VercelliOggi
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Un nuovo successo per l’ITI “G.C.Faccio” di Vercelli: il 23 maggio, presso il Dipartimento di Scienze Naturali dell’Università degli studi di Torino, si è svolta la cerimonia di premiazione del 4° Concorso nazionale crescita cristalli, indetto dall’ Associazione Italiana Cristallografia nell’autunno scorso e rivolto agli studenti  di tutti gli Istituti Superiori Italiani.

L’ITI “G.C.Faccio” aveva già partecipato a questa competizione nell’anno scolastico 2018 -2019, ottenendo il 3° posto nella graduatoria nazionale.

Quest’anno, dopo una pausa di due anni dovuta all’emergenza pandemica, i Docenti del Dipartimento di Chimica dell’ITI, prof. ssa  Cristina Gambetta, prof.ssa Leonarda Primerano e prof. Bruno Attinà hanno nuovamente partecipato a questa gara entusiasmante, proponendo tale progetto alle classi 4 CHA e 4 CHB dell’Indirizzo Chimica e materiali.

Si tratta di far crescere dei cristalli a partire da soluzioni opportunamente concentrate.

I cristalli prodotti vengono poi allestiti su vari supporti e giudicati in base a criteri di dimensioni ottenute, grado di purezza, forma del cristallo, creatività nell’allestimento, qualità della relazione tecnica prodotta.

E’ un lavoro che richiede mesi di pazienza e dedizione, perchè occorre fare numerose prove e affrontare anche insuccessi durante la procedura.

I ragazzi hanno lavorato con passione e determinazione, ottenendo anche questa volta un ottimo piazzamento: il 4° posto nella classifica nazionale.

Questo successo viene dopo un biennio difficile per la didattica laboratoriale – dice la prof.ssa Gambettacostretta dalle norme anticovid ad ovvi rallentamenti, per cui assume particolare significato per i nostri ragazzi che si sono messi in gioco ancor una volta, dimostrando che impegno e partecipazione vengono sempre premiati”.

 

Redazione di Vercelli

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Il professore torinese Matteo Saudino presenterà, venerdì 27 maggio alle ore 17,30, il suo ultimo libro “Ribellarsi con filosofia” edito Vallardi.

Un libro di filosofia ma anche un’arma contro il pensiero normalizzato e uno strumento per coltivare l’indipendenza di giudizio, sempre più indispensabile in un mondo dominato dall’omologazione di massa, un viaggio tra le storie di dieci filosofi per dieci atti di ribellione raccontati tra realtà e finzione, che ci invitano a guardare sotto la superficie per imparare a scegliere la strada che fa per noi.

Matteo Saudino insegna Filosofia e Storia da vent’anni nei licei del capoluogo piemontese.

Ha pubblicato la raccolta poetica Fragili Mutanti (2012) e La filosofia non è una barba (2020). Coautore del libro Il Prof fannullone (2017) e Cambiamo la scuola (2021), è noto per aver ideato il popolare canale YouTube di divulgazione filosofica e storica «BarbaSophia», che conta oltre 200.000 iscritti e più di 21 milioni di visualizzazioni. Sabato 28 maggio alle ore 18:00 torna la Prof.ssa di Vercelli Valentina Petri ad animare la libreria con la sua intelligente ironia e il suo ultimo libro “Vai al posto” edito Rizzoli.

In questo romanzo l’anno scolastico per la prof.ssa Valentina è pieno di novità: alcune belle, come la cattedra sospiratissima e una nuova prima tutta da conoscere, altre meno, come due quinte improvvisamente accorpate.

Per risparmiare sugli insegnanti e a un passo dalla maturità, si è deciso di mettere insieme classi di indirizzi diversi con lo stesso programma di italiano.

E così lei si ritrova a gestire una quinta di Moda, popolata di sole fanciulle, innestata con gli elettricisti casinisti, in un calderone imprevedibile che ha tutti gli ingredienti di una maionese destinata a impazzire.

Mentre la prima è un’adorabile classe di pulcini che stanno imparando a camminare, i suoi alunni di quarta non cedono di un passo dal solito caos: Missile in fuga nei corridoi, Basito che si perde in giro per Roma, Amebo che lo ritrova anche se è rimasto in Piemonte…

Tra foto a tradimento e bodyshaming, trappole e chiarimenti, le collaborazioni più inaspettate sbocceranno per lasciare tutti a bocca aperta, inclusa la prof.

A due anni dal suo ultimo successo “Portami il diario. La mia scuola e altri disastri” la Prof. Petri torna in libreria con un nuovo romanzo che ci racconta come dopo due anni di pandemia, e di didattica a distanza, il più bello tra gli insegnamenti che ci dà la scuola è senza dubbio, lo stare insieme.

