VercelliOggi
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In occasione del fine settimana pasquale, da sabato 4 a lunedì 6 aprile 2026, il Castello del Monferrato e il Museo Civico e Gipsoteca Bistolfi saranno regolarmente aperti al pubblico, offrendo ai cittadini e ai visitatori l’opportunità di fruire del patrimonio culturale cittadino anche durante le festività.

Nel dettaglio, il Castello del Monferrato, con le mostre attualmente in corso, sarà visitabile nelle giornate di sabato 4, domenica 5 e lunedì 6 aprile, con orario mattutino dalle 10,00 alle 13,00 e pomeridiano dalle 15,00 alle 19,00.

Analogamente, il Museo Civico e Gipsoteca Bistolfi garantirà l’apertura nelle stesse giornate (sabato 4, domenica 5 e lunedì 6 aprile) dalle ore 10,30 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 18,30, consentendo al pubblico di accedere alle collezioni permanenti e agli spazi espositivi e alla mostra temporanea, recentemente inaugurata, “Qui si fa l’Italia.

L’immagine dell’eroe da Bistolfi a Baroni” per la quale è anche prevista una visita guidata specifica il giorno di Pasqua alle ore 16,00.

Inoltre, in concomitanza con le vacanze scolastiche, la mostra “Attilio. Il Castello dei bambini”, allestita nel Salone Marescalchi del Castello del Monferrato, amplia le aperture a partire da mercoledì 1 aprile per concluderle martedì 7 aprile, con orario di visita dalle 10,00 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 19,00.

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Redazione di Vercelli

Posted in Cultura e Spettacolo
Ivrea e Canavese, Provincia di Vercelli, Regione Piemonte

I precedenti articoli che ci hanno accompagnato dal Mercoledì delle Ceneri lungo questa Quaresima 2026 sono raggiungibili a questi link:

Il Mercoledì delle Ceneri

Quaresima – Pensieri in compagnia della “Dilexi te” di Papa Leone XIV

L’Egitto nella Storia della Salvezza: un messaggio rivolto anche agli uomini e donne di oggi –

***

Dal libro dell’Èsodo
Es 12,1-8.11-14

In quei giorni, il Signore disse a Mosè e ad Aronne in terra d’Egitto:«Questo mese sarà per voi l’inizio dei mesi, sarà per voi il primo mese dell’anno. Parlate a tutta la comunità d’Israele e dite: “Il dieci di questo mese ciascuno si procuri un agnello per famiglia, un agnello per casa. Se la famiglia fosse troppo piccola per un agnello, si unirà al vicino, il più prossimo alla sua casa, secondo il numero delle persone; calcolerete come dovrà essere l’agnello secondo quanto ciascuno può mangiarne.

Il vostro agnello sia senza difetto, maschio, nato nell’anno; potrete sceglierlo tra le pecore o tra le capre e lo conserverete fino al quattordici di questo mese: allora tutta l’assemblea della comunità d’Israele lo immolerà al tramonto. Preso un po’ del suo sangue, lo porranno sui due stipiti e sull’architrave delle case nelle quali lo mangeranno. In quella notte ne mangeranno la carne arrostita al fuoco; la mangeranno con àzzimi e con erbe amare. Ecco in qual modo lo mangerete: con i fianchi cinti, i sandali ai piedi, il bastone in mano; lo mangerete in fretta. È la Pasqua del Signore!
In quella notte io passerò per la terra d’Egitto e colpirò ogni primogenito nella terra d’Egitto, uomo o animale; così farò giustizia di tutti gli dèi dell’Egitto. Io sono il Signore! Il sangue sulle case dove vi troverete servirà da segno in vostro favore: io vedrò il sangue e passerò oltre; non vi sarà tra voi flagello di sterminio quando io colpirò la terra d’Egitto. Questo giorno sarà per voi un memoriale; lo celebrerete come festa del Signore: di generazione in generazione lo celebrerete come un rito perenne”».

Salmo Responsoriale
Dal Sal 115

Che cosa renderò al Signore,
per tutti i benefici che mi ha fatto?
Alzerò il calice della salvezza
e invocherò il nome del Signore. R.

Agli occhi del Signore è preziosa
la morte dei suoi fedeli.
Io sono tuo servo, figlio della tua schiava:
tu hai spezzato le mie catene. R.

A te offrirò un sacrificio di ringraziamento
e invocherò il nome del Signore.
Adempirò i miei voti al Signore
davanti a tutto il suo popolo. R.

