Mese: Marzo 2026
“Vengo a conoscenza dai mezzi stampa della comunicazione da parte dell’ente organizzatore dell’annullamento della 50esima edizione dell’Alpàa.
Comprendo il generale sconforto e sgomento del territorio. Esorto tutti, prima di manifestare giudizi e sentenze affrettate, a mantenere la calma.
È doveroso comprendere le posizioni del Comitato e del Comune e, nella massima delicatezza che da sempre contraddistingue questa realtà, trovare una strada di mediazione che possa arrivare a una soluzione condivisa. L’Alpàa è un evento magico, tradizionale e strategico per tutta la Valsesia.
L’Unione Montana si attiverà nei prossimi giorni per aiutare Varallo a trovare una sintesi che tenga conto delle reciproche necessità e problematiche, del Comune e del Comitato.
Sono sicuro che verrà trovata una quadra”.
Francesco Pietrasanta
Presidente dell’Unione montana dei comuni della Valsesia
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Redazione di Vercelli
Il Comitato per l’Alpàa comunica, con profondo rammarico, l’annullamento della 50ª edizione della manifestazione prevista per luglio 2026. La scelta del Comitato è atto dovuto e inevitabile a fronte delle recenti decisioni dell’Amministrazione Comunale di Varallo, che hanno di fatto azzerato le condizioni minime di agibilità operativa, economica, finanziaria e relazionale per l’organizzazione dell’evento.
La decisione scaturisce dalla deliberazione della Giunta Comunale n. 43 del 20 marzo 2026, con la quale il Comune ha disposto unilateralmente l’assegnazione di un contributo di soli 40.000 euro, respingendo la necessaria minima richiesta di 100.000 euro.
Alla luce di questo atto, il Comitato ha il dovere di operare con la massima diligenza e trasparenza e chiarire pubblicamente i seguenti punti fondamentali:
Il legittimo affidamento, i lavori avviati e la posizione del Vice Sindaco Botta: La richiesta di 100.000 euro non era un’ipotesi campata in aria, ma corrispondeva all’importo inserito dal Consiglio Comunale nel bilancio di previsione finanziario 2026/2027/2028 (deliberazione consiliare n. 45 del 15 dicembre 2025). Forte di questa garanzia istituzionale, il Comitato aveva già avviato da dicembre la complessa macchina organizzativa della 50ª edizione, annunciando con discreto anticipo le date della manifestazione. A conferma della legittimità della nostra richiesta, la stessa delibera che ci assegna oggi soli 40.000 euro mette a verbale la posizione del Vice Sindaco Botta, il quale ha espresso chiaramente la volontà di mantenere la parola data, proponendo formalmente l’assegnazione dei 100.000 euro previsti. La scelta della Giunta di stravolgere questo indirizzo tradisce un patto chiaro, vanificando mesi di intenso lavoro.
La reale natura della richiesta economica e gli impegni disattesi dal 2024: È fondamentale chiarire a cosa fossero destinati i 100.000 euro richiesti. Questo importo non era casuale, ma corrispondeva a una precisa e condivisa volontà dell’Amministrazione di sostenere l’evento di maggiore attrattiva turistica del nostro territorio. Per dimensioni, complessità organizzativa e storicità, l’Alpàa rappresenta infatti la manifestazione più imponente della Valle, riconosciuta con la qualifica regionale e configurandosi come un vero e proprio asset economico e commerciale fondamentale per l’intera comunità. A tal proposito, è doveroso ricordare che, a partire dal 2024, c’era una chiara volontà espressa dall’Amministrazione di garantire alla manifestazione un solido sostegno strutturale, quantificato all’epoca in un contributo annuo di 150.000 euro (Chiaramente inseriti nel P.E.G 2024/2025/2026 approvato con la Delibera di Giunta Comunale n°2 del 26/01/2024). Questa intesa di massima era la condizione imprescindibile per permettere a un direttivo di volontari di assumersi responsabilità e oneri organizzativi enormi. I fondi concordati per quest’anno servivano esattamente a questo: organizzare una 50ª edizione all’altezza della sua grandezza e, al contempo, garantire la stabilità operativa del Comitato, permettendoci di far fronte al rincaro generale dei costi, specialmente legati alla sicurezza e alla logistica, e alle ricadute economiche ereditate dagli anni diificili del Covid. Il drastico taglio deciso recentemente dall’Amministrazione, proprio nell’anno del cinquantesimo anniversario, è purtroppo la dimostrazione palese che la parola data non sarà mantenuta, come già in precedenza più volte avvenuto.
