.
Il giorno successivo, sabato 7 marzo, ad ore 10,30, nella stessa chiesa, le Esequie.
“Troppe domande restano senza risposte chiare e sulle linee sospese crescono le incertezze”. Lo affermano i Consiglieri del PD Simona Paonessa e Domenico Rossi a margine della II Commissione in Consiglio Regionale dedicata al tema dei trasporti, con l’audizione dei tecnici di Trenitalia e RFI.
“Abbiamo, ancora una volta, portato l’attenzione sui disagi e disservizi che i pendolari della linea Torino-Milano si ritrovano a rivivere ogni giorno sottolineando come sia indispensabile bloccare l’aumento dell’1,32% per i mezzi pubblici a partire dal prossimo luglio” spiegano i consiglieri Dem riferendo che i tecnici di RFI e Trenitalia ha rimandato ad una scelta politica della Giunta Cirio.
“Sarebbe stato opportuno, invece, bloccare gli aumenti come segno simbolico di vicinanza ai pendolari alle prese con ritardi, treni sovraffollati, cancellazioni e disservizi» commentano Paonessa e Rossi.
Ampio spazio anche al tema delle infrastrutture ferroviarie.
“Abbiamo sottolineato come sia importante investire per mitigare il degrado e la scarsa accessibilità in tante stazioni sul territorio. Per la stazione di Santhià, ad esempio, snodo importante che conta quasi 5.000 passaggi quotidiani, sono stati confermati i lavori di restyling del sottopassaggio da fine maggio 2026 ed è stata sottolineato che l’attenzione deve essere massima per i lavori correlati all’accessibilità delle persone con disabilità, come gli ascensori di accesso ai binari i cui lavori sono calendarizzati per il 2027” – riferiscono i Consiglieri del PD.
Brutte notizie sul fronte delle linee sospese che toccano le province di Vercelli e Novara.
“I tecnici di RFI hanno ribadito che la tratta Novara-Varallo non rientra tra le priorità della Regione. Non risulta esserci, infatti, nessuna richiesta ufficiale da parte della Regione per la riapertura e nessun fondo dedicato. La stima dei costi indicativa per riaprire la linea dovrebbe essere di circa 50 milioni e quasi 4 anni di lavoro” – dichiarano Rossi e Paonessa.
“Siamo di fronte ad una scelta politica chiara – sottolineano – che potrebbe isolare interi territori: un’occasione persa per rilanciare attrarre nuovi residenti, turisti e favorire una mobilità diversa che quella su gomma”.
“Anche sulla linea Santhià-Arona continua la politica dei rinvii: lo studio di fattibilità, con relativa analisi costi-benefici sulla riattivazione dei servizi, che doveva essere ultimato entro il 2025 per poi slittare a giugno 2026 risulterebbe, ora, ulteriormente ritardato a fine anno. I piemontesi meritano chiarezza: ricollegare Santhià e Arona avrebbe una significativa ricaduta sulla qualità della vita dei pendolari e permetterebbe non solo treni diretti da Torino a Domodossola, ma anche collegamenti ferroviari tra Torino e la Svizzera senza necessità di cambio a Milano favorendo notevolmente il turismo in regione e i territori” concludono i rappresentanti Dem.
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Redazione di Vercelli
L’ASL VC compie un nuovo passo nel progetto di potenziamento del Presidio ospedaliero di Borgosesia, con l’attivazione di 10 nuovi posti letto CAVS – Continuità Assistenziale a Valenza Sanitaria, operativi da lunedì 2 marzo.
Salgono così a 20 i posti letto attualmente disponibili.
I CAVS rappresentano un livello assistenziale intermedio dedicato ai pazienti che, dopo un ricovero ospedaliero o in presenza di condizioni che richiedono cure extra ospedaliere, necessitano ancora di assistenza sanitaria, riabilitativa o socio sanitaria. Offrono un ricovero temporaneo con presenza infermieristica e medica, favorendo la stabilizzazione clinica e il completamento del percorso di cura prima del rientro al domicilio.
La Delibera della Giunta Regionale per l’efficientamento dell’ospedale “Santi Pietro e Paolo” prevede l’attivazione complessiva di 30 posti letto di post acuzie: 10 ordinari, dedicati alla continuità assistenziale e 20 posti CAVS riabilitativi, orientati al recupero funzionale.