Dalla Prima Lettera di San Paolo Apostolo ai Corinzi

1Cor 11,23–26

Fratelli, io ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me».
Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me».
Ogni volta infatti che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga.

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 13,1-15

Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine.
Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto.

Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo». Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in eterno!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!». Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti». Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete puri».
Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi».

***

UN PENSIERO SULLA PAROLA, A CURA DELLA PROF.SSA ELISABETTA ACIDE

Indicazioni precise per la celebrazione della Pasqua (prima lettura); Dio “ordina”: maschio, nato nell’anno, senza difetti… uno per famiglia, o al massimo da “condividere” rispetto al numero delle persone in famiglia.

Giorno, mese, ora (il 10 del mese di Nisan)…tutto ordinato ed eseguito.

Un “tempo” che prepara: scelto l’agnello con gran cura come vittima sacrificale, occorreva conservatolo fino al 14 di Nisan, prima che sia mangiato quando “allora tutta l’assemblea della comunità d’Israele lo immolerà al tramonto. Preso un po’ del suo sangue, lo porranno sui due stipiti e sull’architrave delle case nelle quali lo mangeranno. In quella notte ne mangeranno la carne arrostita al fuoco”.

“Istruzioni”.

Sono le indicazioni della salvezza per il popolo.

Indicazione per quella pesach che significa “passare oltre”, “tralasciare”.

Quella narrazione così fondamentale contenuta nei capitoli dal12 al 14 del libro dell’Esodo che, liberazione dall’Egitto, ha al suo interno due “riti”:  immolazione dell’ agnello e pane azzimo.

Ecco in qual modo lo mangerete: con i fianchi cinti, i sandali ai piedi, il bastone in mano; lo mangerete in fretta. È la Pasqua del Signore!”.

Dio “curatore” della festa, si occupa di ristorazione, outfit, tempistiche, accessori, cottura degli alimenti e loro abbinamenti da vero somellier…

Una serie di “prescrizioni rituali”, precise, attente, guidate, rigorose…

Dio premuroso… porte “segnate” con quel sangue…

Cena consumata in fretta, in procinto di partire, si prepara al “passaggio”, al “salto”, all’ attraversamento in quella zona dei Laghi Amari, verso il Mar dei giunchi…

Dio passa e colpisce… ma il “segno” preserverà.

Rituale e memoriale di salvezza da quella terra.

Celebrazione di generazione in generazione:

”Questo giorno sarà per voi un memoriale; lo celebrerete come festa del Signore: di generazione in generazione lo celebrerete come un rito perenne”.

Memoriale della liberazione.

E dopo a Gerusalemme, in un’altra Pasqua risuona quel “fate questo in memoria di me” (seconda lettura), Paolo nella lettera ai Corinzi ricorda quel nuovo “comando” di Gesù: perpetrate nel tempo.

Trasmissione di ciò che ha ricevuto, in quella notte in cui “il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito”.

“Fate questo…”:

Ogni volta infatti che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga” .

Mangiare e bere…ogni volta…annunciare ed aspettare.

La “memoria” che non è solo “ricordo”, che fa “immergere” in Lui.

Se nella Pasqua dell’Esodo Dio “passa” e libera, nella Pasqua di Gesù, “passa e torna”:

“Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine”.

Passa per la “promessa”  Dio (Antico Testamento) e “fa passare” il popolo, ora Gesù, “passa” per amore (Cristo).

E in quella cena, Gesù “rinnova” ed “inaugura”.

Siede a tavola… celebra la Pasqua.

Anche lui segue quelle prescrizioni… “di generazione in generazione”… ma ad un certo punto quell’Amore non può essere trattenuto: quei “fianchi cinti” sono l’annuncio non di passi ma di un gesto d’amore.

Venuto da Dio, torna a Lui, ma prima ha ancora “qualcosa da fare”, ha ancora “qualcosa da insegnare”… andrà a “preparare quel posto” : passa il Signore e passeranno con lui nella grazia.

E allora in quella “Pasqua dei giudei”, Cristo celebra un’altra Pasqua.

La Pasqua di Gesù.

La Pasqua dell’amore fino alla fine.

La Pasqua di acqua  e di sangue.

San Giovanni ci racconta un “passaggio” nell’acqua… non quella del “Mar Rosso”, ma l’acqua del “servizio”.