Consapevolezza e tentativi di collaborazione ignorati: In veste di Comitato organizzatore, consapevoli anche delle difficoltà di cassa del Comune di Varallo, ogni volta abbiamo accettato e cercato di concordare le modalità e i tempi di pagamento più compatibili con le disponibilità dell’amministrazione. La chiara dimostrazione dell’impegno e quindi l’assunzione dell’atto deliberativo del contributo era per noi garanzia necessaria e sufficiente per l’avanzamento delle pratiche operative con altri enti e fornitori. Proprio per questo motivo, nel corso di molteplici incontri avvenuti, ci siamo messi a totale disposizione dell’Amministrazione. Abbiamo cercato in ogni modo un dialogo costruttivo per trovare le soluzioni migliori e portare avanti la manifestazione in un’ottica di massima collaborazione istituzionale.
Il ruolo dei volontari e la gestione di un bilancio imponente: Il Comitato è costituito esclusivamente da un gruppo di cittadini volontari, privi di qualsivoglia interesse economico personale, che prestano il proprio tempo e le proprie competenze a titolo completamente gratuito. Organizzare l’Alpàa significa assumersi l’enorme responsabilità di gestire un bilancio complessivo che supera i 700.000 euro.
La responsabilità dell’Amministrazione: un onere di tale portata, richiede un clima di assoluta fiducia tra gli attori coinvolti, nonché la collaborazione e lealtà con l’Amministrazione locale. Questo clima oggi non esiste più. Negli ultimi mesi abbiamo assistito a dinamiche relazionali non sane e a dir poco conflittuali: a fronte di un supporto pubblico millantato a parole, i fatti, gli atti e gli atteggiamenti dell’Amministrazione hanno dimostrato l’esatto contrario.
Non siamo più disposti ad assumerci responsabilità civili, penali e organizzative enormi, a favore di un’Amministrazione che nei fatti ostacola il nostro operato e non riconosce il valore dello sforzo profuso a favore di un’intera comunità. La delibera di questi giorni è solo l’ultimo, inequivocabile atto di un sostegno che da anni si è fatto via via più faticoso e viene oggi a mancare.
L’annullamento della 50ª edizione rappresenta una perdita grave per Varallo, per l’economia della Valle, per il tessuto commerciale e per il volontariato locale. Il Comitato ha tentato fino all’ultimo di evitare questo triste epilogo, ma oggi, senza le dovute garanzie finanziarie per il futuro, e in assenza di una reale e sana collaborazione istituzionale, l’organizzazione di un evento degno della storia di Alpàa risulta semplicemente impossibile.
Un doveroso e sentito ringraziamento va a tutti i partner, agli sponsor, agli enti, alle associazioni e alle aziende che avevano già sposato il progetto di quest’anno, dimostrando ancora una volta di credere nell’impatto di questa manifestazione. Doverci fermare oggi è doloroso, soprattutto nei confronti di chi era già pronto a mettersi in gioco al nostro fianco. Ma questo passo indietro non cancella la nostra passione. Speriamo vivamente che il domani porti con sé un clima diverso e che si possano ricreare le giuste condizioni per un nuovo inizio. Ci auguriamo di potervi ritrovare, magari attraverso nuove formule e nuove sinergie, per tornare a far splendere e crescere questo territorio come merita…
Il comitato per l’Alpàa
Il presidente Giovanni Iacolino
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Redazione di Vercelli
A Vercelli la proiezione del docufilm “I miei sette padri” con Adelmo Cervi
Venerdì 27 marzo alle ore 21, presso l’Ex Chiesa di San Pietro Martire di Vercelli, si terrà la proiezione del docufilm “I miei sette padri”, alla presenza di Adelmo Cervi.
L’iniziativa, promossa dal Comitato provinciale ANPI di Vercelli, propone un momento di memoria attiva e partecipata, a partire dalla storia della famiglia Cervi e dalla testimonianza diretta di Adelmo, figlio di Aldo Cervi, uno dei Sette Fratelli Cervi, fucilati dai fascisti il 28 dicembre 1943.
