Mese: Marzo 2026
Lerochem, affermato fornitore di prodotti chimici specializzati, annuncia l’ampliamento del proprio portafoglio prodotti e la prosecuzione della sua espansione nel mercato europeo. L’azienda è stata recentemente premiata come A-Class Leader nel proprio settore e ha inoltre ricevuto il prestigioso European Business Masters Award, un riconoscimento per la qualità, la capacità di innovazione e il costante orientamento al cliente.
Con un chiaro focus sul mercato dell’UE, Lerochem si posiziona grazie a una combinazione distintiva di ampia gamma di prodotti e flessibilità negli ordini. I clienti hanno la possibilità di acquistare sostanze secondo la classificazione così come sostanze secondo l’utilizzo, sia in grandi volumi sia in quantità più ridotte per prove, test o produzioni pilota. Questo approccio è particolarmente interessante per le aziende che desiderano valutare nuove formulazioni senza rinunciare a una qualità costante e alla sicurezza delle forniture.
Per supportare in modo mirato i reparti di sviluppo e i produttori di medie dimensioni, Lerochem offre una rapida elaborazione delle offerte, tempi di consegna trasparenti e quantità campione e da laboratorio. L’assortimento comprende additivi ad alte prestazioni, intermedi e materie prime specializzate destinati a diversi ambiti applicativi: per la produzione di cosmetici, il trattamento delle acque, applicazioni per materie plastiche e rivestimenti, nonché la lavorazione dei metalli. Anche il sale rientra tra i gruppi di prodotti regolarmente richiesti.
La sede aziendale a Klaipėda consente, grazie alla vicinanza diretta al porto e a una rete logistica che copre l’intera UE, una fornitura efficiente ed economicamente vantaggiosa ai clienti internazionali. Tutti i prodotti sono conformi alle normative vigenti REACH e CLP. Su richiesta, i clienti ricevono documentazione specifica per lotto, schede di sicurezza e consulenza tecnica.
«Questi riconoscimenti confermano la nostra ambizione a lungo termine di fornire alle aziende europee soluzioni chimiche affidabili e innovative», dichiara la direzione di Lerochem. «Il nostro obiettivo è supportare in modo flessibile sia i processi di sviluppo sia le produzioni in serie, indipendentemente dal volume dell’ordine.»
Con i recenti riconoscimenti, Lerochem rafforza ulteriormente la propria posizione di mercato e prevede di espandere in modo mirato le proprie attività in Europa. L’attenzione resta chiaramente focalizzata su una crescita sostenibile, su una solida competenza tecnica e sul successo a lungo termine dei clienti.
Informazioni su Lerochem
Lerochem è un fornitore europeo di prodotti chimici affidabile e offre un ampio portafoglio di sostanze classificate per tipologia e per utilizzo. L’azienda è nota per la sua selezione specializzata di prodotti, per i modelli di fornitura flessibili e per un approccio commerciale orientato alla consulenza. Premiato come A-Class Leader e insignito dell’European Business Masters Award, Lerochem supporta le aziende nello sviluppo, nella scalabilità e nell’ottimizzazione dei loro processi produttivi.
Un approccio commerciale orientato alla consulenza mette in collegamento specialisti tecnici e team acquisti per proporre alternative adeguate, ottimizzare le formulazioni e ridurre i costi complessivi di utilizzo. Per i clienti esistenti, Lerochem mantiene scorte di sicurezza per consentire consegne “just in time” e garantire la continuità dell’approvvigionamento anche in fasi di mercato caratterizzate da elevata volatilità.