Valentina Petri vive a Vercelli ed insegna lettere all’Istituto Professionale Francis Lombardi.

Dal 2017 condivide le sue storie di scuola sulla seguitissima pagina Facebook Portami il Diario.

Gli incontri sono gratuiti ma è consigliata la prenotazione allo 0161-1828991 o inviando una mail a mondadorivercelli@gmail.com

 

Redazione di Vercelli

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L’Amministrazione Comunale, in collaborazione con la Musica Società Operaia e con il Comitato Tricolore Grignasco (Comitato d’Intesa tra le Associazioni Combattentistiche e d’Arma), celebrerà mercoledì 1° giugno la  Festa della Repubblica Italiana (simbolo patrio italiano e giornata celebrativa nazionale istituita per ricordarne la nascita a seguito di referendum nel 1946).

A tal fine, presso il salone SOMS di Grignasco, alle ore 21:00 avrà luogo un concerto della Musica Società Operaia, sotto la direzione del Maestro Martino Crespi.

All’evento è invitata tutta la popolazione.

Martino Crespi inizia a studiare tromba nel Corpo Musicale Santa Cecilia di Cuggiono sotto la guida del Maestro Franco Zanoni. Spronato a continuare gli studi, si iscrive al Conservatorio “Guido Cantelli” di Novara dove si diploma nel 2011 con il Maestro Gabriele Cassone.

Il suo percorso di studi contempla master con maestri di livello internazionale tra cui C. Steenstrup, I. Richter, E. Giussani e E. Sabbatani.

Si perfeziona in seguito con il Maestro Alessio Molinaro presso l’Accademia Gino Badati di Trecate.

Partecipa a master specifici per ottoni organizzati da “Anbima Milano” e “Anbima Sondrio” tenuti dai membri del Gruppo Ottoni “Bozen Brass”.

Fra le sue collaborazioni, “Ex Novo Ensemble” di Novara..

Parallelamente allo studio della tromba approfondisce gli studi in pianoforte e organo, e successivamente in direzione corale

Si esibisce con l’Orchestra Giovanile del Teatro Lirico di Magenta, la “Maxentia Young Blood Big Band”, le orchestre “Gavina” e “San Michele Arcangelo” di Voghera.

Dirige dapprima il coro “Santa Cecilia di Bernate Ticino” e il coro di gregoriano “In CordisJubilo”, e nel 2012 viene scelto per rifondare e dirigere il “Coro Sottovoce” di Castelletto di Cuggiono con il quale, a fianco dell’organizzazione liturgica annuale, sviluppa un percorso musicale fatto di meditazioni e concerti, con esibizioni in diverse chiese e abbazie del milanese tra cui il “Santuario di Santa Gianna Beretta Molla” di Mesero.

La passione per le bande musicali, suo primo amore, lo spinge a studiarne a fondo l’organico e la strumentazione.

Tra gli interpreti dei suoi arrangiamenti ci sono nomi di spicco della lirica italiana, come il tenore Alberto Fraschina e la soprano Barbara Pariani.

La lunga amicizia con il Maestro Mauro Berra, direttore del Corpo Musicale Santa Cecilia di Cuggiono, si cementa in un sodalizio artistico e personale e sfocia in una serie di concerti concepiti, costruiti e arrangiati a quattro mani, tra cui “Volta la Carta” (estate 2016) dedicato a Fabrizio De Andrè e alla musica rock e “Sempre Libera” (estate 2017) dedicato alla storia della musica italiana dalla lirica alla canzone napoletana.

A fianco dell’attività concertistica e di arrangiatore si dedica all’insegnamento della musica, in particolare degli ottoni.

Credendo fermamente che la banda possa essere un luogo di aggregazione per i giovani e non solo, porta avanti gli insegnamenti del suo primo maestro con lezioni individuali e facilitando la formazione di gruppi musicali giovanili, allo scopo di tramandare la cultura musicale alle nuove generazioni.

Ha diretto l’orchestra dell’Accademia Gino Badati di Trecate, la “Young Band” di Cuggiono ed è uno dei fondatori del gruppo ottoni “Cecilbrass”.

Attualmente è direttore stabile di “Società Musica Operaia” di Grignasco (NO).

Redazione di Vercelli

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Invito i miei concittadini vercellesi, e non solo, alla serata di domani, venerdì 27 maggio, alle ore 18.30 alla Cripta della basilica di Sant’Andrea. Sono onorato di condividere con loro il viaggio che, insieme alla mia delegazione, abbiamo intrapreso fra l’Ucraina, la Polonia, la Germania e il parlamento dell’Unione Europea. Non mancate: insieme, tutti insieme stiamo vivendo una pagina di Storia”. Sono le parole di Carlo Olmo, il Lupo Bianco, rivolte alla cittadinanza per l’appuntamento organizzato in collaborazione con l’Università del Piemonte Orientale.

