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La situazione della Provincia di Vercelli a trazione leghista è a dir poco confusa.
E pare ne abbia fatto (sulla carta, poi vedremo perché non è stato mai un vero pericolo) anche l’Istituto Tecnico Agrario, con il compendio didattico rimasto alla Cascina Boschine di Vercelli.
Ma andiamo con ordine.
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Sappiamo che, dei 10 componenti il Consiglio Provinciale, ben sei sono Padani.
Che, forse, se hanno desistito rispetto alla rivendicazione dell’ indipendenza della Padania, non hanno ancora mollato l’osso sulla questione “Salvini Premier”. E ci manca solo questo.
Però, loro, si qualificano sempre come Lega per Salvini Premier.
Sono in sei su 10 del Consiglio Provinciale perché tal Onorevole Sandro Delmastro (Fratelli d’Italia) ci avrebbe politicamente venduti (dicunt) alla Lega valsesiana dell’On. Paolo Tiramani, nella speranza di ottenere voti (della Valsessera?) per sostenere la candidatura della sorella alla Presidenza della Provincia di Biella.
Sappiamo com’è finita.
Però, anche i meloniani di Vercelli pare non scherzino.
Vediamo dunque cosa sarebbe capitato a proposito della vendita (mai davvero possibile) della Cascina Boschine.
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Intanto, per chi non è di Vercelli, un piccolo “focus” sulla struttura.
Situata sulla tangenziale verso Casale, da sempre è stata la parte destinata alla didattica pratica per gli Studenti dell’Istituto Tecnico Agrario.
Un vero valore, dagli Anni Sessanta in avanti.
L’azienda funzionava come una vera e propria unità produttiva agricola, con i campi (Lamporo A, Lamporo B, tanto per dire dei più nominati) che producevano riso come tutti gli altri campi. Erano sapientemente coltivati da Operai alle dipendenze della Provincia.
Ma gli Studenti potevano osservare da vicino ed in presa diretta le varie fasi della coltivazione, dalla preparazione del terreno, ai trattamenti fitosanitari ed antiparassitari, alla raccolta.
Non mancava anche qualche (non piccolissimo, provare per credere…) appezzamento sperimentale, in cui i futuri Periti Agrari si cimentavano nel coltivare in proprio tante cose che non fossero riso: patate, soia, mais. Tutto di zappa e di badile.
Poi un piccolo frutteto.
Insomma, c’era di tutto.
Un brutto giorno la Provincia decide di vendere il terreno
e lo acquista il Signor Paolo Renditore, che conduce alcuni appezzamenti confinanti, per la somma di circa 830 mila euro.
Siamo ad aprile 2014.
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Sono pochi, sono tanti quegli euro e, soprattutto, a casa saranno mai serviti in questi otto anni?
Comunque, per tutto questo tempo, i fabbricati (che si vedono nelle nostre foto dall’alto) sono rimasti a disposizione della Scuola.
Nei giorni scorsi incomincia a circolare la notizia che la Provincia voglia vendere anche questa parte della struttura.
O, almeno, che il Signor Renditore la voglia acquistare.
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E qui entriamo in piena guerra dei nervi tra le due principali fazioni che reggono (?) l’ex Collegio dei Barnabiti.
Perché il Presidente Eraldo Botta (Lega, se e fino a quando non passano anche loro a Fratelli d’Italia) promuove una riunione in loco (Boschine) tra Rappresentanti dell’Istituto, Signor Renditore e Amministrazione Provinciale.
E, nel corso dell’incontro, così come Renditore ammette che qualche pensierino all’acquisto l’avrebbe coltivato, crea, involontariamente, un precedente che in futuro potrebbe avere un peso.
Perché l’astuto Botta gli domanda qualcosa che suonerebbe così: ma come mai, Signor Renditore, le sarebbe venuto in mente di proporre l’acquisto dei fabbricati?
E, fin qui, il pericolo è solo all’orizzonte.
Ma Botta va oltre (anche perché, probabilmente conosce già la risposta) e insiste: chi le avrebbe detto che avremmo potuto esaminare la cosa?
E Renditore, candido e innocente, risponde: me l’ha detto Davide Gilardino (Fratelli d’Italia da sempre, anche da prima di Giorgia Meloni).
Bum!
Il Vice Presidente della Provincia, dunque, si sarebbe preso una libertà del genere, all’insaputa del Presidente e di chiunque altro tra i 10 del Consiglio.
