VercelliOggi
Il primo quotidiano online della provincia di Vercelli

Quando una manifestazione raggiunge quasi il doppio dei partecipanti dell’anno precedente significa che la gara funziona davvero e sta entrando nel cuore degli appassionati.

La Mezza Maratona Città di Vercelli ha colorato le strade della città con le maglie di concorrenti arrivati non solo dalla provincia o dalla regione, per un entusiasmo contagioso.

Certamente qualcosa, per una manifestazione ancora giovane, andrà rivisto soprattutto nella gestione dell’arrivo in Corso Libertà, ma la città sta mostrando di apprezzare l’idea di avere una domenica da vivere a ritmo più blando, quello della corsa a piedi.

La mezza maratona, disegnata per i luoghi più caratteristici della città, ha fatto registrare la vittoria di Roberto Patuzzo (Azzurra Garbagnate Milanese) che in 1h10’00” ha staccato di 1’07” Fabio Ercoli (Circolo Minerva), terza piazza per Vezio Bozza (Atl.Santhià) a 1’16”.

In campo femminile la vittoria ha premiato Antonia Giancaspero (DK Runners Milano) che in 1h23’09” ha prevalso per 2’39” su Francesca Travi (Pol.Sant’Orso Aosta), terza a 5’29” Karin Angotti (GP Garlaschese).

La 5000 Viali, alla sua terza edizione, aveva quest’anno valenza di campionato regionale sulla distanza dei 5 km e questo ha portato una grande partecipazione alla gara.

A svettare è stato Enrico Martino Oddone (Atl.Giò 22 Rivera) che in 14’25” ha anticipato di appena 2” i due favoriti della gara, Lorenzo Brunier e Omar Bouamer, entrambi del GP Parco Alpi Apuane, classificati nell’ordine.

In campo femminile prima Ilaria Menatti (Bracco Atl.) in 17’29”, ma il titolo regionale è andato a Sara Borello (Atl.Canavesana), seconda a 13”, terza Annamaria Gozzano (Atl.Vercelli ’78, la società organizzatrice) a 18”.

Il futuro della corsa si preannuncia sempre più ricco di soddisfazioni, grazie anche al pieno sostegno dell’amministrazione comunale, del Coni, della Fidal che ha inserito la gara nel calendario nazionale, dell’Uisp, del Comune di Prarolo, dell’Errea/Play Vercelli. L’appuntamento è già fissato per la prossima stagione, per un’altra domenica a passo di corsa.

 

Redazione di Vercelli

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Giovedì 3 novembre alle 18:00 sarà ospite alla Libreria dell’Arca – di via Galileo Ferraris 77 – Monica Truffa con il suo saggio I bambini e la morte. Un approccio pedagogico per raccontare ed elaborare il lutto, Europa Edizioni.
Da sempre il pensare alla morte ha generato inquietudine, paura. Questo è il retaggio della nostra educazione occidentale, la quale, attraverso i secoli, si è infiltrata nel pensiero comune, contribuendo a generare un atteggiamento di repulsione nei confronti della morte e dell’elaborazione del lutto.

La perdita di una persona cara provoca dolore e abbattimento, gli adulti quasi sempre posseggono gli strumenti per analizzare e con il tempo metabolizzare la mancanza, ma quando tutto questo riguarda da vicino un bambino, la questione diventa molto delicata.

L’autrice, attraverso la narrazione, ha cercato di rendere naturale il concetto di lutto e inserirlo nel contesto generale della deperibilità delle cose, della natura, degli animali e di tutti gli esseri viventi.

Monica Truffa ha trascorso gran parte della vita in mezzo a ragazzi e bambini, come animatrice, catechista, insegnante e mamma. I

l volume, opera prima, nasce proprio grazie ai giovani, il motore propulsivo della vita, che ci insegnano a riflettere e farsi domande, anche quando si sa che potrebbero non esserci risposte.

L’evento è a ingresso libero.

Per informazioni è possibile chiamare lo 0161255527.

Redazione di Vercelli

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Protesta la Polizia Penitenziaria in servizio nel carcere di Vercelli, dopo l’ennesima giornata di altissima tensione vissuta nella struttura di Strada Vicinale del Rollone, 19, per le pesanti condizioni lavorative.