Ci sorprende l’evangelista con questo racconto unico e particolare, con questi versetti che narrano con una descrizione accurata non un gesto, ma una “Pasqua”.

Il diavolo ha già “posto nel cuore” di Giuda la decisione definitiva… e la Pasqua ha il suo avvio e il suo “inizio” è un gesto di amore.

Gesù sa, eppure non si dispera, non si sottrae; in quel Cenacolo sa che da ora la Pasqua sarà  il compimento del disegno del Padre.

L’ora è giunta, tutto è nelle sue mani.

Inizia il suo “viaggio” d’amore fatto di gesti che avrà la sua conclusione in quelle braccia d’Amore da dove era venuto.

L’evangelista descrive… non tralascia nulla… la sequenza è corretta… non sono “ordini”, il protagonista è Gesù.

Una minuziosa descrizione, ci appare come quelle “scene” a rallentatore, così nitide e precise da restare impresse nella memoria:

si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare…”

Azioni concrete.

San Giovanni usa sei verbi: si alzò, depose, prese, lo cinse, versò, cominciò a lavare.

Una sequenza precisa.

La volontà di servire.

La volontà di amare.

“Depose” ecco il verbo.

Sappiamo che l’abbigliamento dei giudei (e Gesù lo era), prevedeva il mantello sopra la veste, dunque, dobbiamo pensare che Gesù si “tolse” proprio il mantello.

Forse Giovanni ha usato così tanta precisione linguistica per aiutarci ed accompagnarci con quei gesti di Gesù, a comprendere.

Si “toglie”, per compiere quel gesto, la sua “natura umana” che aveva assunto “facendosi carne”: san Giovanni forse, ci accompagna a comprendere e ci annuncia la morte che avverrà dopo poche ore.

Il dono della vita per amore.

Tornerà al Padre, ma prima deve “passare” attraverso il dolore e la morte.

E dopo aver “deposto” il suo mantello, si “cinge” i fianchi con un asciugamano.

Quel “dono” della vita è “servizio”.

Un Dio chinato ai piedi del mondo e dell’uomo.

Un Dio che lava i piedi.

Un Dio che “accoglie” ed “ospita” (ricordiamo che proprio il gesto della lavanda dei piedi che compivano i servi, era riservato agli ospiti che giungevano a casa, ai pellegrini o a chi era in procinto di mettersi a tavola).

Un Dio che “sta in basso”, ai piedi dell’uomo.

Ha già “cenato” Gesù, non avrebbe motivo di “lavare i piedi”, eppure quei sette verbi ci raccontano l’intenzionalità del messaggio di Gesù: sono qui per Amore, prima di “compiere” la mia Pasqua voglio ancora parlarvi di amore, dimostrarvi il mio amore affinchè anche voi impariate ad amare.

Il “servizio” fino alla fine.

Non ci sarà più bisogno di “togliere” il grembiule… il “volto di Dio” sarà quello di un Dio-che-serve, perché l’amore non si “toglie”, rimane per sempre.

Indosserà il mantello, lo toglieranno i soldati, lo spoglieranno, lo appenderanno ad una croce, lo insulteranno…ma quel “grembiule” sarà sempre lì a ricordarci il suo Amore.

Un Dio che “serve”.

Un Dio che serve e non “si serve” della sua potenza.

Dio che serve e non si “fa servire”.

Rimango sempre colpita da questo brano dell’evangelista Giovanni, più che dalla “reazione” assolutamente “umana” di Pietro.

Anche noi forse, ci saremmo indignati… difficile comprendere…l’ora per capire non era ancora “giunta” per l’uomo.

Essere lavati per lavare…

Chinarsi.

Il Signore che lava i piedi insegna la carità.

Quante volte ancora siamo sordi e ciechi al maestro “chinato” ai nostri piedi…

Amati per amare.

Lavati per lavare.

Difficile anche per noi… siamo “lavati” eppure ancora facciamo fatica ad essere discepoli.

Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi” (Gv 13,15): passa forse un po’ inosservato questo versetto, eppure racchiude la “logica” di quel gesto e di quei verbi.

Un “lascito” per ogni persona: vi ho dato un esempio, affinchè anche voi sappiate alzarvi, depositare, prendere, cingere, versare, lavare, chinarvi.

Anche voi “facciate”, anche voi “amiate”.

Posted in Pagine di Fede, Vercelli Oggi

Prenderà il via lunedì 13 aprile, da via Marilla Rigazio, il nuovo piano di asfaltature che interesserà diverse strade cittadine. Obiettivo: migliorare la sicurezza.

