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Posted in Enti Locali

L’istituto scolastico Balbo, nell’ambito del proprio progetto Una patente per camminare, ha richiesto la collaborazione della Polizia Locale per affrontare un percorso educativo che mira a una maggiore sensibilizzazione all’educazione civica e alla cultura della sicurezza stradale.

Gli incontri formativi, tenutisi nei mesi di ottobre e novembre in presenza nei plessi scolastici Palli e Lanza, hanno coinvolto dodici classi e oltre duecento studenti. Tra le tematiche trattate, vista l’età degli studenti, anche argomenti più specifici legati all’abuso dell’alcol e all’uso degli stupefacenti.

L’iniziativa è anche il naturale proseguimento del progetto Scuole Sicure, realizzato dal Comando della Polizia Locale che, oltre a prevedere l’installazione di impianti di videosorveglianza nelle adiacenze di alcuni plessi scolastici cittadini, prevedeva proprio momenti formativi e di discussione partecipata con gli studenti sul tema del contrasto all’uso e alla diffusione della droga tra i giovani.

«È stata una esperienza estremamente positiva e accrescitiva per noi – ha sottolineato il Comandante della Polizia Locale, Vittorio Pugno –. Generalmente, infatti, la Polizia Locale svolge progetti di educazione stradale rivolti agli studenti delle scuole primarie, quindi incontrare studenti in età adolescenziale, alcuni prossimi al conseguimento della patente di guida, ha permesso di affrontare tematiche volte a consolidare la consapevolezza della validità delle regole morali e sociali in un ambito qualificato quale quello dell’istituzione scolastica».

Redazione di Vercelli

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Limone Piemonte propone, sabato 18 dicembre, una ciaspolata in notturna nel magico scenario dei Forti del Colle di Tenda accompagnati dalla guida escursionistica Monica Dalmasso. 

Una camminata serale, alla scoperta delle scenografiche strutture fortificate che furono costruite nell’Ottocento sul confine con la Francia per proteggere il Piemonte da eventuali assalti nemici.

Ritrovo alle 18 a Limonetto presso il piazzale degli impianti sciistici

L’itinerario, classificato come escursionistico, prevede un tempo di risalita di due ore, con un dislivello di 450 metri, ed è quindi adatto ad adulti e ragazzi con una buona abitudine all’attività fisica e alla camminata in montagna. Rientro a Limone previsto per le 22.30/23. Il costo dell’escursione è di 15euro a persona.

I partecipanti dovranno presentarsi muniti di attrezzature e abbigliamento consono alla stagione e al meteo: racchette da neve, bastoncini, pila frontale, scarponcini e capi impermeabili, berretto, guanti, scaldacollo o buff, cibo, borraccia d’acqua e/o thermos di the caldo, mascherina, artva, pala e sonda. Per chi fosse sprovvisto di parte dell’attrezzatura, è prevista la possibilità di noleggio.

L’escursione si svolgerà nel rispetto delle vigenti norme in materia di sicurezza da Covid-19. 

Il percorso potrebbe subire variazioni in caso di necessità a discrezione dell’accompagnatore.

In caso di brutto tempo o mancanza di neve l’escursione potrebbe essere rinviata o annullata.

È possibile registrare la propria partecipazione entro il giorno precedente l’escursione. Per info e prenotazioni: 349-4719727 (Monica) – moni.dalmasso@libero.it).

Domenica 19 dicembre Limone accoglierà la “Luce della Pace di Betlemme”: un’iniziativa che prevede ogni anno la distribuzione in Europa e in Italia la fiamma proveniente dalla lampada perenne nella Chiesa della Natività di Betlemme, come segno di pace e di fratellanza.

L’operazione, giunta alla 25esima edizione, è coordinata dal Masci, il Movimento degli adulti scout cattolici italiani, che si impegna a far viaggiare la luce in tutto il Paese e quest’anno ha come slogan “Facciamoci Luce per curare la Terra”.

I gruppi scout della Granda partiranno sabato 18 dicembre alle 12 da Alba marciando, attraverso varie zone della provincia e distribuendo la Luce in diversi luoghi simbolici (ospedali, parrocchie, scuole, case di riposo) delle undici tappe previste, per arrivare domenica 19 dicembre a Limone, dove si terrà alle 17 la cerimonia di consegna nella Chiesa parrocchiale di San Pietro. Per l’occasione, chiunque lo vorrà potrà accendere la propria luce, portando una lampada o una candela, e portarla a casa tenendola accesa fino all’Epifania.