Per Mario Corvino, vice segretario regionale SAPPE per il Piemonte, “la situazione interna al carcere è diventata invivibile. Gli Agenti di Polizia Penitenziaria protestano per la mancanza di personale, una organizzazione dei servizi assolutamente fallimentari e fatiscente ma soprattutto per una situazione di precaria sicurezza individuale per chi lavora in prima linea nelle sezioni detentiva e, più in generale, del carcere stesso”.

Corvino spiega che ieri mattina è stata condotta una movimentata perquisizione nel carcere.

Gli uomini della Polizia Penitenziaria hanno infatti esaminato e perquisito ogni anfratto delle Sezioni detentive del carcere trovando in una cella diverso materiale, anche pericoloso, ovviamente non consentito: “Ieri i nostri Agenti, nel corso di una perquisizione in una occupata da soli detenuti stranieri, hanno rinvenuto e sequestrato materiale pericoloso di cui, ovviamente, non è consentito il possesso. Parliamo di alcuni rudimentali coltelli e di altri oggetti atti ad offendere, un grande accumulo di tabacco e sigarette, un bidone di frutta macerata per fare artigianalmente la grappa in cella e medicinali di vario genere. Alle contestazioni del personale di Polizia Penitenziaria hanno fatto seguito momenti di grande tensione, con i detenuti che hanno iniziato a insultare e minacciare gli Agenti e l’altro personale, cercando lo scontro fisico e gettando a terra proprio il bidone con l’intruglio di frutta macerata ed il liquido macerato. Si è vissuta una situazione di altissima tensione, per fortuna gestita al meglio dall’Ispettore di servizio e da tutto il personale che sono riusciti a mantenere la calma e la lucidità per continuare ad esercitare le proprie funzioni”.

Corvino rammenta che da mesi il SAPPE chiede, inascoltato, un’ispezione ministeriale in carcere per verificare le molte anomalie che si registrano sistematicamente, con conseguente inasprimento della tensione nella Casa Circondariale di Vercelli.

Ed è grave che non sia stata fatta, questa ispezione, perché avrebbe accertato la fondatezza delle lamentele sindacali. Ormai a Vercelli il carcere è allo sbando e per questo torniamo a chiedere pubblicamente che chi di dovere tenga in considerazione le criticità di un Istituto che non è più in condizione di gestire le troppe tipologie di detenuti, con una presenza di soggetti dalla personalità particolarmente violenta, senza alcuna possibilità di diversa collocazione all’interno dell’Istituto. E mi sembra palese ed evidente che sia giunta l’ora di avvicendare il Comandante del Reparto di Polizia Penitenziaria, che non riesce a fare fronte alle costanti e quotidiane criticità ed evidentemente non ha adeguati stimoli professionali”.

Il Segretario Regionale del SAPPE Vicente Santilli torna ad evidenziare come “la situazione delle carceri piemontesi è a livelli allarmanti e non si vedono quei provvedimenti correttivi che il SAPPE sollecita da anni nell’indifferenza generale, anche in relazione al fatto che mancano i funzionari ed i dirigenti di Polizia al comando dei reparti ed i sottufficiali pressochè in quasi tutte le sedi. Quel che è accaduto nel carcere di Vercelli e le conseguenze derivanti  hanno portato alla luce una volta di più le priorità della sicurezza (spesso trascurate) con cui quotidianamente hanno a che fare le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria”.

Donato Capece, segretario generale del SAPPE, rivolge “solidarietà e vicinanza al Personale di Polizia Penitenziaria di Vercelli, che ancora una volta hanno risolto in maniera professionale ed impeccabile di due gravi eventi critici” e torna a sollecitare il Ministero della Giustizia per non avere assunto a tutela dei poliziotti penitenziari in servizio in Piemonte, “sempre più spesso aggrediti, minacciati, feriti, contusi e colpiti con calci e pugni da detenuti e, nonostante, senza alcuna tutela reale della propria incolumità fisica personale. Gli eventi critici contro gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria sono aumentati in maniera spaventosa, accentuati anche dalla scellerata vigilanza dinamica delle carceri che è alla base di tutta questa violenza inaccettabile. Rivendichiamo tutele e garanzie funzionali nuovi strumenti che migliorino il nostro servizio bodycam e Taser su tutti nuovi protocolli operativi e soprattutto tutele legali. Parole poche, fatti tanti, e le aggressioni contro la Polizia Penitenziaria continuano. E questo è grave e inaccettabile!”