Gli interventi riguarderanno:

Via Marilla Rigazio (area retrostante il supermercato Bennet) con l’estensione dei lavori anche in via don Secondo Pollo

Via Viotti

Via Borgogna, in prossimità del museo

Viale Garibaldi

Tratti di via Gioberti

Particolare attenzione sarà poi dedicata a via Prarolo (rione Cappuccini).

«In questo caso – interviene l’assessore alla Viabilità, Paolo Campominosi sono in corso verifiche per individuare i soggetti a cui spetteranno gli interventi perché l’attuale, difficile situazione è figlia di mancati ripristini dopo lavori precedentemente svolti». L’assessore anticipa che «insieme agli uffici competenti siamo già al lavoro per definire il secondo step di interventi in altre strade della città. Non appena possibile forniremo tempestive comunicazioni ai cittadini».

Nelle prossime settimane inizierà il programma di ASM e riguarderà:

tangenziale Ovest (fronte JYSK) dal 20 aprile

via Baracca dal 23 aprile

Via Restano dal 2 maggio

Strada Cascina Lavino dal 22 giugno

Via Benadir dall’1 luglio

Via Libia dal 6 luglio

Via Rodi dal 9 luglio

Via Assab/Sirtica dal 14 settembre

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Redazione di Vercelli

Posted in Enti Locali

Si è tenuta lo scorso 26 marzo, presso la sede di Viale Matteotti 17, l’Assemblea Annuale dell’Associazione Biellese Volontariato (ABV).

Un appuntamento carico di emozione, che ha unito il bilancio delle attività svolte alla celebrazione di un compleanno speciale: i 40 anni dalla fondazione, avvenuta il 20 marzo 1986.

La Presidente Rita Di Braccio, in apertura dei lavori, ha voluto dedicare un momento al ricordo di figure chiave che hanno segnato la storia del sodalizio: il segretario storico Luigi Prina Mello e Cesare Bocca, Presidente dal 2018 al 2020.

Passando all’analisi del contesto attuale, la Presidente ha delineato le sfide di un panorama sociale complesso, dove la missione di ABV si conferma essenziale. Oltre ai numeri, il focus resta sull’aspetto umano: il volontariato ABV non è solo un supporto logistico, ma un presidio contro l’isolamento.

Tra i traguardi più significativi dell’ultimo anno spicca l’acquisto di un nuovo mezzo attrezzato. Il veicolo, dotato di pedana elettrica e sedile anteriore destro automatizzato, è stato scelto specificamente per facilitare il trasporto di persone disabili e fragili.

Il nostro impegno non è solo ‘chilometrico’, ma profondamente umano – ha sottolineato Rita Di Braccio -. Ogni trasporto deve trasformarsi in un momento di ascolto. Il nostro obiettivo è ridurre quel senso di solitudine che, troppo spesso, accompagna la malattia e la fragilità”.

L’intervento si è concluso con una riflessione sui quattro decenni di attività dell’Associazione.

Un traguardo che la Presidente ha riassunto come un “impatto concreto sulla comunità”, fatto di:

Migliaia di vite incrociate con professionalità e dedizione;

Migliaia di volontari che hanno onorato la divisa associativa;

Innumerevoli ore spese tra le corsie dell’Ospedale e sulle strade del territorio;

Infiniti sorrisi donati e ricevuti.

Questa è stata ed è l’ABV, e continuerà ad esserlo – ha chiosato la Presidente -. Da 40 anni scriviamo lo stesso, bellissimo capitolo: quello del dono”.

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Redazione di Vercelli

Promuovere lo sport all’aria aperta, valorizzare il paesaggio naturale e favorire l’aggregazione femminile attraverso la passione per le due ruote.

Con questi obiettivi nasce “Woman Ride Together”, una serie di appuntamenti dedicati interamente alle amanti della mountain bike e dell’e-bike.

Il prossimo evento in calendario farà tappa a Candia Canavese sabato 4 aprile, offrendo una giornata intensa tra tecnica, avventura e condivisione.

L’iniziativa si distingue per un approccio completo che non si limita alla semplice pedalata, ma mira a far crescere la consapevolezza e le abilità delle partecipanti. Il programma prevede infatti sessioni di tecnica di guida, escursioni guidate e momenti di condivisione.