Dopo l’attivazione dei primi 10 posti letto a metà gennaio, l’avvio dei successivi 10 conferma l’avanzamento del progetto secondo la programmazione stabilita.
Il completamento dei restanti 10 posti letto avverrà progressivamente nelle prossime settimane.
«L’attivazione dei nuovi posti letto CAVS – commenta il Direttore Generale Marco Ricci – rappresenta un tassello fondamentale nel percorso di rafforzamento dell’offerta assistenziale del Presidio di Borgosesia. Con il rispetto delle tempistiche previste, stiamo lavorando per garantire ai cittadini servizi sempre più adeguati ai bisogni del territorio, con particolare attenzione alla continuità delle cure. Con il completamento dei 30 posti letto previsti, sarà ulteriormente ottimizzata la capacità di risposta del nostro sistema sanitario nei territori di Valsesia e Valsessera».
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Redazione di Vercelli
Periodo forse un po’ “insolito”, quello dal 23 al 27 febbraio scorsi, per effettuare un viaggio di istruzione, ma lo sappiamo, la Scuola è sempre occasione di arricchimento ed offerta formativa e culturale che innerva la quotidianità, offrendo opportunità e momenti sempre diversificati, di apprendimento e crescita e le visite didattiche e i viaggi d’istruzione, rientrano in questo particolare e ricco contesto, offrendo questa possibilità meravigliosa di crescita culturale e relazionale.
Dunque perché stupirsi?
Ogni momento è “viaggio”, perché ogni momento è crescita e scoperta, approfondimento ed esperienza.
I viaggi di istruzione sono esperienze formative fondamentali che integrano il programma didattico con l’apprendimento esperienziale, “trasformando la teoria in pratica”, contribuiscono a promuovere l’autonomia, il rispetto reciproco e la coesione del gruppo, arricchendo il bagaglio culturale e stimolando curiosità e crescita personale negli studenti.
Ci sono viaggi, poi, come quelli di “progetto”, come in questo caso, che sviluppano l’ apprendimento attivo, con le visite a musei, siti storici o ambienti naturali: tutto ciò rende i concetti studiati in classe più tangibili e memorabili.
Stiamo parlando del progetto “Ciak… si gita!” che da qualche anno ormai, coinvolge l’IIS “Lagrangia” con risultati eccellenti a livello nazionale ed che in questo anno scolastico, ha visto coinvolti gli studenti e le studentesse della classe 1 AB del liceo classico.

Sicuramente le competenze trasversali, come lo sviluppo dell’ autonomia, del senso di responsabilità, della capacità di problem solving, dello spirito di adattamento… trovano nei viaggi, una loro collocazione accanto allo sviluppo delle importanti competenze relazionali, di cui i giovani hanno davvero bisogno, ma soprattutto offrono elementi di arricchimento culturale di “integrazione”, così come sottolineato dagli studenti che hanno condotto l’esperienza: “Il viaggio di istruzione in Campania è stato per me un’esperienza molto significativa, non solo dal punto di vista culturale ma anche umano.
Visitare Pompei e Paestum mi ha permesso di rendere la storia antica che stiamo studiando sui libri più reale e coinvolgente.
Le Grotte di Pertosa, mi hanno colpita per la bellezza naturale e per tutto il complesso mondo che gira intorno a tutti gli elementi che la compongono (come stalagmiti e stalattiti).
Anche la visita alla Certosa di San Lorenzo è stata particolarmente importante: ho potuto comprendere meglio la vita dei monaci, il valore del silenzio, della preghiera e della comunità.
La visita a Napoli, anche se breve, mi ha fatto percepire la ricchezza culturale del territorio, ma sopratutto la disponibilità e l’accoglienza quasi “esuberante” dei napoletani.
Infine, la realizzazione del cortometraggio è stata una delle parti più belle: lavorare con ruoli assegnati, un regista e attrezzature professionali mi ha fatto sentire quasi come “una vera attrice”.
Nel complesso sono veramente grata di aver potuto partecipare a questa esperienza.” (B.)
“In questo viaggio d’istruzione nella regione della Campania ho avuto modo non solo di apprendere vari argomenti che riguardano la storia, la scienza e le tradizioni locali, ma anche di immergermi nella natura e gustare pietanze tradizionali della regione.