Informazioni di contatto
UAB Lerochemas
info@lerochem.eu
https://lerochem.eu/it/
La Regione Piemonte mette a disposizione della Valsesia 575mila euro nell’ambito del Fosmit (Fondo per lo Sviluppo delle Montagne Italiane) e i Sindaci dell’Unione Montana Valsesia si sono subito riuniti per individuare i progetti da presentare alla Regione Piemonte per poter ricevere quanto prima i finanziamenti e tradurli in servizi per la comunità:
“Con grande piacere la riunione di ieri sera per il Fosmit ha visto una partecipazione molto ampia di amministratori del territorio – spiega il Presidente di UMV, Francesco Pietrasanta – erano presenti 20 Sindaci su 26, che hanno dato vita a un confronto improntato sulla coesione e unità di intenti, giungendo ad elaborare una linea strategica comune per ottenere i fondi della Regione Piemonte destinati alla nostra area. È un’ottima occasione di migliorare aspetti importanti per la qualità della vita nei nostri comuni: il Fosmit fornisce finanziamenti a fondo perduto – aggiunge Pietrasanta – per sostenere progetti in vari ambiti, dalla tutela ambientale allo sviluppo economico sostenibile, fino alla riduzione dei divari digitali e al contrasto allo spopolamento”.
I Sindaci della Valsesia hanno deciso, all’unanimità, di puntare sui servizi alla comunità, individuando progetti volti a migliorare la qualità della vita di famiglie giovani, con bambini tra 0 e 14 anni.
Nello specifico, la somma disponibile è stata suddivisa su progetti concreti, come segue:
25mila euro serviranno per l’innovazione tecnologica: per sostenere l’installazione e la gestione di dispositivi per la connessione alla rete in banda ultra-larga (BUL), per l’acquisto di hardware e software per videoconferenze e sistemi e soluzioni per il telelavoro;
100mila euro saranno utilizzati per il rinnovo del parco scuolabus dei Comuni;
80mila euro serviranno per l’acquisto di arredi e attrezzature per asili nido;
370mila euro saranno invece utilizzati per progetti a sostegno dei servizi scolatici in fascia 0-6 e 6-14 anni, per trasporti, servizio pre-post scuola, funzionamento asili nido e attività extrascolastiche.
“Tutti ci siamo trovati concordi nel puntare sui servizi alle famiglie che desiderano vivere nei nostri Comuni – spiega ancora Francesco Pietrasanta – siamo consapevoli della necessità di prestare attenzione alle famiglie con bambini nella fascia 0-3 anni, con asili nido e servizi di assistenza, fondamentali per contrastare lo spopolamento dei nostri centri montani. È altrettanto importante sostenere i Comuni nei trasporti scolastici e nelle attività extra didattiche. Ugualmente fondamentale – aggiunge l’amministratore – è poter garantire costi ridotti per i servizi offerti, in modo da sollevare le famiglie da problemi logistici che pesano sulle scelte abitative: in quest’ottica – aggiunge il Presidente – l’asilo nido della media-alta valle potrà diventare una concreta realtà, grazie al lavoro di squadra dei Comuni. A breve ci riuniremo nuovamente, proprio per concretizzare quanto prima questa importante iniziativa”.
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Redazione di Vercelli
La Città metropolitana di Torino ha avviato una nuova fase operativa per il Parco dei Cinque Laghi, con l’installazione di circa 300 tabelle che definiranno in modo visibile i confini dell’area protetta. Un intervento coordinato dai nostri uffici che rappresenta un passaggio concreto dopo l’istituzione ufficiale del Parco e segna l’avvio di una gestione sempre più strutturata del territorio.
Il Parco dei Cinque Laghi si estende per oltre 1.500 ettari nell’Anfiteatro morenico di Ivrea e coinvolge i Comuni di Ivrea, Borgofranco d’Ivrea, Chiaverano, Montalto Dora e Cascinette d’Ivrea.
Si tratta di un’area di grande valore ambientale e paesaggistico, caratterizzata da ecosistemi delicati, laghi di origine glaciale, zone umide e boschi che richiedono una gestione attenta e coordinata.
“Con l’installazione delle tabelle – spiega Alessandro Sicchiero, consigliere metropolitano delegato all’ambiente, ai parchi e alle aree protette – il Parco dei Cinque Laghi compie un passo concreto verso la piena operatività. Non si tratta solo di indicare dei confini, ma di rendere visibile una responsabilità condivisa: quella di tutelare un patrimonio ambientale unico e allo stesso tempo valorizzarlo per le comunità locali”.