 

Redazione di Vercelli

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We speak Dance

Patricia Apergi, Ofir Yudilevitch, Voetvolk, Balletto Civile, MM Contemporary Dance Company, Linga, Timbre 4 Buenos Aires, Olivier Dubois, Compagnia Nuovo Balletto di Toscana, Simona Bertozzi, Roberto Castello.

Questi sono solo alcuni dei danzatori e delle danzatrici che porteranno il meglio della danza nazionale e internazionale sui palcoscenici di Piemonte dal Vivo

We speak Dance è una rassegna diffusa di 25 appuntamenti da novembre 2022 a maggio 2023 e tocca tutte le province della regione, portando il linguaggio universale della danza nelle stagioni dei teatri comunali e negli spazi di Corto Circuito.

We Speak Dance inaugura sabato 12 novembre dalle 20 alla Lavanderia a Vapore di Collegno con due spettacoli internazionali: Gravitas di Ofir Yudilevitch in cui due danzatori si servono di un materasso gonfiabile per giocare con la gravità, esplorandone tutte le possibilità e Into the open di Voetvolk, che annulla il confine tra musica e danza.

La serata è anche l’occasione per festeggiare il settimo compleanno del centro di residenza, con un Dj set finale.

Biglietto unico per la serata su Vivaticket.

I prossimi appuntamenti

Il 20 novembre al Museo Borgogna di Vercelli doppia replica – alle 16 e alle 17.30 – dello spettacolo itinerante per luoghi insoliti Gente (FuorinTempo) della compagnia Balletto Civile.

Il 27 novembre a Tortona Ballade di MM Contemporary Dance Company è in prima regionale.

Il 29 novembre al Teatro Civico di Vercelli Inferno di Roberto Castello per la prima tappa di una tournée piemontese che tocca anche Ovada il 1 dicembreAsti il 3 dicembre .

Il 3 dicembre a Saluzzo Quintetto di e con Marco Chenevier.

 

Redazione di Vercelli

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Sabato 29 ottobre il festival di poesia civile offre una giornata ricca di eventi a Vercelli.

Alle ore 12 la libreria Mondadori, in via Cavour 4, Vercelli, offre un “Aperitivo letterario. Omaggio a grandi poeti traduttori”, con letture da Roberto Sanesi e da Luciano Erba nel centenario della nascita, con presentazioni di Roberto Cicala e Giuseppe Langella.

Luciano Erba (Milano 1922-2010). Francesista e traduttore, ha insegnato Letteratura francese e Letterature comparate alla Cattolica di Milano.

Tra i più importanti poeti italiani del secondo Novecento, ha esordito nel 1951; ha vinto numerosi e prestigiosi premi per le sue opere, tra cui il Viareggio, il Bagutta, il Librex-Montale e il Premio Feltrinelli dell’Accademia dei Lincei.

Saranno lette e commentate poesie da Luciano Erba, L’ippopotamo, edizione commentata a cura di Samuele Fioravanti (Interlinea): nel centenario di Erba, poeta appartato eppure tra i più importanti del Novecento, è infatti uscita un’edizione commentata dell’opera più celebre, L’ippopotamo (premio Librex-Guggenheim-Montale), perché «forse la galleria che si apre / l’ippopotamo nel folto della giungla / per arrivare al fiume, ai curvi pascoli» rappresenta l’emblema della ricerca umana, tra natura, attese e sogni.

In questi testi Erba predilige una poesia di piccole cose quotidiane per parlare dei grandi interrogativi dell’esistenza e della vita civile, nel dubbio (metafisico e aperto alla speranza) che «forse questo e qualsiasi tracciato… / altro non sono / che eventi privi d’ombra e di riflesso / soltanto un segno che segna se stesso».

Roberto Sanesi è nato nel 1930 a Milano, dove è vissuto ed è morto nel 2001.

I suoi libri di poesia sono pubblicati da Guanda (il primo, Il feroce equilibrio, è del 1957), Feltrinelli e Scheiwiller, tra gli altri. Come traduttore si è occupato in particolare di Dylan Thomas, T.S. Eliot, Byron e Blake.

Ha curato diverse antologie come Poesia inglese del dopoguerra, Poeti americani 1900-1956, I centouno capolavori della letteratura inglese.