L’evento è pensato per essere inclusivo e aperto anche a chi non possiede un mezzo proprio. Grazie alla collaborazione con i partner tecnici, è infatti possibile noleggiare biciclette o e-bike per l’intera durata del corso.

Woman Ride Together gode del patrocinio della Città metropolitana di Torino in collaborazione con Bike Consultant, l’ente di promozione sportiva ASI, e il Comune di Candia Canavese.

Info e prenotazioni www.bikeconsultant.eu

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Redazione di Vercelli

Posted in Lo Sport

Il palcoscenico del teatro civico di Bosconero si prepara a trasformarsi in un’arena di risate e poesia.

Infatti, – venerdì 10 aprile 2026 alle ore 21.00 – nell’ambito della rassegna curata dall’associazione Pandorama APS, approda l’attesissimo appuntamento con “Clown on the Ground”.

Lo spettacolo, inserito nel circuito dell’Alfred Clown Festival, non è solo una performance, ma un vero e proprio viaggio nell’universo del clown contemporaneo.

La serata vedrà alternarsi sul palco un cast d’eccezione, trasformando il teatro in un cabaret vivace e multiforme.

Il cartellone di “Clown on the Ground” promette un’esperienza corale con artisti di rilievo nel panorama della comicità fisica e del teatro di strada: Angela Delfini – definita la “clown più punk del circondario” – porterà la sua energia travolgente e il suo stile unico.

Federico Beltrame e Giancarlo Moia, ambedue maestri dell’improvvisazione e della mimica. Stella Ferretti, nota per la sua capacità di coniugare grazia e umorismo.

Dora Little e Beet Red, per momenti di pura clownerie classica rivisitata.

Gli Attori per Caso, gruppo che da anni anima le serate bosconeresi con spirito conviviale e inclusivo.

L’evento è realizzato con il sostegno della Fondazione Comunità del Canavese, a testimonianza del valore sociale e culturale che il teatro e l’arte del clown rivestono per la comunità locale, capace di unire generazioni diverse sotto il segno del sorriso.

Il biglietto di ingresso costa 10 euro e si comincia a ridere alle 21.00.

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Redazione di Vercelli

Posted in Cultura e Spettacolo

Torino a Pasquetta diventerà ancora una volta la casa dell’ippica europea.

Il 6 aprile infatti sarà il giorno del Gran Premio Costa Azzurra 2026 e del Derby dei 4 anni Anact Stakes + Gran Premio Città di Torino per maschi e femmine, patrocinati ancora una volta dalla Città Metropolitana di Torino.

Tre corse inserite in un programma ricchissimo, al via dalle 14:30, con ingresso gratuito e libero per tutti.

Un programma ricchissimo illustrato il 30 marzo, nel salone all’interno dell’impianto: a fare gli onori di casa Guido Melzi d’Eril, presidente e ad di Hippogroup Torinese, e il vice presidente Alessandro Ferraris. Ma anche Tamara Papiccio, Vice Presidente dell’U.E.T e Coordinatore della programmazione corse al MASAF (Ministero dell’Agricoltura Sovranità Alimentare e delle Foreste) oltre che Sonia Cambursano, Consigliera della Città Metropolitana di Torino.

Il Costa Azzurra ha 63 anni ma non li dimostra – ha spiegato Melzi d’Eril visibilmente orgoglioso – e lo capiremo ancora una volta. Ci aspetta una giornata con tante corse importanti e si annuncia un’atmosfera frizzante, ecco perché c’è grande attesa, anche per il confronto con i francesi. Il fatto che siano presenti cavalli di ottimo valore è un riconoscimento importante per il nostro lavoro”.

Alessandro Ferraris guarda anche oltre: “Parliamo di corse storiche, in particolare il Costa Azzurra, che hanno significato moltissimo nella vita dell’Ippodromo e più in generale dell’ippica italiana. Siamo felici per questo e ancora di più per poter far scoprire ancora una volta la bontà del nostro impianto, un vero contenitore attrezzato per ogni tipo di evento, per vivere spettacoli di vario genere”.

Il peso specifico di Torino nel mondo del trotto internazionale è stato sottolineato da Tamara Papiccio. “Non è un caso se lo scorso anno l’U.E.T. ha scelto Torino per il suo congresso e ha inserito il Costa Azzurra nel suo circuito principe. Qui si rispettano i tre criteri fondamentali che chiediamo oggi al mondo dell’ippica. C’è la consapevolezza del valore culturale e agricolo del cavallo anche come volano del territorio. C’è una selezione responsabile del cavallo trottatore con il rispetto della sua salute. E soprattutto c’è la massima attenzione al benessere del cavallo. Da Torino era partita nel 2025 la rivoluzione del frustino, da usare come forma di comunicazione all’animale e non più come una forma di forzatura”.