La Città metropolitana di Torino è l’ente a cui è affidata la gestione organizzativa ed economico-finanziaria del Parco, in collaborazione con i cinque Comuni coinvolti, con i quali sono già state sottoscritte le convenzioni operative.
Il lavoro in corso riguarda anche la definizione del piano strategico pluriennale, che dovrà orientare le future azioni di tutela, manutenzione e valorizzazione dell’area.
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Redazione di Vercelli
Si è svolto, sabato 28 febbraio, presso il Seminario Arcivescovile l’incontro di aggiornamento per i docenti di religione cattolica della scuola dell’infanzia e della primaria dal titolo “Dall’autoconoscenza all’alleanza educativa. Strumenti psico-pedagogici per l’IdRC”.
Relatore il prof. Luca Raspi, docente di IRC e presso l’ISSR di Genova, psicologo psicoterapeuta, autore di diversi saggi, in ambito filosofico, pedagogico, psicologico e di legislazione scolastica, nonché di libri di testo per l’IRC.
La sua relazione è partita dall’affermazione della necessità per l’insegnante di conoscersi, di “fare verità su di sè” e coltivare la propria umanità, per evitare di proiettare nel bambino i propri limiti e pervenire invece a quella consapevolezza di sé che gli consente di essere ponte tra la propria e l’altrui dimensione dell’essere e stabilire quella connessione autentica, fatta di ascolto, di attenzione, di pazienza e non solo di adempimenti formali, che definisce il compito educativo.
Perciò il docente efficace, capace di ascoltare e far emergere i talenti, è il facilitatore di un ambiente accogliente, in cui ogni gesto è costruito sui bisogni e sui desideri del bambino, realizzando una risonanza senza invasioni e un legame empatico “di qualità”.
Il prof. Raspi ha suggerito che è però indispensabile mantenere l’asimmetria della relazione educativa e assumere come metodo la comunicazione non violenta, fatta di assertività e fermezza, ma anche di pacatezza e umiltà, nella consapevolezza da un lato che l’autoformazione è un processo mai concluso per cui l’infallibilità pedagogica è illusoria e dall’altro lato che solo una relazione che promuova l’essere dell’altro può veicolare i contenuti didattici.
La densa e illuminante relazione – certamente valida per tutti gli ordini di scuola e ovunque si parli di ciò che riguarda l’umanità più autentica – è stata salutata da un convinto applauso da parte del numeroso e attento pubblico presente.
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Redazione di Vercelli
Quando si parla di Carnevale si pensa immediatamente a una festa. A Ivrea, invece, il Carnevale è qualcosa di più: è un esercizio collettivo di identità, responsabilità e memoria civica.
Da oltre otto secoli, la nostra comunità mette in scena una storia che parla di libertà, regole condivise e partecipazione.
Migliaia di persone scendono in piazza non solo per divertirsi ma per assumere un ruolo attivo all’interno di un sistema organizzato fondato su rispetto, condivisione e collaborazione.
Lo Storico Carnevale di Ivrea non è soltanto un evento spettacolare: è un modello di coesione sociale, volontariato diffuso e collaborazione tra istituzioni, associazioni e cittadini.
Il Carnevale è la rappresentazione pubblica dell’identità di una comunità.
Dietro questa tradizione c’è una macchina organizzativa imponente capace di trasformare la città e orchestrare ogni dettaglio dell’evento.
“Lo Storico Carnevale di Ivrea non è solo spettacolo e tradizione: è un momento in cui tutta la città mette in campo competenze, risorse e impegno – spiega il Sindaco di Ivrea Matteo Chiantore -. Dietro la festa c’è una macchina amministrativa complessa: ogni ufficio comunale, dalla segreteria del Sindaco ai servizi tecnici e operativi, ricalibra la propria attività per garantire il successo della manifestazione.”