Il docufilm, diretto da Liviana Davì, restituisce in forma intensa e personale una vicenda che attraversa la storia dell’antifascismo italiano, intrecciando memoria familiare, responsabilità civile, libertà, giustizia e solidarietà.
La presenza di Adelmo Cervi renderà la serata un’occasione preziosa di incontro e confronto, capace di parlare non solo alla memoria del passato, ma anche al presente.
La proiezione vuole essere un invito rivolto alla cittadinanza, alle associazioni, ai giovani e a tutte le persone interessate a condividere un momento di riflessione pubblica sui valori dell’antifascismo e della partecipazione democratica.
Ingresso gratuito.
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Redazione di Vercelli
Domenica 22 marzo la Santa Messa delle 10.30 sarà animata dai bambini della II Elementare.
Martedì 24 inizia il Triduo in preparazione alle Festa della Madonna Addolorata.
Alle 20.30 la Corona dell’Addolorata, alle 21 la Santa Messa a cui seguirà l’Adorazione Eucaristica fino alle 22.30.
Mercoledì 25 Festa patronale e Solennità dell’Annunciazione del Signore.
Corona dell’Addolorata alle 20.30 e Santa Messa alle 21.
Giovedì 26 Corona dell’Addolorata alle 20.30 e Santa Messa alle 21.
Venerdì 27 Via Crucis alle 17.30, Corona dell’Addolorata alle 20, Santa Messa alle 20.30 a cui seguirà la Processione.
Sabato 28 Sacramento della Confessione dalle 15 alle 16.30.
Domenica 29 delle Palme, la Santa Messa delle 10.30 sarà animata da tutti i bambini del catechismo.
Benedizione degli ulivi in piazza Cavour alle 10,15 a cui seguirà la processione e la Santa Messa.
Non sarà celebrata la Santa Messa delle 8.30.
Si prega di portare in Badia i rami della potatura degli ulivi.
Si ricorda che sono disponibili i Drappi rossi per addobbare balconi e finestre.
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Redazione di Vercelli
Nel mese di aprile, in occasione delle vacanze di Pasqua, sono in arrivo nuovi appuntamenti per bambini e famiglie presso il Museo Leone e il Museo Archeologico Città di Vercelli.
I Servizi Educativi stanno infatti preparando diverse proposte.
Gli appuntamenti prenderanno il via con “Una Mattina al MAC: speciale Pasqua” giovedì 2 e venerdì 3 aprile dalle 9:00 alle 12:30 al Museo Archeologico, con le attività didattiche rivolte a bambini e ragazzi 6-11 anni e programmate nei giorni di chiusura delle scuole.
Si tratta di due mattinate dense di divertimento, giochi e sperimentazioni tra le sale che raccontano la Vercelli di 2000 anni fa ma senza dimenticare di fare merenda tutti insieme. Giovedì esploreremo uno dei simboli della Pasqua, la colomba, attraverso gli occhi dei romani antichi, anche se non mancheranno rielaborazioni moderne nate dalla fantasia dei partecipanti. Nella mattinata di venerdì invece i partecipanti si sfideranno in un grande torneo di giochi archeologici a squadre.
La prenotazione è obbligatoria al 3483272584.
Al Museo Leone invece, nell’ultimo giorno delle vacanze di Pasqua, martedì 7 aprile alle ore 15:30, l’appuntamento sarà con “Luce nelle Tenebre: la Sfida del Senet” un incontro che aprirà le porte dell’Antico Egitto ai bambini 4-11 anni attraverso archeologia, gioco e scoperta.
L’iniziativa propone un’esperienza che unirà la costruzione di uno dei giochi più famosi del mondo egizio e la scoperta dei simboli legati alla luce e al passaggio verso l’eternità.
Osservando la collezione egizia sarà infatti possibile scoprire come gli egizi immaginavano il viaggio dell’anima attraverso le tenebre per raggiungere il mondo dell’Oltretomba.
Il laboratorio creativo infine guiderà i partecipanti nella ricostruzione del tabellone e delle pedine, così da poter portare a casa un antico gioco da tavolo denso di simbologia.