Sonia Cambursano invece ha sottolineato quanto rappresenti Vinovo e la sua filiera nell’economia della Città Metropolitana: “Il nostro è un territorio di grandi e piccole eccellenze, come l’ippodromo che ci permette di essere conosciuti e riconosciuti ovunque, come gli allevamenti che si fanno apprezzare in tutto il mondo. La Provincia prima, la Città Metropolitana adesso sono sempre state vicine perché apprezzano anche l’evoluzione e la maturità che HippoGroup ha saputo dare rinnovando la sua storia”.

Un anno fa il Costa Azzurra fu di Dany Capar e Gabriele Gelormini, tornato profeta in patria dopo anni di eccellente lavoro in Francia. Ci saranno di nuovo entrambi ma non insieme: Dany Capar, al via con il 3 ma con Alessandro Gocciadoro, mentre Gelormini sarà in sulky a Jabalpur, uno dei tre cavalli francesi attesissimi al via per una sfida tra due scuole e due allevamenti che hanno scritto pagine leggendarie nel trotto mondiale.

Di primissimo piano anche il campo partenti dei due Derby dei 4 anni – ANACT Stakes+/ Gran Premio Città di Torino che presentano tutto il meglio degli indigeni nostrani.

Tutto dal vivo e in diretta anche su EQUtv, il canale televisivo interamente dedicato al mondo del cavallo e dell’ippica, disponibile sul canale 151 del Digitale Terrestre, 51 di tivùsat e 220 di Sky.

6 aprile, la gita fuori porta all’ippodromo: intrattenimento per tutti

Il 6 aprile ci sarà anche grande spazio per le famiglie e tutti quelli che verranno a farci visita.

Torneranno le carrozze storiche con Adamo Martin, mentre gli amici di Circowow trasformeranno il parterre nel “Villaggio del Coniglio”: un format innovativo tra gioco cooperativo, didattica e natura.

E ancora, un appuntamento con un’associazione cinofila che per la prima volta arriverà in ippodromo, e molto altro.

Vi aspettiamo fin dalla tarda mattina, per pranzare presso il nostro ristorante affacciato sulla pista.

Ippodromo di Vinovo, un nuovo sito per vivere meglio le corse

Il 2026 ha portato e soprattutto porterà molte novità all’interno dell’Ippodromo di Vinovo, la vera casa del trotto europeo anche grazie alle scelte fatte dal MASAF, il Ministero dell’Agricoltura nei mesi scorsi per premiare il lavoro dell’impianto torinese.

Tra queste spicca il nuovo sito, voluto espressamente da HippoGroup Torinese per dare nuovo impulso anche alla parte internet e social dedicata a tutto quanto ruota attorno alla pista.

Non cambia l’indirizzo, perché ormai il grande pubblico lo conosce da tempo e lo riconosce subito: www.ippodromovinovo.it/ è diventato un marchio di fabbrica.

A cambiare però è stata totalmente la grafica, più attrattiva e dinamica, ideata per un pubblico di tutte le età, adatta anche a cellulare e device mobili.

Tutto molto semplice e intuitivo.

Sulla Home Page, nella sezione News (disponibile scorrendo verso il basso o nel menù in alto), sono disponibili tutti gli articoli nei quali è anche possibile visualizzare direttamente programmi di gara, relazioni e altri documenti ufficiali.

La voce Ufficio Tecnico, per gli addetti al lavori, è anch’essa presente nel menu in alto.

Il sito sarà sempre aggiornato in tempo reale per svelare tutto quanto succede in pista e dietro le quinte, per promuovere il mondo del trotto ma anche per aggiornare su tutti gli eventi che durante l’anno troveranno posto all’interno dell’impianto e nelle sue aree limitrofe.

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Redazione di Vercelli

Posted in Lo Sport

Saper progettare e valutare l’impatto che gli eventi di natura culturale, sportiva e turistica generano a livello ambientale, sociale ed economico: è questo l’obiettivo del corso di formazione organizzato dalla Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte nell’ambito del progetto Interreg SustainEvents, di cui l’Ente camerale è capofila di parte italiana.