Durante la serata verrà infatti proiettato il reportage della missione umanitaria e degli interventi al parlamento belga, alla commissione Peti e alla Commissione Diritti Umani che Olmo ha compiuto fra il 9 e il 19 maggio.

Trenta quintali di derrate alimentari e farmaci sono stati portati ai bimbi di un centro disabili, a un orfanotrofio di Vinnysta e al centro profughi di Chmel’nyc’kyj che, attualmente, ospita più di 300 persone.

L’Europa – ha chiaramente detto l’avvocato Olmo durante il suo intervento alle Commissioni – è capace di sognare un continente più equo, senza discriminazioni e differenze di opinioni dovute a tradizioni secolari radicate nella Storia di ogni nazione? L’Europa è capace di sognare la soluzione di ogni conflitto attraverso il dialogo e la conciliazione su posizioni di rinunce e mediazioni reciproche? L’Europa è capace di sognare un mondo più giusto quando le viene presentato da un semplice cittadino e non da una altisonante conferenza di Stati?”.

Il viaggio ha portato la Delegazione vercellese anche all’ospedale militare di Vinnysta dove, ogni giorno, arrivano oltre 40 feriti dagli inferni dell’acciaieria Azofstal e Odessa.

Qui il Lupo Bianco ha personalmente visitato, insieme al professor Yuri, il reparto dei soldati mutilati.

Ho conosciuto la storia di Alexander. Ha 34 anni. Nell’inferno di Mariupol ha perso entrambe le gambe a causa dell’esplosione di una mina. Servono – è l’appello lanciato dal Lupo Biancoprotesi e altri materiali medici per aiutare questi ragazzi che, purtroppo, conoscono già tutto della morte e ancora poco della vita”.

Per questo (e tanti altri motivi) durante i suoi interventi all’Ue, Carlo Olmo si è rivolto agli eurodeputati chiedendo l’istituzione e la regolamentazione, a ruolo di rango diplomatico, di un Alto Commissariato per i Diritti Umani dell’Unione Europea sotto l’egida e la guida della Commissione.

Si deve intervenire appena ci sia la necessità di ripristinare il rispetto, la protezione e l’assistenza delle vittime di conflitti o discriminazioni nella più ampia accezione di tutela dei diritti inalienabili dell’uomo”.

Il Lupo Bianco ha poi portato il cibo anche al centro rifugiati di Chmel’nyc’kyj, diretto da padre Slavik e del volontario Max. Loro hanno accompagnato la Delegazione vercellese fra i pericoli di Bodiankra e Bucha: le prime due città, a nord dell’Ucraina, a essere sfregiate dall’invasione russa.

Abbiamo raccolto abbacinanti testimonianze” dice Carlo Olmo.

Il Lupo Bianco ha donato al centro profughi del sacerdote latte, pasta, pane ma anche tanti prodotti per i bimbi che sono scappati dalle città bombardate.

Il mio impegno per l’Ucraina non finisce qui. Anzi. Al Parlamento Europeo ho stretto un contatto personale con l’ambasciatore ucraino Chemtsov che – anticipa Olmovorrà portare in giro per le ambasciate italiane e straniere la storia del nostro viaggio per sollecitare ulteriori interventi a favore dell’Ucraina. Anche perché, purtroppo, oggi ci confrontiamo ancora con la guerra ma, il prima possibile, bisognerà parlare della ricostruzione di questo meraviglioso Paese”.

Il Lupo Bianco, dunque, domani, venerdì 27 maggio alle ore 18:30, proietterà il reportage e racconterà la missione umanitaria in una serata aperta a tutta la cittadinanza.

Auspico – conclude Olmoin una grande partecipazione da parte dei miei amati concittadini. Perché insieme stiamo vivendo una pagina di Storia”.

 

Redazione di Vercelli

 

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Sono molto soddisfatto dell’attenzione che l’on. Delmastro ha dedicato al tema dei dazi sul riso proveniente dal sud est asiatico. Grazie infatti ad una sua interrogazione, il Governo ha finalmente espresso una posizione molto chiara e dal significato politico estremamente rilevante: dopo anni, l’Italia lavorerà a tutela della qualità del nostro riso”.  Lo dichiara il Consigliere regionale Carlo Riva Vercellotti dopo la risposta del Ministro degli Esteri all’interrogazione del collega di partito e parlamentare, Andrea Delmastro.