La prenotazione è obbligatoria al 3483272584 o via mail a didattica@museoleone.it entro e non oltre il 2 aprile.
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Redazione di Vercelli
Riceviamo e pubblichiamo
“La scomparsa di Umberto Bossi rappresenta un momento di profonda tristezza e riflessione per tutti noi. Non se ne va soltanto il fondatore della Lega, ma l’uomo che ha dato voce a un’idea nuova, forte, radicata nei territori e nelle comunità.
Per me, come per tanti nella nostra provincia, il suo ricordo è anche personale. Umberto Bossi ha conosciuto e frequentato la nostra terra, da Vercelli alla Valsesia, portando qui il suo messaggio e trovando in queste comunità attenzione, partecipazione e condivisione. Non era una presenza distante, ma concreta, vicina, capace di ascoltare e di interpretare i bisogni reali della gente.
Il suo sogno era chiaro: costruire un movimento autenticamente federalista, che mettesse al centro gli interessi dei territori, delle famiglie, delle imprese. Un movimento che non fosse calato dall’alto, ma che nascesse dal basso, dalla vita quotidiana delle persone, diventando strumento di rappresentanza e di tutela.
Quell’idea iniziale, quella visione di una Lega come “sindacato del territorio”, non è soltanto una pagina di storia. È il fondamento del nostro presente. È un insegnamento che oggi più che mai siamo chiamati a raccogliere e a portare avanti con responsabilità, coerenza e determinazione.
Ricordare Umberto Bossi significa, dunque, non solo rendere omaggio alla sua figura, ma riaffermare con forza i valori che ha trasmesso: l’attaccamento alla propria terra, la difesa delle autonomie, la capacità di dare voce a chi troppo spesso non ne ha.
A noi il compito di non disperdere questa eredità. A noi il dovere di continuare a essere, ogni giorno, interpreti autentici delle esigenze del nostro territorio.
Con gratitudine e rispetto, oggi salutiamo Umberto Bossi. E nel suo ricordo rinnoviamo il nostro impegno”.
Daniele Baglione
Segretario Provinciale Lega di Vercelli
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Redazione di Vercelli
Lo scorso 16 marzo, i poliziotti della Squadra mobile di Vercelli hanno tratto in arresto tre soggetti, resisi responsabili del furto con destrezza del portafoglio di un anziano all’interno di un esercizio commerciale della città.
Nell’ambito dei servizi finalizzati alla prevenzione e repressione dei reati predatori quotidianamente attivi sul territorio cittadino, i poliziotti hanno attentamente monitorato i movimenti di un’autovettura, con a bordo un uomo e due donne, risultati particolarmente sospetti per i tragitti percorsi.
In particolare, durante una sosta dell’auto, hanno notato le donne uscire frettolosamente da un supermercato in cui avevano fatto accesso poco prima, salire a bordo del veicolo condotto dal terzo individuo e tentare di allontanarsi celermente dal luogo; gli operatori, pertanto, hanno subito seguito e fermato il veicolo, sottoponendolo a controllo, identificando i tre e appurando che gli stessi erano tutti gravati da numerosi precedenti di polizia per reati contro il patrimonio.
Sottoposti a perquisizione, è stato possibile rinvenire il portafogli di proprietà un ultrasettantenne, con ancora all’interno le carte bancarie dello stesso.
La vittima, affetta da alcune disabilità motorie, ancora ignara di quanto accaduto, è stata rintracciata all’interno del supermercato dal quale si erano appena allontanate le malfattrici e, una volta, appreso di essere stato derubato, l’anziano si è recato presso gli Uffici della Questura al fine di presentare atto di querela; nell’occasione, gli sono stati restituiti tutti i propri averi.
I tre soggetti sono stati tratti in arresto per il reato di furto pluriaggravato.
All’esito dell’udienza di convalida dell’arresto, avvenuta il giorno successivo, gli stessi sono stati rimessi in libertà senza misure cautelari.
Nei loro confronti il Questore ha ritenuto di adottare la misura di prevenzione del Foglio di Via Obbligatorio dal Comune di Vercelli.
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Redazione di Vercelli
La possibile chiusura sarebbe una perdita per il territorio.