Ogni tappa dei cinque giorni mi ha offerto la possibilità di esplorare le radici della nostra civiltà, della civiltà greca e di quella romana che sono fondamentali per apprendere il presente.
Ho amato questo viaggio d’istruzione e la possibilità di creare legami più forti insieme ai miei compagni.
Viaggiare insieme, esplorare nuovi luoghi e vivere esperienze indimenticabili mi ha aiutata a conoscere meglio i miei compagni di viaggio.
Molto formativa, poi, la possibilità di essere autonomi lontani dai genitori o l’apprendimento e la cultura dei maestosi luoghi visitati, l’esperienza condivisa con momenti di scoperta e apprendimento, la scoperta gastronomica e l immersione nella storia locale.
Le guide sono state molto chiare e precise e sono state di grande aiuto durante questo viaggio di apprendimento.” (A.)
***
Ma questo viaggio di istruzione è stato un di più, realizzato con l’adesione al Bando della Regione Campania, ha permesso agli studenti di confrontarsi con la realtà del cinema nella realizzazione di un cortometraggio, con un regista professionista, in tutte le fasi della sua composizione: dal soggetto della sceneggiatura,alle riprese, dalla costruzione del set alla recitazione… insomma una “esperienza a tutto tondo” che ha consentito uno “sguardo” completo su una “materia” ancora da loro inesplorata, ma che affascina e di cui sono spesso fruitori non consapevoli.
Un‘ esperienza didattica completa ed orientante, culturalmente pregnante e significativa, soprattutto perché il tema affrontato era di rilievo: il bullismo e il valore delle relazioni di amicizia nelle prevenzione dei comportamenti.
Gli studenti si sono confrontati, dunque, su sull’ utilizzo del linguaggio cinematografico e sulla sua immediatezza, per una scelta dei contenuti significativa per veicolare un messaggio di prevenzione e di cultura della legalità, e sui valori delle emozioni e delle relazioni.
Entusiasti i commenti e le riflessioni, ma soprattutto la consapevolezza che la scuola può offrire loro momenti di crescita, di scoperta, di esperienze, e fornire nuovi ambiti di conoscenza ed opportunità formative.
Così commentano il loro viaggio i ragazzi:
“ll viaggio d’istruzione mi è piaciuto molto perché vedere dei siti archeologici come Pompei o Paestum mi ha emozionato e incuriosito, non mi sembrava vero che i templi di Paestum avessero 2600 anni e le case di Pompei con gli affreschi conservati benissimo nonostante un eruzione vulcanica che ha coperto tutta la città per 1600 anni.
Mi è piaciuto tantissimo il lavoro con il regista perché mi sembrava di stare su un vero set cinematografico.
Aspetti positivi sono di aver passato 5 splendidi giorni con i miei compagni di classe, aver visto luoghi antichi e bellissimi come la Certosa di S. Lorenzo, le grotte di Pertosa, la città di Pompei e di Paestum, oltre questo che anche il viaggio è stato veloce senza problemi con l’orario dei treni o degli scioperi.
E’ stata un’esperienza bellissima e non vedo l’ora di fare la gita del prossimo anno!!” (F.).
Ed ancora:
“Il viaggio è stato molto interessante, soprattutto nel momento della visita alla Certosa San Lorenzo di Padula e alle Grotte di Pertosa, luoghi che non ho mai visitato.
Mentre Pompei e Paestum li ho già visitati, ma non mi stancherò mai di vederli.
Non mi aspettavo, tra l’altro, che il ciak si gita fosse così divertente” (S.)
“Questo viaggio di istruzione mi è servito molto perchè ha ampliato il mio bagaglio culturale.
Mi è piaciuto perchè mi ha aiutata sicuramente ad aprirmi e riuscire a confrontarmi meglio e mi ha fatta crescere come persona.
Sicuramente è stato complicato ambientarmi in un ambiente nuovo con persone relativamente nuove ma, nonostante le poche ore di sonno, lo rifarei tantissime altre volte.
Un beneficio che mi ha portato questo viaggio d’istruzione è sicuramente la capacitá, che prima non avevo, di non lasciarmi coinvolgere emotivamente da litigi o da parole dette alle spalle e, come classe, ci ha aiutati a delineare il carattere l’uno dell’altro per entrare ognuno più in sintonia con gli altri.” (M.)