Durante i giorni del Carnevale, il Palazzo Municipale diventa il centro nevralgico dell’organizzazione:
ospita incontri istituzionali e cerimonie legate alla tradizione,
coordina relazioni con associazioni, componenti del Carnevale e istituzioni,
gestisce tutte le attività amministrative e operative necessarie, rendendo la manifestazione anche un’occasione per rafforzare i legami istituzionali.
Alcuni numeri e impegno concreto:
57 eventi autorizzati dall’Ufficio Eventi, con supporto completo durante tutto il processo organizzativo;
18.000 metri quadrati di reti installate nelle piazze di tiro e nelle aree limitrofe;
oltre 50 operatori tra personale comunale e manutentori esterni impegnati nel montaggio e nella gestione delle strutture;
Polizia Municipale con più di 50 agenti coordinati direttamente dal Comandante, in sinergia con tutte le Forze dell’Ordine;
Centinaia di cittadini accolti in sicurezza nelle sale del Palazzo Municipale grazie all’attento lavoro del personale comunale.
“Organizzazione, presidio, supporto tecnico e amministrativo: è questa la forza del Carnevale – conclude Chiantore -. Tutti gli uffici comunali contribuiscono a trasformare un evento storico in un momento di partecipazione, identità e coesione sociale. È un lavoro enorme, spesso invisibile, che consente a migliaia di persone di vivere la tradizione in sicurezza e con piena partecipazione.”
La Fondazione dello Storico Carnevale di Ivrea conta cinque membri del Consiglio di Amministrazione, tre responsabili operativi – per l’Organizzazione, l’area Storico-Artistica e il settore Carri, Cavalli e Battaglia – un responsabile di segreteria e circa un centinaio di volontari che ogni anno rendono possibile la manifestazione.
A questi si aggiungono tutti i volontari e i membri delle Componenti che, ciascuno per la propria specificità, rendono possibile lo svolgimento degli eventi del Calendario – dagli Aranceri alle Fagiolate, fino a Polenta e Merluzzo, solo per citarne alcuni.
Il volontariato è il vero motore del Carnevale, supportato da una stretta collaborazione con l’Amministrazione Comunale, le Istituzioni e le Forze dell’Ordine, che garantiscono un piano sicurezza strutturato e coordinato.
E, non da ultimo, tutta l’attività di ripristino degli spazi della città con l’intervento di Società Canavesana Servizi.
L’edizione 2026 ha registrato oltre 150.000 presenze distribuite nelle nove giornate ufficiali (dal 6 gennaio al Mercoledì delle Ceneri). Sono stati coinvolti più di 10.000 aranceri di cui 9.000 a piedi e 1.165 sui carri; sono stati utilizzati 10.000 quintali di arance; oltre 150 i cavalli tra Battaglia e Corteo Storico, oltre 150 i Personaggi nel Corteo Storico.
La copertura mediatica è stata ampia, con oltre 200 operatori accreditati e più di 60 comunicati stampa ufficiali diffusi a livello locale, nazionale e internazionale.
Questi numeri raccontano non solo la portata dell’evento, ma anche la complessità organizzativa e la dedizione di chi lavora dietro le quinte per garantire sicurezza, qualità e continuità della tradizione.
E i numeri raccontano anche il Carnevale dal peculiare punto di vista del ripristino delle aree urbane.
Il momento della pulizia delle strade è un passaggio iconico: un grande numero di operatori entra in azione subito al termine della Battaglia per rendere possibile lo svolgimento delle manifestazioni che si susseguono in serata, per culminare poi nell’ultima giornata con le attesissime premiazioni, gli scarli e la chiusura del Carnevale.