Con la recente previsione, in sede di Parlamento europeo, di un meccanismo automatico di salvaguardia per le importazioni di riso dagli stati extraeuropei, era fondamentale conoscere la posizione del nostro Governo in modo da isolare nella Commissione quegli stati del nord Europa contrari ai dazi per motivi di carattere economico visto che, col commercio e con la trasformazione dei prodotti provenienti dal sud est asiatico, garantiscono un ritorno per le loro lobby. Ebbene, grazie a quest’interrogazione dell’on. Delmastro – continua il consigliere regionale – il Governo ha raccolto l’invito di Fratelli d’Italia e ha chiarito la volontà di proteggere e tutelare la qualità del prodotto italiano in sede di Commissione e Consiglio dell’Unione europea, a tutela della nostra risicoltura. Un altro passo in avanti – conclude Riva Vercellotti – per sostenere i nostri risicoltori e scoraggiare le pratiche di concorrenza sleale del sud est asiatico dove si continua a produrre, nell’indifferenza di una parte d’Europa, senza attenzione ai diritti dei lavoratori e alla tutela dell’ambiente.”

Testo integrale dell’ interrogazione a risposta scritta presentata dall’On. Andrea Delmastro Delle Vedove il 05/05/2022 18:35

Al Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale – Per sapere – premesso che: con la scadenza della clausola di salvaguardia successiva all’abolizione dei dazi doganali sul riso, la Commissione per il commercio internazionale del Parlamento europeo ha approvato una bozza di revisione del regolamento sulle “preferenze tariffarie generalizzate”, ovverosia l’insieme di regole doganali adottate dai Paesi avanzati nei confronti di quelli in via di sviluppo;

la revisione in questione mira a salvaguardare la risicoltura europea, prevedendo l’introduzione di un meccanismo di attivazione automatica dei dazi doganali per questi tipi di prodotti provenienti dal Sud Est asiatico ogni qualvolta si registri una situazione di crisi per il settore e indipendentemente dalla quantità di riso importata, al fine di superare l’attuale meccanismo attivabile solamente alla luce di segnalazioni lanciate dalle associazioni, così come verificatosi nel 2018, anno in cui si è proceduto al ripristino della clausola di salvaguardia;

la bozza di revisione, già approvata nella Commissione sopracitata con 33 voti a favore e 8 astenuti, verrà presentata dal Palamento europeo ai negoziati informali con la Commissione e il Consiglio;

la massiccia importazione di riso estero è stata resa possibile dal cosiddetto “dazio zero”, previsto dal regime EBA (Everything But Arms) a favore dei Paesi meno sviluppati, quali Cambogia, Myanmar o anche Afghanistan, Bielorussia e Congo. Tale pratica ha danneggiato gravemente le imprese italiane, incidendo negativamente sulla concorrenza di un settore che primeggia in Europa per qualità e sicurezza del prodotto immesso nel mercato, rappresentando, inoltre, un rischio dal punto di vista sanitario. Sovente questi Paesi, in particolar modo quelli del Sud Est asiatico, risultano essere ben lontani dagli standard minimi di sicurezza richiesti e sono inoltre esenti dall’attuazione di norme presenti invece in Europa: solo nel 2016 sono state 12 le allerte da contaminazione del riso importato dai Paesi Meno Avanzati (P.M.A.), ove venne registrata la presenza di residui antiparassitari, aflatossine cancerogene o altre tossine oltre i limiti massimi consentiti, infestazioni da insetti, presenza di metalli pesanti e di OGM proibiti in Italia e in Europa;

giova ricordare come la nostra Nazione risulti essere la prima produttrice di riso in Europa, a cui è ricondotta la paternità di diverse varietà risicole riconosciute e apprezzate in tutto il mondo: dal Nano Vialone Veronese in Veneto, cui è riconosciuto il marchio IGP, al Carnaroli della Lombardia, seconda regione per produzione, al riso del Delta del Po, IGP dell’Emilia Romagna. In Piemonte, prima regione produttrice, viene coltivato l’unica DOP italiana del riso, il Riso di Baraggia Biellese e Vercellese e da dove proviene, sempre a Baraggia, uno dei più famosi risi italiani da risotto, ossia il riso Arborio;

nel corso degli anni si è potuto verificare come l’assenza di un regime doganale in questo settore abbia comportato enormi svantaggi ai grandi Paesi produttori, come per l’appunto l’Italia, a tutto vantaggio, invece, di altri partner del Nord Europa, quali Germania e Olanda: tale previsione, infatti, comporta grandi benefici alle industrie di trasformazione, campo in cui questi Paesi si sono impegnati con ingenti investimenti in Cambogia e Myanmar, e non alla manodopera coinvolta nella coltivazione del riso;

da quanto sopraesposto, si evince chiaramente quanto l’attivazione di dazi doganali nei confronti dell’importazione di riso proveniente dalle nazioni del Sud Est asiatico possa garantire quella necessaria e irrinunciabile tutela a questo settore d’eccellenza già oltremodo danneggiato negli anni passati;

se il Ministro interrogato intenda sostenere apertamente le posizioni assunte dal Parlamento europeo in sede di negoziati con la Commissione e il Consiglio dell’Unione europea.