Con tutto il clamore che ne è conseguito.
Per fortuna, come abbiamo visto, nulla di serio.
(marilisa frison) – In seguito al downburst che il 7 luglio 2021 si è abbattuto su Trino e ha colpito, oltre ai tetti della città, anche il Bosco della Partecipanza, schiantando e ribaltando alcune migliaia di alberi di notevoli dimensioni definenti il Quercocarpineto tutelato dall’area protetta, sono state indette delle giornate di corsi.

Nei giorni 28 febbraio, 1 e 2 marzo 2022, in collaborazione con la Partecipanza, si è svolto il primo corso, pratico, di “Allestimento legname da tensione” rivolto a 15 operatori del settore, ossia dipendenti o titolari di imprese forestali.
Il corso ha avuto luogo, presso il Bosco della Partecipanza delle Sorti; “Legname da tempesta” è la dicitura utilizzata per indicare boschi danneggiati da eventi estremi, come quello che ha colpito il bosco della Partecipanza nel luglio 2021; le piante danneggiate e stroncate risultano estremamente pericolose e per operare in modo sicuro servono conoscenze e tecniche di lavoro avanzate.

L’iniziativa, finanziata dal Progetto Evoforest, progettata da IPLA SpA su incarico di Regione Piemonte, in collaborazione con gli istruttori forestali di AIFOR afferenti alle tre regioni italiane partner di progetto, ha permesso di trasmettere e certificare specifiche competenze riferite alla gestione dei boschi danneggiati da eventi estremi.
Il giorno 3 marzo 2022, nello stesso cantiere, è stata data vita a una giornata dimostrativa a favore di 25 operatori, tra tecnici liberi professionisti, protezione civile, imprese, finalizzata a condividere le modalità di gestione, la valutazione dei rischi e le tecniche di lavoro sicuro da adottare nei boschi danneggiati da eventi estremi.
In entrambi i casi è stato registrato un riscontro molto positivo da parte dei partecipanti, a testimonianza di aver risposto ad una effettiva esigenza di informazioni e conoscenze.

Le due iniziative verranno riproposte, per nuovi operatori del settore, la prossima settimana.
Con il passare delle ore emerge qualche particolare in più sulla dinamica del singolare incidente “alpino” della scorsa notte, ad Alagna.
Come riferito in mattinata, in località “Acque Bianche”
(così il comunicato dei Vigili del Fuoco).
Un uomo di 54 anni finiva in una scarpata e doveva essere poi tratto in salvo dal Soccorso Alpino e dai Vigili del Fuoco.
In molti si sono chiesti come fossero andate le cose, dato che l’ora è insolita per un’escursione.
Fonti attendibili dicono che non si sarebbe trattato di un incidente “di” montagna.
Il 54enne turista milanese era piuttosto reduce da una cena al Rifugio Pastore.
All’uscita dal locale, nel parcheggio detto dell’acqua bianca, avrebbe sentito la necessità di liberarsi, evidentemente non avendo pensato di andare in bagno, quando era ancora in sala.
Si affacciava, così, al ciglio dell’area di parcheggio, per fare la pipì.
Ma, a quel punto, qualcosa dev’essere andato storto, al punto che è finito di sotto.
Da qui in poi la versione dei fatti si ricongiunge a quella già nota.
Si è avviato in questi giorni un nuovo metodo di diserbo delle erbe infestanti in città con vapore a bassa pressione e coadiuvanti schiumogeni a base di oli vegetali e zuccheri. Un’innovazione che permette un trattamento non chimico, ma altrettanto efficace rispetto altri interventi.
«Grazie alla sempre attenta e disponibile Cosmo – hanno voluto sottolineare il sindaco Federico Riboldi e l’assessore Cecilia Strozzi – in questi giorni è partita questa nuova tecnica di diserbo con vapore che sta dando già ottimi risultati. Cogliamo quindi l’occasione per tranquillizzare chi vede gli operatori di Cosmo al lavoro: la macchina utilizzata genera il vapore che si vede, mentre la schiuma è una soluzione di oli vegetali e zuccheri che serve ad amplificare l’effetto del calore per far seccare più rapidamente le infestanti lungo i marciapiedi e le vie. E le tute utilizzate sono i dispositivi di protezione obbligatori per la tipologia di lavoro e non per proteggersi dalla tossicità del prodotto».