“Il viaggio d’istruzione è stato per me come sognare a occhi aperti. Scoprire la regione Campania e tutti i tesori culturali, artistici e paesaggistici che custodisce è stata un’esperienza intensa e meravigliosa.
Ogni luogo visitato mi ha lasciato qualcosa: storia, bellezza e emozione.
Non è stato solo un viaggio per imparare, ma anche per vivere davvero ciò che studiamo sui libri.
Ancora più speciale, però, è stato il legame che si è creato con i miei compagni e con i professori.
Condividere risate, momenti di stanchezza, stupore e divertimento ha rafforzato la nostra unione.
Abbiamo imparato a collaborare, ad aiutarci e a conoscerci meglio, anche al di fuori dell’ambiente scolastico.
Porterò con me non solo le immagini dei luoghi visitati, ma soprattutto le emozioni provate e i ricordi costruiti insieme.
È stata un’esperienza che mi ha fatto crescere, sia culturalmente sia umanamente, e che ricorderò con grande affetto. (L.)

“Ho amato il viaggio d’istruzione perché sono riuscita a vivere una esperienza che non credo che rifarò più nella mia vita, sopratutto per il ciack si gita che è stata una tra le cose più belle che abbia mai fatto, ho fatto molto amicizia con anche persone che non avrei mai pensato e ho anche amato la cultura molto diversa da quella piemontese per un certo verso; magari avrei fatto qualche passo in meno…però per il resto davvero bello anche per il fatto di stare con gli amici 5 giorni lontani da casa anche se la mancanza un po’ si sentiva, ho adorato inoltre Paestum, molto per la natura e per lo stile delle costruzioni.
Tra gli aspetti positivi segnalo:
– ho fatto molta più amicizia, devo dire che dall’inizio dell’anno non mi sono trovata splendidamente con tutti i miei compagni ma ora sono riuscita a parlare con molti di loro, conoscerli e farmi conoscere grazie alla gita;
– sono riuscita a maturare stando senza i mie genitori per 5 giorni, può sembrare una cosa infantile ma invece mi ha aiutato ad essere più autonoma e a cavarmela da sola;
– ho arricchito il mio bagaglio culturale imparando nuove cose, e ancora ad oggi sono stupita da quanto sia stato bello Paestum (sono già stata a Napoli e se avessi saputo prima di questo parco ci sarei andata subito)
-molto divertente come esperienza ricca ed arricchente” (A.)
Dunque una scuola che offre opportunità a 360 gradi, mette in condizioni gli studenti di scoprire e conoscere, fare esperienze e riflettere, come sottolinea la docente referente, prof.ssa Acide Elisabetta, che ha curato il progetto ed ha accompagnato gli studenti in questa meravigliosa “avventura” con il collega Prof. Torone Danilo:
“L’uscire dalle aule scolastiche, ha consentito agli studenti di poter visitare luoghi del nostro Paese, ricchi di storia e cultura, confrontarsi con culture e tradizioni che permettono di integrare il bagaglio culturale degli studenti, unito all’ arricchimento in termini di apprendimento, crescita personale e sviluppo culturale, verifica della autonomia e responsabilità personale.
Il viaggio, unito all’esperienza della realizzazione del cortometraggio, ha consentito agli studenti, di vivere l’esperienza attiva come elemento significativo del percorso di apprendimento, dunque momento di autosviluppo, autoefficacia, sviluppo delle soft skills correlate a quelle di problem solving.
Anche per i docenti, l’attività ha consentito un’azione didattica che, attraverso l’esperienza e la cooperazione, permette di immergersi appieno nella materia affrontata, con una conseguente integrazione, per gli studenti, dell’aspetto personale di crescita individuale e sociale, di relazioni e competenze culturali diversificate ed integrate.
Il viaggio di istruzione, inoltre, aiuta ad affrontare nuove sfide, stimola la fiducia in sé stessi e facilita l’indipendenza: un elemento importantissimo per quanto riguarda lo sviluppo della propria identità durante l’adolescenza.