“Per Società Canavesana Servizi – spiega il Presidente Calogero Terranova – è un momento atteso e concitato, in cui un evento straordinario per impegno, logistica e organizzazione deve coesistere con la routine quotidiana dei servizi svolti nei nostri Comuni. Viene vissuto come il vero banco di prova della nostra Azienda, partecipato, programmato e, finalmente vissuto, in cui ognuno mette le proprie capacità e competenze e investe energie e risorse per far fare bella figura al proprio territorio. Investiamo tanto in termini di numero di addetti, di mezzi impiegati, di ore lavoro e di fatica, ma il risultato, possiamo dirci senza timore, è stato davvero superiore alle aspettative. Ogni anno ci sembra di avere sempre meno tempo per ripristinare gli spazi cittadini, viste anche le numerose e bellissime manifestazioni collaterali che si sviluppano prima e dopo la battaglia, ma siamo stati davvero in grado di battere tutti i tempi record. Piazza di Città il martedì sera era pronta per lo scarlo in 1 ora esatta e, così, tutte le altre piazze di conseguenza”.
Già, perché ogni piazza ha le sue specificità e, quest’anno, con la nuova riorganizzazione delle squadre, di fatto, si è creata una piazza in più da ripulire.
“E anche SCS ha le sue di squadre – spiega il Direttore Generale Andrea Grigolon -. Operatrici e operatori, in base al gruppo, vengono assegnati a specifici punti di ingresso con ruoli ben precisi. E le piazze sono, anche alla fine delle battaglie, tutte un fermento, ognuna con le sue specificità. Il Borghetto è piccolo, concavo, e, qui, per il ripristino, sono fondamentali le spazzatrici. Piazza Ottinetti, quella più semplice per la pulizia meccanica, ha arcate dove nessun mezzo arriva e in cui sono determinanti gli uomini a terra che soffiano e raschiettano i cubetti e le aree protette dalle reti per il pubblico. La piazza del Rondolino, grande, a volte immensa da pulire, è ancor più complessa, se consideriamo anche le aree circostanti con la somministrazione di cibo. E, da ultimo, Piazza Nuovo Quartiere Vittorio Emanuele, per tutti qui piazza di Città, che rappresenta il cuore nevralgico del programma del Carnevale, perché è l’arrivo e la partenza degli eventi cardine della manifestazione”.
Le arance raccolte quest’anno si sono leggermente ridotte rispetto al 2025 (da 731.000 kg a quasi 725.000) e sono state conferite in ben 4 impianti di smaltimento e riciclo: TERRITORIO E RISORSE SRL a Santhià (Vercelli) e G.A.I.A. S.P.A. a San Damiano d’Asti, KOSTER Srl a San Nazario Sesia (Novara), ACEA PINEROLESE INDUSTRIALE S.P.A. a Pinerolo (Torino).
Per il conferimento in impianto si sono resi necessari ben 25 viaggi andata e ritorno nelle diverse destinazioni.
Le arance diventeranno biogas immesso direttamente in rete per il consumo e compost da utilizzare come ammendante.
Proprio per quest’ultima destinazione, nell’edizione 2026, verrà avviato un nuovo progetto di condivisione e restituzione alla cittadinanza del compost ricavato dalla battaglia, in sinergia tra Città di Ivrea, Fondazione dello Storico Carnevale, Società Canavesana Servizi, Gruppo Iren e Comieco.
Il viaggio delle arance si sviluppa a partire dal Protocollo Arance Frigie che richiede completa tracciabilità della filiera, passando per la raccolta dopo la battaglia, fino a diventare compost nell’impianto industriale Territorio e Risorse del gruppo Iren, distribuito gratuitamente alla cittadinanza nel corso di manifestazioni ed eventi in appositi sacchetti compostabili resi disponibili da Comieco, il Consorzio nazionale recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica.
Anche quest’anno sono state utilizzate esclusivamente cassette di legno per stoccare le arance, operazione questa che ha semplificato di gran lunga la fase di raccolta e riciclo, avendo una sola tipologia di imballaggio da gestire e avviare a recupero.
In 11 viaggi sono arrivate nell’impianto WOOD RECYCLING SRL di Grugliasco oltre 98.000 kg di cassette che torneranno a nuova vita come pannelli truciolari.
E la sostenibilità, concretamente applicata nel Carnevale, è anche in tutte le manifestazioni collaterali che precedono, accompagnano e seguono i tre giorni di battaglia. In ogni evento SCS ha consegnato contenitori per la raccolta differenziata, movimentandone ben 173.