Su di lui Interlinea ha pubblicato L’interrogazione infinita. Roberto Sanesi poeta e il numero 67 (2022) di “Autografo”.
Saranno proposte letture da Per esempio, edizione critica a cura di Giuseppe Langella (Interlinea): Roberto Sanesi (1930-2001) non fece in tempo ad avviare alla stampa il suo ultimo libro poetico, concepito sul finire del secolo scorso.

Poté estrarne, bensì, alcune decine di testi per due più esigue raccolte, Arrondissement la vie e Il primo giorno di primavera, e qualche altro per corrispondere a specifici inviti, ma il libro in quanto tale, nonostante fosse pronto per essere consegnato a un editore, rimase nel cassetto.

Lo si pubblica qui per la prima volta, in un’edizione critica che rende omaggio a una delle voci più esclusive del Novecento, dando esecuzione testamentaria alle sue ultime volontà.

Alle 17,30, al Museo Leone, via Verdi 30, Vercelli, seguirà la consegna del Premio Lyra giovani 2022 a Raimondo Iemma con interventi e letture; presenta Franco Buffoni e presiede Luigi Di Meglio;

Raimondo Iemma è nato nel 1982 a Torino, dove vive. Ha pubblicato La settimana bianca all’interno del XIV Quaderno di poesia contemporanea (Marcos y Marcos, Milano 2019, a cura di Franco Buffoni) e la raccolta Nuovi misteri (2022, Interlinea).

Nel 2005 ha ricevuto il premio Sandro Penna per la poesia inedita.
Dalla quarta di copertina del libro Nuovi misteri: «La poesia legge nel pensiero» scrive Raimondo Iemma, giovane autore che indaga l’esistenza alla ricerca di «nuovi misteri», fatti di visioni, invenzioni e disastri («ai quali si potrà sempre riparare / ma non al loro incombere ed è per questo / che sono già accaduti») con una scrittura che intriga, queste pagine ci aiutano a capire perché la poesia, con ogni lettore, «ha un appuntamento che non può mancare».

Alle 18,30 seguirà la presentazione di Giuseppe Langella, Pandemie e altre poesie civili (Mursia), con aperitivo finale in onore dei poeti.

Giuseppe Langella è nato a Loreto (Ancona) nel 1952 e vive a Milano. Insegna Letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università Cattolica e dirige il Centro di ricerca Letteratura e cultura dell’Italia unita.

Studioso di Manzoni e di Svevo, della letteratura risorgimentale e dell’ermetismo, si è occupato anche di riviste militanti, di scrittori cattolici e di prosa d’arte.

È inoltre autore di un aggiornato manuale scolastico a uso dei trienni liceali, Letteratura.it (Edizioni Scolastiche Bruno Mondadori, Milano 2012).

Come poeta ha esordito con Otto Escursioni (nell’opera collettanea Ascensioni umane, Grafo, Brescia 2002), pubblicando a seguire Giorno e notte.

Piccolo cantico d’amore (San Marco dei Giustiniani, Genova 2003) e Quasi una trenodia (“Poesia”, marzo 2007).

Con Il moto perpetuo (Aragno, Torino 2008) ha vinto, fra l’altro, il premio Metauro. Nel 2013 ha dato alle stampe, nella “Lyra” di Interlinea, La bottega dei cammei. 39 profili di donna dalla A alla Z. A Ponte di Legno, “paese della poesia”, gli è stato dedicato un totem con incisa una sua lirica.

Con Guido Oldani è tra i fondatori del “Realismo terminale”. Fa parte, inoltre, del collettivo dei “Pentagrammatici”.

Il suo interesse, umano oltre che storicoletterario, per le vicende della Grande Guerra viene da lontano, come testimonia il convegno sugli Scrittori in divisa.

Memoria epica e valori umani (Grafo, Brescia 2000) da lui organizzato in occasione della LXXIII adunata
dell’Associazione nazionale alpini.

Dalla quarta di copertina del libro Pandemie e altre poesie civili:

Sfocia ogni crisi in una pandemia: questa è la legge del mondo globale, il tempo del realismo terminale.

Una Spoon River dell’anima mundi è questa di Giuseppe Langella, un nocciolo del mondo che, respirando, trapana il pianeta per intero. Naturalmente qui, il funambolico quanto consapevole autore, transita per le riserve della storia letteraria, ma con piede leggero, quasi come se non vi attingesse.