Visitare città dall’alto valore storico, permette di sviluppare una connessione diretta con il proprio passato e le proprie origini. Attraverso queste esperienze, gli studenti imparano ad apprezzare il valore dell’arte, dell’architettura e delle tradizioni culturali, religiose, locali, storiche e conoscere le caratteristiche geografiche del paese, per ampliare orizzonti e percorsi utili anche ai fini orientativi” (docente referente prof.ssa Acide Elisabetta)
Si attestano a 16.332 unità, il 22,7% delle imprese totali del Piemonte Nord Orientale, operano prevalentemente nel commercio, nei servizi alla persona e nel turismo e sono guidate da donne straniere nel 12,4% dei casi e da giovani under 35 nel 9,9%: sono questi i tratti salienti delle imprese femminili delle province di Biella, Novara, Verbano Cusio Ossola e Vercelli.
Nel corso del 2025 le imprenditrici dell’Alto Piemonte hanno dato vita a 1.076 nuove attività, chiudendone 1.051 (al netto di 31 cancellazioni d’ufficio): il bilancio demografico è risultato, pertanto, di sostanziale tenuta (+11 unità), traducendosi in un tasso di variazione del +0,3%, non lontano da quello registrato dall’intero sistema imprenditoriale dei quattro territori (+0,07%).
Le imprese a conduzione femminile hanno inoltre espresso una maggiore dinamicità in riferimento alla componente giovanile e a quella straniera, sebbene su numeri assoluti contenuti, registrando rispettivamente 376 e 228 nuove iscrizioni contro 143 e 147 cessazioni.
Per quanto riguarda le singole aree territoriali, nel VCO lo stock delle imprese registrate (calcolato al netto delle cessazioni d’ufficio) evidenzia una lieve crescita rispetto al 2024 (+1%), così come a Novara (+0,9%), mentre Biella si attesta alla stabilità (0,0%) e Vercelli registra, invece, una flessione del -1,3%.
Sotto il profilo settoriale le imprese guidate da donne si concentrano prevalentemente nel terziario, collocandosi, in ordine di numerosità, nel comparto del commercio (in cui un quarto delle imprese dell’Alto Piemonte risulta femminile), in quello delle altre attività di servizi (dove rientrano attività quali parrucchiere, estetiste e lavanderie), che presenta una significativa specializzazione, con un peso delle imprese guidate da donne pari al 62,7% di quelle totali. Seguono l’alloggio e ristorazione, dove in un caso su tre c’è una donna al comando, le manifatture, le attività immobiliari e l’agricoltura.
Questa distribuzione si riflette anche a livello provinciale, con lievi differenze: a Biella il terzo settore più rappresentato è quello delle attività immobiliari, mentre nel Verbano Cusio Ossola, data la forte vocazione turistica, il settore dei servizi di alloggio e ristorazione è il secondo come importanza.
Per quanto riguarda la forma giuridica, le imprenditrici scelgono in prevalenza la forma della ditta individuale, adottata in misura più frequente (65,4% dei casi) rispetto alla media delle imprese totali (55,2%).
Analizzando i singoli contesti provinciali emergono delle differenze, che ricalcano le specificità dei tessuti produttivi locali: si passa infatti da una quota del 59,2% di imprese individuali femminili a Biella al 72,9% di Vercelli, territorio in cui le imprese individuali costituiscono la forte maggioranza anche a livello complessivo. Analogamente a Novara, che presenta la maggiore incidenza di società di capitali rispetto alle altre province, le imprese femminili scelgono questa forma in un percentuale pari al 23,2%, significativamente superiore al resto dell’Alto Piemonte.
«Il bilancio demografico 2025 delle imprese femminili dell’Alto Piemonte risulta sostanzialmente allineato a quello dell’intero tessuto produttivo territoriale, evidenziando una lieve variazione positiva globale a livello di quadrante, sebbene non comune a tutte le realtà provinciali e basata su numeri assoluti bassi» commenta Angelo Santarella, presidente della Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte. «Le sfide globali rendono il fare impresa un percorso complesso, con ostacoli spesso più marcati per le donne. Risulta quindi prioritario implementare strategie di supporto dedicate, capaci di valorizzare il contributo che le imprese femminili portano alla tenuta e alla competitività del nostro intero sistema produttivo».
Santarella sottolinea inoltre il dato positivo relativo alla presenza di componenti donne nel Consiglio camerale, che supera il 45%, in aumento rispetto al mandato precedente.