Presentatore

On. Andrea Delmastro Delle Vedove

 

Redazione di Vercelli

 

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In occasione della festa patronale di San Crescentino, la rinnovata associazione “Amici della Biblioteca” ha raccolto la proposta del sindaco Vittorio Ferrero, di celebrare, con un evento culturale, i 780 anni dalla fondazione del borgo di Crescentino, avvenuta il 31 maggio 1242.

L’iniziativa, costituita da due momenti, prenderà avvio sabato 4 giugno alle ore 17,30 con una conferenza durante la quale interverranno il cavalier Mario Ogliaro, storico e scrittore, e il dott. Luca Brusotto, conservatore del Museo Leone di Vercelli.

Gli interventi, di contenuto storico, si terranno in uno dei luoghi caratteristici di Crescentino, già sede in passato di eventi, il “cuntradin” Balzola e Tione in via Mazzini, 93.

Seguirà l’inaugurazione della mostra documentaria, dal titolo “La nascita di un borgo franco: 780 anni dalla fondazione di Crescentino”, presso la Sala consiliare del Municipio di Crescentino.

La mostra prevede l’esposizione di documenti antichi contenuti nell’archivio storico del Comune di Crescentino relativi al borgo franco, schede informative, immagini, cartine storiche e realizzazioni multimediali interattive, alcune delle quali realizzate con la collaborazione delle classi dell’Istituto Calamandrei di Crescentino.

In occasione degli eventi legati alla festa patronale che si svolgeranno lungo le vie cittadine, il sabato sera, è prevista un’apertura straordinaria della mostra sabato 4 giugno, dalle ore 19 alle ore 22.30.

Da domenica 5 giugno a venerdì 10 giugno sarà possibile visitare la mostra dalle ore 10,00 alle ore 12,00 e dalle 16,00 alle 18,30.

L’Associazione “Amici della biblioteca”, da poco ricostituitasi, si propone di realizzare iniziative in campo culturale, storico-artistico, letterario, teatrale, e sociale, volte a promuovere e a valorizzare la cultura e le tradizioni di Crescentino e del suo territorio, perseguendo gli stessi obiettivi dell’associazione fondata negli anni ’90.

Per info e prenotazioni telefonare al n. 389.9824065.

 

Redazione di Vercelli

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Donatella Coda Zabetta, venerdì, 27 maggio 2022 alle ore 21.00, presso il Centro di Incontro della Biblioteca Comunale, presentera’ il suo libro: “Leila una storia come tante”, un romanzo intenso e coinvolgente per mettere in luce le conseguenze della violenza e dialogherà, durante la serata, con la moderatrice Paola Neyroz, Autrice del libro ‘”La via delle fiabe. Itinerari di scoperta e cura di sé”’.

Trama:

Leila Bianchi è un attraente e brillante avvocato, socia di un importante studio legale di Ivrea. È sposata a un neurochirurgo ed è madre di una bambina di 6 anni, ma la sua vita, apparentemente perfetta, nasconde un grande disagio.

Uno dei due soci dello studio la molesta e lei, normalmente molto decisa e determinata, subisce passivamente il suo comportamento.

Nel momento in cui trova il coraggio di reagire viene indirettamente coinvolta in un grave fatto di sangue che sconvolge lo studio.

Il conseguente tracollo emotivo induce Leila a ridisegnare la sua vita, ma a complicarle l’esistenza si aggiungono lo strano isolarsi della figlia in un mondo solo suo e la partenza del marito per un lungo progetto all’estero.

Quando di notte si presentano terribili incubi, Leila capirà che qualcosa sta approfittando della sua momentanea perdita di controllo per venire alla luce. L’unica depositaria del suo segreto è anche la sola persona che non può risponderle, ma che, forse, può ancora sentirla: sua madre.

Donatella Coda Cabetta (Ciglianese di adozione) è nata a Biella, ma vive nel vercellese.

Laureata in Scienze Naturali all’Università di Torino e in Scienze e Tecniche Psicologiche all’Università Niccolò Cusano di Roma, dopo ventitré anni di lavoro imprenditoriale nel tessile, ha scelto di dedicarsi a tempo pieno allo studio della Psicologia e alla scrittura.