Così la traccia dantesca fa solo capolino e l’appalesarsi del percorso narrativo sarebbe ariostesco alla Fenoglio, se non si conclamasse anche un cenno del gusto popolare della ballata medievale, ad avvertita portata di mano.

Langella, di formazione milanese, sciacqua i panni nel melting pot della penisola attuale e il frammento inglese o comunque sempre d’oltralpe, si mescola con il termine colto, senza temere il referto giornalistico.

Allora, la lettura di questo tutt’uno di pagine in corsa, ci affastella fuori dal confezionamento abitudinario, nel sapore dei giorni di spaccatura irreversibile del linguaggio, che ci è dato consumare, in questa liberazione dal cementificio del tardo Novecento, oggi totalmente fuori tempo.” Guido Oldani.

Alle 21, in Cripta S. Andrea, viale De Gasperi, Vercelli, un evento in collaborazione con l’Università del Piemonte Orientale: “Premio nazionale di traduzione di poesia civile inedita in Italia” con keynote speech di Paola Laskaris dell’Università di Bari, interventi dei professori e delle professoresse del Dipartimento di Studi Umanistici e proclamazione delle vincitrici e dei vincitori: sezioni angloamericana, francese, inglese, spagnola e tedesca.

 

 

Redazione di Vercelli

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La Fondazione CRT vara un bilancio di previsione 2023 improntato a una logica espansiva per sostenere lo sviluppo del territorio e far fronte alla doppia sfida dell’emergenza energetica e idroclimatica, le cui conseguenze stanno mettendo a rischio anche le attività delle associazioni non profit.

Nel Documento Programmatico Previsionale (DPP) approvato oggi all’unanimità dal Consiglio di Indirizzo, le risorse messe in campo dalla Fondazione per il prossimo anno salgono complessivamente a 60 milioni di euro (+9,1% rispetto ai 55 milioni del 2022): saranno destinate a progettualità in ambito innovazione, ricerca scientifica e tecnologica, formazione della next generation, arte e cultura, welfare, protezione civile, salvaguardia dell’ambiente.

Per contribuire al superamento della crisi energetica e dei fenomeni climatici estremi sempre più diffusi, quali esondazioni e siccità, la Fondazione CRT fa da apripista con un piano straordinario da 8 milioni di euro, di cui 3 milioni a integrazione del DPP 2022 e di ulteriori 5 milioni nel DPP 2023. Interventi immediati di aiuto agli enti non profit penalizzati dal caro-bollette saranno collegati a misure di più ampio respiro per la razionalizzazione dei consumi e la mitigazione dell’impatto ambientale, secondo due binari: l’efficientamento tecnologico e l’implementazione delle comunità energetiche, veri e propri modelli collaborativi pionieristici per la produzione, la distribuzione e l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili.

La Fondazione CRT sigla un nuovo ‘patto’ con il territorio, con un bilancio di previsione anticiclico per favorire la ripresa e promuovere una crescita equa, diffusa, inclusiva, nel segno della solidarietà tra le generazioni e in una prospettiva di futuro sostenibile attraverso la transizione ecologico-energetica, digitale, sociale. Accompagniamo gli enti non profit in un percorso evolutivo per cogliere le opportunità di accesso anche ai fondi europei, nazionali e regionali e massimizzare la capacità di autofinanziamento con il meccanismo del fundraising”, afferma il Presidente della Fondazione CRT Giovanni Quaglia.

La forte solidità economico-finanziaria della Fondazione e la leva del risparmio fiscale ci consentono di aumentare da subito e in maniera significativa le risorse da destinare sia al sostegno degli enti del territorio sottoposti a forti pressioni esterne, sia allo sviluppo di nuove progettualità, in uno scenario macroeconomico ancora incerto che richiede risposte rapide e capacità di adattamento”, dichiara il Segretario Generale Massimo Lapucci.