FOCUS BIELLA
In provincia di Biella il totale delle imprese femminili registrate al 31 dicembre 2025 è di 3.415 unità, il 21,6% del totale provinciale.
Rispetto alla consistenza del 2024 (pari a 3.420 unità) si registra un tasso di variazione praticamente nullo, calcolato al netto delle cessazioni d’ufficio.
Dall’analisi dei settori emerge una crescita pari al +9,7% nelle attività di noleggio, agenzie viaggio, servizi alle imprese, seguite dalle attività finanziarie e assicurative e da quelle professionali scientifiche e tecniche (rispettivamente + 3,3% e 3,1%), percentuali da valutare tenendo conto dei bassi numeri assoluti di tali comparti. Crescono del +1,7% le attività di alloggio e ristorazione mentre la flessione più evidente si registra, nelle attività immobiliari (-3,5%) e nel commercio, con un calo del -1,6% mentre rimangono stabili le altre attività dei servizi (+0,0%), settori dove si concentra maggiormente la componente femminile.
Sotto il profilo della forma giuridica, quella più diffusa è l’impresa individuale, adottata dal 59,2% delle imprese femminili biellesi, quota superiore al dato corrispondente calcolato per tutte le imprese provinciali (50,4%). Seguono le società di persone (21,8% contro una frequenza complessiva del 25%) e quelle di capitali (16,5% rispetto al dato complessivo provinciale del 22,1%), evidenziando una preferenza verso formule giuridiche che richiedono una minore complessità burocratica e costi di avvio più ridotti.
FOCUS NOVARA
In provincia di Novara il totale delle imprese femminili registrate al 31 dicembre 2025 è di 6.747 unità, il 23,1% del totale provinciale.
Rispetto alla consistenza del 2024 (pari a 6.703 unità) si registra un tasso di variazione del +0,9%, calcolato al netto delle cessazioni d’ufficio.
Dall’analisi dei settori più rilevanti risultano in calo il commercio (-2,3%) e le attività manifatturiere (-1,4%). Crescono i servizi di alloggio e ristorazione (+2%) e in misura analoga gli altri servizi (+1,9%) e le attività immobiliari (+2,4%). Balzo in avanti del +10,1% per le attività professionali, scientifiche e tecniche, sebbene il dato vada contestualizzato su numeri assoluti più bassi.
Sotto il profilo della forma giuridica, l’impresa individuale viene scelta dal 63,6% delle imprese femminili novaresi, percentuale superiore alla quota calcolata per tutte le imprese provinciali e pari al 54,3%, confermando una netta preferenza per assetti giuridici caratterizzati da minori oneri di gestione e da una struttura operativa più snella. Seguono le società di capitali (attestate al 23,1% contro una frequenza complessiva del 28,1%) e quelle di persone (11,1% rispetto a un dato complessivo provinciale del 15,6%).
FOCUS VERBANO CUSIO OSSOLA
Nel Verbano Cusio Ossola il totale delle imprese femminili registrate al 31 dicembre 2025 è di 2.846 unità, il 23,4% del totale provinciale.
Rispetto alla consistenza del 2024 (pari a 2.824 unità) si registra un tasso di variazione del +1%, calcolato al netto delle cessazioni d’ufficio.
Dall’analisi per attività economica emerge un lieve calo nel settore più rappresentativo dell’imprenditoria femminile provinciale, il commercio (-0,5%), analogo a quello delle altre attività dei servizi (-0,7%) mentre i servizi di alloggio e ristorazione, secondo comparto in termini di numero di imprese, registrano una solida crescita del +3,2%. In lieve crescita risultano le attività manifatturiere (+1%), mentre l’agricoltura appare in calo (-8%), sebbene i numeri assoluti specie nel caso del comparto agricolo siano piuttosto bassi. Si attestano su cifre assolute contenute anche le attività professionali, scientifiche e tecniche che segnano una variazione del +20,8%.
Sotto il profilo della forma giuridica l’impresa individuale si attesta come forma più diffusa, con una percentuale del 68,3% sul totale delle imprese femminili, superiore alla corrispondente quota calcolata per tutte le imprese provinciali e pari al 57,5%, segno di una propensione verso modelli imprenditoriali più agili e caratterizzati da maggior semplicità amministrativa. Seguono le società di capitali (18% contro una frequenza complessiva del 21,6%) e quelle di persone (11,8% contro un dato complessivo provinciale del 18,6%).