Nel 2014 ha pubblicato per Edizioni Mediterranee, il saggio “Il coraggio di ascoltarsi. Guardare alle cose cambiando prospettiva” e nel 2016, sempre per la stessa casa editrice, “Il ritmo del corpo. Muoversi con consapevolezza”. “Leila una storia come tante” pubblicato per Golem Edizioni è il suo primo romanzo.

Ha un sito – www.ildiamantearcobaleno.com – e due blog – www.ilcoraggiodiascoltarsi.com – e – www.ilritmodelcorpo.com

Paola Neyroz vive in Valle d’Aosta, dove è ha insegnato Matematica e Informatica.

Ha studiato  le tecniche vibrazionali con il filosofo  Baba Bedi e la psicologa  Antonia Chiappini, approfondendo in particolare la scrittura psichica e i processi immaginativi.

Autrice di fiabe, ha partecipato a conferenze e tenuto seminari sul loro significato simbolico, sia nell’espressione che nella cura di sé,  collaborando con psicoterapeuti, associazioni e scuole.

Inoltre si è occupata di sostegno al lutto presso l’Associazione Maria Bianchi ed è insegnante della tecnica dei Maestri Invisibili di Igor Sibaldi.

Attualmente è impegnata in un progetto di esplorazione degli aspetti non manifesti del femminile, che si sviluppa attraverso la narrazione e il completamento di insoliti e originali incipit.

Pubblicazioni: Yanez, ovvero il possibile (L’Autore Libri Firenze 1997), Fiabando in collaborazione con il Centro Studi Atlantide (2002), Il paese della quiete  (2004, libro e CD, realizzato dalla Provincia di Foggia, da cui è stato tratto un film di animazione, 2006), L’albero che voleva volare (Major 2006), già tradotto in francese e francoprovenzale, gaelico, provenzale, catalano, titsch e toitschu, tamahaq, creolo per l’iniziativa L’arbre aux langues), La filatrice di nuvole (Arti Grafiche Duc, 2008), La parola e il cuore (Arti Grafiche Duc, 2008), Il giocatore di carte, coautrice Nadia Savoini, (Golem, 2015), La via delle fiabe (Tipografia Duc, 2022).

 

Redazione di Vercelli

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Scuola in erba: le erbe tra natura e innovazione

Scuola in erba è parte del progetto più ampio finanziato da MLPS in collaborazione con Regione Piemonte.

Scopo di questa iniziativa specifica è stato coinvolgere tutte le scuole di ogni ordine e grado di Romagnano Sesia al fine di suscitare interesse nei bambini e nei ragazzi, sviluppare il senso di appartenenza al territorio, e sensibilizzare ai temi della tutela del patrimonio culturale e bio-ambientale.

Il progetto si è svolto nel corso del secondo quadrimestre dell’anno scolastico che si sta concludendo.

Scuola in Erba non finirà però con questo anno scolastico.

I progetti svolti dalle diverse classi rimarranno al Museo Storico e di conseguenza alla comunità di Romagnano Sesia e non solo.

Il Museo Storico creerà, basandosi proprio sul materiale fornito dai bambini e ragazzi, un laboratorio didattico da inserire all’interno dell’offerta didattica del Museo stesso. Scuola in Erba sarà un regalo da parte dei bambini e ragazzi alla propria comunità.

Regalo di cui tutti potranno usufruire e beneficiare.

Il progetto è stato proposto e vi hanno aderito tutte le scuole di Romagnano Sesia.

Le classi coinvolte nel progetto sono 24 per un totale di più di 400 bambini e ragazzi coinvolti.

Qui di seguito un dettaglio delle attività svolte dalle diverse scuole:

Istituto comprensivo G. Curioni- scuola primaria T.Grassi di Romagnano Sesia: Le iniziative svolte in classe sono state molteplici: Orto in classe, creazione di filastrocche, giochi da tavola, racconti e letture di vario genere tra cui letture di miti di greci e romani.

Il tema comune di tutte le attività sono state le erbe aromatiche e officinali.

Alcune classi stanno avendo degli incontri con un cuoco. Esperto del settore che gli permetterà di conoscere sempre più questo mondo.

Altre classi invece in collaborazione con l’istituto Tecnico Agrario Bonfantini hanno realizzato un’aiuola di erbe aromatiche nel cortile della scuola.

Istituto comprensivo G. Curioni- Scuola secondaria di i° grado di Romagnano Sesia: Delle scuole medie hanno preso parte all’iniziativa la classi prime e seconde.

I ragazzi si sono cimentati nella creazione di giochi sul tema delle erbe aromatiche e officinali, sulla creazione di diorami e molto altro.