La scelta di Limone come tappa finale dell’edizione 2021 della manifestazione ha una valenza simbolica e vuole rappresentare un segno di speranza e ricostruzione per i territori della Valle Vermenagna e della Valle Roya, duramente colpiti dall’alluvione dell’ottobre 2020.

Redazione di Vercelli 

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«Dio ci ama a tal punto da condividere la nostra umanità e la nostra vita. Non ci lascia mai soli».

Queste parole di papa Francesco danno il senso del presepe vivente che verrà proposto a Casale nel pomeriggio di sabato 18 dicembre dal Centro culturale Alberto Gai.

In un momento storico dove sono tante le difficoltà e i motivi di scoraggiamento, sottolineare che la festa del Natale è la memoria della venuta di Dio nel mondo per fare compagnia agli uomini aiuta a poggiare la speranza su qualcosa di concreto: un Dio che si fa presente, 2000 anni fa nei panni di un bambino come oggi negli sguardi delle persone che ci sono messe accanto.

Gesù nasce per annunciare che Dio desidera impastare la sua vita con la nostra, perché nulla di quanto è umano gli sia estraneo.

La sacra rappresentazione inizierà alle 17,15 davanti al teatro Municipale, dove sarà allestita la scena dell’Annunciazione, poi il corteo dei figuranti percorrerà le vie del centro fino ad arrivare sul sagrato del Duomo, dove si potrà contemplare la Natività e ascoltare le parole di Mons. Gianni Sacchi.

L’evento si svolgerà nel rispetto delle normative anti-Covid in vigore.

Redazione di Vercelli

Posted in Società e Costume

Nella mattinata di ieri 16 giovedì dicembre, il Questore di Vercelli dr. Maurizio Di Domenico ha avuto il piacere di donare una decorazione natalizia della Polizia di Stato al Sindaco della Città di Vercelli, Avv. Andrea Corsaro, inviata dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza. L’addobbo è stato apposto sul bellissimo albero natalizio allestito in piazza Municipio, di fronte alla sede del Comune.

Un gesto simbolico per testimoniare l’impegno delle donne e gli uomini della Polizia di Stato al servizio della comunità vercellese e per rafforzare lo stretto legame di vicinanza con la Città di Vercelli da parte del personale della Polizia di Stato.

Redazione di Vercelli

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Nella mattinata di oggi, venerdì 17 dicembre, intorno alle ore 10.30 i Vigili del Fuoco del Comando di Vercelli sono intervenuti in Corso Palestro a Vercelli per un incendio di un’vettura.

L’auto era parcheggiata tra altri veicoli e l’intervento immediato ha evitato conseguenze peggiori limitando i danni alla vettura interessata e, parzialmente, a quella parcheggiata accanto.

Presenti sul posto anche i Carabinieri di Vercelli.

Redazione di Vercelli

Posted in Cronaca

Circa vent’anni fa, la Caritas Diocesana (attraverso i Centri di Ascolto cittadini) individua un bisogno emergente sul territorio, ben evidente nel quartiere di Sant’Agabio, serbatoio privilegiato di molteplici forme di disagio.

Si tratta di madri che hanno la necessità di un aiuto ad accudire e allevare i figli piccoli, poiché si trovano in situazioni economiche difficili, con forme di lavoro precario, assenza di rete familiare di sostegno, impossibilità economica di accedere ai servizi formativi privati o pubblici. La difficoltà è particolarmente acuta per le immigrate, specialmente per quelle abbandonate dal compagno all’arrivo del figlio e per quelle così isolate da non poter neppure accedere a corsi per imparare l’italiano.

É in questo scenario che suor Anna Maria Pasteris, appoggiata da Caritas Novara, organizza un gruppo di volontarie, per sostenere le donne nella cura dei figli.

Don Dino Campiotti, diventato Direttore di Caritas Novara, decide di potenziare e formalizzare l’intervento, elaborando il progetto di un micronido che accolga 24 bambini, dai tre mesi ai tre anni di età e chiede collaborazione alla Curia, che concede in comodato gratuito l’utilizzo della casa “Regina Pacis”.

Lo stabile viene completamente riprogettato e ristrutturato e, nel 2011, nasce il micronido “Primi Passi”.