I 60 milioni di euro stanziati dalla Fondazione CRT per il 2023 saranno così ripartiti:

  • 18,5 milioni(erano 16,5 milioni nel 2022) per la tutela, la valorizzazione e l’animazione del patrimonio artistico, architettonico, storico e paesaggistico inclusi parchi e giardini, il sostegno alle istituzioni museali, alle attività espositive e allo spettacolo dal vivo, il rilancio del settore culturale anche attraverso l’inclusione e la partecipazione attiva della comunità.
  • 18,5 milioni(erano 16 nel 2022) per lo sviluppo economico e il rafforzamento dei legami di coesione sociale a fianco delle istituzioni pubbliche e degli enti del Terzo Settore, l’inclusione “for all”, il contrasto alla povertà educativa e alla marginalizzazione delle persone fragili, il potenziamento del sistema di emergenza-urgenza del 118 e della protezione civile, la salvaguardia del suolo dal rischio idrogeologico.
  • 18,5 milioni(erano 16 nel 2022) per alimentare l’ecosistema della conoscenza e delle competenze attraverso investimenti nella ricerca scientifica e tecnologica e nella formazione del capitale umano – dalla scuola primaria al livello post-universitario – con un’attenzione anche alla dimensione relazionale della next generation nella complessità post pandemia.
  • 4,5 milioni(erano 3,5 nel 2022) per la sperimentazione di interventi con modalità innovative tramite le componenti più innovation oriented del “Gruppo CRT”: la Fondazione Sviluppo e Crescita CRT e le OGR Torino, polo avveniristico di creatività contemporanea nella duplice dimensione “Cult” e “Tech”. Quest’ultima, oltre a essere sede del primo Centro europeo dedicato alla Scienza dei Dati per il bene comune e per l’impatto sociale, è anche l’unico hub italiano con 14 programmi per l’accelerazione di start up e il sostegno alle imprese – 120 le realtà supportate ogni anno – in settori all’avanguardia e con un’elevata probabilità di crescita: aerospazio, advanced hardware, metaverso, smart cities, gaming, edutech, fintech, scienze della vita e biotech. Nel 2023 le OGR esploreranno nuovi format all’intersezione tra arte, creatività, scienza e tecnologie, lungo le frontiere dell’ArTechnology.

Trasversale a tutti questi settori di attività della Fondazione CRT è la loro convergenza con l’Agenda 2030 dell’ONU. In collaborazione con il Rockefeller Philanthropy Advisors, organizzazione leader a livello globale nel campo degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG), la Fondazione evolve lungo la traiettoria dell’integrazione degli SDG nei propri interventi e in quelli degli enti strumentali (il “Gruppo CRT”), secondo una visione contemporanea della filantropia riconducibile all’impact investing e alla venture philantropy per generare un impatto positivo. Sostenibilità non solo economica, ma anche sociale e ambientale, inclusione e accessibilità, lavoro e ricambio generazionale, parità di genere, sono le quattro priorità della Fondazione CRT per il 2023.

Sul versante internazionale la Fondazione rafforzerà la propria presenza nelle reti mondiali della filantropia, divenendo anchor partner della conferenza annuale della European Venture Philanthropy Association (EVPA). L’Impact Week di EVPA, il più importante evento nell’ambito dell’impact investing e della venture philantropy, si terrà a novembre 2023 alle OGR Torino e coinvolgerà circa 600 “impact players” internazionali.

Scheda. Il “Gruppo” Fondazione CRT

Nata nel 1991, la Fondazione CRT è la terza Fondazione di origine bancaria italiana per entità del patrimonio.

Ha erogato complessivamente più di 2 miliardi di euro per oltre 41.000 progetti per l’arte, la ricerca, la formazione, il welfare, l’ambiente, l’innovazione nel Nord Ovest in una dimensione nazionale e internazionale.

La Fondazione sperimenta anche interventi nella logica della venture philanthropy e dell’impact investing, per un impatto sociale e ambientale.

Uno dei principali esempi a livello europeo è la rigenerazione urbana delle OGR Torino, ex officine per la riparazione dei treni, riqualificate dalla Fondazione con oltre 100 milioni di euro e riconvertite in un innovativo centro internazionale per l’arte e la cultura, la ricerca scientifica, tecnologica e industriale, il food.

Oltre alla Società Consortile per Azioni OGR, gli altri enti che fanno parte della “galassia” Fondazione CRT sono: la Scialuppa-Fondazione Anti Usura, la Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea, la Fondazione Sviluppo e Crescita per investimenti a impatto, REAM SGR S.p.A. per la gestione del risparmio immobiliare a vocazione sociale e per lo sviluppo, la Fondazione ULAOP Onlus per l’infanzia.