“Ma, come sempre, la vera potenza di fuoco di SCS è rappresentata dalle persone, dai lavoratori – racconta Grigolon -. Le donne e gli uomini di SCS sono il cardine del lavoro di pulizia e rendono possibile in tempi record vedere le piazze, le aree ristoro, le vie del centro pronte ogni mattina per la ripresa della vita cittadina che prosegue anche dopo la battaglia con i propri ritmi e attività”.
Se consideriamo i soli tre giorni della battaglia, vengono coinvolti 65 operatori per 1.000 ore di lavoro dedicate alla pulizia vera e propria, al trasporto dei rifiuti, allo svuotamento dei cestini e allo spazzamento.
Alla raccolta delle cassette sono stati destinati, in ogni giorno di battaglia, 4 ragni, supportati da 4 compattatori che hanno, alternativamente, ridotto volumetricamente le cassette o il rifiuto indifferenziato, ottimizzando i viaggi di scarico in azienda.
Sempre per l’indifferenziato, sono stati impiegati 8 mezzi, tra piccoli e grandi, che hanno potuto transitare più agevolmente nelle strette vie del centro.
Alle arance sono stati destinati anche 7 camion per il trasporto verso la sede SCS, prima, e gli impianti di trasformazione, poi, e 9 trattori, oltre alle 6 spazzatrici dedicate alle piazze e alle strade.
L’impatto del Carnevale si misura anche sui canali digitali e i dati dell’edizione 2026 sono particolarmente eloquenti.
Solo su Instagram, tra il 22 gennaio e il 22 febbraio, sono stati condivisi 924 contenuti, generando 15,7 milioni di visualizzazioni, 189.202 interazioni e 4.273 nuovi follower.
Il post sulla pulizia delle strade del 18 febbraio, diffuso in collaborazione tra S.C.S., Fondazione e Città di Ivrea, è diventato il più performante nella storia del Carnevale: 5.960 like, 155.000 visualizzazioni, 135 commenti e 485 condivisioni, di cui il 62% da parte di non follower.
È un dato che fa riflettere. La carica emotiva al termine dell’ultimo giorno è fortissima, così come la partecipazione e l’attenzione ai social che può essere letta anche come un segno di gratitudine verso tutto l’insieme di persone che rende possibile, con il proprio lavoro, che ognuno possa godersi la manifestazione e viverla fino in fondo.
“Il successo del Carnevale 2026 è anche il risultato di una collaborazione sempre più consolidata tra Fondazione, Società Canavesana Servizi e Città di Ivrea – afferma Emilia Sabolo Vicepresidente della Fondazione dello Storico Carnevale di Ivrea –. Negli ultimi dodici mesi, questa collaborazione si è intensificata, trovando un banco di prova significativo nella tavola rotonda nazionale con Asti e Siena sui grandi eventi urbani. La condivisione di pratiche organizzative, innovazione, strumenti tecnologici e sostenibilità ha dimostrato che lavorare insieme non solo aumenta l’efficienza operativa, ma rafforza la coesione sociale e culturale del territorio. Il progetto del compost è un esempio perfetto: la Festa non solo rispetta il territorio ma restituisce valore concreto alla comunità, unendo tradizione, innovazione ed economia circolare”.
Una sinergia, dunque, sempre più strutturata al servizio della città.
La logistica del Carnevale si configura oggi come un vero laboratorio di collaborazione, esperienza e comunità capace di integrare competenze diverse in un unico sistema coordinato.
L’edizione 2026 conferma che il Carnevale di Ivrea è un modello unico di partecipazione, identità e innovazione.
I numeri registrati, i risultati straordinari sul piano della comunicazione e la sinergia crescente tra Fondazione, SCS e Città dimostrano che tradizione, comunità e innovazione possono convivere e rafforzarsi a vicenda.
Il lavoro svolto quest’anno rappresenta una base concreta su cui costruire ulteriori sviluppi, rafforzando il modello di collaborazione tra parti e ampliando i progetti legati alla sostenibilità e alla gestione degli eventi complessi.