“Primi Passi” mantiene ancora oggi la forte impronta solidale che caratterizzava il progetto iniziale e unisce l’obiettivo di sostenere le famiglie disagiate e quello di stimolare la cultura della solidarietà e dell’integrazione sociale sul territorio. Ogni anno, circa un terzo dei bambini vengono inseriti gratuitamente o con un contributo simbolico, perché provengono da famiglie in cui i genitori hanno perso il lavoro, hanno occupazioni precarie o con gravi problemi di salute.

Primi Passi mi fa pensare alla figura del Bambin Gesù nella Capanna di Betlemme – commenta Don Dino Campiotti – ancor di più in questo periodo dell’anno vicino alle Feste e ai pastori intorno al Bambino che se ne prendono cura. I pastori sono gli educatori ma anche gli oltre 30 volontari che sono tornati anche dopo lo stop dovuto alla pandemia e tutti i donatori e le donatrici che rendono possibili le attività dell’asilo. Sono il capitale umano che ribadisce, con forza, il valore del volontariato”.

Al nido i piccoli ricevono un’alimentazione di qualità e possono crescere in un ambiente curato e ricco di stimoli.

Grazie al nido le famiglie possono cercare e mantenere un lavoro ma anche allacciare rapporti con altri genitori, con le educatrici e i volontari: il nido diventa la famiglia allargata, assente o lontana.

Per le famiglie con gravi problematicità il nido opera anche come mediatore nei confronti dei servizi territoriali.

Lo sviluppo del progetto si muove da un modello di solidarietà assistenziale verso un modello di solidarietà generativa: responsabilizza le famiglie, restituisce loro dignità e possibilità d’integrazione sociale, le rende produttive.

Il nostro nido – spiega la coordinatrice pedagogica Gabriella Fallarininon fornisce ai bambini solo assistenza immediata ma la speranza di una vita migliore. Ascoltiamo spesso storie difficilissime raccontate dai genitori e, a volte, ci sembra incredibile cosa già abbiano sopportato bambini così piccoli. Ogni bambino viene curato nella salute del corpo e dell’anima grazie a un’osservazione più che attenta e a progetti individuali”.

Per meglio promuovere l’integrazione, “Primi Passi” accoglie anche famiglie italiane non disagiate che versano una retta regolare: in un momento storico segnato dalla chiusura tra i popoli, questo vuole essere il segno di accoglienza di una società che sceglie di essere inclusiva e solidale.

Il nido è sostenuto da generosi donatori e generose donatrici e da una nutrita presenza di volontari, che affiancano quotidianamente l’equipe professionale della Cooperativa Sociale Gerico.

Proprio per strutturare la compartecipazione e per far sì che il micronido “Primi Passi” possa proseguire nelle sue attività, nasce presso Fondazione Comunità Novarese onlus il Fondo “Primi Passi”; un Fondo Erogativo che potrà ricevere donazioni e lasciti disposti da privati cittadini, enti e imprese che ne condividano le finalità. Qualunque persona sia fisica sia giuridica e qualunque ente potrà effettuare donazioni che saranno destinate ad incrementare le disponibilità correnti del Fondo.

Il Fondo – commenta il Presidente della Cooperativa Gerico, Pierluigi Migliavaccaconsentirà di mantenere l’istituzione qualificata che, da dieci anni, opera in città e che propone non solo assistenza ma un vero e proprio progetto educativo in grado di diminuire lo svantaggio di alcuni rispetto alle condizioni di partenza. “Primi Passi” nasce per interrompere la catena della povertà non solo economica ma anche sociale”.

La nascita di questo Fondo – commenta il Presidente della Fondazione Comunità Novarese onlus, Davide Maggiriveste un’importanza particolare perché orienta lo sguardo verso il futuro dei bambini. Sapere che esiste un luogo in cui anche i bimbi meno fortunati, fin da piccolissimi, possono trovare casa e cura, integrandosi e valorizzando le loro potenzialità, è un dono che si fa “plurale”: per i genitori, che si trovano in difficoltà; per i bambini, che possono godere di un’occasione importante per il loro processo formativo; per tutta la comunità, che viene educata alla multicultura, al confronto e alla coesione”.

Tutti possono donare al Fondo Primi Passi, attraverso questi strumenti:

Bollettino Postale sul conto corrente n. 18205146

Bancoposta – Codice Iban IT63T0760110100000018205146 a favore di Fondazione Comunità Novarese Onlus

Conto Paypal intestato a Fondazione Comunità Novarese onlus all’indirizzo mail donare@fondazionenovarese.it indicando sempre nella causale “Fondo PRIMI PASSI “.