L’iniziativa si rivolge a organizzatori di eventi culturali e sportivi, operatori del settore turistico (anche non imprese) ed enti coinvolti nell’organizzazione di eventi delle province di Biella, Novara, VCO e Vercelli, oltre che di Varese e del Canton Ticino.

Il corso è articolato in tre appuntamenti, di cui i primi due si svolgeranno online e l’ultimo in presenza.

Si partirà con “Una strategia per un evento sostenibile: capire l’impatto degli eventi”, in programma mercoledì 15 aprile (ore 10.30-12.30).

Il secondo modulo, sempre da remoto, è previsto per giovedì 23 aprile (ore 10.30-12.30) e sarà dedicato al tema “La valutazione dell’impatto degli eventi: dalla misurazione alla strategia”.

L’ultimo incontro si svolgerà presso la sede camerale di Baveno mercoledì 13 maggio (ore 10.00-16.30) e consisterà in workshop operativo, in cui i partecipanti potranno applicare concretamente quanto affrontato nelle sessioni online attraverso laboratori pratici.

In tutti i moduli sono inoltre previste esercitazioni con strumenti di intelligenza artificiale; la docenza verrà curata da Fondazione Santagata e Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta.

«Con il progetto SustainEvents la Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte intende rispondere a una sfida non più rimandabile: trasformare la sostenibilità da concetto astratto a pratica gestionale quotidiana per gli operatori del settore culturale, sportivo e turistico – commenta il presidente della Camera di Commercio Angelo Santarella -. Gli eventi sono, per definizione, momenti di grande energia e partecipazione, ma la loro natura temporanea non deve farci dimenticare l’impronta che lasciano sui territori. Non si tratta solo di ridurre l’impatto ambientale, ma di progettare manifestazioni che siano socialmente ed economicamente generative. Con questo nuovo percorso formativo vogliamo fornire ai partecipanti, oltre ad una visione teorica, strumenti pronti all’uso, come il framework 4C e i canvas di lavoro, che li aiutino a costruire roadmap di decarbonizzazione realistiche e misurabili».

L’iscrizione degli operatori è gratuita, grazie al progetto SustainEvents, finanziato dal Programma Interreg VI-A Italia Svizzera 2021-27.

Per iscriversi al percorso formativo occorre compilare il modulo online, disponibile unitamente al programma dell’iniziativa sul sito camerale www.pno.camcom.it.

Maggiori informazioni possono essere richieste alla Camera di Commercio (Servizio Promozione: sustainevents@pno.camcom.it – tel. 0323.912.803/834).

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Redazione di Vercelli

Posted in Economia

A causa di un incidente, la strada statale 565 “di Castellamonte” è provvisoriamente chiusa al traffico a Samone (TO).

Per cause in corso di accertamento due autovetture si sono scontrate e uno degli occupanti ha perso la vita.

La circolazione è temporaneamente indirizzata sulla viabilità locale.

Il personale Anas, il 118 e le Forze dell’Ordine sono sul posto per gestire l’emergenza e per ripristinare la transitabilità lungo la statale il prima possibile.

Anas (Gruppo FS) ricorda che “Quando sei alla guida tutto può aspettare!” – “Guida e Basta!”. Per una mobilità informata chiama il Servizio Clienti “Pronto Anas” al numero verde gratuito 800.841.148.

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Redazione di Vercelli

Posted in Cronaca

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, in occasione della Giornata Mondiale di Sensibilizzazione sull’Autismo (2 aprile), istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con la risoluzione A/RES/62/139, richiama l’attenzione della comunità educante, delle istituzioni e della società civile sulla necessità urgente di superare approcci superficiali e meramente celebrativi per abbracciare una prospettiva autenticamente fondata sui diritti umani.

Il tema scelto per il 2026, “Autism and Humanity – Every Life Has Value”, non è uno slogan, ma un imperativo etico e politico: riconoscere pienamente la dignità intrinseca di ogni persona autistica significa ridefinire i paradigmi culturali, educativi e sociali ancora troppo spesso ancorati a visioni riduttive o patologizzanti.

A quasi vent’anni dalla risoluzione del 2007, il passaggio dalla consapevolezza all’accettazione e quindi all’inclusione rappresenta una traiettoria ancora incompiuta. Le persone autistiche continuano a incontrare barriere sistemiche nell’accesso all’istruzione, al lavoro e alla partecipazione sociale. Tali ostacoli non sono espressione di una condizione individuale, ma il riflesso di contesti incapaci di riconoscere e valorizzare la neurodiversità come risorsa.