Nel dettaglio, la schiuma utilizzata è a base di oli vegetali naturali e zuccheri, miscelata allo 0,3% con acqua. Una soluzione, quella adottata, che permette quindi l’utilizzo del prodotto senza le indicazioni mobili di avvertimento della pericolosità dei prodotti, come accadeva in passato.
«Dopo la sperimentazione fatta nei mesi autunnali dello scorso anno – ha spiegato il presidente Cosmo, Guido Gabotto – abbiamo deciso, visti gli ottimi risultati, di utilizzare il vapore come metodo di diserbo in tutta la città: un metodo ecologico, perché non si utilizzano prodotti chimici, ma solo acqua calda».
Redazione di Vercelli
Proprio nella settimana in cui in Parlamento i partiti di Governo (convertendo in Legge il Decreto governativo) decide di “lasciare a casa”, senza lavoro e senza stipendio, circa 500 mila Lavoratori ultracinquantenni che non si sottopongono al “trattamento sanitario obbligatorio” vaccinale, il Comitato “Ascoltami” torna a Vercelli, proponendo storie vere di “reazioni avverse”.
Cioè di persone che hanno subito danni conseguenti alle somministrazioni di vaccino antiCovid.
Promuove l’incontro Michelangelo Catricalà, sul
canale You Tube reperibile qui
dove, alle 21 di domani, 28 febbraio, sarà raggiungibile la diretta streaming.
Parteciperanno anche Medici e Parlamentari: Francesco Forciniti di “Alternativa” e Carlo Martelli di “Italexit”.
(marilisa frison) – La biblioteca “Favorino Brunod” di Trino, lunedì 21 febbraio 2022, è stata luogo d’incontro di un altro interessante e imperdibile appuntamento di “Dialoghi”, la proposta culturale de Al Lantarnin Dal Ranatè, con il filosofo Massimiliano Sanfedino e il prof. Federico Ottavis, che hanno ospitato Alessandra Biava, di Vercelli, docente di alimentazione all’Istituto Alberghiero Sergio Ronco di Trino, per parlare di “Gusto”.

Ma cos’è il gusto?
Il gusto è uno dei sensi i cui recettori sono le gemme gustative presenti nelle papille gustative della lingua, nel palato molle, nella faringe, nelle guance e nell’epiglottide. Il gusto dipende dalla percezione sinergica di cinque gusti fondamentali: amaro, acido, dolce, salato e umani.
L’umami è descritto come “gradevole al palato” ed è caratteristico dei brodi e degli arrosti, viene percepito tramite recettori gustativi che tipicamente rispondono ai glutammati e ai nucleosidi, abbondanti nei brodi di carne, nei pomodori e nei prodotti fermentati come la salsa di soia e il formaggio grana.
Alessandra, ha precisato che gusto e sapore non sono la stessa cosa, erroneamente nel linguaggio comune ci si riferisce al gusto di un alimento come al suo sapore.
In realtà, il gusto è l’organo di senso al pari: della vista, l’olfatto, l’udito, il tatto;
mentre il sapore è la caratteristica sensoriale di tipo gustativo: dolce, salato, acido, amaro.
Infatti, per delineare l’insieme delle caratteristiche valutate attraverso il senso del gusto occorrerebbe utilizzare non il termine “gusto”, per evitare malintesi, ma perifrasi di tipo percezioni saporifere, tattili, aromatiche e valutate con il gusto.
A tale riguardo la docente ci ha fatto provare la sensazione di usare i sensi portando il cibo alla bocca. L’esperimento è stato fatto con delle fave di cacao, della liquirizia in bastoncini sminuzzati e con dell’uvetta. Uno alla volta abbiamo tenuto in mano questi alimenti, li abbiamo guardati, toccati, annusati, portati all’orecchio e ne abbiamo ascoltato il rumore muovendo le mani, li abbiamo adagiati sulla lingua, assaporati masticando lentamente e successivamente ingeriti. Il tutto con gli occhi chiusi per intensificare le sensazioni. La liquirizia in molti ha rievocato ricordi di gioventù, di quando si succhiavano i bastoncini. Masticando lentamente e trattenendo il cibo il piacere e il sapore aumentavano, molti pur avendo assunto una piccola quantità di questi cibi hanno avuto una sensazione di sazietà. Un trucco per dimagrire è proprio quello di mangiare molto lentamente per ingerire una quantità minore di cibo, visto che il senso di sazietà si ha dopo venti minuti.