Ciascuna donazione sarà integralmente destinata alla realizzazione dei progetti e godrà dei benefici fiscali previsti dalla normativa vigente.

Redazione di Vercelli

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Nell’ ambito delle attività di PCTO, organizzate dai nostri Docenti, noi allievi della classe 3^E Servizi Commerciali dell’Istituto professionale “Lanino” abbiamo partecipato al progetto “Farm to Fork” promosso da Europe Direct.

L’esperto Gabriele Cortella, intervenuto al primo appuntamento, ci ha fornito indicazioni sulle dinamiche progettuali e le tematiche relative.

Con i nostri insegnanti abbiamo fatto riflessioni e, successivamente , ci siamo dedicati alla realizzazione su piattaforma Web di un lavoro che esaltasse i punti più importanti: la sostenibilità alimentare e la riduzione dell’ inquinamento.

Nella giornata di mercoledì 15 dicembre  abbiamo concluso l’ attività progettuale presentando i nostri lavori all’ esperto, a Marika Di Carlo  e a Martina Santamaria che operano presso l’ ufficio di Europe Direct.

Terminata la presentazione, abbiamo ricevuto preziose informazioni circa le tante opportunità progettuali che Europe Direct offre ai giovani, quali stage e scambi all’ estero, nonché in merito al Servizio Civile.

Ringraziamo gli esperti intervenuti che , con pazienza e professionalità, ci hanno seguiti in questo Progetto facendoci riflettere su tematiche importan

Francesco Candell e Jessica Lika

classe 3^E Servizi Commerciali – Istituto professionale “ Lanino”

Redazione di Vercelli

Posted in Scuola e Università

Un nuovo strumento di promozione e di valorizzazione sul territorio: si è costituita la “Strada dei Vini e dei Sapori del GranMonferrato”.

L’iniziativa è nata dalla volontà progettuale dei Comuni di Acqui Terme, Casale Monferrato e Ovada, in collaborazione con la Camera di Commercio Alessandria-Asti.

Per la costituzione della Strada si sono unite le più importanti realtà economiche del territorio, tra cui, come enti capofila e fondatori, le Enoteche Regionali dei rispettivi Comuni promotori, che diventano protagoniste di questo importante strumento per l’offerta enoturistica.

La Strada dei Vini e dei Sapori GranMonferrato si snoda lungo un itinerario di oltre 700 km che collega 109 comuni, toccando numerose varietà di vini tra Docg e Doc, riconosciuti per la loro qualità a livello nazionale e internazionale.

Il Consiglio Direttivo della Strada sarà formato dal presidente Carlo Ricagni, dal vicepresidente Federico Robbiano e dal consigliere Franco Angelini.

L’atto di costituzione è stato firmato davanti ai soci fondatori: il presidente dell’Enoteca regionale di Acqui Terme, Annalisa Vittore, il presidente dell’Enoteca regionale di Casale Monferrato, Claudio Saletta, e il presidente dell’Enoteca regionale di Ovada, Mario Arosio. La sede legale dell’associazione sarà presso l’Enoteca Regionale di Ovada e del Monferrato.

L’associazione avrà come compiti quello di promuovere la conoscenza e l’immagine del territorio attraverso i prodotti enogastronomici al fine di incentivare lo sviluppo dei luoghi interessati dalla Strada e innalzare la qualità della loro offerta turistica.

«È un grande passo per il territorio – dichiara il neo presidente della Strada, Carlo Ricagni -. Si tratta di un importante traguardo, che ci permetterà di iniziare la procedura per il riconoscimento presso la Regione Piemonte. È stato un lavoro molto intenso, ma siamo certi che i vini e i sapori di questo territorio vasto e variegato, ricco di fascino e suggestioni, possano diventare una grande fonte di attrazione grazie a un’offerta turistica integrata capace di coniugare cultura, natura ed enogastronomia».

Redazione di Vercelli

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CasaleOggi, PiemonteOggi, Regione Piemonte

Nel Castello del Monferrato, a Casale Monferrato, si terrà venerdì 17 dicembre 2021, alle ore 18,00, per il ciclo «Quarta di copertina», con il patrocinio del Comune di Casale Monferrato – la presentazione del libro Mani che curano. La pranoterapia nella mia vita, di Maria Cicconetti e Gino A. Torchio, Serel International – Stefano Termanini Editore.