Scuole Sacro Cuore di Romagnano Sesia- Scuola primaria: L’intero istituto ha preso parte all’iniziativa. Alcune classi hanno creato e sviluppato un percorso di collaborazione con una figura del settore: Un’erborista.

I bambini hanno potuto conoscere le erbe e le differenti parti delle piante, gli oli essenziali, hanno potuto poi in prima persona cimentarsi nella creazione di una tisana e di una crema.

Un’altra sezione si è impegnata nella progettazione e creazione di un’aiuola di ben 22m !

Infine un’altra classe si è occupata di studiare e poi creare il sale aromatico.

Liceo Artistico, Musicale e Coreutico “Felice Casorati”- distaccamento Romagnano Sesia: Del liceo hanno preso parte all’iniziativa la classi seconde, terze e quarte.

I ragazzi hanno realizzato tavole sul tema delle erbe aromatiche e officinali con diverse tecniche pittoriche.

Sono state realizzate più di 50 tavole.

Istituto Tecnico Agrario Statale G. Bonfantini- distaccamento Romagnano Sesia: I ragazzi si sono occupati di stilare le tavole botaniche con tutte le informazioni tecniche e scientifiche delle piante aromatiche e officinali.

I ragazzi dell’istituto Bonfantini hanno poi ricoperto un ruolo di interazione con gli altri istituti partecipanti al concorso.

Sono proprio stati i ragazzi dell’istituto Agrario a progettare e poi a realizzare insieme ai bambini le aiuole della primaria T. Grassi e Sacro Cuore.

I ragazzi avranno poi il ruolo di guide in alcune passeggiate che si terranno con la partecipazione di alcune classi dell’istituto comprensivo G. Curioni nei boschi di Romagnano Sesia entro la fine dell’anno scolastico.

Nella giornata di sabato 28 maggio si terrà un Evento finale dove tutti i bambini e ragazzi potranno esporre quanto svolto nel corso dell’iniziativa.

Non sarà una semplice mostra. Ci saranno laboratori, un mercatino a tema di “Erbe Aromatiche e Officinali”.

Prenderà parte all’evento la Docente Universitaria Federica Pollastro (Università UPO) che interverrà con una lezione didattica informativa sull’amaro” e la percezione di quest’ultimo come veleno, medicina e alimento.

Ci sarà poi la partecipazione dell’artista Kaplaffo che delizierà i visitatori con una perfomance speciale di Villa Caccia.

Sarà un pomeriggio ricco di sorprese.

L’evento avrà inizio alle ore 15.00 presso il Museo Storico Etnografico della Bassa Valsesia.

Redazione di Vercelli

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Si è svolto a Borgaro Torinese presso l’Hotel Atlantic Congress il 18° Congresso della FenealUil Piemonte il Sindacato degli Edili della UIL. Valorizzare il lavoro – riqualificare il futuro è lo slogan di tutti i Congressi FenealUil.

Parte dallo slogan la relazione della Segreteria Regionale, iniziata con l’esposizione del Segretario Generale Giuseppe Manta e proseguita da tutta la Segreteria e Responsabili Provinciali.

Una relazione che ha esplorato tutto il sistema edile degli ultimi 4 anni, il periodo della grave crisi economica, l’avvento della pandemia con il lockdown produttivo sino ad arrivare al Superbonus 110%, Sistema Infrastrutture Italiano, il caro materiali da costruzione ed il loro difficile reperimento terminando con la preoccupazione del conflitto RussoUcraino.

Un sistema edile piemontese in ripresa con un aumento dell’ultimo anno sul 2019 pari a: +13,66% della massa salari certificata dalle Casse Edili, +12,11 del numero delle ore lavorate, +11,95% del numero lavoratori (attualmente i lavori regolarmente iscritti nelle Casse Edili è 32.128) ed il +6,42% del numero delle imprese edili attive.

A Biella la massa salari segna un +17,20 e Vercelli +13,20, Biella +14,69% e Vercelli +12,45 dei lavoratori attivi ed un +16,26% delle ore lavorate a Biella e +10,61 a Vercelli.

L’analisi si è addentrata anche nel problema pensionistico per i lavoratori dei cantieri, che spesso non hanno la contribuzione continuativa per la loro vita lavorativa rimarcando il fatto che il 36,32% dei lavoratori edili piemontesi supera i 55 anni di età (Biella 33,90% – Vercelli 34,15%) e continuano a lavorare esposti alle intemperie climatiche e su ponteggi con oltre 10 metri di altezza con enormi problemi di sicurezza.

La FenealUil Piemonte rimarca il fatto che serve un ricambio generazionale, che il lavoro edile è notevolmente mutato, oggi i lavoratori sono sempre più specializzati e lo sono diventati soprattutto attraverso la formazione fatta presso le Scuole Edili territoriali che si occupano anche di formare le nuove leve per diventare gruisti, addetti macchine movimento terra e tutte le nuove specializzazioni.