FOCUS VERCELLI
In provincia di Vercelli il totale delle imprese femminili registrate al 31 dicembre 2025 è di 3.324 unità, il 22,6% del totale provinciale.
Rispetto alla consistenza del 2024 (pari a 3.374 unità) si registra un tasso di variazione del -1,3%, calcolato al netto delle cessazioni d’ufficio.
Dall’analisi settoriale si notano andamenti poco dinamici per quasi tutti i settori: il commercio, che rappresenta il comparto più rappresentativo, registra un calo del -4,2%, mentre gli altri servizi e le attività di alloggio e ristorazione, segnano una sostanziale stabilità (rispettivamente 0,0% e +0,5%). In discesa le attività agricole (-3,2%) e le manifatturiere (-1,2%). In ripresa appaiono solo le attività immobiliari (+2,1%) sebbene la variazione sia calcolata su numeri assoluti ridotti.
Sotto il profilo della forma giuridica quella maggiormente diffusa risulta essere l’impresa individuale, scelta da ben il 72,9% delle imprese femminili vercellesi, percentuale superiore alla quota calcolata per tutte le imprese provinciali e pari al 60,5%, orientamento che riflette la ricerca di soluzioni costitutive capaci di garantire una maggiore facilità d’accesso al fare impresa. Seguono le società di capitali (attestate al 14,2% rispetto a una frequenza complessiva del 19,6%) e quelle di persone (11,6% contro il 18,0% complessivo provinciale).
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Redazione di Vercelli
Il Municipio apre le sue porte ai cittadini più giovani con il progetto “Un giorno in Comune”, l’iniziativa di educazione civica promossa dall’Amministrazione comunale in collaborazione con l’Istituto Comprensivo di Gattinara.
Nella mattinata di martedì 3 marzo gli alunni delle classi quinte della Scuola Primaria, accompagnati dai loro docenti, sono stati accolti in Municipio dal Sindaco Maria Vittoria Casazza, dal Vicesindaco Daniele Baglione e dall’Assessore all’Istruzione Elisa Roggia.
La visita si è trasformata in un vero e proprio viaggio alla scoperta della “macchina comunale”: dagli uffici ai servizi per i cittadini, fino alla sala Giunta e consiliare, cuore della vita istituzionale della città. Poi nella Sala conferenze di Villa Paolotti gli Amministratori hanno spiegato come funziona e cosa fa il Comune.
Particolarmente vivace e partecipata per ottenere informazioni su alcune curiosità: sul ruolo del Sindaco, sulle funzioni della Giunta e del Consiglio comunale, sui progetti per la città e sulle scelte che riguardano la vita quotidiana di Gattinara. Un confronto spontaneo e autentico che ha messo in luce attenzione, senso civico e desiderio di partecipazione.
«Spesso si dice che i ragazzi saranno i cittadini di domani – hanno sottolineato il Sindaco Maria Vittoria Casazza e Vicesindaco Daniele Baglione, ideatore del progetto – ma in realtà sono già cittadini oggi. Coinvolgerli, ascoltarli e spiegare loro come funziona il Comune significa renderli consapevoli del valore delle istituzioni e della partecipazione attiva. “Un Giorno in Comune” non è solo una visita: è un’esperienza concreta di educazione civica e di crescita».
«Come Assessore all’Istruzione credo profondamente nel valore dell’educazione civica vissuta in modo concreto – dichiara l’Assessore Elisa Roggia -. Portare i bambini in Municipio significa far comprendere loro che le istituzioni non sono qualcosa di distante, ma una realtà fatta di persone, impegno e responsabilità quotidiana. Vedere l’entusiasmo con cui hanno partecipato, le domande che hanno posto e la curiosità dimostrata è la conferma che investire nel dialogo tra scuola e Comune è la strada giusta. Progetti come “Un Giorno in Comune” aiutano i ragazzi a sentirsi parte attiva della comunità e a sviluppare fin da piccoli il senso di appartenenza e di rispetto per le regole condivise».
Un’iniziativa che, anno dopo anno, si conferma un momento significativo di incontro tra generazioni, capace di trasformare il Palazzo comunale in una casa aperta, viva e partecipata: la casa di tutti i cittadini, anche dei più piccoli.
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