La Fondazione CRT è attiva nelle principali reti internazionali della filantropia, come EVPA (European Venture Philanthropy Association) e Philea (Philanthropy Europe Association), che raggruppa oltre 10mila fondazioni ed enti filantropici europei e statunitensi.

Collabora inoltre con le Nazioni Unite e altre organizzazioni su scala globale.

 

 

Redazione di Vercelli

 

 

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E’ la Prof.ssa Stefania Cerutti la nuova Presidente dell’Associazione dei laureati Upo, che succede al bel triennio a guida della Prof.ssa Francesca Boccafoschi.

In data 18 ottobre 2022, dopo il passaggio delle consegne di rito e dopo le elezioni con rinnovo cariche che si sono tenute lo scorso 28 luglio, si è riunito per la prima volta il nuovo Consiglio direttivo.

Stefania Cerutti, originaria di Omegna (VB), è Professore Associato di Geografia Economico-Politica UPO, Dipartimento DISSTE di Vercelli.

La Dott.ssa Sara Biscuola è la nuova Vice Presidente. Originaria di Vigevano (PV), svolge la libera professione di Dottore Commercialista.

Il nuovo tesoriere è il Dott. Giuseppe Liuzzo, novarese, Formatore professionale ed Insegnante a Novara e Vercelli.

La Dott.ssa Ivana Giovanetti originaria di Ameno (NO), Libera professionista, è la nuova segretaria.

Completano il Consiglio il Dott. Alessandro Balbis, vercellese, Consulente aziendale in Vercelli e Dott.ssa Marianna Celsi, novarese, Executive Assistant in un’azienda di Vercelli.

E’ membro onorario dell’Associazione l’Ill.mo Magnifico Rettore dell’Università Dott. Prof. Gian Carlo Avanzi.

Ci si prospetta un triennio di inteso lavoro a favore degli associati, cercando di organizzare eventi, manifestazioni e servizi al meglio, in collaborazioni coi Comuni, le Fondazioni, le Associazioni e chiunque voglia dare una mano dei 3 poli Universitari: Vercelli, Novara ed Alessandria.

Le buone idee e le richieste sono ben accette.

Per tutte le informazioni e gli aggiornamenti riguardanti l’Associazione, si può consultare il sito upoalumni.uniupo.it oppure scrivere ad alumni@uniupo.it

 

 

Redazione di Vercelli

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Riprenderanno mercoledì 2 novembre, con la presenza dei Carabinieri della Stazione di Crescentino che parleranno di “Prevenzione delle truffe nei confronti degli anziani”, le lezioni dell’Università della terza età e del tempo libero.

Gli appuntamenti si terranno ogni mercoledì pomeriggio, alle 15:30, al Teatro Comunale “Cinico Angelini”.

Gli incontri settimanali saranno però anticipati mercoledì 26 ottobre, sempre alle 15 nella sala comunale di via Manzoni, dall’incontro per le iscrizioni e per la presentazione dei corsi con l’intervento dei vari docenti che si susseguiranno alla cattedra per i prossimi sei mesi.

Anche per questo nuovo anno accademico l’Unitre di Crescentino è affiliata all’Università della terza età del chivassese, associazione di promozione sociale, alla quale aderiscono già molti Comuni limitrofi. La quota di adesione resta invariata a venti euro comprensiva del ciclo di lezioni previste da novembre a fine maggio, con la sola pausa per le festività natalizie, e due visite guidate: il 26 aprile al Museo delle Meridiane di Brusasco e all’Abbazia di Santa Fede a Cavagnolo e il 24 maggio per la trasferta in Lombardia con visite al Villaggio Operaio di fine Ottocento di Crespi di Adda, patrimonio Unesco, e alla Città di Monza.

Essersi messi in rete – ha spiegato l’Assessore alla cultura Antonella Dassanoci ha dato la possibilità di incrementare e variare il ciclo di lezioni da proporre agli utenti, e così sarà anche per questo nuovo anno accademico. L’affiliazione all’Università della Terza Età del Chivassese non comporterà costi aggiuntivi per l’Amministrazione Comunale, ma allo stesso tempo permetterà agli iscritti di Crescentino di seguire anche le lezioni di Chivasso, Brusasco, Foglizzo, Casalborgone, San Sebastiano Po, Castagneto Po, Verolengo e Rondissone, e viceversa. L’invito a partecipare alle lezioni, che tratteranno gli argomenti più disparati, dalla storia al galateo, dalla Costituzione all’arte, è rivolto indistintamente a tutti i crescentinesi che hanno il desiderio di trascorrere momenti di socialità abbinati ad occasioni di approfondimento e di conoscenza”. Intanto mercoledì 19 ottobre si è svolta la messa di apertura dell’anno accademico 2022/2023 celebrata dal parroco don Janusz nella chiesa parrocchiale dell’Assunta.