In queste settimane si è parlato della possibile perdita del Giudice di Pace per il territorio valsesiano.
L’ufficio, che si trova a Varallo, potrebbe infatti esser chiuso per ragioni di natura economica.
«La possibile chiusura della sede del Giudice di Pace sul territorio valsesiano rappresenta l’ennesimo segnale di arretramento dello Stato nei confronti dei territori periferici e montani. Si tratta di un presidio fondamentale di giustizia di prossimità, che negli anni ha garantito ai cittadini, alle imprese e ai professionisti un accesso diretto ai servizi giudiziari» affermano la Vicepresidente del Senato Anna Rossomando e la Consigliera regionale PD Simona Paonessa.
«La soppressione di questo ufficio costringerebbe molti professionisti a spostamenti più lunghi e onerosi verso Vercelli, aggravando ulteriormente le difficoltà di chi vive e lavora in territori già segnati da una progressiva riduzione dei servizi, in primis i trasporti. Inoltre, andrebbe a saturare ulteriormente di cause legali gli uffici del Giudice di Pace di Vercelli, già in carenza di personale, creando non pochi problemi agli addetti ai lavori e a coloro che aspettano risposte dalla giustizia. Oltretutto parte dei disagi si sposterebbero anche sui cittadini – continuano le esponenti del Partito Democratico – il cui avvocato si dovrà spostare per forza di cose a Vercelli, anche per dispute di valore economico minimo o per una semplice opposizione ad una sanzione amministrativa».
Che proseguono, attaccando il Governo: «ci chiediamo cosa faccia il Governo, oltre ad esagerare con la demagogia, per scongiurare la chiusura di presidi importanti sul territorio per la giustizia di prossimità. Lo stesso Governo di cui molti esponenti hanno rilasciato più volte dichiarazioni sconsiderate e offensive rivolte ai giudici. Insomma, servono risorse e attenzione, non riforme che mettono in discussione l’indipendenza della magistratura».
«Va detto, questa possibile chiusura si inserisce in un quadro più ampio di scarsi investimenti nel sistema giudiziario da parte del Governo che negli ultimi anni ha visto riduzioni di organici, carenze strutturali e una crescente difficoltà nel mantenere attivi presidi territoriali fondamentali. Essenziale stabilizzare tutto il personale assunto con il PNNR che sono già in servizio, operativi negli uffici giudiziari e già formati, anche se non è sufficiente. E’ facile dire che la giustizia è lenta se il personale è del tutto carente. Il risultato rischia di essere un progressivo allontanamento dello Stato dai cittadini» concludono Rossomando e Paonessa.
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Redazione di Vercelli
Saranno celebrate nel primo pomeriggio di domenica 22 marzo a Pontida, presso l’Abbazia di San Giacomo, le esequie del Senatore Umberto Bossi, fondatore della Lega.
L’uomo politico è mancato ieri, 19 marzo, attorno alle 20,45.
Non ci saranno presenze organizzate in pullman da nessuna provincia, ma da Vercelli la partecipazione si annuncia numerosa.
In queste ore si ricordano le visite del “Senatur” in città; visite che, nella ricostruzione di chi l’ha conosciuto, sarebbero state almeno cinque (nel Capoluogo).
La prima, che moltissimi ricordano, per presentare la candidatura a Sindaco della professoressa Mietta Baracchi Bavagnoli, nel 1993: Piazza Cavour gremita e tanta era la curiosità di vedere da vicino i leader del Carroccio.
C’era tanta gente e – come talvolta succede – coloro che nemmeno di fronte a quella marea di persone comprendevano il desiderio di cambiamento (a prescindere da se e come poi si sarebbe realizzato, se sia stata o no una speranza delusa) insinuavano: ma sono tutti pullman di persone portate da Varese.
L’esito di quelle elezioni amministrative avrebbe invece confermato che ad affollare la piazza come mai prima di quel momento fossero tutti vercellesi votanti qui.
La visita successiva fu nel 1995 (invitato da Francesco Borasio) e poi altre due nell’arco temporale fino al 2004, che resta l’ultima in città di Vercelli.
Le foto che pubblichiamo si riferiscono all’incontro del 1999.