L’incontro sarà introdotto dal saluto istituzionale di Federico Riboldi, sindaco della Città di Casale Monferrato. Interverranno Gigliola Fracchia, Assessore alla Cultura Comune di Casale Monferrato, Paola Casulli, Ufficio Cultura Comune di Casale Monferrato, Nicole Freddi, Garante per i Disabili Comune di Casale Monferrato. Con gli autori dialogherà Stefano Termanini, editore.

“Mani che curano” non è un manuale sulla pranoterapia, né uno dei molti libri sulle medicine alternative che affollano gli scaffali delle librerie.

Mani che curano – scrive l’editore Stefano Termanini nell’introduzione -, è un saggio e un racconto. È una collezione di testimonianze che «si propone di suggerire, di far riflettere».

Raccontando «un’esperienza che coincide con una persona – Maria Cicconetti – e con le molte persone, moltissime ormai, che Maria ha incontrato e aiutato».

 “Mani che curano” «vorrebbe farci ricordare che ci sono cose che si vedono e che si toccano e altre che non si vedono e non si toccano», ma che «sono spesso più importanti delle altre».

Non, dunque, un libro che voglia convincere o convertire gli scettici, ma «il racconto di una e molte esperienze: ciascuno, quando l’avrà letto, potrà più consapevolmente scegliere quale posizione prendere e tenere».

«Con Quarta di copertina – spiegano il sindaco Federico Riboldi e l’assessore Gigliola Fracchia – si vuole mettere in dialogo autori e lettori, per scoprire aneddoti, curiosità o anche solo per sentir raccontare come nasce un libro. L’evento di venerdì sarà esattamente questo, perché permetterà di conoscere una storia vissuta, scritta e raccontata in prima persona dalla protagonista. Un’opportunità da non perdere, per scoprire, senza pregiudizi o preconcetti, un tema troppe volte conosciuto solo superficialmente».

«Sento il dovere di raccontare il mio lavoro di antropopranoterapeuta e i risultati che in questi anni ho potuto ottenere – spiega Maria Cicconetti, che esce in libreria con “Mani che curano” a due anni dall’uscita del suo romanzo autobiografico “La foto che non c’è” (Serel International).

«Provo gratitudine verso chi ha creduto e crede nel mio lavoro, i tanti miei pazienti, gli amici medici».

Maria Cicconetti ha lavorato a quattro mani con Gino A. Torchio, medico scrittore.

 «Per scrivere questo libro – aggiunge Maria Cicconetti – ho chiesto aiuto a un amico fidato. Gino A. Torchio è medico di medicina “ufficiale”, quindi la persona più idonea a giudicare seriamente e professionalmente le emozioni che nel libro ho provato a presentare al lettore. La gioia che la pranoterapia mi ha dato e che tuttora mi dà è difficile da spiegare».

“Maniche curano” è diviso in una prima parte (“I. La pranoterapia nella mia vita”), in cui Maria Cicconetti e Gino A. Torchio raccontano l’esperienza della pranoterapia nella vita di Maria, dalla scoperta del “dono” – come a Maria piace chiamarlo –, avvenuta grazie all’intervento del frate cappuccino padre Nicola, fino al suo più compiuto possesso.

Scelgono di raccontarla secondo il modo in cui la si esercita, fra alti e bassi, nel confronto con il dolore e tramite la soddisfazione che si prova ogni volta che si riesce ad alleviarlo.

Nella seconda parte del libro (“II. Esperienze di pranoterapia”) si raccolgono testimonianze e testi di pazienti, a cura di Stefano Termanini, e di medici e operatori sanitari.

Chiude il libro, prima delle conclusioni e dei ringraziamenti, un giudizio finale e riepilogativo sulla pranoterapia, capitolo di Gino A. Torchio.

«La domanda di Maria sulla mia idea di pranoterapia e il desiderio di conoscere – spiega Gino A. Torchio – mi hanno sollecitato a seguirla nel suo lavoro. Conoscevo la pranoterapia, ma non me ne ero mai interessato. Sono stato felice di compiere questo percorso grazie a Maria, il cui principale desiderio è far conoscere l’effettiva potenzialità della bioenergia posseduta da chi ne è predisposto. Non solo, ma verificare dai risultati che il prana è un’energia che esiste, seppur invisibile, mi aiuta a consolidare la mia personale convinzione che ciò che non appare, esiste».

Redazione di Vercelli

Posted in Cultura e Spettacolo