Il gusto può essere inteso anche come gusto per l’estetica, per il bello, per la lettura, per la musica e via dicendo.
Massimiliano si è collegato dal punto di vista filosofico e ha parlato del gusto per il bello, che è una cosa soggettiva, non c’è una legge universale per definire il bello. Il bello provoca sensazioni, emozioni, che si possono provare osservando un quadro o dei colori. Potrete ascoltare l’intero intervento nell’allegato video.
Mentre Federico era indeciso se parlare del gusto letterario o del rapporto che la letteratura ha con il cibo, e ha scelto quest’ultimo. La letteratura e il cibo, hanno un legame strettissimo che può essere sia l’alimentazione che il nutrimento, che arriva fino al peccato di gola, ma anche all’assenza di cibo. È un legame senza luogo e senza tempo. Senza luogo perché le culture di tutto il mondo fin dalle origini hanno una relazione con il luogo e il cibo e senza tempo perché fin dall’inizio, nel libro della Genesi la mela fu protagonista e sempre nella Genesi, Esaù svende al fratello Giacobbe la primogenitura in cambio di un piatto di lenticchie, e anche l’Odissea dedica al cibo un ruolo importante.
Un argomento che ha tenuto tutti con “l’acquolina in gola”, grazie alla bravura di Alessandra, che oltre a essere molto preparata si è distinta per gentilezza e garbo, per quanto riguarda Massimiliano e Federico le loro notevoli qualità sono ormai note, ed è sempre un grande piacere ascoltarli.
Chiudo con queste due perle:
Gustare è un lusso riservato a pochi.
Chi non può permetterselo mangia.
(Fabrizio Caramagna)
Ho dei gusti semplicissimi; mi accontento sempre del meglio.
(Oscar Wilde)
Non c’è pace al Comune di Caresanablot.
Ieri mattina, giovedì 17 febbraio, si sono dimessi dalla Giunta il Vice Sindaco Emanuela Scaglia e l’altro Assessore Comunale, Paolo Cominetti.
Da tempo – così attendibili rumors – il disagio nelle relazioni nell’ambito dell’Esecutivo si era fatto palpabile.
Ora che accadrà?
Difficile credere che ci saranno nuove elezioni: in qualche modo si troveranno altri Assessori.
A meno che lo stesso Primo Cittadino non decida di dimettersi: eventualità data per assolutamente improbabile.
D’altra parte, Ciriaco De Mita, con i suoi 94 anni, è tuttora Sindaco di Nusco (Avellino): quindi, a rigore, ci sarebbe ancora spazio per un altro mandato!
Città di Varese 1
Borgosesia 2
Marcatori: 3’ pt Gaddini, 19’ st Latini, 28’ st Di Sabato
Città di Varese (3-4-2-1): Trombini; Mapelli, Monticone (26’ st Cantatore), Parpinel; Foschiani (32’ st Mendolia), Disabato, Gazo (1’ st D’Orazio), Tosi (1’ st Marcaletti); Minaj, Di Renzo; Cappai (1’ st Pastore). A disp.: Priori, Battistella, Baggio, Venditti. All.: Rossi
Borgosesia (3-4-3): Gilli; Frana, Martimbianco, Picozzi; Monteleone, Farinelli (34’ st Zazzi), Areco, Carrara (42’ st Iannacone); D’Ambrosio (12’ st Latini), Rancati (24’ st Barbetta), Gaddini (48’ st Colombo ng). A disp.: Gavioli, Gifford, Silvestroni, Bernardo, Latini. All.: Lunardon
Arbitro: Esposito di Napoli
Guardalinee: Di Dio di Caltanisetta e Fenzi di Treviso
Note: cielo sereno, terreno in discrete condizioni. Spettatori: 250 circa. Ammoniti: Foschiani, Areco. Angoli 11-2. Recupero: 1’ pt – 5’
Nel turno infrasettimanale il Città di Varese terzo in classifica e che vanta il terzo miglior attacco e la terza miglior difesa, affronta il Borgosesia che reduce da due pareggi mette nel mirino la zona play off.
Pronti via il Borgosesia passa in vantaggio con una grande azione.
Frana serve nello spazio Monteleone che accentra e Gaddini al volo insacca il vantaggio valsesiano.
Dopo è ancora il Borgosesia a farsi vedere in avanti con un colpo di testa di Martimbianco che non inquadra lo specchio della porta.