Le immagini sono sempre in Piazza Cavour, ed appartengono all’archivio straordinario dell’amico Stefano Di Tano.
Bossi venne ancora in provincia di Vercelli il 15 giugno 2016 – leggi qui –

per partecipare alle esequie di Gian Luca Buonanno: nel video che segue qualche battuta al nostro microfono.
Cia Novara Vercelli VCO annuncia la nomina di Pamela Minoletti come nuovo direttore dell’Associazione.
La decisione, assunta dal Comitato esecutivo, segna un passaggio importante nel percorso di rinnovamento della struttura, che avviene per il sopraggiunto limite di età del direttore uscente Daniele Botti. Contestualmente, Federico Sironi assume il ruolo di vicedirettore unico.
Il nuovo Direttore, 37 anni di Verbania, porta con sé un’esperienza consolidata in ambito organizzativo e gestionale, maturata all’interno del sistema Cia e in altri contesti professionali. La sua nomina risponde alla volontà di dare continuità al lavoro svolto negli ultimi anni, rafforzando al tempo stesso la capacità dell’Associazione di affrontare le sfide che attendono il settore agricolo.
Minoletti è in Cia dal 2015, nel 2022 diventa referente del Settore Fiscale; negli ultimi anni ha partecipato al gruppo di coordinamento della struttura, affiancando il direttore Botti. Nel 2023 assume il ruolo di referente regionale Caf Cia per il Piemonte, prendendo parte ai Tavoli tecnici nazionali.
Gaudenzio Bernascone, presidente Cia Novara Vercelli VCO, dichiara: «Siamo molto soddisfatti di poter affidare la direzione territoriale a Pamela Minoletti. La sua competenza, la conoscenza del territorio e la visione strategica saranno fondamentali per accompagnare le nostre imprese agricole in una fase complessa ma ricca di opportunità. Allo stesso tempo, la nomina di Federico Sironi a vicedirettore rafforza ulteriormente la squadra, garantendo continuità e capacità operativa. Un grande merito va al direttore uscente Daniele Botti, che ha saputo guidare la struttura Cia in modo strutturato e solido, portando al conseguimento di grandi successi e stabilità economica dell’Organizzazione. Le nuove risorse dirigenziali sono di lungo corso in Cia, faranno altrettanto bene».
Nel suo primo commento, Pamela Minoletti sottolinea: «Ringrazio il Presidente e il suo vice, la Giunta e tutti gli Associati per la fiducia. È per me un grande onore assumere questo ruolo, ma è anche una responsabilità importante che accolgo con grande rispetto e senso del dovere. Un ringraziamento speciale va a Daniele Botti. Per me non è stato soltanto il ‘mio’ Direttore: è stato una guida, un punto di riferimento e, spesso, anche la bussola quando serviva capire la direzione da prendere. Il suo esempio, il suo modo di lavorare e la sua dedizione all’associazione e per il mondo agricolo rappresentano un’eredità preziosa che cercherò di portare avanti con lo stesso spirito. Guardare avanti non significa dimenticare da dove veniamo. La forza della nostra Associazione è proprio nella sua storia, nelle persone che negli anni hanno costruito questo percorso e nei valori che ci hanno guidato fino ad oggi. È su queste radici solide che vogliamo costruire il lavoro dei prossimi anni».
Cia ringrazia Daniele Botti, direttore uscente, per il fondamentale lavoro svolto negli anni e per il contributo determinante alla crescita dell’Organizzazione.
Botti continuerà a collaborare con l’Associazione per un ulteriore anno, in qualità di consulente su alcuni settori strategici, garantendo un passaggio di consegne graduale e funzionale.
Spiega: «La scelta del nuovo Direttore, del Vicedirettore e del gruppo di colleghi, è l’atto conclusivo di un percorso di lavoro partito alcuni anni fa, con l’obiettivo di preparare il passaggio generazionale e formare un gruppo di persone in grado di governare la nostra Cia nei prossimi anni. A Pamela Minoletti è stata affidata la direzione e a sostenerla nel nuovo incarico, oltre all’ausilio di Federico Sironi vicedirettore, ci sarà un Team di colleghi con responsabilità nei vari settori»
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Redazione di Vercelli


