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Redazione di Vercelli
“Dopo i primi importanti stanziamenti già messi a disposizione, nel prossimo Consiglio dei Ministri arriverà un ulteriore finanziamento a favore dei soggetti che hanno subito i danni del grave evento alluvionale dell’aprile 2025. È un segnale concreto di attenzione verso il Piemonte e verso le comunità colpite”.
Lo dichiara Carlo Riva Vercellotti, Capogruppo in Consiglio regionale di Fratelli d’Italia, che oggi ha avuto modo di confrontarsi sul tema con l’assessore regionale alla Protezione civile Marco Gabusi.
“Ringrazio l’assessore Gabusi per il costante lavoro di coordinamento svolto in questi mesi – prosegue Riva Vercellotti – così come ringrazio il Governo per lo sforzo già compiuto e per quello che, secondo le interlocuzioni con il Dipartimento nazionale della Protezione civile, dovrebbe essere compiuto nei prossimi giorni con un ulteriore stanziamento”.
Il territorio piemontese, negli ultimi anni, è sempre più frequentemente colpito da eventi calamitosi con effetti molto pesanti. Una situazione che comporta per la Regione Piemonte un grande impegno sia sul piano operativo, per il supporto agli enti locali e alle popolazioni colpite, sia sul piano economico, finanziario e gestionale.
Per l’evento alluvionale del 15-17 aprile 2025, per il quale è stato dichiarato lo stato di emergenza nazionale con delibera del Consiglio dei Ministri del 30 giugno 2025, è stato predisposto un quadro del fabbisogno relativo agli interventi di prima assistenza alla popolazione e agli interventi di somma urgenza.
A fronte di queste richieste, il Governo ha già riconosciuto alla Regione Piemonte un primo stanziamento di 17,7 milioni di euro, cui si è aggiunto un ulteriore finanziamento di 17,85 milioni di euro, per un totale di 35,55 milioni di euro.
A queste risorse si sono aggiunti 5 milioni di euro stanziati direttamente dal bilancio regionale per finanziare ulteriori interventi di somma urgenza già effettuati dagli enti locali.
Con una successiva richiesta inviata dal Commissario delegato al Dipartimento nazionale della Protezione civile sono state domandate le risorse necessarie a completare il quadro del fabbisogno, includendo gli interventi più urgenti, le opere di mitigazione del rischio e i ristori per i danni subiti da privati, aziende agricole e attività produttive.
“Le interlocuzioni con il Dipartimento nazionale – conclude Riva Vercellotti – confermano che nel prossimo Consiglio dei Ministri, previsto in settimana, dovrebbe arrivare questo ulteriore stanziamento. Un passaggio fondamentale per consentire ai Comuni di completare le opere più urgenti e proseguire il percorso di ripristino dei territori colpiti”.
“Il mio ringraziamento va anche ai tanti amministratori locali, alle associazioni e a tutti i volontari che fanno parte della grande rete della Protezione civile: il loro lavoro durante l’emergenza è stato determinante per garantire assistenza alle comunità e avviare rapidamente le prime operazioni di ripristino”.
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Redazione di Vercelli
“La donazione di sangue, plasma, tessuti e organi è molto più di una procedura sanitaria: è un gesto di civiltà e solidarietà che salva vite e rafforza il senso di comunità. Il Piemonte deve continuare a investire con decisione nella cultura del dono”.
Lo dichiara Carlo Riva Vercellotti, consigliere regionale e capogruppo di Fratelli d’Italia, commentando l’ordine del giorno presentato dalla collega Silvia Raiteri e sottoscritto da tutto il gruppo di Fratelli d’Italia, approvato all’unanimità nella seduta odierna del Consiglio regionale a Palazzo Lascaris.
Il documento impegna la Regione a rafforzare le campagne di sensibilizzazione e a promuovere nuove iniziative di informazione e formazione, con particolare attenzione ai giovani.
