È stato presentato questa mattina, 27 aprile, il masterplan del nuovo Ospedale Sant’Andrea di Vercelli, un intervento strategico per il territorio che rinnova l’offerta sanitaria con uno sguardo attento alla storia e all’identità dell’ospedale cittadino.
Mentre procede l’iter per la realizzazione del Blocco di emergenza-urgenza, noto anche come “Cubolotto”, per cui è fissata a maggio l’avvio della Conferenza dei servizi, è stato illustrato il programma funzionale del nuovo Sant’Andrea, esito del lavoro svolto dall’ASL Vercelli per tradurre in soluzioni architettoniche e organizzative i bisogni clinici e assistenziali.

All’evento sono intervenuti il Presidente della Regione Alberto Cirio, l’Assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi, i progettisti Lorenzo Boati, architetto di ATI Project, e l’ingegner Paolo Pepe, consulente di ASL Vercelli.
Il futuro ospedale sarà un DEA di I livello, con 245 posti letto ordinari e 35 posti in day hospital, concepito per rispondere alle esigenze di una sanità moderna ed efficace, in questo contesto, il “Cubolotto” sarà destinato a ospitare Pronto Soccorso, Terapia Intensiva, Sale Operatorie, Centrale di Sterilizzazione e strutture tecniche su cinque livelli, integrandosi con il nuovo ospedale.
Il principio guida del progetto del nuovo Sant’Andrea è l’approccio patient centric: un ospedale progettato partendo dalle persone, dai pazienti ai loro familiari, fino agli operatori sanitari.
Spazi chiari e leggibili, percorsi semplici, riduzione dei tempi di attesa e maggiore prossimità tra le funzioni cliniche sono gli elementi che qualificano l’intero impianto.
Diagnostica, interventi, degenza e riabilitazione sono organizzati per lavorare in stretta connessione, migliorando il comfort e riducendo trasferimenti non necessari.
Al centro dell’edificio trovano posto le aree di degenza e il materno-infantile, luoghi simbolici e funzionali che esprimono la centralità del paziente.

Attorno a questo nucleo si sviluppano le aree ad alta intensità – emergenza-urgenza, diagnostica e attività interventistiche – con una chiara separazione dei flussi. Anche la logistica è pensata come parte integrante della qualità della cura, grazie a percorsi dedicati e sistemi automatizzati.
Il progetto reinterpreta in chiave contemporanea il modello del monoblocco, puntando sulla concentrazione delle funzioni e su una gestione più razionale degli spazi.
La riduzione delle superfici complessive – da circa 60.000 a 45.000 metri quadrati – riguarda soprattutto collegamenti e corridoi a vantaggio delle superfici sanitarie e dell’efficienza dei percorsi.
«La presentazione del masterplan del nuovo Ospedale di Vercelli rappresenta un passaggio decisivo in un percorso che guarda al futuro della sanità piemontese, mantenendo però un forte legame con la storia e l’identità del Sant’Andrea – dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità Federico Riboldi – Si tratta di un progetto che mette al centro le persone, migliorando la qualità delle cure, l’organizzazione dei servizi e la sicurezza dei percorsi assistenziali, secondo un modello moderno e integrato. Il Cubolotto, per cui si sta completando la progettazione rappresenta l’avanguardia di questa operazione con l’obiettivo di far partire i lavori nell’estate del 2027 e completare l’opera per fine 2029.
Questo intervento si inserisce pienamente nel grande piano di edilizia sanitaria della Regione Piemonte, da quasi 5 miliardi di euro, che sta ridisegnando in modo strutturale la rete ospedaliera, e non solo, del nostro territorio. Un piano che procede con continuità e concretezza, con l’obiettivo di dotare ogni area del Piemonte di strutture più efficienti, sicure e vicine ai cittadini.
Per Vercelli, e per tutto il territorio, si tratta di un’opera strategica, che unisce innovazione e memoria, valorizzando la storia dell’ospedale e al tempo stesso proiettandolo in una dimensione completamente nuova, più funzionale e sostenibile. Un ringraziamento va all’ASL Vercelli e ai progettisti per il lavoro svolto con competenza e visione, che consente oggi di compiere un passo concreto verso la realizzazione del nuovo Sant’Andrea».

«Con questo progetto avviamo un passaggio importante per il futuro della sanità vercellese – dichiara il Direttore Generale dell’ASL Vercelli, Marco Ricci –. Il nuovo Sant’Andrea è pensato per mettere al centro la persona, migliorando qualità della cura, sicurezza ed efficienza, in continuità con la storia e il ruolo pubblico che l’ospedale ha da sempre per la città e il territorio».

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Così come sono convinti gli Amministratori regionali, non rinuncia, invece a suggerire prudenza il Consigliere Regionale di opposizione, Simona Paonessa (Pd):

«La sanità regionale si trova oggi ad affrontare criticità evidenti che non possono più essere ignorate.
Partiamo dalla grave carenza di medici, in particolare di medicina generale, e la mancanza di personale infermieristico, elementi fondamentali per garantire un servizio efficiente e capillare ai cittadini sul territorio.
Nonostante queste difficoltà, è doveroso esprimere un sincero ringraziamento a tutti gli operatori sanitari che, con grande senso di responsabilità e dedizione, continuano ogni giorno a garantire assistenza e cura, spesso in condizioni complesse e con turni massacranti» commenta la Consigliera regionale PD Simona Paonessa.
«Ci aspettavamo la presentazione del nuovo Ospedale di Vercelli, con un chiaro cronoprogramma e invece c’è stata solo la presentazione del Cubolotto.
In questo contesto si inserisce un progetto che definirei ambizioso, forse anche troppo – continua Paonessa – che prevede la realizzazione di ben sette ospedali finanziati con fondi INAIL in Piemonte. Un’iniziativa che appare ancora più significativa se si considera che, a livello nazionale, sono soltanto tre i progetti attualmente al vaglio di INAIL sul tema.
Qual è il problema? Il rischio serio è di costruire nuove cattedrali nel deserto o strutture nuovissime ma prive di chi le porta avanti: il personale medico.».
Il piano di edilizia sanitaria piemontese prevede, infatti, oltre 2 miliardi di euro di fondi INAIL per la costruzione di nuovi ospedali di Torino nord, Cambiano, Ivrea, Vercelli, Savigliano, Cuneo e Alessandria.
«Per fare chiarezza, è inoltre necessario sottolineare che i circa 2 miliardi di euro previsti non rappresentano risorse a fondo perduto, ma finanziamenti che comporteranno interessi destinati a gravare sul bilancio regionale per molti anni.
Per questo motivo, diventa fondamentale dotarsi di un cronoprogramma chiaro e trasparente: quali ospedali si faranno? Con che tempistiche e con quali priorità territoriali?
Quali saranno il primo e l’ultimo ospedale a vedere la luce?
Inoltre, per il nuovo eventuale Ospedale di Vercelli, gli investimenti sul piatto ammonterebbero a circa 155 milioni, con una media ben inferiore ai 350 milioni previsti per gli altri eventuali ospedali.
I cittadini hanno il diritto di conoscere tempi e modalità di realizzazione degli interventi, così come è indispensabile che su questi aspetti si apra un confronto serio e costruttivo tra maggioranza e minoranza, oltre agli altri attori del territorio e del comparto.
La sfida della sanità è necessario giocarla con i piedi per terra, coniugando visione e sostenibilità, ambizione e concretezza, ma senza perdere mai di vista le reali esigenze della comunità» conclude la Consigliera regionale del PD.