 

Redazione di Vercelli

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Tornato in Serie D, il Pinerolo ha conquistato sinora 9 punti.

Un bottino derivante da uno score di: 2 vittorie, 3 pareggi e 4 sconfitte; 12 i gol segnati e 16 quelli subiti.

Squadra temibile in trasferta dove ha ottenuto le uniche vittorie.

Il modulo di gioco adottato è il 5-3-2.

In porta c’è il classe 1998, Diego Faccioli (ex Trona).

In difesa le fasce sono presidiate da: Adam Amansour (2004, scuola Juventus) e Simone Ambrogio (2000, ex Pianese, 1 gol in campionato).

Al centro si schierano: Kleto Gjura (1999, ex Derthona, 1 rete), Marco Tonini (1997, ex Pavarolo) e Dario Campagna (1988, ex Chieri, 1 gol).

A centrocampo si schierano: Andrea Galasso (2000, prodotto del vivaio, 1 gol), Alessandro Sangiorgi (1999, ex Fermana) e Edoardo Maio (2002, cresciuto nel vivaio, 2 reti).

In avanti sono in tre a giocarsi due maglie da titolare: Alessandro Ciliberto (2004, prodotto del vivaio, 2 gol), Simone De Riggi (2001, ex Borgosesia, 3 reti) e Gabriele Pinelli (1992, ex Pianese, 1 gol).

Redazione di Vercelli

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(Stefano Di Tano) – Quello che ha raccontato Bruno Casalino in questo recentissimo lavoro al servizio dell’informazione sportiva più completa, è un racconto che per molti appassionati della Pro Vercelli provocherà tante emozioni, e forse per i più sentimentali, anche un piccolo rivolo di lacrime.

Per che cosa? Ma certo, per la scelta di quei momenti e di quelle persone che Bruno ci propone in 240 bellissime pagine che grondano gioia e speranze, giorni di promozioni e di retrocessioni, giri pazzeschi di panchine, acquisti, cessioni, trasferimenti, abbracci, invasione di campi, cori e bandiere, ed amori irresistibili per i nostri giocatori, a volte, vere parole di affetto.

Noi che siamo stati testimoni di molti eventi semplici e di quelli esaltanti, così numerosi e significativi che si fa fatica a catalogarli nella mente, li ritroviamo foglio dopo foglio nel libro, ma non in ordine sparso, come in un sacchetto di elastici colorati che non si possono districare…  Ecco, Casalino ce li mette tutti in fila, chiari, con più di cento protagonisti, con i loro volti, con i dati che avevamo perso, con i luoghi e le immagini viste o ci erano state raccontate tanto tempo fa dai nostri padri e nonni.

Bianche Casacche è un libro difficile da immaginare, per questo è un racconto  appassionante che scorre libero nel presente come se fossimo nel passato, con l’aiuto di tantissime fotografie estratte da cassetti chiusi per oltre mille mesi, ma che aspettavano di essere aperti, per offrirci un commovente viaggio nei ricordi, per sentirci ancora sotto quegli alberi che circondavano il settore popolari e le curve, oggi abbattuti per fare posto a bianche modernissime tribunette, e per  ascoltare con la fantasia il rumoreggiare della folla, l’incitamento, il brontolìo delle delusioni, con il vecchio altoparlante dalla tribuna che diffondeva vecchie canzoni del tempo, e scandiva con voce leonina le formazioni delle squadre che scendevano sul prato.  …1892.2022: la leggenda delle bianche casacche continua.

Il volume è stato realizzato in collaborazione fra la Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli, l’Associazione Veterani Calcio Pro Vercelli e le Edizioni EFFEDI.

Le foto sono state conferite da Stefano Di Tano, Gianni Gallarati, Renato Greppi.

L’immagine di copertina rappresenta una squadra della Pro degli Anni ’50 sul campo Robbiano in occasione di una manifestazione organizzata dalla vecchia Società.

 

 

Redazione di Vercelli

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