“Il Piemonte può contare su una rete trasfusionale di grande qualità e su un tessuto associativo straordinario composto da realtà come Fidas, Croce Rossa Italiana, AVIS, AIDO e ADMO. A tutte queste associazioni va il nostro ringraziamento per un lavoro quotidiano e silenzioso che rappresenta un patrimonio fondamentale per la sanità piemontese” sottolinea Riva Vercellotti.
“L’obiettivo è chiaro: rafforzare la donazione volontaria, anonima e gratuita e allo stesso tempo parlare alle nuove generazioni con strumenti nuovi. Servono campagne più moderne, linguaggi più diretti e un maggiore utilizzo dei canali digitali per diffondere una cultura della donazione che diventi sempre più radicata nella società”.
Un passaggio importante riguarda anche il ruolo dei Comuni e degli uffici anagrafe.
“Proponiamo di rafforzare la collaborazione con gli enti locali per formare adeguatamente gli operatori degli uffici anagrafe. Il momento del rinnovo della Carta d’Identità Elettronica è un’occasione preziosa per informare i cittadini e consentire loro di esprimere consapevolmente la propria scelta sulla donazione di organi e tessuti”.
“Donare significa dare una possibilità di vita a qualcun altro. Per questo continueremo a sostenere tutte le iniziative che promuovono la solidarietà e la tutela della vita. È positivo che su un tema così importante si sia registrata un’ampia convergenza politica, con un voto unanime del Consiglio regionale” conclude Riva Vercellotti.
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Redazione di Vercelli
Con il 2026 parte una nuova rassegna al Museo Leone di Vercelli.
“Un aperitivo alla corte di…” è un’iniziativa ideata e condotta dallo staff scientifico del Museo Leone, che nel corso dell’anno condurrà il pubblico alla scoperta delle corti di grandi personaggi, re, imperatori e condottieri, che hanno fatto la storia.
Corti intese come edifici, regge e palazzi riccamente arredati ma anche composte da donne e uomini custodi di altrettante storie affascinanti, curiose e tragiche che saranno raccontate attraverso una formula molto semplice: brevi conferenze che si terranno il sabato pomeriggio nell’altrettanto prestigiosa dimora del notaio Leone, al termine delle quali a tutti i partecipanti sarà servito un piccolo aperitivo.
Primo appuntamento sabato 21 marzo alle ore 17.30 quando l’aperitivo, guidati dal racconto del Conservatore Luca Brusotto, sarà servito… alla corte di Carlo Magno, progettata e costruita agli albori del IX secolo dopo Cristo per unire le tradizioni delle grandi capitali del cristianesimo, Roma, Costantinopoli e Gerusalemme, ma che in realtà fu presto resa itinerante per volontà dello stesso sovrano, allo scopo di potersi liberamente muovere per l’immenso Sacro Romano Impero con il suo seguito di aristocratici e guerrieri, uomini di lettere ed ecclesiastici ma anche personaggi senza scrupoli e prostitute senza dimenticare un serraglio di animali esotici, tra i quali i cronisti hanno tramandato il nome di Abul Abbas, l’elefante donato a Carlo dal califfo Harun -al-Rashid, che la tradizione vuole transitato anche per Vercelli.
Dopo la pausa di aprile, mese dedicato agli eventi pasquali e alla Vercellae Hospitales, cui parteciperà anche il Museo Leone, seguiranno altri due appuntamenti nei mesi di maggio e giugno, in occasione dei quali si visiteranno la corte del Sultano e, in estremo oriente, quella del Gran Khan ai tempi di Marco Polo.
Appuntamento poi in autunno per i nuovi incontri della rassegna.
Un aperitivo alla corte di Carlo Magno è un evento su prenotazione obbligatoria, da effettuarsi entro giovedì 19 marzo ai numeri: 0161.253204 (in orario di ufficio); 348.3272584 oppure scrivendo a info@museoleone.it.
Ingresso Euro 12 oppure Euro 8 + Tessera Abbonamento Musei.
Per altre info segui Museo Leone su FB e Instagram o consultare www.museoleone.it.
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Redazione di Vercelli