Sull’altro fronte al 22’ Mapelli da buona posizione calcia alle stelle.
Borgosesia ancora pericoloso 4 minuti dopo con la conclusione di Gaddini che costringe Trombini alla respinta.
Il lombardi ci provano con Minaj e Di Renzo ma la mira non è quella giusta.
Superata la mezzora Gilli sale in cattedra con due super parate dicendo di no in rapida successione a Di Renzo (34’) e Cappai (38’) che sotto misura cercano la via del gol.
Prima del riposo Rancati impegna il portiere avversario.
Si rientra in campo con i padroni alla ricera del pareggio.
E’ il 4’ quando Disabato da due passi calcia a colpo sicuro ma Gilli gli strozza l’urlo di gioia in gola.
I varesotti provano a spingere ma il Borgosesia difende con ordine e raddoppia al 19’ con il neo entrato Latini che scaglia un diagonale che beffa Trombini.
A riaprire i giochi ci pensa Disabato che ruba palla a Gilli e deposita in rete dimezzando il divario.
Al 35’ il Città di Varese beneficia di un calcio di rigore per un contatto dubbio di Areco su un avversario.
Sul dischetto ci va Disabato ma Gilli è insuperabile e gli respinge il tiro.
I locali provano a cercare il pareggio ma i granata si dimostrano compatti e possono festeggiare l’impresa.
Redazione di Vercelli
(marilisa frison) – In questa fredda serata di lunedì 14 febbraio 2022, in cui si festeggia l’amore, alle 18, nei locali della biblioteca cittadina, il maestro Bruno Raiteri ci ha palesato il suo amore per la musica e ci ha parlato della magia del suono proveniente dai diversi strumenti musicali. Questo grazie all’appuntamento culturale organizzato da Al Lantarnin dal Ranatè, che con il nuovo anno ha portato questa novità.
Bruno è riuscito a catturare l’attenzione generale nello spiegare come le note possano parlare, possano narrare, possano descrivere, è un gioco di melodie e ritmi.
Ci ha emozionato facendoci sentire come un suono possa riprodurre situazioni e movimenti: abbiamo ascoltato il vento che soffia, lo scalpitio degli zoccoli dei cavalli, lo scorrere del fiume, la notte, il ghiaccio e molto altro.
Praticamente con i suoni si raccontano storie senza parlare e lui è riuscito a spiegarci e farci capire queste storie di sole note.
Nel video allegato il Maestro Raiteri vi racconta e vi parla del linguaggio della musica.
Bruno Raiteri è il direttore della banda musicale cittadina “G. Verdi”.
Un altro successo proposto da Al Lantarnin dal Ranatè, lo spettacolo musicale andato in scena domenica 13, alle 17, al Teatro Civico di Trino, che ha visto protagoniste “Le Signorine Maramao”: Miriam Marcolongo, Barbara Amoroso, Federica Giannotti, Giovanna Perlongo, con la partecipazione di Gianni Trincheri; hanno presentato “Quando Cantavano Le Divine”.
Uno spettacolo musicale scritto e diretto da Gianluca Pivetti.
In questa commedia musicale ambientata alla vigilia della seconda guerra mondiale, le quattro Divine sono state l’attrazione principale dell’Odeon e con i loro canti allegri: il pinguino innamorato, ba ba baciami piccina, Maramao perché sei morto, bellezza in bicicletta, un bacio a mezzanotte e via dicendo, magistralmente interpretati, hanno letteralmente conquistato la platea, che non si è risparmiata in applausi.
Grazie alla Compagnia teatrale e culturale del Lantarnin dal Ranatè, per questi momenti di festa e di gioia che porta in città.
Prossima rappresentazione teatrale domenica 20 marzo, ore 17, presso il Teatro Civico di Trino, con la commedia “Le amiche”, proposta dalla Compagnia Teatrale di Gattinara.
Mentre Massimiliano e Federico li ritroveremo lunedì 21 febbraio, sempre alle 18, ospite Alessandra Biava, laureata in “Scienze dell’alimentazione” e si parlerà di “Gusto”; Bruno Raiteri tornerà a parlarci di musica lunedì 28 febbraio, alle 18, sempre nei locali della biblioteca “Favorino Brunod” di Trino.
Siete tutti invitati Mario Martuzzi e Al Lantarnin dal Ranatè, vi aspettano numerosi.


