In questo quadro, il recente messaggio del Segretario Generale delle Nazioni Unite rafforza e attualizza l’urgenza dell’impegno collettivo: la dignità e il valore di ogni persona autistica non sono negoziabili e devono tradursi in diritti pienamente esigibili. Richiamando la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, viene ribadito che ogni individuo, indipendentemente dalla propria neurodiversità, è parte integrante della famiglia umana e titolare dell’intero spettro dei diritti fondamentali.

In un contesto globale segnato da incertezze e regressioni culturali, il riemergere di stereotipi e stigmi impone una risposta ferma: garantire alle persone autistiche non solo visibilità, ma autodeterminazione, accesso equo all’istruzione, opportunità lavorative dignitose e sistemi sanitari realmente inclusivi. Solo così sarà possibile consentire una partecipazione piena e consapevole alla vita sociale, valorizzando competenze e prospettive che arricchiscono l’intera collettività.

Il CNDDU sottolinea come la promozione dei diritti delle persone autistiche si inserisca pienamente nel quadro degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) promossi dalle Nazioni Unite. L’inclusione della neurodiversità non rappresenta un ambito separato, ma una condizione trasversale per costruire società più giuste, resilienti e innovative.

Particolare rilevanza assume il ruolo dell’Institute of Neurodiversity, promotore dell’evento internazionale 2026, che incarna un modello avanzato di cambiamento sistemico fondato sull’esperienza diretta delle persone neurodivergenti e su un approccio centrato sulla persona.

Il Coordinamento Nazionale Docenti evidenzia con forza il ruolo strategico della scuola: non solo luogo di istruzione, ma spazio in cui si costruisce il riconoscimento della dignità umana. È qui che la differenza può diventare valore o, al contrario, essere marginalizzata. Per questo, è necessario promuovere una formazione docente continua e qualificata sui temi della neurodiversità, sostenere pratiche didattiche inclusive e garantire ambienti educativi realmente accessibili.

Questa esigenza emerge con particolare evidenza anche dai dati ufficiali più recenti: secondo il rapporto dell’Istituto Nazionale di Statistica sull’inclusione scolastica, riferito all’anno 2023/2024 e ad oggi il più aggiornato disponibile, gli alunni con disabilità nelle scuole italiane sono quasi 359.000, pari al 4,5% del totale, con un incremento del 26% negli ultimi cinque anni.

All’interno di questo quadro, i disturbi dello sviluppo psicologico, tra cui rientra lo spettro autistico, rappresentano circa il 35% dei casi.

In termini specifici, gli studenti con disturbo dello spettro autistico superano le 100.000 unità, arrivando a costituire circa un terzo della popolazione scolastica con disabilità. A ciò si affiancano le stime epidemiologiche dell’Istituto Superiore di Sanità, secondo cui in Italia un bambino su 77 presenta un disturbo dello spettro autistico.

Questi dati, pur non riferiti ancora all’anno scolastico 2025/2026, delineano una crescita strutturale e continua che rende il fenomeno pienamente attuale e non più interpretabile come emergenziale, ma come elemento stabile della realtà educativa italiana.

In questa prospettiva, il CNDDU propone l’avvio di una pratica didattica innovativa che si discosta dalle modalità più diffuse, spesso limitate a momenti simbolici o a narrazioni esterne condivise anche in rete in occasione delle giornate dedicate alle diverse fragilità. Si tratta di un percorso educativo continuo che assume la presenza degli studenti autistici come principio generativo della didattica stessa: non più oggetto di attenzione, ma soggetti co-autori del processo educativo, capaci di incidere sulla costruzione dei linguaggi, degli spazi e delle relazioni scolastiche.

Una proposta che si differenzia profondamente dalle esperienze più comuni, perché non mira a raccontare l’inclusione né a rappresentare l’alterità, ma a trasformare la scuola in un ambiente che apprende dalla differenza, riconoscendola come criterio fondativo. In questo modo, l’inclusione non è più un obiettivo da raggiungere, ma una pratica quotidiana che ridefinisce il senso stesso dell’educazione ai diritti umani.

Solo una società che accetta di ripensarsi a partire dalle sue differenze, e non nonostante esse, può dirsi autenticamente umana.

Prof. Romano Pesavento

Presidente CNDDU

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Posted in Scuola e Università