Inoltre il settore è sempre più multietnico, il 39,83% dei lavoratori sono stranieri (Biella 23,92% per 375 lavoratori – Vercelli 12,04% per 219 lavoratori).

Il Congresso si è svolto davanti ad una platea di 150 lavoratori edili, RSU e parti datoriali, è continuato il dibattito con interventi del Sindaco di Borgaro Claudio Gambino, dell’Assessore Politiche del Lavoro di Torino Gianna Pentenero, del Direttore delle Costruzioni TELT Piergiuseppe Gilli, del Console Romeno Mihai Manolescu, della Vice Presidente Ance Piemonte Elena Lovera, del Presidente CNA Edilizia Piemonte Andrea Talaia, del Presidente Aniem Confapi Piemonte Marco Razzetti, del Responsabile Legacoop Piemonte Renzo Brussolo, del Segretario Generale Filca Cisl Piemonte Massimiliano Campana e del Segretario della Fillea Cgil Piemonte Massimo Cogliandro.

Al termine dei lavori Giuseppe Manta (in passato già Segretario della Feneal Uil Torino e anche della Feneal Uil Vercelli) è stato riconfermato alla guida della categoria piemontese, la Segreteria Regionale è composta anche dall’alessandrina Tiziana Del Bello e dal torinese Claudio Papa, Tesoriere è stata eletta l’astigiana Chiara Maffè.

I responsabili territoriali sono stati riconfermati, ad Alessandria – Paolo Tolu, Asti – Calogero Palumbo, BiellaVercelli – Davide Trombino, Cuneo – Salvatore Correnti, Novara – Edoardo Pace, Verbania – Luca Lepiani. Nel pomeriggio è intervenuto il Segretario intemperie climatiche e su ponteggi con oltre 10 metri di altezza con enormi problemi di sicurezza.

 

Redazione di Vercelli

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Salgono del 36% negli ultimi tre mesi i prezzi del grano anche per effetto delle speculazioni e dei saccheggi nei territori occupati in Ucraina che riducono le scorte e aggravano l’allarme fame, con un effetto domino sui Paesi in crisi alimentare. E’ quanto emerge dal bilancio tracciato dalla Coldiretti sull’impatto dell’aumento dei prezzi dall’inizio del conflitto al Chicago Board of Trade, in riferimento alle accuse di furti di grano ucraino da parte della Russia.

Un duro colpo per l’economia dell’Ucraina dove il raccolto di grano è stimato quest’anno pari a 19,4 milioni di tonnellate, circa il 40% in meno rispetto ai 33 milioni di tonnellate previsti mentre in controtendenza sale la disponibilità in Russia dove la produzione aumenta del 2,6% per raggiungere 84,7 milioni di tonnellate delle quali circa la metà destinate all’esportazioni (39 milioni di tonnellate).

L’emergenza mondiale colpisce l’Italia che è un Paese deficitario ed importa addirittura il 64% del proprio fabbisogno di grano per la produzione di pane e biscotti e il 53% del mais di cui ha bisogno per l’alimentazione del bestiame, secondo l’analisi della Coldiretti.

L’Italia è costretta ad importare materie prime agricole a causa dei bassi compensi riconosciuti agli agricoltori che hanno dovuto ridurre di quasi 1/3 la produzione nazionale di mais negli ultimi 10 anni durante i quali è scomparso anche un campo di grano su cinque con la perdita di quasi mezzo milione di ettari coltivati – spiegano il Presidente di Coldiretti Vercelli-Biella Paolo Dellarole e il Direttore Francesca Toscani -. Per questo ora è necessario intervenire per contenere il caro energia ed i costi di produzione con misure immediate per salvare le aziende e  programmare il futuro. Occorre lavorare da subito ad accordi di filiera tra imprese agricole ed industriali, come quello piemontese, Grano Piemonte, lanciato insieme al Consorzio Agrario del Nord Ovest, tramite il quale sono già stati seminati 84 ettari nel territorio vercellese, e volto a valorizzare proprio l’oro giallo ed ottenere prodotti da forno veramente prepararti con la farina del territorio per rispondere anche alle esigenze dei consumatori che sono sempre più attenti alla provenienza degli ingredienti. Questo al fine anche di avere prezzi equi che non scendano mai sotto i costi di produzione come prevede la nuova legge di contrasto alle pratiche sleali, ma anche investire per aumentare produzione e rese dei terreni con bacini di accumulo delle acque piovane per combattere la siccità, tutelando sempre la biodiversità dei nostri territori”.

 

 

Redazione di Vercelli

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